LIBERA E' STATA ABBATTUTA! RESOCONTO COMPLETO DELLA GIORNATA

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

Stamani verso le 11.30 si sono avute le prime avvisaglie dello sgombero, quando diverse macchine della digos sono arrivate in Via Pomposiana e una pattuglia dei vigili ne ha chiuso l'accesso. Nonostante il blocco molti compagni riescono a passare, e nel pomeriggio quasi un centinaio di solidali sarà sotto il Libera a fronteggiare la sbirraglia.
Verso le 2 i poliziotti riescono ad entrare nell'edificio dall'ingresso posteriore, dopo avere spinto via i compagni che cercavano di impedire l'irruzione, scagliandosi poi anche contro chi sorvegliava l'entrata principale. Diversi compagni sono strattonati e i poliziotti tentano più volte di fermare i fotografi (inclusa la stampa accreditata). Una poliziotta lancia un tavolo nel mucchio di compagni e fotografi. A breve la situazione si calma e desistono dall'aggressione contro le persone all'ingresso. Ma ormai sono entrati e noi siamo tutti fuori.

Alle 4 del pomeriggio la tensione è un pò calata rispetto a qualche ora prima, quando gli sbirri hanno devastato l'interno di Libera. Viene fatto arrivare il camion dei pompieri con la scala e il cestello per salire sul tetto, dove 4 compagni resistono ad oltranza. Uno sbirro e un pompiere restano quasi un ora penzolanti nel cestello a 2 metri da Colbi incatenato. Per raggiungere il retro di Libera e posizionarsi, la gru dei pompieri ha dovuto percorrere il lunghissimo viale di accesso alla casa. Tutte le persone presenti sono corse impedirne l'avanzata. Prima con barricate improvvisate (tirate via dalla polizia, addosso alla gente) poi fronteggiandola metro per metro sotto gli spintoni, i calci e le violenze di un'eterogenea sbirraglia a stento tenuta a freno dal capo della digos (baffetti e giacchino scamosciato, il topos del dirigente digotto anni '90). Erano presenti un folto numero di vigili urbani, corpo non titolato ad occuparsi di ordine pubblico. Hanno contribuito a malmenare, sollevare di peso e gettare a terra chi tentava di fermare l'avanzata della gru. Gia domani verrà sporta denuncia contro di loro, sia per i singoli casi di violenza documentati, sia per l'illegale presenza in loco. Alla fine la gru passa, circondata dagli sbirri che la cordonano. Diversi i contusi tra i manifestanti.

Inizia il balletto del cestello a fianco del tetto. Ci sono dentro uno sbirro e un pompiere. Il primo seccherà inutilmente Colbi per un ora, con blandizie e ragionamenti. Intanto sul tetto è salito un altro carabiniere, che attacca anche lui a parlare senza ottenere nulla, e la testa baffuta del capodigos spunta dall'abbaino. Resteranno li 2 ore finchè abbandonati discorsi taglieranno le catene che assicuravano Colbi, sollevandolo di peso nel cestello e calandolo giù. In breve caleranno tutti dal tetto, assetati e arroventati dal sole. Gli ombrelloni glieli hanno tirati via 2 ore prima e da ore impediscono l'arrivo di acqua.

Ora è la volta di Benna, con il braccio ancorato dentro un bidone di cemento da 200 kg, e delle 2 ragazze incatenate alla finestra accanto a lui. Le 2 ragazze non vogliono lasciar tagliare le catene e non vogliono andare via abbandonando Benna solo con gli sbirri. Ma uno di questi, aiutato da una vigilessa, le afferra brutalmente. E' una scena schifosa. Una delle 2 ragazze, quasi in lacrime, urla perchè le stanno toccando i seni e le parti intime. Tutte/i le/i compagne/i sono alle finestre attorno che gridano la loro rabbia e il disprezzo contro quelle bestie... impotenti ad aiutare le compagne. Iniziano a lanciare acqua sulle carogne con il bell'effetto di intralciarli e disorientarli. Lo sbirro che stà molestando la compagna, sbraita e grida più volte alla sua truppa di sgomberare tutti dalle finestre. Così la situazione precipita. Un funzionario esce e si mette a capo dello schieramento urlando che lui è l'amministratore della violenza e adesso ce la amministra. Parte il fronteggiamento che diventa una carica in cui i picchiatori non si tengono più e menano manganellate. Un ragazzo esce fuori con la testa spaccata, un fiotto di sangue sul viso e i vestiti. Altri se la cavano con contusioni al busto e alle braccia. Diversi fotografi e cameramen vengono malmenati. Di li a poco inizeranno a rimuovere col flessibile e lo scalpello il cemento che blocca Benna.

