IL GIORNO DEL GAY PRIDE E CASA POUND

Inviato da autonomix | 7 Giu, 2008
Dopo il "no" a San Giovanni, i partecipanti hanno marciato da piazza della Repubblica
a piazza Navona. C'era anche un carro che celebrava nozze simboliche

A Roma il giorno del Gay Pride
tra carri, slogan, fiori e confetti

Gli organizzatori: "Mezzo milione in corteo", la polizia dice 10-20mila
Un gruppetto di estremisti di destra tenta l'irruzione, bloccati dagli agenti


<b>A Roma il giorno del Gay Pride<br>tra carri, slogan, fiori e confetti</b>
ROMA - Oggi la capitale, così come le altre grandi città italiane, ha celebrato il giorno del Gay Pride 2008: il corteo è partito da piazza della Repubblica intorno alle 16,30, ed è giunto a piazza Navona (non a San Giovanni, come era stato chiesto invano) quasi due ore più tardi. Cinquecentomila i partecipanti secondo gli organizzatori, 10-20 mila secondo la Questura. Tra le attrazioni della sfilata, oltre agli striscioni e ai carri - alcuni con aspetti folkloristici - va segnalata la celebrazione simbolica di matrimoni omosessuali, in una postazione itinerante appositamente allestita dall'Arcigay: confetti, fiori rosa, torta nuziale e perfino il lancio di riso. Fallito, invece, il tentativo di un piccolo gruppo di estremisti di destra di fare irruzione tra i manifestanti: sono stati bloccati dalle forze dell'ordine.

FOTO: IL CORTEO/I VOLTI

Le nozze "virtuali". A celebrare il rito, la deputata del Pd Paola Concia (unica lesbica dichiarata dell'attuale Parlamento) e il giornalista del Tg1 Stefano Campania, che hanno suggellato la promessa di unione simbolica alle prime due coppie omosessuali della giornata: Domenico e Jeff, da 20 anni insieme, e Annalisa e Susy.

Gli slogan. Moltissime le bandiere e gli striscioni che hanno invaso piazza della Repubblica, e che poi si sono mossi lungo il percorso della manifestazione. Il corteo è stato aperto da uno striscione con la scritta "testardamente, pari dignità laicità". Tenuto da Paola Concia, dall'assessore della Regione Lazio Luigi Nieri, dall'ex deputato del Prc Vladimir Luxuria, dall leader storico dell'Arcigay Franco Grillini, dall'assessore provinciale di Roma Massimiliano Smeriglio. C'è anche il ministro delle Pari opportunità del governo ombra, Vittoria Franco.

I carri. In tutto nr sfilano una ventina, in testa il pullman da turismo dipinto di fucisa dell'organizzazione, che nella giornata di ieri è andato in giro per le strade del quartiere San Giovanni. Il secondo carro è invece quello di Muccassassina, su cui ballerini in slip danzano sulle note di musica da discoteca. Ci sono anche il carro della Cgil e quello di No Vat (inteso come Vaticano). Tra i più folkloristici, il camion con un gruppo di uomini in carne, che danzano davanti alla scritta "Indecorosi. Orsi in movimento per il godimento".

"Coda" in Vaticano. Una trentina di appartenenti al gruppo "No-Vat" fa irruzione a piazza San Pietro, dopo la fine del corteo, srotolando due striscioni: uno con su scritto "Facciamo Breccia"; l'altro con "il Vaticano occupa l'Italia, noi occupiamo il Vaticano". Il blitz è dura pochi minuti, poi intervengono le forze dell'ordine che bloccano e fanno sgombarare i manifestanti.

Momenti di tensione. Accade quando una trentina di estremisti cerca i irrompere nel corteo, sventolando "bandiere nere con croce celtica". A segnalarlo è il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell'ordine. Il tentativo è avvenuto a Piazza Venezia all'incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell'altare della patria. Secondo la testimonianza di un altro parteciante, si trattava di esponenti di Fiamma tricolore e di Casa Pound, e un paio avevano i coltelli.

Padova - Critical mass antirazzista contro la Lega Nord

Inviato da autonomix | 7 Giu, 2008
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Decreto di espulsione ai razzisti della Lega Nord.
Oggi a Padova gli è stato consegnato durante la Critical Mass antirazzista, che ha attraversato la città contro l’intolleranza e la campagna xenofoba di cui il partito del Carroccio è il principale attore.
L’occasione è stata la presenza in città dei gazebi leghisti per raccogliere nuove firme per la protesta nei confronti di una moschea che dovrebbe sorgere in via Longhin.
Su questa questione dicono nel comunicato che lanciava questa iniziativa "abbiamo dovuto assistere ad un vergognoso spettacolo. Non ci interessa la religione, qualsiasi essa sia rimane un fatto privato, intimo, che poco ha a che vedere con la vita pubblica di una città".
Oltre 100 persone, giovani del CSO Pedro, studenti medi e universitari ma anche cittadini che non sono più disposti ad accettare questo clima di odio e intolleranza alimentato dalla Lega, si sono ripresi la città nonostante la presenza massiccia delle forze dell’ordine.
La biciclettata è arrivata nei pressi del gazebo leghista in P.zza della Frutta. Qui è partito un lancio di uova a cui la polizia ha risposto con una carica.
Durante la Critical Mass sono stati rimossi tutti i gazebi che la Lega aveva nei diversi quartieri.

