Aggiornamenti da via del Cuore in tempo reale

Inviato da autonomix | 1 Giu, 2008

AGGIORNAMENTI DALLA VIA DEL CUORE – PISA

Dopo l’inchiesta “COR”, in seguito alla quale 2 degli 11 imputati sono stati condannati per l’art. 270 bis c.p., e l’inchiesta “gruppi di affinità” miseramente naufragata dal punto di vista della costruzione di una associazione sovversiva configurata dall’art. 270 bis ai danni dei compagni/e che facevano riferimento alla via del Cuore, di Pisa, ecco che la PM Giuseppina Meoni (Procura antiterrorismo di Firenze) aiutata dai ciarlatani dei ROS (famosi in tutta Italia per aver più di una volta inventato “prove granitiche” e storpiato a proprio uso e consumo intercettazioni ambientali e/o telefoniche), configura per la terza volta in quattro anni un 270 bis nei confronti degli stessi indagati e/o imputati delle due precedenti inchieste, più altri che nel frattempo si erano uniti al gruppo nonostante la pluriennale persecuzione volta anche a scoraggiare la militanza e la solidarietà.

Il 29/05/08 venivano eseguite 12 perquisizioni tra Pisa, Livorno, La Spezia, Prato e Udine: 12 gli Avvisi di garanzia, 3 gli Ordini di Custodia Cautelare eseguiti nei confronti di Paola Gori (antispecista ed ecologista radicale) di Livorno, Daniele Casalini e Francesco Gioia (anarchici già detenuti rispettivamente a Parma e Sollicciano, accusati di una rapina ad un ufficio postale) e un altro mandato di cattura non eseguito per irriperibilità del compagno, nei confronti di Leonardo Landi, anarchico di Via del Cuore.

L’impianto accusatorio dell’attuale inchiesta è il solito inaugurato contro gli anarchici nel 1995 dal PM Marini a Roma, sempre aiutato dai ROS, che si basa sull’ipotesi del doppio livello, il famoso palese/occulto, con cui l’”associazione sovversiva” di turno palesava e occultava le proprie azioni; le case di residenza diventano covi; i rapporti amicali vengono trasformati in sodalizi criminosi e i giornali a diffusione nazionale (in questo caso Terra Selvaggia) in bollettini interni.
Inizia il 12/06/07, quando venivano arrestati Daniele e Francesco sulle montagne lucchesi qualche ora dopo che era stata consumata una rapina alle Poste di Terrinca (LU). Ai ROS, che hanno la funzione di reprimere le lotte sociali, non è bastato certo di avere due compagni nel sacco e, proprio quando stavano per scadere i termini di carcerazione preventiva, hanno pensato di fare più danno possibile all’area politica da dove provenivano i compagni e che si è mostrata sempre e fin da subito solidale.

Pertanto, Daniele, Francesco, Leo e Paola sono imputati del …reato di cui all’art. 270bis perché, formando tra loro uno specifico “gruppo di affinità”, strutturato secondo lo schema eversivo del c.d. doppio livello…. promuovevano, costituivano e organizzavano un’associazione criminale diretta a sovvertire violentemente l’ordinamento democratico dello Stato e che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione, tra cui l’ideazione e la commissione della rapina in danno dell’ufficio postale di Terrinca (LU), eseguita il 12/06/07, a scopo di autofinanziamento, ovvero diretta al procacciamento delle risorse necessarie all’operatività ed alla stessa sopravvivenza dell’associazione, anche sotto il profilo dell’assistenza economica dei sodali detenuti, organizzazione operante in sintonia con gruppi eversivi insediati in altre regioni del territorio dello Stato e dedita, altresì, ad una diffusa attività do proselitismo mediante la stampa di volantini, di documenti e del periodico a circolazione interna “Terra Selvaggia”, contenenti manifeste espressioni di istigazione e apologia dei reati strumentali al conseguimento del fine eversivo dell’ordine democratico.
In Livorno, Pisa ed altre aree del territorio nazionale, quanto meno dal Marzo 2007 alla data odierna.
. Inoltre, sono imputati …del delitto di cui agli art. 110, 628 I, II e III comma c.p….perchè in concorso tra loro e con altre persone non identificate, al fine di trarne profitto, si impossessavano della somma di 3460 € asportandola dall’Ufficio Postale di Terrinca… Casalini Daniele, nell’introdursi nell’ufficio postale…travisto ed impugnando una pistola… Gioia Francesco, nel fungere da “palo”… Landi Leonardo, nell’assicurare il supporto logistico ed organizzativo… Gori Paola, nel mettere a disposizione la propria abitazione – stabilmente utilizzata pe le riunioni “ristrette”… Con l’aggravante di aver agito con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico..

