SALE LA TENSIONE A NAPOLI...

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Napoli, sale la tensione a Pianura
"La discarica riaperta fino al 2009"

In 12 ore novanta incendi in provincia. A Poggioreale sei vigili del fuoco all'ospedale
I manifestanti consentono il cambio di turno ai poliziotti, ma poi bloccano il traffico con 4 bus


<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>
NAPOLI - Novanta roghi in 12 ore; sei pompieri feriti dallo scoppio di alcuni petardi mischiati ai rifiuti; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. I cingolati che arrivano nel quartiere per fare spazio ai camion. Bloccato l'ingresso della superstrada a Pozzuoli. Poi, in serata, anche quattro bus del servizio urbano con le ruote forate messi di traverso per impedire l'accesso al quartiere dove dovrebbe riaprire la vecchia discarica e una gazzella dei carabinieri attaccata con lancio di sassi e di un estintore, per fortuna senza il ferimento dei militari a bordo. Il risultato è che a Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. E col buio ricominciano gli incendi. La notte, per i vigili del fuoco, è un continuo passare da un rogo all'altr: a Terzigno, Sant'Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, e Melito.

Tensione a Pianura. Ma il centro di tutto è a Pianura. Danti all'ex discarica di Contrada Pisani nel quartiere Pianura a Napoli, la tensione continua ad essere alta. Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Alcune decine di manifestanti hanno bloccato l'ingresso della superstrada di via Campana a Pozzuoli, che poi si collega alla tangenziale di Napoli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano anche le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

In serata, dopo un apparente rasserenamento del clima, con cinque mezzi della polizia di Stato lasciati passare per permettere di dare il cambio ai poliziotti che si trovano sul sito dalla notte scorsa, la situazione si è fatta nuovamente carica di tensione. Lo schieramento di alcuni agenti muniti di casco e scudi protettivi ha agitato i presidianti, che hanno risposto con il lancio di alcuni petardi. Poi quattro bus dell'Anm (Azienda napoletana mobilità) con le ruote forate sono stati piazzati dai manifestanti alla rotonda Don Giustino Ruzzolillo, all'altezza di via Padula, paralizzando il traffico in entrata e in uscita dal quartiere.


Tempi e scenari.
La discarica resterà aperta almeno fino al 2009, e comunque chiuderà in coincidenza con l'ultimazione del termovalorizzatore di Acerra. Il prefetto di Napoli ed ex commissario per l'emergenza, Alessandro Pansa incontrerà al più presto rappresentanti dei cittadini di Pianura per "rassicurarli sulla nostra volontà di dare interventi compensativi, come abbiamo già fatto a Serre".

"La discarica - aggiunge - era l'unica soluzione per fare uscire Napoli dall'emergenza e renderla autonoma. L'idea di usare Pisani era già nata in precedenza, quando sono cominciate le prime difficoltà nell'allestimento dei siti di stoccaggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura di Lo-Uttaro, e poi di Taverna del Re".

La reazione dei manifestanti. "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa", attacca Fabio Tirelli, Rifondazione, presidente della municipalità di Pianura. E' il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati. Conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania. Sembrava una decisione definitiva. Invece da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura. Il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sei pompieri feriti. La gente continua a dare fuoco ai cumuli di spazzatura. I vigili del fuoco hanno contato a Napoli e provincia 90 interventi in 12 ore, da ieri sera a mezzogiorno. A Poggioreale, sei vigili del fuoco sono rimasti feriti, uno dei quali è stato costretto al ricovero perchè mentre spegnevano un incendio sono esplosi dei petardi mischiati tra i rifiuti.

IL VIDEO - LE FOTO

IL SONDAGGIO: L'ESERCITO SI O NO?


