[Tn] Pannone punkhardcore

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
Venerdì 25 luglio 2008

Dal Pomeriggio

Presentazione della due giorni 2008
Mostra 80's fanzine scritti dal punk italiano

Spazio libero per le autoproduzioni: distribuzioni, banchetti, laboratori...
Porta ciò che vorresti fare
Discussione sull'autogestione

Dalle 20.00

Diluvio - Milano
XCharlieX - Provincia de Roma
Afasia - Messina
Spleen Flipper - Crema
Oss - Roma
Verme - Dal Nulla
The Smashrooms - Brescia
Il Male - Bologna

Sabato 26 luglio

Dal pomeriggio:

Assemblea su: pogrom contro i rom, razzismo di stato, aggressioni fasciste, come fermare l'irreparabile...

Dalle 20.00

Neid - Viterbo
Havoc - Torino
Post Fata Resurgo - Roma
Atestabassa - Bari
La Congiura - Rovereto
Inquietudine - Torino
Two Line in Hell - Dappertutto
Impact - Ferrara

Special Guest: No Chappi Bourgerous - Genova

-BENEFIT DETENUTI-
-CUCINA COL VASCELLO VEGANO-
-CAMPEGGIO LIBERO-

IN LOCALITA' DOSSALT PANNONE - MORI (TRENTO) -"VICINO A ROVERETO"

PER ARRIVARCI:

AUTOSTRADA A-22: Uscita Roverto Sud, SP-90 direzione Mori-Riva del Garda, a Loppio girare a destra direzione Val di Gresta/Ronzo (SP-88), procedere fino a Pannone. Prendere la stradina a sinistra del primo tornate e segure le indicazioni.
Cartina su: www.accidiahc.org/

Info line email: scabbya@hotmail.com

Scarica il banner della due giorni
Scarica il flyer ad alta risoluzione

**ATTENZIONE: I CONCERTI INIZIERANNO PUNTUALI!!!!!!!!**

Edizione 2007

Indymedia italia torna online. Tocchiamo ferro.

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008

Premessa:
indymedia nasce il 12 giugno 2000 alle 12:00 con questa definizione: "Indymedia e' un network di media gestiti collettivamente per una narrazione radicale, obiettiva e appassionata della verita'. Ci impegniamo con amore e ispirazione per tutte quelle persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle distorsioni dei media che con riluttanza si impegnano a raccontare gli sforzi dell'umanita' libera"

Da allora ha rivoluzionato il far notizia introducendo l'open publish, ossia la pubblicazione aperta, non esclusiva di redattori in cerca di notizie, ma dando direttamente agli utenti la possiblità di inserire le informazioni, con un collettivo di volontari (mediattivisti) pronti a controllare e nascondere/editare (modificare direttamente) in caso di notizie fuori dalla policy (le linee guida che regolano il portale).
Per partecipare e diventare admin ci si iscrive a delle mailinglist e collettivamente si elaborano i contenuti, incontrandosi ogni tanto di persona negli "indymeeting".

Il progetto entra in crisi nel 2006. Per molte nuove notizie inserite fioccano commenti anonimi, atti a infamare, a dare elementi alle forze del (dis)ordine o fuorviare il discorso, senza che gli admin riescano a starci dietro. Il "process" (iter di pubblicazione delle notizie in colonna centrale ad opera degli admins - denominate features) inizia sempre più ad essere un modo per fermare lo sviluppo di notizie eleborate collettivamente, fino al momento in cui Jeff, un magnate che ospitava i server, decide di interrompere il servizio. Su questo dirà: "Sono sorpreso da quanto gli anarchici si lascino ingabbiare da cosi’ tante regole….".
In realtà di anarchici su indymedia non ne sono rimasti molti, anarcotico, progetto oramai chiuso da due anni (al 2008), piace di più come strumento per ricercare/inviare informazioni a chi cerca notizie di stampo radicale.
Un ulteriore problema che il portale si trova ad affrontare è il divenire strumento involontario di aiuto per le forze dell'ordine. Le lotte tra i vari gruppi politici si spostano sulla rete tra le pagine del sito. Una "pecca" tecnica fa si che ogni notizia editata (ad esempio sostituendo i nomi e cognomi con delle XXXX) lasci una copia (non-editata) sulla rete in un archivio tutt'ora consultabile.

A dicembre 2006, il collettivo di persone che gestisce indymedia decide quindi di chiudere al fine di rimettersi in discussione.

Nei primi mesi del 2007 iniziano a rinascere i nodi locali, non più un'indymedia per tutta la penisola, ma una per ogni regione, o meglio per quelli che riescono a completare tutto il burocratico "process di iscrizione" (insieme di documenti e dichiarazioni a certificazione delle buone intenzioni nella creazione del nodo indymediatico).

Arriviamo ai giorni d'oggi, 8 nodi sono stati aperti (Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Roma, Liguria, Calabria) e uno è in via di apertura (Abruzzo)...

Qualche spunto di riflessione

Scrivo queste righe sperando generino critica, riflessione e possano contribuire a far sì che uno strumento non diventi più, come lo era un tempo, un'arma a doppio taglio.

Oggi (venerdì 4 luglio 2008) rinasce indymedia italia, molte persone sono le stesse di allora, altre sono cambiate.
Alcuni problemi rimangono però quelli di un tempo.
Anonimi e infami affollano il newswire, spesso fuori dal controllo degli admin che, sotto loro stessa ammissione, non possono rimanere vigili 24 h su 24.

Alcune volte il sito viene usato per generare zizzania (Emilia Romagna), per rancori personali (Piemonte), pubblicando o no notizie a propria discrezione (Lombardia).