Anche questa volta l’ennesima associazione sovversiva và a colpire i legami di solidarietà che si sono creati in questi anni. Quello che si cerca di creare è l’isolamento dei compagni e l’allontanamento e la criminalizzazione delle lotte. Per questo sono stati colpiti/e i compagni/e più generosi che hanno scelto da che parte stare infischiandosene delle manovre repressive che ogni giorno di più si palesano sotto gli occhi di tutti/e. Compagni e compagne che da anni lottano in difesa della terra e degli animali, contro i vari progetti di devastazione ambientale, dai rigassificatori agli inceneritori, dal TAV all’inquinamento elettromagnetico, da sempre solidali con coloro che vengono colpiti dalla repressione e attivi nel loro sostegno.

libertà per Paola
libertà per Francesco e Daniele
libertà per tutti e tutte le ribelli della terra
solidarietà per Leo

31/05/08

Coordinamento Nogasiera

Anarchici e Anarchiche di Via del Cuore

anarchici sparsi

per chi volesse scrivere ai prigionieri:
Daniele Casalini - c.c. Via Burla 59 - 43100 Parma
Francesco Gioia - c.c. Via Girolamo Minervini 2/R - 50142 Sollicciano (FI)
Paola Gori - Via delle Macchie 59 – 57100 Livorno,

ma sicuramente presto verrà trasferita in altro carcere.

SOLIDARIETA' A CHIAIANO

Inviato da autonomix | 1 Giu, 2008

[Verso Chiaiano] 1° giugno 2008: corteo nazionale per la salute, l'ambiente, il diritto al dissenso!

Inviato da autonomix | 1 Giu, 2008




INFOAUT SEGUIRA' IN DIRETTA
IL CORTEO DI CHIAIANO

aggiornamenti e notizie nella mattinata
diretta dal corteo nel pomeriggio


|Chiaiano, maggio 2008|
Sono oramai cinque mesi che la Campania è inghiottita in un'emergenza rifiuti senza fine. Un'emergenza diventata tale, non tanto per l'inconsistenza (strumentale) del piano rifiuti, ma per il problema sociale e politico che le resistenze territoriali hanno posto: soprattutto nei quartieri popolari delle città e nei paesi di provincia, in aggiunta ai servizi ridotti all'osso e alla penuria dei salari insufficienti, l'immondia arriva al primo piano dei palazzi, alimentando un tasso di invivibilità addirittura fuori dai "parametri normali"; nella regione delle discariche disseminate dappertutto sul territorio si insiste nella logica cieca delle discariche e degli inceneritori, ignorando le istanze arrivate dal basso che parlano (ed agiscono tramite l'autorganizzazione! vedi esperienza del quartiere Gianturco di Napoli) di compostaggio di raccolta differenziata e di riduzione della quantità d'immondizia.
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Chiaiano, l'ultima barricata
Il quartiere napoletano Chiaiano è solo l'ultimo focolaio di un'opposizione diffusa andata in crescendo negli ultimi mesi. Barricate e presidi, scontri e assemblee, questo è stata la Campania da gennaio in avanti, questo il fatto principale che è emerso nella turbina di proposte e minacce portate avanti dalle istituzioni contro le popolazioni in lotta. Pianura, Giugliano, Acerra, Santa Maria La Fossa, Savignano, Pignataro Maggiore, Sant’arcangelo Trimonte: solo alcuni dei territori dove la resistenza è stata determinata, tenace. Le popolazioni campane hanno resistito nonostante siano state il bersaglio preferito di stampa e politica, unanimi nel condannare "l'egoismo del popolo del no"..


