Torino - Asilosquat, di nuovo sotto minaccia di sgombero

Inviato da autonomix | 13 Mar, 2008

A soli cinque mesi dal tentativo - fallito - di sostituire l'occupazione di via Alessandria con la sede di un’associazione italo-rumena, il comune torna alla carica, fedele ai principi resi noti pochi mesi prima in circoscrizione 7 dal suo alfiere Piero Ramasso: per giustificare lo sgombero dell'Asilo Occupato, e in futuro di qualsiasi altra occupazione di vecchia data, c'è bisogno di una “individuazione operativa”, cioè di un progetto approvato con relativo finanziamento.
Detto - fatto. Se il comune non ha i soldi per finanziare un progetto che giustifichi lo sgombero dell'Asilo, ci pensa l'assessore Marco Borgione a trovarli: basta utilizzare i fondi del Ministero degli Interni destinati al recupero di un edificio che possa diventare un nuovo dormitorio - foresteria per i rifugiati a Torino!
L'assessore Borgione, da buon politico moralmente irreprensibile, non ci pensa due volte ad utilizzare una somma di denaro pubblico destinata a dare una sistemazione abitativa per i rifugiati a Torino per risolvere una mera questione politica, lo sgombero delle case occupate, che sappiamo bene essere un cruccio che da tempo assilla la “sinistra” giunta Chiamparino. E' anche alquanto sospetto che l'ass. Borgione si dimostri ora così sollecito nel trovare una soluzione al problema abitativo dei rifugiati, quando quest’inverno la stessa persona si è dimostrata totalmente sorda alle iniziative ed alle richieste del gruppo di rifugiati che avevano occupato la palazzina di via Paganini 33 (ex-Fenix2), che pure miravano al riconoscimento da parte del comune delle stesse necessità che cavalca ora l'assessore.
La questione ci sembra quindi molto chiara: cambiano le facce, ma è evidente che la giunta Chiamparino sta cercando di fare leva su temi “di sinistra” (integrazione dei migranti, diritti dei rifugiati) per mascherare in realtà un’azione repressiva nei confronti di tutte le realtà che non assecondino o si sottomettano al potere delle istituzioni o ad una linea di partito. Al posto di Ilda Curti, Antonio Angeleri, Piero Ramasso, promotori del tentativo di sgombero di pochi mesi fa, ora c'è l'assessore alle politiche sociali Borgione, che ovviamente non si muove solo di sua spontanea iniziativa, ma su precise indicazioni dello sceriffo Chiamparino, che vuole annoverare tra i suoi “devastanti” successi anche l’eliminazione delle case occupate a Torino.
Quello che ci sembra ancora più becero e meschino rispetto a pochi mesi fa è che in questa occasione vengano tirati in mezzo, strumentalmente e a loro insaputa, i richiedenti asilo e rifugiati e che, con la scusa di fornire loro una sistemazione, si trovi il pretesto per sgomberare una casa viva e attiva da 13 anni come l'Asilo Occupato, quando la città continua ad abbondare di edifici che rimangono inutilizzati sotto gli occhi dei torinesi.
Noi ovviamente siamo di natura refrattari ai giochi politici che vedono i più deboli vittime e pedine inconsapevoli di progetti repressivi dei politici di turno e non ci rassicura il fatto che l'affermazione dell'assessore Borgione dimostri da sola la bassissima statura morale del politico in questione.
Da consumati giocatori d'azzardo quali siamo vediamo e rilanciamo, il tavolo da gioco è la città di Torino, la partita è appena cominciata.
Saremo sempre pronti a ribadirlo, L’ASILO NON SI TOCCA!

Asilo Occupato Principe di Napoli
Via Alessandria dudes

Scarica, fotocopia, diffondi

G8 Genova - 110 a 76... devastazione batte tortura

Inviato da autonomix | 13 Mar, 2008

Raccolta della notizie Ansa - Genova, 11 marzo 2008

Seguono rapporti dal processo a sbirri e medici, aguzzini e torturatori del G8 di Genova 2001.
L'unica giustizia è nelle macerie.

