Un’altra città in cammino: MANIFESTAZIONE DEI CENTRI SOCIALI A ROMA

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008

14 giugno 2008

 "Un’altra città in cammino"

Manifestazione dei Centri Sociali
ore 16.00 dal Regina Elena Occupato
Via Castro Laurenziano

 

Appello:
Una citta’ aperta e solidale contro chi vuole restringere gli spazi di liberta’ e di democrazia.

Una citta’ dove la sicurezza si declina con l’estensione dei diritti: cittadinanza, reddito, casa, socialita’, cultura.

Una citta’ dove alla dogmatica del mercato si sostituisce la qualita’ della vita e la solidarieta’, la cooperazione e il mutualismo.

Un’altra citta’ fatta di tante citta’:

dai migranti, nuovi cittadini che chiedono accoglienza, diritti e partecipazione;

dalle grandi lotte per l’abitare, che hanno restituito dignita’ alle tante e ai tanti senza voce, a chi e’ stretto da poverta’ nuove e vecchie;

dai centri sociali, laboratori di sperimentazione sociale e politica, culturale ed estetica.

Una ricchezza che non accetta di essere messa all’angolo dal sindaco Alemanno, che vuole governare Roma con sgomberi e repressione, espulsionI e arresti.

Non c’è sicurezza senza diritti!!
Emiliano libero!

Adesioni:
Action, Blocchi Precari Metropolitani, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa, Asia/Rdb, Coordinamento per la liberta’ di movimento, Rdb/Cub. Centri sociali: Acrobax, Angelo Mai, Astra, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro,Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio.

Milano: IL CPO LA FUCINA SOTTO SGOMBERO

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008
Il 9 giugno alcuni operai dell’acqua potabile sono arrivati in via Falck 44 a Sesto, dove hanno sede il Cpo La Fucina e altre associazioni, con l’ordine di sospendere la fornitura di acqua. Quando i compagni presenti hanno spiegato che lo stabile è tuttora frequentato, il distacco è stato fortunatamente rinviato.
Questo stabile era gestito dal Comune di Sesto, che lo ha ceduto mesi fa alla Fondazione Pelucca, la quale intenderebbe trasformare l’area, dove tuttora convivono diverse associazioni, in un centro diurno per anziani. Soldi permettendo, ovviamente. Il Comune aveva, a suo tempo, promesso di trovare una sistemazione alternativa alle associazioni presenti, che, a parte la Fucina, erano regolari assegnatarie della sede. Tante chiacchiere, ma nessuna soluzione concreta, mentre invece la privatizzazione dello stabile, ceduto alla Fondazione Pelucca è andata avanti, creando una sorta di limbo in cui Comune e Fondazione applicano la politica dello scaricabarile e del fatto compiuto, staccando le utenze.
Quello che si configura è uno scenario già visto in decine di occasioni: si chiude uno stabile animato da iniziative che coinvolgono idee e persone, per tenerlo inutilizzato a lasciar marcire nel degrado, in attesa che partano ipotetici lavori di ristrutturazione.
Più in generale, l'annunciato sgombero della Fucina si va a sommare agli sgomberi di spazi sociali che si sono succeduti negli ultimi mesi nel territorio nazionale e milanese (dal Garibaldi alla Fornace, dall’Orso, allo spazio occupato a Lecco pochi giorni fa) e a quelli minacciati a Monza e Milano; senza dimenticare le continue minacce di sgombero alle occupazioni storiche di case (via Conterosso e via dei Transiti) o ai residenti cosiddetti ‘abusivi’, mentre la speculazione edilizia è alle stelle.
Tutto ciò necessariamente deve essere inquadrato in quel piano sistematico di desertificazione politica e sociale che il Capitale sta applicando nel tentativo di trasformare i territori in meri luoghi di transito, da un lavoro sempre più precario a una ‘casa’ sempre più ‘fortezza’, in cui rinchiuderci tutti al “sicuro” dai presunti pericoli, siano essi immigrati o writers. Le città vengono così defraudate degli spazi di aggregazione e iniziativa politica antagonisti al capitalismo mentre lascia sempre maggior agibilità a fascisti e razzisti, loro sì “in regola” e istituzionalizzati e per questo legittimati ad aprire sedi in tutta tranquillità: pare che Forza Nuova, sotto mentite spoglie, abbia fatto formale richiesta di aprire una nuova sede proprio nel comune di
Sesto!
Inutile dire che non resteremo in silenzio di fronte a questo sgombero, non solo per quello che rappresenta l’esperienza della Fucina, ma anche per difendere uno spazio di agibilità politica e sociale per giovani, anziani, lavoratori, compagni e realtà sociali per i quali in questi anni La Fucina ha rappresentato un punto di aggregazione, approfondimento e mobilitazione. Siamo convinti che la chiusura di ogni singolo spazio di lotta, rappresenti un indebolimento per tutti coloro che vogliono far vivere contenuti e valori diversi da quelli che vanno ora per la maggiore: l’uguaglianza sociale, la libertà, l’antifascismo, la solidarietà di classe, la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sull’ambiente, la difesa del diritto alla casa e ai servizi sociali, l’internazionalismo e la resistenza contro la guerra imperialista.
Nei prossimi giorni continueremo a vigilare per contrastare altri tentativi di ‘distacco-coatto’, sviluppando iniziative per dare un segnale chiaro ai padroni della città: la lotta continua!