Sit-in a Cercola. A Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. Un disastro. Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Rischio sanzioni Ue. Di fronte all'emergenza rifiuti, l'Unione europea ha fatto la voce grossa. "Nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure", ha detto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente. L'Unione aveva già avviato nel giugno scorso l'iter per una procedura di infrazione a carico dell'Italia, inosservante delle direttive comunitarie sullo smaltimento rifiuti. Il 7 gennaio, data in cui si riunirà l'esecutivo europeo, potrebbe partire alle volte di Roma una sorta di ultimatum prima del ricorso davanti alla Corte di giustizia europea, organismo deputato eventualmente a comminare sanzioni nei confronti dell'Italia.

 

 

fonte

la repubblica 

TENSIONE AI FUNERALI DEL SETTIMO OPERAIO MORTO DURANTE IL ROGO ALLA THYSSEN

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008
Intanto a Torino nella chiesa del Santo Volto si sono svolti i funerali di Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ucciso nel rogo nell'acciaieria. Una folla commossa ha voluto dare l'ultimo saluto all'ultima vittima della ThyssenKrupp, morto domenica scorsa dopo oltre tre settimane di agonia per le ustioni riportate nell'incendio.

Parenti, amici e colleghi di Mase, come era soprannominato il giovane operaio, hanno affollato la chiesa, che sorge dove un tempo c'erano le ferriere di Torino. Come era già accaduto ai funerali delle altre vittime, il dolore si è mescolato alla rabbia: la corona di fiori inviata dalla ThyssenKrupp è stata buttata via (LE FOTO).

Ad accogliere la bara l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto: "Siamo arrivati a celebrare la settima sepoltura della tragedia della Thyssen, siamo arrivati a un momento a cui non avremmo mai voluto arrivare. Giuseppe più di tutti ha lottato per sopravvivere con la forza dei suoi 26 anni, ma poi ha dovuto arrendersi al male che l'aveva aggredito".

Il vescovo di Torino ha poi letto un telegramma di papa Benedetto XVI nel quale si esprime "affettuosa partecipazione al dolore dei familiari". Quindi si è rivolto "a mamma Rosina, papà Carmelo, alla sorella Laura perché sentano il conforto della vicinanza della città, della mia vicinanza di arcivescovo che, ancora, un'ora prima della morte della morte di Giuseppe, ero con voi a pregare al Cto".

"Usciamo da questa chiesa - ha concluso il cardinal Poletto - sapendo che su tutti noi incombe una responsabilità, certo qualcuno dovrà accertare le responsabilità, ma tutti noi dobbiamo sostenere il miglioramento della società. Torino continui a progredire come città del lavoro ma, soprattutto, come città che rispetta, difende la giustizia. E la prima giustizia è il rispetto della vita di ogni persona".

Alla cerimonia funebre erano presenti i ministri del Lavoro Cesare Damiano e della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia, Antonio Saitta e il vicepresidente della Regione, Paolo Peveraro. Hanno partecipato anche Dario Fo e Franca Rame. Sul feretro la maglia bianconera di Alessandro Del Piero, con gli autografi di tutti i giocatori della sua squadra del cuore, e quella numero 8 con cui Mase era solito giocare a calcetto.

CSOA A.CARTELLA: TUTTA RROBBA BBONA

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Questo 2007 reggino ci lascia con delle proposte molto interessanti che vogliamo promuovere:

Il primo numero di Yalla!, la fanzine dell'Associazione "Liberi Tutti": la potete scaricare dal sito, ma è molto meglio la versione stampata su carta riciclata. logoyalla2
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EMERGENZE RIFIUTI: BLOCCHI E SIT IN

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008
[Napoli] "Emergenza rifiuti": rivolta alla discarica di Pianura. Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana [Intervista]


|3 gennaio 2008| - Novanta roghi in 12 ore; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. E' questo il bilancio, ancora molto parziale, di una giornata di ribellione innescatasi spontanenamente tra i cittadini di alcuni comuni alle porte di Napoli.
Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

Come già nei gorni caldi della val Susa, l'amministrazione locale decide si schiera con i manifestanti: "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa" accusa Fabio Tirelli, presidente della municipalità di Pianura.
E già perché, come alcuni testimoni iniziano a riferire, la situazione non è uguale in tutto il napoletano. nei quartieri "bene" come Posillipo o il Vomero, la situazione risulta essere ampiamente sotto controllo. Ancora una volta, pure nell'emergenza, pesano, e si fanno sentire, le differenze di classe.