CHIESTE CONDANNE A OLTRE 76 ANNI (1)
Condanne complessive a 76 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione sono state chieste dai pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto, durante il G8. Per uno solo dei 45 imputati, Giuseppe Fornasiere, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene variano da 5 anni, 8 mesi e 5 giorni a 6 mesi di reclusione.
11-MAR-08 13:38 NNN

CHIESTE CONDANNE A OLTRE 76 ANNI (2)
La pena più pesante, 5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione, è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, in servizio nella struttura di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 come responsabile della sicurezza. È accusato di abuso d' ufficio e abuso di autorità contro detenuti. L'accusa nei suoi confronti è di aver agevolato e comunque non impedito la condotta degli altri come avrebbe dovuto e potuto fare nella sua veste di responsabile alla sicurezza. In particolare avrebbe percosso con calci, pugni, sberle e anche con il manganello in dotazione gli arrestati e i fermati per identificazione. Pena cospicua di 3 anni e 6 mesi di reclusione anche nei confronti di Alessandro Perugini, ex numero due della Digos di Genova, il funzionario più alto in grado presente nella caserma, accusato di abuso d'ufficio e di abuso di autorità contro i detenuti. Stessa richiesta di condanna per Anna Poggi, commissario capo di polizia, per il generale della Polizia Penitenziaria Oronzo Doria (all'epoca colonnello), responsabile del coordinamento e dell' organizzazione, per gli ufficiali di custodia cap. Ernesto Cimino e cap. Bruno Pelliccia, che devono rispondere degli stessi reati. Complessivamente i capi d'accusa contestati dai pm sono stati 120. (ANSA). MTT
11-MAR-08 13:42 NNN

LE RICHIESTE DI CONDANNE PER I MEDICI
I pm hanno chiesto inoltre la condanna dei cinque medici presenti nell'area sanitaria. Per Giacomo Toccafondi, coordinatore, accusato di abuso di atti d'ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni, 6 mesi e 25 giorni di reclusione; per Aldo Amenta 2 anni, 8 mesi e 15 giorni; per Adriana Mazzoleni, 2 anni, e 3 mesi; per Sonia Sciandra, 2 anni, 8 mesi e 25 giorni per Marilena Zaccardi, 2 anni, 3 mesi e 20 giorni. Nei confronti di Massimo Pigozzi, il poliziotto accusato di lesioni personali per l' episodio dello «strappo» alla mano subita dal manifestante Giuseppe Azzolina, poi suturata senza anestesia, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni e 11 mesi di reclusione. Le richieste di condanna sono contenute in 23 pagine e per leggerle il pm ha impiegato circa un'ora. Nei prossimi giorni la pubblica accusa presenterà al tribunale anche una memoria di mille pagine per denunciare le torture subite dagli arrestati nella caserma di Bolzaneto. Nutrito il collegio dei difensori presenti in aula tra cui Sandro Vaccaro e Nicola Scodnik difensori di Gugliotta, Pigozzi, Toccafondi. A decidere ora sulle richiestè sarà il tribunale presieduto da Renato De Lucchi. (ANSA). MTT
11-MAR-08 13:46 NNN

PM, ITALIA INADEMPIENTE PER REATO TORTURA (ANSA) - GENOVA, 11 MAR -
Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano «trattamenti inumani e degradanti». Quello che avvenne a Bolzaneto - hanno sostenuto i pm - fu un comportamento inumano e degradante ma, non esistendo una norma penale (per la quale l'Italia è inadempiente rispetto all'obbligo di adeguare il proprio ordinamento alla convenzione internazionale), l' accusa è stata costretta a contestare agli imputati l'art.323 (abuso d'ufficio) che comunque sarà prescritto nel 2009. L'unico reato per cui sono richieste 10 anni per la prescrizione è il falso ideologico. Altri reati contestati a vario titolo sono: violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, abuso di autorità nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. Parlando dei disegni di legge mai tramutati in legge, il pm Petruzziello ha detto che per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilità e le pene varierebbero da 4 a 10 anni. Nel caso in esame, invece, i reati si prescriveranno quasi tutti nel 2009. (ANSA). MTT 1
11-MAR-08 13:48 NNN