No agli sgomberi degli spazi sociali!

09/06/2008
Cpo la Fucina, via Falck 44 Sesto S.G.

cplafucina@yahoo.it

DI QUALE SICUREZZA PARLATE?! NEWS SULLE MORTI " BIANCHE"...

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008
Lavoro, la "sicurezza" che manca... e che uccide: 10 morti nelle ultime 24 ore!

|11/12 giugno 2008|
Di quale sicurezza parlate!
Dieci, dieci!, omicidi sul lavoro in un solo giorno. Il tragico computo di un'ordinaria giornata di lavoro nel nostro paese. Ammalati al macello in una (una sola?) clinica privata milanese che lavora lungo le linee del modello di sanità “competitiva” alla Formigoni-Lega-Pd lùmbard che a breve verrà proposto a scala nazionale con la riforma federalista. E poi -come emerge senza grandi possibilità di fraintendimenti anche dal recentissimo dossier Cgil-Antigone- un paese effettivamente insicuro ma solo su reddito e lavoro. Una condizione materiale, complessiva e sempre più generalizzata, che produce la percezione di fondo di precarietà esistenziale su cui la casta e i media al di là del colore partitico costruiscono, deviandola, la loro “politica della sicurezza”. Ma fino a quando la gente comune si accontenterà di promesse (illusorie) e capri espiatori (reali, purtroppo)? “Quei lavoratori di Mineo andati cinque metri sotto terra senza attrezzature e prevenzioni adeguate, rappresentano una quotidianità italiana vergognosa… Feriscono la coscienza di chi ce l'ha ancora. Promettono rabbia e violenza, altro che clima nuovo". Slogan antagonisti? No parole da un articolo di Gad Lerner - che per quelli come lui, ovviamente, valgono come un esorcismo…


Catania, 11_06_2008
6 operai morti in un depuratore

Sono morti dentro una stanza dell'impianto di depurazione del Comune di Mineo (Catania) probabilmente per l'esalazione di sostanze tossiche, anche se non viene esclusa l'ipotesi di una scarica elettrica e quella, trapelata in serata, che nella vasca sia entrata in funzione una pompa che avrebbe riversato fango e creato condizioni simili alle sabbie mobili. A formulare quest'ultima tesi, tutta da verificare, è il comandante provinciale dei carabinieri di Catania, Giuseppe Governale.
Intanto, i corpi dei sei lavoratori, che erano uno sopra l'altro, come se ognuno di loro avesse cercato di salvare il collega di lavoro, sono stati recuperati in serata.

