UN GIORNO DI FUOCO..ENNESIMO SGOMBERO DI UNO SPAZIO SOCIALE A PADOVA

Inviato da autonomix | 4 Dic, 2008

Nella serata di mercoledì 3 dicembre una trentina di studenti del Collettivo di Scienze Politiche hanno occupato uno stabile in fondo a via Beato Pellegrino.

L’edificio, un ex ufficio postale, è abbandonato da cinque anni ed è in buono stato. Nella giornata di oggi, giovedì 4, senza alcuna notifica, il sindaco Zanonato, per motivi di ordine pubblico, ha deciso in favore di uno sgombero violento e illegittimo, e quindi ha dato ordine alla Questura di procedere con cariche che hanno portato al ferimento di cinque ragazzi.
Contemporaneamente si stavano svolgendo le trattative con il Presidente dell’associazione a cui lo stabile era stato dato in concessione.

Lo spazio è stato occupato per costruire un laboratorio di inchiesta e autoformazione che permetta di costruire un’indagine sociale sui problemi della città di Padova.

La cronaca audio con Bruna del Collettivo di Scienze Politiche.
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Dopo i fatti della mattinata, i ragazzi del Collettivo si sono mossi in un corteo spontaneo verso il centro cittadino e si sono fermati davanti al Comune di Padova per protestare contro il Sindaco e contro le modalità dello sgombero.
Le porte del Comune erano aperte e quindi gli attivisti del Collettivo si sono apprestati ad entrare pacificamente; ma immediatamente sono intervenuti i vigili urbani e la polizia con manganellate e pugni in una carica caotica e violentissima.
Uno dei ragazzi è stato bloccato e picchiato dai vigili dentro il suolo del Comune, rilasciandolo solo dopo una decina di minuti, mentre tre ragazzi sono finiti in ospedale e molti sono rimasti contusi.

Il commento di Omid del Collettivo di Scienze Politiche.
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Links:
www.labfuoco.org
www.senzatv.com

 

 COMUNICATO DEL LABORATORIO FUO.CO.

 

 

Dopo quasi un anno dall’ultimo sgombero, ieri 3 dicembre, come attivisti del Collettivo scienze politiche- Laboratorio Fuo.Co. abbiamo occupato uno stabile in disuso da cinque anni, in Via Beato Pellegrino 204, di proprietà del Comune di Padova, per dare spazio ai nostri progetti di inchiesta, autoformazione a ricerca sulle nuove forme di controllo sociale e le politiche securitarie che sempre più governano le nostre città e le nostre vite. Il sindaco Zanonato, nonostante le nostre ripetute e continue richieste di dialogo e di apertura di un tavolo di trattativa sulla questione degli spazi, non si è nemmeno degnato di comunicare con noi ed ha firmato questa mattina un’ordinanza di sgombero dello stabile che abbiamo occupato.


Alle 13 sono arrivati una decina di agenti DIGOS che, senza nessun preavviso nè spiegazione, ci hanno aggredito a calci e pugni, trascinandoci fuori e costringendoci a uscire dallo stabile. A sgombero avvenuto è arrivato un vigile urbano che, “tempestivamente”, ha notificato lo sgombero mentre sopraggiungeva una camionetta della celere. Subito dopo ci siamo diretti verso palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, per chiedere spiegazione dell’improvviso e violento sgombero. Sul luogo si trovavano già diversi agenti DIGOS e due volanti della polizia. All’interno del cortile, la polizia coadiuvata da zelanti vigili urbani, manganelli alla mano, ci ha respinto sul cancello placcando e fermando un nostro compagno. Abbiamo subito e con forza dato vita ad un presidio molto determinato a richiedere la liberazione del nostro compagno fermato, venendo ripetutamente caricati dalla polizia e dal reparto celere arrivato dalla Questura. Nelle cariche sono stati coinvolti anche passanti inermi che tornavano dalla spesa al mercato e quattro studentesse che hanno riportato ferite e contusioni alla testa e alle braccia con prognosi tra gli 8 e i 10 giorni, tra cui una ancora in osservazione in ospedale.


Denunciamo con forza chi ancora una volta dimostra di utilizzare le forze di polizia per trincerarsi dietro questioni di ordine pubblico invece che affrontare le reali esigenze della città che amministra. Denunciamo l’estrema gravità del comportamento del sindaco Zanonato, completamente sordo alle richieste di spazi di agibilità da parte degli studenti e dei precari, un sindaco che dimostra in ogni ambito la propria deriva repressiva e poliziesca attraverso politiche securitarie, militaresche nelle strade e polizia per schiacciare ogni forma di conflitto e mobilitazione nella città.