Contro 'O Sistema Rifiuti
La camorra quando parla di se stessa si definisce "'o sistema". E la camorra, ovviamente, c'entra anche con la ramificazione monnezzara di questo, così come ci c'entra la politica, l'imprenditoria, l'associazionismo di facciata. Il sistema rifiuti è una struttura trasversale, attinge ad ogni pozzo in cui vi sia possibilità di lucrare e accumulare quindi capitale, dove vi sia terreno per inseriarsi ed il puzzo del compromesso. Il commissariato straordinario per l'emergenza è un suo figlio, come le ultime inchieste giudiziarie tornano a confermare, palesemente, evidenziando contraddizioni che, seppur potenzialmente potranno esplodere, vengono assopite dallo strumentario classico del sistema. Un gioco la cui composizione si snoda a più livelli: magari parte dal camorrista o dall'amministratore comunale per passare allo sbirro o all'ispettore ambientale, per finire al presidente della regione. Tutto però è mobile, ogni "macchietta" architettata ha la sua storia, nonostante la base da cui si parta ha una determinata gerarchia: politica e criminalità organizzata si accordano, il ceto imprenditoriale progetta, altri eseguiranno. Faccia legale ed illegale del sistema escono a fosche mischiate, la divisione tra buoni e cattivi è impossibile nel momento che questi soggetti sono forgiati dallo stesso ossigeno, si sorreggono e riproducono a vicenda: i 15 anni di caos prodotto dai molteplici e inauditi piani rifiuti ne sono la testimonianza.

In piazza "per l'ambiente, per la salute, per la democrazia"
La chiamata nazionale segue le ultime settimane di mobilitazione a Chiaiano, le quali sono state intense e (parzialmente) vincenti. Le barricate e gli scontri in piazza Titanic hanno messo (ancora una volta) i bastoni tra le ruote dell'ennesimo governo giunto a Napoli un pò troppo sopra le righe, come a voler fare il "San Gennaro della monnezza", costringendo il governo al ruolo che i movimenti gli han paventato nei corteo di protesta del 21 maggio: il "gallo sulla monnezza". Dopo Prodi anche Berlusconi, nonostante le dichiarazioni pompose e le minacce muscolari, ha trovato l'opposizione, l'obbligo di abbassare la testa e scendere a patti, o comunque quantomeno ad ascoltare il riottoso vento napoletano, dilungando i tempi e facendo un volto più accondiscente, per salvare (o almeno, tentare!) la faccia di fronte ad un nuovo fallimento governativo, ottenuto, oggi come in passato, al di la dei colori degli schieramenti (..), prima dalla sinistra ora dalla destra. Il comitato in difesa delle cave di Chiaiano e la Rete Campana Salute e Ambiente han quindi indetto un corteo nazionale che vada a rimarcare e rivendicare quel che i concetti "ambiente" e "salute" comprendono, contro le logiche mortali degli sversamenti e dell'incenerimento, per proporre un altro modello rifiuti, ma anche per denunciare il carattere pericoloso del decreto rifiuti del governo, che molto si concentra sull'aspetto repressivo, per sottolineare quindi le istanze di libertà e protesta, per il diritto al dissenso.


Se da un lato la repressione degli apparati governativi finora si è fermata alla normale amministrazione, con la politica che ha forgianto una paura più mediatica/legislativa che altro (il che ha lasciato spazio a letture irrealistiche, fuorvianti), giocando anche sulla composizione sociale delle proteste, dalla quale emerge il carattere popolare dell'opposizione, quindi con una soggettività non militante, dall'altro lato è bene prendere atto della determinazione con cui il popolo di Chiaiano ha risposto, non facendosi intimidire, scendendo in piazza, così come si farà il 1° giugno, portando per le strade di Marano e Chiaiano le parole d'ordine dei movimenti in difesa della salute e dell'ambiente: contro la devastazione ambientale e la militarizzazione dei territori, in difesa dei beni comuni e del diritto alla protesta.

DOMENICA 1 GIUGNO 2008 - ORE 16
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CHIAIANO
PER LA SALUTE PER L'AMBIENTE PER LA DEMOCRAZIA!
concentramento: fermata della metropolitana di chiaiano

> leggi il comunicato che indice il corteo nazionale <