CRONACA MULTIMEDIALE DELLA GIORNATA DI VERONA DI OGGI

Inviato da autonomix | 17 Mag, 2008
[17 maggio Verona] "Nicola è ognuno di noi!" Manifestazione nazionale antifascista

H 18.30: MOBILITAZIONE RIUSCITA: IL CORTEO CITTADINO ERA LA STRADA GIUSTA!
Sono appena terminati gli ultimi interventi delle molte realtà veronesi e nazionali che hanno costruito questa giornata di mobilitazione e risposta contro la violenza fascista. Il corteo ha ottenuto di raggiungere Piazza delle Erbe, centro del salotto bene e delle forme di fascismo della città  veneta, respingendo i tentativi di provocazione della polizia.
Forte, cresciuta poco a poco ma infine raggiunta la partecipazione di una fetta consistente della città, quella che non accetta di essere schiacciata sulle posizioni fasciste di una certa cultura locale o quelle legittimiste del sindaco Tosi.
I numeri parlano chiaro: migliaia di persone in un città come Verona dimostrano la giustezza della scelta di un corteo cittadino. Molti migranti hanno partecipato a questo corteo, non accontentandosi della piazza tematica organizzata dai centri sociali del nord-est.

> Ascolta le valutazioni di Pippo (La Chimica)

H 17.30: 2oo metri alla conclusione del corteo antifascista di oggi che si è ripreso le strade di Verona, contro il (neo)fascismo e le politiche securitarie che ne legittimano il prodursi. Una manifestazione ampia, cresciuta nel suo farsi, capace anche di coinvolgere un pezzo di popolazione veronese.
Bilancio e impressioni di Andrea del centro sociale Askatasuna.

> Ascolta la diretta


H 16.45: LA POLIZIA PROVOCA, IL CORTEO RISPONDE!
Cresciuto il corteo. Determinante ora la presenza della città
di Verona grazie al lavoro delle realtà autorganizzate locali, La Chimica e il Circolo Pink che ricorda anche la scadenza di oggi come "giornata internazionale contro l'omofobia".
Qualche momento di tensione dovuto a provocazioni della polizia che ha cercato di spezzare in 2 il corteo tra "buoni" e lo spezzone "cattivo" antagonista; la polizia ha anche sparato due lacrimogeni, ricacciati però indietro dal corteo. Cordoni di compagn* hanno impedito la divisione del corteo.
Il corteo sta ora proseguendo il proprio percorso.

> Dallo spezzono antagonista, la corrispondenza di Damiana (InfoAut-Bologna-Lab. occupato Crash!)


H 16.00: Il corteo è partito, teso e molto determinato! Almeno già 5.000 i partecipanti. "Numeri importantissimi per una città come Verona" ci dice Pippo del cs La Chimica. Ancora pochi i veronesi, presenti soprattutto realtà antagoniste, amici di Nicola e studenti medi. Il corteo toccherà i punti nevralgici del centro città, luoghi delle aggressioni e della morte di Nicola.

> Ascolta la diretta

H 15.30: Manca poco alla partenza della manifestazione antifascista "Nicola è ognuno di noi". Qualche realtà deve ancora giungere da fuori e gli spezzoni iniziano a predisporsi: realtà cittadine veronesi, Ram (Rete antifascista Metropolitana) da Roma a significare il filo rosso che lega questa morte con quella di Renato, assassinato a Roma nel 2006; quindi le realtà lombarde di movimento e l'area antagonista con TOrino, BOlogna, Livorno e Modena.
Chiara (InfoAut) fa la descrizione della composizione del corteo.

> Ascolta l'intervista


H 14.45: Il corteo sta per partire. Migliaia le persone presenti al concentramento presso la stazione di Porta Nuova. Da Verona ma anche da molte altre città del Nord e Del Centro Italia. Qualche timore per eventuali provocazioni dell'estrema destra da parte degli organizzatori veronesi della mobilitazione.
“Nicola è ognuno di noi. Per sconfiggere insieme la paura. Scendiamo in piazza per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa. Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia. Per una Verona libera dalla paura e dall'odio, per una Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, per una città libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza”
Inizia così l'appello della manifestazione nazionale antifascista che oggi attraverserà le strade di Verona.

