SIAMO APPENA SBARCATI IN GERMANIA:HANNO FERMATO GIA 2 COMPAGNI ITALIANI

Inviato da autonomix | 31 Mag, 2007

MI RITROVO A SCRIVERE ORA AL CONVERGE CENTER DI ROSTOCK.

2 COMPAGNI ITALIANI SONO STATI FERMATI STAMATTINA AD AMBURGO DA GUARDIE TEDESCHE:

ABBIAMO CHIAMATO IL LEGAL NUMBER E CI HANNO DETTO DI STARE TRANQUILLI PERCHE SONO FERMI CHE FANNO DI ROUTINE

L ALTRO COMPAGNO CHE ERA CON ME ORA E TORNATO INDIETRO AD AMBURGO E IO SONO RIMASTO QUI CHE STO ASPETTANDO IL CAMPER DEL GLOBAL PROJECT

SOLO ORA I NUMERI DI MAX E GIOVA SONO TORNATI ATTIVI:QUINDI SPERIAMO STIANO ANCHE LORO  ARRIVANDO QUI A ROSTOCK.

LA SITUAZIONE A ROSTOCK E TRANQUILLA; CE SOLO TANTA POLIZIA ALLA STAZIONE.MA PER IL RESTO I COMPAGNI CI HANNO DATO UN BEL BENVENUTO.

IN SERATA CERCHEREMO DI DARVI NOTIYIE UN PO PIU DETTAGLIATE ANCHE PERCHE PER ORA QUI A ROSTOCK SIAMO SOLO UN GRUPPETTO DI POCHI COMPAGNI E ASPETTIAMO IL RESTO DELLA CIURMA...

 

COLLETTIVO AUTONOMIX 

 

 

L'ABRUZZO SELVAGGIO PARTE STANOTTE PER LA GERMANIA.DESTINAZIONE:ROSTOCK, Heilegendamm. NO G8!

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007

CON QUESTO BREVE COMUNICATO, CHIUDIAMO UNA FASE DELL'ABRUZZO SELVAGGIO: QUELLA DELLA PREPARAZIONE AL G8.

 DA IERI , ABBIAMO AVUTO LA CERTEZZA CHE TRE DEI NOSTRI COMPAGNI SONO CONTROLLATI DALLA POLIZIA. INOLTRE IERI NOTTE HANNO PERQUISITO L'ABITAZIONE DI UN COMPAGNO NEL TEATINO.

MA NON CI FERMERRANO DI CERTO.

 NON SIAMO ABITUATI A CHINARE LA SCHIENA DAVANTI A DEI PUFFI IN DIVISA E DI CERTO NON LO FAREMO DOMANI.

DAL PRIMO GIUGNO POTRETE LEGGERE I REPORT E GUARDARE LE FOTO DELLE MANIFESTAZIONE E DEI BLOCCHI IN PROGRAMMA AL G8.

NOI, E SOLO ALTRI POCHI GRUPPI IN ITALIA, SEGUIRANNO E SCRIVERANNO DA VICINO LE REALTA' DI ROSTOCK. QUINDI VI DIFFIDIAMO DAL DAR RETTA A MEDIA ISTITUZIONALI E NAZIONALI E A SEGUIRE SOLTANTO GLOBALPROJECT, INFORMA AZIONE, AUTPROL, CARTA, SOCIAL PRESS E OVVIAMENTE QUESTO SITO.

SARA' UN G8 BOLLENTE. NOI CERCHEREMO DI INFIAMMARLO.

....GOOD NIGHT G8....

ABRUZZO SELVAGGIO

CO.AUTONOMIX

RETE D'INFORMAZIONE KAPOVOLTA

CO..INDIPENDENTE ABRUZZESE

 

 

 

SI ALL'EVERSIONE. NO ALLE GALERE. MANIFESTAZIONE ALL'AQUILA

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007
Un giorno in PRETURO

L’Aquila, Sulmona, Teramo paese che vai lager che trovi

Da diversi mesi individui e realtà collettive comuniste ed anarchiche stanno portando avanti un discorso contro il carcere e nello specifico contro il regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario. Momenti importanti di questo percorso sono state le manifestazioni sotto il carcere di Parma nel 2006 e sotto il carcere di S. Michele di Alessandria nel marzo 2007.

La quotidianità regolata dal 41bis significa imposizione ai prigionieri di violente e sadiche misure restrittive.
Del resto 41bis significa:

  • Isolamento individuale 22 ore su 24, con negazione assoluta di condividere un libro, un pezzo di pane...nulla;
  • Due ore d’aria giornaliere compiute in piccolissimi gruppi di 4/5 persone, ma spesso anche da soli;
  • Colloquio una sola volta al mese e solo con familiari strettissimi separati da un vetro e con i quali si può parlare soltanto via citofono;
  • Cancellazione di fatto del permesso di telefonare poiché la telefonata - il cui tempo consentito dalla legge è stato dimezzato, da 10 a 5 minuti - è sostitutiva del colloquio e inoltre i prigionieri non possono telefonare a casa dei familiari ma solo nel carcere più vicino alla loro abitazione, nel quale essi dovrebbero recarsi per riceverla;
  • Limitazioni della possibilità di cucinare, nelle vivande da tenere in cella e ricevibili mediante i pacchi;
  • Censura della posta e possibilità di tenere in cella solo 3 libri; frequenti sequestri della posta, dei libri e delle riviste;
  • Perquisizioni frequenti sulla persona e della cella;
  • Le poche cose consentite spesso vengono negate con banali pretesti, cioè sono sottoposte alla discrezionalità delle guardie;
  • Le guardie del 41bis sono scelte e addestrate nei Gruppi Operativi Mobili (G.O.M.): per intenderci i torturatori di Bolzaneto (G8 di Genova) e responsabili di svariati pestaggi tra cui ricordiamo quello nel carcere San Sebastiano (Sassari 2000). Nondimeno sono presenti in Albania, in Afghanistan, e in altri territori di guerra con il compito specifico di strutturare le prigioni sul modello di Abu Ghraib, carcere in cui sono tuttora presenti;
  • Il processo in video-conferenza o “a distanza”, che nega all’imputato di essere presente ai processi che lo riguardano e, con ciò, di rivendicare la propria identità.

Servirsi del 41bis significa per lo Stato stabilire un rapporto di forza sia dentro che fuori dal carcere; oltre tutto questo modello detentivo si sta estendendo a tutto il regime carcerario. Si veda per esempio il carcere di Sulmona, che, pur non essendo regolato dal 41bis è un mattatoio in cui la quotidianità è tra le peggiori in Italia. I sette morti degli ultimi due anni ne sono tangibile dimostrazione.
In oltre, l’utilizzo sempre più frequente di capi di imputazioni quali ad esempio l’ ”associazione sovversiva” (270 bis C.P, estensione del famigerato 270 del codice fascista Rocco, del 1931, e i recenti ampliamenti portati con il “pacchetto Pisanu” fra i quali spicca il 270 sexies), la “devastazione e saccheggio” (419 C.P.) e l’estensione spropositata, mutuata dagli USA, della definizione di “terrorismo”, preannunciano una possibile estensione del campo di applicazione del 41 bis.
Una tendenza che trova ampia conferma oggi nell’uso disinvolto che lo stato fa di particolari regimi detentivi fondati sull’isolamento e la totale privazione, come l’ Elevato Indice di Vigilanza (E.I.V.).
Il cosiddetto “carcere duro”, come condizione di limitazione pressoché totale della comunicazione con l’esterno, risponde al tentativo preciso di annientare l’identità politica e sociale e la dignità del prigioniero. La minaccia della sua applicazione ha inoltre lo scopo di agire come deterrente su qualsiasi potenziale comportamento di non sottomissione: non sottomissione al rituale quotidiano di coercizione, per chi è costretto a vivere all’interno di una prigione; non sottomissione all’ordine basato sullo sfuttamento e sul controllo di massa, per chi sceglie di opporvisi attivamente all’interno della società cosiddetta “libera”.
Inoltre attraverso il metodo punizione/premio, lo stato, a prescindere da chi sia a governare, cerca incessantemente di spezzare la solidarietà tra i prigionieri, con il palese intento di spingerli alla collaborazione.

