NOTIZIA SHOCK: E' UFFICIALE, IL GOVERNO DI KARZAI REQUISISCE E SI IMPOSSESSA DEGLI OSPEDALI DI EMERGENCY IN AFGHANISTAN. SOTTO IL SILENZIO DEI MEDIA E DELLA SOCIETA' CIVILE!

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007
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25 maggio '07 - Domani il governo afgano s’impossessa degli ospedali di Emergency

«Come dichiarato, il ministero della sanità aprirà ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio. Questa mail è soltanto per informarvi sulla situazione qui. Saluti».
«Prendiamo atto della sua mail che afferma che “il ministero della sanità aprirà ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio”. Il direttivo di Emergency considera questa come l’ultima offesa e provocazione delle autorità afgane contro la nostra organizzazione. Continueremo la nostra campagna internazionale per la liberazione del nostro dipendente Rahmatullah Hanefi.
Saluti».

Questa corrispondenza è intercorsa nella serata di giovedì 24 maggio tra il ministero della sanità afgano ed Emergency.
Il messaggio del ministero della sanità afgano conferma come l’obiettivo del governo Karzai fosse l’espulsione dal paese di un testimone sgradito. Dai registri degli ospedali di Emergency risulta la quantità di vittime civili della guerra in corso. Gli ospedali di Emergency documentano, in sé stessi, la possibilità di un’assistenza sanitaria efficace, gratuita e rispettosa, che il governo Karzai non vuole attuare.
Risulta anche chiarito come l’arbitraria fissazione di un «ultimatum» per il 25 maggio fosse un mediocre espediente per espellere Emergency senza assumerne diretta ed evidente la responsabilità.
Di questa iniziativa non è vittima una ONG, ma la popolazione afgana, che ha ripetutamente sollecitato le autorità del paese a rendere possibile il ritorno di Emergency.
Emergency considera questo esito facilitato dall’indifferenza e dalla sostanziale complicità del governo italiano.
Emergency rinnova il suo impegno per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che da oltre due mesi subisce dal governo Karzai vessazioni e abusi.

 EMERGENCY

 

 

riportiamo una intervista molto interessante..

 

 

Da domani, i tre ospedali di Emergency in Afghanistan passano definitivamente e “ufficialmente” in mano al governo afgano, che ha comunicato la decisione con una scarna e fredda e-mail giunta ieri sera all’Ong milanese. Abbiamo chiesto un commento a Carlo Garbagnati, vicepresidente di Emergency.
 
L'ospedale di KabulCome giudicate il modo in cui il governo di Kabul vi ha comunicato questa decisione?
Le parole e il tono di quella comunicazione sono molto significative. Il fatto che abbiano sottolineato che la loro mail è “soltanto per informarci sulla situazione” equivale a dire che la faccenda è chiusa e non riguarda più in minima parte Emergency, che viene così tagliata fuori in maniera netta e definitiva. Gli stessi tempi della mail, arrivata la sera prima della scadenza dell’ultimatum fissato da Kabul, dimostrano che non hanno voluto lasciarci il minimo margine di reazione, di elaborazione di eventuali contromisure da parte nostra: ci hanno messo davanti al fatto compiuto.
 
Il governo afgano però vi aveva dato tempo fino a oggi, 25 maggio, per riconsiderare la vostra decisione di lasciare il paese.
Quell’ultimatum era una farsa per il semplice motivo che attendeva una nostra decisione che però dipendeva dalle decisioni del governo stesso, che ha posto quell’ultimatum. Era il governo Karzai che doveva riconsiderare la sua posizione aggressiva nei confronti di Emergency, consentendo a noi di tornare. La scadenza di oggi era solo un giochetto per far sembrare che il governo lasciasse a noi la decisione di tornare o meno, quando invece la decisione di buttarci fuori dal paese l’ha presa il governo”.
 
L'ospedale di LashkargahCosa sarà da domani dei tre ospedali di Emergency a Kabul, a Lashkargah e in Panjshir? Cosa succederà concretamente domattina?
Anche se la mail dice che il governo afgano “aprirà ufficialmente” gli ospedali, pensiamo che domani non succederà nulla di concreto. Dubitiamo che da domani le tre strutture riaprano i battenti iniziando a ricoverare e curare pazienti, perché questo richiederebbe un lavoro preparatorio che non ci risulta sia stato fatto. Ancora non si sa nemmeno chi prenderà in carico le tre strutture: in merito circolano ancora solo delle voci.
 
Quali sono queste voci?
Per l’ospedale di Kabul pare che il ministero della Sanità sia intenzionato a gestirlo direttamente.
Per quello di Anabah, in Panjshir, sembra siano in ballo due ipotesi: il Provincial Reconstruction Team statunitense o l’Ong indiana Agha Khan.
Quello di Lashkargah, in Helmand, pare invece che verrà rilevato dalla Croce Rossa Internazionale.
Ma ancora, ripeto, non c’è nulla di certo.
 
L'ospedale del PanjshirNel comunicato di Emergency avete scritto per la prima volta che l’obiettivo del governo Karzai era “l’espulsione dal paese di un testimone sgradito”.  
Il ruolo di testimonianza che gli ospedali di Emergency svolgevano, in particolare quello di Lashkargah, era diventato molto sgradito al governo Karzai e non solo, e ha avuto un peso fondamentale in tutta questa vicenda. Ogni volta che la Nato annunciava di aver ucciso decine di talebani in un bombardamento, noi ricevevamo decine di feriti civili, bambini, donne, anziani, scoprendo una verità ben diversa da quella ufficiale. Questo ha creato un crescente clima di ostilità nei nostri confronti.
 
Può spiegarsi meglio?
A Lashkargah, Emergency era già considerata scomoda perché, con il suo ospedale gratuito, rovinava gli affari d’oro delle centinaia di cliniche private a pagamento che esistono in zona. Ma è stato con l’inizio dei bombardamenti della Nato nella regione che la nostra posizione è diventata più delicata per i motivi che ho detto. Motivi per il quali da mesi si erano create frizioni con il governatore provinciale Asadullah Wafa, con il personale dei servizi segreti afgani e con i locali comandi britannici della Nato.
 
Quando avete iniziato a percepire questa ostilità?
Che il clima fosse cambiato era emerso chiaramente già in riunioni ufficiali tenute con loro questo inverno. Ma lo si capiva anche da episodi minori ma significativi, come l’atteggiamento avverso dei soldati britannici nei confronti del nostro personale internazionale. Questa avversione nei confronti di Emergency è infine culminata con azioni volte a espellerci dal paese: l’arresto di Rahmatullah, avvenuto in contemporanea con una poco spontanea protesta contro di noi, e le successive accuse mosse contro la nostra Ong dai vertici dei servizi segreti afgani. Azioni che hanno fatto venire meno per noi le condizioni di sicurezza minime per poter rimanere in Afghanistan, costringendoci quindi ad andarcene.
 

QUELLO CHE SUCCEDERA' AL G8 E' DIR POCO ASSURDO: CI SCHEDERANNO CON I NOSTRI ODORI!!

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007

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G8,polizia scheda odori no global - Germania,verranno usati cani da fiuto.

