Bologna, Università - Occupato il Senato Accademico

Inviato da autonomix | 3 Giu, 2008

I collettivi universitari tra cui il Collettivo Aut Of questa mattina hanno occupato il Senato Accademico. La motivazione: aumento delle tasse universitarie. La Prorettrice Monari ha presentato infatti una proposta di riforma delle tasse universitarie composta di varie sezioni, ma con un unico obbiettivo: Fare cassa!
Una cinquantina di persone hanno bloccato il consiglio Accademico.
Ascolta il contributo audio di Tommaso, collettivo Aut Of. 
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Il Rettore ha richiesto la presenza delle forze dell’ordine per lo sgombero immediato.
ore 10.14
Il reparto mobile spingendo all’esterno del consiglio Accademico tutti gli studenti presenti proprio perchè legittimato ad intervenire dal Rettore Calzolari ha identificato ogni singolo studente con documenti alla mano e con l’utilizzo di filmati. Era dal ’77 che non si vedeva in rettorato a Bologna un’azione di questa entità.
Ascolta il contributo audio di Tommaso, collettivo Aut Of. 
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Leggi il comunicato

Operazione Tramonto - Cronaca IV udienza

Inviato da autonomix | 3 Giu, 2008

Cari compagni, compagne, parenti e amici vi inviamo "IL FILO ROSSO SI RAFFORZA" _ CRONACA DELLA QUARTA UDIENZA DEL PROCESSO AI COMPAGNI E LA COMPAGNA ARRESTATI IL 12/02/07.

Come i precedenti "numeri", anche questo riporta la cronaca del processo "corrispondenza dalle gabbie" e "intorno ai compagni".
Per chi avesse problemi con il file spediamo il contributo del 28 dei compagni arrestati anche in formato word!

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A TENERE ALTA LA BANDIERA DELLA SOLIDARIETA' PARTECIPANDO ALLE PROSSIME UDIENZE DEL PROCESSO.

PER LA PROSSIMA UDIENZA SI TERRA' UN PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE
17 GIUGNO 2008, ORE 9.30 - MILANO!

Per tutti i compagni libertà, rilanciamo la solidarietà!
UNITI SI VINCE!

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Lecco - Nuova occupazione!

Inviato da autonomix | 3 Giu, 2008

Sabato 31 maggio è stato occupato uno stabile a lecco. Dopo un'immediato sgombero da parte delle forze di polizia,si è poi deciso di ri-occupare la sera stessa.
Per venire a trovarci, il posto si trova nei pressi dell'ospedale, adiacente al parco di villa eremo.

Segue volantino

Oggi è nato il Reparto 7-7, un’occupazione che germoglia dalla volontà di trovarsi autonomamente una cura alla malattia cronica della quotidianità del terzo millennio. Il luogo fisico dove matura questa esperienza è stato occupato al fine di crearsi uno spazio dove potersi finalmente conoscere liberamente, dove poter sperimentare quei rapporti umani liberi da logiche di lucro o divertimento sfogo, dove poter sviluppare e dare una progettualità alla conflittualità verso questo esistente attraverso la creatività e la condivisione di esperienze ed emozioni.

Il reparto vuole essere uno spazio aperto a tutti e tutte, potrà ospitare iniziative culturali e di lotta, creative e informative, insomma vorrà essere un posto dove socializzare orizzontalmente sviluppando quei rapporti di informalità e affinità propri delle potenzialità individuali.

La volontà di dare spazio anche ad un centro di documentazione darà la possibilità di conoscere, discutere e scambiarsi libri, opuscoli e riviste, per tentare di uscire dal circolo vizioso della dis-informazione mediatica.

La centralità del rione e delle lotte che al suo interno si praticano contro la speculazione edilizia, la distruzione delle montagne, la cementificazione del lago, nasce con l’intento di dare un contributo reale per combattere le nocività che ci vengono scagliate addosso sempre più violentemente a scapito delle nostre vite.

Occupare uno spazio comunale che da decenni è lasciato abbandonato, alla mercé della prossima speculazione, è già un passo in questa direzione.

