"COSI' HO VISTO I POLIZIOTTI SCATENATI PICCHIARE DONNE E ANZIANI"

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008

"Così ho visto i poliziotti scatenati picchiare donne e persone anziane"

Ecco il racconto di una docente di Storia testimone oculare degli scontri dell’altra sera davanti alla discarica di Chiaiano

- Sabato 24 maggio 2008
"Ho avuto la netta sensazaione che tutto fosse preordinato. Una carica non motivata La gente aveva le braccia alte, quelli strappavano gli orologi per farle abbassare"

NAPOLI - Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".

Ecco il racconto della professoeressa Di Guida

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra".

"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".

"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida
(docente di Storia e Filosofia - Napoli

 

Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato al Pigneto ·

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008

ROMA – Pestaggio neonazista a Roma. Aggredito un extracomunitario del Bangladesh nel quartiere del Pigneto. L’uomo, che gestisce un bar, è stato pestato da una banda di una decina di giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario colpendolo con violenza e urlando. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.
da Repubblica


 

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica
ha distrutto le vetrine di due alimentari e un call center
Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario
Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario

Il quartiere Pigneto
ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con il segno della svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari ed le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro locale di alimentari e la vetrata di un portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Partigiani Italiani.

Il quartiere, a metà anni ‘90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato ad essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

“Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare” è la prima reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

:Chiaiano:La resistenza continua..ULTIMI AGGIORNAMENTI

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008
.[Chiaiano] La resistenza continua.. le cariche della polizia anche! 5000 persone sfilano in corteo contro la discarica!

h 19:40 Si è concluso il corteo contro la discarica di Chiaiano, il quale ha visto una partecipazione numerosissima: i primi numeri che si danno si aggirano oltre le 5000 presenze. Una grande risposta del quartiere napoletano dopo gli scontri e gli arresti delle ultime ore, la gente non si è fatta impaurire da forze dell'ordine e repressione, scendendo in strade per difendere la propria terra.

..seguiranno aggiornamenti in serata..



Chiaiano, 24 maggio 2008

h 16 La polizia si è ora ritirata di qualche decina di metri mentre è stata sospesa qualunque comunicazioni con i presidianti che non abbandonano le strade di entrata al territorio predestinato a futura discarica.
Pietro compagno della Rete campana per la salute e l'ambiente, arrestato ieri sera, sarà agli arresti domiciliari fino al processo fissato del 15 giugno prossimo. Gli altri due arrestati sono ancora in attesa del rito direttissimo.

h 12 E' di nuovo tensione al presidio di Chiaiano. In mattinata nuovo attacco della polizia. Dopo una notte di relativa tranquillità a scatenare la rabbia dei manifestanti è stato il tentativo da parte di alcuni tecnici dell'Anm di rimuovere l'autobus che da ieri è stato messo di traverso lungo la carreggiata della strada che da Marano conduce alla discarica di Chiaiano. Sul posto sono tornate le forze dell'ordine che in assetto antisommossa hanno chiuso le principali arterie di collegamento e hanno poi caricato i manifestanti, almeno 5000 persone, uomini, donne e bambini con le braccia alzate.

> Ascolta/scarica l'intervista con Francesco (Rete campana salute e ambiente)

> Le foto di questa mattina su La Repubblica.it

Video degli scontri :
[RaiNews24] [Repubblica]

Durante il fuggi fuggi seguito agli scontri di poco fa tra manifestanti e polizia a Chiaiano, un ragazzo è caduto da un parapetto, precipitando da un'altezza di circa cinque-sei metri. Ancora incerte le sue condizioni. Dalle testimonianze che ci giungono pare che una donna incinta all'ottavo mese abbia patito un aborto spontaneo in seguito alle percosse subite ieri dagli agenti.

La carica di questa mattina fa seguito alle due di ieri sera. Migliaia di cittadini erano scesi in strada e avevano attuato due blocchi stradali, fermando un autobus dell'azienda napoletana mobilità e piazzandolo di traverso lungo la carreggiata. Le forze dell'ordine, in un clima di crescente tensione, hanno provato a far indietreggiare il muro umano della protesta, composto anche da donne e ragazzi.