 


Per poter meglio controllare i no global che parteciperanno al G8 di Heiligendamm, la polizia tedesca ha adottato un metodo, già in uso nella ex Germania dell'Est, che sta facendo discutere. Prelevare campioni di odore corporeo di militanti antagonisti, per poterli braccare con i cani in caso di proteste violente. La notizia ha provocato dure reazioni da parte di molti esponenti socialdemocratici, verdi e liberali. Il G8 nella città baltica si svolgerà dal 6 all'8 giugno. E' presumibile che questa "schedatura", di cui ha dato notizia il quotidiano "Leipziger Volkszeitung", sia avvenuta dopo la retata del 9 maggio scorso, quando furono fermati 140 militanti antiglobal e perquisite numerose sedi di associazioni dell'estrema sinistra ad Amburgo, Brema e in altre città del nord del Paese. "Mi ricorda i metodi della Stasi", ha dennunciato il vicepresidente socialdemocratico del Bundestag, Wolfgang Thierse, già dissidente nella ex Germania dell'Est, il quale ha ammonito le autorità a non cadere in preda "all'isteria, che potrebbe condurre a metodi degni di uno Stato di polizia come la Ddr". Ricordando che per proteggere i leader degli Otto è stata eretta ad Heiligendamm intorno agli alberghi del convegno una recinzione metallica lunga oltre 12 km, alta più di 2,5 metri e sovrastata da rotoli di filo spinato, Thierse ha affermato che "è già abbastanza grave" aver eretto una "barriera che ricorda il Muro di Berlino costruito dalla Ddr". Il ministro dell'Interno federale, Wolfgang Schaeuble (Cdu), ha difeso il prelievo dei campioni di odore corporeo come "un mezzo per identificare possibili autori di reati". Il ministro ha detto che l'obbligo primario è di garantire la sicurezza del vertice del G8 ed ha spiegato di non essere stato lui a ordinare questa misura, sottintendendo con ciò che essa potrebbe essere stata adottata dai suoi colleghi dei Laender in cui vivono i dimostranti no global oggetto del provvedimento. Durissima è stata anche la condanna del deputato dei Verdi Hans-Christian Stroebele che ha ricordato come negli anni 80 il "Verfassungsschutz", i servizi di sicurezza interni, avevano raccolto campioni di odori corporei di presunti avversari del sistema democratico, ma dopo le proteste della società civile questa prassi era stata abbandonata.

IL G8 SI AVVICINA....LA PREPARAZIONE IN GERMANIA SI FA PIU' CALDA! MA SERVE SAPERE UNA COSA FONDAMENTALE

Inviato da autonomix | 25 Mag, 2007
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Legal team telephone number

Il numero telefonico del Team Legale durante il vertice del G8 è: 0049 – (0)3820 – 4768111

Chiunque necessiti di un aiuto legale durante il vertice è pregato di rivolgersi a questo numero; le richietse saranno comunicate ad un avocato. Diffondete il più possibile questo numero, grazie!

QUALCHE RIFLESSIONE SUI CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 9 GIUGNO CONTRO LA VISITA DI BUSH A ROMA

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007
Di seguito un testo con alcuni spunti di riflessione intorno alla manifestazione del 9 giugno in occasione della visita di Bush in Italia.
Esso vuole essere il contributo costruttivo di alcune realtà politiche a tutto il movimento e sarà distribuito in occasione dell'assemblea di preparazione della manifestazione che si terrà venerdì 18 alle 16,30 presso la Facolta' di Lettere la Sapienza. Naturalmente le altre realtà individuali e collettive che lo condividono sono invitate a far pervenire la propria adesione e ad attivizzarsi per la riuscita della mobilitazione del 9 giugno.

QUALCHE RIFLESSIONE SUI CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 9 GIUGNO CONTRO LA VISITA DI BUSH A ROMA
Cari compagni,
nel contribuire alla mobilitazione contro la visita di Bush, avvertiamo il bisogno di sottolineare alcune cose. E' nostra decisa convinzione che vada raccolto quello sdegno particolare che suscita in vasti strati della popolazione la venuta di un personaggio così sfrontato che è arrivato perfino a vantarsi per la strage di Falluja, condotta con le bombe al fosforo, per le torture nel lager di Abu Graib, per il carcere di Guantanamo.
E giustamente anche molti elettori del governo Prodi saranno preoccupati - e forse altrettanto indignati - per l'accoglienza che questo governo, pur presentandosi diverso da quello guidato da Berlusconi, riserva al più evidente fautore della "guerra infinita" contro chi solo accenna a volersi sottrarre allo scambio ineguale, al dominio delle monete forti, alla rapina delle materie prime, al debito usuraio e agli "aggiustamenti" strutturali imposti dal FMI, allo sfruttamento a prezzi stracciati della forza lavoro.
Sarebbe però un grave errore pensare di poter intercettare le simpatie di questo elettorato omettendo di denunciare o attenuando un aspetto - sicuramente sgradevole - del rapporto di Bush con Prodi. Bush è sicuramente la punta di lancia della nuova aggressività imperialista sul mercato mondiale, ma il nostro capitalismo, rappresentato dal governo Prodi, non aderisce a questa aggressività perché subordinato, costretto, come se fosse condizionato da cattive compagnie.
Il suo massimo dissenso consiste nella richiesta di un imperialismo più policentrico, dentro il quale poter meglio ridefinire le quote dei vantaggi.
Stesso discorso è da farsi in relazione all'Europa che collabora competitivamente con gli Usa tentando di costituirsi in polo alternativo in grado di sottrarre in prospettiva la leadership alla potenza imperialista oggi prevalente.
Una tentazione in tal senso prospetta che al corteo del 9 giugno potremmo avere una maggiore partecipazione, occultando o minimizzando che
a) il governo Prodi conferma orgogliosamente la presenza delle "nostre" truppe specializzate in ben 24 paesi;
b) l'Italia è uno dei "7 Grandi", è socio cioè del club esclusivo dei paesi dominanti;
c) l'Italia compartecipa alle basi NATO e mantiene sue costosissime basi militari altrettanto minacciose contro i paesi che intendono sottrarsi alla rapina, nel mentre procede ad un riarmo in proprio che solo dei buontemponi possono ritenere puramente difensivo;
d) il capitalismo italiano gode a tutti gli effetti di manodopera a salari bassissimi nei Balcani, in Cina, in India, in Nigeria, ricatta i "propri" lavoratori con la minaccia costante di trasferire le produzioni in questi paesi, e impone condizioni capestro di lavoro agli immigrati che fuggono da quei veri e propri inferni cui esso abbondantemente contribuisce.

