In aumento le aggressioni fasciste negli ultimi 4 mesi ·

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008

 

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In Italia nei primi 8 mesi del 2008 si sono verificate almeno 46 aggressioni fasciste e 44 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Solo in maggio si sono registrati 24 episodi, iniziati con l'assurdo omicidio di Nicola Tommasoli, colpevole di portare i capelli lunghi.

Qui l'archivio completo aggiornato (308 le aggressioni e 142 gli atti vandalici):

gennaio 2005 - agosto 2008 (PDF 240KB)


L'ultimo episodio riportato è l'agguato a Roma di sabato notte dove un gruppo di fascisti ha accoltellato un compagno al termine dell'iniziativa in ricordo di Renato Biagetti. Ultima aggressione di chiara matrice fascista di una lunga serie tra accoltellamenti (il 27 maggio a La Sapienza, il 6 luglio sul treno Ancona-Bologna), attentati (Acrobax) e agguati ad immigrati, compagni e omosessuali nella quale non sono stati inseriti episodi limite come l'aggressione razzista del Pigneto o gli scontri a Milano tra naziskin e punk e a Pietrasanta(LU) dove si è manifestata comunque la solita violenza fascista.

Questi dati vengono raccolti grazie alle sempre più numerose segnalazioni ad infoantifa@ecn.org e al lavoro di alcuni compagni, consultando i media locali e nazionali, i network antagonisti. I fatti più gravi non dovrebbero essere sfuggiti, ma la somma totale degli episodi di violenza fascista (soprattutto quelli di minore gravità) sono molti, molti di più.
Per ogni aggressione è indicata la fonte: ognuno può giudicare sia l'attendibilità della singola notizia che l'attenzione che i media riservano alla violenza neofascista. La maggior parte delle aggressioni sono riportate da giornali locali e agenzie di stampa: a parte i casi più gravi, i media nazionali non sembrano essere interessati al fenomeno.
Le aggressioni e le azioni fasciste, archiviate in modo esteso nel sito, non hanno tutte la stessa matrice e possono essere classificate in vari modi: alcune di esse sono vere e propri fenomeni di violenza squadrista di gruppi organizzati di estrema destra, altri episodi sono espressione di una cultura fascista che a nostro avviso non vanno sottovalutati.
Le aggressioni del 2008 possono essere classificate come:

9 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti
1 in Gennaio
2 in Febbraio
1 in Marzo
3 in Aprile
1 in Maggio
1 in Giugno

18 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali, studenti
3 in Gennaio
1 in Febbraio
4 in Aprile
6 in Maggio
2 in Luglio
2 in Agosto

19 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, ragazzi, ...)
2 in Gennaio
3 in Febbraio
1 in Marzo
1 in Aprile
6 in Maggio
4 in Giugno
2 in Luglio
2 in Agosto

44 Atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce
5 in Gennaio
6 in Febbraio
6 in Marzo
6 in Aprile
11 in Maggio
3 in Giugno
2 in Luglio
5 in Agosto