Parte così la macchina dell'emergenza (oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa) che favorisce l'intervento della Camorra e punta a una soluzione di rimessa consistente nella riattivazione di discariche già abbandonate perché incompatibili con le norme minime di sicurezza e salute per gli abitanti di quei territori. Tarritori che in molti casi non usufruiscono nenche dei servizi minimi necessari, com'è il caso appunto della municipalità di Pianura, il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati, che conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania.Sembrava una decisione definitiva.
Invece la politica dalle gambe corte dei commissari governativi ripropone la solita vecchia panacea.Da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura della discarica ma il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sit-in anche a Cercola.
Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato anche davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Un intreccio di "affari sporchi"
Al momento le uniche soluzioni sono, come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici diel comitato d’affari camorra-imprenditori-politici che tiene in scacco la regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore sulla questione-rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici.

La risposta istituzionale "Mandiamo l'esercito"
Dentro una situazione tanto difficile per le popolazioni quanto intricata per i poteri che ci stanno dietro, la risposta politica dell'istituzione è quella dei cannoni e le baionette. Spuntano infatti non poche proposte di inviare l'esercito e militarizzare i territori per aprire le discariche "con le buone o con le cattibe". Militarizzzazione invero già attiva da giorni come ci spiega Antonietta della Rete Campana Rifiuti Zero. A queste provocazioni la risposta dei movimenti non può che essere quella della resistenza popolare.

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Ascolta l'intervista

FUMO NERO IN CAMPANIA

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Fumo nero....

Il dramma della Campania, tra resistenze e rischio diossina, scempio dell’ambiente e interessi di politici ed imprenditori che continuano ad essere salvaguardati

Global Project Napoli - Mercoledì 2 gennaio 2008


Fumo nero...

Anche la commissione europea decide di fare un nuovo richiamo ufficiale all’Italia per il dramma dei rifiuti in Campania. Sei mesi dopo il primo richiamo ufficiale (all’epoca il commissario straordinario era Guido Bertolaso) la Ue torna a chiedere all’Italia la rapida risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Al momento le uniche soluzioni sono , cosi’ come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore (parlare di emergenza dopo 15 anni e nessun piano strutturale e’ ridicolo) sulla questione rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici, parcelle a sei zeri e note spesa infinite e che, dal primo gennaio, è guidato dal neo-prefetto Cimmino.
La chiusura definitiva, il 31 dicembre scorso alle ore 18, del deposito di ecoballe di Taverna del Re a Giugliano dopo tre mesi di lotte, cariche indiscriminate contro il Presidio Permenente, una decina di feriti complessivamente ed una media di oltre 50 camion al giorno in quello che, a tutti gli effetti, e’ divenuto il cimitero dell’agricoltura campana, porta ad uno scenario dove non ci sono piu’ luoghi da avvelenare con altra monnezza indifferenziata. Ed allora la "genialita’" del commissariato straordinario individua nella discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli il sito ideale per stoccare i rifiuti che provengono dai Cdr. La discarica di Pianura ha accolto per 30 anni i rifiuti della citta’ di Napoli ed e’ stata chiusa alcuni anni fa dopo un periodo di riapertura di alcuni mesi. Da tre giorni e’ stato installato il presidio permanente da parte dei cittadini della zona, che hanno gia’ visto distrutta la collina dei Pisani da decenni di sversamento della spazzatura. I Tg nazionali e la stampa main stream ci raccontano dei roghi in fiamme la notte di San Silvestro, dove anche un bambino avrebbe potuto immaginare che lasciare centinaia di tonnellate di rifiuti in strada a Capodanno nella citta’famosa per la bravura dei suoi maestri fuochisti, non sarebbe stata cosa salutare...
Dimenticando pero’ di ricordare che i roghi, quelli che avvengono tutti i giorni sotto i ponti delle strade di periferia, ai bordi delle statali e della A1, quelli di rifiuti speciali, hanno mandante ed esecutore : la camorra e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali da tutta Italia. Si sprecano in questi giorni gli appelli per inviare l’esercito in Campania per massacrare le popolazioni che difendono la loro terra da una logica di sversamento che procede a tentoni senza nessuna strategia, ed omettono di dire che governi ed enti locali di centro destra e centro sinistra da 15 anni non sono stati capaci di elaborare un piano rifiuti completo che parta dal naturale inizio della filiera del rifiuto, ovvero la raccolta differenziata "porta a porta", per cui dal 1996 2.600 lavoratori sono stati assunti nei consorzi di bacino e vengono pagati senza lavorare, perche’ le istituzioni non applicano la raccolta differenziata con la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Chiedono l’esercito per passare sopra le teste di chi caparbiamente si oppone alla difesa degli interessi dei poteri forti, della Fibe di Romiti, della Fisiaitalimpianti, delle ditte di trasporto e movimento terra legate alla camorra, agli interessi dei politici di destra e di sinistra che fanno affari con i rifiuti come dimostrato dalla magistratura napoletana. Le alternative alle discariche ed agli inceneritori ci sono , ed a chiare lettere i comitati di lotta in difesa della salute e dell’ambiente l’hanno detto all’ex commissario Pansa nel mese di ottobre, proponendo un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, attraverso la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. La risposta e’ stata quella della difesa degli interessi dei poteri forti.
Per questi farabutti solo fumo nero....