Se per inseguire una maggiore partecipazione all'immediato non si dice che Bush e Prodi sono compagni di merenda!, cioè si evita di dire che un governo come quello di Prodi non è riportabile sulla buona strada con un'opposizione dialettica, ma merita tutta la nostra intransigente opposizione (con le forme di lotta e su obiettivi consigliabili dai rapporti di forza, ma nondimeno opposizione intransigente), dobbiamo essere consapevoli di pagare poi dei prezzi come già è avvenuto.
Il prezzo è quello di incoraggiare per l'ennesima volta l'illusione che, sconfitto l'imperialismo "peggiore" ce ne sia uno "migliore", che aprirebbe i cosiddetti spiragli per le riforme e con cui poter trattare, magari con un interventismo non militare ma "veramente" umanitario.
Il prezzo è quello di vedere di nuovo rifluire le mobilitazioni di protesta, quando - come nel caso della spedizione in Libano - ad essere in primo piano ci sono le nostre missioni militari, che diventano magicamente umanitarie o di pace.
Il prezzo è quello di contribuire a far vedere sempre l'imperialismo in casa altrui, ma mai in casa propria, è quello cioè di non combatterlo nel suo complesso. E' quello di comportarsi come quei cristiani che si illudono di sbarazzarsi della Chiesa alla morte del Papa, ostinandosi ancora a non voler capire che morto un Papa se ne fa un altro.
E' quello di comportarsi come quelli che si battono contro i rifiuti nel loro quartiere addossando la colpa al quartiere vicino.
Viceversa, questa occasione - che attirerà senza dubbio l'attenzione di un gran numero di lavoratori, disoccupati, precari, immigrati - ci fornisce la possibilità in concreto di meglio precisare qual è la reale differenza tra Berlusconi e Prodi, cioè nella sostanza nessuna.
Berlusconi fu orgoglioso di essere stato invitato da Bush a Washington, Prodi è orgoglioso di aver invitato Bush a Roma. Ne è orgoglioso non perché è stupido o gioca a perdere, ma per i motivi strutturali sopra esposti.
Questa precisazione risulterà un po' sgradita agli indecisi, ma aggiungerà, con la forza dell'esempio concreto, un tassello importante per separarsi dall'eterna altalena, sostenuta da un politicismo di sinistra sempre più imbelle e drogato dall'elettoralismo, tra male peggiore e male minore.
Infine è da tener presente che una mobilitazione radicale contro tutti gli imperialismi, a cominciare da quello di casa propria, può rappresentare il miglior sostegno per i proletari dei paesi periferici che resistono armi in pugno contro le aggressioni, in quanto essa segnala che ci sono ben altri alleati oltre una borghesia nazionale che spesso li rinchiude in un vicolo cieco rispetto alla prospettiva di una vera liberazione dal dominio capitalistico.

Circolo internazionalista Torino - Collettivo internazionalista Napoli - Comitato di lotta internazionalista Torino - Gruppo Comunista Rivoluzionario - Pagine Marxiste - Red Link

FOTO DELLA MANIFESTAZIONE A NOVARA CONTRO GLI F35

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

http://www.nof35.org/doc/images/0016.JPGhttp://www.nof35.org/doc/images/0014.JPG

 

 

 

TUTTE LE FOTO LE TROVATE QUI

 http://www.nof35.org/doc/immagini.htm

 

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Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

 

 Photograph

 

Venerdi e sabato proteste della campagna AIP a Milano contro Upim, che si ostina a vendere inserti in pelliccia di animali morti.

Le due giornate di venerdì 25 e sabato 26 sono particolarmente importanti in questo momento della campagna, per cui vi invitiamo a partecipare numerosi. Maggiori informazioni arriveranno presto... e sono ottime notizie!

Intanto segnatevi gli appuntamenti sul vostro calendario e non mancate:
VENERDI 25 MAGGIO
-Ore 11.30 protesta davanti agli uffici nazionali di UPIM, via Gallarate 184 (Milano)
- Ore 14.30 Protesta davanti a Upim, via Farini 79/81 (Milano)
- Ore 16.30 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
SABATO 26 MAGGIO
- Ore 15.00 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
- Ore 17.00 Protesta davanti a Upim, Via Polesine - Piazzale Corvetto (Milano)

Laboratorio Antispecista
via De predis 9
20155 Milano
laboratorioantispecista@yahoo.it

Infoline: 340-6368139

Allarme anarchici, nel mirino anche Borgione e Tricarico!

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

fonte lastampa.it

Tra i "nemici" ci sono i due assessori. Attacchi a questore e capo della Digos

MASSIMO NUMA
TORINO
Il ministro Amato ha lanciato un nuovo, inedito, allarme terrorismo. Sulla base di un rapporto dell’Ucigos che denuncia una martellante campagna d’odio contro le forze dell’ordine e le istituzioni: un «humus» favorevole a chi teorizza la violenza politica. A Torino, la reazione della questura c’è già stata: fogli di via ai più esagitati, compresa una ragazza bulgara, e 12 avvisi «orali», preludio di misure più gravi, comunicati ad altrettanti militanti.

Messaggi di morte
Nei siti web - come contro-informazione.info o tutto.squat.net, autistici.org, acrataz, Soccorso Rosso (che accoglie le lettere dei brigatisti di Seconda Posizione), sui muri, attraverso volantini e documenti. In questo modo, ha osservato il ministro, si creano potenziali «bersagli». E Torino? È tra le città dove questo clima favorevole al diffondersi della violenza e dell’illegalità è tra i più allarmanti. «Petronzi boia», «Petronzi come Raciti». Giuseppe Petronzi è il capo della Digos di Torino. Le minacce e gli insulti contro di lui e i magistrati del pool antiterrorismo, come Laudi e Tatangelo, sono sempre più frequenti. «Sì, qui a Torino questo fenomeno segnalato dal Viminale è presente da più tempo, rispetto ad altre metropoli. Non è proprio il caso di fare commenti. Ovviamente, condividiamo l’analisi del ministro». Basta leggere «Le scarpe dei suicidi», libro-denuncia firmato da Tobia Imperato, anarchico, per imbattersi in una lunga catena di pesanti accuse, anche personali, contro giudici, poliziotti, carabinieri. Il testo si può scaricare (non ha copyright) dal web. E’ dedicato agli anarchici Sole e Baleno, suicidi in carcere.

Viaggio nell’odio
Sui muri del cimitero: «10, 100, 1000 Nassyria», così come - a suo tempo - sui muri dell’Università. L’acronimo Acab (All the Cops are Bastards) unito a Raciti, ovunque, persino sulle fontane dei parchi cittadini, a Villa Genero. In Tribunale si celebrano i processi per i cortei violenti e le devastazioni? Questa è la risposta degli squatter: «...Nel giro di pochi giorni morivano quattro immigrati nelle mani delle forze dell’ordine. Ibra, senegalese, ucciso da un colpo di pistola alla testa durante un “normale controllo”. Quattro omicidi, per preparare Torino alle “Olimpiadi della pace”: una escalation di terrore poliziesco nei quartieri degli “indesiderabili”, mentre nel Cpt di corso Brunelleschi scorreva il sangue dei reclusi in rivolta, tra deportazioni e scioperi della fame».

Nostalgie delle banlieue
«A Parigi, l’ennesima di queste morti ha fatto saltare il coperchio a un’esasperazione... dai sobborghi del cuore d’Europa la canaglia torna ad alzare la testa, incendia, saccheggia, si batte coi gendarmi. Prove di guerra civile, il ritorno della questione sociale». Squatter, insurrezionalisti e Fai-Informale hanno iniziato una campagna contro i Cpt e la Croce Rossa che li gestisce.

Gli assessori e il questore
Dopo che la questura ha inviato due fogli di via e comunicati 12 avvisi «orali», gli «Amici della Libertà» inviano un «foglio di via» anche al sindaco. Un lista di proscrizione dei «nemici». A partire dal questore, Stefano Berrettoni. «...Lei ha rispolverato codici fascisti, cominciando a dispensare avvisi orali a destra e a manca: Lei minaccia drastiche misure di prevenzione e sicurezza. Tra tutte, la famigerata sorveglianza speciale... ma “socialmente pericolosi” sono i consiglieri comunali Ghiglia e Carosso che, con maniacale fissazione, istigano all’odio razziale fomentando la cittadinanza a vere proprie crociate contro gli stranieri; gli assessori Borgione e Borgogno, che hanno passato gli ultimi mesi ad abbattere baracche nella periferia, lasciando decine di famiglie Rom all’addiaccio; l’assessore Tricarico che, senza il minimo rimorso, ha cacciato famiglie intere da “Casa Gramsci” - una delle ultime case popolari che resisteva ancora nel centro cittadino - per lasciare spazio ad un albergo di lusso». Nel mirino anche la «cosiddetta sinistra radicale». Avrebbe nascosto i lavori d’ampliamento del Cpt, ormai quasi conclusi.