Noi la crisi non la paghiamo


Il FUO.CO. non si spegne


Laboratorio FUO.CO. - Collettivo Scienze Politiche – Fuxia block

 

Scontri a Padova per difedere il Fuo.co.

movimenti

La Polizia ha sgomberato questa mattina lo stabile abbandonato, occupato ieri dal collettivo di scienze politiche. I compagn* si sono quindi recati in in Comune. All'ingresso nel cortile del Municipio c'è stata però unaviolenta carica della Polizia e la risposta dei compagn* presenti.
Alcuni compagni, feriti dalla manganellate, sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere. Contusi  -pare - anche alcuni agenti.
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Il volantino dell'occupazione di ieri:

Nasce a Padova un nuovo spazio “fuori dal controllo”

Arriva un momento in cui bisogna rompere gli indugi, un istante nel quale ci si deve mettere in gioco e mettere in gioco le proprie abitudini e le proprie “sicurezze” per compiere un passo in avanti concreto nel tragitto che ci separa dal raggiungimento dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Un passo in avanti innanzitutto per rendere palese che chi esercita controllo e potere non avrà mai le nostre vite, le nostre menti, il nostro presente e il nostro futuro.
Noi oggi pensiamo di compiere uno di questi piccoli passi, uniti da un sentore collettivo che esige sempre di immaginare e costruire l’impossibile.
Lo spazio che da oggi viene occupato dai nostri corpi impazienti e dai nostri saperi ribelli e che siamo pronti a difendere con tutta la forza della nostra determinazione si chiamerà
:
  • LABORATORIO  FUORI DAL CONTROLLO..
Un laboratorio politico, sociale, culturale e artistico che vuole innanzitutto fornire, a chi lo vivrà e a chi semplicemente lo attraverserà, nuovi strumenti di comprensione di se stessi e della realtà circostante  in un contesto sociale in cui i nostri “formatori”, della televisione o dell’università non fa differenza, ci insegnano, senza darci pace, che la regola numero uno è rassegnarci all’immutabilità dell’attuale stato di cose.
In uno scenario in cui la messa in discussione degli equilibri costituiti eccede la sempre tollerata azione partitica e sindacale,  il rischio è di essere stigmatizzati come nemici del “benessere” e dello “sviluppo” della intera comunità.

Occupiamo perché diffidiamo dei nostri “formatori”; abbiamo il forte sospetto che ci stiano ingannando. Occupiamo perché la nostra fame di sapere ha bisogno di uno spazio fisico per diventare energia dirompente in grado di costruire alternative di vita singola e collettiva rispetto alle previsioni e prevenzioni dell’asfissiante controllo sociale neoliberista.


Vogliamo sapere, essere consapevoli e così poter agire, confliggere. Vogliamo sapere perché siamo precari, sapere perché siamo insoddisfatti, sapere cosa accade alle nostre università vittime del definitivo smantellamento del welfare e protagoniste di una delle contestazioni più diffuse e radicali vissute negli ultimi anni, sapere perché i nostri governi bombardano e occupano altri stati, sapere perché gli spazi dell’emarginazione e dell’esclusione sociale si stanno ampliando a dismisura.
Costruire un osservatorio che analizzi in modo critico gli aspetti più contraddittori dell’attuale modello di sviluppo, un modello che tenta di imporre nelle nostre vite il paradigma securitario e che oggi su scala globale vive una crisi senza precedenti. È questo uno dei primi obiettivi che ci poniamo.

Formazione, lavoro, guerra: pensiamo sia  imprescindibile affrontare ed indagare criticamente queste  realtà della nostra vita quotidiana con gli strumenti dell'inchiesta e dell'autoformazione  per comprendere la complessità e la vera natura del potere contemporaneo,  individuare e liberarsi delle strategie di controllo sociale ed essere in grado di costruire concretamente esperienze nuove di relazioni sociali, di trasmissione di saperi e di trasformazione dell'esistente.
Incontri, dibattiti, gruppi di lavoro, incontri di autoformazione, proiezioni, pubblicazioni, percorsi di inchiesta e conricerca….ma anche azioni dirette per rallentare e contrastare il dilagare della precarietà, contrapporci alla svendita dell’università e alla mercificazione della cultura, difendere la calpestata dignità dei migranti, sabotare i sistemi di controllo e sorveglianza e altro ancora.

Siamo impazienti di partire ma soprattutto di raccogliere proposte nuove da tutti quelli che vorranno camminare con noi.
Siamo quelli senza piattaforma, senza libretti rossi ed ideologie, non abbiamo gerarchie e piani politici prestabiliti.Siamo imprevedibili e desideriamo sorprenderci e sorprendere, alimentare dubbi e sospetti, emanare creatività e conflitto, giorno dopo giorno, ripartendo da questo spazio. Vogliamo solo mettere a disposizione di noi stessi e di tutti quelli che vorranno uno spazio capace di aprire delle “possibilità”, possibilità di scegliere, di sapere, di essere un po’ meno insoddisfatti…


LABORATORIO DI INCHIESTA E DI AUTOFORMAZIONE “FUO.CO”

 

AGGIORNAMENTI: Crash! Bologna 500 in presidio e ancora cariche - Presidi in diverse città

Inviato da autonomix | 3 Dic, 2008

Aggiornamenti dal presidio di Bologna:

Alle luce natalizie che circondano le due torri bolognesi oggi si sono aggiunte molte luci di una lotta che non vuole spegnersi molto facilmente. 500 persone hanno risposto al presidio contro lo sgombero del Laboratorio Crash!
Molti gli slogan che eccheggiano le parole dei movimenti di questi mesi: "Noi la crisi non la paghiamo" e "Indietro non si torna". Al presidio erano presenti anche diversi studenti della mobilitazione delle scuole e delle università.
Nell'incrocio più importante del centro della città si è formato un blocco stradale che è durato circa un'ora ribadendo continuamente la determinazione a difendere gli spazi sociali, ora più che mai antidoto ad un società sempre più barbaramente fascista, razzista ed intollerante.
Verso le 19 la polizia si è avvicinata agli striscioni del laboratorio Crash e dell'Aula 1 di Giurisprudenza ed è partita una carica durata diversi minuti. I manifestanti hanno, però saputo rispondere e dcontro la polizia sono partiti petardi e bottiglie, mantenendo in questo modo in blocco sulla strada.
Successivamente la decisione è stata quella di partire in corteo, lungo via Rizzoli per arrivare fino in piazza Nettuno.
Nella piazza il corteo si è sciolto, dopo aver ribadito, anche sotto palazzo d'Accursio, che la repressione non ferma quello che è la lotta per gli spazi sociali, a Bologna e in tutta Italia.

