NO TAV: aggredito militante No Tav da esponente del Partito Democratico

Inviato da autonomix | 3 Mar, 2008
SUSA: aggredito militante No Tav da esponente del Partito Democratico


Ieri sera
2 marzo 2008, a Susa, un militante no tav è stato aggredito da 6 persone. In seguito alle percosse subìte il militante è stato ricoverato in ospedale. Per questa sera alle ore 21 in piazza d'armi a Susa è stata organizzata un'iniziativa di risposta alla grave provocazione.

Domenica pomeriggio uno dei coordinatori del movimento no Tav, é stato aggredito ( prima verbalmente e poi fisicamente ) da un capolista della lista del Partito Democratico e da altri personaggi , tra cui un sindacalista e una persona non identificata nei pressi di un banchetto propagandistico-elettorale del PD. L'aggredito e suo figlio ( che era intervenuto in sua difesa) sono stati successivamente ricoverati al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Susa perché hanno riportato lesioni varie.

Il No Tav aggredito aveva invitato il suo aggressore ad una maggiore coerenza (visto che si é dichiarato Sì Tav dopo essersi fatto immortalare sul Kilimanjaro con bandiera No Tav); lo stesso ha poi iniziato ad insultarlo pesantemente, minacciandolo anche ( di fronte a testimoni ) di morte per aver diffuso la sua foto con bandiera No Tav ( che dice di AVER DOVUTO FARE PERCHE' MINACCIATO DAI NO TAV CHE ERANO CON LUI).

Successivamente il militante notav ha trovato ad attenderlo un gruppo formato dai signori sopracitati che lo hanno nuovamente aggredito verbalmente e poi anche fisicamente. Il figlio, intervenuto in difesa di suo padre, ha subito un pesante pestaggio...



Seguiranno ulteriori aggiornamenti...

Torino 5 Marzo 1998!

Inviato da autonomix | 3 Mar, 2008
A nosotros nos quieren muertos
porque somos sus enemigos
y no les servimos para nada
porque no somos sus esclavos

Ci vogliono morti
perché siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perché non siamo i loro schiavi
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Soledad

Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità. Contemporaneamente vengono attaccate altre due case occupate: l’Asilo è sgomberato mentre all’Alcova l’operazione non riesce.
Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pelissero sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni attentati, avvenuti in Val Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità.
I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti.
Immediatamente nasce un vasto movimento di protesta contro la montatura di giudici Ros e Digos, che si estende anche in altre città. Decine e decine di persone vengono intimidite, pestate, inquisite, denunciate, processate e condannate.
Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, - in servile ossequio al potere - scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare.
Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle Vallette.
L’11 luglio successivo muore nell’identico modo anche Soledad Rosas, lei pure in stato di detenzione.
Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all’inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l’inconsistenza delle prove relative all’associazione eversiva (art. 270 bis).
Ora che gli abitanti della Val Susa sono “avvisati”, decolla il progetto del treno veloce. A contrastare i programmi ultramiliardari e altamente nocivi del potere, sono solo i pazzi ed i sovversivi. E finiscono male.
Seppelliti i morti, gli Assassini - premiati dallo Stato - vorrebbero dimenticare…

La seconda edizione de LE SCARPE DEI SUICIDI- Autoproduzioni Fenix -uscirà il prossimo mese(Marzo 2008) a dieci anni dai fatti

Repressione in USA: repressione ed intimidazioni al movimento ecologista americano

Inviato da autonomix | 2 Mar, 2008

Ancora repressione ed intimidazioni al movimento ecologista americano


ImageContinuana l'ondata di repressione ai danni degli attivisti animalisti ed ecologisti in USA.
Due episodi molto gravi sono da registrare in queste settimane (oltre al proseguio dei processi legati all'operazione Backfire).