Comunicato all reds sul video su youtoube ·

Inviato da autonomix | 3 Set, 2008

Ci troviamo con rabbia a commentare il video trasmesso ieri sera dal TG3 e comparso in rete il 29 agosto scorso, stesso giorno in cui, a San Paolo, Fabio è stato accoltellato poco dopo la fine della giornata in memoria di Renato Biagetti.
Renato è stato ucciso due anni fa a Focene, mentre usciva da una festa, da 2 ragazzi vicini agli ambienti della destra estrema. Anche il recente agguato è opera di “estremisti di destra” per usare le parole del sindaco, il quale ha condannato l’azione squadrista di pochi giorni fa ed espresso solidarietà ai ragazzi aggrediti.
In questo caso la scelta della vittima potrebbe non essere stata casuale, visto che nel gruppo di amici che ha subito l’aggressione è stato accoltellato proprio chi aveva chiuso la manifestazione con un discorso dal palco. Per fortuna, Fabio potrà guarire.
Le istituzioni e la cittadinanza romana non possono tollerare il ritorno dello squadrismo che riemerge dagli anni più vergognosi del nostro passato.
Abbiamo tutti problemi reali da affrontare: il costo dell’abitare, il caro vita, la precarietà, la possibilità di fare sport, di fare musica, di studiare. Continueremo a farlo. Dovremo farlo tutti, noi che a Roma viviamo, lavoriamo, studiamo.
Quegli aggressori, invece, vogliono impedirlo. Per questo vorrebbero essere chiamati "fascisti", oppure "nazional-socialisti". Di sicuro sono vili canaglie.
Da questo ambiente deriva il video, mandato in onda dal TG3, che mostrava l'azione di intimidazione compiuta da squadristi fuorilegge durante una gara ufficiale verso noi All Reds Rugby Roma, squadra ospite, ma anche nei riguardi della società che ospitava l'incontro e del rugby italiano. In questo filmato vengono perpetrati insulti, minacce e diffamazioni a nostro carico ed affermazioni revisioniste che infangano la memoria storica del nostro paese. Tutto ciò dimostra la premeditazione e lo scopo "politico" di quell’azione ma ne rende solo in parte tutto il suo carattere intimidatorio e violento.
Dimostra, inoltre, la volontà di fornire un esempio, un modo di comportarsi assolutamente estraneo e contrario allo spirito e alla realtà del rugby. Uno spirito a cui gli All Reds si sono sempre ispirati, immaginando e considerando questo sport come un sano veicolo di aggregazione, crescita e socialità, e che ci ha permesso di creare un legame di leale e reciproco rispetto e agonismo con tutte le realtà rugbistiche laziali.
Chiediamo che la FIR condanni pubblicamente, formalmente e chiaramente l'azione ed i suoi autori e che, con questo, chiarisca se intende tollerare o meno che tali personaggi continuino a minare lo spirito e la pratica di questo nobile sport.
Chiediamo inoltre a tutti e a tutte, ai cittadini, alle associazioni democratiche, alle istituzioni, alle società sportive, ai giocatori, agli appassionati, di isolare e condannare quelle azioni e quelle persone che nulla possono e devono avere a che fare con il nostro mondo.




Manifesto

FASCISTI SU ROMA
Coltellate e video Minacce sul web prima dell'assalto
Giacomo Russo Spena

Un video che minaccia gli «All Reds», la squadra di rugby che si allena nel centro sociale Acrobax. Apparso su youtube venerdì sera. Poco prima dell'accoltellamento di Fabio Sciacca, aggredito nel giorno del ricordo dell'assassinio di Renato Biagetti. Le scorribande fasciste a Roma non sembrano finire. Tanto che il sindaco Alemanno, malgrado la condanna di queste azioni, appare in difficoltà. Si affida al lavoro dei Ros che stanno preparando un'informativa sull'aggressione a Ostiense. Da consegnare al pm Pietro Saviotti. I carabinieri sarebbero orientati per il non attribuire il raid a un gruppo politico ma a teppisti legati alla microcriminalità e al mondo delle curve capitoline. Intanto ieri mattina il comitato «Madri per Roma città aperta» ha prima inscenato un sit-in sotto al Campidoglio, «per chiedere fatti concreti al sindaco», e poi è stato invitato a salire dal primo cittadino. «Nessuno vuole rispondere con altra violenza - hanno detto le donne nell'incontro con Alemanno - ma basta con il sangue. Se chi ha il dovere non interverrà, lo riterremo responsabile della morte dei nostri figli». Poi hanno proposto di «vigilare» sulle attività delle occupazioni d'estrema destra. Dal canto suo il sindaco, apprezzando l'aspirazione alla tolleranza e al desiderio di pacificazione delle mamme, ha garantito il massimo impegno, «affinché nessun giovane della nostra città possa rimanere ferito o ucciso per il falso alibi della lotta tra opposti schieramenti politici». Tema quello degli opposti estremisti rimandato al mittente da Stefania Zuccari, la madre di Biagetti, che rigetta il ritorno agli anni '70: «I nostri figli non sono dei violenti, i fascisti sì». Nell'incontro s'è anche denunciato un video comparso su youtube venerdì sera, poco prima dell'accoltellamento di Fabio, « All Reds All Rabbits » (Tutti rossi, tutti conigli). Gli All Reds, una polisportiva nata due anni fa con l'idea di costruire intorno all'amore per il rugby politiche di solidarietà e cooperazione internazionale, sono un'esperienza di aggregazione giovanile. Un modello che funziona. Quindi da contrastare, per i neri. Il video ritrae un episodio avvenuto i primi di giugno durante la partita ad Ariccia tra All Reds e la squadra locale. Una ventina di fascisti, tutti rasati con bomber e anfibi, fanno un blitz sugli spalti: si siedono a guardare la partita, urlano qualcosa, scrutano i giocatori in campo in modo minaccioso. Per poi andarsene. Una comparsata di cinque minuti. Non più. Le immagini, zoomate sui volti degli All Reds, sono intervallate da scritte come «cercano d'inquinare questo nobile sport portato in Italia nel Ventennio coi loro metodi da partigiani assassini... Non ci sarà più un altro '68, per voi nessuna tregua... stiamo arrivando». Firmato: «Anti- Antifascismo militante». «È chiaro il carattere minaccioso delle immagini», fanno sapere gli All Reds che interpelleranno anche la Federazione nazionale rugb y «per capire se è intenzionata a tollerare questi comportamenti che nulla hanno a che fare con il prestigio di questo sport». Oltre il blitz si rischia infatti un problema di incolumità per l'anno prossimo. I neofascisti capitolini, quelli fuoriusciti da Fiamma, stanno fondando una propria squadra a Guidonia («Spqr Clan»). Quello ad Ariccia era un avvertimento squadrista. Sul video la Digos sta già indagando.

