CORTEO EVERSIVO A L'AQUILA: IN 25 SOTTO INCHIESTA

Inviato da autonomix | 30 Dic, 2007

La procura distrettuale contesta il reato di istigazione a delinquere
La manifestazione del 3 giugno 2007 a L'Aquila

 

Da "Il centro" del 24 dicembre
La procura ha avviato 25 avvisi di garanzia nell'’ambito delle indagini sul corteo eversivo di 200 persone che ci fu il 3 giugno per protestare contro il carcere duro, il 41 bis.
Una manifestazione che destò sconcerto in città e che ebbe risonanza nazionale per gli slogan inneggianti anche alle brigate rosse con riferimento a Nadia Desdemona Lioce, detenuta all'’Aquila.
I manifestanti sfilarono per il centro, scortati da un gran numero di agenti, imbrattando di scritte a sfondo eversivo alcuni edifici. Sta di fatto che adesso ci sono 25 persone sotto inchiesta, tra i quali in maggioranza veneti, lombardi e laziali oltre a un giovane aquilano.
Alcuni reati contestati ( ma non tutti ) sono gravi come la istigazione a delinquere, per via degli slogan contro la polizia, contro l'’ispettore Raciti e che inneggiavano alla strage di Nassirya. Contestato il reato di invasione di terreni e il deturpamento di cose altrui con riferimento alle scritte. Gli indagati sono accusati anche per il danneggiamento di una recinzione davanti al carcere dell Costarelle, a Preturo,e il getto pericoloso di cose. Le persone sospette sono state individuate tramite una serie di filmati da parte delle plizia e con delle fotografie che hanno permesso di scovare i più facinorosi. Le indagini, svolte dalla digos, sono state fatte anche tramite le questure competenti nelle città dalle quali provenivano gli indagati, al fine di fare i giusti riscontri. Un’'indagine che era stata sollecitata dal mondo politico nazionale e che fu anche oggetto di un'’interpellanza parlamentare al ministro della Giustizia, Clemente Mastella il quale, tra le altre cose, rese noto di avere avuto dalla procura aquilana una informativa sull'’avvio delle indagini. Ci furono anche elogi alla questura del capoluogo da molti esponenti istituzionali, per aver saputo controllare i manifestanti, pur in una situazione di tensione, in modo da evitare scontri.

 

RIBADIAMO NON SOLO LA NOSTRA SOLIDARIETA' MILITANTE AI 25 INDAGATI, MA IL NOSTRO PIENO APPOGGIO E COMPLICITA' ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI CHE MANIFESTARONO NEL CAPOLUOGO ABRUZZESE CONTRO IL CARCERE.

ANCORA TRAGEDIA A TORINO: E' MORTO IL SETTIMO OPERAIO DELLA THYSSEN

Inviato da autonomix | 30 Dic, 2007

Torino, Giuseppe Demasi non ce l'ha fatta, era l'unico sopravvissuto
alla strage del 6 dicembre. Era stato sottoposto a tre interventi chirurgici

Thyssen, la tragedia del rogo
morto anche il settimo operaio

Venerdì gli operai dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà
Domani sera alle vittime del lavoro sarà dedicata la tradizionale marcia della pace del Sermig


<B>Thyssen, la tragedia del rogo<br>morto anche il settimo operaio</B>

Giuseppe Demasi

TORINO - E' morto Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ustionato nell'incendio del 6 dicembre alla Thyssenkrupp di Torino. Il ragazzo era l'unico rimasto in vita dopo la tragedia. Nell'incendio era morto sul colpo Antonio Schiavone, poi nelle settimane successive si sono verificate le altre morti. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.

Proprio venerdì gli operaio dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà per il loro compagno che stava lottando fra la vita e la morte e per ricordare le altre sei vittime: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.

Tra i manifestanti c'erano anche i familiari dello stesso Giuseppe Demasi, il padre Calogero e la sorella Laura, oltre allo zio di Rosario Rodinò, Carlo Cascino, e il padre di Bruno Santino, Antonio. "Giuseppe Demasi si deve salvare per raccontarci quello che è successo, facciamo tutti il tifo per lui", aveva urlato Antonio Santino. Davanti al Cto i manifestanti avevano poi osservato un minuto di silenzio e applaudito a lungo in segno di incoraggiamento per Demasi. Ma il cuore del ragazzo non ha retto. E' morto oggi poco dopo le 13,30.

E sarà dedicata alle vittime del rogo nell'acciaieria della Thyssenkrupp, la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino e si conclude nell'Arsenale della pace, dove l'associazione del volontariato cattolico tiene la cosiddetta "Cena del digiuno".

Le migliaia di giovani che partecipano alla manifestazione si ritroveranno davanti allo stabilimento di corso Regina Margherita, fermo dal 6 dicembre scorso quando sulla linea di produzione numero 5 le fiamme ustionarono a morte sette. "Scandiremo i nomi di decine di morti sul lavoro - spiega il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero - per ricordare che una fabbrica, un cantiere o un ufficio devono essere un luogo di serenità, di promozione umana dove le persone trovano le sostanze per mantenere la propria famiglia e mandare i figli a scuola".

