Morto Nicola Tommasoli, è omicidio fascista!

Inviato da autonomix | 6 Mag, 2008
[Verona] . Fini: "l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino"

Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato da alcuni fascisti la notte del primo maggio è morto. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione iniziato dopo l’assenza di attività cerebrale. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Mentre i media continuano a parlare di futili motivi, quello che è un omicidio fascista, il neo presidente della Camera Gianfranco Fini dagli studi di Porta a Porta, giudica l'omicidio di Nicola di rilevanza minore rispetto ai fatti di Torino e la dimostrazione delle bandiere d'Israele bruciate ad opera del Network Antagonista Torinese. La testimonianza: “Erano delle bestie”. Al tg Studio Aperto, uno dei due amici che era con la giovane vittima ha raccontato il pestaggio. “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi – ha aggiunto – uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perchè ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti – ha aggiunto – ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì – dice l’amico, riferendosi alla rianimazione – si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.

Due latitanti. Fermati nella notte altri due neofascisti coinvolti nella brutale aggressione. Avrebbero ammesso le loro responsabilità convincendo la magistratura a trasformare il fermo in arresto nel carcere veronese di Montorio. Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, catturati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri di distanza da Verona. Ieri si era costituito e aveva confessato Raffaele Dalle Donne, un estremista di destra già noto alle forze dell'ordine per episodi di violenza. Gli altri due componenti del gruppo non ancora arrestati sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Pero e Tabuio, risultano fuggiti all'estero con l'auto della madre di uno di loro, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese.

I futili motivi. I media nazionali continuano a parlare di "futili motivi", di una sigaretta negata, ma persino dalla testimonianza di uno degli amici di Nicola si evince che la famosa sigaretta era solo un pretesto per un'aggressione di gruppo, infame e brutale come solo un branco di fascisti sa compiere. Il voler continuare a sminuire un omicidio di matrice politica risulta una strategia abile per non far crescere la tensione e la solidarietà antifascista. Persino lo stadio viene utilizzato per celare la matrice politica, mascherando al frequentazione saltuaria degli assini alle iniziative del Veneto Fronte skinhead, preferendoli ultras. La curva del Verona, le brigate gialloblu' sono proprio questo infatti un connubio di neofascismo, neonazismo e ultras, tenuti insieme dalla matrice politica del gruppo nota per le sue esternazioni e aggressioni politiche nei confronti di curve giudicate di sinistra.

Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera - "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".

sono in elaborazione alcune iniziative, seguiranno aggiornamenti

 



leggi anche:
Aggressione fascista a Verona, ragazzo ridotto in coma. Si costituisce un aggressore



