Varese - Divampa incendio dentro fabbrica di carceri e strumenti per la vivisezione

Inviato da autonomix | 16 Ago, 2008
La Tecniplast è la principale azienda produttrice di gabbie e strumenti da laboratorio nel mondo.

Segue articolo e foto tratte da varese news.

Solbiate Arno - L'incendio, divampato intorno alle 4.30 di mercoledì 13 agosto: sul posto vigili del fuoco da tutta la provincia. Il materiale all'interno del capannone è andato completamente distrutto
Fiamme distruggono azienda di materie plastiche

Le fiamme si sono alzate dal tetto del capannone alle 4.30 di mattina. L’incendio che ha devastato la Tecniplast Spa di Solbiate Arno in via delle Industrie nella prima mattina di mercoledì 13 agosto è impressionante: la colonna di fumo nero si vede da lontanissimo ancora alle 8 di mattina. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di tutta la provincia sono ancora impegnate a spegnere il fuoco: i 2400 metri quadrati di capannone sono quasi completamente distrutti, il tetto è crollato e la struttura resiste a fatica. All’interno del deposito di materiali plastici finiti, manufatti di marche rinomate come Cartell stipate su scaffali alti fino al soffitto. La Tecniplast stoccava non solo sedie e oggetti d’arredamento, ma anche materiale per piccoli animali, gabbie per cavie in particolare, cosa che in passato aveva creato qualche problema con le associazioni animaliste antivivisezione, tant’è che erano stati rimossi cartelli e riferimenti a qual tipo di produzione. Sono bruciati tutti e con essi i muletti, curati maniacalmente dagli addetti della ditta.

Fuori, ad osservare le operazioni di spegnimento insieme a carabinieri, tecnici dell’Arpa (esclusi problemi per la salute degli abitanti, i valori sono nella norma), uomini del 118 (non ci sono intossicati né feriti), anche alcuni dipendenti dell’azienda (una decina quelli impiegati a Solbiate) che osservano impotenti, senza trovare una spiegazione al disastro. Il magazzino era chiuso per ferie, a sentire loro dentro non erano accesi impianti di refrigerazione o riscaldamento, né illuminazione di nessun tipo. Il capannone era moderno, curato e dotato di mezzi di protezione proprio per tutelarsi in casi simili: un canale corre all’esterno del cortile su tutto il perimetro, ma l’entità dell’incendio ha portato i vigili del fuoco ad esaurire l’acqua disponibile in poche decine di minuti.

A dare l’allarme sarebbe stata una donna che abita in una casa a pochi metri dal capannone: la signora avrebbe visto le fiamme alte sul tetto e poi chiamato i titolari dell’azienda confinante con la Tecniplast (da circa 9 anni a Solbiate Arno), la “Scambi commerciali esteri – Macchine utensili” di Franco Lanfranconi. La moglie di quest’ultimo osserva il capannone di fianco che cade a pezzi e tira un sospiro di sollievo per gli spazi della loro ditta, graziata dal fuoco: i pannelli sui muri tra un’azienda e l’altra hanno tenuto, così anche i vetri, ma la tensione resta fino al termine delle operazioni dei vigili del fuoco. Sulle cause dell’incendio nessuno si sbilancia. Come detto non c’erano impianti elettrici accesi all’interno del capannone andato in fumo e all’interno c’era solo plastica e cartone, con alcune colonne di bancali di legno accatastate all’esterno. Le indagini chiariranno eventuali responsabilità e cause dell’incendio.

Giovedì 21 agosto - Presentazione libro + serata hip-hop

Inviato da autonomix | 16 Ago, 2008

incontro con Atanasio Bugliari Goggia, autore di OUTSIDERS METROPOLITANI - Etnografia di storie sovversive, analisi del radicalismo politico di estrema sinistra basata sulle teorie socio-criminologiche "dell'etichettamento...