Sentiamo la necessità di rompere la quotidianità imposta e iniziare a vivere piuttosto che continuare a sopravvivere. Con cineforum, cene, aperitivi e iniziative si creeranno quegli spunti teorici e pratici che in una città come Lecco fatichiamo a trovare, città che vive l’ormai cronica mancanza di luoghi vergini dalle dinamiche economiche e speculative,

Certo, uno spazio fisico non basta e mai basterà! La nostra vita non muterà radicalmente solo grazie a quattro sterili mura, ma grazie ai rapporti umani e alle idee che in quelle quattro mura prenderanno vita per mezzo di tutti coloro i quali vorranno rendersi partecipi.

Il reparto, come non vivrà a forza pur riuscendo a resistere all’attacco dello stato, non morirà certo con uno sgombero.

Nessuno è felice nella sua vita di miseria, la sveglia apre la strada a un giorno di merda: vai a lavorare, prendi la macchina, buttati nel traffico, poi sorbisciti il/la tuo/a stupido/a capo/a, lavora 8 e più ore, poi torna a prendere la macchina, e la sera sarà uguale a quando vi salisti la mattina, buttati nel traffico, parcheggia, dirigiti alla tua merda di casa, quindi vai a consumare al supermercato con le sue luci al neon, al negozio, a coprire la tua necessità di comprare quella merda che tutti dicono essere importante. Quali sono i vostri veri desideri?
Vai a dormire pensando che tutto vada bene, sei felice, ti stai realizzando come persona, però manca qualcosa che zittisci e preferisci rassegnarti, pensi "se non ho un'alternativa a questo preferisco proseguire con la mia non-vita, non arrischiarmi a liberarmi da proprietà, doveri e obblighi imposti, perchè altrimenti che ne sarà di me?"
E se ti dicessero che c'è una via di uscita? Una via che passa dalla distruzione della merce, dei suoi padroni, un giro di vite a tutto, bello vero? Idealista certo, anche utopico, ma indispensabile.

LA RASSEGNAZIONE E’ LA MORTE…LA RIVOLTA E’ LA VITA

Reparto 7-7 occupato

Gli anarchici “assediano” il direttore del Cpt | Rassegna stampa

Inviato da autonomix | 3 Giu, 2008

fonte cronaca qua qua

Numero di telefono e indirizzo di Antonio Baldacci, responsabile sanitario del Centro, sono stati pubblicati su Internet

CHIERI 03/06/2008 - Striscioni, cori e volantini infilati nelle buche delle lettere. Così ieri mattina a Chieri una ventina di giovani manifestanti vicini ai centri sociali torinesi hanno voluto protestare sotto l’abitazione di Antonio Baldacci, direttore sanitario del Cpt di Torino. Il gruppo di autonomi voleva richiamare l’attenzione sul caso di Fathi Hassan Nejl, il maghrebino di 38 anni morto nel centro di permanenza la scorsa settimana e, per tutta la durata del presidio, ha lanciato slogan e invettive pesantissime contro il colonnello della Croce Rossa. La manifestazione, guardata a vista da carabinieri e polizia, si è svolta senza incidenti e il piccolo corteo si è sciolto dopo un’ora.

«Come membro della Croce Rossa preferisco non dire nulla, come privato cittadino sono profondamente indignato - ha commentato Baldacci, che è arrivato a Chieri solo alcune ore dopo - Io non ero in casa, ma c’era mia moglie che, come è facilmente immaginabile, è rimasta molto scossa. Sono stato insultato e la mia privacy è stata violata. I miei numeri di telefono, persino quello del cellulare, sono stati scritti sui volantini invitando chiunque a bussare al mio campanello o a telefonarmi a qualsiasi ora. Quello che è successo è vergognoso e inammissibile».

Come al solito la notizia della manifestazione di protesta si è diffusa grazie al tam tam di internet. In rete sono stati inseriti indirizzo e numero di telefono del direttore del Cpt e davanti alla sua residenza chierese si sono radunati 20 giovani, tutte facce note e riconosciute dagli agenti della Digos. L’atmosfera non si è surriscaldata e gli autonomi, “armati” di padelle e fischietti, per un’ora hanno letto i comunicati che accusano Croce Rossa e Baldacci: «Fathi Hassan Nejl è morto perché gli uomini del dottor Antonio Baldacci hanno fatto finta di non vedere - si legge nel volantino - E di non sentire le urla di chi da dietro le gabbie chiedeva soccorso».

