Da Vicenza alla Campania resisteremo un minuto di più

Inviato da autonomix | 6 Gen, 2008

 
Siamo al fianco delle donne e degli uomini del napoletano che, in questi giorni, hanno attuato blocchi e presidi per difendere la propria terra, la propria salute, la propria vita; per questa ragione abbiamo organizzato un’iniziativa pubblica sotto le finestre della Prefettura berica.

Circa un centinaio di persone si sono radunate questo pomeriggio esponendo striscioni di solidarietà con i cittadini campani, tra i quali “Da Vicenza alla Campania resisteremo un minuto di più” e "In Campania manca solo Costa…. " facendo riferimento al Commissario governativo incaricato d’imporre la nuova base USA a Vicenza.

Vogliamo che sia data voce a quanti si stanno battendo contro il business dei rifiuti; il Governo deve smilitarizzare Napoli, ritirando le forze di polizia che anche oggi hanno caricato i manifestanti, e ascoltare i tanti comitati che difendono la propria terra da discariche e inceneritori, chiudendo la disastrosa esperienza del commissariato straordinario.

I comitati campani hanno proposto un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, e la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. E’ giunto il momento di porre fine alla difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania.

A Vicenza il Governo ha mostrato tutta la propria arroganza, imponendo una decisione contro cui continuano a battersi decine di migliaia di cittadini; pretendiamo che, a partire da Napoli, ci sia un’inversione di tendenza: un Governo incapace di ascoltare gli abitanti non ha alcuna legittimazione.

Presidio Permanente, Vicenza, 5 g

AGGIORNAMENTI COMPLETI SULLA LOTTA DI NAPOLI E PIANURA

Inviato da autonomix | 5 Gen, 2008


|Napoli, 5 gennaio 2008|
Al 3° giorno di scontro frontale tra presidianti e Forze dell'Ordine nelle vesti di braccio armato del Capitale "munnezzaro" e ormai al 6° di presidio, la resistenza della popolazione di Pianura contro i grossi interessi imprenditoriali che si celano dietro la sigla "emergenza-rifiuti" merita qualche riflessione.

L'incapacità di leggere, e spiegare, quanto sta avvenendo in questi giorni è emblematico di una cultura politica e dell'informazione letteralemte ridotta al lumicino o forse, servilmente interessata.
Da giorni sentiamo solo parlare di "strumentalizzazioni" di estremeisti e "interessi camorristi", estremo tentativo di salvare la faccia per un ceto politico che ha perso ormai ogni legittimità di fronte alla cittadinanza dei propri elettori.
In corner il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino cerca di rifarsi un ruolo "candido" appoggiando (strumentalmente e pilatesacamente) la sacrosanta battaglia dei pianuresi.

Si evoca lo spettro-Camorra per nascondere le reali responsabilità del ceto istituzionale e il sistema dei partiti, veri artefici di un disastro più volte annunciato. Quale interesse avrebe poi la malavita organizzata ad opporsi all'apertura di una discarica da cui trarrebbe sicuramente interessi e introiti con la logica degli appalti al ribasso e delle mazzette?
La collusione dei media con i bisogni propagandisti del regime è evidente anche nelle pagine dei quotidiani della supposta "sinistra radicale" che centrano i propri reportage su un Napolitano "allarmato" o sulla responsabilità di An nell'impiccagione dei manichini. Oppure evidenziando il curriculum penale dei giovani che si scontrano con la Polizia, facendo le pulci sulla loro appartenenza a gruppi ultrà, ecc. ecc.

Ciechi!

Ancora una volta incapaci di comprendere la genuinità e la concretezza di una lotta che parte dai bisogni primari di popolazioni già private di troppo e alle quali si vuole far pagare la responsabilità di politiche criminali che hanno altri fautori e sevono altri interessi.
Intanto, a chi gongolava in una vittoria dello stato-istituzione raccontandoci quotidianamente di uno sversatoio già operante, rispondono i presidianti di Pianura che non sembrano affatto intenzionati d abbandonare le barricate.

E'solo l'inizio... A sara Düra!


>>> Ascolta il resoconto di Antonio (Comitati Campani Salute Ambiente)


PROSSIMI APPUNTAMENTI:

ore 17.30 Manifestazione-fiaccoltata @ Napoli (piazza del Gesù): "NO ALLE MEGADISCARICHE NE' A PIANURA NE' ALTROVE"


Resoconto della giornata_

|15:24| RIFIUTI: A PIANURA FERMATE UNA DECINA DI PERSONE

|13:01| RIFIUTI: PIANURA, SASSI E BULLONI CONTRO LA POLIZIA
200 manifestanti hanno caricato la polizia nel tratto di strada fra via Montagna Spaccata e via Paolucci. I manifestanti hanno tirato sassi e bulloni. Due poliziotti risultano feriti.

|11:53| RIFIUTI: MANIFESTANTI BLOCCANO LINEA FS ROMA-NAPOLI
Le proteste contro la riapertura della discarica di Pianura investono anche la circolazione ferroviaria. Dalle 9,55 alcune decine di manifestanti hanno occupato la linea ferroviaria Roma-Napoli tra Pozzuoli e Giugliano. I treni a lunga percorrenza sono stati deviati sulla direttrice Aversa-Napoli Centrale.