Il carcere dell’Aquila gioca un ruolo importante nella catena della tortura e dell’isolamento. In esso la legge dominante è il 41bis.
Dei 160 prigionieri lì rinchiusi, ben 130 vengono sottoposti a quel trattamento infame.
Tra questi è richiusa tuttora la prigioniera comunista Nadia Lioce. Dall’ottobre 2005 infatti il 41bis è stato esteso per la prima volta anche ai cosiddetti “reati politici”.

Per questo abbiamo deciso volantinaggi in città e davanti al carcere, mostre, assemblee e presidi. Con queste iniziative ci proponiamo di interagire con la popolazione dell’Abruzzo, in particolare coi familiari dei prigionieri, poiché essi per primi subiscono da vicino le vessazioni della galera.Queste iniziative culmineranno sabato 19 maggio con una assemblea pubblica presso il “Palazzetto dei Nobili”, in cui verranno discussi anche i punti qui soltanto accennati, e domenica 3 giugno nel concentramento alle 10 in piazza della Fontana Luminosa e dalle 13 nel presidio sotto il carcere dell’Aquila.
Queste iniziative, mirano alla costruzione di una rete di solidarietà, come presupposto per la lotta alla tortura dell’isolamento, della differenziazione, dell’annientamento, e quindi dell’istituzione carceraria nel suo complesso.

A partire dalle lotte concrete presenti in ogni ambito della vita sociale, costruiamo reti di solidarietà e lotta contro l’isolamento e ogni altra restrizione nei lager di stato, contro la guerra imperialista, lo sfruttamento, la miseria crescente.

CHE DI TRIBUNALI E GALERE
RIMANGANO SOLO MACERIE!!!!!!

Compagni e compagne contro la società carceraria

Preludio al G8: ribaltando Amburgo. Un report dalla manifestazione di ieri ad Amburgo

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007
/Finalmente succede qualcosa.
Siamo di nuovo in circolazione. C'è voluto un po' di tempo e siamo fuori forma, ma ci stiamo rimettendo in sesto velocemente. Dopo aver cordonato una manifestazione legale e autorizzata per cinque ore filate, non ci stavamo più dentro. Era la prima mossa nel riscaldamento in vista del summit g8 a Heiligendamm, e volevamo tutti cominciare con il piede giusto. La città di Amburgo voleva mandare un messaggio al mondo chiaro e tondo: "abbiamo i manifestanti violenti sotto controllo al 100%". I poliziotti avrebbero solo dovuto mantenere la calma, agire con disciplina e tutto sarebbe filato liscio. I manifestanti, dal canto loro, volevano ribaltare la città, volevano mostrare al g8 che non è il benvenuto e che tutti coloro che vogliono ospitare il summit pagheranno caro la decisione. Tra i mille vestiti di nero nelle prime file e le altre migliaia dietro di loro, la tensione era palpabile. Le grida "fight the system, fight the state, fight capitalism, fight g8" scandivano la determinazione dei manifestanti. Chi sarebbe partito per primo? Gli sbirri avrebbero usato gli idranti? Gli anarchici avrebbero rotto gli indugi e cominciato la bambola?/

Il G8 2007 sarà la salva di apertura di un nuovo ciclo di lotte contro il capitale, magari quello definitivo considerata la crisi ecologica senza via d'uscita a cui si sta facendo fronte? Da due anni il movimento autonomo in Germania e in particolare il Network Dissent si stanno organizzando per la prossima settimana di azioni. La posta non è mai stata così alta: fino ad oggi la "Guerra al Terrore" ha oscurato la freschezza del movimento, ma in Germania anarchici e autonomi potrebbero riconquistare il palco della storia con una vittoria decisiva contro il capitale.

/Muoviti, svelto. Fermo. Tira, lancia. Tira su quel legno. Corri. Gira, lì! Occhio alla Snatch Squad. Quali sono? Quelli vestiti di nero con dei rombi rossi sulla schiena. Merda, eccoli... Sono loro che cercheranno di arrestarti. Muoviti! Ma chi sono quegli altri? Non ti preoccupare, sono i verdi. I verdi? Si, verdi, sono come la guardia nazionale. Non ti arresteranno, magari però ti menano un po'. E quelli? Chi? Quelli con la divisa verde scuro e blu scuro. Ah, quelli... Quelli sono qui per fermarti.. Fai attenzione./

La moderna incarnazione del movimento autonomo è anarchica, giovane più o meno, e parecchio punk. Anche se il movimento è rifluito un po' negli ultimi anni, sembra che l'arrivo del g8 in germania, con i raid della polizia di maggio contro i centri che organizzavano la protesta abbia unito lo spesso diviso e autocritico movimento Autonomen. Nonostante il risentimento della polizia, i raid hanno avuto anche l'effetto collaterale di creare maggiore simpatia nei confronti delle mobilitazioni da parte dei media popolari, come anche dell'opinione pubblica. Inoltre, nella "Rossa Amburgo", patria di insurrezioni, pirati, e un noto torneo di calcio antifascista, è difficile distinguere gli abitanti della zona dai black block.

/Shhhhhhh. Cosa? Stai fermo, ci stanno cercando. Fermo... Fermo... ORA!/

La polizia è nervosa, molto nervosa. E ha ragione. Per mesi, le macchine degli agenti sono state bruciate, e ora stranieri da tutto il mondo stanno convergendo su Amburgo, nell'ex teatro Rote Flora occupato da quasi venti anni. La dinamica della polizia è quantomeno freudiana: la polizia vorrebbe liberare il proprio subconscio fascista e ripulire le strade di tutti i manifestanti. Per fattori quali l'opinione pubblica e la loro brutalità, che stanno tornando loro indietro come un boomerang nelle corti tedesche, la polizia non può semplicemente spiaccicare a terra i manifestanti senza un pretesto. Quindi, gli agenti esprimono la loro frustazione con una attenzione anale ai dettagli sulle più piccole regole circa le dimensioni degli striscioni, il travisamento, e così via. Spesso fermano un corteo per trenta minuti per la minima infrazione alle loro "regole".

/Il ponte era una trappola, lo sapevamo tutti. E' esattamente dove ci volevano e noi ci eravamo finiti con tutte le scarpe. Ovvio... qualche fuoco d'artificio era partito, qualche pietra era volata sopra le teste degli sbirri, e un paio di arresti erano riusciti a farli... Era la loro tana, era il minimo che potesse accadere. Non avevamo una possibilità su un milione. Cosa? Il convergence center... l'occupazione. Hanno circondato il Rote Flora. Entreranno? Non penso... Se ci provano non finisce bene per nessuno, neanche per loro. Stanno tirando su le barricate, piazzamoci dietro. Arrivano gli idranti... Beh, muoviti! Di qua, in questa vietta... Ci siamo tutti?/

Questo sta portando quasi tutti i cortei o le manifestazioni a diventare un esercizio di frustrazione, una partita di scacchi in cui entrambi i giocatori cercano di piegare, senza spezzare, le regole attraverso un processo di negoziazione molto rigido. Almeno fino a che infrangere le regole diventerà un vantaggio. Mentre marciano, gli anarchici tedeschi si imbarcano con la polizia in una serie di trattative molto caute, fino a che la manifestazione arriva più vicino possibile al vero obiettivo (per esempio il distretto finanziario, una manifestazione fascista, o in questo caso il summit EU-ASEM nel municipio), e a quel punto il gioco è fatto. La manifestazione diventa aggressiva nei confronti dei ranghi della polizia, cercando di fare danni lasciando il percorso ufficiale in blocco, o di dividersi in piccoli gruppi per costruire barricate e attaccare le auto della polizia. Sembra esserci anche una certa tradizione di ritrovarsi la notte dell'azione per ulteriori danni nelle strade.

