2008/09/06 Milano: presidio Antifascista contro Cuore Nero

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008




SABATO DALLE 15 PRESIDIO IN PIAZZA CIMITERO MAGGIORE
NO AI COVI FASCISTI
Sabato 6 settembre 2008 le teste rasate di Cuore Nero apriranno una nuova sede
nel quartiere certosa-garegnano grazie a:
- appoggi politici istituzionali;
- finanziamenti riconducibili a Lino Guaglianone, recentementecandidato per AN e già noto tesoriere dei Nuclei Armati Rivoluzionari,gruppo di assassini con un passato fatto di omicidi e stragi comequella di Bologna del 1980;
- sdoganamento di pratiche e ideologie imputabili di apologia difascismo in nome di una falsa pluralità di espressione politica e diuna costante tendenza al revisionismo storico.
Pratiche che provocano costanti e violenti attacchi contro chiunque non accetti di piegarsi a questa logica aberrante.
L'ultimo agguato squadrista si è consumato qualche notte fa a Roma aidanni di tre giovani e ci descrive quanto inquietante sia il panoramaodierno e futuro, segnato da lame, mazze da baseball e covi neri.
INVITIAMO TUTTI I CUORI ANTIFASCISTI SABATO 6 DALLE 15 IN POI AL PRESIDIO IN PIAZZALE CIMITERO MAGGIORE A MILANO

Attacco agli zapatisti

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008
Non c'è pace per le comunità zapatiste del Chiapas. Aggressioni, minacce sparatorie, sono all'ordine del giorno. Una guerra a bassa intensità? Forse, ma pur sempre una guerra.

colonna militareI fatti. Erano le 10.30 del 29 agosto scorso quando un gruppo di militanti zapatisti stava facendo dei rilievi in un terreno da poco recuperato. La misurazione che stavano effettuando nei pressi del villaggio Sombra Baxil stava procedendo per il meglio e il lavoro poco tempo dopo era già terminato. Ma non i problemi. Quelli dovevano ancora iniziare. Non appena deciso di rimettersi in moto in direzione Olga Isabel, il municipio autonomo da cui provenivano, gli zapatisti sono stati attaccati. Uno, due, tre fino a sei colpi di arma da fuoco, dopo si è scoperto che si trattava di proiettili calibro 38, sono stati sparati in direzione degli zapatisti. E non solo quelli. Le minacce sono proseguite. Colpi di carabina calibro 22 e ancora pistole calibro 38 sono continuate mentre gli zapatisti cercavano di rientrare verso il villaggio.

Paramilitari. Le sorprese, però, non sono finite. Poco dopo essere riusciti a abbandonare la zona, gli zapatisti sono stati nuovamente aggrediti. Anche questa volta nell'imboscata sono state usate armi da fuoco. Di sicuro presenti all'agguato c'erano quattro persone in divisa militare e altre quattro vestite con una divisa totalmente nera: tutti probabilmente paramilitari legati all'Opddic (organizzazione per la difesa dei diritti degli indigeni e dei contadini). L'agguato ha causato il ferimento di un uomo di 43 anni, Mariano Guzman, che stava cercando di rientrare nel villaggio zapatista. Presente all'aggressione il leader dei paramilitari Jorge Vilchis López, che lavora nell’ufficio opere pubbliche della giunta di Chilón. Facilmente riconoscibili i suoi complici: Tomás Enzino, Juan Enzino, Alfonso Enzino, José Guzmán Pérez, Javier Jiménez Guzmán, José Alvaro, José Alfredo Pérez Vilchis, Mariano Espinoza Vilchis, José Vilchis López e César Mejía Vilchis. tutti coperti e protetti dalla forza della legge del governo federale, statale e municipale. Tutti conosciuti bene dagli zapatisti.

Dalle giunte. Dalle giunte zapatiste intanto arriva anche la notizia che il commando paramilitare prima dell'aggressione avrebbe utilizzato anche droga. Inoltre, si respinge ogni forma di violenza o aggressione e si chiede alla comunità internazionale di vigilare per quanto possibile sulle comunità zapatiste, da sempre comunità pacifiche. “Non permetteremo che un gruppo di persone armate leda la tranquillità della nostra società sparando pallottole senza motivo, senza ragione” si legge in un comunicato della Junta del Buen Gobierno di Morelia. Insomma, dal 1994 poco è cambiato in Chiapas. Le comunità zapatiste sono sempre sotto scacco e oggetto di minacce e attentati. E la comunità internazionale fa davvero poco per sensibilizzare l'opinione pubblica su quello che a tutti gli effetti è un conflitto sociale dalle proporzioni gigantesche e non un conflitto a bassa intensità.