Pensieri che ti cambiano la vita.

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

http://digilander.libero.it/theburp/Controinfo/logo_anark.jpg

Una vita cambiata attraverso mille pensieri.

 

 

Elogio della solitudine. Si sa, non tutti se la possono permettere. Non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati, non se la possono permettere i politici. Un politico solo è un politico fottuto, di solito. Però sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere contatto più facilmente con il circostante. Il circostante non è fatto solo dei nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo, dalla foglia che spunta di notte in un campo alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante; si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riescono a trovare delle miglior soluzioni. Siccome siamo simili ai nostri simili, si riescono a trovare soluzioni anche per gli altri. Con questo non voglio fare nessun panegirico ne dell’anacoretismo del rovitaggio, non è che si debba fare gli eremiti o gli anacoreti. Ma è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita, non è che dimostro gli anni che ho attraverso una carta d’identità, credo di averla vissuta, mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura invece l’uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura. Ecco semplicemente questo.

 

Omosessuali e Rom. Il tema fondamentale è la solitudine. Una solitudine che deriva da emarginazione, il più delle volte, una emarginazione che trae origine da comportamenti desueti e diversi da quella della maggioranza degli esseri umani. Ciò deriva dal fatto che alcune persone nascano per curiosi casi del destino in qualche misura si potrebbero addirittura chiamare scherzi della natura. Un individuo nasce maschio e ha dei sentimenti, una spiritualità completamente femminile. Questo individuo è scritto all’anagrafe in quanto maschio e da lì comincia una slavina, una difficoltà, di tormenti, di sensi di colpa, di dolore. È il caso degli omosessuali che convivono in mezzo a noi. Ma emarginazioni dovute anche da comportamenti desueti e diversi dovute da aridità di culture millenarie che certi popoli si portano dietro e a cui non ha nessuna intenzione di rinunciare. E’ il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo zingaro, prendendo a prestito il termine da Erodoto che gli chiamava zinganoei, e diceva che era un popolo che veniva dal sud est asiatico, dall’India, che parlava una strana lingua, che poi si è scoperto essere il sarkrito e che facevano come mestiere quello del mago e dell’indovino. Ed è quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto da quello che gli psicologi chiamano dromomania , cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. È un popolo che secondo me, che meriterebbe per il semplice fatto che gira il mondo da circa duemila anni senza armi, il premio nobel per la pace in quanto popolo. Purtroppo i nostri storici preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali, ma in quanto organizzati in nazione se non in stato. E si sa che i Rom non possedendo territori non possono considerarsi ne una nazione ne uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano. È vero, hanno rubato anche a casa mia. Ma si accontentano di oro e palanche, l’argento per esempio non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia al nero. Quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D’altra parte si difendono come possono; si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali, buona parte dei Rom era e sono ancora in buona parte artigiani, lavoratori di metalli e in special modo del rame, addestratori di cavalli e giostrai. Tutti mestieri che purtroppo sono caduti in disuso. Quindi gli zingari rubano, è vero. Però io non ho mai sentito dire e non ho letto da nessuna parte che gli zingari abbiano  rubato tramite banca. E questo mi pare che sia un dato di fatto.

 

 

Maggioranze e minoranze. Una invocazione faccio. Affinché qualcuno si accorga di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze. Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi dietro le spalle e di contarsi. Dire siamo seicento milioni, siamo un miliardo e duecento milioni. E approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado,di avere il diritto di umiliare le minoranze. Questa invocazione si chiama smisurata, proprio perché e fuori misura. E quindi molto probabilmente nessuno darà retta a quello che sto scrivendo. Ma io ci provo lo stesso. In fondo non sono altro che una minoranza.

 

 

Uomini senza fallo, semidei che vivete nei castelli argentati, che di gloria toccaste gli apogei, noi che invochiam pietà siamo i drogati. Dell’inumano varcando il confine conoscemmo anzitempo la carogna che in ogni ambito sogno mette fine, che la pietà non vi sia di vergogna. Banchieri, pizzicagnoli, notai, con i ventri obesi e le mani sudate, con i cuori a forma di salvadanai, noi che invochiamo pietà fummo traviati. Navigammo su fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca ed avevamo gli occhi troppo belli; che la pietà vi rimanga in tasca. Giudici eletti, uomini di legge, noi che danziam nei vostri sogni ancora, siamo l’umano desolato gregge di chi morì con il nodo alla gola. Quanti innocenti all’orrenda agonia votaste, decidendone la sorte? E quando giusto pensate che sia una sentenza che decreta morte?

 

 

 

Ed infine, il valore. Il naturale valore. Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,

la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi

vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere

in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,

provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome

del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,

la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

 

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Il ruolo strategico di Serre per l’ambiente e per l’economia agricola della piana del Sele!

Inviato da autonomix | 22 Mag, 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Prof. Franco Ortolani*

Il clima della Campania garantisce precipitazioni piovose dall’autunno alla primavera. Il periodo estivo è tipicamente siccitoso. Le attività agricole specializzate della piana del Sele, durante l’estate, sono possibili grazie all’acqua erogata dalle grandi sorgenti alimentate dai rilievi montuosi calcarei che alimentano il fiume con portate complessive di circa 15 metri cubi al secondo.

Nel 1932, durante il regime fascista, fu inaugurata la traversa di Persano, nel Comune di Serre, che costituisce uno sbarramento mobile per fare sollevare l’acqua in modo da essere incanalata e trasportata per gravità agli impianti di irrigazione della piana. Il rallentamento dell’acqua fluviale ha consentito la formazione dell’area umida che alcune decine di anni dopo è diventata l’area protetta “Oasi di Persano” gestita dal WWF. Le acque dell’Oasi riforniscono ogni anno circa 250 milioni di metri cubi di acqua (equivalenti all’acqua accumulata in uno dei più grandi bacini artificiali d’Europa) agli impianti irrigui. Gli interventi realizzati tra il 1932 e gli anni 80 sul fiume Sele rappresentano un bell’esempio di saggia gestione della risorsa idrica in una cornice definibile di “sviluppo sostenibile e duraturo” dell’ambiente naturale e antropizzato. La sinergia tra risorse ambientali e interventi umani ha fatto si che l’area dell’Oasi di Persano sia diventata un vero e proprio monumento ambientale. Senza quest’acqua la Piana del Sele sarebbe destinata al degrado produttivo, economico e sociale. L’acqua eventualmente inquinata determinerebbe la morte dell’Oasi e dell’economia agricola che garantisce la vita a decine di migliaia di persone. Come riconosciuto anche dal Commissariato per l’emergenza rifiuti, il fiume Sele rappresenta uno degli ambienti fluviali meglio conservati del Mezzogiorno d’Italia e uno sversamento casuale e di limitata entità nelle sue acque rappresenterebbe un disastro ambientale.

Questo concetto è inserito anche nella recente sentenza del Tribunale di Salerno. Le leggi nazionali e regionali hanno tutelato questo monumento. Finora! E’ evidente che l’area dell’Oasi di Persano rappresenta una zona di grande valenza ambientale e socio-economica dove non è assolutamente possibile realizzare una discarica regionale da ubicare a 500 metri di distanza dal fiume Sele.

