Rifiuti, guerriglia nel beneventano
Inviato da autonomix | 25 Gen, 2008
NAPOLI - Riesplode la battaglia in Campania contro l'apertura
delle discariche. Dopo Pianura, la lotta incendia Benevento. Un gruppo
di manifestanti che si oppongono alla riapertura della discarica Tre
Ponti di Montesarchio,
hanno costretto l'autista di un pullman di linea a fermarsi e, fatti
scendere i passeggeri, hanno tagliato i pneumatici del bus.
La discarica di Tre Ponti è già stata utilizzata dall'ex commissario Corrado Catenacci, ora indagato nell'ambito di una inchiesta che riguarda proprio la gestione dello sversatoio, e chiusa nel novembre 2005 con l'accordo di non utilizzarla più e di bonificarla. Ma una recente ordinanza del neocommissario De Gennaro l'ha requisita per stoccare 21mila tonnellate di rifiuti.
La gente però non ci sta. Da ieri notte, il comune di Montesarchio è isolato. La piazza principale, crocevia per i comuni vicini, è bloccata da camion e pullman messi di traverso. La statale Appia, che collega Benevento con Caserta e Napoli, è chiusa da ieri pomeriggio dal blocco dei manifestanti all'altezza della località Sferracavallo, ad un centinaio di metri dall'area della discarica presidiata dalle forze dell'ordine. Nella notte, tra Napoli e provincia, un centinaio di rifiuti sono stati incendiati nei comuni vesuviani e flegrei, e nei quartieri periferici di Napoli.
Stasera, nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.
La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la città agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, ifedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della città viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale.
La discarica di Tre Ponti è già stata utilizzata dall'ex commissario Corrado Catenacci, ora indagato nell'ambito di una inchiesta che riguarda proprio la gestione dello sversatoio, e chiusa nel novembre 2005 con l'accordo di non utilizzarla più e di bonificarla. Ma una recente ordinanza del neocommissario De Gennaro l'ha requisita per stoccare 21mila tonnellate di rifiuti.
La gente però non ci sta. Da ieri notte, il comune di Montesarchio è isolato. La piazza principale, crocevia per i comuni vicini, è bloccata da camion e pullman messi di traverso. La statale Appia, che collega Benevento con Caserta e Napoli, è chiusa da ieri pomeriggio dal blocco dei manifestanti all'altezza della località Sferracavallo, ad un centinaio di metri dall'area della discarica presidiata dalle forze dell'ordine. Nella notte, tra Napoli e provincia, un centinaio di rifiuti sono stati incendiati nei comuni vesuviani e flegrei, e nei quartieri periferici di Napoli.
Stasera, nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.
La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la città agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, ifedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della città viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale.
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