Roma:In ricordo di Renato,a 2 anni dalla morte ·

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008
Sono passati ormai 2 anni da quando , il 27 agosto del 2006, Renato, uscendo da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene, insieme alla sua fidanzata e al suo amico Paolo, fu aggredito da due giovani scesi dalla loro auto coltelli alla mano. Gli urlarono di tornare a casa, che quello non era il loro territorio. Colpirono Renato che, a 26 anni, morì poche ore dopo in ospedale. Nella disperazione di quei giorni i familiari, gli amici e i compagni si trovano a spiegare una scomoda verità: chi esce di casa armato di coltello per colpire chiunque possa essere considerato diverso, altro, di colore, gay, di sinistra, è un fascista. Che solo a Roma, nell’anno precedente c’erano state più di 130 aggressioni di matrice fascista. Oggi, che sono passati quasi 2 anni, si apre il processo per l’imputato minorenne. Il PM sostiene che Renato sia stato ucciso al termine di “banale diverbio degenerato per futili motivi”, e così lo uccidono una seconda volta. Lettera al Pm e al Giudice del Tribunale Minorile di Roma
"Come madre di Renato Biagetti sento la necessita' di esprimermi riguardo all'omicidio ed alle accuse con cui il PM cita in giudizio Amoroso Gioacchino. Io non sento l'esigenza di una giustizia punitiva per il crimine che ha tolto la vita a mio figlio, solo su una cosa non transigo: sulla VERITA’ che mi è dovuta e che è dovuta a Renato, che non ha compiuto nessun reato. Di una giustizia menzognera non so che farmene, non mi appartiene se la motivazione sara' ancora 'morte per rissa avvenuta per futili motivi tra balordi'. Se questa deve essere la modalità per avere giustizia, preferisco che vengano dichiarati entrambi innocenti e mandati liberi! Solo attraverso una OGGETTIVA VERITÀ DEI FATTI si puo' ottenere una giustizia. Perche' io conosco Renato e il suo modo di vivere come nessun altro. Non accettero' mai una lettura di questo evento tragico come un semplice e banale diverbio degenerato per futili motivi ! Per tante ragioni: perche' Renato non era un rissoso e nella sua vita non ha mai fatto a botte, non ha mai cercato lo scontro fisico con nessuno, ha sempre anteposto al suo il bene del prossimo. Era un ragazzo che ha dedicato la sua giovane vita allo studio, ottenendo sempre ottimi risultati e non riportando mai note disciplinari...potrei allegare tante dichiarazioni dei suoi insegnanti e in special modo da chi lo ha visto come allievo nell'ultimo periodo della sua generosa vita. E cosi' e' stato anche quella notte. Perchè Renato Laura e Paolo sono stati aggrediti - mentre stavano tornando a casa dopo una tranquilla serata reggae sul litorale di Focene - da due individui, scesi dalla loro auto già armati di coltelli. Perche' quei due armati di coltelli gli sono saltati addosso con violenza inaudita urlando loro di tornarsene a casa perche' non erano del luogo. Signor Giudice, Signor PM chi scende dalla propria auto con coltelli alla mano per aggredire chiunque possa considerare estraneo e diverso, non sta cercando una lite. E' un aggressore, e' un potenziale assassino (come i fatti hanno dimostrato). Le mani di mio figlio erano bianche, non ha mai impugnato nulla che potesse offendere l'altro, anche nel momento dell'estremo saluto accanto ad un medico del Policlinico Gemelli, notavamo come fossero perfette, senza segni, ne' escoriazioni. Non e' possibile ridurre la violenza di questo atto alla degenerazione tragica di un banale diverbio, perche' sarebbe come uccidere mio figlio un'altra volta. Renato ha ricevuto 8 coltellate violentissime e non soltanto Laura e Paolo - che erano direttamente coinvolti - ma anche altri testimoni hanno visto che tutti e due avevano in mano un coltello e che entrambi hanno colpito Renato. Nel giudicare l'imputato di questo processo si deve tener conto delle testimonianze di chi era presente quella notte, di chi era al suo fianco, di chi insieme a Renato è stato aggredito e ha avuto lesioni, per ricostruire l'accaduto in modo corretto senza omettere le responsabilita' di entrambi gli assassini. Vi chiedo, nel processo, di raccontare l'aggressione con oggettiva verità e trarre le conseguenti conclusioni. Lei, giudice, ha in mano uno strumento di comunicazione e di educazione verso i giovani. Gli atti devono raccontare la verità, una verità semplice: che due ragazzi per odio verso l'estraneo, verso il diverso da sé e dal proprio contesto, hanno aggredito e ucciso Renato e ferito Paolo e Laura. La sentenza sulla morte di mio figlio può avere una valenza per altri giovani se viene raccontata negli atti la verità sull'aggressione violenta e devastante che ha subito mio figlio, oso dire scannato come un agnello sacrificale. Per dare un senso alla morte di Renato si deve chiarire quanto siano orribili la sopraffazione e l'uso delle armi, quanto sia terribile non riconocere nell'altro un proprio simile, ma solo un nemico da battere. In tal modo la sua sentenza deve servire a convincere un ragazzo a fermarsi, a riconoscere la supremazia della vita, deve fermarlo prima che una vita ancora sia strappata. Se lei scriverà una sentenza che possa fermare un'altra aggressione, avrà restituito a mio figlio la vera essenza della vita che è l'amore universale o anche semplicemente e non secondariamente la giustizia. Certa di essere compresa la ringrazio e le porgo i piu' distinti saluti." Stefania Zuccari
Il prossimo 27 agosto saranno 2 anni che una mano fascista ci ha portato via il sorriso e gli occhi di Renato. Tante iniziative in questi 2 anni, frutto della passione di tanti compagni e compagne hanno permesso di realizzare i suoi sogni. Uno di questi è la sala prove e registrazione Renoize attraversata in questi pochi mesi di vita già da tantissimi giovani gruppi musicali e fucina di riflessioni sulle autoproduzioni.