/Penso di essere in trappola. Non panicare, guardati attorno! Faranno un arresto di massa. Ok, sbirri vestiti di nero di là, proviamo ad andare di là, sbirri in verde, non si passa. Gira dall'altra parte, sbirri in blu. Ok. Circondati. Dov'e' il mio gruppo? Non importa, devo trovare una via d'uscita. Opzione 1: unirsi al black block e cercare di aprirsi una via con scontri. Opzione 2: fare il finto tonto e cercare di svignarsela. Vediamo se funziona./

Le tattiche della polizia in Germania sembrano essere una combinazione di guerra psicologica e dimostrazioni di forza, con una certa enfasi sull'aspetto dimostrativo, dato che non sembrano in grado di agire a meno di essere provocati e non sembrano procedere generalmente ad arresti di massa, ma semplicemente circondano la manifestazioni su tutti i lati per "mantenere tutto in ordine". La polizia può essere divisa in gruppi. Primo c'è la polizia federale e quella locale che vestono di verde e di blu. All'interno di questi gruppi si possono riconoscere quelli con la A sul casco che sono i poliziotti da caserma, con poca esperienza. Il vero motivo di preoccupazione però è la sorveglianza intensa fatta dalla polizia (anche se a differenza che in Gran Bretagna senza l'uso di telecamere a circuito chiuso), che fa ampio uso di poliziotti in borghese all'interno dei cortei ai fini dell'identificazione di chi ha infranto la legge, e di poliziotti dotati di videocamere ai margini del corteo (che sono addestrati a filmare i particolari dei membri del blocco, come ad esempio le scarpe). Ci sono anche le unità di individuazione ("Snatch Squad") che sono vestite completamente di nero e che sono addestrate a penetrare velocemente e violentemente all'interno del corteo per arrestare persone particolari, come un branco di squali. Per quanto brutto sembri, è importante notare che le procedure che la polizia tedesca usa nel controllo della folla sono abbastanza prevedibili e fino a che uno rimane in gruppi molto stretti, è difficile essere pescato dalle "Snatch Squad". La polizia tedesca è ben lungi dall'essere invincibile, nonostante voglia far credere a tutti il contraio, e si può prevalere sulle loro tecniche.

/Vicino... ci sono andato troppo vicino. Saremmo venuti a riprenderti. Cosa? E' folle... avrebbero acchiappato pure voi. Senti, ne manderanno altri. Hanno dichiarato lo stato di emergenza? L'ho sentito anche io. Merda, sono una marea. Torniamo al Flora. No. Non e' sicuro. Ok, allora, spariamo./

Un Blocco Nero di migliaia di persone contro l'ASEM, macchine degli sbirri distrutte, una scarramuccia di fronte al convergence center: non male per un giorno di lavoro. Adesso ci sono una cifra di dibattiti su cosa fare esattamente nei prossimi giorni. Le manifestazioni sono decentralizzate ma preparate nei dettagli. E' difficile persino per i tedeschi dire dove avverranno i momenti di maggiore scontro: ci sono tre città su cui tutti stanno convergendo, una contro manifestazione contro un migliaio di fascisti e un enorme presidio a Rostock contro il g8, tutto nello stesso giorno, blocchi ad aeroporti e strade, come numerosissime marce e cortei vicino Heiligendamm e Rostock. A presicndere dai particolari, le energie tra gli anarchici europei sono montate come una scarica elettrica, e se c'è qualcosa di certo, è che la scarica esploderà.

/Eravamo migliaia al corteo. Centinaia che hanno ribaltato le strade. 85 arresti circa. Non male per cominciare. Niente male davvero./

Tradotto da http://de.indymedia.org/g8/index.shtml

Aggiornamenti azioni e repressione No-G8

Inviato da autonomix | 28 Mag, 2007

L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a1/Black_bloc.jpg/320px-Black_bloc.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

 

fonte indymedia.ch

Azioni a ruota in Germania e nel resto d'Europa per ricordare a quelle 8 persone che dove loro saranno, là non ci sarà tranquillità.

Da diverse settimane azioni come lanci di pietre, colorazioni od attacchi incendiari ad obbiettivi simbolo del capitalismo o della destra razzista stanno creando la giusta ambience per accogliere gli 8 prepotenti e tutta la loro combriccola di segretari e traduttori che, per una settimana, soggiornerà e spadroneggerà in sintonia sulle spalle dell’intero globo.

In realtà le azioni e gli attacchi non sono cosa tanto recente in Germania, infatti è dallo scorso anno, quando il Summit si tenne in Russia, che militanti, con scadenza più o meno regolare, ricordano al governo tedesco come il G8 in Germania non sia affatto benvenuto.
Le premesse ci sono tutte, gente da tutto il mondo si sta già recando sulle sponde del mare del Nord; a Berlino, Essen e Duesseldorf nei giorni scorsi si sono tenute le “prove generali” in vista dei blocchi; un gruppo di sprayers (gli Easter Painting Holiday Group) ha compiuto l’impresa di dipingere un “NO G8” gigantesco…visibile fino a 3km di distanza!...
Azioni che non si limitano alla sola Germania, ma si diffondo in molti altri paesi colpendo svariati obbiettivi, dai consolati tedeschi ai McDonalds, dalle facoltà che sperimentano OGM a sedi o stabilimenti di multinazionali varie, da centri commerciali fino a compagnie di trasporti e, soprattutto, dilaga la stupenda pratica delle auto in fiamme: una ventina in questi mesi, tra auto della polizia, delle ferrovie, di qualche direttore o semplicemente auto di lusso.
Su dissent network la lista delle azioni registratesi negli ultimi mesi.

Se annunciano un summit caldo, allora speriamo di farglielo passare torrido!

 

 inoltre......

 

G8: Hamburg, 65 fermi

Lun, 28/05/2007 – 08:01

Molte persone sono state fermate, oggi, durante una manifestazione chiamata Reclaim the Streets, per le strade di Amburgo. Alla sfilata-bicilettata hanno preso parte circa 200-250 persone. Di queste, 65 sono state fermate dalla polizia, che, alla fine del percorso, ha circondato i manifestanti.
Al momento i 65 si trovano in tre differenti commissariati/prigioni,
probabilmente verranno rilasciati alla scadenza legale del fermo di polizia, che qui e´ di 24 ore.
Intanto, per domani a mezzogiorno e´ prevista una grande manifestazione, in occasione dell´incontro, nel Rathaus (municipio) di Amburgo, dei ministri degli esteri dei paesi dell´Unione europea e di alcuni paesi asiatici.

Occupate le sedi del Consorzio Nazionale Servizi in varie città d’Italia

Inviato da autonomix | 28 Mag, 2007
 

Stop Deportation Business!