Sulla morte di Nejl la Procura della Repubblica di Torino ha ordinato accertamenti che, finora, non hanno prodotto sviluppi. Per quanto riguarda la manifestazione di ieri, invece, gli inquirenti stanno valutando la possibilità di una denuncia collettiva per minacce aggravate. Gli investigatori dovranno anche cercare di scoprire come un gruppo di autonomi sia potuto entrare in possesso di dati personali e riservatissimi riguardante il direttore del Cpt.

Massimo Massenzio


 

fonte la stampa

Minacce anarchiche al colonnello del Cpt
Fischi davanti alla casa del direttore sanitario

FEDERICO GENTA
TORINO
«Antonio Baldacci assassino». Ieri mattina la rabbia degli anarchici è arrivata a Chieri. La notizia era apparsa alle 11,40 sulla prima pagina del sito «informa-azione». «In questo momento un gruppo di solidali con i prigionieri del Cpt-lager di corso Brunelleschi sta protestando rumorosamente». Una ventina di persone si è presentata davanti alla porta di casa del colonnello Antonio Baldacci. Una villetta poco lontana dal centro, al confine con Pino Torinese.

Tutti armati di pentole fischietti e trombe, hanno iniziato ad urlare slogan e insulti contro il direttore sanitario del centro di permanenza torinese. Lui non era presente, in casa c'era la moglie. Davanti ai residenti usciti in strada hanno appeso striscioni e distribuito volantini. «Una settimana fa è morto Fathi Hassan Nejl, magrebino di 38 anni. E' morto perchè non aveva documenti, perchè la legge lo ha chiamato clandestino, perchè un'organizzazione umanitaria - la Croce rossa italiana - lo ha lasciato agonizzare».

Carabinieri e Digos sono arrivati nel giro di pochi minuti. Per loro i manifestanti erano già tutti volti conosciuti. Nel pomeriggio sono stati denunciati per minacce aggravate. Al centro delle contestazioni le dichiarazioni di Baldacci, che all'indomani del decesso del marocchino aveva escluso che qualcuno avesse segnalato al personale medico che Hassan stava male. Era la notte tra il 23 e il 24 maggio. Le ricostruzioni della vicenda da parte del personale medico e degli ospiti presenti erano da subito risultate inconciliabili. Per il direttore del centro clinico «nessuno ha chiesto l'intervento dei sanitari. Il suo vicino di letto ha dichiarato alla polizia di non essersi accorto di nulla e di non avere mai chiesto a nessuno di intervenire».

Altri testimoni sostengono di aver gridato per ore tentando di richiamare l'attenzione di qualcuno. Sul caso si attende ancora l'esito delle indagini della magistratura. Lunedì scorso le prime contestazioni attribuite agli anarchici. Davanti alla sede della Cri in via Bologna è comparsa la scritta «assassini». Gli stessi contestatori hanno annunciato che la protesta andrà avanti. «Ritorneremo anche nei prossimi giorni» hanno urlato dal megafono.

Il gruppetto si è allontanato da Chieri poco dopo l'una. Mezz'ora dopo è arrivato Antonio Baldacci. Trafelato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto. «Preferisco non commentare». Ora l’ingresso della casa è presidiato dai carabinieri.

Cagliari - Sgomberata occupazione

Inviato da autonomix | 3 Giu, 2008

Alle ore 21.00 circa di venerdì 30 maggio, mentre si sistemavano le ultime cose al bar e della strumentazione per il concerto della notte stessa, fanno irruzione armati di pistola/mitra in una mano e manganello nell’altra, 4 carabinieri mentre un quinto aspetta fuori in difesa dei loro mezzi (2 camionette e due macchine).