Grazie a questo progetto il prossimo 29 agosto ricorderemo Renato attraverso la musica, la sua grande passione, in un concerto in cui si esibiranno
.Apostoli della strada,
.Bestie Rare,
.Rancore,
.Filippo Gatti,
.Bobo Rondelli,
.24 Grana

e in cui attraverso i suoni, le immagini e le parole racconteremo ancora una volta la verità su cosa accadde quella maledetta notte sul litorale di Focene, quando l’odio per il diverso di due giovani di 17 e 19 anni strappò con 8 coltellate la vita di Renato.

Con Renato nel cuore, ma anche per Carlo, Dax, Federico e Nicola che sono Ognuno di Noi Venerdì 29 agosto 08 dalle 18 alle 24 Parco della Basilica di San Paolo Via Ostiense, Roma.

Con rabbia e con amore i compagni e le compagne di Renato

Lega Nord a congresso con i neofascisti di tutta Europa ·

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008
Lega Nord a congresso con i neofascisti di tutta Europa

La Lega Nord aderisce al “Congresso contro l’islamizzazione” indetto a Colonia, dal 19 al 21 settembre prossimo, dal movimento "Pro Köln". Ne dà notizia il sito informativo francese Rue 89.

Al congresso sarà presente un po’ tutta la galassia dell’estrema destra europea. Tra gli altri interverranno il fiammingo Vlaams Belang, nato sulle ceneri del Vlaams Blok, partito sciolto dall’Alta Corte belga per incitamento alla discriminazione e all’odio razziale, e l’Npd, organizzazione orgogliosamente neonazista che in certe regioni del nord della Germania supera il 30 per cento dei consensi. L’Npd, per intenderci, è quel partito i cui deputati, un paio di anni fa, uscirono dall’aula mentre l’Assemblea osservava un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Auschwitz, e che, in occasione del 60° anniversario della fine delle seconda guerra mondiale, pretendeva di poter andare a sventolare bandiere uncinate nei pressi della Porta di Brandeburgo, a pochi metri dal Memoriale della Shoah.