Eppure due anni fa, irresponsabilmente, il Commissariato ha costruito una discarica di fronte a Serre nel comune di Campagna. Impianto mal realizzato, con un responsabile unico del procedimento diventato alcuni mesi fa sub commissario di Bertolaso e successivamente arrestato. Discarica destinata a sversare liquami nel fiume. Come si è verificato e come è stato documentato! Da mesi Bertolaso è all’attacco per realizzare un’altra discarica regionale a Valle Masseria, di fronte a Basso dell’Olmo (Campagna). Ma perché tanta incomprensione? O sono false le motivazioni descritte che vietano la realizzazione di una discarica, quindi chi scrive mente, o chi vuole realizzare in ogni modo la discarica è obbligato a realizzarla proprio a Valle Masseria. Ma obbligato da chi?

Sicuramente non da coloro che devono garantire lo sviluppo sostenibile del territorio, la tutela della salute dei cittadini, la tutela delle risorse ambientali come devono fare gli amministratori, locali e quelli nazionali.

Perché il Consiglio dei ministri esercita una insostenibile forzatura per fare la discarica a Serre? Perché non si indaga?

Le indagini geologiche eseguite nell’ambito del Comitato Paritetico istituito per verificare l’idoneità geologica ed ambientale di Valle Masseria (Serre) hanno evidenziato che proprio nella valle vi sono due faglie (fratture geologiche che interessano la crosta terrestre) appartenenti ad un sistema tettonico caratterizzato da movimenti verticali negli ultimi 4000 anni: si tratta di tettonica attiva non sismogenetica ma che comunque a scala plurisecolare determina spostamenti che possono danneggiare i manufatti come le discariche. Queste ultime devono essere realizzate in aree dove la sicurezza geologica sia garantita su scala millenaria in quanto gli elementi pericolosi come i metalli pesanti persistono indefinitamente nel tempo. L’evoluzione geomorfologica dell’area alterata dalle cave sarà caratterizzata da frane che nei secoli tenderanno ad accumularsi nel fondo valle proprio dove dovrebbe essere realizzata la discarica che risulterebbe danneggiata. E’ evidente che Valle Masseria non solo per i motivi ambientali e socio-economici ma anche per le caratteristiche geologiche non è idonea per una discarica regionale.

Ma allora il Consiglio dei Ministri su quali conoscenze geologiche si è basato? Sulle stesse che aveva Bertolaso quando è stata individuata Valle Masseria, vale a dire su nessuna conoscenza geologica. E si fa un decreto-legge appoggiato sul nulla?

Si tenga presente che da oltre 5 mesi è stata evidenziata la non idoneità di Valle Masseria. La responsabilità dell’aggravamento di uno degli aspetti dell’attuale crisi (mancanza di discariche) è solo della struttura commissariale che non ha provveduto ad individuare siti alternativi a Valle Masseria. Oltre all’immondizia devono essere rimossi anche gli incapaci.

* Prof. Franco Ortolani, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università Federico II

Movimento Serre per la Vita

Comunicato dell'Abruzzo Selvaggio e dell'Autonomix. Disertori del sistema!

Inviato da autonomix | 22 Mag, 2007

Mancano solo pochi giorni alla partenza per il G8 in Germania. Pochi giorni che dividono migliaia di persone libere da otto schiavi. Giorni che dividono individui consapevoli e pensanti da gente senza scrupoli succubi del sistema liberista e capitalista da loro stessi creato.

Nel nome di Victor Serge, di Horst Fantazzini, di Tupac Amaru, di Silvio Corbari, di Sabatè, di Sacco e Vanzetti, di Ernesto Guevara, di Jules Bonnot, di Sole e Baleno, di Carlo Giuliani, di Giorgiana, Auro, Renato, Dax, Federico, Iaio, Fausto, di Walter Rossi e di tutti coloro che hanno cercato nella ribellione al sistema, nella libertà di espressione, nell’uguaglianza sociale la loro meta e la loro strada, noi andremo al G8 per gridare a quelle 8 misere persone che il mondo non è loro, non è certamente da depredare né tantomeno da distruggere per pochi e infimi interessi.

Noi andremo al G8, praticando la nostra giustizia, quella che proviene dal basso, che ci fa guardare avanti senza se e senza me, convinti che la strada e la periferia, che i luoghi di incontro di culture e razze, non siano nefandezze e quant’altro, ma l’unica risorsa del pianeta ancora viva e pulsante.

La violenza dello Stato, la violenza di chi ubbidisce al suo schema fisso e statico, non ci appartiene, ma sapremo attaccare senza tentennamenti, forti dei nostri ideali.

Chi detiene i nostri fratelli migranti nei Cpt, chi terrorizza migliaia di persone nei campi profughi palestinesi, che lancia bombe su scuole e ospedali, chi affama la povera gente con salari minimi e pensioni inesistenti, chi precarizza il nostro futuro e i nostri sogni, chi ruba alla misera gente anche il necessario per sopravvivere, che schiavizza le vite con un lavoro senza dignità, chi deturpa la cultura e l’istruzione, chi rinchiude nelle carceri compagni e compagne stuprandole della libertà, chi distrugge boschi, mari, fiumi nel nome del Dio denaro, chi non riconosce i diritti fondamentali all’amore, all’abitare, alle diversità religiose, chi paralizza i miscugli di razze e culture millenarie, chi si arroca il diritto di decidere a nome di miliardi di persone, chi fa guerre e distrugge popoli, non merita e non meriterà mai giustizia. E chi è complice di queste infamie, abbia paura, e si aspetti solo crudezza e giorni nefasti. Noi di certo, non ci tireremo indietro, e ci batteremo per arrivare ad un mondo dove tutto ciò non esista più, eliminando coloro che vietano questa giustizia sociale.

Non siamo terroristi, ne pericolosi sovversivi. Ma siamo incazzati.

Nulla rimarrà impunito e in Germania ve ne accorgerete.

Siamo stanchi di rimanere nell’ombra per dividerci una briciola di pane che voi mangiate; stavolta saliremo la china e prenderemo  tutto ciò che per anni e anni ci avete derubato.

I processi, le torture, le galere, i soprusi, gli imbavagliamenti, non ci fermano, non ci scalfiscono nemmeno per un attimo.

Quindi, care guardie, servi dei servi, cari presidenti di Stato, cari ricchi e opulenti signori della Guerra, cari mafiosi banchieri e usurai, cari Bush, Prodi e Merkel, non vi aspettate che a Rostock regni la pace sociale.

Noi saremo li per alzare lo scontro, affinché la rivolta sia generale e generalizzata, insieme ai nostri fratelli delle banlieus francesi, agli anarchici greci, agli autonomi e antifascisti tedeschi, ai compagni dei centri sociali liberi italiani, porteremo con noi una gioia armata che vi seppellirà.

Il vento fischierà talmente forte che il vostro spirito guerrafondaio e danaroso finirà col fracassarvi il cuore.

 

Siamo pronti, per Rostock, per questo sogno radicale di cambiamento.

 

L’utopia è come l’orizzonte: camminiamo 2 passi e si allontana di 2 passi. Camminiamo 10 passi e si allontana di 10 passi. L’orrizzonte sembra irraggiungibile. E allora a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.

 

Camminare disarmando le autorità, incompatibili con gli ordini prestabiliti e preimposti, e armando i nostri desideri.

 

Buon G8 a tutti!

 

Alcuni disertori del sistema

Il mutamento climatico dell’informazione. DOCUMENTO ECCEZIONALE

Inviato da autonomix | 22 Mag, 2007
 (Continua)

Brescia: assalto e reazione! RILANCIARE SUBITO L'ANTIFASCISMO MILITANTE. I FASCI A TESTA IN GIU!