Come bestie. Report alternativo della giornata di ordinaria follia tra Napoli e Roma

Inviato da autonomix | 1 Set, 2008
Pubblichiamo un report sulla tasferta dei tifosi napoletani a Roma nella prima giornata di Campionato. I media main stream ci raccontano di atti di teppismo da parte degli ultras del Napoli, arrivando addirittura ad inventarsi di sana pianta rapine, aggressioni e minacce a cittadini inermi. Ma la realtà e’ ben diversa. Oltre 3000 persone munite di biglietto della partita e biglietto del treno, sono state trattate come bestie in una giornata di follia. Minacce continue, arresti arbitrari, cariche senza alcun motivo, migliaia di persone ammassati in autobus e treni. Tutto questo grazie alla rigidità di Trenitalia ed alla stupidità dei Questori (quello di Napoli e quello di Roma), assolutamente incapaci di gestire un evento sportivo di grandi dimensioni come quello di Roma - Napoli.


Appuntamento alle ore 8.00 stazione centrale, la partita è alle 15.oo, la cosa non mi sorprende affatto: chi come me ha frequentato le curve sa cos’è un gruppo, sa quanto e difficile organizzare una trasferta. Roma non è come le altre, si sa che si deve fare qualche sacrificio in più e anticipare se è possibile anche gli imprevisti di un esodo di 3600 napoletani verso la capitale.
Quando scendo di casa ho in tasca solo il biglietto per il settore ospiti (stadio Olimpico ingresso 50/52) e qualche soldo per comprare il biglietto del treno, si perché anche se Trenitalia continua ad aumentare le tariffe, troppo care per le mie tasche di giovane precario, e di treni speciali non se ne fanno più, questa volta è diverso.
I gruppi organizzati e i tifosi napoletani si giocano la possibilità di poter vedere la loro squadra anche in trasferta, il Viminale ha dato una possibilità e nessuno vuole rimanere a casa la domenica davanti alle squallide telecronache di sky o di mediaset premiun. Il treno sembra la soluzione migliore perché garantisce la sicurezza di tutti, a Roma ci aspettano da tempo e conoscendo i rapporti che ci sono tra le curve romane e la Questura non ci fidiamo di arrivare in auto, troppo facile la possibilità di un agguato isolato, la situazione diverrebbe incontrollabile .
Verso le 9.00 ci dirigiamo tutti verso il binario da cui deve partire il nostro treno, tutti biglietto alla mano, ma è una bolgia. Il cordone di polizia ci stringe in una pressa, e il caldo fa il resto, quando un ragazzo si sente male la pazienza sembra finire. E’ un’ora che siamo li uno addosso all’altro aspettando di salire, la folla spinge e il cordone di polizia si rompe. Saliamo sul treno che già è pieno di suo, oggi c’è il rientro dalle vacanze, chiediamo scusa alle persone per il disagio ma siamo persone normali anche noi e abbiamo diritto di viaggiare, se qualcuno vende 3600 biglietti per un evento sportivo di quella portata dovrebbe anche prevedere uno spostamento in massa?!
Invece tutto sembra tranne che di trovarsi in un paese civile, e mentre i dipendenti di Trenitalia invitano le persone che non sono dirette allo stadio a trovare un’altra soluzione noi ce ne stiamo per più di due ore ammassati come bestie a più di 40 gradi nei vagoni senza poter bere e senza aria.