...In attesa di un nuovo Crash!

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Dalle altre città:

Presidi sotto le prefetture di Palermo, Modena e Torino.
Iniziative anche a Reggio Calabria, Pisa, Brescia, Cosenza, Milano, Verona, Livorno e Cremona.
A Pisa è stato organizzato un presidio da parte dell'assemblea antirazzista: nel mirino il delirio securitario del sindaco di centrosinistra della cittadina Toscana. Il presidio è stato anche occasione per portare solidarietà ai compagni/e di Crash! sgomberati questa mattina.
A Roma si terrà questa sera una assemblea per decidere in che modo portare solidarietà al laboratorio occupato Crash! di Bologna sgomberato questa mattina.
A Padova è stato occupato un nuovo spazio da parte dei compagni e compagne del laboratorio Fuo.Co. che porta solidarietà anche ai compagni/e sgomberati a Bologna

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ore 12.30 #Aggiornamenti: In programma presidi in molte città italiane:
A Bologna appuntamento alle 18 sotto le due torri
Altre iniziative a Modena, Palermo, Torino, Cremona, Livorno, Pisa, Brescia, Milano, Verona, Padova, Reggio Calabria, Cosenza, Roma...

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Lo sgombero

Stamattina, prima delle 7, Bologna si è svegliata con un nuovo sgombero, quello del nuovo Laboratorio Crash! occupato per dare seguito alle iniziative interrotte dal sequestro dello stabile di via Zanardi 106.
Ad effettuare lo sgombero un centinaio tra celere, carabinieri e DIGOS. I ragazzi del laboratorio appena radunati hanno risposto con blocchi stradali, portando in strada i tavoli e le sedie che sarebbero servite alle prossime iniziative e che, invece, ancora una volta prive di scopo, come l'edificio di via Donato Creti 24.
La polizia ha reagito con violenza caricando più volte i blocchi stradali che si sono sciolti e riformati, percorrendo tutta la via, fino all'incrocio con via Stalingrado.
Proprio qui si è verificata una carica molto brutale nella quale alcuni ragazzi sono rimasti contusi, una ragazza è stata ferita alla testa ed è stato necessario l'intervento dei medici 118 ed è stata successivamente portata al pronto soccorso in cui le sono stati messi 6 punti alla testa. La ragazza è ancora in ospedale.

Al momento il presidio si è sciolto, ma gli attivisti hanno annunciato che non può essere ancora scritta la parola fine, perchè Crash continuerà a muoversi finchè non verrà riconosciuta l'importanza dei percorsi politici e culturali finora messi in campo nella città.

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Di seguito il comunicato del Laboratorio Crash!

APPUNTAMENTO A BOLOGNA SOTTO LE DUE TORRI ALLE 18

In due settimane 3 sgomberi! Il Laboratorio Crash resiste...

Dalle barricate di via Donato Creti diamo appuntamento sotto le due torri alle ore 18h per continuare la giornata di lotta e resistenza.
Dalla periferia al centro della città, dal nord al sud d'Italia oggi sara' la giornata in cui il blocco dell'antagonismo sociale dira' chiaramente che nessuno sgombero sara' piu' tollerato. In questi tempi di crisi sociali se i poteri delle città pensano di contrastare e reprimere la costruzione di spazi sociali, non hanno ancora capito con chi hanno a che fare...
Ancora oggi come il movimento no-gelmini saremo in piazza per dire che in dietro non si torna e se ci bloccano il nostro futuro noi bloccheremo le nostre città...
Bologna 3 dicembre 2008... e questo è solo l'inzio! Noi la crisi non la paghiamo! D'ora in poi a pagarla saranno solo loro

URGENTE!! CRASH DI NUOVO SGOMBERATO. CARICHE VIOLENTE E BARRICATE A BOLOGNA

Inviato da autonomix | 3 Dic, 2008

Stamattina, prima delle 7, Bologna si è svegliata con un nuovo sgombero, quello del nuovo Laboratorio Crash! occupato per dare seguito alle iniziative interrotte dal sequestro dello stabile di via Zanardi 106. Ad effettuare lo sgombero un centinaio tra celere, carabinieri e DIGOS. I ragazzi del laboratorio appena radunati hanno risposto con blocchi stradali, portando in strada i tavoli e le sedie che sarebbero servite alle prossime iniziative e che, invece, ancora una volta prive di scopo, come l'edificio di via Donato Creti 24. La polizia ha reagito con violenza caricando più volte i blocchi stradali che si sono sciolti e riformati, percorrendo tutta la via, fino all'incrocio con via Stalingrado. Proprio qui si è verificata una carica molto brutale nella quale una ragazza è rimasta ferita alla testa ed è stato necessario l'intervento dei medici 118. Al momento il presidio si è sciolto, ma gli attivisti hanno annunciato che non può essere ancora scritta la parola fine a questa giornata, perchè Crash continuerà a muoversi finchè non verrà riconosciuta l'importanza dei percorsi politici e culturali finora messi in campo nella città.