Inviato da autonomix | 22 Mag, 2007

 

 antifa home page

 

Nella notte tra sabato e domenica scorsi, verso le 4, una quindicina di noti fascisti e naziskin provenienti dalle zona di Ospitaletto e dalla Valle Trompia, hanno tentato di aggredire, nei pressi del locale “Easy Rider” in via Milano (notoriamente frequentato anche da molti poliziotti), alcune persone che stavano tornando a casa al termine della serata trascorsa al centro sociale autogestito Magazzino 47. Al centro sociale si era da poco concluso un concerto hardocore – che ha visto la partecipazione di molte centinaia di persone da tutta la provincia – con vari gruppi musicali di skineads antifascisti, tra i quali anche i Los
Fastidios, noti in tutta Italia per il loro impegno artistico, culturale e
politico contro il fascismo.
Non appena avuto notizia dei tentativi di aggressione dei fascisti in via Milano, dal centro sociale si è mosso per allontanare questa presenza un gruppo di una cinquantina di persone che subito, ancor prima di giungere all’altezza dell’”Easy rider”, sono state fatte segno di un fitto lancio di bottiglie di vetro da parte dei fascisti, che schierati in mezzo alla strada mostravano anche catene e fibbie di metallo. Ciononostante dopo pochi istanti gli antifascisti hanno costretto i provocatori fascisti a scappare e a rifugiarsi dietro la saracinesca abbassata dell’Easy Rider, all’interno del locale. Dopo pochi minuti gli antifascisti sono tornati a Magazzino 47.
Magazzino 47, i suoi attivisti e i suoi frequentatori assumono la piena responsabilità della risposta data alla provocazione fascista.
Denunciamo pubblicamente la gravità di questa provocazione.
Ricordiamo che già altre volte a tarda notte, negli ultimi anni, gruppi di fascisti (probabilmente gli stessi) hanno cercato di aggredire persone isolate provenienti dal centro sociale.
Facciamo inoltre notare una coincidenza: la provocazione fascista della scorsa notte, più grave delle precedenti, è avvenuta dopo che nel pomeriggio di sabato si era svolto all’imbocco di via Milano il solito odioso presidio contro gli immigrati da parte di uno sparuto gruppo di leghisti e con la presenza dell’ex ordinovista Borghezio.
Nella zona di via Milano problema sicurezza sono simili provocazioni e tentativi di intimidazione contro i moltissimi frequentatori di Magazzino 47, così come contro gli immigrati. Ieri notte abbiamo dato una risposta legittima. La nostra gioia di vivere e di lottare per i diritti sociali e di cittadinanza di tutti e tutte non si toccano. Speriamo di non dover dare altre lezioni, ancora più chiare, ai duri di comprendonio. Contro il fascismo, non un passo indietro.

“Nella misura in cui quello che conta sono i nostri desideri, noi non
chiediamo di batterci, nemmeno un sol giorno. Ma se le circostanze ci costringono a batterci, noi siamo in grado di batterci, fino in fondo.”

Una insolita primavera tedesca. il G8 si infiamma..manca poko..leggete un po qui come ci si è preparato in Germania!!

Inviato da autonomix | 22 Mag, 2007

 

 http://www.rai.it/Contents/news/27600/G8_evian_noglobal_310503.jpg

Si vivono giorni caldi ultimamente a Berlino. E non é a causa di un´estate che sembra non arrivare mai.

Ma bisogna iniziare un po´piú indietro, per capire il clima che si vive al momento nella capitale tedesca.

La lotta per gli spazi autonomi.

Dopo le classiche prime giornate di maggio, che hanno visto le solite manifestazioni nei quartieri di Kreuzberg e Friedrichshain, roccaforti dei e delle libertari/e e autonomi/e, con tra l´altro la classica "Manifestazione rivoluzionaria del primo maggio", con fino a 10´000 partecipanti e alcuni riots con la polizia (circa 6´000 i poliziotti), barricate e auto date alle fiamme, ci si é concentrati nella lotta per la difesa degli spazi libertari ed autonomi.

Nonostante l´enorme repressione nei confronti delle nuove nate occupazioni, sempre sgomberate nel giro di un giorno (la polizia deve sgomberarti entro 24 ore, la cosiddetta "linea berlinese", entrata in vigore agli albori degli anni ´90 per mettere fine alla crescita enorme di occupazioni nella Berlino est; di fatto, vengono sempre con centinaia di riotcops: una difesa militante delle occupazioni risulta di fatto quasi impossibile dato che spesso mandano anche i corpi speciali, SEK, paragonabili ai ROS italiani, e questo solo per sgomberare un´occupazione!), a parte la Bethanien, da quasi un anno occupata dopo lo sgombero della Yorckstr. 59 nel 2005, molti spazi sono sotto minaccia di sgombero.

ll movimento degli spazi autonomi ha ritrovato vita durante le giornate di Copenhagen, dove molti e molte hanno supportato la lotta dei/lle compagn@ danesi, sia nelle famose giornate di dicembre che nei giorni dello sgombero.

A Berlino, il giorno dello sgombero ci si é trovati in 400 per una manifestazione spontanea per il quartiere di Kreuzberg. La sera, un paio di barricate sonostate erette e date alle fiamme nei pressi di Rigaerstrasse, Friedrichshain.

Per una settimana, azioni si sono susseguite, il cui highlight é stato una manifestazione con 2000 persone per il centro (ops, uno dei centri di Berlino), alla fine di cui gruppi di manifestanti si sono staccati e sono andati un pó in giro per il quartiere di Prenzlauerberg, noto per l´alta concentrazione di bar yuppies, che stanno lentamente spazzando via i progetti autonomi rimasti.

Alcuni di questi bar sono stati attaccati, 9 auto lussuose, una banca ed un paio di auto della polizia.

In piú di trenta cittá tedesche sono successe azioni di solidarietá contro lo sgombero dell´Ungdomhuset.

Ma non é finita qui.

Rigaerstrasse, una via nel quartiere est di Friedrichshain, dove si trovano almeno 6 Hausprojekt (Hausprojekt: una ex casa occupata che gode di contratti stabiliti nei primi anni ´90, quindi molto economici; alcune case sono ancora in parte occupate) ed un Wagenplatz (Wagenplatz: spazio dove la gente vive in furgoni o trailers: i wagenplatz si differenziano peró dai trailer park italiani, in quanto sono perlopiú vissuti ed animati non solo da techno - freaks ma da varia altra gente) muniti di bar occupati ed altre strutture autonome, sono a rischio di sgombero. La maggior parte di questi spazi sono parzialmente occupati, e in larga parte usufruiscono di vecchi contratti nati all´ inizio degli anni ´90 che ne garantiscono in parte l´esistenza, finora.
Queste strutture si sono unite sotto il nome "Rigaerstrasse fight´s back" (piú infos in inglese e tedesco: www.rigaer-strasse.blospot.com) e hanno dato vita ad una serie di iniziative per combattere contro sgomberi e speculazione. Una delle prime iniziative é stata l´ organizzazione di un weekend di azioni, parties e serate di informazione, alla fine di marzo, che ha visto un alta partecipazione, anche internazionale. Durante la prima nottata, barricate sono state erette e date alle fiamme, auto lussuose sono state distrutte, una nota agenzia immobiliare é stata attaccata.
La polizia, poco pronta e presa di sorpresa, si é vendicata facendo si che ogni sera la presenza di pattuglie, riotvan e specialmente guardie in borghese diventi elevatissima.