Lunedì 28 maggio 2007 11:44 Occupate le sedi del Consorzio Nazionale Servizi in varie città d’Italia

Il Consorzio si impegna a non partecipare più a bandi per la gestione dei CPT

>>> Leggi il comunicato - Gestisci i CPT? Vergogna!
>>> Leggi la lettera consegnata ai dipendenti e ai dirigenti del CNS - Lettera
>>> Leggi il comunicato finale

Questa mattina sono stati occupati gli uffici della sede del CNS, il Consorzio Nazionale dei Servizi che per conto di Blucoop e Coooperativa Sisifo ha vinto l’appalto per la gestione del Centro di Permanenza Temporanea di Lampedusa.
Le attività degli uffici sono state sospese per protestare contro le imprese, tra cui anche cooperative aderenti alla LegaCoop – come bel caso di CNS – che continuano a far profitti sulla pelle dei migranti, resi clandestini da leggi ingiuste come la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.
Il direttore generale del CNS, al termine dell’incontro avuto con gli occupanti della sede bolognese, ha diffuso un fax in cui dichiara che il CNS non parteciperà più a nessun appalto per la gestione dei CPT.
Stop Deportation Business!, è scritto negli striscioni con cui questa mattina verso le ore 11.00 gli attivisti di alcuni centri sociali sono entrati nelle rispettive sedi di Bologna, Roma e Marghera del CNS, basta all’ipocrisia di chi permette la detenzione e la deportazione dei migranti e poi parla di cooperazione, solidarietà e servizi di alta qualità!
Il CPT di Lampedusa ha cambiato nome ed è stato visitato di recente anche da alcuni giornalisti, tuttavia continua ad essere un luogo che reprime il diritto alla libertà di movimento di ogni essere umano alla ricerca di un futuro migliore, permettendone lo sfruttamento e la criminalizzazione.

Cronaca audio
La corrispondenza di Irene, inviata di Radio Kairos.
-  [ audio ]
Da Marghera la corrispondenza con Michele del CSO Rivolta.
-  [ audio ]
50 studentess@, precari occupano la sede del CSN di Roma, sede che si colloca proprio vicino all’università. Chiedono di rinunciare alla gestione dei servizi del Cpt di Lampedusa. La corrispondenza con Laura di ESc - Roma
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Gli attivisti a Bologna hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Direttore del CNS Peterlini. Il direttore ha dichiarato che questo è il primo e ultimo appalto per la gestione dei CPT a cui il Consorzio parteciperà.
Silvana dell’Ass.ne Ya Basta ci riassume l’incontro.
-  [ audio ]


La dichiarazione della dirigenza del CNS
"Personalmente in qualità di Direttore Generale di CNS scarl di Bologna dichiaro che non parteciperemo a nessun futuro appalto inerente la gestione dei Centri di Permanenza Temporanea."

Sede CNS scarl di Bologna
Bologna lunedì 28 maggio 2008
firma Brenno Peterlini

Block G8 - Manifestazione internazionale ad Amburgo

Inviato da autonomix | 28 Mag, 2007

Dopo le iniziative studentesche dei giorni scorsi, oggi ad Amburgo si è svolta una manifestazione contro il Consiglio dei Ministri degli Esteri europei e dei delegati asiatici (ASEM-gipfel).
Al corteo, partito intorno alle ore 12.00, è stato vietato di manifestare nel centro della città. Numerosa e pressante la presenza delle forze dell’ordine che hanno cercato di provocare la manifestazione in più occasioni.
Circa 6.000 le persone in corteo, già molti attivisti provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno comunque sfilato in una parte del centro cittadino.
Il blocco più radicale, le aree più autonome, erano in testa.
Alla fine della manifestazione, che è riuscita comunque a concludersi in una piazza centrale della città intorno alle ore 17.00, un gruppo di circa 100 persone è stato circondato a ferro di cavallo dalle forze dell’ordine. Al momento dell’arrivo di una ventina di camionette alcuni gruppi di manifestanti hanno lanciato pietre verso questi mezzi permettendo di allentare la pressione sul gruppo che era stato bloccato.
Il numero degli arresti avvenuti durante il corteo non è ancora definito.
I manifestanti si sono concentrati al Centro Sociale RoteFlora, che è uno dei tre Convergence Center, bloccando l’accesso.
Intorno alle ore 18.00 scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che utilizzano gli idranti.

Report minuto per minuto in english

Cronaca audio
La corrispondenza alle ore 14.00 con Sara, redazione di Global Project.
-  [ audio ]
La corrispondenza alle ore 15.00.
-  audio
La corrispondenza alle ore 17.00.
-  [ audio ]

Link:
de.indymedia.org

L’appello della manifestazione

IL VERO VOLTO DELLA POLIZIA E DEI FASCI E' LO STESSO..ULTIME NOTIZIE SU CAPPATO E MOSCA!

Inviato da autonomix | 27 Mag, 2007
 http://www.cybernomads.net/cn/img/1239Y.jpg
 
Mosca, Cappato: fermati mentre chiedevamo di essere difesi dalla polizia
 
L’europarlamentare radicale arrestato a Mosca assieme ad altri militanti italiani e russi del Partito Radicale Nonviolento.

Roma-Mosca, 27 maggio 2007  

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Mi trovo in una cella all’interno della camionetta della polizia. Siamo qui con alcuni militanti dei diritti civili in Russia”. Così Marco Cappato, in diretta ai microfoni di RadioRadicale, collegato di nascosto con un telefono cellulare. “Alla fine l’autorizzazione della manifestazione non era arrivata, ma noi volevamo solo consegnare una lettera al sindaco di Mosca – ha spiegato l’europarlamentare radicale - il cordone della polizia chiudeva i manifestanti senza però proteggerci da alcuni contromanifestanti che gridavano e si lanciavano contro di noi, lanciandoci oggetti, uova, pugni.

Ho personalmente visto anche alcuni di questi contromanifestanti che, prima di venire a lanciare dell’acqua, hanno parlato con i poliziotti che ci avrebbero dovuto difendere. Uno di loro ha cominciato a tirare calci ad Ottavio Marzocchi, ed è allora che ho iniziato a urlare in inglese, chiedendo perché la polizia non ci difendesse. Tempo cinque secondi e sono stato trascinato via da agenti in tenuta antisommossa.

Poco dopo lo stesso Ottavio Marzocchi, anche lui dirigente del Partito Radicale Nonviolento, funzionario del gruppo Liberale (ALDE) presso il Parlamento Europeo, è stato caricato. “Ora devo chiudere, hanno aperto il furgone”, così si è chiuso il collegamento in diretta ai microfoni di Radio Radicale.

Ancora vergona a San Polo! CHIUDERE MORINI ORA!

Inviato da autonomix | 27 Mag, 2007
Il comune ancora complice di torture


San Polo paese della Cuccagna
Venite, venite, qui le multe non si pagano!


ImageLa vicenda di spudorato aiuto a Morini da parte del Comune di San Polo d'Enza sembra proprio non avere fine.

Molti di voi ricorderanno che all'allevamento e' stato imposto un numero massimo di cani da distribuire nella sua superficie, numero che Morini non ha invece mai rispettato. I continui controlli della Asl hanno portato a galla l'indifferenza di Giovanna Soprani e soci per questa imposizione volta a migliorare le condizioni dei cani.

Dopo due anni di indifferenza da parte sia dell'allevamento che delle istituzioni locali la ASL, stanca di incalzare inutilmente il Sindaco a prendere provvedimenti, ha deciso di comminare una multa di 25.000 euro a Morini. Questa multa risale ad agosto 2006.

Adesso ci troviamo a maggio 2007, sono passati piu' di 8 mesi, e questa multa non e' stata ancora fatta pagare. Il passaggio successivo, l'imposizione della sanzione, spetta infatti al Comune di San Polo d'Enza.... potevate forse aspettarvi un pronto intervento da questo Comune della vergogna, complice della tortura, amico dei vivisettori e irrispettoso delle sue stesse leggi????

Milena Mancini, pavido Sindaco di San Polo, e il suo staff continuano a tergiversare dicendo che non sanno se la cifra della sanzione sia giusta o meno, ma la ASL ha prontamente risposto che quella e' e quella deve essere pagata.
Anche volendo relamente trovare la cifra giusta, ci vorrebbero forse 8 mesi?
Forse vuole riuscire la signora Mancini ad emulare il suo predecessore Ghielmi, il quale aveva battuto ogni record di sfrontatezza cancellando una multa da 30.000 euro a Morini, restituendo loro 80 cani sotto sequestro e facendo fare 70 euro di multa per i microchip non fatti a mille cani al posto di 70.000 euro!
Un record diffcile da battere, ma che la signora Mancini si sta impegnando a seguire.