IN PROTEZIONE DEI VIVISETTORI

L'UCLA (universita' della California) ha presentato un ricorso per ottenere il divieto di manifestare contro i propri atroci esperimenti su primati.
Gia' da almeno due anni, infatti, la UCLA e' oggetto di campagne animaliste legali ed illegali, le prime condotte con presidi e diffusione di informazioni, le secondi con sabotaggi ai vivisettori. Nell'agosto del 2006 un vivisettore fatto oggetto di dure proteste rinuncio' agli esperimenti su animali quando trovo un pacco bomba finto sul terrazzo di casa sua.
Gli imputati sono tre organizzazioni ritenute responsabili delle azioni illegali di intimidazione: la UCLA Primate Freedom Project (che tiene un sito interne cn nomi ed indirizzi dei vivisettori), l Animal Liberation Front e l'Animal Liberation Brigade (che rivendicano le azioni dirette).
L'UCLA difende la propria attivita' di tortura..dicono di fare ricerca scientifica per salvare le persone dal cancro, di non essere coinvolti con test di tossicita' su cosmetici o prodotti chimici e, naturalmente, di trattare bene gli animali.
Naturalmente le richieste della UCLA sono state prontamente esaudite e cosi' sara' impossibile avvicinarsi alle proprieta' dell'universita' e dei vivisettori.
Particolari restrizioni sono state emanate per 5 attivisti, per la UCLA Primate Freedom Project, per ALF e per Animal Liberation Brigade. La UCLA Primate Freedom Project ha dovuto cancellare dal proprio sito ogni riferimento ai vivisettori.
Ovviamente il giudice non intende limitare la liberta' di parola degli attivisti ma solo proteggere il giusto lavoro della UCLA.

La stampa riporta nei giorni seguenti la notizia che 6 persone mascherate sono irrotte all'una di notte nella casa di un vivisettore dell'universita' di Santa Cruiz. Un membro della sua famiglia ha subito qualche ferita a seguito di un colpo con un oggetto. Nessuna rivendicazione da parte di gruppi animalisti e nessuna certezza che l'avvenimento sia legato al lavoro del vivisettore (la cui identita' e' rimasta sconosciuta), nonostante questo la stampa attacca glianimalisti e la polizia mette a soqquadro la casa di un attivista in cerca di prove, ma senza eseguire nessun arresto.


INTIMIDAZIONI DELLA POLIZIA AD UN'ATTIVISTA EF!

Il 7 febbraio alle 23.30 a Cincinnati (Ohio, USA), Marie Mason, attivista dell'Earth Firs!, ha subito strane visite dalla polizia.
Prima la figlia 16enne di Marie e' rimasta spaventata dalla presenza di un individuo nascosto nei sedili posteriori della sua auto..quell'uomo era un poliziotto in borghese che ha sostenuto di essere alla ricerca di ladri.
Poco tempo dopo lo stesso poliziotto e' stato sorpreso con un suo collega in divisa mentre cercavano di entrare di nascosto nella casa di Marie. Alla richiesta di spiegazioni, i due sono usciti ed hanno sostenuto di aver voluto controllare se il convertitore catalitico dell'auto di Marie era stato rubato.
Un amico di Marie ha pero' successivamente trivato un navigatore GPS collegato alla macchina con due magneti..appena tolto il dispositivo un grosso pickup e' sopraggiunto dalla strada, si e' fermato nel giardino della casa e 4-5 uomini in borghese sono scesi con le pistole puntate, riprendendosi il GPS. A quel punto hanno cercato di interrogare i tre, dichiarando di sapere bene in cosa Marie fosse implicata..inoltre chiamando la figlia di Marie per nome le hanno detto "Non dovresti essere a casa di tuo padre stanotte??".
Sono a quel punto sopraggiunti altri poliziotti, uno in uniforme e 4-5 in borghese, sostenendo di essere nella narcotici. Marie e' uscita per avvertire gli amici di cio' che stava accadendo..gli sbirri le hanno strappato il telefono di mano e l'hanno avvertita che sarebbero tornati con un mandato di perquisizione.
Dopo poco un altro pickup e' arrivato a grande velocita', un uomo ne e' sceso ed e' corso nel giardino posteriore alla casa sparendo poi nel nulla.
Questo e' l'ennesimo episodio di intimidazione subito da Marie da un anno a questa parte, ovvero da quando si e' rifiutata di parlare con l'FBI delle azioni ell'ELF avvenute nel Midwest.