> Una breve diretta di radio Blackout con Chiara (csoa Askatasuna)


_______________________________________________________________________________

Sabato prossimo un corteo di massa cercherà di dare l'unica risposta possibile all'ultima di una serie di tragedie che ci ha visto negli ultimi anni (come movimento) accompagnare troppi compagni al cimitero.
Dax, Renato e oggi Nicola... una lista gia insopportabilmente troppo lunga. Ragazzi accoltellati o pestati a morte dagli squadristi di oggi, spesso cresciuti in ambienti in cui l'humus condiviso è quello della vile aggressione: al militante di sinistra, al migrante o al "diverso", a volte coperti da una destra istituzionale che con queste frange neo-fasciste intrattiene più di un rapporto, usandola per i propri servigi.

Intanto, nuove costellazioni del fascismo si riproducono nelle mostre metropoli, tra il consenso sociale dei ceti popolari che virano a destra, imbevuti di xenofobia e schifati dal salottismo di tanta Sinistra e l'iniziativa politicamente intelligente (per parte sua) di un'estrema destra che trova spazi di agibilità e interstizi sociali di radicamento, mentre le aggressioni continuano: nella notte tra l'8 e il 9 maggio, un'aggressione fascista ai danni di militanti No FLy a Ciampino; nella notte tra sabato e domenica un operaio trentenne in uscita dal centro sociale Pedro viene aggredito da 4 persone: «Era la prima volta che li vedevo -ha detto l'aggredito - Di sicuro italiani, due avevano la testa rasata. Mi sono difeso ma ho ricevuto diversi colpi».

Ma piangersi addosso non serve!

Le morti che ci portiamo dietro sono anche il sintomo evidente di una mancata risposta (e responsbilità) del movimenti, in particolare quello dei centri sociali, in troppi casi arretrato negli ultimi anni nel farsi traghettare verso posizioni di compatibilità istituzionale, relegando la pratica ( magari non centrale - ma mai archiviabile!) dell'antifascismo militante e della battaglia politica contro il risogente squdrismo di quartiere tra i nostalgismi di cui sbarazzarsi in fretta...
Non è così! Ce lo dicono i nomi e le storie di questi compagni persi negli ultimi 5 anni.

> Gli ultimi dettagli sul corteo nell'intervista con Pippo (cs La Chimica)


Per questo sabato saremo in tante e tanti a Verona, per ricordare, e ricordarci che Nicola è ognuno di noi, perché non ci siano altri Nicola, Renato o Dax da piangere domani, per riprenderci le strade e i territori contra una melma nera che approfitta delle nostre debolezze o mancanze per costruire razzismo e involuzione sociale.
Perché l'odio cambi di segno!

Qualcuno, di fronte a tanta offesa, pensa di poter gestire tutto con una piazza tematica e l'invito alla "partecipazione" di un'improbabile "società civile", indefinito soggetto buono per tutte le stagioni, tante volte invocato, rarmente capace di radicare consenso e riprodurre conflitto.
Come redazione di InfoAut aderiamo e invitiamo apartecipare al corteo cittadino che partirà alle h 15 dalla stazione veronese di Porta nuova.

> Ascolta l'intervista con Riccardo (cs La Chimica) che presenta il corteo di sabato

In direzione di questo corteo, ieri sera (13 maggio) si è tenuta una partecipatissima assemblea alla quale hanno partecipato anche cittadini veronesi non legati ad alcuna realta organizzata ed alcuni amici di Nicola, il ragazzo massacrato di botte da 5 giovani fascisti nella notte del 1 maggio a Verona.

> Ascolta il resoconto di una compagna veronese ai microfoni di RadiOndadUrto

___________________________________________________________________

TRASPORTI X VERONA

TORINO: pullman; chiamare per prenotazioni: 011-885027 oppure 3473837641

BOLOGNA: treno; metting point h 11 in stazione FS

PADOVA:
treno; stazione FS h 13.20

Treno Antifascista
MILANO: stazione centrale h 10.30
BERGAMO: stazione centrale h 11
BRESCIA: stazione centrale h 12.30



_____________________________________________________________________________


MATERIALI/POSIZIONI

"Contro i fatti di Verona, l'ora dell'antifascismo!" (Network Antagonista Torinese)

Nicola è ognuno di noi. La mano che ha ucciso Nicola è una mano fascista(CRASH!Cua)