LE VICINANZE TRA ALLEANZA NAZIONALE E FORZA NUOVA

Inviato da autonomix | 9 Mar, 2008

LE VICINANZE TRA ALLEANZA NAZIONALE E FORZA NUOVA

A livello locale i due partiti (insieme alla Lega nel Nordest) si muovono uno di fianco all’altro, AN sostiene quando può le iniziative dei nazi/fascisti di Fiore per poi fingere di non conoscerli a livello nazionale.
In molte città li abbiamo visti chiedere agibilità per le loro iniziative del cazzo sulla Rsi, però come si dice verba volant scripta manent..
E poiché accà nisciuno è fesso vogliamo rendere noto uno scambio di scaramucce tra Forza Nuova e Azione Giovani di Milano qualche anno fa, il testo ci è stato mandato da un compagno che ha intercettato la posta e che evidentemente “s’immola” per la causa e si sorbisce le minchiate che i topi di fogna si scambiano nelle lettere..
E questo però secondo noi il modo di agire, anticipare le loro mosse, stargli addosso il più possibile e bloccarli ogni qual volta cacciano fuori la capa dal sacco !
Se considerate poi che a livello nazionale AN finge di non conoscerli neanche, questi suoi nipotini (Forza Nuova), riteniamo importante il testo sottostante soprattutto dove la rappresentante nazionale di Azione Giovani rinfaccia tutto quello che hanno fatto per i camerati di Fiore..
Per facilitare la comprensione gli scazzi nascono dal fatto che alcuni compagni sono andati a rompere le uova nel paniere ai banchetti di FN e AN e mentre i primi sono rimasti in piazza i secondi se ne sono andati ( o come preciserà l’esponente si Azione Giovani si “sono spostati”)

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO..
“Alla Posta di Forza Nuova
Posted by Roberta Capotosti on 2/11/2000, 15:39:46
All’”ignoto”autore di un messaggio tanto idiota, “quel coglione di Pilli” autore, per la cronaca, anche del manifesto affisso di notte (e poi chi è il codardo?!) sul portone della sede di Azione Giovani, voglio puntualizzare una serie di cose che farebbe bene a ricordare in futuro. Innanzitutto i fatti:
1) Azione Giovani non ha affatto levato “di gran fretta le bandiere ed il banchetto”, nè ha lasciato la piazza, è rimasta, come era suo dovere, a presidiare il suo banchetto posto al lato opposto della piazza.Un commento sui fatti: non credi che sbandierare ai quattro venti che avreste avuto bisogno dell’aiuto di Azione Giovani che tu, in ogni occasione, non perdi mai di etichettare con i peggiori epiteti, non vi fa fare proprio una bella figura nè, tanto meno, passare per eroi, termine che tanto bene si contrappone a “codardi”?
Un commento sullo stile: attaccare un manifesto sul portone ben dipinto, lordare l’ingresso svuotando il secchio della colla preparato con tanta cura da un certamente meticoloso militante di FORZANUOVA, non credi che sia una cosa di cattivo gusto?
Un commento su quello che AZIONE GIOVANI ha fatto per FORZANUOVA nel passato neanche troppo passato:
1) “Spingere” una richiesta in Comune per riservarvi l’utilizzo della Palazzina Liberty onde poter svolgere un concerto i cui proventi sarebbero andati esclusivamente nella vostra cassa
2) “Difendere” tale richiesta “scomodando” un Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale
3) Trovarvi un luogo alternativo dove poi avete regolarmente svolto il concerto, con un buon incasso!
4) Riservarvi uno stand alla Militalia ad un prezzo decisamente di favore, scomodando un deputato di Alleanza Nazionale
5) Fare votare dai ragazzi di Azione Giovani tutto il POLO nelle sedi istituzionali (leggasi tutti i Consigli di Zona di Milano) contro una mozione presentata da Rifondazione Comunista contro la vostra manifestazione dell’11 novembre e contro il vostro segretario regionale
6) Fornire il numero del cellulare di un Deputato di Alleanza al vostro segretario nazionale che con questo si doveva complimentare (e sottolineo complimentare) per un intervista fatta su comuni temi (e sottolineo comuni)...
...e tante, tante altre cose, magari di minor conto ma che vi hanno, in ogni caso, agevolato nella vostra azione politica…non credi che si possa chiamare INGRATITUDINE?
Un commento sulla grammatica…la TUA: “un altro” si scrive senza apostrofo.
Un commento sul passato…il TUO. Non ricordo di averti mai visto (io sono dodici anni che faccio politica!) quando, negli anni, i compagni ci hanno minacciato, deriso e malmenato in piazza San Babila e dovunque a Milano. Non ricordo di averti mai visto nel Movimento Sociale Italiano, anche se asserisci di essere stato iscritto e la cosa (ricordi?) non è dimostrata.
Un commento sul presente: non ti senti un po’”leccaculo” quando ai banchetti di FORZANUOVA porti i legnetti perchè un digossino sa che fai il falegname e te li ha chiesti? Non ti senti un po’”infame” quando riporti i fatti di cronaca al tuo segretario regionale artatamente contraffatti? Non ti senti un po’”meschino” quando fai azioni così poco rivoluzionarie contro chi, dal mattino alla sera e soprattutto da molti anni più di te, crede e combatte per quei valori nobili che tu, con il tuo maldestro operato, incarni così malamente.
Conclusione: hai tutte le caratteristiche di uno sbirro che fomenta gli animi per mettere contro persone che negli anni si sono sempre rispettate e spesso stimate.
Noi non ci prestiamo a questo tuo sporco gioco ma sappi che ti stiamo osservando…
La Dirigente Nazionale di Azione Giovani
Roberta Capotasti”