Circa 2 settimane fa (fine maggio) é stato poi reso noto che il Köpi, bastione berlinese del movimento anarchico ed autonomo (www.koepi.squat.net) sará messo all´asta. Senza contare il wagenplatz annesso, al Köpi vivono sulle 60 persone.
Giá 2 volte negli anni passati avevano tentato di vendere il Köpi, ma azioni dirette di vario tipo, tra cui contro la Commerzbank, la banca che l´aveva messo all´asta, avevano fatto sí che nessuno se lo volesse comprare.
Sabato 5 maggio, una manifestazione con piú di 2000 persone nel centro lussuoso berlinese, sotto la scorta di centinaia di riotcops, ha mostrato che anche in pochi giorni molte persone sono pronte a scendere in strada contro questo ennesimo attacco.
Cori come "Per gli speculatori, una medicina: bastoni, pietre e benzina" e "Rigaerstrasse e Köpi saranno difesi. Una sola lotta" hanno accompagnato la protesta.
Purtroppo, durante l´asta dell´8 maggio il Köpi é stato venduto per 835´000 euro, ed anche il wagenplatz annesso.
400 persone si sono trovate davanti l´asta, alle 7 di mattina, e hanno dato vita ad una manifestazione spontanea che é stata attaccata dalla polizia. La sera stessa, altre manifestazioni spontanee hanno avuto luogo, alcune auto sono state bruciate e alcune barricate erette in differenti quartieri della cittá.
Come giá detto prima, la presenza della sbirraglia nei quartieri di Kreuzberg e Friedrichshain é per ora massiva e costante.
Al momento, entrambi i quartieri "godono" di una sorveglianza speciale in quanto "a rischio": ció significa un numero alto di guardie in borghese, il corrispettivo della digos italiana, e riotvans che girano costantemente per controllare ed innervosire..
Nonostante ció, azioni continuano a susseguirsi quasi giornalmente, siano incendi di auto lussuose o di proprietá Vattefall e Deutsche Bahn (maggiori responsabili del trasporto di scorie nucleari attraverso la Germania), graffiti, banche ed agenzie immobiliari attaccate, o vernice per palazzi rimessi a nuovo.

Il messaggio é chiaro: sia il Köpi, siano altri spazi autonomi, la gente é pronta alla loro difesa, by any means necessary: sentitevi invitat@ a partecipare...

Il G8 arriva, la repressione pure...

Il giorno seguente all´asta del Köpi, ci si é risvegliati con una brutta sorpresa: una delle piú grandi operazioni repressive da qualche anno a questa parte ha luogo.
Circa 40 posti tra appartementi privati e centri sociali nella Germania del nord, prevalentemente a Berlino ed Amburgo, sono stati persquisiti dalla polizia. Un migliaio le guardie impegnate nell´operazione.
Le accuse: la partecipazione alla "Campagna militante contro il G8" e nel gruppo "Militante Gruppe (MG)" (Gruppo Militante).
Il succo della storia: il solito tentativo di intimidire chi lotta per la distruzione dello stato di cose presenti.
Il che si traduce: paragrafo 129a, corrispettivo del nostrano 270bis, associazione sovversiva per il terrorismo.
L´ operazione cerca di affibbiare a 18 persone una lunga serie di attachi incendiari avvenuti all´interno della campagna militante contro il G8, e per altre 3 persone altri attacchi che sono stati portati avanti dal Militante Gruppe.

Un pó di background: La campagna militante contro il G8...

A partire dal 2005, una serie di gruppi militanti per l´azione diretta hanno esposto un manifesto per l´azione diretta contro il G8, azione che deve essere compiuta non solo durante lo spettacolo delle giornate del summit, ma che sia strutturata come un campagna di lunga durata e che tematizzi anche altri aspetti che non siano il mero G8 di rito: smantellamento dello stato sociale, repressione quotidiana, detenzione degli/lle immigrat@ illegali, la struttura giudiziaria - repressiva, e molto altro. La societá tutta, per farla breve.

Dal 2005 si sono susseguite moltissime azioni dirette nel contesto di questa campagna (il che vuol dire che mancano qui all´appello tutte le altre), portate avanti da vari gruppi.
Eccone qui una lista parziale:

2005

Agosto, Hollenstedt: attacco incendario contro la macchina di Werner Mamette, boss delle industrie nordtedesche.
17.05, Berlino: incendio della villa in costruzione del ministero degli esteri, nata per ospitare in futuro cene di capi di stato ed affini.

2006

27.3, Bad Oldeslohe: incendio di otto auto della compagnia Thormählen Schweisstechnik AG.
25.6, Berlino: uova di vernice contro lo IOM.
27.4, Schleswig - Holstein: incendio contro la macchina del direttore di un importante instituto amburghese, e uova di vernice contro la sua abitazione. La stessa notte, uova di vernice e pietre contro la casa del boss dell´agenzia interinale "Team arbeit Amburgo".
30.5, Amburgo: pietre e uova con vernice contro molte filiali di una compagnia il cui capo Dreyer partecipa alla Worldbank.
20.7, Berlino: incendio contro un rivenditore FIAT, 6 auto bruciate, e bottiglie di vernice e pietre contro una stazione di polizia. Il tutto anche per ricordare la morte di Carlo Giuliani con una azione azione di lotta e non piangendo inutilmente, si legge nel comunicato a seguire.
20.8, Weisse Krug: lacca e pietre contro la casa capo del ministero della regione del Mecklenburgo, regione dove il G8 si terrá l´incontro del G8.
4.9, Ivenack, MV: distruzione di almeno 1000 m² di mais geneticamente modificato.
10.9, Brandeburgo: tentato incendio a quattro camion appartenenti all´azienda Märka residente ad Eberswalde, impegnata nella diffusione di cibo geneticamente modificato. I timer regolati per attuare l´incendio, purtroppo, si bloccano.
28.9, Amburgo: incendio dell´auto del presidente dell´azienda di assicurazioni di credito Euler Hermes, e bombe di vernice contro la casa di un altro capo dell´azienda. La compagnia in questione partecipa da anni alla distruzione di alcune valli in Turchia dove stanno costruendo una diga.
3.10, Berlino: Wagensport liga (il titolo si riferisce ad una rubrica di un bisettimale autonomo berlinese dove vengono elencate azioni contro auto lussuose) bruciate numerose auto lussuose o appartenenti alla Siemens o a Vattenfall, compagnie che partecipano al trasporto di scorie nucleari nel nord della Germania.
5.10, Berlino: lancio di bombe di vernice antirazziste contro la sede dell´ AWO, compagnia che partecipa nella gestione di CPT.
23.10, Amburgo: incendio alla sede delle linee africane - tedesche (impegnate fortemente all´inizio del secolo nella campagna di colonizzazione tedesca e nei profitti derivati), almeno 120 m² degli uffici bruciano completamente.
26.10, Amburgo: incendio della macchina del segretario di stato del ministero delle finanze, Thomas Mirow, e pietre e bombe di vernice contro la sua abitazione.
27.12, Berlino: attacco incendiario ad una struttura giudiziaria nel quartiere di Schönenberg.
24.12, Wuppertal: vernice contro l´ abitazione del capo dell´ impresa GESA, e distruzione, l´ultimo dell´ anno, di 7 camion dell´impresa.
29.12, Heiligendamm: bombe di vernice rosso/nera contro l´ hotel che ospiterá il G8.