L'avvocato di Libera spiega brevemente il senso dello sgombero. Lo stabile è da anni assegnato ad una associazione, il Collettivo degli agitati, che è composto dagli abitanti di Libera. Questi si sono visti assegnare unilateralmente l'edificio dalla giunta. Senza che nemmeno lo avessero richiesto. Probabilmente le mire del comune, all'epoca, erano di proporgli poi un cambio di sede. Sta di fatto che l'assegnazione scade a novembre 2008 e fino ad allora gli abitanti occupano legittimamente la casa. La giunta modenese dà ugualmente alla polizia il mandato di sgombero. Ma non contro l'associazione: contro i singoli abitanti che loro dire la occupano illegalmente... sta di fatto che i soggetti coincidono. I presunti abusivi sono i legittimi abitanti. Ma intanto lo sgombero viene effettuato.
LIBERA VIENE STATA RASA AL SUOLO IN SERATA.
Domani verrà presentato ricorso contro lo sgombero, e se anche i compagni vinceranno come probabile la causa, otterranno solo un rimborso dei danni per ciò che è andato distrutto nel crollo. La casa però non ci sarà più (non c'è gia più!) e il comune non avrà l'obbligo del ripristino. Così si è tolta di mezzo Libera, con una sporca manovra.

Attualmente i compagni sono in riunione, all'interno della biblioteca anarchica che gestiscono in
città (Via Sant'Agata 13, in centro). Decidono le azioni da intraprendere nei prossimi giorni.

Degno di nota è come i vigili del fuoco si siano prestati senza problemi allo sgombero, vestendo i panni degli sbirri e sbrigando il lavoro al posto loro. Non male per una categoria che da anni si batte contro la militarizzazione del corpo.

 

 NEWS SU:

http://www.anarchiainazione.org/

 

LIBERA E' STATO SGOMBERATO(news e aggiornamenti)

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

Oggi hanno sgomberato Libera, spazio Anarchico/Libertario di Marzaglia, nelle campagne di Modena. Oggi hanno sgomberato un luogo che in 8 anni ha prodotto cultura attraverso incontri, dibattiti, cineforum, laboratori di teatro, pittura, sala prove popolare; oggi hanno sgomberato un luogo di socialità e condivisione; oggi hanno sgomberato un luogo in cui gli individui che vi sono transitati -poco importa se per un ora, un giorno, un mese o un anno- hanno ricevuto quel calore che si accorda ai propri simili senza che l'estrazione sociale, il conto in banca o il posto occupato in società fungessero da discriminante; oggi gli infami del pd, appoggiati dai verdi e da rifondazione comunista hanno deciso che era giunto il momento di mettere fine ad un'esperienza di otto anni per far spazio ad un autodromo...e pensare che fino a qualche anno fa quella zona era protetta da vincolo ambientale...Un bastardo assessore di rifondazione, frequentatore assiduo delle serate danzanti di Libera, ha avallato senza battere ciglio il provvedimento di sgombero...con tutta l'ipocrisia di cui gli uomini(?) di potere sono capaci.
Oggi il potere ha agito con decisione e violenza (sotto libera oltre che gli sbirri in anti-sommossa si sono presentate -da subito- anche varie ambulanze...lasciando presagire la mattanza) contro chi, con la sua pratica quotidiana ha messo è meterà -statene certi- in discussione in maniera radicale ogni atomo di quest'organizzazione sociale vincolata al profitto e ubriacata d'autoritarsimo...Liberà sarà rasa al suolo per permettere a delle scatole di metallo di correre quanto più velocemente possibile...Libera ha rifiutato ogni compromissione con un potere che ha come suo strumento principe l'uso della violenza respingendo al mittente ogni ipotesi di assegnazione di uno spazio alternativo...Libera vive nelle menti ed i cuori di chi in lei ha visto uno spiraglio di futuro liberato nella densa coltre di questo grigio presente autoritario. Non credano lor signori che qualche manganellata possa sopire il desiderio esagerato di Libertà che portiamo nei cuori. Solidarietà agli occupanti, Possono sgomberare quattro mura ma le idee quelle no, quelle non si sgomberano.