Poco prima dell'alba, con l'arrivo di una serie di camion destinati all'allestimento del sito di stoccaggio, c'è stato un momento di scontro con le forze dell'ordine. La Polizia ha quindi caricato il presidio. Un giovane è stato scaravantato nella scarpata vicina al sito. Più tardi circa 200 manifestanti hanno attaccato alcuni poliziotti, tirando contro di loro sassi e bulloni. Alcuni dei portavoce del Comitato spontaneo contro la riapertura della discarica annunciano di aver girato un video riguardo quanto compiuto dalle Forze dell'ordine.


Alcune testimonianze dei feriti su La Repubblica:

>>> "Pianura, scontri davanti alla discarica. I manifestanti bloccano i binari"


>>> Guarda il servizio di SkyTG con le immagini degli scontri



[Emergenza Rifiuti] Zoom su Pianura: l'ultimo focolaio acceso dalla logica delle discariche e la realtà napoletana
GENNAIO 2007
 
NAPOLI 4 GENNAIO 2007
 
 
Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti, occupato il Comune di Napoli, blocchi stradali davanti al commissariato straordinario dei rifiuti, resiste il presidio di Pianura

Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti!
Napoli resiste !

Nella prima mattinata di oggi sono partite le azioni ed i blitz della Rete Campana Salute e Ambiente e dei centri sociali napoletani contro il piano rifiuti fondato su mega discariche come quella che vorrebbero aprire nel quartiere di Pianura, ed inceneritori come quello di Acerra.
Verso le 11 del mattino un gruppo di attivisti si e’ infiltrato all’interno di Palazzo San Giacomo sede della giunta comunale occupando ed incatenandosi al balcone del sindaco Iervolino.
Verso le 12 un’altro gruppo di attivisti e’ riuscito a salire sulle impalcature di Palazzo San Giacomo raggiungendo ed occupando il tetto del Comune di Napoli. Nel frattempo sotto al Comune si e’ radunato un presidio convocato dalla Rete Campana Salute e Ambiente e dai centri sociali che ha richiesto un incontro urgente con il sindaco Iervolino che a parole si era detta contro la discarica di Pianura.
Dopo diversi tentennamenti da parte del sindaco nel ricevere la delegazione , piccoli gruppi di attivisti inscenavano blocchi stradali in Piazza Municipio ed in Via Medina bloccando il traffico per alcune ore , alzando barricate con i cassonetti dei rifiuti.
Verso le 13:30 un corteo si muoveva da sotto il Comune di Napoli per raggiungere il Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti a poche centinaia di metri. Ad attendere i manifestanti un enorme schieramento di forze dell’ordine in assetto antisommossa che ha chiuso con i mezzi blindati l’accesso al palazzo del Commissariato straordinario. Dopo un nuovo blocco stradale il corteo si e’ spostato nuovamente sotto il Comune dove si sono registrati provocazioni da parte delle forze dell’ordine e momenti di tensione. Alle ore 15 il sindaco ha fatto sapere di non voler ricevere una delegazione, ma che al suo posto l’avrebbe ricevuta l’Assessore ai rifiuti Gennaro Mola, inquisito dalla magistratura per i suoi loschi traffici con le agenzie private di sicurezza, e personaggio ambiguo del Partito Democratico che non ha poche responsabilita’ nel caos rifiuti a Napoli.
Alle ore 16 i manifestanti con una conferenza stampa sotto Palazzo San Giacomo hanno annunciato di non voler incontrare l’Assessore Mola che dovrebbe stare davanti ad un magistrato di sorveglianza piuttosto che sedere in Giunta Comunale. A questo punto la Rete Campana Salute e Ambiente decide di non incontrare piu’ nessuno, e lancia per Mercoledi’ prossimo una manifestazione contro il piano rifiuti promossa dal presidio permanente di Pianura che partira’ dalle ore 18 da Piazza del Gesu’.
Alle 17:20 l’intervento dei Vigili del Fuoco e delle motoscale ha permesso agli occupanti del tetto del Comune di scendere e di unirsi agli altri manifestanti. Il sindaco di Napoli Iervolino, nonostante per un intero giorno sia stata chiusa in un Palazzo assediato ha deciso di non incontrare la Rete Campana Salute e Ambiente, sintomo di paura per una delegittimazione sociale verso tutte le istituzioni che mai in questa citta’ e’ stata cosi’ forte e determinata.
Intanto continua il presidio alla discarica di Pianura dove nella notte sono state sabotate le pale meccaniche che stavano svolgendo i lavori che permetteranno la riapertura del sito e sono state erette nuove bariccate introno alla collina di contrada Pisani. I diversi blocchi dei cittadini della zona hanno costruito delle vere e proprie barricate con cemento, materiali di risulta, guardrail, per attendere l’arrivo dei camion che e’ previsto tra 6 giorni.