2007

2.1, Rostock: vernice contro un´ agenzia interinale.
3.1, Berlino: distruzione delle vetrine di un grosso rivenditore Adidas.
6.1, Berlino: attacco incendiario contro un Mc Donalds, il cui deposito brucia completamente.
15.1, Brandeburgo: bruciate due auto della BGS, la polizia responsabile del controllo dei confini.
18.1, Berlino: attacco incendiario contro Vattenfall.
26.1, Amburgo: attacco incendiario e bombe di vernice contro le macchine e le ville di due boss dell´ industria ThyssenKrupp Marine System, attiva partecipante nelle passate esperienze coloniali tedesche.
7.2, Berlino: vetrine infrante per Vattenfall.
8.2, Berlino: pietre e vernice antimilitariste contro SAP, Bertelsmann Stiftung e la casa del dottor Elmar Rauch.
13.2, Berlino: attacco incendiario contro un ufficio della polizia federale.
23.2, Amburgo: bruciate quattro auto dell´ impresa Dussmann, che provvede cibo per gli "ospiti" dei CPT.
6.3, Berlino: attacco incendiario contro la sede di Dussmann.
16.3, Berlino: attacco incendiario contro la camera del commercio italiana in Germania, per il giorno dei prigionieri politici.
24.3, Berlino: attacco incendiario contro il punto di informazione dell´ Unione Europea, durante le festivitá per celebrarne la nascita.
1.4, Berlino: attacco incendiario contro una macchina della Siemens.
8.4, nelle vicinanze di Heiligendamm: gigantesco graffito "NO G8" sulla facciata di un hotel estivo nei pressi dell´ hotel ufficiale di Kempinski.
15.4, Amburgo: un gruppo di 30 persone, di giorno, infrange le vetrine e tira pietre contro la "Hanse Gate Haus", un edificio lussuoso sede per conferenze e cene costose nel centro di Amburgo. Barricate in fiamme bloccano la strada e chiodi a quattro punte garantisco la fuga incolume dei/lle partecipanti.

..ed il Militante Gruppe.

Il "Gruppo Militante", gruppo con influenze autonomo - marxiste, é un gruppo attivo dal 2001, perlopiú a Berlino e dintorni, che ha al suo attivo una trentina di attacchi incendiari contro polizia, strutture ministeriali e giudiziarie, agenzie interinali ed altro. Finora la polizia tedesca brancola nel buio, ricercando eventuali "membri".

A questo punto, dopo tutte queste azioni ( queste sono quelle che hanno riferimento al G8, cioé mancano molte altre all´appello), lo Stato tedesco ha giocato la sua carta per spaventare il movimento radicale e tutti quelli e quelle che non stanno al gioco della protesta diplomatica e democratica.
A Berlino, il centro sociale Bethanien, la libreria autonoma Schwarze Risse, l´archivio fotografico del movimento "Umbruch Archiv", alcuni presunti gestori del server indipendent "SO36" (server simile ad autistici/inventati, su cui si trovano liste di movimento e caselle di posta elettronica, nonché siti di mobilitazione contro il G8) e appartamenti privati sono stati perquisiti, computer confiscati e materiale cartaceo portato via.
Ad Amburgo, vari appartamenti e lo storico centro sociale occupato Rote Flora, che guarda caso funzionerá da centro di convergenza autonomo contro il G8, sono stati perquisiti, stessa storia. A Brema, Bernau, Strausberg e Rostock, sono avvenute il resto delle perquisizioni.
Nessuno delle 21 persone indagate, per ora, é stato arrestato, e sono tutti e tutte fortunatamente a piede libero.

I "capisaldi" di questa operazione repressiva sono i seguenti:

- la pubblicazione nel 2004 del libro (tra l´altro ottimo) "Autonome in bewegung" ("Autonomen in movimento", nda, gli automomen differiscono dagli/lle autonom@ nostrani), dove alcun@ degli/lle indagat@ esporrebbero la loro partecipazione ad attacchi incendiari contro il summit del Fondo Monetario Internazionale avvenuto a Berlino nel 1988. Negli anni passati, avevano giá provato a proibire questo libro per l´ incitamento alla militanza ed alla violenza.
- la partecipazione ad incontri definiti "segreti e conspirativi" avvenuti ad Amburgo e Berlino, quali il BUKO 2005 ad Amburgo(incontro per l´internazionalismo che avviene da quasi trent´anni) ed uno a Berlino nel gennaio del 2006 dove si sarebbero progettati attacchi incendiari.
- 12 attacchi incendiari avvenuti tra Berlino ed Amburgo, la cui paternitá é stata rivendicata da gruppi differenti.
- un´ inchiesta aperta nel 2003 contro 3 appartenenti al gruppo Libertad! per appartenza al Militante Gruppe.

Questa indagine sarebbe iniziata da parecchio tempo, avrebbe peró stagnato fino ad adesso senza offrire alcun risultato concreto ai fini investigativi. Ma adesso é stato tirato fuori come classico coniglio nel cappello.

Il progetto é in parte anche quello di smantellare le strutture anti -g8 poche settimane prima dell´ inizio del summit.
Rote flora e Bethanien sono 2 dei centri di convergenza che ospiteranno chi si recherá in Germania per agire contro il G8 e non solo, so36 é un server di comunicazione fondamentale per il movimento berlinese.
Dall´ altra, intimidire e provocare il ben noto (almeno in Italia) spaccamento tra "buoni e cattivi".
Entrambi gli obiettivi sono peró falliti ben miseramente.

Per citare una delle attrici di questa operazione repressiva "smuoviamo il cespuglio e vediamo cosa si muove".

Quello che in Germania si é mosso, é peró ben altro rispetto a quello che guardie e compagnia si aspettavano.
Manifestazioni sono avvenute in tutta la Germania, e alcune azione dirette contro strutture giudiziarie hanno risposto a supposti tentativi di intimidazione.
A Berlino, la sera stessa 6 - 7000 persone si sono mosse per una manifestazione spontanea a Kreuzberg.
Tra i cori che sono stati cantati dall´immenso blocco nero incordonato, "Siamo tutt@ Militante Gruppe", "Siamo tutt@ 129a".
Ad Amburgo, piú di 2000 persone hanno manifestato e sono avvenuti alcuni incidenti con le guardie, alcune barricate sono state erette.
La sera stessa, é stato reso noto che il noto forum delle guardie tedesche, www.german-police.org, é stato manomesso dagli hacker: ció é stata fonte di molti interessantissimi dati, da indirizzi privati delle guardie, a discussione delle loro tattiche interne, a divertenti triangoli piccanti e segreti tra una guardia e l ´altra. Insomma, di tutto e di piú!
Nei giorni passati sono continuate azione di vario tipo, siano bombe di vernice contro la centrale della polizia federale, Commerzbank attaccate in quanto fautori della vendita del Köpi, hotel lussosi demoliti, e vario altro.

Insomma, l´ immensa operazione ha riscosso ben altro successo rispetto a quello sperato: la gente é ancora piú incazzata di prima, non si é lasciata intimidire ma, soprattutto, all´ interno delle varie componenti della sinistra automa non c´e stato nessuno o nessuna che si sia sognato né di prendere distanza daglle azioni contestate, né di proferire alcuna condanna dell´ azione diretta.
E questa é proprio una lezione importante che molte strutture del "movimento" italiano dovrebbero imparare, per mai piú ripetere le vergognose prese di posizione tese alla chiara dissociazione avvenute nel pre e nel post Genova 2001.

In Germania, tutti e tutte sono ancora piú convinti della necessitá di andare avanti sulla strada percorsa finora.
Il messaggio che arriva é quindi chiaro: la lotta continuerá come e piú di prima.

No white flags, No surrender!

[http://dissentnetzwerk.org/node/2637]