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work in progress per il G8 alla Maddalena..
Come è noto la manovra finanziaria del 2007 varata dall’attuale governo di centro-sinistra ha anticipato di un anno la controriforma Maroni, costringendo così i lavoratori addetti ai settori produttivi privati a decidere entro il 30 giugno 2007 se destinare o meno il proprio TFR nei fondi pensione. Peraltro, con il subdolo meccanismo del silenzio-assenso, il lavoratore che non avrà effettuato alcuna scelta entro tale data vedrà comunque il proprio TFR automaticamente e irrevocabilmente versato su un fondo pensione negoziale dal 1°/7/2007. Non solo i lavoratori già in forze nei settori predetti dovranno optare per i fondi pensione in alternativa alla conservazione del proprio trattamento di fine rapporto in azienda, ma anche i neo assunti, entro 6 mesi dalla sottoscrizione del proprio contratto, dovranno fare questa scelta.
Negli ultimi anni la repressione si è scagliata su molte realtà diantagonismo radicale o anche solo potenzialmente tale. I reati di terrorismo, di associazione sovversiva o di finalità eversiva vengono prescritti, ormai, come i farmaci ai bambini; come una prassi consueta ed esasperata. Anche solamente attaccare un manifesto od esprimere la propria visione critica su di un dato argomento, oggigiorno, può significare entrare a far parte dell'enorme schiera degli indagati. Gli Anarchici, come sempre, rimangono un bersaglio privilegiato. Le montature e le operazioni contro gli anarchici sono state innumerevoli ( operazioni Cervantes, Nottetempo, Fraria, Crocenera, C.O.R. tanto per ricordarne le principali ) ed ancora alcuni compagni si trovano in carcere o ai domiciliari o costretti a subire misure restrittive della loro libertà. Ma non solo. Sono svariati gli spazi occupati oggetto di perquisizioni e sgomberi, ed anche in questo caso quelli di area radicale sono risultati fra i più colpiti. A questo vanno aggiunte le provocazioni fasciste, che rappresentano nient'altro che un diverso mezzo per schiacciare ogni fermento(Continua)
ieri pomeriggio intorno alle 17:30, gli attivisti e le attiviste del Lab. Paz, insieme ad alcuni rappresentanti dei comitati, con un’azione pacifica ma determinata hanno simbolicamente occupato la sala del consiglio comunale.
Il Paz, dopo due anni e mezzo di percorso e di lotta in questi territori, si trova sotto sgombero, uno sgombero animato dalla stessa strategia e logica repressiva trasversale ai vari schieramenti già vista a Trento e a Padova. Quella logica che vuole chiudere gli spazi di democrazia e di autonomia. In questo senso si legge anche la reazione massiccia delle forze dell’ordine che più volte hanno tentato fisicamente di bloccare lo speakeraggio e di evitare l’esposizione degli striscioni.
Gli attivisti e le attiviste hanno lasciato l’aula al grido di: potete sgomberare una struttura ma non sgombererete mai le nostre idee e lanciando la serata di venerdì 27 aprile "Voi sparate io disegno" che racconterà i fatti e le mobilitazioni precedenti e successivi al ferimento di Rumesh Raigama Achrige, un colpo di pistola alla testa per mano di un vigile del nucleo speciale antiwriter della città di Como.
L’articolo 1 per Francesco Brancaccio, detto Copertina. Per un fuorisede come Francesco non è stata cosa facile il rientro a Oriolo, il piccolo paese in provincia di Cosenza dove vivono i suoi genitori e dove lui stesso è ancora residente. Un rientro che ha subito coinciso con la visita casalinga dei carabinieri. Evidentemente una gestazione meticolosa e paziente, una visita da lungo tempo preparata, magari durante il periodo di arresti domiciliari che, proprio l’estate passata, Francesco aveva subito. Poi la mossa del Questore, responsabile della notifica.
Cari compagni, io sono in isolamento, i primi 2 giorni ero in una cella in un reparto solo per me, li sono riuscito a fare addirittura mezz’ora d’aria in un cortile poi basta. Adesso invece sono sempre in cella singola, in un reparto con 20 celle di cui 4 sono occupate, non posso parlare con gli altri detenuti e loro non possono vedermi (quando, per andare in doccia passo davanti le loro celle gli chiudono la porta). ….. mi hanno portato in ospedale a fare un elettroencefalogramma di controllo, con una megascorta con tanto di mitra e giubbotti antiproiettile, c’erano le vecchiette che scappavano per l’ospedale, sembrava fosse arrivato un serial killer!
