Terrorismo: Giudici Milano, no a Cgil parte civile processo Br, si ai Ministri

Inviato da autonomix | 29 Mag, 2008
Milano, 28 mag. (Adnkronos) - Si' alla costituzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri come parte offesa nel processo in corso a Milano contro le Nuove Brigate Rosse, ma no alla costituzione, nel procedimento, della Cgil. Cosi' ha deciso la prima Corte d'Assise di Milano che, con una breve ordinanza, ha 'bocciato' perche' tardiva la richiesta fatta dal sindacato, questa mattina, di voler partecipare al procedimento. No anche alla costituzione di parte civile di Pietro Ichino nei contronti di Michele Magonna, l'imputato 'agganciato' al procedimento principale nel corso dell'ultima udienza.

Comunicati attacco fascista all'Ex-Mattatoio

Inviato da autonomix | 29 Mag, 2008

SOTTO ATTACCO DELL'IDIOZIA

Il tentato incendio del CSOA EX Mattatoio, nella notte tra il 24 e il 25-05-08, è il reiterato tentativo di quattro stupidi di fermare le attività del centro o comunque intimidire i compagni/e dell'area antagonista perugina. Ci avevano già provato con delle luride scritte alcuni anni fa. Poi son tornati dopo la proiezione di “Nazirock”, che alle loro teste bacate deve essere sembrato un affronto e allora hanno spaccato con spranghe le vetrine del centro e assaltato il camper di un compagno parcheggiato lì fuori, mettendone in pericolo l’incolumità. Ora ci hanno riprovato col fuoco, a distanza di neanche un mese dall’ultima aggressione, convinti dell'impunità assicuratagli dai loro amici al governo e dall'aria di piena restaurazione culturale e politica in atto anche in questa città. Lo dimostra la stupidità della politica istituzionale perugina che da 5 anni decide di non decidere. L'inedia e l'incapacità della cosiddetta "sinistra radicale" si è infatti brillantemente manifestata nel comportamento del Presidente del Consiglio Comunale, che nella seduta del 19 maggio, di fronte a 70-80 compagni/e che chiedevano il diritto di parola per illustrare le condizioni di inefficienza e incapacità dell'intera politica della Giunta sulla questione degli spazi sociali, ha scelto di interrompere la seduta. E poi magari questi stessi soggetti spenderanno fiumi di parole per spiegare perchè hanno perso alle ultime elezioni, perchè non sono credibili, perché la gente pensa che sanno solo essere attaccati alla poltrona e ai loro lauti stipendi.

IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO!

Il centro sociale ex-mattatoio è oggettivamente sotto attacco dell'idiozia. Fascisti e gestori delle istituzioni (di destra e di sinistra) convergono nel voler chiudere un posto aperto dove è possibile esperire autoorganizzazione e socializzazione fuori dai lugubri esempi dell'immaginario borghese. Ciò che dispiace loro è che ci siano spazi dove non si riproduca gerarchizzazione sociale, dove si esprima solidarietà reale agli immigrati (da oggi criminalizzati per legge in quanto tali, da anni incarcerati nei CPT) dove si provi a costruire un altro mondo possibile. Opportunisti di ogni risma da tempo nascondono le proprie responsabilità dietro scellerate politiche securitarie, ascrivendo il problema degli spazi sociali a problemi di ordine pubblico e qualcuno ha già insinuato che il tentativo di incendio al C.S.O.A. sia imputabile agli stessi compagni del centro sociale. Alcuni di noi, che la notte del 24 erano lì a chiudere il cancello di accesso al C.S.O.A. sanno che l’attacco è avvenuto da fuori.
E’ ora che tutti questi signori al governo della città, dichiarino pubblicamente da che parte stanno:
Coi nazisti o con chi si auto-organizza per costruire un mondo e una vita migliore per tutti?

Solidarietà al c.s.o.a. ExMattatoio ANTIFASCISMO MILITANTE!