SEGUIRANNO INDICAZIONI DA PARTE DEI COMPAGNI DEL LABORATORIO CRASH! SEGUITE GLI AGGIORNAMENTI DELLE INIZIATIVE DELLA GIORNATA SU INFOAUT.ORG/BOLOGNA

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 In due settimane 3 sgomberi!

Il Laboratorio Crash resiste... dalle barricate di via Donato Creti diamo appuntamento sotto le due torri alle ore 18h per continuare la giornata di lotta e resistenza. Dalla periferia al centro della città, dal nord al sud d'Italia oggi sara' la giornata in cui il blocco dell'antagonismo sociale dira' chiaramente che nessuno sgombero sara' piu' tollerato. In questi tempi di crisi sociali se i poteri delle città pensano di contrastare e reprimere la costruzione di spazi sociali, non hanno ancora capito con chi hanno a che fare... Ancora oggi come il movimento no-gelmini saremo in piazza per dire che in dietro non si torna e se ci bloccano il nostro futuro noi bloccheremo le nostre città... Bologna 3 dicembre 2008... e questo è solo l'inzio!

Noi la crisi non la paghiamo! D'ora in poi a pagarla saranno solo loro!

-- Stay on line! Enjoy high tek proletariat infostreaming! INFOAUT - http://www.infoaut.org INFOAUT BOLOGNA - http://www.infoaut.org/bologna Laboratorio CRASH! - http://crash.noblogs.org Lab. CRASH @MYSPACE - http://myspace.com/laboratorio_crash Collettivo Universitario Autonomo - http://cua.noblogs.org

Milano - Radio Cane sotto attacco..

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2008

Stamattina all'alba del dì 28 del mese di novembre dell' anno 2008 del dominio imperiale, le armate della corporazione dei mercanti hanno proceduto allo sgombero dello studio temporaneo di RadioCane, sito nell'ambito domestico di un generoso compagno.
Gli infimi agenti delle forze dominatrici, circondato militarmente l' eroico fortino, hanno incontrata l'impervia resistenza delle milizie ribelli.
Dopo ore di ardui combattimenti, che hanno viste decimati i contingenti di ambo le parti, i patetici militi delle armate della controrivoluzione sono riusciti a superare le barricate erette dai nostri audaci guerriglieri.
Le gloriose truppe portanti le bandiere di radiocane sono state costrette all' abbandono degli avamposti ritirandosi strategicamente in attesa del contrattacco.
Pertanto le trasmissioni saranno riprese al più presto.

Il Comitato Centrale del Nucleo B dell' Armata RadioCane

Università, blitz degli studenti. L onda non si arresta in tutti Italia.NEWS E AGGIORNAMENTI!

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2008

L’appuntamento era stato lanciato durante la grande assemblea nazionale studentesca del 15 e 16 novembre scorso alla Sapienza.
A Roma dopo l’autoriduzione di ieri sera al Teatro Valle, migliaia di studenti hanno fatto irruzione nell’aula Magna del Rettorato e hanno bloccato la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico. Il rettore è stato costretto ad abbandonare la cerimonia. Gli studenti delle scuole medie e superiori hanno raggiunto in corteo il Provveditorato agli studi del Lazio bloccandone l’accesso. [ audio ]

A Napoli oggi prima l’occupazione dell’atrio della sede della provincia e poi autoriduzione sui mezzi pubblici per raggiungere il Museo nazionale. [ audio ] | [ audio ]

A Venezia più di 600 studenti hanno deciso di visitare a costo zero "Italics" la mostra che si tiene a Palazzo Grassi. Dall’atrio del palazzo gli studenti hanno lanciato un appello per la costruzione della giornata di sciopero sociale per il prossimo 12 dicembre.
Domani a scendere in piazza genitori, studenti e insegnanti con un doppio corteo a Mestre che si conlcuderà in piazza Ferretto. [ audio ]

A Macerata stamattina occupazione del rettorato da parte degli studenti e precari No 133. Contro i tagli annunciati dal Rettore, l’Onda Anomala si è simbolicamente costituita in Fondazione e si è comprata l’università "riconsegnandola come bene comune a tutti i soggetti che producono e condividono i saperi nei nostri territori".

A Padova in vista dell’appuntamento di domani mattina alle ore 10.00 davanti al muncipio, lanciato dal Coordinamento genitori insegnanti in difesa della scuola pubblica, oggi sono stati gli studenti universitari a farsi sentire reclamando diritti e servizi in tre luoghi simboli dell’università. [ audio ]

A Bologna blitz degli studenti alla sede di Unicredit in via Rizzoli con uno striscione che diceva "Dove darci il denaro e poi ne riparliamo", mentre le vetrine della banca sono state ricoperte di adesivi con su scritto "Noi la crisi non la paghiamo". [ audio ]

 

 

 

Università, blitz degli studenti
Interrotta cerimonia a Roma

Via libera del Senato al decreto Gelmini


Università, blitz degli studenti Interrotta cerimonia a Roma
ROMA - Niente corteo, meglio l'occupazione. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione all'interno dell'aula magna della Sapienza a Roma dove il rettore Luigi Frati aveva appena terminato il suo intervento per l'apertura dell'anno accademico. La cerimonia è stata così interrotta. Sul palco è stato steso uno striscione ("Che di tagli non si muoia più: vergogna!") mentre Frati, che aveva appena terminato il suo intervento, ha abbandonato la cerimonia da una porta laterale, apostrofato dagli studenti al grido di "buffone". "Non c'e' niente da inaugurare" è il coro che scandiscono gli universitari. Che annunciano: "I cancelli all'esterno della città universitaria sono stati chiusi per non fare entrare altri manifestanti che cercano di sfondarli dall'esterno".