Multimedia: Le foto della giornata

Vedi anche :
Vicenza :5 gennaio presidio in solidarieta’ con la Campania
Fumo nero...
La campania resiste
I numeri della crisi rifiuti in Campania
Ansa
Corriere della Sera
Repubblica.it

 

 [Emergenza Rifiuti] Zoom su Pianura: l'ultimo focolaio acceso dalla logica delle discariche e la realtà napoletana


|4 gennaio 2008| - |21:54| LANCI DI PIETRE CONTRO COMMISSARIATO POLIZIA

Questa sera il commissariato di polizia del quartiere e' stato fatto oggetto di un lancio di pietre e petardi mentre gli agenti non sono ancora riusciti a rimuovere dalle strade i blocchi ancora permanenti specie su via Montagna spaccata, dove la circolazione dell'auto e' impedita con cassonetti rovesciati e spazzatura, copertoni e alberi.

|h 13.55| A PIANURA BLOCCATI I LAVORI
I lavori per l'avvio delle attivita' di sversamento e apertura dellla discarica sono stati bloccati da attivita' di sabotaggio alle pale meccaniche e all'impianto idraulico del quartiere per cui questa mattina tecnici e operai non hanno potuto svolgere alcuna attivita'. I proprietari e i dipendenti di una azienda che alleva cavalli a ridosso del sito nel quartiere a nord di Napoli di Pianura manifestano a cavallo la loro contrarieta' alla riattivazione dello sversatoio. Rimosse da poco le carcasse dei quattro autobus incendiati questa notte, ovunque ci sono piccoli cumuli di immondizia bruciata, sacchetti di rifiuti, cassonetti dati alle fiamme o messi di traverso sulla carreggiata. Circolazione bloccata e quasi del tutto impedita con ripercussioni su tutto il flusso di veicoli in citta'.

E questa mattina lungo corso Umberto I, a Napoli, sono stati trovati 21 manichini impiccati con slogan e scritte contro il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. I pupazzi pendevano lungo il tratto che va da piazza Garibaldi a piazza Nicola Amore, nei pressi dell'abitazione del sindaco. Sulla vicenda indaga la Digos della questura di Napoli. I fantocci, in pantaloncini e maglietta, recavano cartelli con scritte contro la gestione dell'emergenza rifiuti, la disoccupazione, l'aumento del costo della vita ed episodi di malgoverno della città e della Regione. Attorno alle 13 gli aderenti alla Rete Campana per la difesa della Salute e dell' Ambiente si sono introdotti negli uffici di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per protestare contro la decisione del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania di riaprire la discarica nel quartiere Pianura. I manifestanti - due dei quali si sono incatenati al balcone del primo piano del palazzo municipale - hanno affisso due striscioni con slogan contro la discarica e per sollecitare l'avvio di un piano straordinario di raccolta differenziata.

|9:35| INCENDIATI 4 AUTOBUS; CONTINUA PRESIDIO
Continua il presidio dei cittadini al cancello della discarica in contrada Pisani nel quartiere napoletano di Pianura. Sul lato ingresso che confina con il parco naturale degli Astroni ci sono circa una ventina di persone che hanno trascorso la notte. Intorno alle 3 del mattino, inoltre, dal lato dell'area della discarica in via Montagna Spaccata, ai confini con il territorio di Pozzuoli, tre persone a bordo di scooter hanno dato fuoco ai quattro autobus che ieri notte i manifestanti avevano messo di traverso con le ruote forate in strada per bloccare la circolazione.


|h 22| i cittadini sono sul sito di Pianura e stanno bloccando i lavori, ci sono minacce di carica da parte della polizia e non è detto che ciò non avvenga perchè la situazione si stà surriscaldando.

|H 19.23|
Contrada Pisani. La polizia sta mandando altri agenti sul posto e, secondo Repubblica, sarebbero stati anche lanciati alcuni petardi contro le forze dell'ordine.

Prefetto: discarica aperta fino al 2009
La discarica - ha riferito il prefetto di Napoli Alessandro Pansa - rappresenta l'unica soluzione per far uscire Napoli dall'emergenza e resterà aperta almeno fino al 2009, chiudendo in coincidenza con l'avvio del termovalorizzatore di Acerra. Si tratta - ha detto il commissario straordinario Umberto Cimmino - di un "inizio impegnativo, un'impresa ciclopica"; secondo Cimmino (come al solito!) ci si sta scontrando con "localismi esasperati che vedono i sindaci in prima linea".
Queste le dichiarazioni dellei stituzioni.

Napoli - L'emergenza rifiuti è una questione che deve esser contestualizzata ad ampio respiro, non può esser compresa se analizzata solo in qualche suo frangente. La politica, nazionale e locale, utilizza questo spauracchio, questa sedicente "emergenza rifiuti", per scaturire indignazione e per propinare vecchie soluzioni. Si tace su tante cose: la regione Campania e i vari commissariamenti straordinari hanno sempre "dimenticato" di strutturare un decente piano rifiuti, per non scontentare quel nugolo di imprenditori e Camorra che lucrano su questo, sulle discariche abusive sui vari appalti e sul ciclo dei rifiuti, personaggi che non avranno alcuna esitazione a pagare il favore con il voto in cabina elettorale, ma anche per poter continuare a sbandierare l'emergenza come pretesto per reclamare poteri speciali e finanziamenti straordinari; la logica delle discariche stà martoriando il territorio campano, spazzando via le piccole realtà caserecce a favore delle grandi multinazionali alimentari, intossicando le popolazioni con le nocività prodotte, gridando all'emergenza ma permettendo (per mano camorrista) gli sversamenti tossici delle grandi fabbriche del nord Italia nelle campagne; non meno importante è l'ambito sociale in cui questo avviene: nella Napoli popolare, quella estromessa dalle notti bianche e dalle canzoni in piazza, quella dove Camorra e polizia strangolano i quartieri, si campa d'aria, senza elettricità - con le fogne che passano per i vicoli - senza lavoro e servizi di base. Si riempono di monnezza le periferie, si lustra la "Napoli bene" del presidente Napolitano..