Quando il treno parte sono le 12.30, e già si capisce che perderemo di sicuro il calcio d’inizio. Ma prendiamo coraggio almeno arriveremo a destinazione, con noi si è trattenuta anche una coppia di anziani di Castellammare di Stabia che nonostante i consigli del capotreno di trovare una soluzione diversa, rimangono sul loro treno perchè hanno il biglietto per quel posto e non vogliono trovare soluzioni alternative. Ma quando dal treno spengono l’aria condizionata anche loro iniziano a barcollare, qualcuno si sente male e tutto sembra cosi assurdo, ma siamo a Latina e ormai il piu è fatto.
Arriviamo a Roma Termini alle 15.44 in corteo usciamo dalla stazione e prendiamo i pullman parcheggiati sul piazzale: stessa scena, ammassati come animali, senza acqua da ore, saliamo in un pullman che può contenere 50 persone ma noi siamo più di 150. Il viaggio sembra non finire e Aquiliani segna l’uno a zero. Arriviamo nello stadio quando il secondo tempo è gia iniziato da qualche minuto, la ressa ai cancelli è infernale, la gente spinge e i tornelli non aiutano il defluire delle persone. Quando entriamo abbiamo giusto il tempo di vedere lo stupendo gol di Marek Hamsik , finalmente un pò di sollievo, possiamo guardare solo altri 30 minuti di partita (in cui il Napoli rischia anche di vincere), e lo facciamo cantando a squarcia gola. Quando la partita finisce ci tengono altre 2 ore nello stadio per far defluire i tifosi ospiti, ma qualcosa cambia quando arriviamo ai pullman che ci aspettano già nel settore.
Squadracce di celerini guidate da integerrimi dirigenti , fanno il giro tra i pullman scegliendo tifosi a campione da pestare. Salgono anche nel mio prendono un ragazzo per i capelli, gli gridano “già ne abbiamo ammazzato uno, il prossimo sei tu” lo portano giù tra gli occhi increduli di chi era sul bus, lo picchiano a sangue finché un dirigente non lo porta dietro una siepe lo mette a terra fermo con un piede sulla faccia. Fanno lo stesso anche negli altri pullman. Noi partiamo finalmente, ma altri 10 bus rimarranno nello stadio fino alle 21.30, senza sapere cosa può succedere. Arriviamo in una stazione blindata intorno alle 19.30, iniziamo a capire che qualcosa non va.
I cordoni di polizia e carabinieri ci chiudono su tutti e 4 i lati, e mentre da Napoli ci arrivano telefonate che ci informano che i telegiornali annunciano che i napoletani si sono lasciati andare ai soliti atti di vandalismo e guerriglia. Nella stazione la situazione peggiora. Iniziamo a temere che forse stanotte non torneremo a Napoli, ne ho viste tante di trasferte, sono stato anche ai cortei in piazza, ma di situazioni così ne ricordo davvero poche, sembra che tutto abbia un copione già scritto.
Siamo circa un migliaio, tra chi ha il biglietto cumulativo (i gruppi organizzati hanno un biglietto che ha più di 700 posti) e chi ha il biglietto singolo, la fretta di tornare a casa e lasciarsi Roma alle spalle fanno il resto. C’è ressa per passare, i cordoni di polizia si stringono e la folla spinge per entrare: parte una carica che provoca un fuggi fuggi generale nel cuore di Roma Termini, rischiando di travolgere anche le persone che incredule assistono a questo spettacolo. Aspettiamo altre due ore prima di riuscire a sfilare dalla folla e salire sul treno; sono ormai le 21.30 ma il treno non parte, aspetta gli altri tifosi rimasti allo stadio nei pullman. Finalmente si parte sono le 22:30, arriviamo a Napoli che è quasi l’una, felici del risultato e di esserci lasciati alle spalle la follia di questa giornata.

G.P.