fonte:

 

http://veganlink.antifa.net/hp/

 

Botte, mazze e saluti romani assaltato pub a San Lorenzo ·

Inviato da autonomix | 2 Mar, 2008

Assalto Fascista a San Lorenzo

Botte, mazze e saluti romani assaltato pub a San Lorenzo

Fermato un giovane ultrà di destra. Nel blitz in via degli Etruschi anche uno striscione: “Vi terrorizzeremo”

Una spedizione punitiva con una ventina di ragazzi dell’estrema destra che hanno fatto irruzione, con mazze e coltelli, in un locale a San Lorenzo, abituale ritrovo di giovani di sinistra.
L’aggressione è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì (24-25/02/08). «Sapevano di trovare poca gente che avrebbe potuto rispondere all’attacco» sospetta Giuseppe Gugliotta, uno dei gestori del “Sally Brown” di via degli Etruschi. «Sono entrati verso l’una e mezzo del mattino – racconta Gugliotta – , quando stavamo per chiudere. Il locale era vuoto, c’era solo un gruppetto di cinque, sei clienti che chiacchieravano appoggiati alla vetrata esterna. E all’improvviso sono arrivati quei ragazzi, una decina, avevano i volti coperti con mascherine bianche. Hanno tirato fuori subito i bastoni. Contemporaneamente, altri otto sono entrati nel locale dove c’era solo il mio socio, dietro il bancone».
Il raid è continuato all’interno del locale, un piccolo spazio arredato con tavolini e sedie di legno e tappezzato da manifesti di band di sinistra. «Hanno rovesciato i tavoli e spaccato con i bastoni gli spillatori per la birra e molte bottiglia. Poi hanno rotto con alcune pietre i gradini sul retro e i vetri della porta d’ingresso». Per il gestore del pub, che racconta di aver già salvato il locale da un incendio doloso quattro anni fa, non c’è dubbio sulla natura politica dell’azione: «Sono sicuro che si tratta dell’ennesima azione legata a gruppi di estrema destra. Un paio di loro avevano anche uno striscione bianco in mano su cui avevano scritto con nastro adesivo “Vi terrorizziamo” e mentre spaccavano tutto urlavano: “Zecche maledette, fate schifo….».
A parte i danni al locale le lesioni riportate dai giovani nel locale sono state lievi. «Il mio socio è stato portato all’ospedale per una frattura alla caviglia – aggiunge il titolare del pub -. Ma poteva andare peggio ai ragazzi fuori dal locale: uno di loro ha riportato ferite alla testa per un colpo dato da una mazza, e quando hanno provato a difendersi sono saltati fuori anche i coltelli. Fortunatamente sono scappati quasi subito». Subito dopo l’assalto sono arrivate le macchine della polizia e dei carabinieri. Nella fuga però, uno degli aggressori è svenuto battendo violentemente la testa sul marciapiede ed è stato trasportato all’Umberto I dove è sorvegliato a vista dagli agenti. Secondo i primi accertamenti sarebbe un giovane legato all’estrema destra.

GAZA.UCCISI 40 PALESTINESI E 7 BAMBINI

Inviato da autonomix | 1 Mar, 2008

Gaza attaccata, uccisi 40 palestinesi
L'Anp minaccia: "Stop ai negoziati"


<B>Gaza attaccata, uccisi 40 palestinesi<br>L'Anp minaccia: "Stop ai negoziati"</B>

Un palestinese ferito dagli attacchi contro Gaza di stamane

GAZA - Almeno 40 palestinesi morti e oltre 100 feriti nei combattimenti in corso da questa mattina con le forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una situazione che ha indotto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen a minacciare la sospensione dei negoziati di pace.