Annunciata, anche, la presenza del "Lavoro, Famiglia e Patria" di Henry Nitzsche (già membro della CDU ma indotto ad abbandonare il partito a seguito di sempre più esplicite manifestazioni di simpatia per l’estrema destra neonazista), e della rivista, anch’essa tedesca, Nation-Europa, fondata da ex appartenenti alle SS e le cui pagine possono vantare la firma di Alain de Benoist, ideologo della Nuova Destra francese nonché uno dei “Buoni Maestri” dei nostri Giovani Padani, come si può leggere sul loro sito.

Ovviamente aderiscono pure l’Fpö austriaco ed il francese Front National di Le Pen, adesione, quest’ultima, che desta qualche preoccupazione oltralpe. Ma che dire, allora, della Lega Nord, che non solo propone gli stessi odiosi argomenti di Le Pen, che non solo, a differenza di Le Pen, trova sponda elettorale presso gli altri partiti di destra e del centro destra, ma che pure, sempre a differenza di Le Pen, insieme a quegli altri partiti se ne sta tranquilla e minacciosa al governo?

Comunque vadano pure, gli impenitenti leghisti, a levare la spada dell’Alberto da Giussano in mezzo a rune e croci celtiche. Che Roberto Maroni poi la smetta di affermare, però, con un’irritante faccia tosta, che i suoi provvedimenti in materia di immigrazione sono vittime di pretestuosi “fraintendimenti”.

Daniele Sensi

http://danielesensi.blogspot.com/2008/07/lega-nord-congresso-con-i-neofascisti.html




IMPEDIRE IL CONGRESSO INTERNAZIONALE RAZZISTA

http://www.hingesetzt.mobi/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=113&Itemid=112

Dal 19 al 21 settembre 2008 razzisti e neofascisti da tutta l'Europa
vogliono tenere a Colonia un cosiddetto "Congresso
anti-islamizzazione". Invitati dall'autodefinitosi "Movimento Civico per Colonia"("Bürgerbewegung pro Köln"), membri di gruppi di destra europei, che si presume possano raggiungere il numero di 1000 presenze, di diversa connotazione (dai "classici" neonazisti fino ai conservatori di destra), vogliono divulgare la loro propaganda contro cittadini di altra origine e religione, con il pretesto di una presunta critica all'Islam. Pro Köln (Per Colonia) è un partito di estrema destra che da anni porta avanti a Colonia e a livello sovra regionale una politica razzista. Molti funzionari e membri di Pro Köln provengono da partiti neonazisti e da gruppi quali il "NPD", i "Republikaner" e la "Deutsche Liga für Volk und Heimat" (lega tedesca per il popolo e la patria). Ultimamente Pro Köln ha aizzato gli animi principalmente contro la costruzione di una moschea a Colonia-Ehrenfeld, cercando così di catturare voti con propaganda razzista e di estrema destra.
Al congresso di settembre hanno annunciato la loro partecipazione tra l'altro rappresentanti di partiti di estrema destra dall'Austria (FPÖ), Belgio (Vlaams Belang), Italia (Lega Nord), USA (Robert Taft Group), Gran Bretagna (British National Party), Spagna e Ungheria. Vi dovrebbe inoltre partecipare il presidente del FN, Front National, di estrema destra Jean Marie Le Pen, noto a livello internazionale. Con questo congresso europeo basato su di una campagna di odio, i neofascisti di vecchi data di Pro Köln perseguono due obiettivi: intensificare la collaborazione tra i partiti di estrema destra in tutta l'Europa e aprire con questa grossa iniziativa la campagna elettorale per le elezione comunali nel Nordreno-Westfalia del 2009.

Noi non tollereremo né un congresso internazionale di stampo razzista né permetteremo che il partito Pro Köln/Pro NRW possa portare avanti indisturbato la sua propaganda razzista.
Per questa ragione chiamiamo tutti a raccolta per impedire questo congresso!
Questo obiettivo può solo riuscire se durante quei giorni un numero più alto possibile di persone bloccherà il luogo in cui si tiene la manifestazione e impedirà il passaggio ai militanti della destra.
Sebbene abbiamo diversi punti di vista politici, questo obiettivo ci
unisce.
Ci contrapporremo a questo congresso con fermezza e il nostro
intervento sarà comune e ricco di una grande varietà di posizioni.
Tramite la disobbedienza civile respingeremo Pro Köln e suoi seguaci.
Partecipate ai blocchi di massa davanti al luogo di svolgimento del congresso!
Non passeranno!

