ORA E SEMPRE NO TURBOGAS: NEWS E MANIFESTAZIONE
Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
portale di news, articoli ed informazioni sui movimenti, per i movimenti e dei movimenti.
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work in progress per il G8 alla Maddalena..


GUARINI E FRATI: DIMISSIONI!
ASSEMBLEA PUBBLICA Gio 7 Feb h. 15 Facoltà di Lettere
Il 17 Gennaio si è svolta l'inaugurazione dell'anno accademico più vergognosa della storia della Sapienza. Il governo dell'università, dopo aver tentato invano di far entrare il Papa per mascherare una crisi di gestione ormai irreversibile, ha deciso di celebrare lo stesso la cerimonia trasformando per un giorno la Sapienza i una vera e propria caserma. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa, per diverse ore, hanno sbarrato gli ingressi della città universitaria, precludendo l'accesso a studenti, ricercatori, docenti e lavoratori. Quest'immagine della cittadella militarizzata raffigura bene lo stato attuale della Sapienza. Guarini e Frati, a fronte di una situazione di crisi permanente e di fenomeni di corruzione sempre più palesi, hanno fatto una scelta precisa: delegare alla polizia la gestione del dissenso.
Rete per l'Autoformazione - Coordinamento dei Collettivi
Eccolo!
il nostro video, quello del corpo vivo dell'università, degli
studenti, dei ricercatori, dei precari, dei docenti e dei lavoratori
della Sapienza. Questa è la nostra storia sulla vicenda legata
alla visita del Papa all'università, così come l'abbiamo
vissuta senza censure nè montature mediatiche. Questo video
parla un solo linguaggio, quello della verità. Potrete vedere le immagini dell'occupazione del rettorato e della totale militarizzazione della Sapienza in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico in data 17 gennaio 2007. Ancora una volta ribadiamo che "INTOLLERANTE E' CHI NON ACCETTA IL DISSENSO!"
Rete x l'Autoformazione (uniriot.org)
L'assemblea dei lavoratori del
porto di Gioia Tauro, tenutasi alla fine dello sciopero di 72 ore continuative
che ha visto il 70% degli operativi incrociare le braccia, si è conclusa con la
proclamazione di altre 96 ore di sciopero da attuarsi entro il prossimo 30
aprile, con il mantenimento dello stato di agitazione in atto e con il rinnovo
della richiesta di apertura di un tavolo negoziale alla MCT (MedCenter
Container Terminal) in merito alla vertenza.
Questo nonostante il pesantissimo clima di tensione, conseguenza della volontà del Coordinamento Portuali di Gioia Tauro di attuare la mobilitazione, che ha fatto registrare una serie di attacchi ai lavoratori: le assemblee confederali dalle quali sono uscite pesanti accuse al coordinamento e agli scioperanti, i comunicati "terroristici" della MCT su azioni di vandalismo non denunciati alle autorità giudiziarie, la diffida e messa in mora del coordinamento di Gioia Tauro, di quello nazionale e della segreteria SUL per i danni subiti dalla MCT a seguito degli scioperi, i cordoni della polizia ai presidi per garantire l'incolumità dei non scioperanti e, soprattutto, le 10 perquisizioni a casa di lavoratori portuali, di cui due dirigenti sindacali. Operazioni definite di "ordinaria amministrazione", finalizzate forse a cercare quelle uova marce che il Coordinamento aveva minacciato di tirare addosso ai crumiri visto il periodo carnevalesco.
I criminali di cui stiamo parlando sono degli operai autorganizzati che si sono costituiti in Coordinamento nel dicembre del 2006 perché stanchi di essere rappresentati da CGIL-CISL-UIL-UGL: organizzazioni buone solo a gestire potere, a portare avanti pratiche clientelari e a garantire alla MCT di rabbonire i lavoratori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la firma sul contratto integrativo, bocciato sonoramente dalle assemblee dei lavoratori con il 99% dei NO. Oggi il 40% degli operativi sono tesserati con il Coordinamento, e anche qui andrebbero rimarcate le pressioni cui vengono sottoposti non solo gli iscritti ma anche chi viene sorpreso - cosa non improbabile dato l'altissimo livello di controllo - a leggere i volantini affissi nella bacheca sindacale, posta in separata sede rispetto quelle degli altri sindacati.