Amen !!

La prossima volta che Fini dice di non conoscerli gli mandiamo questo messaggio alla sede del suo partito vediamo se poi finge anche di non saper leggere

INIZIATIVA DI OGGI..UNITI SI VINCE

Inviato da autonomix | 9 Mar, 2008

Udienza Martorana & processo Fenix

Inviato da autonomix | 9 Mar, 2008

Udienza Martorana & processo Fenix

6 Marzo 2008

Marco Martorana penultima udienza 2 Aprile 2008

Oggi al Palazzo Bruno Caccia di Torino c’è stata l’udienza a carico di Marco Martorana accusato di aver feritoun poliziotto durante un corteo lungo le vie di Torino il 6 dicembre ’05 per protestare delle vili aggressioni poliziesche durante lo sgombero di Venaus avvenuta la notte precedente, dove giovani ed anziani vennero cacciati e sgomberati dal presidio permanente.

Ricordiamo che 2 giorni dopo l’8 Dicembre ci fu la presa del Cantiere e la ricostruzione del presidio permanente di Venaus attivo tuttora.

Oggi c’è stata la testimonianza di un teste a favore di Marco, mentre doveva presentarsi a deporre una commissario di polizia la quale non si è presentata causa maternità.

La prossima udienza (la penultima) sarà fra meno di un mese 2 Aprile h 13:00 aula 54 ingresso 21 sempre a Torino, sempre al Palazzo Bruno Caccia

LA LOTTA AL TAV NON SI ARRESTA NE’ SI PROCESSA

ATTENZIONE!

Dopo la chiusura forzata di Fenix (20 Luglio 2005) da parte della
magistratura torinese, dove 10 compagni vennero arrestati per gli ormai
famosi “scontri ” del 18 Giugno ‘05, sono state poi fatte 2
feste, il 25 Aprile ed il primo Maggio 2006 dove Fenix riprese a volare…
Ora la magistratura per quel magico volo processerà alcuni noti compagni
che parteciparono a quelle 2 feste in quel dei giardini irreali davanti a
Fenix.