Comunicato degli antifascist* veronesi


Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nuova ha pestato brutalmente un ragazzo di 29 anni di nome Nicola riducendolo in fin di vita e in coma irreversibile. L’unica “colpa” del ragazzo è stata quella di rifiutare una sigaretta e non accettare l’atto arrogante e intimidatorio dei 5 neofascisti, un pretesto già usato in altre aggressioni per dare il via al pestaggio. Queste squadracce di nazi fascisti è oltre 3 anni che scorrazzano impunemente per il centro di Verona aggredendo, picchiando, derubando e accoltellando chiunque sia “diverso” : l’immigrato, il comunista, l’anarchico, quello con i capelli lunghi o con l’orecchino…. l’importante è fare “pulizia” nella “loro” città. La loro ferocia è rivolta a chiunque non entri nei loro canoni estetici o non sia immediatamente pronto ad abbassare lo sguardo e cambiare velocemente marciapiede al loro passaggio. Ricordiamo che da anni sono avvenuti pestaggi a danno di compagni/e, accoltellamenti a militanti antifascisti e una miriade di aggressioni e furti a ragazzi e ragazze solo perché avevano un Kebab in mano o perché semplicemente non gli piacevano ed erano nel “loro” territorio. La polizia, e in primis i carabinieri di Verona con la complicità della stampa e della televisione asservita e obbediente, per tre giorni hanno tentato in tutti i modi di coprire la matrice politica di estrema destra e hanno materialmente dato la possibilità ai fascisti assassini di poter scappare all’estero e nascondersi.
Questa continua copertura a Forza Nuova, a Fiamma Tricolore, Veneto Front, altri infami nazi fascisti e beceri razzisti, a Verona, è possibile grazie ad una serie di coperture date dal fatto che una buona parte di questi lerci individui appartengono a quella che viene definita verona bene, l’elite della verona che sfrutta e produce. Con l’avvento del sindaco Tosi i paladini della verona pura hanno trovato piena legittimità vedendo lo stesso aprire i loro cortei segnati da slogan neonazisti e a selve di braccia tese. Gli slogan lanciati dallo stesso sindaco Tosi e la sua cricca fascista che lo appoggia e lo sostiene anche in consiglio comunale con Andrea Miglioranzi e vari fascisti ripuliti di Alleanza Nazionale, non sono altro che l’appoggio a queste infami squadracce, che hanno il compito di ripulire dove polizia e i vari sgherri al soldo dello stato e del comune non possono arrivare. Questo delirio sicuritario delle ronde e delle squadracce è figlio della mentalità Leghista e dell’estrema destra che ha sempre sostenuto attivamente il sindaco Tosi. Queste aggressioni e l’assassinio di Nicola rispondono alla mentalità leghista e fascista che ormai da anni ha sviluppato la maggior parte dei “bravi” e “onesti” cittadini veronesi, che con sbirri, prefetti, e istituzioni locali, hanno dato carta bianca a questi gruppi di nazisti balordi, in nome della sicurezza e della “pulizia cittadina” e dell’eliminazione di ciò che non è uniforme.
Le istituzioni e le sinistre revisioniste riformiste hanno creato questi mostri che si sentono investiti del potere di stabilire le regole nelle città, dove la parola sicurezza significa persecuzione del diverso, mentre nello stesso territorio quella che manca è la sicurezza sul posto di lavoro, che porta a continue tragiche morti, per il profitto della classe padronale dalla quale provengono gli stessi assassini fascisti di Nicola.
Morire ancora per mano fascista ad oltre sessant’anni dalla liberazione non deve essere tollerato! Ci appelliamo a tutte le realtà antifasciste ad autorganizzarsi per stroncare queste formazioni fasciste che tutt’oggi aggrediscono ed uccidono.

Seguiranno informazioni.

ANTIFASCISTI/E VERONESI

Ragazzo massacrato dai fascisti a Verona. E' morto Nicola!

Inviato da autonomix | 5 Mag, 2008
Un 19enne si è presentato in questura con il suo avvocato
Il legale: lite degenerata, i genitori distrutti da una situazione spaventosa

Ragazzo massacrato a Verona
confessa un ultrà neofascista

Identificati altri due dei cinque aggressori: sono già fuggiti all'estero
Ancora gravissime le condizioni del 29enne vittima del pestaggio


<B>Ragazzo massacrato a Verona<br>confessa un ultrà neofascista</B>
VERONA - Un giovane ha confessato di essere uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di 19 anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso "piena confessione". E' un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.

L'avvocato del diciannovenne parla di una lite degenerata e sostiene che il suo assistito, che frequenta il liceo classico, non intendeva uccidere. Il legale aggiunge anche che il padre e la madre del giovane "sono distrutti da una situazione spaventosa".

Sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. "Sono realista non voglio illudermi - dice il padre - "i medici dicono che c'è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare". Secondo fonti sanitarie, domattina inizierà il periodo di osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale. Se non dovesse farcela, chi lo ha picchiato potrebbe essere accusato di omicidio volontario o preterintezionale.

Il gruppo di neofascisti. La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all'estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.

E' stato proprio indagando su "ambienti politicizzati" della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell'ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio.

Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l'associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all'episodio. "Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda" ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. "I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova". Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, "prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili".