Le vittime della strage, che si e' consumata in un paesino della piana di Catania, sono due operai specializzati di Ragusa, Salvatore Tumino di 47 anni e Salvatore Smecca di 51, e quattro dipendenti del comune di Mineo (Giuseppe Zaccaria, di 47 anni, Giovanni Natale Sofia, di 37 anni, Giuseppe Palermo, di 57 e Salvatore Pulici, di 37.
I cadaveri sono stati scoperti da un dipendente del comune che nel pomeriggio si e' recato nell'impianto, a circa quattro chilometri dal centro abitato, dopo che alcuni familiari dei lavoratori, non vedendo tornare i propri congiunti per l'ora di pranzo, si sono recati in municipio per avere notizie.
"Sono morti abbracciati uno con l'altro, quasi certamente nel tentativo di salvarsi a vicenda", dice Don Mine' Valdini, parroco della chiesa di Sant'Agrippino, patrono di Mineo. "Sono morti - aggiunge il sacerdote - con un gesto d'amore. Un atto di generosità che purtroppo non e' servito a nulla".
(da rainews24)


Imperia: Sciopero generale contro le stragi sul lavoro
Altre due omicidi sul lavoro la notte scorsa in Italia. Nelle valli del Natisone, vicino Udine, un 33enne è morto. L'uomo è scivolato in un pendio ed e' stato travolto da una ruspa mentre era al lavoro in un campo. L'altra vittima è un operaio di 42 anni, originario di Sondrio. L'uomo è morto sempre nella notte a Imperia in un incidente avvenuto nei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L'operaio stava lavorando nella galleria Poggi in fase di costruzione, quando è stato travolto dal crollo di una centina, una struttura di sostegno che serve ad armare la volta della galleria. I sindacati di Imperia hanno proclamato, per venerdì prossimo, una giornata di sciopero generale in segno di protesta contro la mancanza di sicurezza nei cantieri.
(da radiondadurto.org)

Ma il governo non perde tempo...
Ed ecco come si è espressa la Confindustria all’assemblea dei giovani industriali di S. Margherita della scorsa settimana: "Rendere ancora più complesse e difficili le norme che presidiano la sicurezza sul lavoro impone costi crescenti agli imprenditori che già seguono il dettato della legge mentre non sfiora neppure chi dell'illegalità fa una prassi". Quando si dice tutela della sicurezza…
Intanto: avanti con la deregulation della contrattazione, fino ai “contratti individuali”.
Vai alla pagina di InfoAut: Addio al contratto nazionale


Un paese insicuro, ma solo su reddito e lavoro. E' quanto emerge dal voluminoso dossier sui diritti globali 2008 presentato ieri dalla Cgil e dall'associazione Antigone. Ne presentiamo di seguito i dati più interessanti.

1,19

Sono tanti gli omicidi ogni 100.000 abitanti nel nostro paese. Un dato molto basso, se rapportato al resto del continente. Così anche per i reati di strada, che sembrano essere quelli che creano maggior allarme sociale, e che però non raggiungono le cifre del resto d'Europa. Non siamo i peggiori neanche per quanto riguarda i reati contro il patrimonio. Unico primato negativo: le rapine ai danni delle banche. Mentre i furti in casa sono 143.000 l'anno contro i 177.000 della Francia e i 292.000 del Regno Unito. Morale della favola: la percezione della minaccia tra la popolazione rimane troppo alta rispetto all'effettività dei fenomeni criminali.

24%
È la percentuale di donne immigrate vittime di violenza sessuale. È il dato più emblematico del capitolo riguardante le violenze di cui gli stranieri sono vittime nel nostro paese. Sono infatti in aumento anche i casi di omicidio, al 21,2%. Inoltre, il 5,7% degli scippi sono a danni di stranieri, così come il 12,3% delle rapine in casa e il 9,9% delle estorsioni. La maggior parte dei reati che colpiscono gli immigrati avviene al centro-nord, anche se tanti perdono la vita ancor prima di toccare il suolo italiano. Dal 1988 ad oggi sono stati censiti 11.865 morti, tra cui si contano 4.256 dispersi. Solo nel 2007 sono morti in 556.