 


LIBERA E' STATO SGOMBERATO

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ORE 17.00 I COMPAGNI HANNO FATTO RESISTENZA PASSIVA SEDUTI O SDRAIATI SULLO STRADELLO DAVANTI A LIBERA PER IMPEDIRE IL PASSAGGIO DEI POMPIERI. I POLIZIOTTI HANNO SPOSTATO I COMPAGNI DALLO STRADELLO UTILIZZANDO ANCHE CALCI E PUGNI. DOPO QUASI UN'ORA I POMPIERI SONO RIUSCITI A GIUNGERE NEL CORTILE SUL RETRO E SI STANNO AVVICINANDO AL TETTO CON L'AUTOSCALA. PER TUTTI QUELLI CHE SI STANNO AVVICINANDO A LIBERA ADESSO - PORTARE DELL'ACQUA!!!

ORE 16.20 5 COMPAGNI RESISTONO SUL TETTO 2 POLIZIOTTI SONO ORA SUL TETTO E STANNO SLEGANDO UNA DELLE COMPAGNE I POMPIERI STANNO ENTRANDO ORA NELLO STRADELLO DI LIBERA PER AVVICINARSI AL TETTO CON L'AUTOSCALA

ORE 15.4O I POLIZIOTTI SONO ENTRATI, SONO AL SECONDO PIANO E STANNO CERCANDO DI ANDARE SUL TETTO. DENTRO STANNO DISTRUGGENDO TUTTO. LA PORTA SUL RETRO E' APERTA, MA NONOSTANTE QUESTO STANNO CARICANDO I COMPAGNI POSIZIONATI DAVANTI ALL'INGRESSO PRINCIPALE

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ORE 12.30:
- 20 MEZZI DELLA CELERE SONO DAVANTI LIBERA: LO SGOMBERO E' INIZIATO

ORE 11.30:
- I COMPAGNI SONO BARRICATI A LIBERA - LA CELERE DI BOLOGNA SI TROVA ORA A MODENA - PER ORA A LIBERA NON SI SONO VISTI --- AGGIORNAMENTO DI OGGI: sgombero imminente e certo dalle ore 12 di oggi venerdì 8 agosto

Chi può venga al punto di ritrovo in via Emilia Ovest angolo viaPomposiana (quasi di fronte Grandemilia e vicino chiesa di Cittanova).

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x arrivare a libera: uscire a Modena Nord, seguire per Reggio Emilia, siarriva su via Emilia, si passa a destra il centro commerciale Grandemilia,si incontra un'insensato edificio chiamato chiesa e subito dopo si gira asinistra in via Pomposiana, si prosegue fino ad un'incrocio a T dove sigira a destra, avanti 2km sulla sinistra c'è Libera. Per chi viene dallastazione deve prendere il 9/A in direzione Marzaglia,che si prende su viaMonte kosica. passa alle :03 di ogni ora, l'ultimo è alle 20.03

 

 

Liberazione da allevamento di conigli dell' ALF con foto e video

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

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comunicato anonimo ricevuto e inoltratoci da LA NEMESI