In aumento le aggressioni fasciste negli ultimi 4 mesi ·

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008

 

antifa home page

 

In Italia nei primi 8 mesi del 2008 si sono verificate almeno 46 aggressioni fasciste e 44 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Solo in maggio si sono registrati 24 episodi, iniziati con l'assurdo omicidio di Nicola Tommasoli, colpevole di portare i capelli lunghi.

Qui l'archivio completo aggiornato (308 le aggressioni e 142 gli atti vandalici):

gennaio 2005 - agosto 2008 (PDF 240KB)


L'ultimo episodio riportato è l'agguato a Roma di sabato notte dove un gruppo di fascisti ha accoltellato un compagno al termine dell'iniziativa in ricordo di Renato Biagetti. Ultima aggressione di chiara matrice fascista di una lunga serie tra accoltellamenti (il 27 maggio a La Sapienza, il 6 luglio sul treno Ancona-Bologna), attentati (Acrobax) e agguati ad immigrati, compagni e omosessuali nella quale non sono stati inseriti episodi limite come l'aggressione razzista del Pigneto o gli scontri a Milano tra naziskin e punk e a Pietrasanta(LU) dove si è manifestata comunque la solita violenza fascista.

Questi dati vengono raccolti grazie alle sempre più numerose segnalazioni ad infoantifa@ecn.org e al lavoro di alcuni compagni, consultando i media locali e nazionali, i network antagonisti. I fatti più gravi non dovrebbero essere sfuggiti, ma la somma totale degli episodi di violenza fascista (soprattutto quelli di minore gravità) sono molti, molti di più.
Per ogni aggressione è indicata la fonte: ognuno può giudicare sia l'attendibilità della singola notizia che l'attenzione che i media riservano alla violenza neofascista. La maggior parte delle aggressioni sono riportate da giornali locali e agenzie di stampa: a parte i casi più gravi, i media nazionali non sembrano essere interessati al fenomeno.
Le aggressioni e le azioni fasciste, archiviate in modo esteso nel sito, non hanno tutte la stessa matrice e possono essere classificate in vari modi: alcune di esse sono vere e propri fenomeni di violenza squadrista di gruppi organizzati di estrema destra, altri episodi sono espressione di una cultura fascista che a nostro avviso non vanno sottovalutati.
Le aggressioni del 2008 possono essere classificate come:

9 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti
1 in Gennaio
2 in Febbraio
1 in Marzo
3 in Aprile
1 in Maggio
1 in Giugno

18 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali, studenti
3 in Gennaio
1 in Febbraio
4 in Aprile
6 in Maggio
2 in Luglio
2 in Agosto

19 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, ragazzi, ...)
2 in Gennaio
3 in Febbraio
1 in Marzo
1 in Aprile
6 in Maggio
4 in Giugno
2 in Luglio
2 in Agosto

44 Atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce
5 in Gennaio
6 in Febbraio
6 in Marzo
6 in Aprile
11 in Maggio
3 in Giugno
2 in Luglio
5 in Agosto

Comunicato all reds sul video su youtoube ·

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008

Ci troviamo con rabbia a commentare il video trasmesso ieri sera dal TG3 e comparso in rete il 29 agosto scorso, stesso giorno in cui, a San Paolo, Fabio è stato accoltellato poco dopo la fine della giornata in memoria di Renato Biagetti.
Renato è stato ucciso due anni fa a Focene, mentre usciva da una festa, da 2 ragazzi vicini agli ambienti della destra estrema. Anche il recente agguato è opera di “estremisti di destra” per usare le parole del sindaco, il quale ha condannato l’azione squadrista di pochi giorni fa ed espresso solidarietà ai ragazzi aggrediti.
In questo caso la scelta della vittima potrebbe non essere stata casuale, visto che nel gruppo di amici che ha subito l’aggressione è stato accoltellato proprio chi aveva chiuso la manifestazione con un discorso dal palco. Per fortuna, Fabio potrà guarire.
Le istituzioni e la cittadinanza romana non possono tollerare il ritorno dello squadrismo che riemerge dagli anni più vergognosi del nostro passato.
Abbiamo tutti problemi reali da affrontare: il costo dell’abitare, il caro vita, la precarietà, la possibilità di fare sport, di fare musica, di studiare. Continueremo a farlo. Dovremo farlo tutti, noi che a Roma viviamo, lavoriamo, studiamo.
Quegli aggressori, invece, vogliono impedirlo. Per questo vorrebbero essere chiamati "fascisti", oppure "nazional-socialisti". Di sicuro sono vili canaglie.
Da questo ambiente deriva il video, mandato in onda dal TG3, che mostrava l'azione di intimidazione compiuta da squadristi fuorilegge durante una gara ufficiale verso noi All Reds Rugby Roma, squadra ospite, ma anche nei riguardi della società che ospitava l'incontro e del rugby italiano. In questo filmato vengono perpetrati insulti, minacce e diffamazioni a nostro carico ed affermazioni revisioniste che infangano la memoria storica del nostro paese. Tutto ciò dimostra la premeditazione e lo scopo "politico" di quell’azione ma ne rende solo in parte tutto il suo carattere intimidatorio e violento.
Dimostra, inoltre, la volontà di fornire un esempio, un modo di comportarsi assolutamente estraneo e contrario allo spirito e alla realtà del rugby. Uno spirito a cui gli All Reds si sono sempre ispirati, immaginando e considerando questo sport come un sano veicolo di aggregazione, crescita e socialità, e che ci ha permesso di creare un legame di leale e reciproco rispetto e agonismo con tutte le realtà rugbistiche laziali.
Chiediamo che la FIR condanni pubblicamente, formalmente e chiaramente l'azione ed i suoi autori e che, con questo, chiarisca se intende tollerare o meno che tali personaggi continuino a minare lo spirito e la pratica di questo nobile sport.
Chiediamo inoltre a tutti e a tutte, ai cittadini, alle associazioni democratiche, alle istituzioni, alle società sportive, ai giocatori, agli appassionati, di isolare e condannare quelle azioni e quelle persone che nulla possono e devono avere a che fare con il nostro mondo.