Il Coordinamento, vera forza all'interno del porto, è costretto a lottare per un corretto rapporto di relazioni sindacali, visto che dei sei incontri ufficiali, avuti dalla loro costituzione, è stato redatto un solo verbale, peraltro contestato perché ritenuto non corrispondente al vero.
L'attuale vertenza straordinaria contiene anche delle richieste economiche, un anticipo sui futuri miglioramenti. I lavoratori oggi infatti sono impossibilitati ad ottenere i benefici del premio produttività previsto dal contratto integrativo, a causa dei parametri produttivi irraggiungibili. Sembra assurdo che il porto di Gioia Tauro, tornato leader nel Mediterraneo, che ha registrato un incremento di produttività del 21%, che ha una media di movimentazione dei containers che va dai 40 ai 50 l'ora (rispetto ad una media degli altri porti che si attesta tra i 18 ed i 20 ed in barba a tutti i principi di sicurezza), ha degli operai cui non spetta il premio di produzione. Chi è allora che produce? I colletti bianchi che sono andati a lavorare e hanno accusato gli scioperanti di volere il male della piana di Gioia Tauro? I crumiri, appena il 30% degli operativi, costretti a garantire in queste giornate di sciopero più mansioni (anche non avendo l'abilitazione) e turni di straordinario, per qualche spicciolo elargito a discrezione di MCT e sindacati? Non è difficile capire chi andrebbe ringraziato per il conseguimento di questi risultati di eccellenza!
Rinnoviamo la nostra piena solidarietà e la nostra vicinanza al Coordinamento Portuali, a questi lavoratori che lottano nel tentativo di migliorare le loro condizioni di lavoro e di ottenere ciò che gli spetta, non certamente per chiedere di partecipare alla spartizione della torta.
Ribadiamo la nostra solidarietà a quelle 10 famiglie che, trattate alla stregua dei peggiori ‘ndranghetisti, si sono viste piombare in casa le forze dell'ordine. L'ordine che piace alla Confindustria.
C.S.O.A. A. Cartella
www.csoacartella.org

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[Comunicato Coordinamento LiberiTutti]
Assolutamente un successone |
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COSENZA - "Siamo sempre sovversivi": questo lo slogan che
campeggia sullo striscione che apre il corteo dei No global che nel
pomeriggio ha attraversato le vie di Cosenza "contro la repressione,
per le libertà e per la giustizia sociale, Genova 2001 - Cosenza 2008".
Un'iniziativa organizzata dopo che il pubblico ministero Domenico
Fiordalisi ha chiesto
la condanna di tredici militanti, imputati a Cosenza, in Corte
d'assise, di associazione sovversiva, ritenuti colpevoli di aver
organizzato gli incidenti durante il Global forum di Napoli e il G8 di
Genova nel 2001.
Al corteo, promosso dal movimento "Liberi tutti", partecipano alcune
migliaia di persone (oltre diecimila secondo gli organizzatori) tra
rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, associazioni,
movimenti, partiti e sindacati. Fra questi, il leader delle Tute
bianche Luca Casarini, Oreste Scalzone, il deputato del Prc Francesco
Caruso (il pm ha chiesto sei anni di reclusione per Caruso, Casarini e
per Francesco Cirillo, quest'ultimo considerato la "mente" della Rete
meridionale del Sud ribelle). E ancora, Silvia Baraldini, Heidi
Giuliani (parlamentare del Prc e madre di Carlo, morto a Genova durante
il G8), il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi.