"a notte tra il 28 e il 29 luglio 2008 siamo entrati nell'allevamento di conigli di Lino Fasolato in via Appia 98 ad Abano Terme (PD). Da molti anni questo signore rifornisce i vivisettori di tutta italia e nel 1991 fu scoperto un altro suo losco traffico: accalappiava cani per le strade senza averne la licenza e li rivendeva ai laboratori di vivisezione.
Il lavoro della famiglia Fasolato non è degno di rispetto e noi non abbiamo avuto problemi di coscienza nel rovinare la sua attività.
Ciò che per questa gente è solo merce da vendere in realtà sono esseri viventi incantevoli, ognuno con una propria individualità e con il desiderio innato di respirare aria pulita, vedere la luce del sole, correre sull'erba, scavare nella terra, costruirsi delle tane, vivere la vita.
Per chi lo vede dall'esterno l'allevamento è solo un capannone come tanti, per chi ci lavora è un lavoro come altri.
Per gli animali che qui sono concentrati è un luogo infernale ,una tortura perenne. Chiusi e ammassati l'uno sull'altro in gabbie piccole che non permettono nemmeno di alzarsi in piedi, di allungare le zampe, di fare i movimenti di cui tutti i corpi di tutti gli esseri vivienti necessitano, i conigli giacciono senza capire il perchè di una vita così sprecata: uccisi prima dalla noia, dal dolore fisico, dalla disperazione, dallo stress e dalla depressione, e poi uccisi dall'ignoranza e dalla crudeltà dei ricercatori nei laboratori.
Queste persone presentano il loro lavoro come indispensabile per la nostra vita, dando per scontato che le migliaia di farmaci e cosmetici immessi sul mercato e precedentemente testati sugli animali siano necessari e irrinunciabili per il benessere dell'umanità.
Ma anche se lo fossero non c'è ragione per cui altri abitanti di questo mondo vengano fatti nascere e fatti soffrire unicamenete per soddisfare dei bisogni umani.
Ogni animale (compreso l'uomo) possiede il vitale istinto di nascondersi quando si sente in pericolo, di avere una propria area protetta da invadenze esterne, e per questi conigli il fatto di non poter scavare cunicoli e crearsi una tana è fonte di disagio da far impazzire.
Non riusciamo a smettere di pensare a loro: dalla prima volta che siamo entrati, durante un sopralluogo, i loro occhi e le loro condizioni sono rimasti un pensiero fisso: decine di conigli nati da pochi giorni caduti dalle gabbie nelle latrine sottostanti e sommersi dalle feci; altri schiacciati dai loro simili e con orrende malformazioni e deformazioni del corpo.
Dopo aver svuotato completamente alcune file di gabbie, le abbiamo distrutte in modo che l'allevatore avrà difficoltà a risistemare gli animali eventualmente ricatturati.
Una trentina di conigli più fortunati sono venuti via insieme a noi e ora vivono liberi e al sicuro.
Alcune foto e un video sono a disposizione di chi voglia farsi una idea dell'azienda di Fasolato.
NO alla torturaà!
NO alla vivisezione!
Dedicato a tutti i conigli che non abbiamo potuto portar fuori da quell'inferno.
Dedicato ai fratelli e alle sorelle che sono in carcere per il loro impegno,
Dedicato a Paola, Francesco e Daniele rinchiusi nelle carceri italiane
Dedicato agli attivisti austriaci...questa è anche per voi!!
Fronte di Liberazione Animale"

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ricevuto e inoltrato da LA NEMESI
il video sarà a breve on line su you tube

Appello per il Jatevenne Day. Napoli 27 settembre 2008

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008
Dalla Selva di Chiaiano per resistere un minuto in piu’.