Pianura è solo l'ultimo territorio minacciato da questa emergenza, emblema di uno scontro con tutte le sue venature di classe che, dato il contesto, è impossibile omettere. Acerra, Giuliano, Serre, Lo Uttaro: tutti territori esclusi dai riflettori della politica e delle televisioni, tutti siti che hanno trovato la resistenza popolare a loro difesa ma che hanno dovuto soccombere davanti ai manganelli dello Stato. Ma la tendenza di questi ultimi tempi è divenuta ancora un'altra: riaprire le vecchie discariche, come ultima istanza, in alternativa all'operazione militare, per mostrare "i frutti" della concertazione e per lusingare la "responsabilità civile" dei vari amministratori.. perché anche qui la politica segue la sua strategia, appoggiando le proteste calmando gli animi e stipulando sotto banco il prezzo da pagare, come avvenuto lo scorso anno a Serre.

Pianura è il più grande quartiere napoletano, uno dei più popolati: un agglomerato di case in cui l'abusivismo fà da protagonista, figlio dell'allargamento a nord di Napoli, abbandonato a se stesso, non un cinema una scuola o un centro ricreativo, senza prospettive. Pianura ha subito per quarant'anni gli sversamenti dell'ex discarica Contrada Pisani, nel 1996 tutto questo si è concluso con promesse di costruzioni di parchi giochi e valli verdi: oggi, dopo undici anni, si vuol riaprire la discarica. La logica è quella di proseguire con il continuo "tappamento dei buchi": chiusa la discarica di Taverna del Re a Giuliano, se ne apre un'altra e poi un'altra ancora..

Da tre giorni i cittadini di Pianura presidiano i cancelli della vecchia discarica, l'allarme più veritiero è arrivato nella giornata di ieri, dunque centinaia di persone hanno presidiato l'area per tutta la giornata e la nottata, bloccando il traffico con blocchi e venendo dispersi dalla polizia. Solo stamane sono però arrivati i mezzi delle ditte incaricate di eseguire i lavori, scortati da ingenti reparti di polizia e carabinieri. Di fronte al blocco dei cancelli e alla resistenza della popolazione, l'entrata dei mezzi nell'ex discarica è potuta avvenire solamente bypassando il presidio tramite due entrate secondarie. E mentre i camion del commisariato si prodigavano a rimuovere il tappo di terreno posto al di sopra della vecchia caterva di rifiuti, i manifestanti hanno bloccato le strade, occupato un tratto della ferrovia Cumana a Pianura e l'uscita di via Campana della superstrada a Pozzuoli. Nel pomeriggio, levati i blocchi, la popolazione si è diretta nuovamente in dirittura del sito di Contrada Pisani: pur sotto la minaccia di una carica delle forze dell'ordine, i cittadini stanno bloccando i lavori, opponendosi con i propri corpi dinnanzi alle macchine.

E mentre a Pianura si tiran su le barricate, un altro fronte si apre a Cercola, dove questa mattina i manifestanti hanno impedito l'accesso a mezzi e operai addetti alla costruzione di un ennesimo sito di stoccaggio.


Nota: per comprendere ancora meglio il livello di malaffare che giace su una questione come l'emergenza rifiuti: questa mattina Il Manifesto proponeva un'intervista al presidente campano di Legambiente, Gennaro Buonomo, il quale sostiene "L'emergenza? Tutta colpa dei politici, ma gli impianti si devono costruire". Il signor Buonomo, come emerso dal secondo reportage di InfoAut a Serre, oltre ad essere il volto di Legambiente in Campania (..), si è scoperto essere anche uno dei molteplici e strapagati consulenti dell'ex commissario straordinario Bertolaso.. un sedicente ambientalista al soldo del partito delle discariche, ma questo è solo un esempio del giro di affari ed interessi presenti attorno a questa "emergenza".

>> Leggi e ascolta il secondo reportage di InfoAut a Serre, "Serre, puzza di monnezza e malaffare".

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|h 14| Rivolta alla discarica di Pianura. Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana

Novanta roghi in 12 ore; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. E' questo il bilancio, ancora molto parziale, di una giornata di ribellione innescatasi spontanenamente tra i cittadini di alcuni comuni alle porte di Napoli.
Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

Come già nei gorni caldi della val Susa, l'amministrazione locale decide si schiera con i manifestanti: "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa" accusa Fabio Tirelli, presidente della municipalità di Pianura.
E già perché, come alcuni testimoni iniziano a riferire, la situazione non è uguale in tutto il napoletano. nei quartieri "bene" come Posillipo o il Vomero, la situazione risulta essere ampiamente sotto controllo. Ancora una volta, pure nell'emergenza, pesano, e si fanno sentire, le differenze di classe.

Parte così la macchina dell'emergenza (oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa) che favorisce l'intervento della Camorra e punta a una soluzione di rimessa consistente nella riattivazione di discariche già abbandonate perché incompatibili con le norme minime di sicurezza e salute per gli abitanti di quei territori. Tarritori che in molti casi non usufruiscono nenche dei servizi minimi necessari, com'è il caso appunto della municipalità di Pianura, il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati, che conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania.Sembrava una decisione definitiva.
Invece la politica dalle gambe corte dei commissari governativi ripropone la solita vecchia panacea.Da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura della discarica ma il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sit-in anche a Cercola.
Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato anche davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Un intreccio di "affari sporchi"
Al momento le uniche soluzioni sono, come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici diel comitato d’affari camorra-imprenditori-politici che tiene in scacco la regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore sulla questione-rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici.