TAFFERUGLI IN CAMPANIA, A GIUGLIANO

Inviato da autonomix | 30 Dic, 2007

I cittadini temono che la discarica resterà aperta anche dopo il 31 dicembre
A Napoli 800 tonnellate di immondizia. Nella provincia 40 mila. Calce sulla spazzatura

Campania, emergenza rifiuti
Tafferugli a Giugliano, 5 feriti

La Regione Campania stanzia 24 milioni di euro per i siti di compostaggio


<B>Campania, emergenza rifiuti<br>Tafferugli a Giugliano, 5 feriti</B>

Cumuli di spazzatura ad Afragola

NAPOLI - Resta alta la tensione in Campania per l'emergenza rifiuti. Tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine sono scoppiati davanti alla discarica di Taverna del re, a Giugliano, nel Napoletano. Nonostante il commissario per i rifiuti abbia promesso che la discarica riaperta per l'emergenza sarà chiusa definitivamente tra due giorni, circa cinquanta cittadini del presidio permanente hanno cercato di opporsi al passaggio dei tir carichi di immondizia. Le forze dell'ordine hanno forzato il cordone ed è stato allora che si sono verificati spintoni e tensioni: sono rimasti feriti cinque cittadini e due poliziotti. Secondo quanto riferiscono i manifestanti, una persona ha subito la rottura di tre costole e un'altra, con una frattura al braccio, è svenuta in ambulanza.

Anche a Pianura, all'ingresso della discarica dei Pisani chiusa nel 1996, i cittadini hanno organizzato un presidio perchè temono una riapertura. La Giunta regionale ha approvato proprio oggi lo stanziamento di 24 milioni di euro per i siti di compostaggio già esistenti di Napoli, Caivano e Pomigliano d'Arco nonchè per la messa in sicurezza delle discariche di Polla e Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno.
Ma l'emergenza resta tale.

Lungo le strade del comune di Napoli sono abbandonate 800 tonnellate di rifiuti mentre in tutta la provincia i rifiuti non raccolti sono già 40 mila tonnellate. Palazzo Chigi ieri ha portato da uno a due i commissari che si interesseranno di rifiuti in Campania: un tentativo per gestire l'emergenza che cresce però di giorno in giorno. A Napoli particolarmente in affanno le periferie di Pianura e Ponticelli ma anche la zona prossima all'ospedale. E poi ci sono i comuni della cinta vesuviana e quelli dell'aerea flegrea a soffocare sotto montagne di rifiuti.

La gente è esasperata: dà fuoco ai rifiuti nel tentativo di disfarsi del problema ma i serpentoni di sacchetti abbandonati ai margini delle strade continuano ad allungarsi. Dalle 20 di ieri fino alle 14 di oggi, i vigili del fuoco del comando di Napoli sono dovuti intervenire per spegnere una sessantina di roghi, uno ogni 15 minuti. E per la notte di San Silvestro i raid incendiari potrebbero aumentare.

Al fine di ridurre gli incendi e contenere il rischio di infezioni, le autorità hanno deciso di gettare della calce sui cumuli di spazzatura abbandonati da giorni in città. L'Asia Napoli, l'azienda di igiene ambientale, prevede di raccogliere circa 300 tonnellate di rifiuti entro il 31 dicembre "sempre che - ci tiene a precisare la società - gli impianti di raccolta restino in funzione e continuino ad accettare nuova spazzatura".

LA SOLIDARIETA' NON SI ARRESTA..COMUNICATO DEL CSOA A.CARTELA

Inviato da autonomix | 29 Dic, 2007
mutuosoccorso

Da una vallata del Sud che resiste
un appello per una grande solidarietà

Nella Vallata del Gallico, subito a ridosso di Reggio Calabria, è da anni che si sono sviluppate diverse realtà politiche, sociali e produttive, significative e incisive sul territorio e determinanti anche su aree più vaste. Qui è nato il C.S.O.A. "Angelina Cartella", protagonista della lotta contro il ponte sullo Stretto di Messina; qui è nato il movimento popolare "La Cartiera" contro un impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani della portata di 85.000 tonnellate all'anno; qui gravita il gruppo "Aspromonte Liberamente" che sta lottando per la riconversione di una ex base militare americana in laboratorio per l'educazione ambientale; qui è nato il Gruppo di acquisto solidale "Felce e Mirtillo".

Qui per 17 anni la cooperativa tessile "Euroconfezioni" ha garantito formazione, lavoro e reddito per molte donne, che hanno costruito il loro progetto di vita. È una tra le poche realtà produttive della provincia di Reggio Calabria che è riuscita ad assicurare un'attività dignitosa, in controtendenza rispetto all'ipersfruttamento e al lavoro in nero.

Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 2007 tutto questo è stato spazzato via da un incendio accidentale, che ha distrutto i macchinari, la sede ed i depositi di materiali, lasciando un cumulo di macerie fumanti, pavimenti divelti, muri devastati e ammassi informi di tutto quello che conteneva la fabbrica.

La Cooperativa Euroconfezioni è da anni impegnata ad affermare il bisogno ed il diritto ad un lavoro dignitoso ed un reddito per le donne del Sud, una realtà in cui la mafia e la malapolitica escludono dai circuiti sociali e occupazionali tutti i soggetti che non si prestano alle loro logiche. Questo Sud è stato ulteriormente devastato dal mercato neoliberalista che vi ha imposto l'estremo sfruttamento dei tempi di vita, di flessibilità di salario ed orario, realizzando enormi profitti sulla pelle di lavoratori sempre meno garantiti.

Per noi, realtà sociali e politiche impegnate nella costruzione di un mondo migliore, la Cooperativa Euroconfezioni è esempio e riferimento concreto da difendere e sostenere.

È per questo motivo che il C.S.O.A. "Angelina Cartella", l'Associazione "Aspromonte Liberamente", la "Cartiera" della Vallata del Gallico, il Movimento per la Difesa del Territorio, il Coordinamento "No Ponte", Equo Sud, il G.A.S. "Felce e Mirtillo", le Autoproduzioni Appese, il "Coordinamento reggino per il diritto all'acqua"

LANCIANO UN APPELLO

a sostegno della Cooperativa Tessile "Euroconfezioni", così duramente colpita da questo gravissimo incidente che ne ha minato le capacità produttive.