Dura la replica di Frati: " Fascisti sono quelli che non fanno parlare la gente. Io lo so bene perchè sono figlio di partigiano. Io sono quello di sinistra, non il pariolino che si veste da rivoluzionario".

Nel frattempo si è sciolta la manifestazione degli studenti delle scuole superiori romane in piazza della Repubblica. Pochi i partecipanti al corteo che da piazza Barberini hanno raggiunto la piazza ed hanno poi rinunciato a proseguire la protesta senza quindi raggiungere il ministero dell'Istruzione così come era stato programmato. "Oggi la manifestazione è andata male - dice Tito Russo uno degli organizzatori rappresentante dell'Unione degli studenti - 'colpa' della pioggia e del poco tempo che hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi".


Senato, via al decreto.
Nel frattempo il Senato ha approvato il decreto Gelmini sull'Università, il provvedimento passa ora all'esame della Camera. A favore hanno votato le forze di maggioranza (Pdl e Lega), contrari Pd e Idv. Non ha partecipato al voto l'Udc.

Roma. Un centinaio di studenti ha protestato sotto palazzo Grazioli, la residenza romana del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Gli studenti, al grido 'vergogna' e 'buffone', hanno voluto denunciare, è stato spiegato, in merito alla vicenda dello studente morto a Rivoli "la gravità delle parole di Berlusconi, che ha voluto ridurre vergognosamente a fatalità quello che è stato invece la conseguenza tragica di anni di tagli alla spesa sociale nel paese". Infine un gruppo studenti ha occupato l'ufficio scolastico regionale del Lazio.

Torino. Una trentina di universitari aderenti all'assemblea 'no Gelmini' sono entrati poco fa al centro congressi Torino Incontra dove è in corso un convegno promosso dall'amministrazione comunale insieme all'Associazione Torino Internazionale per discutere di federalismo e futuro della città. Gli universitari chiedono di poter entrare nella sala e leggere un documento, ma le forze dell'ordine stanno cercando di contenerli. Ci sono stati quindi momenti di tensione. Ora gli studenti sono entrati nella sala dove è in corso un'intervista al sindaco di Torino Sergio Chiamparino e hanno srotolato uno striscione con la scritta 'Noi non paghiamo la vostra crisi'.

Macerata.
Occupazione lampo del Rettorato e 'acquisto' cash dell'Università di Macerata da parte di due emissari della 'Fondazione Onda anomala', muniti di due valigette di finte banconote. E' l'ultima performance del Movimento No 133, che stamani (assente il rettore) ha occupato simbolicamente per un'ora gli uffici del Rettorato, srotolando dalla finestra uno striscione di otto metri con la scritta 'La pagate voi la vostra crisi, reddito per tutti - Onda anomala verso il 12 dicembre'.

Bolzano.
Gli studenti di Bolzano hanno organizzato una forma alternativa di protesta e, approfittando dell'apertura del mercatino di Natale del capoluogo di provincia, verranno distribuiti 6000 volantini nella sola area del centro storico con tema la protesta studentesca, le motivazioni e gli obiettivi.

 

 

L'Onda non si ferma: cariche e irruzione a Torino Incontra, bloccato l'anno accademico a La Sapienza

saperi


Nella giornata di mobilitazione nazionale degli atenei in lotta le città del nostro paese sono state nuovamente attraversate dall'Onda, all'insegna del "noi non paghiamo la vostra crisi!" e del ricordo di Vito Scafidi. A Torino l'Onda ha fatto irruzione a Torino Incontra, venendo caricata dalla polizia. A Roma l'inaugurazione dell'anno accademico è stato bloccato e interroto


28 novembre, giornata di mobilitazione nazionale degli atenei in mobilitazione contro la "controriforma Gelmini", scadenza decisa all'interno della due giorni di assemblea nazionale a La Sapienza del 15 e 16 novembre.

Mobilitazione costruita attorno allo slogan "noi non paghiamo la vostra crisi!", assunto dal movimento a livello nazionale. Cardine attorno al quale sono state costruite le iniziative città per città. Inoltre le facoltà ribelli dell'Onda hanno voluto dedicare questo momento a Vito Scafidi, studente della scuola Darwin di Rivoli (Torino) morto per il cedimento avvenuto nella struttura scolastica.

Nel frattempo, il decreto Gelmini è passato al Senato, ora dovrà transitare alla Camera... non si ferma l'arroganza del governo Berlusconi di fronte alle proteste e non si ferma, ovviamente, l'Onda!