Il primo bilancio è di sette manifestanti finiti in questura e 9 persone contuse tra cui un manifestante ricoverato in ospedale. Tra i fermati tre sono stati arrestati devono rispondere di resistenza e lesioni. Altre tre persone, invece, sono state denunciate in stato di libertà: in nottata sono state rilasciate. Per loro l'accusa è di resistenza. All'esterno della Questura si è svolto nella notte un presidio di solidarietà per chiedere il rilascio dei fermati. Anche qui momenti di tensione con due fermi. Gli arrestati saranno processati per direttissima.

L'inviato del Tg3 Romolo Sticchi denuncia di essere stato colpito con una bastonata da un agente, che gli ha sottratto la telecamera. Nel pomeriggio è previsto un corteo che partendo dalle strade di Marano arriverà alla discarica di Chiaiano.

 

COMUNICATI DI SOLIDARIETA'


> "Cariche a Chiaiano: la nostra solidarietà" (Presidio Permanente No Dal Molin)

> comunicato del comitato di lotta popolare no tav - "Solidarietà a quanti resistono"



vedi anche la feature sulla mobilitazione dei giorni scorsi:

>> [Emergenza Rifiuti] Napolitano emana il decreto: 10 le discariche. Primi scontri tra manifestanti e polizia a Chiaiano!

CRASH NON SI TOCCA

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008
[Bologna] Crash! non si tocca! [comunicato]
[23-5-08] Il fiume di falsità e imprecisioni che hanno accomunato gli articoli di stampa usciti nella giornata di oggi, venerdì 23 maggio, in merito alla nostra esperienza di autogestione dello stabile sito in via Zanardi 106 ha dell'incredibile... decisamente complesso e forse prolisso sarebbe soffermarsi punto per punto su quanto travisato, falsamente riportato, comodamente e funzionalmente mistificato nel corso di quella famigerata commissione o quantomeno nelle relazioni che ne sono state date.

Ma qualche punto va necessariamente rimesso al suo posto: primo, la proprietà mai ad oggi ha richiesto uno sgombero e quella della magistratura è un'iniziativa per il sequestro autonoma, mossa su assurde pretese di parallelismi tra l'occupazione di un edificio per finalità sociali ed i beni in possesso di organizzazioni mafiose o gli abusi edilizi; secondo, le reti sociali che il Laboratorio Crash! ha saputo costruire nel quartiere Navile, che conta migliaia di abitanti, non possono in alcun modo essere messe in discussione da una raccolta di firme che conta una trentina di persone, che attorno all'assunzione di una posizione tutta politica il signor Bignami ha portato ieri in una commissione in Comune. Con i nostri vicini abbiamo sempre parlato, i problemi di convivenza che ci sono stati abbiamo cercato di risolverli, sappiamo bene quanto è ricca la socialità che per un quartiere come il Navile il Laboratorio Crash! rappresenta in un altrimenti desolato scenario.

Se al signor Bignami non abbiamo null'altro da ricordare che le sue dichiarazioni rilasciate nella giornata del 6 ottobre (si noti bene,quella che ci portò a riaprire proprio quello spazio abbondanato di via Zanardi 106), un bagliore in un fiume di tenebre che gli fece intuire la necessità di riconoscere all'interno della città di Bologna un'esperienza come quella del Laboratorio Crash!, decisamente diverso è quanto ci sentiamo di rispondere ai signori Mancuso e Mazzanti.

Pilato Mancuso, nel suo scrollare responsabilità di dosso all'amministrazione, fa vero e proprio esercizio di rimozione. Una trattativa da noi cercata per l'individuazione di una sede idonea ad ospitarci per mesi e chiusa dall'amministrazione Cofferati. Il nostro passaggio, sempre seguito da sgomberi tutti politici, da 4, e ribadiamo 4, spazi di proprietà comunale danno bene il segno di quali infime dimensioni sia la scusa dietro la quale ci si cerca oggi di nascondere addossando le responsabilità altrove. Proprio il signor Mancuso firmò il 20 di agosto dell'anno scorso, l'ordine di sgombero dall'edificio comunale di via Zanardi 48, che interruppe un'altra volta i nostri progetti, che ci spinse a cercare una nuova sede, un nuovo spazio da restituire alla città, da rendere di nuovo vivo.