Rete Antifascista Perugina, 26-06-08

Si allega comunicato del c.s.o.a. ExMattatoio

Ci risiamo, attacco criminale al c.s.o.a. ExMattatoio. Ma noi resisteremo...

La notte fra sabato e domenica 25 maggio un incendio doloso è stato appiccato al centro sociale ex-Mattatoio di Perugia. Ancora una volta ci troviamo a denunciare un attacco criminale dalla triste impronta fascistoide, il secondo in pochi giorni. Se meno di un mese fa l'aggressione nazifascista con spranghe aveva danneggiato tutte le vetrate della struttura, il fuoco rappresenta un salto di qualità. Il tentativo, tempestivamente controllato dai vigili del fuoco, è stato infatti quello di creare danni permanenti all'edificio, mettendo a rischio l'incolumità stessa delle persone che potevano trovarsi all'interno.

Le attività del centro sociale e il consenso che riscuotono sia nel quartiere che in tutta la città, danno evidentemente fastidio.

Mentre noi orgogliosamente rivendichiamo sempre le nostre iniziative in maniera pubblica e a volto scoperto per sottolineare il coraggio e la giustezza delle nostre idee, c'è invece chi sa solamente agire di nascosto e in modo vigliacco.

A legittimare i soliti quattro idioti contribuisce anche il clima di ostilità creato artificiosamente da chi, soprattutto in questo ultimo anno, ha creduto e fatto credere che il centro sociale fosse un problema di ordine pubblico.

Clima creato, sostenuto e fomentato anche dai comportamenti ambigui di alcune istituzioni cittadine. È evidente come, arrivati a questo punto, non basta più una solidarietà espressa attraverso la semplice dichiarazione di intenti, ma è necessario che seguano atti concreti.

Come altre volte non ci lasceremo intimidire e invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare lunedì 26 maggio 2008 alle ore 21:30 ad un'assemblea aperta al centro sociale ex-Mattatoio.

C.S.O.A. ExMattatoio

Emiliano libero! Forza nuova fuorilegge!AGGIORNAMENTI SU AGGRESSIONE FASCISTA

Inviato da autonomix | 29 Mag, 2008

E’ di poche ore fa la decisione del giudice in merito ai 6 fermi eseguiti a seguito dell’aggressione neofascista compiuta da appartenenti a Forza Nuova avvenuta ieri davanti all’università La Sapienza.

Giuseppe è stato liberato mentre per Emiliano ha avuto conferma la richiesta del Pm di arresti domiciliari in attesa del nuovo processo che si terrà il 2 luglio. Domiciliari che sono stati dati anche a 2 esponenti di FN. L’imputazione per tutti rimane rissa aggravata.

Il presidio di fronte al tribunale, che ha avuto inizio questa mattina alle 9.00, è stato affollato da più di 200 giovani, studenti e militanti dei centri sociali e di altre realtà cittadine. Ed è lo stesso presidio a segnalare l’atteggiamento provocatorio delle forze dell’ordine che ha fatto più volte passare i neonazisti arrestati, e poi liberati, nel mezzo della folla che attendeva le notizie dei propri compagni.

Nel pomeriggio si è svolta all’università un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di più di 800 persone tra studenti e docenti della Sapienza, tra cui il Prorettore Luigi Frati e il Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche Roberto Antonelli. Anche l’ANPI insieme a nomi storici dell’antifascismo romano hanno preso parte all’assemblea. Da questa è uscita forte la denuncia, degli studenti e delle istituzioni accademiche, contro gli aggressori neonazisti che fanno del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali la propria pratica politica.

L’università ha affermato che si costituirà parte civile al processo e che ritiene netta la distinzione tra chi è stato aggredito e chi ha attaccato con spranghe, bastoni e mazze chiodate degli studenti che stavano attaccando manifesti. Non è passato, quindi, il tentativo di mantenere un’equidistanza tra le parti coinvolte.

Gli studenti che si sono mobilitati in questi giorni lanciano l’appuntamento di domani mattina alle 8.30 per un presidio in università, per mantenere alta l’attenzione sui fatti di ieri e per impedire l’accesso in università alle organizzazioni neofasciste che avevano lanciato l’appuntamento sulle Foibe (previsto per domani), con la presenza di Roberto Fiore.