Da quattro mesi la nostra comunità si sta mobilitando contro l’ennesimo scempio ambientale nella nostra regione, l’ipotesi del governo di costruire una mega discarica da 700 mila tonnellate di rifiuti nella Selva di Chiaiano, all’interno del Parco delle Colline.
Una battaglia non solo contro la costruzione della discarica a Chiaiano, ma contro l’intero piano rifiuti voluto dal governo a dagli amministratori locali, incentrato su discariche ed inceneritori.
Un piano, che dopo 14 anni di malgoverno, tende ad affermare gli interessi dei poteri forti sulla pelle di intere comunita’.
In questi mesi abbiamo avuto l’occasione di conoscere nelle lotte le altre comunità della Campania che resistono alla devatsazione ambientale, e tutte le comunità che nel nostro paese difendono i beni comuni ed il diritto al dissenso.
La manifestazione nazionale del 1 giugno, ha visto accorrere a Chiaiano e Marano, in virtù del mutuo soccorso, migliaia di cittadini ed attivisti dei comitati. Comunità con le quali abbiamo avuto modo di conoscerci e contaminarci, comprendere le ragioni delle lotte in difesa dei beni comuni e comprendere come in questo paese oggi e’ in atto un emergenza democratica senza precedenti.
La battaglia di Chiaiano e Marano, ha assunto un valore simbolico importante nello scontro tra le comunita’ resistenti e gli interessi dei poteri forti.
Da un lato la determinazione di chi ha preso tra le mani il destino dei propri territorio, ha delegittimato le istituzioni del malgoverno, e ne ha costruite delle altre , attarverso i presidi, le assemblee, e la difesa del potere decisionale sulle scelte del territorio.
Dall’altro i poteri forti, intenti ad applicare la ricetta della difesa dei porpri interessi davanti allo schock che le comunità della Campania hanno subito con la cronica crisi dei rifiuti.
Gli interessi degli inceneritoristi legati a Confindustria, come Fibe, il gruppo Impregilo, e A2A, gli interessi di chi come l’attuale governo deve entrare nella spartizione degli affari speculativi della nostra regione fino ad ora gestiti dal centro sinistra.
Gli interessi di pochi , contro la vita di tutti.
Esattamente come avviene a Vicenza o in Val di Susa , in cui altri interessi, quelli della CMC , della Lega Coop, del governo americano, vengono difesi contro l’interesse delle comunità.
La nostra resistenza al governo, ha visto mettere in campo da quest’ultimo il massimo della forza possibile. Delle vere e proprie leggi speciali, attraverso il decreto 90, che regolarizzano quello che fino a ieri era il meccanismo di smaltimento illegale dei rifiuti , consentendo lo sversamento in discarica di ogni tipo di rifiuto. Allo stesso modo , le leggi speciali, colpiscono i comitati, gli attivisti, le comunita’ che resistono attraverso un riordino delle normativa vigenti sui blocchi stradali , e con l’individuazione della figura dei "promotori" che vengono messi in galera fino a 5 anni di carcere.
Accanto a questo, l’utilizzo dell’esercito, che nel mese di luglio ha militarizzato completamente l’area delle cave di Chiaiano e Marano, truppe di ritorno dall’Afghanistan che vengono mandate contro i cittadini con l’utilizzo di strumenti di guerra , come i rilevatori termici ed armati di tutto punto.
Una dichiarazione di guerra.
Quello che noi abbiamo definito un’esercito invasore, mandato dal governo per dichiarare guerra alle nostre comunità, e con noi alla difesa della salute, dell’ambiente, del bene comune.
Per questo motivo siamo davanti ad una vera e priopria emergenza democratica, che vede le comunità resistenti scontrarsi a viso aperto contro il governo armato.
Una situazione nuova che deriva da una già latente emergenza democratica che dura da oltre 14 anni nella nostra regione, dove nel nome dell’emergenza e della difesa degli interessi dei poteri forti le comunità sono state estromesse dalla decisione sul futuro dei territorio, andando a costruire uno scenario di spartenze, affari e complicità sulla nostra pelle.
Dopo aver accettato il confronto tecnico con il governo, ci siamo trovati militarizzati, blidati, epropriati della nostra terra.
Per questo abbiamo deciso di generalizzare la nostra lotta, colpendo in diversi punti della metropoli, attuando dei blocchi metropolitani, sulle tangenziali, sulle autostrade, nelle vie del centro, violando le zone rosse ogni qual volta Berlusconi veniva a fare passerella in città.
E davanti a tutto questo nulla è stato avviato rispetto alle sole vie per uscire dall’emergenza , come la raccolta differenziata "porta a porta" e gli impianti di trattamento a freddo al posto degli inceneritori.
Siamo convinti che ciò che sta accadendo in Campania è una laboratorio di sperimentazione per l’esercizio di sovranità in difesa degli interessi dei poteri forti, e di repressione verso tutte le forme di espressione del diritto al dissenso. Una sperimentazione che potrà essere ben presto riporposta contro i Dal Molin e contro i No Tav che proprio nei prossimi mesi affronteranno, come noi, una fase decisiva dello scontro con il governo. Davanti alla militarizzazione ed all’esproprio delle nostre terre, facciamo nuovamente appello al mutuo soccorso, a tutti coloro che in questo paese hanno gridato "Siamo tutti Chiaiano" , che hanno dato la loro solidarieta’ attiva alla nostra lotta, cosi’ come noi abbiamo fatto contro i trafori di morte e le basi di guerra, percheè la difesa dei beni comuni e del diritto al dissenso è un punto fondamentale della democrazia in questo paese.
Nel mese di settembre dopo i lavori di bonifica dell’area, il governo vorrà cominciare i lavori di costruzione della mega discarica, e noi saremo li’ ad impedirglielo.
Per questo abbiamo deciso di convocare una manifestazione nazionale nel mese di settembre a Chiaiano e Marano. Abbiamo detto in questi mesi che resisteremo un minuto in più di loro.
A Berlusconi e Bassolino l’abbiamo dimostrato ogni qualvolta hanno aperto bocca su Chiaiano e Marano. Ora vogliamo dimostrarlo a tutto il paese, insieme a tutti quelli che nei prossimi mesi condurranno importanti battaglie come la nostra.