Rassegna Stampa:
Abate "Basta coi delinquenti " da Repubblica.it
Il questore "non c’erano pericoli di ordine pubblico" da Corriere.it
Maroni al Questore Puglisi "Voglio spiegazioni" da Il Mattino


a cura di Global Project Napoli / Alternative Visuali

La madre di Renato «Ho rivissuto la notte in cui hanno ucciso Renato.Basta violenza fascista» ·

Inviato da autonomix | 1 Set, 2008

Allarmi siam fascisti... Era negli anni venti lo slogan delle squadracce nere all’attacco delle case del popolo, delle camere del lavoro, delle sedi dei partiti del movimento operaio e della lega delle cooperative, devastate, bruciate, chiuse con la forza. Qualcosa del genere sta tornando in Italia? La domanda ha raggiunto recentemente l’onore delle cronache grazie ad un articolo di Asor Rosa che ha fatto scorrere un po’ d’inchiostro. Il professore però non si riferiva alla violenza squadristica. Il suo ragionamento era più complesso. Si trattava di un drastico giudizio di valore sulla destra politica attuale, da lui ritenuta peggiore del fascismo perché priva del progetto di società che l’ideale “totalitario” fascista conteneva. Secondo Asor Rosa la destra attuale, sommatoria di spinte diverse e contraddittorie, offre uno spettacolo decadente. Nel fascismo c’era una risposta alla terribile crisi che aveva travolto il vecchio mondo liberale. Una modernizzazione autoritaria dell’economia, una nazionalizzazione totalitaria delle masse. Visione tragica, dittatoriale, ma pur sempre visione. Oggi forse presente, ma solo in rapidi squarci, in qualche trovata di Tremonti. Altri hanno preferito ricorrere a formule nuove: c’è chi ha scelto «regime dolce».
Il filoso Alain Badiou ha parlato di «petenismo trascendentale» a proposito del sarkozismo. In realtà ciò che è venuto meno è l’antifascismo. L’effetto domino provocato dalla caduta del muro di Berlino ha ridato forza all’anticomunismo e reso evanescente l’antifascismo. A seppellire definitivamente “l’arco costituzionale”, cioè quel complesso di forze politiche che avevano partecipato alla fondazione della repubblica e alla scrittura del compromesso costituzionale, è stato l’attacco delle procure della repubblica in nome di un giustizialismo populista e di un emergenzialismo penale che ha sdoganato la destra. La vecchia destra neofascista uscita definitivamente dall’angolo, liberata dai complessi del minoritarismo e del reducismo storico e “obbligata” così a divenire destra europea, destra di governo. Altre destre sono apparse dalle pieghe del territorio, dalle valli del Nord. Destre identitarie, rancorose. Va detto che a questo bel risultato ha largamente contribuito il “partito storico dei giudici”, cioè quel Pci-Pds-Ds- Pd che della via penale alla politica e dell’alleanza con le procure aveva fatto l’asse centrale della sua strategia. Ma questa è un’altra storia che andrà prima o poi raccontata. La fine dell’antifascismo ha prodotto l’effetto “zoo liberato”. Si sono aperte le gabbie, o forse scoperte le pattumiere, insomma sono riemersi dalla storia chincaglierie, cimeli, reliquie che sopravvivevano nelle catacombe del paese. Ma poi si è scoperto che tanto catacombe non erano. La costruzione del sistema politico bipolare, l’introduzione del maggioritario ha fatto il resto. Per vincere ogni voto era buono. Berlusconi è stato il più abile e spregiudicato. Ha messo insieme tutto ciò che esisteva a destra e alla sua destra comprando, finanziando apertamente o sottotraccia. La destra ha persino messo fine ai suoi anni di piombo. Ha messo fuori tutti (meno due o tre) i militanti dei suoi gruppi eversivi, alcuni li ha arruolati, altri eletti. E’ questo contesto politico che ha rilegittimato valori del passato prerepubblicano e preantifascista e ridato alla violenza politica proveniente da destra una nuova legittimazione sociale che si traduce in disattenzione, sottovalutazione se non comprensione e connivenza. Forse altri Novecento sono finiti ma quel Novecento lì c’è ancora e ha superato il giro di boa, tanto che dal 2000 si registrano 2 morti, due giovani di sinistra uccisi da mani fasciste. Chi contesta queste etichette, lo fa in nome di una rappresentazione della politica che non c’è più. Nessuno tra gli aggressori, come tra gli aggrediti, ha più tessere politiche in tasca perché le forme della partecipazione sono cambiate.
Alla vecchie sedi si sono sostituiti i centri sociali, le occupazioni non conformi, le curve degli stadi. Sono cambiati i luoghi di aggregazione ed anche la fisionomia della partecipazione. Tutto è più confuso e approssimativo, le idee sono anche più rozze ma le coltellate sono vere, le lame di puro acciaio e il sangue non è pomodoro. Davide Cesare (Dax) e Renato Biagetti sono stati uccisi nel 2003 e nel 2006. Dal 2005 almeno 262 le aggressioni recensite attribuibili alla destra: 88 attacchi a sedi e centri sociali di sinistra; 76 aggressioni razziste e 98 gli atti vandalici. Senza dimenticare Carlo Giuliani e Federico Aldovrandi. Anch’essi da annoverare in questa tragica contabilità. Vittime di un clima di violenza che è tornata pratica diffusa negli apparati di polizia, come i fatti di Genova del 2001 hanno dimostrato al mondo intero.