Siamo ancora una volta di fronte ad un gesto vergognoso da parte delle istituzioni sanpolesi, che stanno facendo di tutto per non turbare l'attivita' criminale dell'allevamento Morini.
Questo rende San Polo il paese della cuccagna per qualunque azienda che volesse agire in modo non propriamente legale, altro che paradisi fiscali in paesi esotici!

Se volete far sapere al Comune cosa ne pensate e volete che si diano una scrollata per far pagare questi 25.000 euro a Morini, eccovi tutti i loro contatti:

Lettere:
Comune Di S. Polo D'enza, Piazza Iv Novembre 1, 42020 San Polo D'enza (RE)

Telefono:
0522-241711

Fax:
0522-874867

Email:
urp@comune.sanpolodenza.re.it, rosaa@comune.sanpolodenza.re.it, mauror@comune.sanpolodenza.re.it, virginiaf@comune.sanpolodenza.re.it, ivanom@comune.sanpolodenza.re.it, grazianos@comune.sanpolodenza.re.it, ninop@comune.sanpolodenza.re.it, dantea@comune.sanpolodenza.re.it, patriziaf@comune.sanpolodenza.re.it, maurob@comune.sanpolodenza.re.it, biblioteca@comune.sanpolodenza.re.it, milenam@comune.sanpolodenza.re.it, martar@comune.sanpolodenza.re.it, marcot@comune.sanpolodenza.re.it, fabiog@comune.sanpolodenza.re.it, danielas@comune.sanpolodenza.re.it, mattia.rossi@comune.sanpolodenza.re.it, sportellounico@comune.sanpolodenza.re.it

Daniela Salati
Ufficio Stampa Comune San Polo d’Enza
tel: 0522-241771
fax: 0522-874867
cellulare: 328-7508070

Sindaco di San Polo d'Enza
Telefono 0522-241744-45
E-mail: milenam@comune.sanpolodenza.re.it
Fax: 0522-874867


Per maggiori informazioni sulla Campagna Chiudere Morini: www.chiuderemorini.net , chiuderemorini@libero.it

Appello per la libertà dei movimenti sociali

Inviato da autonomix | 27 Mag, 2007


Il 5 giugno prossimo, la IV sezione del tribunale di Napoli giudicherà in primo grado 9 attivisti dei “Comitati per la quarta settimana”, per una iniziativa contro la precarietà e il carovita tenutasi nell'ottobre 2004.
Un presidio di circa 200 precari presso l'Ipercoop di Afragola si concluse con la distribuzione a scopo simbolico, ai clienti dell'ipermercato, di poche scatole di pomodoro e di pasta date volontariamente ai manifestanti dalla direzione della stessa azienda.
Per questa iniziativa, l'incredibile accusa ipotizzata dal Pubblico Ministero è di “estorsione aggravata dal numero di persone”, con la richiesta di 6 anni di carcere per 3 attivisti e di 3 anni e sei mesi per gli altri!!
Così come nel Processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6 novembre 2004 a Roma, sconcerta l’assoluta sproporzione e la gratuità del reato ipotizzato e delle pene previste rispetto alle caratteristiche concrete delle azioni messe in campo.
Ma soprattutto, nell’esprimere la nostra solidarietà verso gli imputati, vogliamo rimarcare che i temi della precarietà del lavoro e del carovita costituiscono a tutt’oggi gravi questioni che interrogano in maniera pressante l’agire delle forze sociali e l’agenda delle forze politiche.
Per questo l’agire dei movimenti che ne hanno sottolineato l’urgenza non può essere compresso dentro uno schema giudiziario e penale, indipendentemente dalla condivisione o meno delle forme di protesta di una manifestazione che mantenne comunque un carattere esclusivamente simbolico e rivendicativo. Un'iniziativa pubblica, pacifica e priva di lucro che non può essere associata a una tipologia di reato propria invece della criminalità economica.

Migliaia di procedimenti giudiziari gravano sulle lotte sociali di questi anni, dal mondo del lavoro alla scuola, ai movimenti ecologisti e contro la guerra, minacciando il protagonismo sociale di un’intera generazione e l’emergere di nuovi movimenti.
Anche per questo è necessario porre mano ad un procedimento di amnistia che restituisca queste istanze alla loro esclusiva dimensione di ordine sociale e politico. Si tratta di riconoscere ai movimenti di aver prodotto una nuova stagione della partecipazione e di aver animato la vita democratica del paese, contribuendo a promuovere valori di solidarietà e di giustizia sociale e forme di rinnovamento nella rappresentanza della
società civile.

Primi firmatari:
Erri De Luca (scrittore)
Haidi Gaggio Giuliani (senatrice)
Carlo Cerciello (regista teatrale)
Alex Zanotelli (sacerdote)
Arturo Scotto (deputato ds)
Paolo Cento (sottosegretario governo – deputato verde)
Giuseppe De Cristofaro (segretario regionale Prc - deputato)
Raffaele Tecce (senatore Prc)
Mauro Bulgarelli(senatore Verdi)
Maurizio Acerbo (deputato Prc)
Tommaso Sodano (Senatore Prc)
Don Vitaliano della Sala (sacerdote)
Maurizio Mascoli (segretario regionale Fiom-Cgil campania)
Isadora D'Aimmo (assessore provincia di Napoli)
Sergio Piro (psichiatria democratica)
Giulio Riccio (assessore comune Napoli)
Luca Zulù (musicista)
Angelo De Falco (musicista E_Zezi)
Fabio Tirelli (presidente municipalità Pianura-Soccavo)
Carmine Malinconico (presidenteVIII municipalità di Napoli)
Elena Coccia (Giuristi Democratici)
Daniele Sepe (musicista)
Samuele Ciambriello (presidente Co.Re.Com. Campania)
Gordon Poole (docente universitario)
Giuseppe di Marco (docente Universitario)


Associazioni e sindacati:
RdB/Cub
Confederazione Cobas
Opera Nomadi
Less
Mani Tese
Cooperativa O'Pappece
Donne in Nero
Assopace
Ass. Senza Frontiere
Associazione MigrAzioni

Una vendetta contro il conflitto sociale

Questa è una immagine relativa all'evento

Le richieste del Pm nel processo a carico dei comitati contro il carovita :

chiesti 40 anni per l’autoriduzione all’Ipercoop di Afragola (Na)


Sta giungendo ormai alla fase conclusiva il processo contro 9 attivisti appartenenti ai centri sociali ed al sindacalismo di base che circa due anni fa parteciparono insieme a centinaia di precari e disoccupati all’iniziativa di autoriduzione presso l’Ipercoop di Afragola (Na). Un iniziativa contro la precarieta’ e l’aumento smisurato del carovita, conclusasi con una donazione assolutamente volontaria da parte della direzione del Ipercoop di Afragola di alcune centinaia di chili di generi di prima necessita’ come acqua, pomodoro e pasta. La donazione fu poi distribuita all’esterno del centro commerciale, dai Comitati per la IV settimana , composti appunto da studenti, precari, disoccupati e centri sociali.
La richiesta allucinante del PM e’ di 6 anni a tre attivisti ,tra cui Consiglia Terracciano storica portavoce dei disoccupati organizzati di Acerra e di 3 anni ed 8 mesi agli altri sei.
Un richiesta incredibile quella del PM, secondo cui ci fu “estorsione aggravata” nell’ottobre del 2005 all’Ipercoop da parte dei movimenti contro il carovita. Il prossimo 5 giugno ci sara’ la sentenza del Tribunale di Napoli , una sentenza che gia’ dalle richieste del Pubblico Ministero si preannuncia politica e mette a repentaglio l’agibilita’ politica di tutti coloro che lottano contro la precarieta’ ed il carovita.
La Procura di Napoli farebbe bene ad indagare sugli affari legati ai rifiuti, agli interessi congiunto e loschi di imprenditoria e politici, piuttosto che considerare “estorsione aggravata” una mobilitazione fatta da centinaia e centinaia di precari , studenti e disoccupati che chiedeva la riduzione dei prezzi sui generi di prima necessita’ all’interno di una campagna nazionale, una rivendicazione sociale mossa alla luce del sole e che si e’ conclusa con una donazione spontanea da parte della direzione del Ipercoop.
Non possiamo accettare che si imbavagli la lotta contro il carovita, l’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro, la dismissione dei servizi sociali, l’aumento dei fitti e l’abbassamento della qualita’ della vita , rendono impossibile per milioni di persone in questo paese arrivare alla IV settimana del mese. Facciamo appello dunque a tutte le realta’ di movimento, a tutti coloro che si sono mobilitati in questi anni contro la precarieta’ e contro il carovita, a tutti coloro che vogliono difendere l’agibilita’ politica dei movimenti , a mobilitarsi a cominciare dalla conferenza stampa che si terra’ mercoledi’ 23 maggio per l’Ipercoop di Afragola.
Rilanciamo la lotta la carovita !
Reddito per tutti !! Galera per nessuno !!