Qualcosa però si può fare per limitare questi problemi.

  • Partecipare direttamente a indymedia (munitevi di molto bicarbonato per reggere l'acidità di stomaco che questa decisione genererà)
  • In caso di commenti/notizie infamanti e delatorie avvertire la lista del nodo interessato (scrivere una email alla lista di gestione, si possono usare i seguenti link: Piemonte, Calabria, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Roma e Napoli).
  • Entrare nella chat dedicata e spiegare il problema, il canale è #indymedia (è il metodo più veloce)
  • Nel caso si conoscano personalmente gli admin contattarli direttamente

don't hate the media, resist the media

uno, nessuno e centomila

APPROFONDIMENTI
Il triste declino di Indymedia da infoshop.org

Erba, la dose non è uguale per tutti:un rasta assolto dalla Cassazione

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
L'uomo, sorpreso con un etto di marjuana, era stato condannato a 16 mesi di carcere
La Corte ha riconosciuto che per la sua religione fumare spinelli ha un valore sacro

Erba, la dose non è uguale per tutti
rasta assolto dalla Cassazione


Erba, la dose non è uguale per tutti rasta assolto dalla Cassazione
ROMA - "La fumano i dottori, la fumano le infermiere, la fumano i giudici e persino gli avvocati". Così nel 1976 cantava Peter Tosh in Legalize it, uno dei più celebri inni alla liberalizzazione della marijuana. La star del reggae non immaginava che 32 anni dopo a dargli ragione sarebbe stata niente meno che la suprema corte di giustizia italiana. Non è esattamente la legalizzazione dell'erba ciò che ha stabilito la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, ma il diritto per chi - come Peter Tosh - professa la fede rasta a fumarla a volontà senza incorrere in sanzioni.

Secondo quanto stabilito dai giudici, chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d'Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di "ganja" in più del lecito perché "secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa".

La Cassazione è stata chiamata al pronunciamento in seguito al ricorso di un 44enne di Perugia condannato perché sorpreso dalle forze dell'ordine con un etto scarso di marijuana nella macchina. L'uomo si era difeso sostenendo di essere un adepto alla religione rastafariana e che quindi "l'erba sacra doveva essere consumata fino a 10 grammi al giorno". Una giustificazione "spirituale" che il tribunale di Terni non aveva ritenuto di prendere in considerazione, dichiarando l'imputato colpevole per illecita detenzione a fine di spaccio, condannandolo quindi a un anno e quattro mesi di carcere. Verdetto confermato dalla Corte d'appello di Perugia nel dicembre del 2004 con una sentenza nella quale si specificava che la quantità sequestrata non poteva essere considerata per esclusivo uso personale.

Contro questa decisione l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione, ottenendo soddisfazione dalla Corte Suprema che ha rinviato la condanna alla Corte d'Appello di Firenze affinché riconsideri il caso tenendo presente che la tradizione religiosa rasta prevede l'uso della marijuana come "erba meditativa, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".

L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
 L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge



|Napoli, 10 luglio 2008|
Il titolo più adatto a quel che sta avvenendo da questa mattina in Campania sarebbe: "L'esportazione della democrazia inizia a tornare a casa". I militari che siamo soliti vedere in azione nei diversi territori di guerra dove il nostro paese infaustamente opera, da oggi, sono di stanza a Chiaiano..

Questa mattina uomini e mezzi dell’esercito sono entrati nella cava di Chiaiano, supportati da un ingente numero di forze dell'ordine (tornate da settimane nel sito), per presidiare l’area dove dovrebbero essere avviati i lavori per la realizzazione della discarica. Quindi dopo Acerra, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, ecco un'altra "zona di guerra", circondata dal filo spinato e irrobustita dai fucili spianati dei soldati. L'esercito arriva giusto il giorno dopo l'approvazione al Senato del decreto rifiuti, diventato legge attraverso il voto compatto del governo Berlusconi e l'astensione del Partito Democratico.

Subito dopo l'arrivo dei mezzi militari sono tornati in strada anche i cittadini di Chiaiano e Marano, che stanno continuando da settimane i presidi e le manifestazioni contro la discarica. Attraverso l'oramai testato strumento dello "slow walking" hanno bloccato e paralizzato il centro partenopeo camminando di continuo sulle striscie pedonali, prima in via Marina, poi in via De Petris. Hanno annunciato di voler andare a depositare la raccolta differenziata autogestita sotto Palazzo Salerno, sede della struttura di supporto al sottosegretario alla monnezza Bertolaso.

Niente più inceneritore ad Agnano
Il sindaco Iervolino, con la sua prepotenza e saccenza, aveva annunciato che l'ex base della Nato sarebbe stato il sito che avrebbe accolto l'inceneritore di Napoli. Aveva (stra)parlato dell'assoluta idoneità del luogo e delle condizioni di sicurezza dell'impianto.. Oggi arriva il passo indietro, lo stesso Bertolaso, in seguito alle sollecitazioni e alle proteste dei comitati e dei cittadini, ha dovuto ammettere l'impraticabilità della cosa.. Il sottosegretario ha annunciato che entro la fine di luglio verranno trovati altri spazi disponibili insieme al sindaco, per poter dare il via ai lavori a settembre. Da brividi i primi due nomi fatti: Scampia, luogo simbolo delle schifezze combinate nelle periferie napoletane, lasciate nell'oblio, nelle mani della camorra e dell'eroina; Gianturco, al fianco del centro sociale Officina 99, sito già preso in considerazione in passato e poi abbandonato per le proteste dei cittadini.

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