IL SUD CONTINUA A RIBELLARSI
Inviato da autonomix | 21 Set, 2008
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work in progress per il G8 2009 alla Maddalena
Nel mese di giugno 2006, un numero imprecisato di "mani rosse" disegnate a vernice spray invadeva la città di Bergamo, generando curiosità tra popolazione e media locali.
Mani
rosse come quelle dell'occidente, macchiate del sangue delle vittime
della guerra in Iraq, mani rosse come quelle insanguinate della polizia
messicana, responsabile della brutale repressione contro i venditori di
fiori di Atenco in protesta, mani rosse come marchio territoriale per
denunciare la mancanza di spazi d'aggregazione giovanile a Bergamo, mani rosse in solidarietà con le persone arrestate a Milano sabato 11 marzo 2006, mentre si opponevano alla marcia fascista di Fiamma Tricolore e di cui il processo di cassazione si terrà il 13 novembre 2008.
Successivamente,
alcune performance mettevano in relazione il simbolo seriale con la
frase "tana libera tutti", frase che rimanda al più classico dei giochi
infantili: "guardie e ladri".
Nel corso della campagna però gli agenti della Questura fermavano tre giovani incensurati armati
di vernice spray, uno stancil a forma di mano, una videocamera e un
nastro in cui alcune persone, con il volto nascosto e armate di pistole
ad acqua colorate, si proclamavano "Esercito Creativo delle Mani Rosse".
Giovedì 18 settembre, mentre diverse voci si levano intanto in loro favore, i 3 denunciati sono chiamati a rispondere davanti al Tribunale di Bergamo di tutte le mani rosse comparse in città nell'arco di diversi mesi, indistintamente.
Sulle loro teste una campagna mediatica creata ad hoc, la costituzione di parte civile del Comune, oltre 50 querele e una richiesta di risarcimento di 31.000 euro.
Culmine di una vicenda che ha il sapore della persecuzione bella e buona.
Rassegna Stampa:
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Approfondimenti:
- Firma la lettera di solidarietà
- Continua a leggere su manirosse.noblogs.org
- Solidarietà dal Paci Paciana
Il csa PacìPaciana ha voluto esprimere oggi la solidarietà ai ragazzi “delle mani rosse”, in seguito alla sentenza di giovedì 16 settembre, realizzando una murata che recita il motto “Tana Libera Tutti”: è stata, come dire, la nostra firma alla lettera aperta pubblicata qualche giorno fa dai ragazzi.
Da sempre sostenitori della street art, in quanto manifestazione spontanea e dal basso, rivendichiamo l’utilizzo della pratica e la riappropiazione degli spazi visivi della nostra città; per questo ai tre ragazzi va tutto il nostro appoggio e supporto, viste anche le ingenti spese che si troveranno costretti a sopportare alla luce dell’esito processuale.
Mentre la G.A.M.E.C. organizzava per oggi un evento dedicato all’ “arte di strada”, con ospiti da tutta Italia, molto spesso artisti che si trovano a operare in situazioni che in molti definirebbero illegali, si celebrava il processo agli autori delle mani rosse, trattati ai tempi dei fatti come veri e propri criminali, ma in realtà artisti esattamente come quelli ospiti oggi a Bergamo…
Tana Libera Tutti!
Contenuti Multimediali:
Fotogallery dal corteo
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Minivideo
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Ore 19.00
Ore 18.10
Un’ora di presidio in Via Zuretti con centinaia di persone che
continuano a ricordare Abba con rabbia e dolore, con interventi, musica
hip hop e racconti delle comunità migranti, dei ragazzi che erano amici
di Abba. Negli interventi dal camion e nel free style a ritmo di hip
hop si continuano a denunciare le politiche razziste e si annuncia che
via Zuretti ha cambiato nome, la targa della via ha infatti cambiato
nome diventando Via Abba.
Ore 17.10
"ABBA VIVE!"
La testa del corteo ha appena raggiunto via Zuretti, nonostante i
continui tentativi delle forze dell’ordine di bloccare il corteo non
autorizzato e invita tutti a raggingerli. Il resto del corteo sta
passando ora dalla Stazione Centrale. L’obiettivo è entrare in
delegazione nel bar, per portare dentro 2 scatole di biscotti.
Ore 16.50
Manif Sauvage.
Come nella Parigi delle banlieues la testa del corteo si burla della
polizia, continua a cambiare percorso, attraversare i parchi, le strade
accelerando e fintando svolte. "Siamo avanti, dietro, dapertutto"
Ore 16.40
"ANCHE NOI RUBIAMO I BISCOTTI!"
Gli amici di Abba aspettano tutti in Piazza Repubblica per proseguire
in Via Zuretti, nonostante i divieti e i tentativi di bloccare il
corteo.
Ore 16.25
Praticamente tutto il corteo devia e continua dopo Palazzo Marino,
seguendo gli amici di Abba, i Centri Sociali che si dirigono verso Via
Zuretti, il luogo in cui è stato ucciso Abdoul
Ore 16.20
Una Piazza Duomo stracolma accoglie il corteo che devia verso Palazzo
Marino occupando la Galleria piena di eventi della "fashion week",
fumogeni, hip hop, striscioni, camion ed una moltitudine meticcia è
oggi il vero cuore della vetrina dorata di Milano.
Ore 16.00
Gli Amici di Abba deviano dal Corteo dopo piazza San Babila per passare
dal muretto, luogo importante per ricordare Abdoul. Ditreo di loro il
corteo cambia il percorso seguendo la musica hipo hop del camion dei
centri sociali: non c’è bisogno di permessi per riprendersi le strade
della città!
Ore 15.30
Un oceano spontaneo e moltitudinario sta letteralmente invadendo il
centro di Milano. Una piazza meticcia, multiculturale, che al ritmo di
musica hip hop grida Razzismo Stop! ricordando Abba.
In testa al corteo sempre gli amici di Abdoul, il comitato, dietro di loro decine di migliaia di persone.
Ore 15.00
ABBA VIVE! ABBA VIVE!
Con questo grido gli amici di Abba arrivano alla testa del corteo raggiungendo il comitato.
Sulle magliette "Abba vive!" e "Ciao Fratello!"; grandissima
spontaneità e voglia di riprendersi la città e quei luogi che Abdoul
amava frequentare.
Ore 14.30
E’ appena arrivato alla testa del corteo il Comitato per non dimenticare Abba, per fermare il razzismo, promotore dell’appello per la manifestazione di oggi. Alcune centinaia di persone sono partite da Cernusco per raggiungere il corteo.