La risposta istituzionale "Mandiamo l'esercito"
Dentro una situazione tanto difficile per le popolazioni quanto intricata per i poteri che ci stanno dietro, la risposta politica dell'istituzione è quella dei cannoni e le baionette. Spuntano infatti non poche proposte di inviare l'esercito e militarizzare i territori per aprire le discariche "con le buone o con le cattibe". Militarizzzazione invero già attiva da giorni come ci spiega Antonietta della Rete Campana Rifiuti Zero. A queste provocazioni la risposta dei movimenti non può che essere quella della resistenza popolare.

SALE LA TENSIONE A NAPOLI...

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Napoli, sale la tensione a Pianura
"La discarica riaperta fino al 2009"

In 12 ore novanta incendi in provincia. A Poggioreale sei vigili del fuoco all'ospedale
I manifestanti consentono il cambio di turno ai poliziotti, ma poi bloccano il traffico con 4 bus


<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>
NAPOLI - Novanta roghi in 12 ore; sei pompieri feriti dallo scoppio di alcuni petardi mischiati ai rifiuti; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. I cingolati che arrivano nel quartiere per fare spazio ai camion. Bloccato l'ingresso della superstrada a Pozzuoli. Poi, in serata, anche quattro bus del servizio urbano con le ruote forate messi di traverso per impedire l'accesso al quartiere dove dovrebbe riaprire la vecchia discarica e una gazzella dei carabinieri attaccata con lancio di sassi e di un estintore, per fortuna senza il ferimento dei militari a bordo. Il risultato è che a Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. E col buio ricominciano gli incendi. La notte, per i vigili del fuoco, è un continuo passare da un rogo all'altr: a Terzigno, Sant'Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, e Melito.

Tensione a Pianura. Ma il centro di tutto è a Pianura. Danti all'ex discarica di Contrada Pisani nel quartiere Pianura a Napoli, la tensione continua ad essere alta. Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Alcune decine di manifestanti hanno bloccato l'ingresso della superstrada di via Campana a Pozzuoli, che poi si collega alla tangenziale di Napoli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano anche le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

In serata, dopo un apparente rasserenamento del clima, con cinque mezzi della polizia di Stato lasciati passare per permettere di dare il cambio ai poliziotti che si trovano sul sito dalla notte scorsa, la situazione si è fatta nuovamente carica di tensione. Lo schieramento di alcuni agenti muniti di casco e scudi protettivi ha agitato i presidianti, che hanno risposto con il lancio di alcuni petardi. Poi quattro bus dell'Anm (Azienda napoletana mobilità) con le ruote forate sono stati piazzati dai manifestanti alla rotonda Don Giustino Ruzzolillo, all'altezza di via Padula, paralizzando il traffico in entrata e in uscita dal quartiere.


Tempi e scenari.
La discarica resterà aperta almeno fino al 2009, e comunque chiuderà in coincidenza con l'ultimazione del termovalorizzatore di Acerra. Il prefetto di Napoli ed ex commissario per l'emergenza, Alessandro Pansa incontrerà al più presto rappresentanti dei cittadini di Pianura per "rassicurarli sulla nostra volontà di dare interventi compensativi, come abbiamo già fatto a Serre".

"La discarica - aggiunge - era l'unica soluzione per fare uscire Napoli dall'emergenza e renderla autonoma. L'idea di usare Pisani era già nata in precedenza, quando sono cominciate le prime difficoltà nell'allestimento dei siti di stoccaggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura di Lo-Uttaro, e poi di Taverna del Re".

La reazione dei manifestanti. "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa", attacca Fabio Tirelli, Rifondazione, presidente della municipalità di Pianura. E' il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati. Conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania. Sembrava una decisione definitiva. Invece da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura. Il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sei pompieri feriti. La gente continua a dare fuoco ai cumuli di spazzatura. I vigili del fuoco hanno contato a Napoli e provincia 90 interventi in 12 ore, da ieri sera a mezzogiorno. A Poggioreale, sei vigili del fuoco sono rimasti feriti, uno dei quali è stato costretto al ricovero perchè mentre spegnevano un incendio sono esplosi dei petardi mischiati tra i rifiuti.

IL VIDEO - LE FOTO

IL SONDAGGIO: L'ESERCITO SI O NO?


Sit-in a Cercola. A Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. Un disastro. Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Rischio sanzioni Ue. Di fronte all'emergenza rifiuti, l'Unione europea ha fatto la voce grossa. "Nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure", ha detto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente. L'Unione aveva già avviato nel giugno scorso l'iter per una procedura di infrazione a carico dell'Italia, inosservante delle direttive comunitarie sullo smaltimento rifiuti. Il 7 gennaio, data in cui si riunirà l'esecutivo europeo, potrebbe partire alle volte di Roma una sorta di ultimatum prima del ricorso davanti alla Corte di giustizia europea, organismo deputato eventualmente a comminare sanzioni nei confronti dell'Italia.

 

 

fonte

la repubblica 

TENSIONE AI FUNERALI DEL SETTIMO OPERAIO MORTO DURANTE IL ROGO ALLA THYSSEN

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008
Intanto a Torino nella chiesa del Santo Volto si sono svolti i funerali di Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ucciso nel rogo nell'acciaieria. Una folla commossa ha voluto dare l'ultimo saluto all'ultima vittima della ThyssenKrupp, morto domenica scorsa dopo oltre tre settimane di agonia per le ustioni riportate nell'incendio.