Anche il "Veneto Fronte Skinheads" nega di essere coinvolto. "Il ragazzo - afferma il presidente Giordano Caracino - dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento". "Noi - aggiunge -prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto".

Aggressione fascista a Verona, ragazzo ridotto in coma. Si costituisce un aggressore


|Verona, 4 maggio|
Nella città del sindaco-sceriffo Tosi, ultimamente impegnato sul fronte dell'istituzionalizzazione delle "ronde per la sicurezza" che prenderanno il nome (da settembre 2008) di "assistenza civica", un altro fatto di intolleranza e violenza ha riempito le cronache cittadine, ed ora, anche nazionali. Nicola Tommasoli, ventinovenne disegnatore industriale di Negrar, nella notte del primo maggio, è stato aggredito da cinque individui nel centro storico scaligero mentre era in compagnia di amici. Nicola ha avuto la peggio, entrando in coma irreversibile.

Le notti nere di Verona
Da oramai un mese a questa parte si fà un gran parlare di temi come quello della sicurezza, superando ogni limite, imbastendo campagne strumentali e pericolose. Verona è una delle città simbolo di questo vociare, con il suo sindaco leghista in prima linea contro qualsiasi soggetto o gruppo non conforme allo stile di vita "del Veneto che lavora". Nicola Tommasoli è stato pestato, sembrerebbe, perchè si sarebbe rifiutato di offrire una sigaretta. Il sindaco Tosi nei giorni scorsi ha minimizzato l'accaduto, la non presenza della variabile "migrante" rende il tutto indegno di nota.. Oggi emerge infatti la caratura fascista del gesto, aprendo contraddizioni innanzitutto in seno al comune: ma come gli "ordinati fascisti" spesso a braccetto col sindaco son causa di caos cittadino..? Il centro storico veronese è da anni caratterizzato dalle "ronde notturne" dei gruppi fascisti, impegnati in aggressioni violenze e minacce di stampo fascista e razzista. Botte ai "diversi": ai meridionali, ai giovani di sinistra e a tutti quelli che "rovinavano l'immagine di Verona", e allora si massacra il ragazzo con la maglietta del Lecce, si spranga chi esce dal centro sociale LaChimica (sgomberato in settembre dalla giunta comunale), si aggredisce chi vende o mangia kebab. Questa la sicurezza, squadrista.

L'estrema destra a Verona

Questa mattina un ragazzo di vent'anni si è costituito in questura, ha ammesso di essere uno dei responsabili della barbarie dell'altra notte ed è stato condotto in carcere a Montorio. Gli altro quattro giovani che hanno ridotto in fin di vita Nicola sono ricercati, due, a quanto si apprende, sono già fuggiti all'estero. Le informazioni arrivate rispetto a questo fatto, in un primo momento quasi snobbato dai media locali e nazionali, nonostante da più parti del movimento veronese si denunciasse già il sospetto di aggressione politica, sono frammentate: i media mainstream saltellano tra disprezzo del mondo ultras e borghese indignazione, evitando ogni ragionamento che sappia tenere insieme pratiche di legittimazione delle forme di fascismo e razzismo e canea riguardante l'ipocrisia del tema sicurezza. Per il momento si è a conoscenza solo dell'appartenenza del giovane arrestato alla nera tifoseria dell'Hellas Verona, militante di un gruppo riconducibile agli ambienti del Veneto Fronte Skinheads e di Forza Nuova.
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 I servizi segreti: "Il Veneto zona a più alta densità di naziskin del Paese"
La passione per il pugilato, i richiami ai legionari romani e le croci uncinate

Teste rasate e antisemiti
allarme nel Nord Est

Giovani dalla doppia militanza: dai "boot party" le aggressioni del sabato
e alla tifoserie della domenica dove il campo di battaglia diventa la curva
di ALBERTO CUSTODERO