Cronaca audio
Le valutazioni finali con Enrico, CSO Pedro.
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La corrispondenza durante la carica.
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L’intervista a Marco, Opera nomadi.
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L’intervista a Virgilio, comunità sinta Padova.
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Nasce il centro sociale autogestito Ex-Stamperia

Inviato da autonomix | 7 Giu, 2008
Liberato un nuovo spazio sociale a Modena:
7 giugno 2008| Nella notte i compagni e le compagne del Cam (collettivo autonomo modenese) hanno occupato uno stabile abbandonato di proprietà comunale nella città emiliana; uno spazio liberato da restituire alla città e a quanti vorranno farlo vivere, da oggi e per i tempi che verranno. Un'occupazione che nasce da un bisogno profondo: quello di riprendersi tempi e spazi dentro una città che, come molte altre , non ha altro da offire oltre il tempo vuoto del consumo e dell'apatia, addobbata alla sua periferia da uno squallido Cpt.
Uno spazio per ri-progettare iniziativa politica e sociale, senza delegare a nessuno tempi, modi e rappresentanza.

Lo spazio è già formalmente sotto sgombero, anche se non ancora operativo data l'assenza del sindaco, fuori città per impegni. L'amministrazione fa sapere di essere disponibile a una trattativa, adducendo che lo stabile sarebbe destinato a edilizia popolare. Gli occupanti fanno sapere che sono pronti ad abbandonare l'edificio solo di fronte a prove chiare di edilizia popolare.
L'ottenimento di uno spazio da autogestire è l'obiettivo minimo su cui nasce la necessità-progetto dell'occupazione, obiettivo da cui le compagne e i compagni non sono dispost* a retrocedere.

> Ascolta l'intervista con Alessandro (Collettivo Autonomo Modenese)

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IL comunicato dell'occupazione:

Centro Sociale Occupato Autogestito Ex-Stamperia


Il centro sociale occupato autogestito ex-stamperia vuole essere uno spazio autonomo aperto alla città, largamente attraversato da precari, lavoratori e studenti.

Viviamo in una società in cui si restringono continuamente le libertà personali, di espressione e di movimento di tutte e tutti, una società che fa della guerra globale e permanente il suo principale strumento di regolamentazione e sopravvivenza. Le campagne politiche e mediatiche sulla sicurezza vogliono normalizzare l'odio e la repressione nei confronti del diverso, chiunque esso sia: migranti, ultras, lavavetri, writers, sono di volta in volta indicati come fonte di degrado e criminalità, vengono dipinti come il male assoluto di una società che già da anni è impegnata a crearsi attorno un imbarbarimento di rapporti sociali e culturali senza precedenti (pensiamo ai recenti rastrellamenti razzisti verso i rom, alla caccia alle trans e alle prostitute di Roma, all'omicidio fascista di Verona).

Nelle nostre città in cui la solitudine e l'estrema atomizzazione producono mondi sociali in cui non si comunica e ambienti comuni in cui regna il consumo e il bisogno individuale e non la solidarietà, questi meccanismi stanno causando un annullamento soggettivo per quanto riguarda la capacità di comprendere quale sia il nemico reale e quindi riconoscersi come classe, quella degli oppressi, degli sfruttati, potendo quindi agire come entità collettiva in lotta in grado davvero di potere modificare in maniera netta e radicale la realtà sociale circostante. Stiamo vivendo un periodo storico in cui l'insicurezza , quella vera, che permea l'esistente, è quella causata dalla mancanza di possibilità è di avere un futuro decente: dove ogni giorno si muore sul lavoro, dove la precarietà e la mancanza di prospettive sul lavoro come nella vita sono un dato di fatto, dove anche la casa non è più una certezza. Il centro sociale vuole essere uno strumento per normalizzare, al contrario, le lotte contro le ingiustizie sociali, per il reddito ed il diritto alla casa; vuole essere luogo di produzione culturale, luogo di espressione di potenzialità creative solitamente represse, luogo in cui si sviluppi socialità libera e non mercificata. Il centro sociale nasce dall'esperienza del C.ollettivo A.utonomo M.odenese, da anni impegnato nelle lotte al fianco dei migranti, contro lo sfruttamento del lavoro salariato, contro la precarietà e l'imperialismo; tematiche che porteremo ancora avanti con nuova e dirompente forza, aprendo per un fronte di intervento più ampio e sociale che parla di riappropriazione, di soddisfacimento di bisogni e desideri, di riscoperta e determinazione dei tempi di vita di ognuno/a di noi: vogliamo diventare punto di riferimento e rifugio per tutti coloro che sono in fuga dall'ipocrita cultura padronale, divenendo luogo in cui sia possibile esprimere le proprie conoscenze e sperimentare i propri interessi. Di fronte ad una riproduzione nel sociale di quei modelli amministrativi che cercano solo repressione e controllo, costruiamo insieme, dal basso, una reale alternativa sociale che si basi sulla libertà di espressione e di esistenza, sull'attenzione e il rispetto per i bisogni e i desideri di tutti e sulla creazione di uno spazio e di un tempo fondato sull'autonomia, l'autogestione e l'autorganizzazione come risposta alla volontà di dominio dei padroni che vorrebbero gestire al nostro posto le nostre vite.

COLLETTIVO AUTONOMO MODENESE