Noi, realtà di movimento siamo testimoni che la Euroconfezioni ha sempre offerto piena disponibilità a sostenere le nostre iniziative mediante la realizzazione di magliette, felpe, striscioni, gadgets ed altro.

Per la dignità del lavoro e per supportare il percorso di ripresa della cooperativa, per il reddito di queste 36 famiglie, chiediamo a tutte le realtà di impegnarsi a sostenere la Euroconfezioni, offrendole opportunità di ricostruire i laboratori e assumendo il ruolo di soggetti facilitatori per farle ottenere lavori e commesse.

Facciamo appello per l'istituzione di un fondo di solidarietà per queste lavoratrici, al fine di garantire la ripresa di una vita dignitosa fino al ripristino dei cicli produttivi, convinti che questa esperienza sia parte integrante di un progetto di resistenza condiviso.

Per questo motivo, a fronte della gravità della situazione, invitiamo tutte e tutti ad un incontro pubblico, che si terrà presso il C.S.O.A. Cartella domenica 30 dicembre alle ore 18.00, per socializzare questa splendida esperienza e sostenerne l'immediata ripresa.

Per contatti a favore della cooperativa Euroconfezioni:
e-mail: euroconf@libero.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
tel. cell.: 349 4049055

SU I FATTI DI GENOVA 2001

Inviato da autonomix | 28 Dic, 2007
GENOVA 2001: (ALTRE) COSE DA NON DIMENTICARE (Network Antagonista Torinese)


Italia, dicembre 2007 - La sentenza di primo grado nel processo contro i 25 manifestant* che nelle giornate del G8 del 2001 hanno protestato contro le logiche e gli effetti della globalizzazione capitalista hanno rappresentato una cattiva notizia annunciata. Tuttavia alcuni aspetti della sentenza possono stimolare riflessioni non banali su aspetti che crediamo siano passati in secondo piano negli interventi di queste settimane.
Se la decisione del tribunale di Genova di condannare sostanzialmente tutti gli imputati (uno soltanto è stato assolto) fa da sfondo al messaggio politico generale (i manifestanti hanno avuto torto, lo stato ha avuto ed ha, a posteriori, ragione), un aspetto che non andrebbe sottovalutato è quello relativo alla notevole differenza tra le richieste formulate dall’accusa e le pene effettivamente comminate. Non si tratta della differenza complessiva degli anni di carcere destinati agli imputati, quanto piuttosto delle differenze nella distribuzione delle pene.
Se la tesi della procura di Genova era che tutti gli imputati (e di riflesso tutti i manifestanti “ignoti” che presero parte agli episodi in esame) fossero ugualmente colpevoli, e perciò dovessero ricevere condanne sostanzialmente uniformi, i giudici hanno voluto contestare questa impostazione. In particolare, secondo il tribunale, si tratta di distinguere due entità politiche: il “corteo di via Tolemaide” e il “Black Block”. Tanto i manifestanti che in via Tolemaide hanno resistito alle cariche dei carabinieri quanto coloro che altrove hanno praticato azioni dirette e hanno risposto alle cariche sono cioè colpevoli, ma in modo diverso: mentre per i primi si delinea una lesione “tradizionale” dell’ordine pubblico (qualificabile come resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento, travisamento, ecc.), nel secondo caso scatta la condanna per il ben più grave reato di devastazione e saccheggio. La conseguenza è che mentre gli imputati di via Tolemaide ricevono in primo grado condanne tipiche, a livello quantitativo, per i militanti delle aree antagoniste che vengono processati per scontri di piazza (in particolare si tratta di pene inferiori alla soglia significativa dei 2-3 anni), i presunti appartenenti al Black Block vengono puniti con periodi di reclusione che giungono fino e oltre gli 11 anni, e in tre casi si applicano immediatamente misure di libertà vigilata in attesa del secondo grado.

La tesi fatta propria dai giudici differisce da quella dei PM perché circoscrive la paranoia cospirativa al solo Black Block, o comunque a chi è processato per fatti che non sono quelli di via Tolemaide e immediati dintorni. Là si sarebbe trattato di atti illegali commessi contro agenti dei CC e contro l’arredo urbano in presenza di uno scontro – peraltro determinato da una carica che i giudici considerano piuttosto apertamente essere stata illegittima –, mentre nell’altro caso si ravvisa una scelta non imposta dalla circostanza di una carica, ma predeterminata.
Come abbiamo scritto e ribadito più volte fin dal luglio 2001, la nostra lettura dei fatti di Genova tende a oltrepassare criticamente le distinzioni scolastiche e le astrazioni formali rispetto agli episodi di resistenza e azione diretta di quei giorni, che sono tutti da valorizzare politicamente e storicamente, siano essi avvenutoin corso Torino, in via Tolemaide o altrove. Le azioni dirette, le barricate e le resistenze contro carabinieri, polizia e guardia di finanza sono state praticate da migliaia e migliaia di persone e da centinaia di soggetti politici più o meno strutturati, provenienti da percorsi politici e storie geografiche molto differenti. Che i giudici, d’altro lato, scrivano oggi una storia diversa, sia nel tentativo di criminalizzare le lotte nel loro complesso, sia praticando distinzioni forzose nella ricerca di capri espiatori, non stupisce. Quello che stupisce è invece che nessuno abbia rilevato con quale precisione la tesi del tribunale sia sovrapponibile alla narrazione giornalistica dei fatti di Genova che si è imposta già durante i fatti, e non è più cambiata. Una narrazione che purtroppo è stata avallata anche da importanti settori del movimento.
Secondo questa versione da una parte ci furono manifestanti (divisi in associazioni, partiti e disobbedienti) e dall’altra il Black Block. Stando a quanto scritto anche in molti opuscoli e libri comparsi dopo il G8, il BB sarebbe stato un attore estraneo e ambiguo, e ancora nelle ricostruzioni giornalistiche recenti (come i documentari a cura di Minoli e Lucarelli per la Rai), siamo in presenza del mito di un BB compatto e militarizzato, tutto intento a cospirare anzitutto contro gli altri manifestanti, magari in combutta con la polizia. (Le immagini che ritraggono presunti infiltrati non spiegano peraltro in che senso essi “farebbero parte” del “Black Block”, senza contare che lo stesso ministero degli interni ha più volte ammesso di aver messo in atto tentativi di infiltrazione in ogni settore del movimento).

