OCCUPA E RESISTI.OGGI CENTINAIA DI PERSONE OCCUPANO SAN GIOVANNI A ROMA

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007

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Roma: in 200 occupano S. Giovanni - Protestano per il diritto alla casa


ROMA,26 MAG- Circa 200 esponenti di Action,Asia-Rdb e Comitato lotta per il centro storico hanno occupato la navata centrale di S.Giovanni in Laterano a Roma. I manifestanti hanno portato anche degli striscioni, su uno c'e' scritto:'Governo Prodi a Firenze parla di famiglia a Roma le sgombera e le sfratta'.I manifestanti hanno voluto occupare S.Giovanni in Laterano poiche' proprio in questa piazza si e' svolto il Family Day e 'perche' il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane per fare bed & breakfast'.

NOTIZIA SHOCK: E' UFFICIALE, IL GOVERNO DI KARZAI REQUISISCE E SI IMPOSSESSA DEGLI OSPEDALI DI EMERGENCY IN AFGHANISTAN. SOTTO IL SILENZIO DEI MEDIA E DELLA SOCIETA' CIVILE!

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007
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25 maggio '07 - Domani il governo afgano s’impossessa degli ospedali di Emergency

«Come dichiarato, il ministero della sanità aprirà ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio. Questa mail è soltanto per informarvi sulla situazione qui. Saluti».
«Prendiamo atto della sua mail che afferma che “il ministero della sanità aprirà ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio”. Il direttivo di Emergency considera questa come l’ultima offesa e provocazione delle autorità afgane contro la nostra organizzazione. Continueremo la nostra campagna internazionale per la liberazione del nostro dipendente Rahmatullah Hanefi.
Saluti».

Questa corrispondenza è intercorsa nella serata di giovedì 24 maggio tra il ministero della sanità afgano ed Emergency.
Il messaggio del ministero della sanità afgano conferma come l’obiettivo del governo Karzai fosse l’espulsione dal paese di un testimone sgradito. Dai registri degli ospedali di Emergency risulta la quantità di vittime civili della guerra in corso. Gli ospedali di Emergency documentano, in sé stessi, la possibilità di un’assistenza sanitaria efficace, gratuita e rispettosa, che il governo Karzai non vuole attuare.
Risulta anche chiarito come l’arbitraria fissazione di un «ultimatum» per il 25 maggio fosse un mediocre espediente per espellere Emergency senza assumerne diretta ed evidente la responsabilità.
Di questa iniziativa non è vittima una ONG, ma la popolazione afgana, che ha ripetutamente sollecitato le autorità del paese a rendere possibile il ritorno di Emergency.
Emergency considera questo esito facilitato dall’indifferenza e dalla sostanziale complicità del governo italiano.
Emergency rinnova il suo impegno per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che da oltre due mesi subisce dal governo Karzai vessazioni e abusi.

 EMERGENCY

 

 

riportiamo una intervista molto interessante..

 

 

Da domani, i tre ospedali di Emergency in Afghanistan passano definitivamente e “ufficialmente” in mano al governo afgano, che ha comunicato la decisione con una scarna e fredda e-mail giunta ieri sera all’Ong milanese. Abbiamo chiesto un commento a Carlo Garbagnati, vicepresidente di Emergency.
 
L'ospedale di KabulCome giudicate il modo in cui il governo di Kabul vi ha comunicato questa decisione?
Le parole e il tono di quella comunicazione sono molto significative. Il fatto che abbiano sottolineato che la loro mail è “soltanto per informarci sulla situazione” equivale a dire che la faccenda è chiusa e non riguarda più in minima parte Emergency, che viene così tagliata fuori in maniera netta e definitiva. Gli stessi tempi della mail, arrivata la sera prima della scadenza dell’ultimatum fissato da Kabul, dimostrano che non hanno voluto lasciarci il minimo margine di reazione, di elaborazione di eventuali contromisure da parte nostra: ci hanno messo davanti al fatto compiuto.
 
Il governo afgano però vi aveva dato tempo fino a oggi, 25 maggio, per riconsiderare la vostra decisione di lasciare il paese.
Quell’ultimatum era una farsa per il semplice motivo che attendeva una nostra decisione che però dipendeva dalle decisioni del governo stesso, che ha posto quell’ultimatum. Era il governo Karzai che doveva riconsiderare la sua posizione aggressiva nei confronti di Emergency, consentendo a noi di tornare. La scadenza di oggi era solo un giochetto per far sembrare che il governo lasciasse a noi la decisione di tornare o meno, quando invece la decisione di buttarci fuori dal paese l’ha presa il governo”.
 
L'ospedale di LashkargahCosa sarà da domani dei tre ospedali di Emergency a Kabul, a Lashkargah e in Panjshir? Cosa succederà concretamente domattina?
Anche se la mail dice che il governo afgano “aprirà ufficialmente” gli ospedali, pensiamo che domani non succederà nulla di concreto. Dubitiamo che da domani le tre strutture riaprano i battenti iniziando a ricoverare e curare pazienti, perché questo richiederebbe un lavoro preparatorio che non ci risulta sia stato fatto. Ancora non si sa nemmeno chi prenderà in carico le tre strutture: in merito circolano ancora solo delle voci.
 