Laboratorio Occupato Insurgencia
Napoli Arcobaleno – per il diritto al territorio

La scomparsa delle classi.La strategia dell'inganno politico

Inviato da autonomix | 27 Mag, 2007

I mass media si sono dedicati a lungo alle elezioni presidenziali francesi, parlando della "nuova sinistra", rappresentata da Ségolène Royal e della "nuova destra", di Nicolas Sarcozy. Ma cosa si intendesse per "nuova destra" o "nuova sinistra" nessuno lo spiegava, nemmeno alcuni programmi televisivi sull'argomento, che menzionavano questi concetti come fossero assiomi. Non c'era alcun approfondimento su ciò che si diceva, e non si permetteva allo spettatore di capire cosa si stesse effettivamente sostenendo. Evidentemente, questi programmi hanno ospiti ben selezionati, poiché se anche un solo interlocutore avesse chiesto ulteriori approfondimenti, le trasmissioni sarebbero miseramente crollate insieme ai loro assiomi.

Qual'era la differenza fra Royal e Sarcozy? Chi lo ha capito? Entrambi hanno parlato a tutti i francesi, hanno utilizzato la bandiera, la Marsigliese , l'orgoglio patriottico. Hanno esposto programmi simili, attuando una propaganda elettorale incentrata sulle stesse problematiche: sicurezza, tasse, sviluppo economico, immigrazione e lavoro.
Perché accade questo? I valori tradizionali della sinistra erano basati sulla distinzione fra le classi, e su una constatazione oggettiva: ossia l'esistenza di classi non dotate di mezzi finanziari ed economici come altre fasce sociali.
Oggi, in tutti i paesi d'Europa, i politici propagandano di avere a cuore l'interesse di tutti. Sembra che gli interessi di classe non esistano più, anzi, le stesse classi sociali sembrano sparite nel nulla, come se tutti i cittadini avessero improvvisamente acquisito lo stesso status, con le medesime possibilità e gli stessi privilegi.

Con la presunta scomparsa delle classi, anche le formazioni politiche di sinistra, che prima difendevano i lavoratori, hanno assunto prospettive favorevoli al rafforzamento del potere dell'oligarchia dominante, e attuano politiche non dissimili da quelle dei partiti di destra. La campagna elettorale è diventata come uno spettacolo, e gli schieramenti somigliano più alle tifoserie, e non offrono una reale possibilità di scelta responsabile di ciò che è meglio per la collettività. I personaggi politici sono diventati protagonisti per la loro personalità, e non tanto per la capacità di governare, mentre la fiducia verso le istituzioni crolla sempre più, e in alcuni paesi induce molti cittadini a non votare. I pubblicitari e i "consulenti" più esperti, chiamati spin doctors (dottore del raggiro, manipolatore di opinioni) curano le campagne elettorali, utilizzando conoscenze sociologiche e di psicologia sociale, allo scopo di dirottare l'attenzione e evocare emozioni. Come disse il pubblicitario che si occupò della campagna elettorale di François Mitterrand, Jacques Séguéla: "(c'è stato un) passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia consumista". Tutti i governi, di qualsiasi colore, manipolano l'opinione pubblica, spacciando qualsiasi politica come dovuta all'interesse generale. Durante le campagne politiche tutti i partiti dicono di voler difendere gli interessi di tutti. Dopo le elezioni, gli schieramenti fanno il gioco delle parti: chi non è al governo accusa l'altro di alzare le tasse, di precarizzare il lavoro, di fare tagli alla sanità o alla scuola ecc. Così gli elettori si convincono a votare l'altro schieramento, che quando sarà al potere riceverà dall'opposizione le stesse accuse. Il teatrino elettorale nasconde così la verità di un sistema in cui è un ristretto gruppo di banchieri-imprenditori a controllare tutti i settori dell'economia, e si vale dei politici per conservare il potere.  

Negli ultimi decenni, c'è stata l'eliminazione mediatica degli operai e delle classi sociali che hanno grosse difficoltà a sopravvivere in modo dignitoso. I loro problemi non vengono notificati nei telegiornali, né i politici offrono soluzioni efficaci ed adeguate a risolverli. Eppure proprio negli ultimi anni la povertà è aumentata significativamente in molti paesi del mondo, e continua ad aumentare. In Italia, la quantità di poveri è passata dal 6,5% della popolazione, del periodo 1980/90, al 12% del 2005; in Germania, dal 5,9% del 2001, la povertà è salita all'11,6% nel 2005; e in Gran Bretagna si è passati dal 12,7% del 1980/90 al 19,5% del 2005.[1]

Questo vuol dire che non soltanto esistono ancora le classi deboli, ma che ogni anno migliaia di nuove famiglie entrano a far parte delle fasce più povere della popolazione. La propaganda neoliberista aveva garantito che con la globalizzazione tutti avrebbero avuto vantaggi economici, e invece è accaduto l'opposto. In realtà, l'obiettivo era proprio quello di indebolire le classi popolari, e di privarle del sostegno delle istituzioni, in modo tale da indurle ad accettare passivamente la povertà. Il sistema politico si è trasformato in spettacolo proprio perché ha perduto l'originaria funzione di mediazione fra le classi, diventando un organo di controllo dei cittadini e di tutela degli interessi bancari e delle grandi corporation. In questo contesto non è possibile alcuna democrazia, intesa come un sistema in cui il cittadino ha voce in capitolo e può lottare attivamente per i propri interessi. Alcuni studiosi parlano di sistema postdemocratico, che vede i cittadini subordinati allo strapotere delle élite, che li controlla e li passivizza attraverso il potere mediatico.

Facciamo un po' di chiarezza: per classe si intende un determinato livello economico, lavorativo o di potere e prestigio, e ogni persona appartiene ad un gruppo che esprime un determinato status socio-economico. I soggetti di una classe sociale hanno quindi caratteristiche analoghe di cultura, stile di vita, condizione economica o professionale. 
Oggi in Europa è più difficile attuare nette distinzioni tra le classi perché le classi medie si sono estese, e all'interno di esse sono sorte diverse categorie in ordine al lavoro o al titolo di studio. Anche i nuovi criteri lavorativi, dovuti all'automazione dei processi di produzione e alla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, creano nuove distinzioni sociali. I processi di globalizzazione hanno imposto il sistema neocapitalistico al mondo intero, provocando l'impoverimento ulteriore dei paesi poveri e la ridefinizione delle classi nei paesi ricchi. Mentre la classe operaia si è trovata disoccupata oppure costretta a salari sempre più bassi, la classe media si è trovata, oltre che con stipendi non sufficienti a mantenere alta la qualità della vita, in molti casi anche in situazioni lavorative incerte e precarie. In altre parole, la globalizzazione, anziché creare maggiore benessere e il miglioramento della qualità della vita per tutti, com'era stato promesso, ha creato destabilizzazione e nuove povertà.