LISTA ADESIONI
http://www.hingesetzt.mobi/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=56

Chiaiano : prove generali di riappropriazione

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008
Chiaiano : Prove generali di riappropriazione

Nella serata di ieri il presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica ha consentito ai mezzi delle aziende per la raccolta di rifiuti di pulire parte dell’immondizia accumulata ai fianchi delle barricate. Un operazione necessaria dopo 4 mesi di blocchi e barricate che hanno portato la parte alta di Via Cupa dei Cani in pessime condizioni igienico sanitarie. A seguito dell’intervento di pulizia un nutrito gruppo di attivisti si e’ inoltrato nella Selva fino a giungere a poche centinaia di metri dalle cave. Con grande stupore abbiamo trovato una postazione della Guardia Forestale con tanto di jeep e filo spinato che costituiva un vero e proprio check point per chiunque si fosse inoltrato sui sentieri verso la cava. La presenza di filo spinato rendeva il tutto ancora piu’ lugubre, ed alle domane dei cittadini riferite al fatto se la zona militare cominciasse proprio li’, gli agenti ed i funzionari dell’ordine pubblico non sapevano dare risposta. A quel punto un centinaia di attivisti del presidio hanno cominciato a rimuovere il filo spinato, a forare le gomme dei mezzi della forestale per quello che era un check point assolutamente illeggittimo. La Forestale proteggendosi con gli scudi ha provato ad ostacolare la rimozione del check point ma ha dovuto battere in ritirata davanti alla determinazione dei cittadini. Dopo l’eliminazione del check point il centinaio di cittadini si sono avvicinati fino al limite invalicabile della zona militare mettendo in subbuglio la brigata garibaldi che trova all’interno della cava. Quello di ieri e’ un’atto di ripristino della normalita’ effettuato dal presidio permanente che ha eliminato un check point illeggittimo e invasore.
Una prova generale di quello che faremo il 27 settembre, quando in occasione della manifestazione nazionale a Chiaiano e Marano proveremo a riprenderci la nostra terra.

Presidio Permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica


Ascolta Jatevenne... la canzone del presidio

31 Luglio Critical Mass contro la discarica

Vicenza si difende: news No Dal Molin

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008

Non si è fatta aspettare la reazione dei No dal Molin all’ordinanza del Consiglio di Stato che oggi ha accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa contro l’ordinanza del Tar del Veneto che aveva sospeso i lavori della nuova base.
"Una sentenza politica, quella del Consiglio di Stato", scrivono in un comunicato i cittadini del Presidio No Dal Molin. Le preoccupazioni e il netto dissenso che da oltre due anni esprime un’intera comunità, "non prive di oggettive giustificazioni", come si legge nell’ordinanza, non contano nulla. Non ci sono neppure rischi concreti dal punto di vista ambientale nonostante non sia mai stata fatta nessuna valutazione d’impatto ambientale.
Da oggi i cittadini del Presidio lanciano una settimana di mobilitazione che è partita stasera con una manifestazione, a cui hanno partecipato centinaia di persone, davanti ai cancelli dell’Aeroporto. Ancora una volta al lavoro gli operai dell’Altro Comune che hanno realizzato un blocco stradale utilizzando dei plinti fissati con il cemento a presa rapida a 200 mt dai cancelli, a loro protezione le donne del Presidio. I cancelli erano naturalmente blindati dalle forze dell’ordine.
Dopo questa iniziativa i cittadini hanno dato vita ad un "soft walking" con le automobili verso la caserma Ederle. Un lungo e rumoroso serpentone di circa 200 macchine, che si è ingrossato lungo il tragitto, ha attraversato molto lentamente la città per raggiungere la Caserma, bloccando completamente il traffico cittadino. Arrivati sul posto il "soft walking" è continuato intorno alla Ederle a suon di clacsons per far capire quanto sia indesiderata la presenza militare statunitense.
Giovedì 31 agosto la protesta si sposterà nel centro cittadino con una nuova iniziativa pubblica alle ore 20.30 in P.zza Castello per "difendere Vicenza".
Un appuntamento importante sarà poi dal 4 al 14 settembre con il campeggio nazionale No Dal Molin. "Se i lavori saranno iniziati, li bloccheremo", annunciano dal Presidio.