Vedi anche:
28 maggio - Sapienza, la verità non si arresta!
27 maggio - Sapienza libera dai nuovi fascismi!
27 maggio - Comunicati di solidarietà
27 maggio - Roma, La Sapienza - Aggressione neonazista con audio conferenza stampa | [ foto ]
26 maggio - Università la Sapienza: revocata l’autorizzazione, vittoria degli occupanti!
26 maggio - Occupata la Presidenza della Facoltà di Lettere (La Sapienza) | comunicato studenti | [ foto ]

Link
www.uniriot.org

Sottopasso Bloccato | Rassegna Stampa sul presidio al CPT

Inviato da autonomix | 29 Mag, 2008

fonte macerie

27 maggio. Alcuni solidali con i detenuti del Cpt in sciopero della fame tendono un cavo d’acciaio attraverso il sottopasso di piazza della Repubblica, assieme a uno strisicone su cui si legge “Cpt=lager”. Traffico in tilt per un’ora lungo corso Regina fino al Rondò della Forca


 

fonte orino cronaca

Il consolato di Genova avrebbe avanzato dubbi sulla vera identità dell'uomo deceduto al Brunelleschi
Morto al Cpt: tracce di coca nel sangue, forse era un tunisino

TORINO 28/05/2008 - Il prefetto Perla Stancari, direttore centrale per la Cittadinanza, le minoranze e i diritti civili del ministero dell’Interno, ha visitato ieri il Cpt di corso Brunelleschi, recentemente ampliato con un intervento da 12 milioni di euro e sotto utilizzato per un terzo delle potenzialità, su incarico del Viminale. Più che una verifica, un’ispezione utile a raccogliere ulteriori testimonianze dai detenuti e dal personale in servizio.

Decisa “per accertare le circostanze e i fatti occorsi nella notte tra il 23 e il 24 maggio che abbiano rilievo sotto il profilo amministrativo”, precisa in una nota il Viminale. Intanto, sulle cause che hanno portato al decesso del magrebino, si affianca alla prima ipotesi - asfissia da polmonite fulminante - quella dell’overdose. Una crisi che, secondo quanto verificato dalla delegazione politica che ha visitato il centro di corso Brunelleschi lo scorso lunedì, l’infermeria del Cpt avrebbe potuto sedare con il Narcan. Nel sangue del magrebino sarebbero state rinvenute tracce di hashish e cocaina. I primi risultati degli esami a cui è stato sottoposto il cadavere di Hassan Nejil, non fanno escludere un’ipotesi per la cui certezza bisognerà attendere ulteriori test tossicologici. «Ho parlato con il piemme che ha preso in carico l’inchiesta, il dottor Ausiello – commenta l’avvocato Gianluca Vitale -, e fino a quando non ci saranno i risultati definitivi è presto per fondare simili ipotesi». Sull’accertamento, invece, della vera identità di Nejil, sedicente marocchino ma in possesso di passaporto tunisino, secondo fonti attendibili si starebbe muovendo ora anche il consolato tunisino di Genova. Il vero nome di Najil potrebbe essere Fathi El Manai, identità che sarebbe nota agli uffici del consolato. Consolato che, nei prossimi giorni, potrebbe richiedere una controperizia necroscopica sul cadavere del magrebino.