"Sgomberiamo il Laboratorio Crash! Restituiamo al giusto degrado urbano e sociale un altro pezzo di città! Lasciamo che la desolazione sociale cresca liberamente, frammentiamo, allontaniamo chi vive e rende viva la città... Consegnamo alla barbarie di qualche ronda fai da te l'insicurezza sociale! Priviamo per l'ennesima volta questa città della possibilità che si creino reti sociali incredibilmente e inaccettabilmente vive, che riproducano la società su basi altre..."

Ma a quello che tutto ciò produce siamo stati costretti purtroppo ad assistere di recente. Gli "occhi dei bambini da coprire", rimandano alla mente i bestiali istinti di informi folle impegnate a "farsi giustizia" durante i rastrellamenti nella città di Roma. L'intolleranza verso il diverso accende la miccia che incendia (molto poco metaforicamente purtroppo) e saccheggia campi rom a Napoli. L'assassinio di un ragazzo a Verona per mano di una ronda fascista diventa un punto che non fa storia, da rimuovere e dimenticare, un esempio di un, certo pur sempre brutto, "disagio sociale". Nella via Zanardi "roccaforte leghista", come è stata ultimamente definita, qualcuno è riuscito a raccogliere, in 7 mesi 30 firme... 4 firme al mese... Questo stesso è il segno inconfutabile di un territorio che non ci è ostile, con il quale non smettiamo di lavorare per impedire che queste barbarie sociali si producano, dell'attraversamento e dell'occasione di ricomposizione sociale che uno spazio come il Laboratorio Crash! in quel quartiere rappresenta. E di fronte a tutto questo la nostra controparte, l'amministrazione Cofferati, non sa nemmeno chiedersi a chi e a cosa sta consegnando la nostra città... Una cecità allarmate, indice di un preoccupante futuro anche per una città così potenzialmente vitale come Bologna.

Ma noi non vogliamo e non sappiamo assecondare queste derive securitarie. Ci troverete sempre là, a costruire barricate contro l'intolleranza e per la libertà di scegliere di sè, a difendere le conquiste di una società che vuole ancora immaginarsi viva e solidale, laddove ci sarà da difendere uno spazio, una famiglia sotto sgombero, un campo rom sotto attacco. E lo faremo presto nelle piazze, nelle strade, ovunque in questa città. Il Laboratorio Crash!, gli spazi sociali sociali bolognesi, non si toccano!

Laboratorio Crash!

------------Stay on line! Enjoy high tek proletariat infostreaming!BAZ - http://www.ecn.org/bazINFOAUT - http://www.infoaut.orgLaboratorio CRASH! - http://myspace.com/laboratorio_crashCollettivo Universitario Autonomo - http://cua.noblogs.org

Chiaiano - Cariche della polizia e fermi generalizzati

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008

Riceviamo e inoltriamo

Pesanti cariche dellla polizia a Chiaiano questa notte, 5 fermi, anziani e bambini coinvolti, le telecamere sono state sequestrate ai giornalisti.
Migliaia di persone in presidio ora resistono.


 

fonte repubblica

Il provvedimento, firmato da Napolitano, individua siti in tutte le province campane compresa Napoli. E la gente manifesta: scontri, 10 contusi e cinque fermati
Dieci discariche nel decreto rifiuti e a Chiaiano esplode la protesta
Appello di Maroni: "Capisco la reazione, ma dobbiamo risolvere questa tragedia"

ROMA - Dieci discariche, per tamponare e avviare verso una soluzione l'emergenza rifiuti in Campania: i nomi dei dieci siti - tra cui Chiaiano a Napoli - sono inseriti nel decreto firmato da Giorgio Napolitano. Ma in serata, proprio a Chiaiano, esplode, fortissima, la protesta: manifestanti contro forze dell'ordine, blocchi stradali, scontri, lanci di pietre. Il bilancio è di dieci dimostranti contusi, e cinque persone fermate.