Quali sono queste voci?
Per l’ospedale di Kabul pare che il ministero della Sanità sia intenzionato a gestirlo direttamente.
Per quello di Anabah, in Panjshir, sembra siano in ballo due ipotesi: il Provincial Reconstruction Team statunitense o l’Ong indiana Agha Khan.
Quello di Lashkargah, in Helmand, pare invece che verrà rilevato dalla Croce Rossa Internazionale.
Ma ancora, ripeto, non c’è nulla di certo.
 
L'ospedale del PanjshirNel comunicato di Emergency avete scritto per la prima volta che l’obiettivo del governo Karzai era “l’espulsione dal paese di un testimone sgradito”.  
Il ruolo di testimonianza che gli ospedali di Emergency svolgevano, in particolare quello di Lashkargah, era diventato molto sgradito al governo Karzai e non solo, e ha avuto un peso fondamentale in tutta questa vicenda. Ogni volta che la Nato annunciava di aver ucciso decine di talebani in un bombardamento, noi ricevevamo decine di feriti civili, bambini, donne, anziani, scoprendo una verità ben diversa da quella ufficiale. Questo ha creato un crescente clima di ostilità nei nostri confronti.
 
Può spiegarsi meglio?
A Lashkargah, Emergency era già considerata scomoda perché, con il suo ospedale gratuito, rovinava gli affari d’oro delle centinaia di cliniche private a pagamento che esistono in zona. Ma è stato con l’inizio dei bombardamenti della Nato nella regione che la nostra posizione è diventata più delicata per i motivi che ho detto. Motivi per il quali da mesi si erano create frizioni con il governatore provinciale Asadullah Wafa, con il personale dei servizi segreti afgani e con i locali comandi britannici della Nato.
 
Quando avete iniziato a percepire questa ostilità?
Che il clima fosse cambiato era emerso chiaramente già in riunioni ufficiali tenute con loro questo inverno. Ma lo si capiva anche da episodi minori ma significativi, come l’atteggiamento avverso dei soldati britannici nei confronti del nostro personale internazionale. Questa avversione nei confronti di Emergency è infine culminata con azioni volte a espellerci dal paese: l’arresto di Rahmatullah, avvenuto in contemporanea con una poco spontanea protesta contro di noi, e le successive accuse mosse contro la nostra Ong dai vertici dei servizi segreti afgani. Azioni che hanno fatto venire meno per noi le condizioni di sicurezza minime per poter rimanere in Afghanistan, costringendoci quindi ad andarcene.
 

QUELLO CHE SUCCEDERA' AL G8 E' DIR POCO ASSURDO: CI SCHEDERANNO CON I NOSTRI ODORI!!

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007

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G8,polizia scheda odori no global - Germania,verranno usati cani da fiuto.

 


Per poter meglio controllare i no global che parteciperanno al G8 di Heiligendamm, la polizia tedesca ha adottato un metodo, già in uso nella ex Germania dell'Est, che sta facendo discutere. Prelevare campioni di odore corporeo di militanti antagonisti, per poterli braccare con i cani in caso di proteste violente. La notizia ha provocato dure reazioni da parte di molti esponenti socialdemocratici, verdi e liberali. Il G8 nella città baltica si svolgerà dal 6 all'8 giugno. E' presumibile che questa "schedatura", di cui ha dato notizia il quotidiano "Leipziger Volkszeitung", sia avvenuta dopo la retata del 9 maggio scorso, quando furono fermati 140 militanti antiglobal e perquisite numerose sedi di associazioni dell'estrema sinistra ad Amburgo, Brema e in altre città del nord del Paese. "Mi ricorda i metodi della Stasi", ha dennunciato il vicepresidente socialdemocratico del Bundestag, Wolfgang Thierse, già dissidente nella ex Germania dell'Est, il quale ha ammonito le autorità a non cadere in preda "all'isteria, che potrebbe condurre a metodi degni di uno Stato di polizia come la Ddr". Ricordando che per proteggere i leader degli Otto è stata eretta ad Heiligendamm intorno agli alberghi del convegno una recinzione metallica lunga oltre 12 km, alta più di 2,5 metri e sovrastata da rotoli di filo spinato, Thierse ha affermato che "è già abbastanza grave" aver eretto una "barriera che ricorda il Muro di Berlino costruito dalla Ddr". Il ministro dell'Interno federale, Wolfgang Schaeuble (Cdu), ha difeso il prelievo dei campioni di odore corporeo come "un mezzo per identificare possibili autori di reati". Il ministro ha detto che l'obbligo primario è di garantire la sicurezza del vertice del G8 ed ha spiegato di non essere stato lui a ordinare questa misura, sottintendendo con ciò che essa potrebbe essere stata adottata dai suoi colleghi dei Laender in cui vivono i dimostranti no global oggetto del provvedimento. Durissima è stata anche la condanna del deputato dei Verdi Hans-Christian Stroebele che ha ricordato come negli anni 80 il "Verfassungsschutz", i servizi di sicurezza interni, avevano raccolto campioni di odori corporei di presunti avversari del sistema democratico, ma dopo le proteste della società civile questa prassi era stata abbandonata.