Torino _ A Torino questa mattina 200 persone hanno attraversato il centro cittadino con un corteo selvaggio sotto una neve fittissima che ha cominciato a cadere ed imbiacare la città fin dalle ore notturne. La mobilitazione ha prima fatto tappa di fronte alla Banca San Paolo di piazza San Carlo, con una messinscena teatrale sui responsabili della crisi e gli avversari diretti che tutt* dovremmo affrontare in futuro: banchieri, imprenditori e tutti quanti vogliono ora dividere le perdite dopo anni di superprofitti. Dopo il blocco del centro cittadino e l'iniziativa simbolica di fronte alla banca San Paolo, gli studenti e le studentesse dell'Assemblea No Gelmini e dell'Assemblea No Tremonti sono ripartiti in corteo per le vie della città, dirigendosi verso la struttura di "Torino Incontra", dove si stava svolgendo un covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall'Associazione Torino Internazionale.
continua a leggere in esteso su InfoAut Torino

Roma _ Stamane un corteo interno ha attraversato La Sapienza, aperto dallo striscione "Che di taglia non si muoia più. Vergogna", partecipato da 200 studenti e studentesse, partito dalla facoltà di fisica. I manifestanti hanno poi invaso l'Aula Magna del rettorato, passando da un'entrata laterale, dove si stava svolgendo l'inaugurazione dell'anno accademico. La cerimonia è stata quindi bloccata, interrompendo la lecitio magistralis della professoressa Bossoni e facendo infuriare il rettore Frati. Gli studenti sono poi uscita dall'aula e hanno percorso le vie circostanti la cittadella universitaria, concludendo poi il corteo in piazzale Minerva.

Bologna _ Nella giornata di mobilitazione nazionale per lanciare lo sciopero generalizzato del 12 Dicembre, a Bologna un centinaio di student* e ricercator* precar* ha fatto una azione di comunicazione radicale, articolando il ragionamento sulla crisi andando ad individuare la banca Unicredit come obiettivo. Gridando per le vie del centro che le perdite le devono pagare coloro che per anni hanno precarizzato le esistenze del precariato facendo astronomici profitti, la sede centrale della banca in via Rizzoli è stata invasa e sono state lanciate centinaia di banconote fac-simile riportanti le scritte "Noi la crisi non la paghiamo" e "reddito per tutt*", mentre tutte le vetrine sono state tappezzate di adesivi dell'onda.
continua a leggere la notizia in esteso su InfoAut Bologna

Napoli _ L'Onda napoletana ha lanciato l'"onda card", che garantisce un accesso incondizionato al reddito, alla formazione ed alla cultura come risposta alla social card del governo Berlusconi. Sono stati bloccati per alcune ore gli accessi della provincia di Napoli, come segnale di protesta allo stato disastroso in cui versano le strutture scolastiche, facendo un chiaro collegamento con quel che è successo a Vito nella scuola Darwin di Rivoli nemmeno una settimana fa. Poi gli studenti, muniti di "onda card", hanno invaso la linea A della metropolitana, aprendo i varchi di accesso.

Palermo _ Questa mattina gli studenti e le studentesse delle Facoltà ribelli palermitane hanno occupato il nuovo plesso adiacente alla facoltà di Lettere e Filosofia, la biblioteca dei saperi umanistici "Wurth", una biblioteca piu' volte inaugurata e mai concretamente funzionante. L'ennesima iniziativa dell'onda palermitana che dopo l'autoriduzione alla mensa , la manifestazione al teatro massimo in solidarieta' con i lavoratori dello spettacolo contro i tagli, torna a farsi sentire ridando vita ad uno spazio, come tanti presenti all'universita' lasciati, nell'abbandono.
continua a leggere la notizia in esteso su InfoAut Palermo

 

 

ANTIFA:Confermate le condanne agli autonomi coinvolti negli scontri avvenuti a Milano l'11 marzo 2006.

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008
La decisione della prima sezione penale della Cassazione ha reso definitivo il verdetto di secondo grado nei confronti dei 16 giovani della "Sinistra Antagonista" milanese condannati in appello il 12 novembre 2007 a 4 anni di reclusione per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, devastazione e incendio.
Gli scontri avvennero durante una manifestazione antifascista non autorizzata indetta dai Centri sociali per protestare contro il corteo della formazione di estrema destra "Forza Nuova". Nel corso dell'udienza il Procuratore generale Alfredo Montagna aveva invece chiesto l'annullamento parziale con rinvio della sentenza. In sostanza, a parere del pg, era "sufficientemente motivata" la parte della sentenza che condannava i 16 imputati per resistenza aggravata, mentre sarebbe stata da annullare perche' "carente e contraddittoria" la decisione relativa alle altre imputazioni di danneggiamento, devastazione e incendio.
E' divenuto cosi' definitivo il verdetto emesso il 12 novembre 2007 dalla Corte d'Appello di Milano, che aveva confermato le pene emesse dal gip del tribunale il 19 luglio 2006.
Solo un imputato, A D, ha riportato una condanna lieve, a quattro mesi di reclusione. Tutti gli altri, tra i quali I M, M C, M M e P D, insieme ad altri 12 partecipanti agli scontri di corso Buenos Aires, hanno riportato una pena di quattro anni. Tutti i giovani hanno gia' scontato circa tre-quattro mesi di custodia cautelare.