Per l'eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum Vittorio
Agnoletto, la manifestazione "è un successo, ci sono migliaia di
persone, nonostante la crisi politica e la distanza che, in questi
mesi, si è creata tra i movimenti sociali e il governo. E'
inaccettabile che un pm cerchi di ridurre il più grande movimento
europeo degli ultimi decenni, che continua a chiedere verità e
giustizia, a una cospirazione di una quindicina di persone per
sovvertire l'ordine costituito".
Sulla stessa linea Heidi Giuliani, "da sette anni chiedo giustizia e
verità per mio figlio e per le molte vittime di Genova - dice - e
continuo invece ad assistere a una giustizia al contrario, che accusa le vittime
e promuove i delinquenti in divisa". "Con questo - aggiunge - non penso
che tutte le persone in divisa siano delinquenti, ma penso che se anche
le forze dell'ordine non fanno pulizia al loro interno, la nostra sarà
sempre una democrazia più a rischio".
Tanti gli slogan e gli striscioni. "La montatura giudiziaria deve
cadere", si legge su quello dello Slai Cobas Cosenza, mentre l'area
antagonista scrive "Genova-Cosenza, i processi non ci fermano". Su un
altro ancora "La Calabria è bella se si ribella". Esposto anche uno
striscione con la scritta: "Né discariche, né inceneritori".
Non è la prima volta che i No global invadono le strade di Cosenza per
protestare contro l'inchiesta coordinata dalla locale Procura della
Repubblica, giunta ora alle fase finali con le richieste di condanna.
Il 23 novembre del 2002, a pochi giorni dall'operazione dei Ros che
arrestarono gli imputati, il movimento organizzò una grande
manifestazione che, secondo gli organizzatori, richiamò centomila
persone. Ai cori contro i giudici - definiti "da codice Rocco" - si
unirono applausi, lanci di fiori, lenzuola esposte ai balconi dalle
famiglie e persino dolci e piatti tipici offerti da casalinghe ai lati
delle strade. La manifestazione si concluse la sera, con un concerto,
senza alcun incidente.
| MOVIMENTO |
Cosenza - Oltre diecimila persone in corteo: siamo tutti sovversivi!
La cronaca del corteo per il Sud Ribelle
[cronaca-dirette-foto]![]()
|Cosenza - 2 febbraio 2008| E' agli sgoccioli l'inizio del corteo per il Sud Ribelle a Cosenza.
Corteo lanciato dal Coordinamento Liberi Tutti, che ha raggiunto
innumerevoli adesioni, soprattutto a livello meridionale, in particolar
modo da quelle realtà che presero parte alla Rete meridionale del Sud
Ribelle. Non mancano nemmeno le adesioni a livello nazionale e
internazionale, tra le quali spicca anche quella del premio Nobel per
la pace Perez Esquivel. L'accusa mossa dal pm Fiordalisi contro la Rete
meridionale del Sud Ribelle è associazione e propaganda sovversiva,
sono tredici i compagn* sotto processo. Il 23 novembre 2002, qualche
giorno dopo gli arresti, furono oltre centomila le persone che scesero
in piazza a Cosenza, con "Siamo tutti sovversivi!" come
parole d'ordine; oggi, si è richiamati a scendere in piazza, al fianco
degli imputat*, in difesa di quella che è stata l'esperienza del Sud
Ribelle per tutto il sud Italia, rivendicando Napoli e Genova: contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale!
per info sul corteo: www.cosenza2febbraio.org |vai allo speciale per il corteo del Sud Ribelle|
14:30
- I compagn* cominciano a riempire piazza Zumbini, stanno arrivando
ancora i pullman e le macchine delle realtà e delle persone che
arrivano da fuori. Per il momento ci sono almeno duemila persone, ma
l'affluenza è continua e la sensazione è quella che i numeri siano
destinati a salire.