Gli scontri. I cittadini hanno cominciato a manifestare a Chiaiano nel pomeriggio. Hanno bloccato le strade di accesso alla zona, hanno rovesciato anche due egli autobus. Di fronte a questo comportamento, le forze dell'ordine hanno compiuto due cariche: una decina di persone hanno riportato contusioni, una ha avuto un malore ed è stata traspostata in ospedale. L'inviato del tg3, Romolo Sticchi, ha riferito di essere stato bastonato dai poliziotti. In serata, la tregua. Ma intanto una trentina si persone si è recata davanti alla questura di Napoli, in via Medina, per sollecitare il rilascio dei cinque fermati dalla polizia. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha commentato così: "Era prevedibile una reazione di questo tipo, lo capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale".

Le discariche. Nel decreto, che ora viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, sono indicati dieci siti dove dovranno essere realizzate le discariche: tra questi sicuramente tre già conosciuti - Savignano Irpino nell'avellinese, Sant'Arcangelo Trimonte nel beneventano e Terzigno nell'area vesuviana del napoletano - ai quali si aggiungono un'altra cava a Terzigno, e poi Andretta in provincia di Avellino, Ferrandelle a Santa Maria La Fossa, Cava Mastroianni in località Torrone in provincia di Caserta, Serre in provincia di Salerno e, appunto, Chiaiano, a Napoli, già prevista nell'ordinanza firmata dal commissario uscente Gianni De Gennaro lo scorso 30 aprile.

Il caso Serre. Quanto alla località del salernitano, nel decreto è indicato soltanto il nome del comune: in teoria si potrebbe ampliare l'attuale discarica di Macchia Soprana, e anche aprirne una nuova a Valle Della Masseria, dove si consumò lo scontro con l'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

I termovalorizzatori. Saranno quattro, di cui uno a Napoli. "E' giunto il momento - dice Bertolaso - di scrivere la parola fine ad una vicenda che il presidente Napolitano, in maniera ottimista e benevola, ha definito penosa". Ed è giunto il momento di chiuderla "con le favole: quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla". Bisogna dunque "rimboccarsi le maniche, mettere da parte malumori, strumentalizzazioni e divisioni".

Bertolaso polemico. Parole, quelle appena citate, rivolte non solo a quei cittadini che non intendono ascoltare ragioni diverse dalle loro ma anche a "qualche collega burocrate" che, sono sempre parole di Bertolaso, ha fatto "resistenze" al decreto perchè non convinto dalla compatibilità del ruolo di capo della protezione civile accanto a quello di sottosegretario ai rifiuti.

L'utilizzo dei militari. Prima di lasciare Napoli Bertolaso è tornato sull'utilizzo dei militari, che non "avranno regole d'ingaggio" perchè il loro compito sarà di "sorveglianza, tutela e protezione dei siti". E però, ha precisato, poichè le discariche saranno siti di interesse strategico, "se qualcuno tenta di violarle paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell'esercito".

 

 

 

ORA IL PONTE SULLO STRETTO

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008

Riuscire a dare ad Impregilo a gennaio del 2009 l'ordine di inizio attività per predisporre il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. E' l'obiettivo che indica il presidente dell'Anas e della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, dopo la lettera ricevuta dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che invita la società a riprendere l'attività.

"Il passo più importante è la ridefinizione della Convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor, perché due anni di fermo non sono indolori. Tutta questa attività nei prossimi sei mesi dovrà consentirci a gennaio 2009 di dare a Impregilo l'ordine di inizio attivita' per predisporre progetto definitivo", spiega.

Seguirà, prosegue Ciucci, "il tempo necessario per approvazione e a maggio-giugno 2010 possiamo prevedere la posa della prima pietra".

Sarà poi possibile centrare l'obiettivo di inaugurare l'opera nel 2016. "E' un obiettivo impegnativo, ma possibile", commenta Ciucci