I ragazzi presenti in quel momento erano 11, tra cui 4 minorenni (una ragazza). Comincia così la richiesta dei documenti (alcuni di noi non ne avevano e venivano spostati per dare le generalità) e la solita serie di domande inerenti al posto, su cosa si stava organizzando e se si aspettava altra gente… Non avendo ricevuto alcuna risposta o comunque risposte negative o vaghe decidono di procedere alla perquisizione o a loro dire “ispezione“(art.244 c.p.p.), a cui veniamo sottoposti tutti tranne la ragazza minorenne. Alla domanda sul perchè della perquisizione (art.247 c.p.p.) si viene redarguiti dal capo di quella combricola che enuncia l‘articolo 4 (perquisizioni sul posto, ex art. 4 legge n.152/1975).

Mi limito ad annuire sapendo che come ha detto poco prima, ”gli abbiamo rovinato la festa”, quindi evidentemente già convinti e felici di poter usare le cattive maniere e sfogare le loro frustrazioni contro dei ragazzi. Va ricordato che la perquisizione è: "Fondato motivo di trovare oggetto del reato o cose pertinenti al reato".

-Perquisizione personale arbitraria: azione che consiste nel sottoporre una data persona a investigazione sul corpo onde accertare se vi si nascondano oggetti ed impossessarsene.

-Ispezione personale arbitraria: azione condotta su di una persona al fine di accertarne determinate caratteristiche (ad es. per accertare la presenza di un dato tatuaggio). Per quanto attiene alla ispezione di luoghi (locale) si prevede l'obbligo di presentare all'imputato ed al titolare della disponibilità del luogo sottoposto ad accertamento copia del decreto motivato che ha disposto il mezzo di ricerca della prova (si tratta del cosiddetto mandato).

Verso le 22 veniamo scortati a bordo delle nostre macchina verso la caserma da cui sono partiti gli sbirri, a circa 30km dalla villa. Appena arrivati vediamo presenti davanti alla caserma una decina di compagni/amici.

Qui veniamo trattenuti circa 40 minuti, i ragazzi minorenni vengono trattenuti un po’ più a lungo per il motivo che devo chiamare in famiglia e farsi venire a prendere direttamente in caserma. Non interessava nulla che 3 dei 4 erano 200 km lontani di casa e quindi i genitori avrebbero dovuto intraprendere un lungo viaggio di notte.

Al nostro rilascio i compagni/amici sono aumentati a una 20ina e passa di persone, tra cui anche qualche ragazzo dei gruppi che avrebbero dovuto suonare. E con le denunce a piede libero tra cui danneggiamento di proprietà, e per i ragazzi minorenni, le restrizione di essere a casa per le 21 fino al giorno del processo.

Le dinamiche repressive che negli ultimi anni continuano a portare alla chiusura di spazi aggregativi autogestiti, rendono difficile ogni nuovo tentativo di occupazione o comunque di mantenere in vita delle realtà di occupazione, non ultimi lo sgombero de Il Confino Squat a Cesena.

Tutta questa politica repressiva delle destre e delle sinistre fasciste colpisce indifferentemente spazi di aggregazione che siano essi posti occupati, centri sociali, campi nomadi e chi è ritenuto diverso dalla loro “normalità”: immigrati, rom, senza tetto, omosessuali, compagni, detenuti, tutti capri espiatori messi quotidianamente alla gogna mediatica che mira al mantenimento di un clima sociale e politico razzista e xenofobo, e da qui la nascita di pacchetti sicurezza, cpt/lager.

Ma nonostante questo clima creatosi anche qui a Cagliari, sicuramente lontano della ribalta delle notizie che girano al TG5, in solidarietà con i compagni/e, amici/e, conoscenti/e che sono stati arrestati, continuiamo la nostra lotta, per l’autodeterminazione, l’autogestione di spazi e idee, per il mantenimento e la sopravvivenza di un’ideale, di un sogno che ha molti nomi, che si chiama libertà, uguaglianza e anarchia. Riprendiamoci gli spazi abbandonati, riprendiamoci le strade.

Mai indietreggiare davanti alla violenza di sbirri e stato…se arrestano il 30esimo noi saremo il 31esimo, il 32 esimo, il 33esimo……

LE IDEE NON SI SGOMBERANO.

LE IDEE NON SI ARRESTANO.

AUTOGESTIONE - AUTOPRODUZIONE - OCCUPAZIONE

fessidora itinerante