A Bolzaneto fu tortura. ORA IL DOCUMENTO INTEGRALE

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008

A Bolzaneto fu tortura "ma in Italia non esiste"

Un corridoio della "Bolzaneto"


GENOVA - A Bolzaneto i detenuti vennero torturati, le testimonianze delle vittime furono circostanziate e addirittura "prudenti", ma i giudici devono condannare in base a condotte criminose per delineate, che non possono essere influenzate dal clima politico. E' questa in sostanza, e ad una prima lettura delle 441 pagine, il succo delle motivazioni della sentenza sul processo di Bolzaneto.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO

La sentenza, quest'estate aveva deluso chi si aspettava condanne esemplari per la vergogna del carcere speciale del G8 bollato come luogo di torutra da Amnesty international. Il tribunale presieduto da Renato De Lucchi pronunciò una sentenza di condanna per 15 persone e 30 assoluzioni, comminando pene variabili fra i 5 mesi e i 5 anni. I reati contestati agli imputati, a vario titolo, erano abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità nei confronti di detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali .

Nelle motivazioni i giudici spiegano che "la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto l'ufficio del pm a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)".

E più avanti sottolineano che "anche in questo processo, quantunque celebrato in un'atmosfera caratterizzata da forti contrapposizioni politico-ideologiche sia sui mezzi di informazione che nell'opinione pubblica, sono stati portati a giudizio non situazioni ambientali o orientamenti ideologici, bensì, ovviamente, singoli imputati per specifiche e ben individuate condotte criminose loro attribuite nei rispettivi capi di imputazione, che costituiscono la via maestra da cui il giudicante non deve mai deviare, pena la violazione dell'altro cardine del nostro sistema di garanzie processuali rappresentato dall'art. 24 della Costituzione".

Bonsu, altro orrore dei vigili.Foto trofeo con "la scimmia"

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008

Come Abu Ghraib. Un vigile della polizia municipale di Parma si fa fotografare mentre abbraccia la “scimmia” Emanuel Bonsu, indicando il suo occhio tumefatto come trofeo. Come nella prigione irachena dove i carcerieri mostravano i detenuti nudi, feriti, maltrattati e senza più dignità.

E’ scioccante quello che ha scoperto la procura della Repubblica di Parma: una immagine riemersa dalla memoria resettata di un computer del Comando dei vigili urbani. Lo hanno scambiato per un pusher, inseguito, picchiato, insultato - “confessa scimmia” -, lasciato andare con una busta con la scritta “Emanuel negro”, tenendosi come ricordo della caccia una fotografia, un vero pezzo da collezione. Un vigile se l’era salvata sul pc e solamente dopo ha provato a cancellarla, senza sapere che i file eliminati possono anche essere recuperati. Gli inquirenti ci sono riusciti: proprio oggi, il procuratore capo Gerardo Laguardia, senza mai citare l’esistenza della foto, ha infatti parlato di “ulteriori risvolti anche dai computer che i carabinieri hanno sequestrato al comando di via del Taglio” riferendosi a file che potrebbero essere stati cancellati o modificati.

Emmanuel, il giovane studente che ha denunciato gli agenti della polizia municipale di Parma per averlo aggredito, pestato e insultato senza un perché, quel momento non poteva scordarlo. Davanti alla pm Roberta Licci, che cura le indagini sul caso, nel primo interrogatorio raccontò di essere stato costretto da un agente a fare quella foto con lui. Gli inquirenti, pochi giorni dopo, sono andati nel Comando della polizia municipale: con la “ scusa” di cercare atti e documenti hanno sequestrato alcuni computer dalle scrivanie. Uno di questi era quello giusto: nel pc erano stati cancellati diversi file, pochi giorni dopo l’arresto di Emmanuel, cestinate delle immagini e resi inutilizzabili dei documenti. I periti informatici della Procura però sono riusciti a recuperare alcuni dati: fra questi, c’era anche quella foto, trofeo dell’ operazione antidroga effettuata al parco Ex Eridania il 29 settembre. Quella che era valsa ai vigili i complimenti per la loro professionalità dell’assessore alla sicurezza urbana Costantino Monteverdi

 Adesso la procura avrebbe ormai acquisito i dati necessari per chiudere le indagini preliminari. Il rinvio a giudizio dei dieci vigili indagati e accusati in concorso di percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d'ufficio, abuso di potere e sequestro di persona, è ormai imminente. Finora Mirko Cremonini, Andrea Sinisi, Ferdinando Villani, Marcello Frattini, Graziano Cicinato, Giorgio Albertini, Pasquale Fratantuono, Marco De Blasi, Stefania Spotti e Simona Fabbri non hanno aperto bocca davanti ai magistrati. Oltre ai fatti di quella sera adesso c’è anche da spiegare quella foto che mostra un vigile ben riconoscibile mentre viene immortalato con il simbolo della sua “virilità”. Ma che trofeo non è: oggi Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, studente dell’Itis, è traumatizzato, bloccato. Parla poco, non esce di casa, sta ancora male fisicamente ed è in terapia da uno psicologo.

Sono passati due mesi da quello scatto e da quella notte. Non si è ancora ripreso: ci ha provato, oggi pomeriggio, ad andare a Betania, il centro di recupero per tossicodipendenti dove doveva iniziare a lavorare come volontario. Ci ha provato “ma adesso non è ancora il momento – dice il padre Alex – sta troppo male e non ci sono le condizioni per iniziare. Forse lo farà da gennaio”. Lo stesso periodo in cui potrebbe arrivare il rinvio a giudizio per i dieci vigili indagati.

 

Crash raddoppia.. la polizia sgombera!