Parenti, amici e colleghi di Mase, come era soprannominato il giovane operaio, hanno affollato la chiesa, che sorge dove un tempo c'erano le ferriere di Torino. Come era già accaduto ai funerali delle altre vittime, il dolore si è mescolato alla rabbia: la corona di fiori inviata dalla ThyssenKrupp è stata buttata via (LE FOTO).

Ad accogliere la bara l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto: "Siamo arrivati a celebrare la settima sepoltura della tragedia della Thyssen, siamo arrivati a un momento a cui non avremmo mai voluto arrivare. Giuseppe più di tutti ha lottato per sopravvivere con la forza dei suoi 26 anni, ma poi ha dovuto arrendersi al male che l'aveva aggredito".

Il vescovo di Torino ha poi letto un telegramma di papa Benedetto XVI nel quale si esprime "affettuosa partecipazione al dolore dei familiari". Quindi si è rivolto "a mamma Rosina, papà Carmelo, alla sorella Laura perché sentano il conforto della vicinanza della città, della mia vicinanza di arcivescovo che, ancora, un'ora prima della morte della morte di Giuseppe, ero con voi a pregare al Cto".

"Usciamo da questa chiesa - ha concluso il cardinal Poletto - sapendo che su tutti noi incombe una responsabilità, certo qualcuno dovrà accertare le responsabilità, ma tutti noi dobbiamo sostenere il miglioramento della società. Torino continui a progredire come città del lavoro ma, soprattutto, come città che rispetta, difende la giustizia. E la prima giustizia è il rispetto della vita di ogni persona".

Alla cerimonia funebre erano presenti i ministri del Lavoro Cesare Damiano e della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia, Antonio Saitta e il vicepresidente della Regione, Paolo Peveraro. Hanno partecipato anche Dario Fo e Franca Rame. Sul feretro la maglia bianconera di Alessandro Del Piero, con gli autografi di tutti i giocatori della sua squadra del cuore, e quella numero 8 con cui Mase era solito giocare a calcetto.

CSOA A.CARTELLA: TUTTA RROBBA BBONA

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Questo 2007 reggino ci lascia con delle proposte molto interessanti che vogliamo promuovere:

Il primo numero di Yalla!, la fanzine dell'Associazione "Liberi Tutti": la potete scaricare dal sito, ma è molto meglio la versione stampata su carta riciclata. logoyalla2
robbabbona
"Tutta Rrobba Bbona", la compilation di musica indipendente al 100% reggina
"La preghiera del Sud", ultima fatica del dissacrante poeta bagnarese Aldo La Serpe, targata Autoproduzioni Appese

VISITATE IL SITO DEL CSOA A.CARTELLA

WWW.CSOACARTELLA.ORG

EMERGENZE RIFIUTI: BLOCCHI E SIT IN

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008
[Napoli] "Emergenza rifiuti": rivolta alla discarica di Pianura. Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana [Intervista]


|3 gennaio 2008| - Novanta roghi in 12 ore; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. E' questo il bilancio, ancora molto parziale, di una giornata di ribellione innescatasi spontanenamente tra i cittadini di alcuni comuni alle porte di Napoli.
Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

Come già nei gorni caldi della val Susa, l'amministrazione locale decide si schiera con i manifestanti: "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa" accusa Fabio Tirelli, presidente della municipalità di Pianura.
E già perché, come alcuni testimoni iniziano a riferire, la situazione non è uguale in tutto il napoletano. nei quartieri "bene" come Posillipo o il Vomero, la situazione risulta essere ampiamente sotto controllo. Ancora una volta, pure nell'emergenza, pesano, e si fanno sentire, le differenze di classe.

Parte così la macchina dell'emergenza (oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa) che favorisce l'intervento della Camorra e punta a una soluzione di rimessa consistente nella riattivazione di discariche già abbandonate perché incompatibili con le norme minime di sicurezza e salute per gli abitanti di quei territori. Tarritori che in molti casi non usufruiscono nenche dei servizi minimi necessari, com'è il caso appunto della municipalità di Pianura, il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati, che conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania.Sembrava una decisione definitiva.
Invece la politica dalle gambe corte dei commissari governativi ripropone la solita vecchia panacea.Da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura della discarica ma il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sit-in anche a Cercola.
Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato anche davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Un intreccio di "affari sporchi"
Al momento le uniche soluzioni sono, come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici diel comitato d’affari camorra-imprenditori-politici che tiene in scacco la regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore sulla questione-rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici.

La risposta istituzionale "Mandiamo l'esercito"
Dentro una situazione tanto difficile per le popolazioni quanto intricata per i poteri che ci stanno dietro, la risposta politica dell'istituzione è quella dei cannoni e le baionette. Spuntano infatti non poche proposte di inviare l'esercito e militarizzare i territori per aprire le discariche "con le buone o con le cattibe". Militarizzzazione invero già attiva da giorni come ci spiega Antonietta della Rete Campana Rifiuti Zero. A queste provocazioni la risposta dei movimenti non può che essere quella della resistenza popolare.

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Ascolta l'intervista

FUMO NERO IN CAMPANIA

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Fumo nero....

Il dramma della Campania, tra resistenze e rischio diossina, scempio dell’ambiente e interessi di politici ed imprenditori che continuano ad essere salvaguardati

Global Project Napoli - Mercoledì 2 gennaio 2008


Fumo nero...