Il disegno di legge Ferrero-Amato traccia i principi e i criteri direttivi della nuova normativa sull’immigrazione e i centri di permanenza temporanea, ovvero delinea le linee guida di quella che sarà la nuova disciplina giuridica in continuità ideologica con la Bossi-Fini e la Turco-Napolitano. Le novità tecnico legislative, e quindi politiche, sono tese ad irreggimentare i nuovi flussi migratori dentro un meccanismo funzionale al mercato del lavoro sempre più precarizzato. Le nuove figure sociali inserite in questo contesto sono le cooperative e buona parte dell’associazionismo. Uno dei punti più importanti della nuova normativa quadro è evidenziato nella lettera a) punto 1 dove il principio cardine dell’impianto repressivo e di controllo prevede la promozione dell’immigrazione regolare favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro di immigrati attraverso una programmazione triennale delle quote massime di entrata con la cogestione connivente di enti pubblici, dei sindacati confederali e delle associazioni “assistenziali”. Una rigida pianificazione dei flussi che paradossalmente diventa flessibile annualmente in base alle dirette esigenze di chi gestisce e controlla il mercato del lavoro. (Continua)
Il 7 luglio dello scorso anno la Corte d’assise di Pisa condannò William Frediani a 6 anni, Francesco Gioia a 5 anni e 2 mesi (senza attenuanti generiche), Costantino Ragusa a 5 anni (senza attenuanti generiche), Alessio Perondi a 3 anni e 8 mesi, Benedetta Galante e Leonardo Landi a 3 anni e 6 mesi. Tutti per l’articolo 270bis C.P. (William con il comma 1 e cioè promotore, tutti gli altri con il comma 2, ‘semplici’ partecipanti) e William, Francesco e Alessio anche per reati specifici.
Sarà una manifestazione colorata e pacifica come quella di Firenze? O sarà piuttosto una giornata di tensione come la fu sei anni fa a Genova? Tutti sperano che il corteo organizzato dal centro sociale Bruno per sabato prossimo a Trento si risolvi in una tranquilla sfilata per le vie del centro. Ma siccome di certo non vi è nulla diversi commercianti del centro hanno deciso che sabato pomeriggio le serrande dei loro negozi saranno abbassate. Megli prevenire, sostengono, piuttosto che recriminare. In questi giorni all’interno delle vetrine e dietro i banconi di boutique, bar e attività commerciali non si parla d’altro. Responsabili dei negozi, gerenti e titolari si stanno consultando tra loro per decidere il da farsi. Chiedono informazioni e tentano di capire se dall’alto, cioè dall’amministrazione comunale, arriveranno direttive.
C’è un’azione molto comune tra i precari di questa città: la consultazione degli AFFITTASI. Più frequentemente di “PortaPortese”, il giornale di chi cerca, o di chi non ha. Per esempio una casa. Contaminati dalla marea blu di Portaportese, sacrifichiamo la nostra vita, o i nostri sogni, al gioco del cerco–offro–vendo–acquisto–affitto. Un branco di squali, pronti a tutto pur di affittarci una stanza, ci fa impazzire per pagare 400 euro e stare stipati in 50 mq da condividere con altri pazzi come noi. Non solo facciamo una “vida loca”, ma vorrebbero farci credere che quest'assurdità sia normale e attraente..
Conflicts make Europe Centri sociali verso Heiligendamm
In centinaia ci siamo ritrovati durante il Global meeting per discutere l’Europa dei movimenti e dei conflitti autonomi. Una discussione straordinaria, per la qualità degli interventi, per la partecipazione (oltre 500 attivisti provenienti da tutte le metropoli europee), per l’articolazione del dibattito. Consapevolezza comune è stata che l’Europa esiste già nei fatti: esiste un’Europa della governance e della moneta, un’Europa multilateralista che non respinge la guerra e la sua tensione ordinativa, un’Europa dove le amministrazioni socialdemocratiche sgomberano violentemente i Centri sociali e dichiarano guerra alla forza lavoro precaria. Con altrettanta consapevolezza e maturità è stata affermata l’Europa dei conflitti sociali, delle forme autonome e non riducibili di insubordinazione e di democrazia radicale. Un primo passo importante, dunque, nella convinzione che una nuova strada deve essere percorsa. Una strada dove trovare forme organizzative e pratiche comuni, una strada dove determinare con forza articolazione comune delle lotte: reddito, cittadinanza/migrazioni, Centri sociali/forme di vita autonome, formazione/università. smash_g8@globalproject.info
studente precario anarchico di 24 anni..seguo il movimento e ne traggo storie di vita con riflessioni e articoli che si oppongono al classismo dei media e all'apatia dei giornali.
per scrivere al Collettivo AUTONOMIX autonomix@autistici.org