Manifesto

FASCISTI SU ROMA
Coltellate e video Minacce sul web prima dell'assalto
Giacomo Russo Spena

Un video che minaccia gli «All Reds», la squadra di rugby che si allena nel centro sociale Acrobax. Apparso su youtube venerdì sera. Poco prima dell'accoltellamento di Fabio Sciacca, aggredito nel giorno del ricordo dell'assassinio di Renato Biagetti. Le scorribande fasciste a Roma non sembrano finire. Tanto che il sindaco Alemanno, malgrado la condanna di queste azioni, appare in difficoltà. Si affida al lavoro dei Ros che stanno preparando un'informativa sull'aggressione a Ostiense. Da consegnare al pm Pietro Saviotti. I carabinieri sarebbero orientati per il non attribuire il raid a un gruppo politico ma a teppisti legati alla microcriminalità e al mondo delle curve capitoline. Intanto ieri mattina il comitato «Madri per Roma città aperta» ha prima inscenato un sit-in sotto al Campidoglio, «per chiedere fatti concreti al sindaco», e poi è stato invitato a salire dal primo cittadino. «Nessuno vuole rispondere con altra violenza - hanno detto le donne nell'incontro con Alemanno - ma basta con il sangue. Se chi ha il dovere non interverrà, lo riterremo responsabile della morte dei nostri figli». Poi hanno proposto di «vigilare» sulle attività delle occupazioni d'estrema destra. Dal canto suo il sindaco, apprezzando l'aspirazione alla tolleranza e al desiderio di pacificazione delle mamme, ha garantito il massimo impegno, «affinché nessun giovane della nostra città possa rimanere ferito o ucciso per il falso alibi della lotta tra opposti schieramenti politici». Tema quello degli opposti estremisti rimandato al mittente da Stefania Zuccari, la madre di Biagetti, che rigetta il ritorno agli anni '70: «I nostri figli non sono dei violenti, i fascisti sì». Nell'incontro s'è anche denunciato un video comparso su youtube venerdì sera, poco prima dell'accoltellamento di Fabio, « All Reds All Rabbits » (Tutti rossi, tutti conigli). Gli All Reds, una polisportiva nata due anni fa con l'idea di costruire intorno all'amore per il rugby politiche di solidarietà e cooperazione internazionale, sono un'esperienza di aggregazione giovanile. Un modello che funziona. Quindi da contrastare, per i neri. Il video ritrae un episodio avvenuto i primi di giugno durante la partita ad Ariccia tra All Reds e la squadra locale. Una ventina di fascisti, tutti rasati con bomber e anfibi, fanno un blitz sugli spalti: si siedono a guardare la partita, urlano qualcosa, scrutano i giocatori in campo in modo minaccioso. Per poi andarsene. Una comparsata di cinque minuti. Non più. Le immagini, zoomate sui volti degli All Reds, sono intervallate da scritte come «cercano d'inquinare questo nobile sport portato in Italia nel Ventennio coi loro metodi da partigiani assassini... Non ci sarà più un altro '68, per voi nessuna tregua... stiamo arrivando». Firmato: «Anti- Antifascismo militante». «È chiaro il carattere minaccioso delle immagini», fanno sapere gli All Reds che interpelleranno anche la Federazione nazionale rugb y «per capire se è intenzionata a tollerare questi comportamenti che nulla hanno a che fare con il prestigio di questo sport». Oltre il blitz si rischia infatti un problema di incolumità per l'anno prossimo. I neofascisti capitolini, quelli fuoriusciti da Fiamma, stanno fondando una propria squadra a Guidonia («Spqr Clan»). Quello ad Ariccia era un avvertimento squadrista. Sul video la Digos sta già indagando.