32,1
È questa la percentuale degli italiani che si definisce più povera o a rischio povertà. Una percentuale aumentata rispetto al 2007, quando già si percepiva l'impoverimento e già il 25,7% parlava di un peggioramento economico. Tra il 1992 e il 2006 i prezzi nel nostro paese sono saliti del 49%. Tra i beni percepiti come i più colpiti dall'aumento ci sono la benzina, gli alimentari, la casa e i trasporti. Nel frattempo, i redditi non sono aumentati in proporzione, e il lavoro è diventato sempre più precario per larghe fette di popolazione. E ora si attendono gli effetti della crisi economica.

1/5
Un'azienda su cinque assume immigrati per lavori faticosi e dequalificanti, e nonostante le retoriche anti-immigrazione la loro presenza si rivela sempre più basilare. Sempre di più sono gli immigrati che rischiano di ammalarsi a causa delle condizioni lavorative. La migrazione stessa comporta stress dovuto allo sradicamento e all'ambientazione difficoltosa, a cui si sommano le condizioni di vita spesso povere, a partire da quelle abitative. Troppo spesso i migranti sono, ancora oggi, oggetto di diritti negati. (da il manifesto.it)

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L’articolo di Lerner da cui abbiamo preso la citazione

Abruzzo - Perquisizione al Laboratorio Anarchico "Il Mulino"

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008

Marted 10 giugno una ventina di sgherri, tra DIGOS, polizia e scientifica, effettuavano una perquisizione nel Laboratorio Anarchico il Mulino durante lora di apertura al pubblico. La perquisizione veniva effettuata con la scusa di un danneggiamento, e la ricerca di materiale di natura eversiva. Venivano sequestrati libri, opuscoli e volantini, e venivano fotocopiate le copertine di un'ottantina di libri. La scientifica ha effettuato meticolose riprese video, e copiato l'hardisk del computer.
La perquisa si è estesa nelle abitazioni di due compagni, provincia di Chieti e Teramo.

Dalle minacce sbirresce, e dalle infamità dei quotidiani del giorno seguente, veniamo a conoscenza di un imminente sgombero del Laboratorio.
In una società che emargina e rinchiude il diverso, e reprime fino alla morte i ribelli, la scusa dello sgombero di un posto in affitto è che utilizzato in modo non conforme alla sua destinazione.
Ben sappiamo che non si tratta di conformità igienica, ma di non conformità di pensiero e di vita a quello che ci vogliono imporre.

Il Laboratorio continua nella sua attività con la gioia che solo la rivolta concede.

ANARCHICI DEL LABORATORIO

I RE DELLA MONTAGNA AL CSOA CARTELLA

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008
locandina15giu08

L' ALF BRUCIA UNA TORRE DI CACCIA IN EMILIA

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008

Regione Emilia

Torre di caccia bruciata la notte del 23 maggio 2008 dall'ALF.

Presidio antifascista contro un gazebo di Forza Nuova e news da Ferrara

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008


 
 

tratto da http://www.autprol.org/

07/06/2008: Cronaca presidio di Ferrara

Sabato 31 maggio 2008, davanti al carcere di Ferrara, cinquanta compagni, tra comunisti e anarchici, parenti e amici hanno dato vita a un presidio in solidarietà a Vincenzo Sisi, comunista operaio arrestato insieme agli altri compagni nell’operazione del 12 febbraio 2007.
Molti prigionieri hanno risposto ai saluti dell’esterno sventolando drappi rossi e altri panni a loro disposizione da dietro le sbarre.
L’obiettivo era denunciare la condizione di perdurante isolamento cui questo compagno è sottoposto da più di due mesi e per dare voce alla resistenza dei prigionieri rivoluzionari a questa forma di tortura “democratica” e a tutte le altre forme di annientamento, in primis il regime di 41 bis, con cui la classe dominante cerca di schiacciarne l’identità, isolandoli dal resto del corpo prigioniero.
Il presidio si è collocato nel percorso di mobilitazione che ha portato, mesi fa, alla sospensione di questo trattamento per il compagno Davanzo nel carcere di Cremona e ha dato voce allo sciopero della fame in solidarietà di Vincenzo di altri prigionieri comunisti coimputati nell’inchiesta “operazione Tramonto”. Sono quindi stati letti i loro comunicati contro l’isolamento carcerario e la corrispondenza “dalle gabbie” di resoconto della quarta udienza del processo in corso a Milano. Con le bandiere, gli striscioni e gli slogans il presidio si è poi trasferito dall’entrata del carcere al retro, per poter comunicare più direttamente con Vincenzo, ricordando le contemporanee mobilitazioni contro i CPT a Torino e contro l’inceneritore a Ferrara.
Alla fine del presidio, le macchine dei manifestanti sono state fermate da un folto gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa e di digos che hanno costretto tutti e tutte a essere identificati, in un becero atto di rappresaglia mirante ad attaccare ancora una volta la solidarietà.
E dire che il presidio era stato puntualmente richiesto e autorizzato!!!