Inviato da autonomix | 23 Nov, 2008
Occupato l'ex cinema Embassy in via Azzo Gardino. Prima della Reclaim the Street in programma per le 17.30 in via Indipendenza Angolo via Righi, Crash occupa un nuovo spazio. Un cinema di proprietà del demanio, una occupazione in risposta al sequestro che la Magistratura ha ordinato per lo stabile di via Zanardi 106.
La manifestazione di oggi pomeriggio viene ad assumere un nuovo significato. Non più una semplice Reclaim the Stret. Ma una giornata che ha visto fin da subito un momento di conflitto e di lotta in direzione degli Spazi Sociali.

Seguiranno aggiornamenti...
ore 16.00 agenti della celere e della guardia di finanza stanno tentendo lo sgombero dello stabile appena occupato. numerosi i compagni sul tetto e davanti all'edificio.

ore 16.30
Cinque compagni sono ancora sul tetto per resistere allo sgombero.

ore 17.00 Sono stati fatti scendere i compagni dal tetto. Inizia il concentramento per la reclaim the street.

ore 18.50 E' aprtita la Reclaim The Streets. Sono due i carri che mandato musica per le strade percorse dalle parade. 1000 le persone che hanno deciso di partecipare a questo appuntamento e portare la loro solidarietà a Crash!

ore 19.00 Ora il corteo è in via Indipendenza, lungo il percorso vengono attaccate ai muri i cartelli dei sensi unici che erano già apparsi nei giorni scorsi in città. Dai carri gli interventi raccontano "quella che è la direzione giusta, quella della riappropriazione di spazi, quella dell'antifascismo, di chi produce cultura dal basso!"

ore 20.00
Il corteo si ferma in piazza XX settembre, l'appuntamento è a mezzanotte è al Laboratorio Crash! in via Zanardi 106!


Comunicato Laboratorio Crash!


Aumenta la crisi... CRASH RADDOPPIA!
In questi ultimi giorni la crisi a Bologna si è fatta sentire con tutto il
suo peso... naturalmente sulle spalle dei precari, degli studenti, dei migranti che abitano la città! Contro di loro, e in generale contro chi non vive nel lusso del centro cittadino, una serie di provvedimenti comunali hanno di fatto peggiorato le condizioni di vita arrivando fino al punto di sottrarre piazze e strade alla socialità collettiva. Ci rubano reddito e ci sgomberano le piazze dai nostri sogni e dai nostri desideri. E' arrivato il momento di dire basta e tornare a prendere parola e protagonismo. Per queste ragioni Crash oggi raddoppia! Mai più una Bologna lasciata al silenzio e all'abbandonodove fascisti, eroina e intolleranza fanno da padroni!

Oggi abbiamo occupato un nuovo spazio in via Azzo Gardino per ridare alla città quello che gli viene continuamente negato e sottrato,luoghi di socialità e spazi di aggregazione dove poter esprimere la propria cultura e corganizzare le proprie lotte.

Oggi Crash radddoppia con un nuovo spazio e da appuntamento in via Indipendenza angolo via Righi dalle 17:30 per riprenderci le strade e portare in centro il nostro desiderio di riappropriazione e socialita!

Documento firmato "Nuove Br"

Inviato da autonomix | 23 Nov, 2008

Il messaggio era stato attaccato con lo scotch sulla vetrata
d'ingresso di Primo Canale, emittente televisiva della Spezia

Documento firmato "Nuove Br"
sulla porta di una tv privata

Accuse al "regime plutocratico" per lo "sfruttamento del proletariato"
Gli inquirenti hanno dubbi sull'attendibilità del volantino


LA SPEZIA - Un messaggio a firma 'Nuove Brigate Rosse' è stato ritrovato davanti all'ingresso della redazione dell'emittente Primo canale alla Spezia, vicino al Centro Kennedy. Il messaggio è stato attaccato con lo scotch sulla porta a vetri dell'ingresso principale ed è stato trovato da un giornalista. Gli inquirenti nutrono dubbi sull'attendibilità del documento.

Secondo le prime informazioni, nel documento si parla di licenziamenti e si preannuncia il ritorno della lotta armata. Il volantino è stato sequestrato dalla Digos. "Nessun compromesso sarà possibile con i carnefici della libertà e dei diritti - si legge alla fine del testo - Romperemo l'accerchiamento del regime plutocratico".

L'intestazione reca la stella 'acuta' a cinque punte. Il documento, scritto probabilmente con un computer e firmato con il normografo, è breve e riferisce dello "sfruttamento del proletariato". "L'inganno - si legge - non serve più: ormai tutti i proletari sanno che il governo capitalista, imperialista e i partiti classisti quali che siano (...) non fanno altro che imputridire questa crisi".

Il documento afferma inoltre che "il tentativo di spegnere le voci di dissenso che stanno nascendo nelle fabbriche e nei territori produrrà come unico risultato l'inasprimento e l'intensificazione della lotta armata".

Ci sono dubbi e perplessità sull'attendibilità del volantino. Nel testo di 28 righe ci sono anche errori di grammatica e di forma. Gli inquirenti non parlano, ma sembrano scettici anche sulle modalità di ritrovamento, inusuali per le Brigate Rosse. Non è la prima volta che alla Spezia accadono cose di questo tipo. Il 3 aprile del 2007, scritte anarchiche erano comparse su un pulmino regia dell'emittente cattolica spezzina Tele Liguria Sud, dove con una bomboletta spray nera era stato scritto "No Vaticano, Cloro al Clero".
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