Anche la commissione europea decide di fare un nuovo richiamo ufficiale all’Italia per il dramma dei rifiuti in Campania. Sei mesi dopo il primo richiamo ufficiale (all’epoca il commissario straordinario era Guido Bertolaso) la Ue torna a chiedere all’Italia la rapida risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Al momento le uniche soluzioni sono , cosi’ come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore (parlare di emergenza dopo 15 anni e nessun piano strutturale e’ ridicolo) sulla questione rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici, parcelle a sei zeri e note spesa infinite e che, dal primo gennaio, è guidato dal neo-prefetto Cimmino.
La chiusura definitiva, il 31 dicembre scorso alle ore 18, del deposito di ecoballe di Taverna del Re a Giugliano dopo tre mesi di lotte, cariche indiscriminate contro il Presidio Permenente, una decina di feriti complessivamente ed una media di oltre 50 camion al giorno in quello che, a tutti gli effetti, e’ divenuto il cimitero dell’agricoltura campana, porta ad uno scenario dove non ci sono piu’ luoghi da avvelenare con altra monnezza indifferenziata. Ed allora la "genialita’" del commissariato straordinario individua nella discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli il sito ideale per stoccare i rifiuti che provengono dai Cdr. La discarica di Pianura ha accolto per 30 anni i rifiuti della citta’ di Napoli ed e’ stata chiusa alcuni anni fa dopo un periodo di riapertura di alcuni mesi. Da tre giorni e’ stato installato il presidio permanente da parte dei cittadini della zona, che hanno gia’ visto distrutta la collina dei Pisani da decenni di sversamento della spazzatura. I Tg nazionali e la stampa main stream ci raccontano dei roghi in fiamme la notte di San Silvestro, dove anche un bambino avrebbe potuto immaginare che lasciare centinaia di tonnellate di rifiuti in strada a Capodanno nella citta’famosa per la bravura dei suoi maestri fuochisti, non sarebbe stata cosa salutare...
Dimenticando pero’ di ricordare che i roghi, quelli che avvengono tutti i giorni sotto i ponti delle strade di periferia, ai bordi delle statali e della A1, quelli di rifiuti speciali, hanno mandante ed esecutore : la camorra e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali da tutta Italia. Si sprecano in questi giorni gli appelli per inviare l’esercito in Campania per massacrare le popolazioni che difendono la loro terra da una logica di sversamento che procede a tentoni senza nessuna strategia, ed omettono di dire che governi ed enti locali di centro destra e centro sinistra da 15 anni non sono stati capaci di elaborare un piano rifiuti completo che parta dal naturale inizio della filiera del rifiuto, ovvero la raccolta differenziata "porta a porta", per cui dal 1996 2.600 lavoratori sono stati assunti nei consorzi di bacino e vengono pagati senza lavorare, perche’ le istituzioni non applicano la raccolta differenziata con la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Chiedono l’esercito per passare sopra le teste di chi caparbiamente si oppone alla difesa degli interessi dei poteri forti, della Fibe di Romiti, della Fisiaitalimpianti, delle ditte di trasporto e movimento terra legate alla camorra, agli interessi dei politici di destra e di sinistra che fanno affari con i rifiuti come dimostrato dalla magistratura napoletana. Le alternative alle discariche ed agli inceneritori ci sono , ed a chiare lettere i comitati di lotta in difesa della salute e dell’ambiente l’hanno detto all’ex commissario Pansa nel mese di ottobre, proponendo un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, attraverso la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. La risposta e’ stata quella della difesa degli interessi dei poteri forti.
Per questi farabutti solo fumo nero....


Global Project Napoli


I numeri della crisi rifiuti in Campania


Appello per la costruzione di un presidio per impedire la riapertura della discarica dei Pisani (Pianura)

In queste ore si fanno sempre più gravi le notizie in merito alla riapertura della discarica dei Pisani. Pare che quella che appena qualche giorno fa era un ipotesi appena accennata stia diventando ormai quasi una certezza. Il sindaco è contrario. Il consiglio comunale pure. La municipalità pure. Pare che soltanto il commissario speciale, un assessore, e un paio di loschi figuri di An e FI abbiano dato l’assenso.
Alla chiusura di taverna del re (prevista fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio) è ormai molto probabile che si riaprirà la discarica dei Pisani già usata in passato, dove ovviamente si era promesso di non sversare mai più. La zona doveva diventare un parco, un campo da golf, un centro turistico ecc.. ritorna soltanto la spazzatura. La discarica è chiusa da 11 anni, ed avrebbe una capacita di 1,8 milioni di metri cubi. Sorge in un luogo che è stato avvelenato e deturpato per anni, in cui mancano ancora tanti servizi come l’illuminazione e la rete fognaria. Spazzatura che potrebbe essere portata già da questa notte(2 gennaio) o comunque presumibilmente fra la prima e la seconda settimana di gennaio.
Per fronteggiare tutto ciò, facciamo appello a tutti i cittadini, ai comitati per la difesa della salute e dell’ambiente, ai movimenti, e particolarmente ai cittadini dei Pisani, di Pianura, di Quarto, Pozzuoli e di tutta la zona flegrea direttamente interessata per costruire tutti insieme un presidio davanti la futura discarica in via Montagna spaccata.
NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA AI PISANI
NO ALLA LOGICA DELLE DISCARICHE E DELL’INCENERIMENTO
BASTA CON IL COMMISSARIAMENTO BASTA CON L’EMERGENZA RIFIUTI


Altri speciali :

La Campania resiste !! - Le lotte in difesa della salute e dell’ambiente in Campania
22 dicembre manifestazione regionale contro il piano rifiuti
Continua il presidio permanente a Taverna del Re
 

ROMPIAMO IL SILENZIO!