La prima udienza sarà il 7 Aprile 2008 Ore 9:00 del Mattino aula 82
ingresso 22 del Palazzo Bruno Caccia

Nuovo sito TuttoSquat
http://tuttosquat.net/

Tutti i Venerdì
Dopo le 17:00

Ascolta TUTTOSQUAT

Il Giornale Malandrino degli Squatters di Torino

in radio &
on web
http://www.radioblackout.org/streaming/
Per Torino & Provincia
105.250 fm

FENIX!
OSSERVATORIO ASTRONOMICO CONTRO LA REPRESSIONE

http://www.inventati.org/fenix/links.php

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GUAI A CHI CI TOCCA: AREA ANTAGONISTA

Inviato da autonomix | 6 Mar, 2008
[CRASH!] La magistratura all'attacco dell'ocupazione. Guai a chi ci tocca! [Comunicato dell'Area Antagonista]

Una sentenza che pesa come un macigno quella emessa il mese scorso dal Tribunale del Riesame di Bologna per il sequestro del Laboratorio Crash! Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a sé. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilità del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilità dei conflitti nelle metropoli.

Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialità non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali.

All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacità reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali è dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo. E così l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai più sarà concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle città per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Così il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Così a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Così la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro.

In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialità di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo è chiaro: mai più in nessun luogo occupazioni, mai più luoghi altri da quelli istituzionali, mai più ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non può crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore uno stato le cui istituzioni praticano politiche d'apartheid, quello d'Israele. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignità al Paese"... una dignità inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libertà individuali e collettive.

In tutto ciò evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocività e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilità dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacità data da una riscoperta capacità di plasmare i nostri territori aldilà delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia.

E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilità degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente è la necessità di riaffermare come ciò che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle città i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilità futura di esperienze di occupazione. Quello del sequestro cautelare sulle occupazioni, siano esse di case o di spazi, rischia di diventare un precedente giuridico molto pericoloso, che tolga di fatto la possibilità di ricorrere a tale strumento all'interno dei percorsi di lotta del movimento, che neghi alle occupazioni ogni possibilità di innescare un piano di legittimazione sociale, di rivendicazione e soddisfazione di bisogni e desideri. Anche e forse soprattutto per quanto riguarda il plausibile ricorso all'arma del sequestro per le occupazioni abitative questo provvedimento in corso rischia di divenire l'arma con cui negare la legittimità dei movimenti di lotta per la casa che nelle grandi metropoli italiane rappresentano una forza significativa e vitale ed una risposta autonoma ai propri bisogni insoddisfatti. Diventa arma per bypassare a piè pari le contraddizioni politiche poste dal movimento e di arginare a sola questione di "criminalità" la legittima rivendicazione di migliori condizioni di vita. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercherà inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacità di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani.

______________

Area Antagonista

Laboratorio Crash! - Bologna
Collettivo Universitario Autonomo - Bologna
Csoa Askatasuna - Torino
Collettivo Universitario Autonomo - Torino
Csa Murazzi - Torino
Csoa Ex Carcere - Palermo
Collettivo Universitario Autonomo - Palermo
Csa Dordoni - Cremona
Coa Transiti - Milano
Collettivo Autogestito Modenese - Modena
Csa Godzilla - Livorno
Officina Sociale Refugio - Livorno
El Chico Male - Livorno
Csoa Cartella - Reggio Calabria
Csoa Rialzo - Cosenza
Gabbiotto Infoshop - Bari
Csa Mattone Rosso - Vercelli
Università Antagonista - Pisa



Sito Internet: isole.ecn.org/baz

TUTTI AD APRILIA IL 16 MARZO

Inviato da autonomix | 6 Mar, 2008

Apprendiamo con stupore e indignazione, la notizia della decisione, presa dal Consiglio di Amministrazione di Acqualatina, di reintegrare Jean Louis Marie Pons, Raimondo Besson e Silvano Morandi nelle loro funzioni all'interno dello stesso organismo; gli incarichi sono stati accettati per "spirito di servizio" e per "proseguire nell'ottica di quanto già fatto"!