La verità è che la caccia al capro espiatorio è iniziata molto prima di questa sentenza, e questa sentenza la rispecchia piuttosto tristemente. I politici del PRC che si vantavano sui giornali di aver indicato per telefono alla polizia la posizione dei “devastatori”, Giuliano Giuliani che – nessuno ha mai capito a quale titolo – insultava le compagne e i compagni dalle colonne dei quotidiani (in attesa di poter ben presto stringere davanti ai riflettori la mano ad alti funzionari della PS) sono stati accompagnati da dichiarazioni degli organizzatori del corteo di via Tolemaide dove si dichiarava di avere le prove che il BB aveva agito su indicazione dei carabinieri, e si indicavano curiosamente tutta una serie di manifestanti come “estranei al movimento”.
Il Manifesto ha continuato per settimane a coprire di insulti, illazioni e menzogne un BB invero molto generico, dove venivano catalogati tutti i “neri” (la maggior parte dei quali come è noto non vestivano affatto di nero) che avevano rovinato il progetto iniziale di giornate festose, pacifiche e colorate (leggi compatibili). Gli stessi film prodotti nel 2001 e distribuiti dal Manifesto mettono in risalto le presunte ambiguità politiche del BB, fino ad alludere addirittura a una matrice fascista degli atti compiuti dai soggetti non inquadrabili nelle strutture del GSF. Poche settimane dopo un personaggio di spicco del Sisde, appena nominato da Prodi e probabilmente su sua indicazione (come ricostruito dettagliatamente dalla stampa nazionale alcuni mesi fa) inventa la bufala di infiltrazioni neonaziste tra i manifestanti “violenti”, e viene divulgata l’ennesima menzogna.

Alla fine dei conti, però, il prezzo più alto lo stanno pagando proprio alcuni dei cosiddetti “violenti”, quelli cioè che stavano per scelta fuori del GSF, cioè dalla variegata congerie di personaggi e organizzazioni oggi in gran parte interni al sistema di governo del centro-sinistra, che hanno ben presto lasciato i cortei per le poltrone, che di fatto hanno impedito ai successivi movimenti contro la guerra di imboccare una strada conflittuale e costruita su una critica viva e lontana dalla retorica, che in alcuni casi hanno sfilato in seguito in favore all’invio di truppe italiane in Libano (o ce le hanno mandate, come hanno contribuito coi loro partiti alla prosecuzione dell’occupazione dell’Afghanistan).
Chi paga di più invece oggi sono proprio quelli che, secondo qualche mente fantasiosa e nella maggior parte dei casi disonesta, avrebbero agito soggettivamente o oggettivamente in favore della repressione del movimento, quindi nell’interesse del potere. E perché, allora, il potere oggi li condanna? E perché chi già allora li condannò, oggi è al potere?
Anche questi interrogativi meritano una riflessione storica, perché la storia del movimento è storia di tutto il movimento: comprende anche i soggetti scomodi da ricordare o analizzare, per una ragione (aver usato il movimento per fini estranei ad esso, magari con il supporto di parti di esso) o per l’altra (aver arricchito il movimento di una pluralità di forme di lotta, anche fuori dalle regole pattuite dal GSF con i responsabili dell’ordine pubblico). L’esercizio della memoria, insomma, è foriero di difficoltà e omissioni per i nostri nemici ma – se profondo e critico – anche per la stessa soggettività politica che, in forme spesso problematiche, ha cercato di affrontarli come tali in quelle giornate.

Network Antagonista Torinese
(csoa Askatasuna - csa Murazzi - collettivo universitario autonomo)

COMUNICAZIONI DEL CSOA A.CARTELLA E MDT CALABRIA

Inviato da autonomix | 28 Dic, 2007

Il laboratorio letterario PaRoLe A PeSo è la naturale espressione dell'urgenza di operare in modo parallelo ma indipendente dal sistema di comunicazione di massa in essere. Le parole sono un peso che va portato con orgoglio. Meritano quindi di viaggiare serenamente attraverso gli uomini ed il tempo.

La proposta nasce nell'ottica di attraversare le forme della letteratura in tutte le sue forme (dalla poesia al racconto, al romanzo, all'improvvisazione su temi in divenire) e sottolinearne gli aspetti caratterizzanti ed il potenziale delle parole.
L'idea è di proporre (rivendicare in qualità di mandanti) la libertà delle parole incastonando gli accenti e le espressioni affinché la comunicazione in senso esteso, vittima di stereotipati compromessi, possa realmente far parte del quotidiano in tutti i suoi aspetti e nelle forme in cui si manifesta. Non necessariamente un vincolo per "pochi eletti", piuttosto la cartina al tornasole di quanto succede quotidianamente attorno a noi. Chi la vita la vive e ne trae spunto, anche a partire da un semplice input, per la creativa struttura di incroci stilistici e contaminazione culturale. I poeti sono quindi liberi interpreti dalle spalle larghe. La musica che accompagna le letture ne racchiude insieme la comprensione e l'essenza.