SABATO 27 SETTEMBRE 2008
JATEVENNE DAY

Presidio permanente contro la discarica

Teramo - Sfrattato il laboratorio anarchico "il Mulino"

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

Su ordinanza del comune di montorio al vomano, il laboratorio anarchico "il Mulino" viene chiuso tramite uno sfratto esecutivo, in cui viene imposta "l'immediata chiusura dell'intero locale dichiarato inagibile, assicurando il divieto di accesso all'immobile". L'ordinanza scaturisce dalle note inviate al comune stesso, dalla questura di teramo e dal rapporto dei vigili del fuoco di teramo, in cui viene specificato, da perquise effettuate dagli sbirri, la non idoneità e l'inagibilità dell'immobile. Tutta la manovra è stata dettagliatamente studiata dai tutori dell'ordine per mantenere la violenza del decoro e cio è avvenuta col decoro della violenza: la "normalità" della legge.

Il laboratorio anarchico "il Mulino" chiude, ma riaprirà a breve in nuove situazioni con la spinta del percorso che aveva intrapreso, e l'entusiasmo di tutti quegli individui che è riuscito a coinvolgere, e si sono coinvolti.

Credono di spezzare la volontà di libertà e di rivolta togliendoci gli spazi.Si sbagliano di grosso. A presto...

Il diritto alla resistenza

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

Approvato il programma del governo di unità nazionale: Hezbollah non verrà disarmato

Naoki Tomasini - Peacereporter

Alla fine Hezbollah ha vinto. Il nuovo governo di unità nazionale riconoscerà al partito sciita il diritto alla resistenza e il compito di liberare le zone nel sud del paese ancora occupate da Israele. In altre parole, quella dell'Hezbollah rimarrà una milizia della resistenza, non verrà integrata nell'esercito nazionale e non verrà privata delle sue armi.