Lo Stato sociale, che prima dava un minimo di garanzie per la sopravvivenza dei più deboli, è stato smantellato per permettere alle corporation di privatizzare beni e servizi in tutti i paesi, rimpinguando ancora di più le loro casse. Oggi con la globalizzazione viene attuato un capitalismo sfrenato e senza regole (se non quelle che convengono al gruppo dominante) e le corporation investono in ogni angolo del mondo, utilizzando guerre e disastri naturali per piegare alla loro volontà. Un mercato senza regole e la privatizzazione ad oltranza hanno trasformato il mondo in un luogo di miseria e di corruzione, in cui i valori sbandierati dalle nazioni ricche sono falsi come i programmi festosi e colorati delle televisioni. Le classi più povere, perdendo potere sulle formazioni politiche che in precedenza si professavano a difesa dei loro diritti, non hanno più la possibilità di migliorare la propria situazione che, quindi, è destinata a peggiorare.
Impoverendo tutti, e creando confusione fra le distinzioni di status, l'élite ha reso fuori moda parlare di classi sociali. La stessa parola "classe" è stata messa al bando, sostenendo che non esistono più classi, così come si propaganda che non esistono più ideologie. La verità è che l'oligarchia dominante ha voluto cancellare le idee e le istanze a favore delle classi svantaggiate, creando confusione nei concetti. Lo scrittore James Petras spiega come è stata creata la confusione:

"Durante gli anni Ottanta i mass-media occidentali si appropriarono sistematicamente delle idee fondamentali della sinistra, svuotandole dei loro contenuti originali e riempendole con altri. Le manovre dei politici per rafforzare il capitalismo e accrescere le ineguaglianze venivano descritte come "rivoluzionarie" e "riformatrici", mentre coloro che si opponevano a questa visione erano etichettati come "conservatori".

Questo rovesciamento del senso del linguaggio politico disorientò molte persone, rendendole vulnerabili ai proclami secondo cui i termini "destra" e "sinistra" avevano perso di significato e le ideologie non contavano più nulla. La manipolazione culturale globale va avanti grazie a questa corruzione del senso. Nel Terzo Mondo, la privatizzazione delle aziende pubbliche starebbe "dissolvendo i monopoli". "Riconversione" è l'eufemismo usato per tornare indietro a condizioni lavorative da diciannovesimo secolo, defraudate di ogni conquista sociale. 'Deregulation" indica invece il passaggio del potere dalle mani dello stato sociale nazionale a quelle del sistema bancario internazionale (e) di un'élite di corporation".[2]

Sostenendo l'assenza di ideologie, si ritiene che anche il discorso sulla lotta di classe debba essere archiviato e bandito dalla storia. La realtà è che il divario fra le classi sta crescendo a dismisura ovunque. Nei paesi poveri la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno imposto "ristrutturazioni" e, concedendo prestiti, hanno reso i paesi dipendenti e obbligati a seguire le loro linee anche se non convenienti ai loro interessi. Questo è accaduto in molti paesi, ad esempio, nel Sudafrica, dopo il 1995, sono iniziati gli investimenti americani che hanno realizzato un vero e proprio saccheggio delle risorse del paese, aumentando ancora di più il già drammatico divario fra ricchi e poveri. La General Electric , in Sudafrica, ha fatto chiudere decine di fabbriche lasciando nella disoccupazione migliaia di persone. Il progresso economico, promesso a Mandela, non era per tutti ma per coloro che già avevano una posizione economica privilegiata. Il cosiddetto "libero scambio" costringe tutta la popolazione a pagare anche i beni di fondamentale necessità, come l'acqua, e le classi povere sprofondano nella miseria fino a morirne. A Dimbaza (Sudafrica) i bambini muoiono per denutrizione mentre a Johannesburg c'è Upper Houghton, uno dei  quartieri più ricchi del mondo, in cui le case lussuosissime sono delle fortezze, e nelle scuole, fra le migliori del mondo, i ragazzi giocano a rugby, mentre i loro coetanei in un'altra parte del paese lavorano molte ore per guadagnare meno di una sterlina al giorno.

Oggi cinque compagnie della Anglo-American Corporation controllano tre quarti di tutti i capitali della borsa di Johannesburg, un miracolo economico, ma soltanto per chi già era ricco. Per le classi povere il "miracolo" corrisponde a maggiore miseria. Oggi, in Sudafrica, si pone anche il problema dell'assistenza medica e dell'istruzione perché il paese non può più garantire neanche i minimi servizi e il denaro che spendeva in precedenza adesso serve a ripagare gli interessi del debito contratto con le istituzioni finanziarie occidentali. 
Negli ultimi dieci anni, i ricchi statunitensi sono diventati ancora più ricchi  e si isolano sempre di più vivendo lontani dalla gente comune, che diventa sempre più povera, e deve affrontare molti impedimenti nel migliorare la propria situazione. Talvolta c'è persino il riconoscimento percettivo delle classi, come racconta un turista europeo negli Usa:  "Sono rimasto sconvolto dal constatare come sembri di avere a che fare con due "razze" diverse. L'élite è alta, bella e magra, veste con gusto e cura il proprio aspetto. Tale elite frequenta solo i quartieri migliori delle città importanti e non si trova nel resto del paese. Quanto al resto del paese... il popolo è sciatto, trascurato, e molte persone, anche se ancora giovani, sembrano malate o sono obese".

Negli Stati Uniti, dalle differenze di classe origina non soltanto una diversa condizione lavorativa e una diversa qualità della vita ma, anche, diverse condizioni di salute e diversi livelli d'istruzione. 
Molti americani credono ancora al "sogno americano", cioè di potersi arricchire dall'oggi al domani come fosse facile per chiunque l'accesso alla ricchezza. Ma nuovi studi sulla mobilità sostengono che è sempre più difficile passare ad una classe più elevata, mentre diventa più facile accedere a cariche elevate, come diventare giudice della Corte Suprema, se si appartiene all'élite ricca. Di fatto, fa strada quasi esclusivamente chi appartiene a famiglie con redditi alti, molto istruite e con buone conoscenze nel mondo che conta. Anche i candidati presidenti provengono tutti dalle élite ricche, e ricevono per le loro campagne elettorali somme elevatissime dalle banche e dalle grandi corporation.

Da un sondaggio del New York Times[3] emerge che secondo l'opinione del 40% degli americani esistono oggi più di prima le possibilità di accedere ad una classe più elevata, mentre in realtà è avvenuto il contrario. E' probabile che la percezione errata degli americani dipenda dal voler mantenere vecchie convinzioni nonostante esse non siano più suffragate dai fatti, oppure semplicemente dal credere ai mass media, che non danno l'impressione che qualcosa sia peggiorato, anzi, parlano di progressi economici, che avvengono però, di fatto, soltanto per i più ricchi.