Cronaca audio
"Siamo più determinati di prima, siamo incazzati" dalla Caserma Ederle Francesco che ricorda l’appuntamento di giovedì 31 luglio che avrà lo slogan "Vicenza si difende".
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"Qua nessuno si sente sconfitto da questa ordinanza. La situazione adesso è cambiata, ma non la nostra determinazione". Dal "soft walking" la corrispondenza con Olol, Presidio No Dal Molin.
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Ci si prepara al "soft walking" verso la Caserma Ederle. Dall’iniziativa sull’ordinanza del Consiglio di Stato un commento di Davide.
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Gli interventi durante l’assemblea prima della partenza del corteo verso i cancelli dell’Aeroporto di Francesco [ audio ] e Cinzia [ audio ]

Link
www.nodalmolin.it

A Manca pro s’Indipendentzia a congresso

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008

A Manca pro s’Indipendentzia a congresso

conflitti globali

Nelle giornate dall’11 al 13 luglio si è svolto a Nuoro, presso la sede nazionale, il II° Congresso Nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia. Al Congresso hanno preso parte tutti i militanti dell’organizzazione che, secondo statuto, costituiscono l’Assemblea Politica Nazionale, massimo organo della nostra organizzazione.

Nel corso delle giornate dell Congresso sono stati affrontati i seguenti temi:

ANALISI DELL’ATTIVITÀ POLITICA DI A MANCA PRO S’INDIPENDENTZIA. Nel periodo dal precedente congresso (Nuoro, aprile 2006) ad oggi, con particolare riferimento a come la nostra organizzazione ha saputo affrontare l’attacco repressivo lanciato dallo stato italiano con “l’operazione Arcadia”. In questa fase di analisi è stato sottolineato il fatto che in ogni situazione di repressione la risposta più proficua è comunque sempre la pratica politica che smaschera in maniera palese i reali intenti che muovono gli apparati repressivi.

ANALISI DELLA FASE INTERNAZIONALE. Ciò che è emerso nella discussione congressuale è che quello che deve caratterizzare un’analisi internazionale non deve essere un errato approccio euro-centrico, intendendo l’entità Europa Unita come una categoria imperialista tanto quanto i singoli Stati che la comporrebbero. Lo spazio da cui partire per un’analisi come Popolo Sardo è, geograficamente, storicamente, economicamente, politicamente, socialmente e culturalmente, quello mediterraneo, con la Sardigna, posta esattamente al centro che, da un lato, funge da luogo di incontro degli interessi politico-militari delle potenze imperialiste, dall’altro funge da ponte e luogo di incontro tra Africa, Europa e Medio Oriente. Questo spazio presenta al suo interno situazioni di oppressione nazionale e sociale, nazioni senza Stato, colonie e popoli oppressi che costituiscono un punto di riferimento imprescindibile nell’osservazione delle dinamiche e degli equilibri imperialisti. Punti di riferimento da cui partire per sviluppare un internazionalismo finalizzato alla costruzione di rapporti di solidarietà internazionale e relazioni internazionali per la risoluzione pratica delle rispettive questioni nazionali e sociali.

ANALISI DELLA FASE NAZIONALE. La Sardigna è una colonia dello Stato italiano perché in essa la rapina sistematica delle risorse economiche, delle risorse umane e del patrimonio naturale ed ambientale, lo sfruttamento imposto dal capitalismo straniero (intendendosi in tale accezione naturalmente anche quello “italiano”) a tutti i settori dell’economia, la soppressione di qualsiasi attività economica autonoma e non integrabile e di qualsiasi forma di autogestione delle risorse, l’utilizzo del territorio nazionale come area di servizi del capitalismo internazionale, hanno determinato e determinano un regime di sfruttamento della forza-lavoro del Popolo Lavoratore Sardo ad opera del capitalismo internazionale e del colonialismo italiano ed una sua conseguente oppressione nazionale e di classe. Il colonialismo italiano è: Economico, Politico e Ideologico.