Il ventesimo appuntamento, quello del 29 dicembre nella location, non casuale, di Pentadattilo (RC), racchiude l'essenza dell'esistere del progetto. Dalle ore 15:30 il programma prevede:
8 poeti provenienti da ogni parte d'Italia (i bagnaresi Francesco Villari e N. La Serpe, i reggini Pino Amaddeo, Antonio Cardia, Francesco Iocolano, il palermitano Giacomo Giacomazzi, Claudio Sturla da Parma e la foggiana PseudoCris)
4 musicisti (Giancarlo Galante & Three on Low, Gianni Cusumano, Domenico Cotroneo e l'olandese Daniel Van Huffelen)
4 artisti dell'immagine (MeltedMan, Airo, Davide Casile, Aradia Graphic Lab)
2 fotografi (Michele Rieri e Domenico Lo Faro)

Il tutto dosato e pensato con la solita impronta dell'imprevedibile, fatta di coinvolgimento dei presenti che, in quanto tali, sono parte integrante del percorso ed ideali compagni di viaggio. Possono infatti intervenire nelle letture e nelle proposte tutti coloro che si sentono direttamente coinvolti dall'iniziativa, dando il loro contributo alla crescita del "Peso specifico delle Parole"

In chiusura l'attenzione sarà rivolta alla presentazione del libro "LA PREGHIERA DEL SUD" di N. La Serpe, per Autoproduzioni Appese: un mare aperto di riferimento tra l'uomo che ama e il dolore dell'amore in balia delle correnti angeliche e demoniache. La linea tracciata dall'amore diventa elastica nel tremendo tira e molla delle forze, tutte le forze, che concorrono al vivere.
"...sto graffiando il suolo con l'unghia dell'alluce, come se volessi incidere l'ora del puro peccato, se non fosse per questo foglio da riempire non starei qui a bramare ..."

PaRoLe A PeSo resta quindi un'itinerante viaggio tra le culture e gli aspetti (in)colti e quelli (rac)colti nel nostro tempo. Solidarietà ad Euroconfezioni

 

 

Scritto da mdt calabria   

Ciao a tutte/i,
dopo la ritrovata speranza e l'entusiasmo per il risultato della manifestazione di Gioia Tauro del 22 dicembre, quando dopo circa 20 anni di oblìo, le popolazioni della Piana e della provincia tutta, sono ritornate in piazza per protestare contro i vecchi e nuovi devastatori dei loro territori, un triste episodio ci riporta con i piedi per terra... 
La notte tra il 24 ed il 25 dicembre, un incendio di natura ancora da stabilire, ha distrutto "EuroConfezioni", la cooperativa con sede a Gallico (RC), in via Bellini, 39 e di cui è socio Mimmo Tramontana, il generoso e coraggioso amico che ci ha messo in contatto con la ditta che ha realizzato le bandiere "no inceneritori" del Movimento per la Difesa del Territorio- Calabria.
Questa cooperativa, da sempre vicina ai movimenti, si spende in tutta Italia in attività del terzo settore, del mercato equo solidale ed ha realizzato magliette, bandiere e gadgets per i comitati no ponte, cartiera, pettogalico, etc.

Ha attivato il progetto khorakhanè, uno dei pochissimi progetti in italia cha ha coinvolto donne nomadi in produzioni tessili ed al quale al momento stanno partecipando 36 donne.
Purtroppo anche la casa di Mimmo, che si trova sopra i locali della cooperativa ha subito ingenti danni, crollo del pavimento, etc.

E' inutile dire che questo episodio ha messo in ginocchio le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa insieme alle loro famiglie ed è assolutamente necessario stringersi attorno a questi amici e compagni di viaggio... Le forme di aiuto possono essere molteplici, dalla sottoscrizione da parte di ognuno di noi in base alle proprie possibilità, all'impegno a procurare commesse per farli lavorare, tipo magliette e quant'altro.

Contatti: 
Euroconfezioni Soc. Coop.
Via Bellini, 39 89055
GALLICO (RC)
Tel.0965/370708
Fax 0965/370387
email: euroconf@libero.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; info@mdtcalabria.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .


"ogni ficateddhu 'i musca è sustanza" proverbio calabrese che ci ricorda che qualsiasi contributo è utile alla causa

 

CONTRO TUTTI GLI SGOMBERI: SQUAT THE WORLD!

Inviato da autonomix | 28 Dic, 2007
CAPODANNO CONTRO LO SGOMBERO AL CONFINO!!

WE WANT YOU!!!

Lunedì 31 dicembre... sgombero imminente al Confino Squat...
"Capodanno scoppiettante" tutti al Confino dalle ore 14.00 (Puntuali almeno stavolta!!) Per il "Bella Banda Live Set" a seguire fino all'alba Brindisi e Danze di Massa contro o Sgombero.

Spargi la voce e non mancare!!!

Al Confino
via prov.le Cervese 1818
47020 Pontecucco, Cesena (FC)

DOMANI 22 DICEMBRE: GIORNATA DI LOTTA PER LA CALABRIA E TUTTO IL SUD CHE NON CALA LA TESTA!

Inviato da autonomix | 21 Dic, 2007

 

 

 

IL 22 DICEMBRE RAPPRESENTA UNA GIORNATA DI LOTTA DA NON DIMENTICARE PER LA SUA IMPORTANZA, PER LA CALABRIA, E PER TUTTO IL SUD!

 

DOMANI 22 DICEMBRE A GIOIA TAURO, CI SARA' UNA MANIFESTAZIONE PER LA DIFESA DEI TERRITORI, CONTRO GLI INCENERITORI, PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI, MA SOPRATTUTTO PER LA DIGNITA' DEL SUD.