La decisione è frutto di tre settimane di colloqui e almeno quattordici riunioni tra gli esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione, riuniti in un comitato ministeriale che ha avuto il compito di elaborare le linee guida del nuovo esecutivo. Il testo è frutto, dicono entrambe le parti, di un compromesso. Ma è chiaro che, dopo settimane in cui il disarmo di Hezbollah era stato chiesto a gran voce sia da politici dell'ex maggioranza libanese che da diplomatici francesi, statunitensi e soprattutto israeliani, il riconoscimento delle milizie sciite è una grande vittoria per Hezbollah e per il suo segretario, Hassan Nasrallah.

Dopo la guerra del luglio 2006 e dopo il vantaggioso scambio di prigionieri del mese scorso, il partito sciita si accredita ancora una volta come l'unico attore regionale in grado di trattare alla pari con la potenza israeliana. Un potere che è stato ampiamente usato nelle trattative di queste settimane in cui, fin dall'inizio, Hezbollah è stato intransigente sulla pretesa di continuare a disporre della sua potente milizia. Lo scorso giugno, è bene ricordarlo, le milizie dell'opposizione libanese avevano dato una dimostrazione di forza prendendo in poche ore il controllo di Beirut, dopo che il governo di Siniora aveva proposto di smantellare la loro rete di telecomunicazioni. La situazione era stata ricomposta grazie alla mediazione del Qatar, ma quell'episodio è rimasto come un monito per le forze dell'ex maggioranza, come a dire: “ecco cosa succede se Hezbollah decide di uscire dalle trattative”.

Il documento programmatico, che avrebbe dovuto essere votato ieri al parlamento libanese afferma: “il diritto del Libano, del suo popolo, esercito e resistenza, di liberare o recuperare le fattorie di Shebaa occupate (…) e difendere il Libano da ogni aggressione (…) con tutti i mezzi legittimi e disponibili”. Il nodo da sciogliere era soprattutto il termine “resistenza”, ma che si fosse giunti ormai a una soluzione lo si era capito già venerdì 1 agosto, quando il presidente Michel Suleiman aveva metaforicamente invitato le armi dell'esercio ad “abbracciare” quelle della resistenza. Di contro, nello stesso documento programmatico si afferma l'adesione del nuovo governo alla risoluzione 1701, che pose fine al conflitto dell'estate 2006 e propone, implicitamente, il disarmo di Hezbollah: un opera di cui finora non si sono prese carico né le forze armate libanesi né quelle dell'Unifil, la missione Onu di interposizione che per questo motivo è stata violentemente criticata da Israele.

Una volta che il programma sarà stato approvato, per i 30 ministri del nuovo esecutivo, di cui Hezbollah fa parte con diritto di veto, dovrebbe iniziare l'esperienza del dialogo nazionale. La stampa libanese, a parte quella vicina a Hezbollah, parla con preoccupazione di un documento “ibrido e confuso” ( L'Orient le Jour) e di “governo di disunità” (As Safir). Di fatto il nuovo governo nasce su basi di compromesso, ma dovrebbe durare almeno fino alla prossima primavera, quando sono previste le prossime elezioni legislative.

Como - Attaccato allevamento di fagiani

Inviato da autonomix | 9 Ago, 2008

"29 luglio 2008 Figino Serenza (CO):
nelle prime ore del mattino entriamo nella proprietà dell'allevamento di fagiani "roncorone" e subito ci mettiamo al lavoro.
un lato intero della prigione (divisa in diverse voliere) viene tagiato.
Contemporaneamente viene tagliata la rete superiore aprendo grandi varchi verso il cielo stellato. In questo modo gli animali potranno fuggire verso la libertà, invece di vivere in gabbia e finire sotto il fuoco dei cacciatori.
In poco tempo il posto diventa irriconoscibile, tutte le voliere sono ormai sventrate, un enorme danno per l'allevatore, la libertà per i suoi prigionieri!
Gli animali sono nostri fratelli e nostre sorelle e liberarli dalla avidità e dalla crudeltà dei loro carcerieri è un nostro dovere.
nessuna gabbia è più forte dell'amore che proviamo!"

ricevuto da LA NEMESI - Teoria e pratica antispecista
via De Predis 9
20155 Milano

info_lanemesi@yahoo.it