Possiamo considerare la fase attuale come una fase di trasformazione del colonialismo dalla sua forma classica ad una più moderna, maggiormente adatta alle esigenze del capitalismo contemporaneo. Questo significa che la Sardigna subisce lenti, graduali ma precisi processi di trasformazione che, da luogo di rapina delle risorse ne stanno facendo un’area di servizi del capitalismo internazionale. È dunque una fase di transizione tra vecchie e nuove forme di sfruttamento coloniale, organica alla ristrutturazione capitalistica in atto all’interno dello Stato italiano e dell’imperialismo mondiale. Ma anche in questa fase di trasformazione il colonialismo mantiene salda la sua “spina dorsale” che è costituita dal regime di dipendenza economica che tiene saldamente legata la Sardigna all’italia. La Sardigna, colonia dell’italia, non può avere settori economici prosperi e autosufficienti, in quanto, se ci fossero, questi potrebbero creare uno stato di autosufficienza, di ricchezza, di autonomia economica, e ciò potrebbe permettere ai Sardi di vivere del loro lavoro. Così l’Italia, in perfetto accordo con la classe politica compradora, preferisce che la Sardigna fornisca solo materie prime, affinché sia costretta a rimanere sempre legata ai finanziamenti assistenziali dello Stato, cioè in uno stato di dipendenza. In quest’ottica si può affermare che qualsiasi lotta politica sviluppata in Sardigna, esterna alle dinamiche della coscienza nazionale, che non incida nel processo di rottura della dipendenza, non porta alcun vantaggio reale per le sorti del Popolo Lavoratore Sardo.

DISCUSSIONE SULLA LINEA POLITICA. Nelle nazioni senza Stato e nelle colonie, lo scontro tra imperialismo ed antimperialismo assume la forma - ma soprattutto la sostanza - della lotta anticolonialista, costituendo la liberazione nazionale dei popoli oppressi un avanzamento del movimento rivoluzionario internazionale ed un corrispondente indebolimento del campo imperialista.

L'emancipazione del Popolo Lavoratore Sardo può avvenire esclusivamente assumendo come base di azione la rottura delle catene coloniali che tengono legata la Sardigna allo Stato italiano e contemporaneamente sciogliendo lo scontro capitale-lavoro ponendo in essere il primato del lavoro sul capitale. E’ quindi necessario schierarsi sul terreno dell'anticolonialismo sviluppando la questione dell'autodeterminazione-autodecisione-autogoverno del Popolo Lavoratore Sardo.

Per autodeterminazione si intende il diritto del Popolo Lavoratore Sardo di riconoscersi in quanto tale nella propria specificità, acquisendo in questo modo una coscienza di classe-nazione che metta le basi per la questione della sovranità nazionale, ovvero la capacità insita nel Popolo Lavoratore Sardo di decidere autonomamente del proprio destino.

Per autodecisione si intende il diritto della classe-nazione sarda di separazione dallo Stato italiano per la creazione della Repubblica Socialista di Sardigna.

Per autogoverno si intende il diritto della classe-nazione di gestione delle risorse, della struttura e della sovrastruttura nell'interesse esclusivo del Popolo Lavoratore Sardo e, tramite questo del proletariato internazionale.

PUNTI PROGRAMMATICI DI A MANCA PRO S’INDIPENDENTZIA. La novità sostanziale di questo ultimo congresso è che aMpI ha elaborato un proprio programma generale, ovvero un insieme di punti programmatici generali di intervento nei vari settori della vita economica, politica e culturale sarda. Tali punti sono:
# ECONOMIA
# OCCUPAZIONE MILITARE,
# LINGUA E CULTURA,
# REPRESSIONE,
# SINDACATO,
# RELAZIONI INTERNAZIONALI,
# RELAZIONI NAZIONALI,
# EMIGRAZIONE = DEPORTAZIONE,
# EMIGRAZIONE INTERNA

Le Tesi Provvisorie presentate durante il congresso e rimaste nella sostanza invariate - in attesa di una stesura definitiva - sono rinvenibili sul sito web dell'organizzazione: www.manca-indipendentzia.org