 

ESSERE CONTRO LA 'NDRAGHETA,CREDERE PER UNA PARTECIPAZIONE DIRETTA DEI CITTADINI SULLE SCELTE DEI TERRITORI, LOTTARE PER UN FUTURO SOSTENIBILE E MIGLIORE, RIAPPROPRIARSI DEI DIRITTI CHE VENGONO CONTINUAMENTE CALPESTATI DALLE LOGICHE DEL RAZZISMO, DEL CAPITALISMO, DEI PROFITTI, DELLE ESTORZIONI, DELLE LOGICHE PARTITOCRATICHE, VUOL DIRE IN TERMINI PRATICI, SCENDERE IN PIAZZA DOMANI ALLE ORE 9:OO A GIOIA TAURO.

 LOTTARE PER ESISTERE, LOTTARE PER RESISTERE.

 

INFO SU

WWW.CSOACARTELLA.ORG

WWW.MDTCALABRIA.ORG

 

 

L'APPELLO DELLA MANIFESTAZIONE E' SU:

http://www.csoacartella.org/index.php?option=com_content&task=view&id=136&Itemid=1

 

L'APPELLO DEL CSOA A.CARTELLA E' SU:

http://www.csoacartella.org/index.php?option=com_content&task=view&id=142

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A GIOIA TAURO: CONTRO GLI INCENERITORI

Inviato da autonomix | 20 Dic, 2007
10 ragioni per non costruire gli inceneritori Stampa E-mail

  Movimento per la Difesa del Territorio Calabria

  C.S.O.A A.Cartella 

 

www.csoacartella.org

www.mdtcalabria.org 

 

 

1. Non serve 2 Incrementa i rifiuti 3 Fa male 4 Non conviene 5 E' dannoso ai bambini 6 Genera la necessità di nuove discariche 7 Lo paghiamo noi 8 E' Vecchio 9 Non crea occupazione 10 E' ingordo

1) NON SERVE. Se si fa una politica seria per la riduzione dei rifiuti prodotti, ad esempio mediante il minor uso degli imballaggi, e con la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio dei materiali. I materiali riciclabili sono l'85% del totale dei rifiuti prodotti. Per il 15% di rifiuti restante è assolutamente antieconomico costruire gli inceneritori (bastano piccole discariche).

2) INCREMENTA I RIFIUTI. Costruire l’inceneritore significa vanificare la raccolta differenziata dei materiali (carta, plastica, legno) necessari per la combustione. Dove è in funzione da diversi anni (es. Brescia) ha incrementato la produzione dei rifiuti prodotti da ciascun cittadino.

3) FA MALE. Durante la combustione dei rifiuti si liberano nell’aria diossine e furani, che non vengono filtrati neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento. Uno studio epidemiologico effettuato dall’Università di Besançon (Francia) ha dimostrato che gli abitanti che vivono nei pressi dell’inceneritore hanno una probabilità di contrarre il cancro superiore a quella del resto della popolazione. Infatti producono pericolosissime nanoparticelle inorganiche che penetrano nel sangue e si depositano negli organi del corpo umano.

4) NON CONVIENE. La selezione, l’essiccatura, la pressatura ed il trasporto dei rifiuti richiedono complessivamente più energia di quella ottenuta dalla loro combustione. Inoltre, senza considerare i costi di gestione citati ed i danni alla salute causati dalle nanoparticelle, il costo per produrre 1 MWh mediante l’incenerimento è di 228 euro contro i 66 euro di un impianto idroelettrico, i 63 di un impianto eolico ed i 280 di un impianto fotovoltaico. 5) E’ DANNOSO AI BAMBINI. Uno studio realizzato nella regione Rhone-Alpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: + 20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni. 6) GENERA LA NECESSITA’ DI ALTRE DISCARICHE. Per ogni chilogrammo di rifiuti bruciato, un terzo diventa cenere che, essendo un rifiuto tossico-nocivo, ha bisogno di discariche molto più costose di quelle usate per i rifiuti comuni. 7) LO PAGHIAMO NOI. Costa 311 milioni di Euro, circa 600 miliardi di Lire. Fa guadagnare solo chi lo gestisce che usufruisce delle sovvenzioni dello Stato perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip 6, destinato alle fonti “energetiche rinnovabili”, che paghiamo noi nella bollette elettrica: senza questo incentivo l’incenerimento non presenterebbe alcun vantaggio economico. Per questa sovvenzione l’Italia è stata condannata dalla UE perché l’incenerimento dei rifiuti non può essere assimilato alle fonti rinnovabili. 8) E’ VECCHIO. L’inceneritore è un invenzione di quarant’anni fa. Le prime nazioni ad adottarlo, come la Germania e l’Olanda, li stanno dismettendo. Ora si usano dei sistemi di Trattamento Biologico “a freddo” senza incenerimento, già attivi in diverse realtà europee, che oltre a non produrre nanopolveri, costano circa il 75 % in meno degli impianti di incenerimento. 9) NON CREA OCCUPAZIONE. Se la raccolta porta a porta ed il successivo riciclaggio dei materiali garantiscono 100 posti di lavoro, in proporzione un moderno inceneritore ne crea circa 30. 10) E’ INGORDO. Per far funzionare l’inceneritore, non solo bisogna aumentare la produzione dei rifiuti da bruciare, scoraggiando la raccolta differenziata, ma anche importare rifiuti da ogni parte d’Italia scaricando le conseguenze negative (fumi e scorie) su di noi.