Global Project Napoli


I numeri della crisi rifiuti in Campania


Appello per la costruzione di un presidio per impedire la riapertura della discarica dei Pisani (Pianura)

In queste ore si fanno sempre più gravi le notizie in merito alla riapertura della discarica dei Pisani. Pare che quella che appena qualche giorno fa era un ipotesi appena accennata stia diventando ormai quasi una certezza. Il sindaco è contrario. Il consiglio comunale pure. La municipalità pure. Pare che soltanto il commissario speciale, un assessore, e un paio di loschi figuri di An e FI abbiano dato l’assenso.
Alla chiusura di taverna del re (prevista fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio) è ormai molto probabile che si riaprirà la discarica dei Pisani già usata in passato, dove ovviamente si era promesso di non sversare mai più. La zona doveva diventare un parco, un campo da golf, un centro turistico ecc.. ritorna soltanto la spazzatura. La discarica è chiusa da 11 anni, ed avrebbe una capacita di 1,8 milioni di metri cubi. Sorge in un luogo che è stato avvelenato e deturpato per anni, in cui mancano ancora tanti servizi come l’illuminazione e la rete fognaria. Spazzatura che potrebbe essere portata già da questa notte(2 gennaio) o comunque presumibilmente fra la prima e la seconda settimana di gennaio.
Per fronteggiare tutto ciò, facciamo appello a tutti i cittadini, ai comitati per la difesa della salute e dell’ambiente, ai movimenti, e particolarmente ai cittadini dei Pisani, di Pianura, di Quarto, Pozzuoli e di tutta la zona flegrea direttamente interessata per costruire tutti insieme un presidio davanti la futura discarica in via Montagna spaccata.
NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA AI PISANI
NO ALLA LOGICA DELLE DISCARICHE E DELL’INCENERIMENTO
BASTA CON IL COMMISSARIAMENTO BASTA CON L’EMERGENZA RIFIUTI


Altri speciali :

La Campania resiste !! - Le lotte in difesa della salute e dell’ambiente in Campania
22 dicembre manifestazione regionale contro il piano rifiuti
Continua il presidio permanente a Taverna del Re