15:00 - Radio Ciroma ha iniziato le dirette con il corteo, si susseguono gli interventi di esponenti vari dai microfoni, i corrispondenti dalla piazza aggiornano sulla situazione. Segnalata una grande partecipazione da fuori Cosenza. >>> ascolta la diretta del corteo in steaming 15:30 - Il corteo sta per partire, apre lo striscione che riporta le parole d'ordine di sempre: "Siamo sempre sovversivi! Liberi tutti!. Le persone in piazza sono cinquemila per il momento, ma sembra che possa ingrossarsi perchè l'affluenza è continua. Presenza massiccia del centro e del sud Italia. La composizione del corteo è marcatamente giovanile, come già avvenuto a Genova lo scorso 17 novembre 2007. Dietro lo spezzone del Coordinamento Liberi Tutti, segue l'ingente spezzone antagonista, arrivato a Cosenza con lo stesso striscione genovese: "Genova - Cosenza, i processi non ci fermano!". Buona la partecipazione degli studenti cosentini, grandissima la presenza dello spezzone ultrà del Cosenza, il quale è aperto dallo striscione "Negli stadi, nelle carceri, nelle strade, chi semina repressione raccogli intifada!". Netta anche la distanza tra movimenti e partiti, soprattutto della sinistra radicale, relegati al fondo del corteo. >>> ascolta la diretta con Gianluca di InfoAut da piazza Zumbini 15:45 - Partito il corteo da piazza Zumbini. 16:15 - Confermati i numeri, almeno cinquemila le persone in piazza. Dai primi commenti che arrivano dalla piazza sembra che a mancare sia un pò la città, quella cittadinanza che si riversò nelle strade insieme ai compagn* dopo gli arresti del novembre 2002. 16:45 - Le corrispondenze di Radio Ciroma sostengono che il corteo abbia raggiunto le diecimila presenze, il quale intanto è arrivato in via degli Alimena, cioè a metà del corteo. 16:52 - Il corteo arrivato, come detto, a metà del percorso, supera le diecimila persone. E' un corteo determinato e partecipato, aperto dai trecidi compagn* sotto processo, i quali sono nello spezzone del Coordinamento Liberi Tutti. La città, contrariamente a quel che si diceva in apertura, ha lentamente risposto, ed il crescendo costante dei numeri lo testimonia. >>> ascolta la diretta con Vittorio del Cpoa Rialzo di Cosenza 17:10 - Lo spezzone ultrà della curva del Cosenza ha fatto una deviazione rispetto al percorso autorizzato, per andare a fare una constestazione sotto gli uffici della questura cosentina, protagonista di un attacco perpetuo contro gli ultrà tramite diffide e arresti. Ultima provocazione quella della velina circolata la scorsa settimana circa una presunta diffida dell'Osservatorio del Viminale nei confronti del Cosenza Calcio perchè avente una "curva politica"; il tutto si è rivelato una bufala. >>> ascolta l'intervista di Gianluca di InfoAut con Gaetano degli ultrà cosentini >>> per saperne di più della falsa provocazione: ascolta l'intervista con Fraticello di Supporto Legale, realizzata da Radio Onda d'Urto 17:45 - Mentre il corteo si avvia a prendere il suo tragitto conclusivo, arriva la notizia del cambio di percorso che la manifestazione farà, in quanto è stato concesso il centro storico come luogo di conclusione. Il corteo, a due ore dal suo inizio, è ancora combattivo e vivace, la città di Cosenza ha risposto bene nonostante le paure millantate da media e questura, i negozi sono aperti e chi non è all'interno del corteo lo segue ai lati della strada. >>> ascolta la diretta con Massimo di Radio Ciroma di Cosenza 18:15 - Gli oltre diecimila partecipanti al corteo in solidarietà con gli imputat* della Rete meridionale del Sud Ribelle stanno progressivamente entrando all'interno del centro storico di Cosenza. 19:00 - Conclusosi nel centro storico il corteo a Cosenza, tra un'ora prenderanno il via i concerti organizzati dal Coordinamento Liberi Tutti in piazza Arenella. >>> ascolta le considerazioni con Gianluca di InfoAut Sito Internet: www.infoaut.org |
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