MANIFESTAZIONE NAZIONALE A GIOIA TAURO: CONTRO GLI INCENERITORI

Inviato da autonomix | 20 Dic, 2007
10 ragioni per non costruire gli inceneritori Stampa E-mail

  Movimento per la Difesa del Territorio Calabria

  C.S.O.A A.Cartella 

 

www.csoacartella.org

www.mdtcalabria.org 

 

 

1. Non serve 2 Incrementa i rifiuti 3 Fa male 4 Non conviene 5 E' dannoso ai bambini 6 Genera la necessità di nuove discariche 7 Lo paghiamo noi 8 E' Vecchio 9 Non crea occupazione 10 E' ingordo

1) NON SERVE. Se si fa una politica seria per la riduzione dei rifiuti prodotti, ad esempio mediante il minor uso degli imballaggi, e con la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio dei materiali. I materiali riciclabili sono l'85% del totale dei rifiuti prodotti. Per il 15% di rifiuti restante è assolutamente antieconomico costruire gli inceneritori (bastano piccole discariche).

2) INCREMENTA I RIFIUTI. Costruire l’inceneritore significa vanificare la raccolta differenziata dei materiali (carta, plastica, legno) necessari per la combustione. Dove è in funzione da diversi anni (es. Brescia) ha incrementato la produzione dei rifiuti prodotti da ciascun cittadino.

3) FA MALE. Durante la combustione dei rifiuti si liberano nell’aria diossine e furani, che non vengono filtrati neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento. Uno studio epidemiologico effettuato dall’Università di Besançon (Francia) ha dimostrato che gli abitanti che vivono nei pressi dell’inceneritore hanno una probabilità di contrarre il cancro superiore a quella del resto della popolazione. Infatti producono pericolosissime nanoparticelle inorganiche che penetrano nel sangue e si depositano negli organi del corpo umano.

4) NON CONVIENE. La selezione, l’essiccatura, la pressatura ed il trasporto dei rifiuti richiedono complessivamente più energia di quella ottenuta dalla loro combustione. Inoltre, senza considerare i costi di gestione citati ed i danni alla salute causati dalle nanoparticelle, il costo per produrre 1 MWh mediante l’incenerimento è di 228 euro contro i 66 euro di un impianto idroelettrico, i 63 di un impianto eolico ed i 280 di un impianto fotovoltaico. 5) E’ DANNOSO AI BAMBINI. Uno studio realizzato nella regione Rhone-Alpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: + 20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni. 6) GENERA LA NECESSITA’ DI ALTRE DISCARICHE. Per ogni chilogrammo di rifiuti bruciato, un terzo diventa cenere che, essendo un rifiuto tossico-nocivo, ha bisogno di discariche molto più costose di quelle usate per i rifiuti comuni. 7) LO PAGHIAMO NOI. Costa 311 milioni di Euro, circa 600 miliardi di Lire. Fa guadagnare solo chi lo gestisce che usufruisce delle sovvenzioni dello Stato perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip 6, destinato alle fonti “energetiche rinnovabili”, che paghiamo noi nella bollette elettrica: senza questo incentivo l’incenerimento non presenterebbe alcun vantaggio economico. Per questa sovvenzione l’Italia è stata condannata dalla UE perché l’incenerimento dei rifiuti non può essere assimilato alle fonti rinnovabili. 8) E’ VECCHIO. L’inceneritore è un invenzione di quarant’anni fa. Le prime nazioni ad adottarlo, come la Germania e l’Olanda, li stanno dismettendo. Ora si usano dei sistemi di Trattamento Biologico “a freddo” senza incenerimento, già attivi in diverse realtà europee, che oltre a non produrre nanopolveri, costano circa il 75 % in meno degli impianti di incenerimento. 9) NON CREA OCCUPAZIONE. Se la raccolta porta a porta ed il successivo riciclaggio dei materiali garantiscono 100 posti di lavoro, in proporzione un moderno inceneritore ne crea circa 30. 10) E’ INGORDO. Per far funzionare l’inceneritore, non solo bisogna aumentare la produzione dei rifiuti da bruciare, scoraggiando la raccolta differenziata, ma anche importare rifiuti da ogni parte d’Italia scaricando le conseguenze negative (fumi e scorie) su di noi.

LA FIOM E I COBAS APPOGGIANO LO SCIOPERO DEI PORTUALI, A SOSTEGNO DELL'MDT CALABRIA DEL 22 DICEMBRE

Inviato da autonomix | 20 Dic, 2007

FIOM - CGIL
Federazione Impiegati Operai Metallurgici
ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO
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Reggio Calabria, 15-12-07

La FIOM-CGIL del comprensorio Reggio Calabria - Locri aderisce alla giornata di mobilitazione indetta dal Movimento per la Difesa del Territorio del 22 dicembre prossimo condividendone le ragioni e la piattaforma.

 

Assistiamo e subiamo l'ennesima e continua logica di rapina e deturpazione del nostro territorio con l'appoggio complice ed interessato della classe politica e dirigente calabrese.

Salutiamo positivamente la nascita di una mobilitazione dal basso democratica e partecipata, consapevole dei propri diritti, che sta coinvolgendo le popolazioni della Piana di Gioia Tauro, e che vuole contrastare questa logica di "sviluppo" legata ad una aggressione inquinante ed antistorica di quel territorio e non solo.

La FIOM-CGIL del nostro comprensorio è solidale con il Coordinamento Portuali di Gioia Tauro che hanno deciso di aderire alla giornata di mobilitazione generale del 22 proclamando una giornata di sciopero e per questo ricevendo immotivati attacchi sulla stampa.

La salute e la sicurezza sono dei diritti innegabili da garantire sui posti di lavoro, e tutti i giorni dobbiamo registrare le continue morti da lavoro insicuro come se fossero bollettini di guerra, e quindi mobilitarsi per la salubrità e sicurezza del proprio posto di lavoro, per il diritto di vivere in un territorio dove sia garantita la salute pubblica sono motivazioni non strumentali ma di grande impegno civile e democratico, stranamente registriamo che chi attacca questa legittima volontà dei lavoratori non assume posizioni autorevoli a difesa della salute dei propri cittadini.

Auspichiamo una massiccia presenza alla giornata di mobilitazione del 22 che veda oltre alle popolazioni una determinata e concreta mobilitazione delle confederazioni sindacali in prima linea sulla difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.

Fiom-Cgil Reggio Cal.-Locri