La fortissima disparità nei redditi fra ricchi e poveri presente negli Usa, pregiudica anche le possibilità di rendimento scolastico dei figli che non possono accedere per gli alti costi alle migliori scuole, che si trovano tutte nei quartieri alti. 
I sociologi americani, fino a poco tempo fa, distinguevano soprattutto tre classi sociali: la classe alta, la media e la classe bassa o lavoratrice. Oggi ne distinguono decine, caratterizzate dal tipo di lavoro e dallo stile di vita. Alcuni sociologi, in linea con le tendenze del momento, hanno cercato di spazzar via lo stesso concetto di classe mentre altri sociologi, come Michael Hout, si sono opposti all'inganno. Hout ha dichiarato:

"Trovo questo dibattito sulla 'fine della classe' ingenuo e ironico, perché siamo in un periodo di espansione delle disuguaglianze".[4]

Il nuovo corso dell'economia, con i cambiamenti tecnologici e i processi di globalizzazione (cioè delocalizzazione delle industrie in posti dove si sfrutta la manodopera a costi e a condizioni semischiavistiche), ha provocato la chiusura di fabbriche e aumentato il reddito dell'1% delle famiglie (quelle già ricche) del 139% nel periodo fra il 1979 e il 2001, mentre quello delle classi povere è salito meno rispetto al livello dell'inflazione, provocando così un peggioramento delle condizioni economiche di milioni di persone. Di fatto gli americani percepiscono che la loro condizione è peggiorata soprattutto a causa del costosissimo sistema sanitario, che lascia senza sicurezza sanitaria ben 50 milioni di cittadini americani. Ma gli americani sembra non vogliano rinunciare al "sogno americano" anche se esso rimarrà soltanto un sogno. Nella realtà di tutti i giorni, la classe sociale rimane un fattore importantissimo per l'intera vita del soggetto e anche per la sua morte. Come dice Ichico Kawachi, docente di epidemiologia sociale all'Harvard School of Public Health:

"Negli ultimi 20 anni ci sono stati progressi enormi nel soccorso prestato ai pazienti colpiti da attacco cardiaco e nella conoscenza di come si previene un attacco. Ogni volta che si fa strada un'innovazione, le persone agiate sono le più veloci ad adottarla. All'altra estremità della scala sociale, invece, per i poveri si sono accumulati vari svantaggi: la dieta è peggiorata, c'è più stress dovuto al lavoro. La gente, se è povera, ha meno tempo per dedicarsi ad attività che consentono di restare in buona salute".[5]

Nel 1974, l 'economista Paolo Sylos Labini scrisse un libro dal titolo Saggio sulle classi sociali, in cui propose la seguente distinzione fra le classi:

"I) Borghesia vera e propria: grandi proprietari di fondi rustici e urbani (rendite); imprenditori e alti dirigenti di società per azioni (profitti e rendite misti che contengono elevate quote di profitto); professionisti autonomi (redditi misti, con caratteri di redditi di monopolio).
IIa) Piccola borghesia impiegatizia (stipendi).
IIb) Piccola borghesia relativamente autonoma (redditi misti: coltivatori diretti, artigiani (inclusi i piccoli professionisti), commercianti.
IIc) Piccola borghesia: categorie particolari (militari religiosi ed altri) (stipendi).
IIIa) Classe operaia
IIIb) Sottoproletariato".[6]

Il libro di Sylos Labini, che offre uno spaccato della società italiana del secolo scorso, venne pubblicato proprio quando in Italia si verificavano scontri e lotte per migliorare la situazione dei lavoratori. Le lotte e le contestazioni degli anni Sessanta e Settanta permisero all'Italia di fare passi avanti nei diritti dei lavoratori, delle donne, e nel diritto allo studio, ma negli ultimi anni, a causa della precarizzazione del lavoro, della svendita dei beni pubblici e della corruzione politica, tutto questo è stato demolito.

I processi di globalizzazione hanno fatto aumentare il divario fra ricchi e poveri anche nei paesi ricchi, e molte persone appartenenti alle classi medie si sono trovate a non avere più i vantaggi economici di prima. La competizione lavorativa è diventata mondiale, e viene diretta e controllata da chi già detiene una fetta enorme di potere economico. I paesi poveri vengono costretti a produrre di più mentre il prezzo delle loro materie prime viene abbassato, e nei paesi ricchi aumentano la disoccupazione e il lavoro precario. I meccanismi di tassazione, che prima permettevano di aiutare le classi povere garantendo loro istruzione e assistenza sanitaria, oggi vengono smantellati per favorire un maggiore accumulo di capitale alla classe ricca. In Europa, negli ultimi venti anni, sono diminuite le tasse sul capitale e sono aumentate quelle sul lavoro, mentre negli Usa le tasse delle società per azioni sono scese dal 27% al 17% del totale. In molti paesi asiatici e africani le corporation transnazionali trovano concessioni fiscali straordinarie che danneggiano le classi povere. L'idea che le imprese private debbano essere più importanti dell'interesse nazionale ha reso gli Stati più deboli e la difesa delle classi povere sempre meno presente all'interno di essi. La tutela delle classi povere e dei lavoratori è ormai un argomento non più dibattuto, esso ha lasciato il posto ai concetti di "competizione globale" e di neoliberismo mondiale, argomenti spesso falsati per indurre a credere che la globalizzazione sia favorevole anche alle classi povere. Ma ciò non corrisponde a realtà poiché il liberismo mondiale coincide con un potere esercitato da chi è più ricco, contro chi è povero. La realtà futura, se non si riesce a contrastare la tendenza attuale, vede un ulteriore impoverimento delle classi povere a favore dei ricchi, che concentreranno ancora di più le ricchezze nelle loro mani contro i diritti sanciti nell'articolo 25  1° comma dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani:

"Ognuno ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ognuno ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia e in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà".

La smania dei politici di dimostrare di poter rappresentare tutte le classi e difendere i diritti di tutti, manifesta un comportamento di copertura, ossia che è vero l'opposto: il politico oggi non è a servizio dei cittadini, e la politica è soltanto un canale che serve al gruppo egemone per mantenere il controllo politico sulla popolazione. Per capirlo basta osservare come nelle campagne elettorali il cittadino non è affatto il protagonista ma è bersaglio della propaganda. Le classi popolari sono diventate ormai preda di inganni, talvolta grossolani, e di illusioni. I popoli sono indotti alla passivizzazione e coinvolti emotivamente nello spettacolo politico. Uno spettacolo sempre più squallido, che nel mettere in scena personaggi benevoli, paternalistici o che cantano allegri l'inno nazionale, ignora la vera funzione della politica. Nel valorizzare ciò che appare e che suscita emozioni momentanee, si nasconde quello che sarebbe meglio per la società, e ci si guarda bene dal chiedersi se i valori come la solidarietà e il principio di redistribuzione della ricchezza debbano essere, oggi più che mai, alla base di ogni scelta politica che sia degna di essere rispettata.

DEVONO MORIRE TUTTI QUESTI BASTARDI.CREPATE UNO AD UNO! VOI IN MIGLIAIA, IL POPOLO AFGHANO E IRAQUENO IN CENTINAIA DI MIGLIAIA....

Inviato da autonomix | 27 Mag, 2007
Iraq: 8 soldati americani uccisi
Negli ultimi quattro giorni, lo annuncia il comando Usa
(ANSA) - BAGHDAD, 26 MAG - Altri 8 soldati americani sono rimasti uccisi in Iraq negli ultimi 4 giorni. Lo annunciano fonti militari Usa nella capitale irachena. Oggi tre militari sono morti e altri due sono stati feriti mentre erano in servizio di pattugliamento nella provincia di Salahaddin. Stamani il comando americano aveva annunciato che ieri erano stati uccisi tre soldati Usa: uno nella provincia di Diyala (a nord di Baghdad), uno nei pressi di Baghdad e uno nella provincia di al Anbar.

OCCUPA E RESISTI.OGGI CENTINAIA DI PERSONE OCCUPANO SAN GIOVANNI A ROMA

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007

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Roma: in 200 occupano S. Giovanni - Protestano per il diritto alla casa


ROMA,26 MAG- Circa 200 esponenti di Action,Asia-Rdb e Comitato lotta per il centro storico hanno occupato la navata centrale di S.Giovanni in Laterano a Roma. I manifestanti hanno portato anche degli striscioni, su uno c'e' scritto:'Governo Prodi a Firenze parla di famiglia a Roma le sgombera e le sfratta'.I manifestanti hanno voluto occupare S.Giovanni in Laterano poiche' proprio in questa piazza si e' svolto il Family Day e 'perche' il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane per fare bed & breakfast'.