<B>Teste rasate e antisemiti<br>allarme nel Nord Est</B>
ROMA - È il Nord Est, secondo i servizi segreti italiani (l'Aisi), "la zona a più alta densità di militanti naziskin del Paese". Secondo il rapporto dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna, proprio nel bacino fra Verona (la città dove è stato aggredito Nicola Tommasoni), Vicenza, Padova e Treviso, il "fronte skinheads-Vfs, costituito a Vicenza negli anni Ottanta e ispirato al modello britannico, conta su alcune centinaia di giovani attivisti". Il loro è il look del "guerriero metropolitano". Fanno pugilato, thai box e sollevamento pesi, e si riconoscono nei valori fondanti dello skin style individuati nell'appartenenza di classe e nel sentimento nazionalista". La dimensione ideologica, come il richiamarsi ai legionari romani, c'entra poco, ma è utile "per saldare gli atteggiamenti improntati alla forza fisica ad un ruolo socio politico".

"Quando perquisiamo le loro case - racconta un alto funzionario della Digos - nelle stanze, sulla testata del letto, troviamo bandiere con la svastica o la croce celtica. Ma il loro livello culturale, molto basso, ci porta a parlare di bullismo con la testa rasata". Il credo naziskin è infatti - secondo gli esperti dell'intelligence - una sorta di sottocultura violenta, teppistica, xenofoba, razzista e antisemita, che si manifesta in scala crescente, dalla strada al quartiere, fino alla curva dello stadio. E trova proseliti soprattutto fra le "fasce di giovani culturalmente meno preparate che eleggono a loro passatempo preferito del sabato sera il boot party", come vengono sarcasticamente chiamate le aggressioni fini a se stesse. Il violento pestaggio di Verona non ne è che l'ultimo, tragico, esempio. Le teste rasate sono giovani dalla doppia militanza: nell'antagonismo il sabato per "fare casino in piazza", e fra le tifoserie la domenica dove il campo di battaglia diventa la curva. I richiami politici - osservano i servizi segreti - sono poco più che simbolici.
Nel mucchio degli ottantamila ultrà d'Italia, il grumo eversivo, secondo il ministero dell'Interno, è di circa ventimila tifosi, e proprio negli ultimi anni la gran parte sono diventati di destra (63 gruppi, circa 15 mila sostenitori), mentre la componente di sinistra, molto forte negli anni Settanta, è oggi ormai una minoranza, 35 associazioni per circa 5 mila persone. Sono state proprio le curve degli stadi - osserva l'intelligence - i luoghi nei quali la "tifoseria oltranzista ha assorbito l'esperienza di lotta della "cellula politica" con l'acquisizione di schemi organizzativi, slogan ossessivi, strategie di militarizzazione". È così che negli stadi sono comparsi, ad esempio, striscioni antisemiti o xenofobi (ora vietati dopo le norme sulla sicurezza negli stadi del ministro Amato). Al di là dei divieti di esporre bandiere o slogan dal contenuto ideologico, gli ultrà-naziskin si sono organizzati in "strutture stabili e complesse", con tanto di gadget, tesseramento. E sono capaci, pur appartenendo a squadre diverse divise da rivalità secolari (come Roma e Lazio), di allearsi per assaltare le caserma della polizia e la sede del Coni, come avvenuto nella Capitale nel novembre scorso qualche ora dopo la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri.

Ma l'allarme naziskin non riguarda solo le aggressioni boot party, le violenze negli stadi e le guerre fra tifoserie durante le trasferte. L'allarme del Viminale riguarda anche il risveglio dell'antisemitismo in Italia, con profanazione di tombe ebraiche e la comparsa sui muri di tutta Italia di scritte inneggianti il Duce, Hitler e i forni crematori. Su questo fronte dell'intolleranza razziale, si assiste ad un fenomeno del tutto nuovo: gli slogan antisemiti sono di moda non solo fra i naziskin e gli ultrà, ma anche fra i movimenti antagonisti dell'estrema sinistra e in alcuni ambienti di studenti leghisti "antagonisti padani".
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