L'elenco dei morti comprende anche sette bambini e tre donne. Tra loro una madre che stava preparando la colazione ai figli, una ragazza di 12 anni e suo fratello di 11 colpiti dalle raffiche mentre dormivano dentro casa. Si tratta del bilancio più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia, avvenuto nell'estate del 2005.

IL VIDEO

Dalla Striscia, da mesi controllata da Hamas, oggi sono stati lanciati 44 razzi contro il sud di Israele. Due persone sono rimaste ferite dai Qassam, quattro, che hanno colpito la città di Ashkelon.

L'operazione israeliana è iniziata poco dopo mezzanotte. Carri armati, con la copertura di elicotteri, hanno mosso sul campo profughi di Jalabiya e nella vicina Tufah, nel nord della Striscia di Gaza. A mezzogiorno di oggi, le Forze israeliane di difesa (Idf) si erano inoltrate di tre chilometri nella Striscia. Mentre infuriavano gli scontri tra israeliani e militanti di Hamas e della Jihad islamica, gli abitanti si barricavano in casa e gli imam recitavano versi del Corano dagli altoparlanti dei minareti. "Ci troviamo in mezzo a una guerra totale. Sentiamo sibili di razzi ed esplosioni ovunque", ha raccontato Abu Alaa, 40 anni, contattato telefonicamente dall'agenzia Afp.

Molti fotoreporter si sono trovati nel pieno della battaglia a Jabaliya e un fotografo palestinese è rimasto ferito dalle schegge di un proiettile israeliano.
Christopher Gunnes, portavoce dell'agenzia Onu per i Profughi (Unrwa), ha invocato "un immediato cessate il fuoco e l'avvio di trattative politiche che mettano fine ai combattimenti che stanno compromettendo gli interventi umanitari". I responsabili "delle morti di tanti civili devono rendere conto delle loro azioni", ha aggiunto.

Secondo fonti mediche del servizio sanitario di Gaza, la maggior parte delle vittime sarebbero state colpite dal grande numero di razzi lanciati dai velivoli israeliani. Nell'operazione hanno perso la vita almeno 15 militanti di Hamas e della Jihad islamica. Tra loro c'è anche il figlio di un deputato di Hamas, Abdurahman Shihab, membro della brigate Ezzedin al Qassam. Mohammed Shihab era stato eletto parlamentare proprio a Jabaliya nel 2006 come rappresentante di Hamas. Due giorni fa a Gaza era stato ucciso anche il figlio del capogruppo parlamentare di Hamas, anch'egli arruolato nelle milizie Al Qassam.

Da parte israeliana è stato finora reso noto che nei combattimenti sono rimasti feriti in modo non grave cinque soldati. Ma fonti informate riferiscono che due militari sono stati uccisi. Secondo l'emittente araba Al Jazeera i morti tra i soldati israeliani sono cinque.

Si tratta della più sanguinosa operazione israeliana a Gaza dopo molti mesi e giunge dopo un'escalation che nei quattro giorni precedenti aveva causato almeno 66 morti.

Il presidente palestinese Abu Mazen minaccia di sospendere i negoziati di pace con Israele in seguito al deteriorarsi della crisi militare: lo ha riferito a Ramallah il capo dei negoziatori palestinesi Ahmed Qureia. Qureia ha aggiunto che la possibilità di sospendere i colloqui di pace è stata discussa oggi nel corso di un vertice al quale hanno partecipato i leader dell'Autorità nazionale palestinese, ma non ha precisato se sia stata adottata qualche decisione.

Ieri il viceministro israeliano della Difesa, Matan Vilnai, aveva minacciato i palestinesi assicurando che "quanto più aumenta il fuoco dei Qassam e s'allunga la loro gittata, tanto più (i palestinesi) attireranno una shoah più grande, perché useremo tutta la nostra forza per difenderci". L'uso del termine 'shoah' ha sollevato molte polemiche, e un portavoce del ministro s'è poi affrettato a precisare che il termine era stato usato in senso moderno, di 'disastro'.
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