LA FIOM E I COBAS APPOGGIANO LO SCIOPERO DEI PORTUALI, A SOSTEGNO DELL'MDT CALABRIA DEL 22 DICEMBRE

Inviato da autonomix | 20 Dic, 2007

FIOM - CGIL
Federazione Impiegati Operai Metallurgici
ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO
SEGRETERIA COMPRENSORIALE
Via Santa Lucia al Parco 6/A - Tel.0965/893505 - Fax 0965/812635 - 89124- Reggio Calabria

C.F. 92010310800


Reggio Calabria, 15-12-07

La FIOM-CGIL del comprensorio Reggio Calabria - Locri aderisce alla giornata di mobilitazione indetta dal Movimento per la Difesa del Territorio del 22 dicembre prossimo condividendone le ragioni e la piattaforma.

 

Assistiamo e subiamo l'ennesima e continua logica di rapina e deturpazione del nostro territorio con l'appoggio complice ed interessato della classe politica e dirigente calabrese.

Salutiamo positivamente la nascita di una mobilitazione dal basso democratica e partecipata, consapevole dei propri diritti, che sta coinvolgendo le popolazioni della Piana di Gioia Tauro, e che vuole contrastare questa logica di "sviluppo" legata ad una aggressione inquinante ed antistorica di quel territorio e non solo.

La FIOM-CGIL del nostro comprensorio è solidale con il Coordinamento Portuali di Gioia Tauro che hanno deciso di aderire alla giornata di mobilitazione generale del 22 proclamando una giornata di sciopero e per questo ricevendo immotivati attacchi sulla stampa.

La salute e la sicurezza sono dei diritti innegabili da garantire sui posti di lavoro, e tutti i giorni dobbiamo registrare le continue morti da lavoro insicuro come se fossero bollettini di guerra, e quindi mobilitarsi per la salubrità e sicurezza del proprio posto di lavoro, per il diritto di vivere in un territorio dove sia garantita la salute pubblica sono motivazioni non strumentali ma di grande impegno civile e democratico, stranamente registriamo che chi attacca questa legittima volontà dei lavoratori non assume posizioni autorevoli a difesa della salute dei propri cittadini.

Auspichiamo una massiccia presenza alla giornata di mobilitazione del 22 che veda oltre alle popolazioni una determinata e concreta mobilitazione delle confederazioni sindacali in prima linea sulla difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.

Fiom-Cgil Reggio Cal.-Locri

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A GIOIA TAURO: APPELLO DEL CSOA A.CARTELLA

Inviato da autonomix | 19 Dic, 2007

Alle realtà di base, ai comitati popolari di lotta, al mondo dell’autorganizzazione, a tutte le compagne e a tutti i compagni.

Il c.s.o.a. Cartella, nella continuità dell’impegno politico profuso nella difesa di questi territori, ha fatto sua la “questione Gioia Tauro”. Salvaguardare i nostri territori, intesi non soltanto come beni ambientali ma comprensivi di quei saperi e di quella complessità di relazioni sociali che caratterizzano ogni comunità, ha significato per noi partecipare a tutte le lotte popolari che hanno attraversato la nostra terra: il NO alla centrale a carbone di vent’anni fa, quello contro gli F-16 a Crotone, la battaglia contro il ponte sullo Stretto, quella contro la realizzazione dell’impianto RSU di Pettogallico, quella contro la privatizzazione dell’acqua, oltre alla solidarietà militante a tutte quelle battaglie nazionali per la difesa dei beni comuni e contro la precarizzazione della vita, a partire dal lavoro.

La Piana di Gioia Tauro riassume oggi tutte le contraddizioni di questo “sviluppo”, fatto di accaparramento di risorse, dall’aggressione e dalla devastazione dei territori, dall’imposizione di impianti inquinanti giustificati con il ricatto dell’occupazione.

Sono ormai passati nove mesi da quando abbiamo incrociato lungo il nostro percorso, donne e uomini che vivendo quotidianamente sulla loro pelle queste contraddizioni, hanno conquistato la consapevolezza e la determinazione per alzare la testa. Sono stati mesi di intenso lavoro, compiuto fianco a fianco con questi compagni di strada, nei 33 comuni della Piana, per informare su quanto sta succedendo: un intero territorio svenduto agli interessi delle multinazionali, ovvero gli interessi di pochi contro i legittimi diritti dei tanti.

E questa battaglia ha ricevuto tante adesioni e numerosi messaggi di solidarietà, da parte di quelle forze che avrebbero potuto - e dovuto - determinare un modello alternativo a quello in atto, ma anche e soprattutto, dalle popolazioni incontrate nelle piazze e nelle tante assemblee pubbliche.

È questo il caso del Coordinamento dei Portuali di Gioia Tauro, lavoratrici e lavoratori che non soltanto vivono condizioni e ritmi produttivi esasperanti, ma subiscono le esalazioni tossiche dell’inceneritore sito in prossimità dell’area portuale, che ne pregiudicano la salubrità e la sicurezza durante la loro attività.

Riteniamo grave che alla proclamazione della giornata di sciopero da loro indetta, doverosa per un’organizzazione sindacale che si occupa veramente dei diritti e delle problematiche dei lavoratori, non ci sia stata solidarietà e sostegno, eccetto che da parte della Fiom e dei Cobas - Scuola, bensì cinici attacchi e dure condanne politiche.

Riteniamo inoltre fondamentale non considerare separate la battaglia per la difesa di questi territori, da una più generale lotta contro tutte le mafie. L’asfissiante controllo attuato dalla ‘ndrangheta, non soltanto ha trasformato questa porzione di Calabria in una discarica di scorie tossiche e radioattive, ma ha messo a tacere qualsiasi voce di dissenso. Se oggi la Piana vive questa drammatica situazione, è perché chi ha osato esporsi per esprimere la propria opposizione è stato azzittito per sempre: questo è il caso di Luigi Ioculano, assassinato per avere avuto il coraggio di schierarsi contro la mafia e contro la costruzione dell’inceneritore oggi in funzione.