Inviato da autonomix | 2 Gen, 2008

Rompiamo il silenzio!
Non può essere normale lasciarsi sfruttare per non avere nemmeno di che campare
Non può essere normale che i giornali trasudino di propaganda razzista
Non può essere normale venire ammazzati in mezzo alla strada da poliziotti troppo zelanti
Non può essere normale subire aggressioni da squadracce fasciste
Non può essere normale bombardare popolazioni inermi
Non può essere normale chiamare terrorismo il dissenso e la rabbia
Non può essere normale accettare una "sicurezza" fatta di morti sul lavoro, di raid contro i campi rom, di schedature genetiche, di deportazioni di immigrati

Scendiamo in strada per contrastare il cinismo, l'indifferenza e la rassegnazione che aprono la strada a quel totalitarismo fascista che vediamo già imporsi ovunque

CORTEO A TORINO Sabato 19 Gennaio 2008
CORTEO A BOLOGNA Sabato 9 Febbraio 2008

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Chi volesse avere delle copie del manifesto che pubblicizza congiuntamente i cortei del 19 gennaio a Torino e del 9 febbraio a Bologna, può richiederle a: bologna9febbraio@altervista.org

Squatting Day in Danimarca

Inviato da autonomix | 2 Gen, 2008

Nel corso della giornata e della notte azioni in tutta la città hanno portato all’occupazione di almeno 15 edifici

Sabato 29 dicembre 2007

Il 28 Dicembre è stato scelo come giornata di azione per le occupazioni. Gruppi in tutta la Danimarca hanno scelto edifici e nel corso della giornata fino a tarda notte si sono svolte le azioni.

La prima casa è stata occupata alle 10 del mattino e tenuta fino al tardo pomeriggio. Molti degli occupanti hanno espresso il bisogno di un nuovo Ungdomshus, ma anche un bisogno più generale di allorggi accessibili e di spazi liberi per la creatività.

Una casa è stata presa di mira da un gruppo di ragazzi legati alla "Børnehuset" - uno squat di Copenaghen che è stato dichiarato inabitabile nel 2003 dal Consiglio di Copenaghen. Gli attivisti hanno convenuto di lasciare la casa pacificamente in cambio di una promessa da parte del consiglio di fornire loro una nuova casa. Tale promessa non è mai stata soddisfatta, aumentando così la sfiducia generale verso il consiglio. Un gruppo di Copenaghen ha usato e lavorato in una edificio per alcuni mesi, dimostrando che è possibile occupare e mantenerlo segreto. Come parte delle azioni gli atttivisti hanno deciso di guidare gli altri attivisti allo squat, dove si è tenuto un party fino alle prime ore del mattino.

In tutta la Danimarca ci sono state azioni ed occupazioni nelle seguenti città:

-  Copenhagen
-  Århus
-  Vejle
-  Kolding
-  Virum
-  Køge
-  Albertslund
-  Svendborg

A parte Svendborg e Århus, dove gli edifici sono ancora occupati, tutte le occupazioni che sono state rese pubbliche durante il giorno sono state sgomberate nel cosro della giornata, senza grossi scontri e con pochi arresti.

Altre foto delle occupazioni.

E' nato il Comitato di Solidarietà ad Euroconfezioni

Inviato da autonomix | 1 Gen, 2008

Giorno 30 dicembre 2007, si è svolto un incontro, presso il C.S.O.A. “Angelina Cartella” di Gallico, avente come oggetto l’incendio dei locali della Cooperativa “Euroconfezioni” di Gallico Superiore. L’assemblea, tantissimo partecipata, è stata occasione per esprimere una grande solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno visto svanire, in una notte, i sogni di una vita. Sono in 36 ad aver perso il diritto ad un lavoro giusto e dignitoso e ad un reddito.

Il C.S.O.A. "Angelina Cartella", l’Associazione "Aspromonte Liberamente", la "Cartiera" della Vallata del Gallico, il Movimento per la Difesa del Territorio, il Coordinamento "No Ponte", Equo Sud, il G.A.S. "Felce e Mirtillo", Autoproduzioni Appese, il Comitato reggino per il diritto all'acqua hanno, tutti insieme deciso, di dar vita ad un Comitato di Solidarietà ad Euroconfezioni e di mettere in piedi una serie di iniziative di solidarietà a sostegno delle famiglie che hanno perso il lavoro, a partire da una tombolata che si organizzerà per la giornata dell’Epifania.

Si è attivata, inoltre, una raccolta fondi ed inviate numerose mail con l’obiettivo di favorire l’immediata ripresa delle attività produttive della Euroconfezioni attraverso il “recupero solidale”, ove possibile, delle apparecchiature distrutte dall’incendio e la richiesta ad associazioni, partiti e sindacati di aprire commesse nei confronti della cooperativa per la produzione di gadgets, magliette, striscioni e quant’altro.

L’appello però è anche alle istituzioni, regione, provincia, affinché supportino concretamente l’immediata ripresa delle attività produttive di questa realtà, per poter continuare a garantire, come in questi 17 anni, lavoro, reddito e dignità.

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