(12/05/2008) Eppur bisogna andar... (DeriveApprodi)

 


Sito Internet: verona17maggio.noblogs.org/

ASSALTO AL CUORE DI NAPOLI: RAID E BARRICATE

Inviato da autonomix | 17 Mag, 2008
<B>Rifiuti, assalto al cuore di Napoli <br>raid e barricate, città sotto assedio </B> 
Rifiuti, assalto al cuore di Napoli
raid e barricate, città sotto assedio

Cumuli di rifiuti per le vie di Napoli

NAPOLI - La città è ora un tappeto di spazzatura. Non più solo cumuli, come nelle precedenti fasi acute di crisi, ma proprio sacchetti e cassonetti rovesciati per strada un po' ovunque. E non c'è più differenza fra periferie come Pianura e salotto cittadino. L'intera area urbana è avvolta dai miasmi della spazzatura in putrefazione e dai venti di rivolta. Ovunque si registrano pattuglie di ragazzi, teppisti organizzati, che sfrecciando in motorino si spostano da un focolaio di rivolta all'altro, ma anche donne e bambini che denunciano "ci entrano topi e insetti in casa" oppure "qua finiamo come col colera tanti anni fa".

Constatazioni alle quali fanno seguito le barricate e il lancio per strada di sacchetti. Che poi restano lì per ore e ore perché l'Asìa, l'azienda comunale di raccolta, non ha i mezzi necessari a intervenire prontamente in tempo reale dove la protesta insozza le strade. Non a caso il blocco del quartiere collinare del Vomero, iniziato giovedì sera, è stato rimosso solo ieri all'alba, mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino apriva la sua giornata constatando che "la situazione è raccapricciante".

Bastavano però poche ore e la città era di nuovo a ferro, fuoco e munnezza. In mattinata esplodeva la rabbia degli abitanti di via Imbriani, a cavallo di via Salvator Rosa, l'arteria che sale dal centro cittadino alla zona collinare. Strada bloccata, traffico più in tilt del solito, corse deviate per gli autobus, costretti a tornare in collina per scendere poi da un altro asse viario verso il centro. Stessa scena nel pomeriggio lungo la Riviera di Chiaia, la strada che collega il centro a Mergellina e Posillipo. Anche qui due file di cassonetti rovesciati per strada e sacchetti a completare la barricata, con donne e bambini in prima fila, prontissimi a rigettare a terra anche il poco materiale che alcuni poliziotti volenterosi cercavano di radunare ai lati della carreggiata.

Ancora blocchi in serata anche in serata nella zona occidentale di Bagnoli e Fuorigrotta, vicino allo stadio San Paolo, di nuovo su via Salvator Rosa, con la città spezzata in due nell'ora del rientro a casa e lungo via Forìa.

 

Una città in stadio di assedio. Si aggiungevano i roghi, nella zona di via Chiaia, nei dintorni di piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria, e in altri quartieri della Napoli collinare. In questa situazione arrivava in serata la nota ottimistica del commissariato straordinario: grazie all'apertura di un sito di stoccaggio nel casertano, gli impianti di Cdr hanno potuto accogliere e lavorare circa 7000 tonnellate di spazzatura. È il quantitativo medio di produzione di una giornata in tutta la regione, dunque almeno ieri la situazione non è peggiorata e da domani il ritmo di recupero, come annuncia a Napoli l'assessore Gennaro Mola, dovrebbe incrementare. Ma quello che si è accumulato nei giorni scorsi per terra resta lì, insieme alla esasperazione della gente. Sicché si moltiplicano le reazioni politiche.

Il presidente della Regione Antonio Bassolino nota che "Berlusconi e il governo vengono a Napoli (mercoledì 21, ndr), e mi sembra un segnale giusto". Intanto il sindaco Iervolino punzecchia il commissario straordinario Gianni De Gennaro: "Quando mi nomineranno commissario all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò. Siccome un commissario c'è, e si chiama De Gennaro, faccia il suo mestiere". E il presidente della Provincia di Napoli, il verde Dino Di Palma, invoca: "Apriamo immediatamente tutte le discariche in grado di accogliere spazzatura per quindici giorni".

Nicola è ognuno di noi! Spezzone antagonista

Inviato da autonomix | 17 Mag, 2008

.

