CONTRO LO STATO E GLI ARRESTI A PADOVA
Inviato da autonomix | 9 Lug, 2007Padova, in questi mesi, ha rappresentato un vero e proprio laboratorio politico di controrivoluzione, diretto dal Ministero degli Interni per isolare e criminalizzare chi lotta concretamente contro il barbaro sfruttamento capitalistico.
Gli esempi si sprecano. Qualsiasi gestione differente dei fatti da quella propagandata dai servili mass media è stata prontamente censurata; gli spazi pubblici a Padova sono stati blindati all'Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati; hanno tentato di vietare, ghettizzare, demonizzare in ogni modo la manifestazione del Centro Popolare Occupato Gramigna del 23 giugno.
L'ultima "chicca" del delirio di onnipotenza del potere borghese è stata raggiunta con la messa sotto scorta del sindaco Zanonato, "salvato" miracolosamente dall'arresto dei due compagni che avevano, a detta di Marangoni (Questore di Padova), "il colpo in canna" contro il primo cittadino, oggi ancora in pericolo per il proliferare dei "terroristi" (alias rivoluzionari) in città. Ma non erano pochi, isolati e sconfitti dalla storia?
La verità, al di là delle mistificazioni create ad arte, è che manovre come questa hanno un unico scopo: coprire le nefandezze del primo cittadino nella gestione politica della città, prime fra tutte il consenso a ben tre cortei dei neofascisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore e l'adesione alla commemorazione dei due missini morti in Via Zabarella. E, non ultima, la miliardaria speculazione sui lavori del metrobus.
Questo è solo l'ultimo degli attacchi che si sono susseguiti dal 12 febbraio a livello nazionale, fatti di censure, divieti, intimidazioni, caccia alle streghe, licenziamenti politici che i padroni e i partiti che degnamente li rappresentano oggi al governo hanno scatenato per cercare di fermare l'ondata di solidarietà espressa da manifestazioni, presidi, striscioni, scritte, cene, sottoscrizioni da tutt'Italia per rivendicare a gran voce l'internità dei compagni arrestati nel movimento di classe e la loro identità comunista e rivoluzionaria. Ondata che continua, nonostante tutti i tentativi di boicottarla e reprimerla.
Questo fa molta paura, soprattutto in un clima di grave crisi degli apparati dello stato tra scandali (vedi il caso eclatante dei massacratori del G8 di Genova), corruzione dilagante, lotte intestine tra gruppi di potere (vedi i casi delle intercettazioni Telecom, Unipol, "Toghe rosse") e che vedono cadere vertiginosamente il consenso della classe dirigente tra la gente.
Ecco allora la creazione del "nemico", i comunisti, gli anarchici, i rivoluzionari che vogliono praticare una strada di reale cambiamento sociale e politico; ecco allora che nuovi arresti sono funzionali a tentare di far passare in secondo piano tutti gli attacchi che oggi il governo di finta sinistra muove contro i lavoratori come il prossimo affondo alle pensioni e il già avvenuto attacco al TFR, la sempre maggiore legalizzazione della precarietà che genera uno stillicidio di morti sul lavoro, il nuovo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che porterà a un'altra finanziaria di guerra, quando i proletari devono ancora finire di pagare la scorsa grazie ai miliardi per le spese militari e i contributi statali alla nuova base di morte Dal Molin.
Il principale responsabile del vero terrorismo, quello che scatena questa vera e propria guerra interna al nostro paese contro i lavoratori per scaricare i costi delle operazioni militari sul fronte esterno, è il social fascismo, oggi degnamente rappresentato, tra gli altri, dal nascente Partito Democratico, rimpasto di vecchi volponi delle politiche antipopolari mascherate da progressiste.
SOLIDARIETA' AI COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE!
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