 

 

 

La madre di Renato Biagetti, la signora Stefania, è sconvolta per quanto è accaduto venerdì notte a Roma, ai margini della festa-incontro organizzata nel bel parco prospicente la basilica di san Paolo fuori le mura, per ricordare suo figlio ucciso due anni fa nel corso di una vigliacca aggressione ispirata dal clima fascistoide che si respira da tempo. Nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta ai giudici della corte d’appello che dovranno giudicare gli assassini di suo figlio. Non chiedeva vendetta, non chiedeva carcere, non chiedeva pene più dure. La signora Stefania non ha proprio il profilo culturale che contraddistingue il vittimismo attuale. La signora Stefania chiedeva solo verità, che non si mettessero sullo stesso piano aggrediti e aggressori, che non si confondesse la cultura di vita, di gioia e di speranza di suo figlio, colpevole soltanto di aver scelto una calda sera di fine estate per andare a ballare in una spiaggia del litorale, con il risentimento torvo, l’animo buio di due balordi che per sentirsi uomini avevano bisogno di una lama, protesi d’acciaio di personalità inconsistenti. Ieri è subito corsa in ospedale per accertarsi delle condizioni di salute del ragazzo aggredito a coltellate da un manipolo di sgherri neri appostati nel buio della notte, nell’ora in cui restano aperti solo i tombini, in attesa di colpire qualcuno dei partecipanti che isolato defluiva lentamente verso casa. Ha parlato con lui e ci racconta del suo stato di salute, del muscolo della coscia squarciato da una coltellata. Una ferita di 15 centimetri.

Cosa hai pensato quando hai saputo dell’aggressione?
Che si è trattato di una rivendicazione chiara dell’omicidio di mio figlio. Chi ha colpito venerdì notte alla fine di una serata pacifica in sua memoria l’ha fatto con piena premeditazione. Una premeditazione politica che chiarisce una volta per tutte cosa è successo quella notte di due anni fa. Forse ora c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di venirci a raccontare che si trattò di una rissa da strada? Queste persone hanno atteso pazientemente l’occasione per colpire indisturbati, senza correre rischi in un giorno particolare. Più esplicito di così!

Cosa ti ha raccontato F.?
Volevo sentire da lui cosa aveva provato quando si è trovato di fronte gli aggressori armati di lame. Volevo capire cosa aveva provato mio figlio nei suoi ultimi attimi di vita. Come è accaduto a Renato anche lui ha visto in faccia chi l’- ha accoltellato. Dopo il primo colpo si è girato e gli ha detto ”ti rendi conto di cosa stai facendo?”. Quello imperterrito ha continuato a colpirlo con il coltello finché non è caduto a terra. Avevo voluto una festa e non una manifestazione politica perché volevo ricordare la gioia di vivere di Renato, il suo sorriso. Una serata pacifica a cui partecipasse tanta gente, dove non si coltivasse odio e voglia di vendetta. E quelli stavano lì nascosti, a spiarci, a infiltrarsi, carichi di odio, pronti a colpire.

Al governo della città ora c’è Gianni Alemanno, uno che ha conosciuto il fascismo da marciapiede e sa bene quali logiche ispirano queste azioni squadristiche. Hai qualcosa da dirgli?
Il sindaco Alemanno ha vinto le elezioni con un programma in cui prometteva sicurezza. Ma di quale sicurezza parlava? Ormai sono centinaia le aggressioni di sapore fascista, quelle ispirate dal razzismo, dal sessismo, dall’intolleranza che hanno cambiato il volto di questa città. I giovani di sinistra, o che questi accoltellatori pensano siano tali solo perché hanno un certo tipo di abbigliamento o frequentano certi luoghi, subiscono continue aggressioni. Mio figlio è morto ucciso selvaggemente. Noi madri vogliamo sapere cosa pensa il sindaco di questi episodi, cosa pensa di questi ragazzi che vanno in giro con delle lame per aggredire chi esce da un concerto pacifico. Quanto sangue dovrà ancora scorrere?

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