Ieri sera, dalle 21, un centinaio di esponenti dell’area anarchica e antagonista torinese si è dato appuntamento in corso Brunelleschi per un presidio di solidarietà con gli immigrati e di protesta contro i centri di permanenza. Le scritte fatte sui muri del Cpt e gli striscioni appesi agli alberi del viale chiedevano l’immediata chiusura dei centri e la liberazione dei detenuti. “Liberi tutti, fuoco ai cpt” gli slogan. Attorno alle 22 alcuni manifestanti hanno preso un megafono e pronunciato frasi in arabo rivolte ai detenuti che hanno risposto con urla e applausi. I partecipanti al presidio hanno invitato gli immigrati - che continuano lo sciopero della fame e dell’assunzione di medicinali - a contattare un numero di telefono per «denunciare quello che succede là dentro». In tarda serata, sono stati esplosi alcuni fuochi d’artificio. Le forze dell’ordine hanno osservato lo svolgimento della manifestazione con discrezione e, fino alla chiusura del giornale, non si sono registrati particolari incidenti. Anche su un balcone di un’abitazione di corso Brunelleschi è comparso uno striscione con su scritto “solidarietà ai detenuti del Cpt”.


 

fonte repubblica

Vertice al Viminale fra i ministri dell'Interno e della Difesa un gruppo di lavoro comune individuerà i siti più idonei
Immigrazione, caserme dismesse potrebbero ospitare i nuovi cpt
Maroni: l'obiettivo è avere una struttura per regione pronta nel giro di due mesi nei giorni in cui il ddl del pacchetto sicurezza sarà approvato dal Parlamento

ROMA - Strutture militari non più in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati, (gli ex cpt, centri di permanenza temporanea). E' uno dei risultati del vertice fra il ministro dell'Interno, Roberto Maroni e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Nel corso dell'incontro, fa sapere il Viminale, è emersa "piena convergenza" sulle recenti misure legislative per la sicurezza contenute nel pacchetto sicurezza e sulla necessità di individuare nuovi Centri di identificazione ed espulsione. A questo scopo, il ministro La Russa ha fornito proposte sull'utilizzazione di strutture militari dismesse. E' stato quindi deciso di istituire un gruppo di lavoro tra i due ministeri, Interno e Difesa, che procederà all'individuazione dei siti ritenuti più idonei ad ospitare le nuove strutture.

E' il disegno di legge approvato nello scorso Consiglio dei ministri a rendere necessaria l'apertura di nuovi Centri in cui trattenere gli immigrati irregolari in attesa dell'espulsione. Il provvedimento stabilisce infatti che il tempo di permanenza in queste strutture si allunghi dagli attuali 60 giorni a 18 mesi. Questo - insieme all'introduzione del reato di immigrazione clandestina prevista dallo stesso ddl - comporta l'esigenza di nuovi Centri.

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ritiene necessarie altre dieci strutture. L'obiettivo, ha spiegato, è averne una per regione pronte nel giro di due mesi, quando il ddl del pacchetto sicurezza sarà probabilmente approvato dal Parlamento. Attualmente sono 10 i cpt operativi: Bari-Palese (196 posti), Bologna (95), Caltanissetta (96), Lamezia Terme (75), Gradisca d'Isonzo (136), Milano (112), Modena (60), Roma (300), Torino (92), Trapani (57).

Per i nuovi si pescherà, dunque, tra le caserme dismesse della Difesa, che potrebbero essere allestite rapidamente, secondo quanto assicurato da La Russa a Maroni. E sarà il gruppo misto Interno-Difesa a visitare le strutture e scegliere quelle idonee ad ospitare i centri di identificazione e espulsione.

Il governo istituisce i nuovi cpt: carcere etnico e pene prolungate

Inviato da autonomix | 29 Mag, 2008
. Sabato: corteo a Torino per Fathi! (cronaca, interviste e materiali)


|Maggio 2008| Tra i pochi risultati effettivamente ottenuti dal nuovo esecutivo, l'emanazione ieri di una nuova regolamentazione dei famigerati Centri di Permanenza Temporanea che con questo nuovo decreto assumono la forma piena di "carcere etnico": l'immigrazione clandestina come reato, "soggiorno" prolungato fino ai 18 mesi e loro trasformazione in centri di espulsione; l'aspetto più inquietante è l'allestimento di caserme dismesse in inquietanti "centri di identificazione e espulsione".