Ricordiamo che i tre, insieme a Paride Martella (ex presidente), Giansandro Rossi e Bernard Cynà (ex amministratori delegati), sono indagati per associazione a delinquere, abuso di ufficio, frode, falsità ideologica e truffa aggravata. In seguito ai loro arresti, annullati poi dal Tribunale del Riesame, si erano dimessi dagli incarichi che ricoprivano; dimissioni che Besson aveva presentato anche per la sua carica di a.d. di Sorical e per le quali è stato sostituito da Maurizio Del Re.

Come se l'inchiesta in corso della Procura di Latina non fosse mai partita, come se le denunce e le lotte della cittadinanza di Aprilia non ci fossero mai state, con il pieno appoggio della parte "pubblica" della società che gestisce l'acqua pontina, i tre tornano tranquillamente ai loro incarichi. Ma quanto è potente e arrogante la nostra cara Veolia?

Noi siamo vicini e solidali con le popolazioni di Aprilia, che da anni hanno deciso di autoridursi la bolletta per far fronte agli aumenti spropositati imposti da questi stessi personaggi, e saremo presenti nella loro città per la manifestazione nazionale del 16 marzo per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua, non solo per ribadire il nostro NO alla privatizzazione selvaggia di questo preziosissimo bene,  ma per dimostrare anche tutto il nostro "affetto" alla Veolia che mentre ci vende la "nostra" acqua, ci avvelena con i fumi del suo inceneritore.

Comitato Reggino per il Diritto all'Acqua
Movimento per la Difesa del Territorio - Calabria

Squadristi democratici

Inviato da autonomix | 5 Mar, 2008

Squadristi democratici

Domenica 2 dicembre a Susa si è verificato un fatto gravissimo. Alle elezioni primarie locali del neonato Partito Democratico, dopo un diverbio fra un No TAV e un Sì TAV appartenenti allo stesso partito, l’ex No TAV, ora finalmente maturato alla causa del progresso e del lavoro, capo di una lista interna pro TAV, sentendosi ferito dalle osservazioni del compagno, ha pensato bene di raccattare un paio di mafiosi, un sindacalista CGIL ed un piccolo imprenditore per fare giustizia. All’uscita del seggio il No TAV è stato aggredito assieme al figlio intervenuto per difenderlo. Entrambi finiscono all’ospedale. La mafia dei partiti comincia a mostrare i muscoli, infischiandosene della tanto sbandierata legalità, che come al solito si impone solo agli altri. L’'arroganza dei partiti - tutti rigorosamente Sì TAV – trova una sua prima prova di forza. Ricordiamo che il PD ha come punto prioritario e fondamentale del suo programma politico la realizzazione del TAV. Esattamente come il PDL di Berlusconi, che è anche venuto a dircelo fino a Torino. E mentre i fascisti in città passano dagli agguati agli squat all’incendio dei campi nomadi, a seconda dell’input dato dal potere e diffuso dal linciaggio mediatico, in Valle altri squadristi, alcuni di conclamata matrice mafiosa, pestano chi non è in sintonia con i voleri dei potenti, nell’intento di spianare la strada ai loro progetti di speculazioni devastanti. Servi zelanti vanno dove tira il vento dell’oppressione e per mettersi in mostra la portano con le proprie mani, sperando di poter rosicchiare l’osso gettato dal padrone come premio o forse anche qualcosa in più dell’osso. Questa è l’aria che tira nei corridoi dei partiti democratici, l’aria del corridoio 5. Questa è la loro democrazia, che ricorda, nei metodi, la dittatura. Hanno fretta di rubare. Prima scalpitavano, adesso menano. Ricordiamo che il 90% dei capitali destinati alle grandi opere come il TAV vengono divorati inesorabilmente dai partiti e dalla mafia. Non votarli. Non un soldo e non un voto per qualsiasi partito.

I partiti sono tutti dichiaratamente Sì TAV.

Non rafforzare la mafia dei partiti.

Rifiuta di delegare ai partiti qualunque decisione politica, che per quel che riguarda il TAV sarebbe scontata.