 La mano che ha ucciso Nicola è una mano fascista. Una palese verità che nè distorsioni mediatiche, nè mistificazioni giudiziarie possono cancellare. Una verità che da il segno, con il dramma dell'assassinio di un altro ragazzo a Verona, ma come anche a Roma, Milano ed in altre parti del territorio nazionale, della presenza e del radicamento di formazioni squadriste neofasciste, di un'allarmante estensione delle aree di influenza di una cultura e di una società che attorno agli assiomi di odio ed intolleranza costruiscono e legittimano sè stesse. In una crisi altrettanto duratura della guerra permanente, laddove il movimento antagonista e quello dei centri sociali restano indietro sulla capacità di costruire attorno a sè una conflittualità sociale di parte, la destra radicale affina strumenti d'azione, sperimenta nella società il suo agire e riversa nelle istituzioni la sua presenza territoriale. La composizione dell'attuale governo, così come la vittoria di Alemanno a Roma, ne sono chiaro simbolo e sintomo. Una destra che si fa blocco sociale attorno all'allarme securitario non può essere considerata meno "fascista" in virtù di approdi e presenze istituzionali. A nessuno sfuggono, nei vuoti lasciati dal movimento antagonista e dai centri sociali, le capacità che nell'ultimo decennio la destra radicale ha espresso nella costruzione attorno a sè di comunità. La "protezione" del territorio dal diverso, l'affermazione su base differenziale di un sistema di garanzie sociali per gli "italiani", sono paradigmi attorno ai quali la destra radicale ha saputo agire tatticamente nella fase di crisi inaugurata dalla guerra permanente. Ergendosi di nuovo a spalla del capitalismo la destra fascista ha potuto, laddove è mancata una conflittualità di parte antagonista, articolarsi come strutturazione territoriale di istanze immediatamente raccolte su un piano istituzionale e di stato. Il proliferare delle "ronde per la sicurezza", la caccia all'immigrato e le deportazioni di massa, la criminalizzazione del migrante clandestino, un patriottico senso di "onore e fedeltà" sono tutti piani nei quali l'azione delle realtà neofasciste diventa immediatamente oggetto di normazione e nuova "legalità", appiglio e pretesto per l'azione di governo su livelli locali e nazionali. Come del resto subito stanno a ricordarci le parole del presidente del consiglio Fini all'indomani dell'assassinio di Nicola... Con un immediato recupero istituzionale, la morte per mano fascista di un ragazzo veronese diventa subito pretesto per colpire ed attaccare il conflitto che si muove su altri piani, in altri orizzonti. La campagna di boicottaggio della Fiera del Libro torinese dedicata ad Israele diviene oggetto di una improbabile equiparazione, di un'inesistente dicotomia. Ma come d'altronde è facile andare a leggere così nell'azione del precedente governo Prodi, come nelle amministrazioni locali del centrosinistra: il pacchetto Amato per la sicurezza, scagliato contro le componenti migranti e precarie della società, ha fatto da naturale seguito ad un lavoro di puntiglioso revisionismo storico e culturale, specificatamente mirato ad ostracizzare l'antifascismo; difficile leggere diversità tra le ronde di un sinistro Cofferati e di un verde Tosi. L'urgenza di aprire a tutto campo, di dare nuovo spazio, ad una pratica antifascista resta priorità del movimento antagonista, ben al di sopra di quanto si cerchino di dare per "superate" la contrapposizione al fascismo, la necessità di un continuo rinnovamento delle pratiche antifasciste. La risposta deve essere chiara ed unitaria, determinata, altrettanto capillare quanto la presenza di queste squadracce nelle varie città. La segmentazione che colpisce e fiacca il movimento va, di fronte ad atti di tale gravità, invertita: inutile trincerarsi dietro particolari appartenenze, dannoso delegittimare percorsi di liberazione collettiva e di ricerca della massima visibilità.

 Per questo Sabato 17 Maggio saremo a Verona, per essere parte di un CORTEO ANTIFASCISTA, che in questa appartenenza legga la necessità assoluta di negare al neofascismo ogni ambito di legittimità e presenza, di rilanciare un conflitto culturale e politico partigiano, di porre le basi per una de-fascistizzazione della società.

Da Bologna, appuntamento alle ore 11:00 in stazione FS per muoversi assieme verso Verona.

Laboratorio Crash!

Collettivo Universitario Autonomo