Certo, tra le dichiarazioni e la loro piena attuazione si apre l'abisso dell'applicabilità effettiva e quotidiana della norma che, più delle scarse e difficoltose resistenze dei movimenti, renderà inapplicabile una normativa che dovrebbe ipso facto incarcerare centinaia di migliaia (forse milioni) di persone che lavorano, producono ricchezza e vivono nel nostro paese e sovraccaricare una burocrazia poliziesca già ingolfata.
Di sicuro però, il Berlusconi-tris schiantatosi contro le resistenze delle popolazioni campane, deve mostrare almeno un pezzo del pugno duro promesso col "Pacchetto Sicurezza", in un clima sociale fomentato da crisi economica e produzione mediatica d'insicurezza; quella stessa che potrebbe anche rivoltarglisi contro se non trova risposta nella corrispettiva produzione di una merce-sicurezza vendibile dall'sitituzione e consumabile dal cittadino-medio.
Ed è allora ancora una voltra contro lo straniero, diverso per definizione, che si può facilmente scagliare e governare il risentimento e l'odio di quote consistenti del corpo sociale.

> Ascolta l'intervista con Alessandro dal Lago "Elementi del Discorso securitario"

>
Il governo delle espulsioni (di Alessandro Dal Lago)

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SABATO 31 MAGGIO: CORTEO PER FATHI/HASSAN E LACHIUSURA DI TUTTI I CPT!

Dentro questo quadro, la morte del migrante marocchino avvenuta domenica nel cpt di corso Brunelleschi, assume rilievo paradigmatico della condizione d'internamento dei migranti vittime dei cpt, del carattere di non-luoghi di queste strutture, dell'infame collaborazionismo dell'impresa umanitaria Croce Rossa nella gestione dell'odierna forma dei campi d'internamento.

Fathi (come si è scoperto chiamarsi il giovane marocchino morto domenica) o Hassan (come l'Italia l'ha chiamato e ucciso), Fathi-Hassan è morto perchè nella contemporanea legislazione dell'Europa Comunitaria (e non nell'eccezione italiana) era,come migliaia di altri suoi fratelli e sorelle, un corpo uccidibile. La sua morte da cane, nella sua eccezionalità, nasconde la norma di una condizione di sotto-cittadinanza tanto comoda al potere/capitale per gestire al ribasso e con ricatto, l'infinita e graduale gerarchia della forza-lavoro mobile e precaria.

Emergono in queste ore con indiscutibile chiarezza, le resposabilità fattuali nella morte di questo giovane della Croce Rossa, accompagnate dalla infami dichiarazioni del suo portavoce colonnello Baldacci, esternazioni che denudano il carattere razzista e coloniale di questa organizzazione para-militare.
Fathi/Hasan non è stato soccorso, è stato letteralemente lasciato morire...

> La ricostruzione della morte di Fathi e le responsabilità da accertare (avv. GL Vitale)

Fin dal giorno della sua morte è scoppiata, disperata, la rabbia dei suoi compagni di detenzione [a lato, alcune foto della rivolta nella notte tra domenica e lunedì] che continuano a portare avanti con disperata determinazione uno sciopero della fame, unico mezzo a loro disposizione per far sentire la propria voce.

> "Hanno detto che era tardi, e lo hanno lasciato morire" di Gabriele Proglio


> Un'intervista dal cpt in lotta effettuata lunedì da Radio Blackout

Oltre all'infamia, l'orrore
: la Croce Rossa ha minacciato di sospendere ogni intervento sanitario fino a quando le proteste e lo sciopero della fame intrapresi dai trattenuti non finiranno.

Nel corso della settimana si sono susseguiti una serie di presidi spontanei di solidarietà con la lotta dei migranti detenuti. In questi giorni si sta tentando di costruire un corteo cittadino per chiedere "Verità e Giustizia per Fathi/Hassan", per portare solidarietà ai detenuti di corso brunelleschi, per rivendicare ancora una volta la necessaria chiusura e soppressione di questi odieni orrori giuridicie umani che soni i centri di permenenza (sempre meno) temporanea.

> Le iniziative della settimana: corteo e assemblea pubblica (Claudio-csoa Gabrio)