Isola i picchiatori militanti che cercano di sostituirsi alla sbirraglia, che ha già invaso la Valle nel 2005.

Solidarietà agli aggrediti.

Votare fa male.

Osservatorio Ecologico Volante- Torino

http://www.inventati.org/fenix/links.php 

IMPORTANTI COMUNICATI NO TAV

Inviato da autonomix | 4 Mar, 2008

Comunicati Stampa
3 Marzo 2008

Il vero volto dei SI TAV

Domenica 2 marzo a Susa, presso il seggio allestito dal Partito Democratico in Comune, Franco Zaccagni, un coordinatore del Comitato NO TAV Susa-Mompantero, è stato aggredito, prima verbalmente dal signor Torre (capolista della lista sostenuta dai Lazzaro) e da altri personaggi, tra cui tre dei fratelli Lazzaro, il sindacalista Rodolfo Greco, Mario Faieta e da altre persone non identificate, successivamente aggredito anche fisicamente da alcuni di loro.

Franco Zaccagni e suo figlio, che era intervenuto in sua difesa, si sono dovuti recare al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Susa per le lesioni subite.

I personaggi coinvolti, notoriamente legati al settore della movimentazione terra e delle costruzioni, stanno da qualche tempo strumentalizzando il problema del lavoro per sostenere la necessità del TAV.
Questi squallidi personaggi dimostrano quale sia la vera faccia dei sostenitori del TAV in Valle di Susa.

In risposta a questa aggressione in puro stile mafioso, per riaffermare che il Movimento NO TAV non accetta provocazioni e ribadire che non vogliamo che la nostra valle diventi “terra di mafia”, il Coordinamento dei Comitati NO TAV indice un presidio davanti al Palazzo Comunale di Susa a partire dalle ore 20 di questa sera, lunedì 3 marzo.

Coordinamento Comitati NO TAV

Related Link: http://www.notav.eu/

Comunicato del No Tav Autogestione –Torino

Notav aggrediti a Susa: stasera manifestazione

Domenica 2 marzo due No Tav di Susa sono stati aggrediti, prima verbalmente e poi fisicamente, da sei si tav.

I due aggrediti sono Franco Zaccagni (del Comitato No Tav di Susa) e suo figlio che si erano recati in Comune per votare alle primarie del PD.

Lo scontro verbale, cui poi è seguita l’aggressione fisica, ha visto coinvolti sei esponenti di una delle due liste presentate a Susa, quella più smaccatamente si Tav, che vede tra i propri principali supporter tre fratelli proprietari di una ditta per il movimento terra. Sin troppo comprensibili i privatissimi interessi che li muovono, così come muovono altri, esponenti politici e sindacali, allineati alle scelte nazionali, regionali e provinciali del loro partito.

La scintilla è stata la richiesta di chiarimenti rivolta al capolista, un No Tav che all’improvviso si è scoperto una predilezione per la lobby del cemento e del tondino nonché una smaccata vocazione per l’italico cadreghino (altrimenti detto poltrona). Il richiamo alla coerenza è stato la scintilla che ha portato i sei prodi cavalieri della devastazione e del saccheggio a mettere le mani addosso ai due No Tav.

Entrambi hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, al più giovane, intervenuto in difesa del padre sono state diagnosticate lesioni guaribili in 10 giorni.

La risposta del movimento no tav è stata di unanime condanna nei confronti degli squadristi si tav.

Questa sera appuntamento a Susa per una manifestazione di protesta contro l’aggressione.

Ore 21 davanti al Municipio

Abbiamo resistito alle manganellate, abbiamo resistito alle lusinghe ed alla vaselina, resisteremo anche violenza dei mafiosi si tav!

Solidarietà a Franco Zaccagni, a suo figlio, al Comitato No Tav di Susa Mompantero.

No Tav Autogestione –Torino

notav_autogestione@yahoo.it

338 6594361

APRIAMO SPAZI DI LIBERTA'! L'ERBA CATTIVA NON MUORE MAI

Inviato da autonomix | 4 Mar, 2008
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