 

Comunicato di Libera dopo lo Sgombero/Demolizione

Inviato da autonomix | 16 Ago, 2008
Non lasceremo la città in mano a chi usa metodi fascisti.
Con l'uso della forza alcuni burocrati della giunta modenese hanno demolito lo spazio sociale autogestito, ecologico, anarchico Libera per favorire la peggiore delle speculazioni. Modena ha perso così un pezzo di campagna, un naturale corridoio ecologico, uno spazio di socialità non mercificata per lasciare spazio al solito grigiore politico e umano che le componente politiche ed economiche della città hanno sempre espresso. Il cofferatismo che con la scusa di una legalità ideologica ha cercato di eliminare le esperienze autogestite dal basso ha fatto scuola anche a Modena.
I repubblichini della giunta, PD in testa, hanno alzato lo scontro utilizzando la violenza, coinvolgendo anche la polizia municipale, responsabile dell'operazione, e i vigili del fuoco, questo è GRAVISSIMO. Le compagne e i compagni feriti sono tanti, picchiati violentemente con la complicità della polizia municipale.
La sede di Libera è stata demolita immediatamente con tutto quello che c'era dentro.
Denunciamo anche lo squallore di vedere operai che demolivano la casa di altri operai.
La solidarietà da Modena e da tutta Italia è stata enorme.
Sapremo riprenderci dal basso quegli spazi occupati dai dittatori della maggioranza, dai mafiosi della politica e dagli speculatori conniventi. Libereremo spazi per sperimentare una socialità antiautoritaria, difenderemo le terre di Marzaglia e l'ambiente contro l'autodromo e lotteremo decisi contro i burocrati della politica.

Sabato 20 Settembre CORTEO NAZIONALE.
19, 20 e 21 Settembre tre giornate di azioni.
Altre azioni non verranno annunciate preventivamente.

Assemblea permanente di Libera
Collettivo libertario anarchico de "Gli Agitati".
Sezione modenese dell'USI-AIT
Gruppo anarchico Rivoluzio Gilioli
http://www.libera-unidea.org/home.htm

Festival No Dal Molin: venite a vedere se ci siamo arresi

Inviato da autonomix | 16 Ago, 2008

Torna il Festival No Dal Molin: dal 3 al 14 settembre, nei campi di via Madre Teresa di Calcutta, a Caldogno, la seconda edizione

Ci sarà la musica; ci saranno i dibattiti; e ci saranno la cucina e la pizzeria, con piatti ghiotti e pizze speciali. Ma la seconda edizione del Festival No Dal Molin sarà soprattutto un momento di mobilitazione. Una manifestazione di 10 giorni per prepararsi alla consultazione popolare, ma soprattutto per ribadire che, nonostante l’arroganza del Governo e la sentenza del Consiglio di Stato, siamo ancora qui, ben determinati a tenere aperta quella porta che, in tanti, vorrebbero sbatterci in faccia.

La seconda edizione del Festival arriva in un momento delicato; alle spalle la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha stracciato i diritti dei cittadini e la sospensiva del Tar del Veneto, dichiarando tra l’altro che l’impatto ambientale, anche se non è stata fatta alcuna valutazione tecnica, non deve destare preoccupazione. All’orizzonte la consultazione popolare del 5 ottobre, quando la popolazione vicentina sarà chiamata ad esprimere la propria opinione sul futuro del Dal Molin; una consultazione che rischia di essere calpestata a priori dalle ruspe della CMC le quali, bardate con le bandiere a stelle e strisce, si preparano ad entrare con arroganza nel territorio che tanti vicentini vorrebbero trasformare in un parco.

Il Festival, dunque, non può che essere un momento di mobilitazione. Perché la consultazione popolare va difesa e riempita di significato contro chi vorrebbe renderla marginale e ininfluente rispetto ai progetti a stelle e strisce; perché la città ha diritto ad esprimersi, ma anche a difendersi da chi le vuole imporre, con le buone o con le cattive, un’installazione militare devastante e pericolosa.

Dal 3 al 14 settembre difendiamo Vicenza, il suo territorio ed i diritti dei suoi cittadini. Non puoi mancare

A breve sarà pubblicato il programma con tutti gli eventi Nel frattempo, si preparano le liste dei volontari che dovranno montare le strutture e garantire il funzionamento del Festival. Per dare la propria disponibilità scrivere a festival@nodalmolin.it

Festival No Dal Molin: guarda la pagina dell’edizione dell’anno scorso [ clicca qui ]