Combattere la ‘ndrangheta significa soprattutto aggredirla nei suoi interessi. Ed il ciclo dei rifiuti, così come quello del cemento e della movimentazione terra, sono importanti business per le ‘ndrine.

Facciamo appello a tutte e a tutti, perché il 22 dicembre sia un grande appuntamento popolare, che metta in piazza le ragioni di chi oggi resiste e lotta per difendere la propria terra.

Saremo in piazza perché abbiamo tanti SÌ, e in ognuno di questi è insito un futuro migliore per noi e per i nostri figli.

Saremo in piazza perché salute, libertà, dignità, non sono per noi parole retoriche per raccattare qualche voto, ma pratica concreta di solidarietà.

A CHI LOTTA...VERSO IL 22 DICEMBRE

Inviato da autonomix | 18 Dic, 2007
Avviso per i partecipanti alla manifestazione e per le delegazioni Stampa E-mail
Scritto da mdt calabria   

A CHI LOTTA

PER TUTTI COLORO CHE PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 22 DICEMBRE LA GIUNTA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA, A CUI VA IL NOSTRO PIU' SENTITO RINGRAZIAMENTO, HA MESSO A DISPOSIZIONE 11 AUTOBUS CON PARTENZA DALLE CITTA' PIU' GRANDI DELLA PIANA, REGGIO COMPRESA.

DA ROSARNO GLI AUTOBUS PARTIRANNO ALLE 8,15 DEL 22 DA PIAZZA VALARIOTI

ALLE DELEGAZIONI DEI COMITATI CHE VERRANNO A GIOIA TAURO PER IL 22:

COMUNICATE AL PIU' PRESTO A info@mdtcalabria.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo :

  1. DI QUANTE PERSONE E' COMPOSTA LA DELEGAZIONE, ORA E LOCALITA' DI ARRIVO (STAZIONE FS, ECC.),

  2. UN CONTATTO CON NR DI TELEFONO.

QUESTE INFORMAZIONI SONO IMPORTANTISSIME PER NOI PER ORGANIZZARE IN MANIERA EFFICIENTE GLI SPOSTAMENTI VERSO IL PUNTO DI RAGGRUPPAMENTO E LA SISTEMAZIONE PER LA NOTTE PER CHIUNQUE DESIDERI PARTECIPARE AI LAVORI DEL POMERIGGIO E BALLARE E CANTARE CON NOI AL CONCERTO SERALE.

SIAMO INFATTI IN GRADO DI OSPITARVI, NON ABBIAMO PROBLEMI DI SPAZIO MA SPERIAMO DI AVERE PROBLEMI DI LETTI (CIO' SIGNIFICHERA' CHE SARETE IN TANTI), PER CUI ARRIVATE MUNITI DI SACCO A PELO, A QUALCOSA DA METTERE SOTTO I DENTI E A DEL BUON VINO ROSSO PENSEREMO NOI.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

 

ORE 9,00 Gioia Tauro, C.da Lamia innanzi al mega depuratore, raggruppamento e partenza, si prosegue per Via Ferdinando De Rosa, P.zza Matteotti, Via Roma, Via Sarino Pugliese, Viale Italia, SS 18, Via Lomoro, Via Serra, Via Duomo e si conclude in P.zza dell'Incontro con comizio finale.

 

ORE 15,00 Contrada Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio (a pochi metri dallinceneritore), assemblea popolare con la cittadinanza e delegazioni dei comitati nazionali, rete nazionale rifiuti zero e patto nazionale di solidarietà e mutuo soccorso.

ORE 18,00 Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio, festa popolare con i CUMELCA: musica popolare calabrese e ritmi grecanici.

MDT CALABRIA: NEWS E MANIFESTAZIONE IL 22 DICEMBRE

Inviato da autonomix | 17 Dic, 2007

Manifestazione Nazionale   a Gioia Tauro

ORE 9,00 incontro e partenza Gioia Tauro, C.da Lamia innanzi
al mega depuratore, si prosegue per Via Ferdinando De Rosa,
P.zza Matteotti, Via Roma, Via Sarino Pugliese, Viale
Italia, SS18, Via Lomoro, Via Serra, Via Duomo e si
conclude in P.zza dell’Incontro con comizio finale.
  
ORE 15,00 Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio, assemblea
popolare con la cittadinanza e delegazioni dei comitati
nazionali, rete nazionale rifiuti zero e patto nazionale di
solidarietà e mutuo soccorso.

ORE 18,00 Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio, festa popolare
con i CUMELCA: musica popolare calabrese e ritmi grecanici.

 

 

A CHI LOTTA

A TUTTE LE DELEGAZIONI DEI COMITATI CHE ADERIRANNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 22 DICEMBRE:

COMUNICATE AL PIU' PRESTO A info@mdtcalabria.org DI QUANTE PERSONE E' COMPOSTA LA DELEGAZIONE E FORNITECI UN CONTATTO CON NR DI TELEFONO.

SIAMO IN GRADO DI OSPITARE CHIUNQUE DESIDERI PARTECIPARE AI LAVORI DEL POMERIGGIO E BALLARE E CANTARE CON NOI AL CONCERTO SERALE. NON ABBIAMO PROBLEMI DI SPAZIO MA SPERIAMO DI AVERE PROBLEMI DI LETTI (CIO' SIGNIFICHERA' CHE SARETE IN TANTI), PER CUI ARRIVATE MUNITI DI SACCO A PELO, A QUALCOSA DA METTERE SOTTO I DENTI E A DEL BUON VINO ROSSO PENSEREMO NOI.

 

CSOA A.CARTELLA

MDT CALABRIA

www.csoacartella.org

www.mdtcalabria.org

http://www.pattomutuosoccorso.org/