CONTRO L’ISOLAMENTO RILANCIAMO E ORGANIZZIAMO LA SOLIDARIETA’!

Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli Arrestati il 12/02/07
GIUGNO 2008

parentieamici@libero.it

 

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da Cremona

E' stata una mattinata di tensione quella di sabato (7 giugno 2008) in occasione del volantinaggio organizzato dalla sezione cremonese di Forza Nuova, in via Solferino, all'angolo con corso Mazzini. Il movimento di estrema destra è stato contestato da una sessantina di campagni dei centri sociali cittadini.
Ingentissima la presenza delle forze dell'ordine a difesa dei neo-fascisti.

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Comunicato del centro sociale Dordoni:

Gazebo di Forza Nuova in Cremona di sabato mattina dalle ore 10,00 alle ore 12,00 presso i giardni pubblici di Piazza Roma- Centro città
La presenza di 50/60 compagni del C.S.A. Dordoni e Kavarna ha di fatto impedito lo svolgersi del presidio fascista.Il continuo pressing esercitato dai compagni ha fatto in modo che il presidio

stesso finisse un'ora prima del previsto con la cacciata dei fascisti scortati da carabinieri e polizia.

Erano presenti infatti per difendere i fascisti circa un centinaio tra Carabinieri e poliziotti.

C.S.A. Dordoni - Cremona

Azione NO TAV / NO Impianti di risalita

Inviato da autonomix | 12 Giu, 2008

Questa mattina, mercoledì 11 giugno, una quindicina di oppositori al TAV e ai nuovi impianti di risalita hanno occupato simbolicamente i locali della SWS engineering s.p.a. di Mattarello (Trento). Di seguito il testo distribuito e inviato via fax e una foto dello striscione esposto. Per chi volesse esprimere il proprio dissenso alla SWS: info@swsengineering.it; tel. 0461 97900; fax 0461 979250.

Ai responsabili della SWS

A voi si deve il progetto preliminare e definitivo del tunnel di base del Brennero, prima parte del TAV Verona-Monaco. Un'opera devastante per il territorio, l'acqua e la salute. Un'opera inutile per risolvere il problema del traffico. Un'opera che sempre più persone, informate e decise, rifiutano.

A voi si devono vari studi finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti sciistici, basati sostanzialmente sull'uso immorale di grandi quantità d'acqua per l'innevamento artificiale.

A voi è stato assegnato, infine, il progetto per la seconda canna del tunnel autostradale del Frejus, giustificato dagli stessi che vorrebbero realizzare il TAV Torino-Lione – contro la volontà di un'intera valle – per diminuire il traffico di tir su strada…

Insomma, vi state arricchendo grazie alle devastazioni di territori in nome del profitto. Pensavate di continuare a fare lauti affari senza che nessuno vi chiedesse conto.

Oggi siamo qui per dirvi che vi siete sbagliati. Ritiratevi da questi lavori.

NO TAV – al Brennero come in Valsusa
NO ALLA SECONDA CANNA DEL FREJUS
NO AI NUOVI IMPIANTI SCIISTICI