UN GIORNO DI FUOCO..ENNESIMO SGOMBERO DI UNO SPAZIO SOCIALE A PADOVA

Inviato da autonomix | 4 Dic, 2008

Nella serata di mercoledì 3 dicembre una trentina di studenti del Collettivo di Scienze Politiche hanno occupato uno stabile in fondo a via Beato Pellegrino.

L’edificio, un ex ufficio postale, è abbandonato da cinque anni ed è in buono stato. Nella giornata di oggi, giovedì 4, senza alcuna notifica, il sindaco Zanonato, per motivi di ordine pubblico, ha deciso in favore di uno sgombero violento e illegittimo, e quindi ha dato ordine alla Questura di procedere con cariche che hanno portato al ferimento di cinque ragazzi.
Contemporaneamente si stavano svolgendo le trattative con il Presidente dell’associazione a cui lo stabile era stato dato in concessione.

Lo spazio è stato occupato per costruire un laboratorio di inchiesta e autoformazione che permetta di costruire un’indagine sociale sui problemi della città di Padova.

La cronaca audio con Bruna del Collettivo di Scienze Politiche.
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Dopo i fatti della mattinata, i ragazzi del Collettivo si sono mossi in un corteo spontaneo verso il centro cittadino e si sono fermati davanti al Comune di Padova per protestare contro il Sindaco e contro le modalità dello sgombero.
Le porte del Comune erano aperte e quindi gli attivisti del Collettivo si sono apprestati ad entrare pacificamente; ma immediatamente sono intervenuti i vigili urbani e la polizia con manganellate e pugni in una carica caotica e violentissima.
Uno dei ragazzi è stato bloccato e picchiato dai vigili dentro il suolo del Comune, rilasciandolo solo dopo una decina di minuti, mentre tre ragazzi sono finiti in ospedale e molti sono rimasti contusi.

Il commento di Omid del Collettivo di Scienze Politiche.
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Links:
www.labfuoco.org
www.senzatv.com

 

 COMUNICATO DEL LABORATORIO FUO.CO.

 

 

Dopo quasi un anno dall’ultimo sgombero, ieri 3 dicembre, come attivisti del Collettivo scienze politiche- Laboratorio Fuo.Co. abbiamo occupato uno stabile in disuso da cinque anni, in Via Beato Pellegrino 204, di proprietà del Comune di Padova, per dare spazio ai nostri progetti di inchiesta, autoformazione a ricerca sulle nuove forme di controllo sociale e le politiche securitarie che sempre più governano le nostre città e le nostre vite. Il sindaco Zanonato, nonostante le nostre ripetute e continue richieste di dialogo e di apertura di un tavolo di trattativa sulla questione degli spazi, non si è nemmeno degnato di comunicare con noi ed ha firmato questa mattina un’ordinanza di sgombero dello stabile che abbiamo occupato.


Alle 13 sono arrivati una decina di agenti DIGOS che, senza nessun preavviso nè spiegazione, ci hanno aggredito a calci e pugni, trascinandoci fuori e costringendoci a uscire dallo stabile. A sgombero avvenuto è arrivato un vigile urbano che, “tempestivamente”, ha notificato lo sgombero mentre sopraggiungeva una camionetta della celere. Subito dopo ci siamo diretti verso palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, per chiedere spiegazione dell’improvviso e violento sgombero. Sul luogo si trovavano già diversi agenti DIGOS e due volanti della polizia. All’interno del cortile, la polizia coadiuvata da zelanti vigili urbani, manganelli alla mano, ci ha respinto sul cancello placcando e fermando un nostro compagno. Abbiamo subito e con forza dato vita ad un presidio molto determinato a richiedere la liberazione del nostro compagno fermato, venendo ripetutamente caricati dalla polizia e dal reparto celere arrivato dalla Questura. Nelle cariche sono stati coinvolti anche passanti inermi che tornavano dalla spesa al mercato e quattro studentesse che hanno riportato ferite e contusioni alla testa e alle braccia con prognosi tra gli 8 e i 10 giorni, tra cui una ancora in osservazione in ospedale.


Denunciamo con forza chi ancora una volta dimostra di utilizzare le forze di polizia per trincerarsi dietro questioni di ordine pubblico invece che affrontare le reali esigenze della città che amministra. Denunciamo l’estrema gravità del comportamento del sindaco Zanonato, completamente sordo alle richieste di spazi di agibilità da parte degli studenti e dei precari, un sindaco che dimostra in ogni ambito la propria deriva repressiva e poliziesca attraverso politiche securitarie, militaresche nelle strade e polizia per schiacciare ogni forma di conflitto e mobilitazione nella città.


Noi la crisi non la paghiamo


Il FUO.CO. non si spegne


Laboratorio FUO.CO. - Collettivo Scienze Politiche – Fuxia block

 

Scontri a Padova per difedere il Fuo.co.

movimenti

La Polizia ha sgomberato questa mattina lo stabile abbandonato, occupato ieri dal collettivo di scienze politiche. I compagn* si sono quindi recati in in Comune. All'ingresso nel cortile del Municipio c'è stata però unaviolenta carica della Polizia e la risposta dei compagn* presenti.
Alcuni compagni, feriti dalla manganellate, sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere. Contusi  -pare - anche alcuni agenti.
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Il volantino dell'occupazione di ieri:

Nasce a Padova un nuovo spazio “fuori dal controllo”

Arriva un momento in cui bisogna rompere gli indugi, un istante nel quale ci si deve mettere in gioco e mettere in gioco le proprie abitudini e le proprie “sicurezze” per compiere un passo in avanti concreto nel tragitto che ci separa dal raggiungimento dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Un passo in avanti innanzitutto per rendere palese che chi esercita controllo e potere non avrà mai le nostre vite, le nostre menti, il nostro presente e il nostro futuro.
Noi oggi pensiamo di compiere uno di questi piccoli passi, uniti da un sentore collettivo che esige sempre di immaginare e costruire l’impossibile.
Lo spazio che da oggi viene occupato dai nostri corpi impazienti e dai nostri saperi ribelli e che siamo pronti a difendere con tutta la forza della nostra determinazione si chiamerà
:
  • LABORATORIO  FUORI DAL CONTROLLO..
Un laboratorio politico, sociale, culturale e artistico che vuole innanzitutto fornire, a chi lo vivrà e a chi semplicemente lo attraverserà, nuovi strumenti di comprensione di se stessi e della realtà circostante  in un contesto sociale in cui i nostri “formatori”, della televisione o dell’università non fa differenza, ci insegnano, senza darci pace, che la regola numero uno è rassegnarci all’immutabilità dell’attuale stato di cose.
In uno scenario in cui la messa in discussione degli equilibri costituiti eccede la sempre tollerata azione partitica e sindacale,  il rischio è di essere stigmatizzati come nemici del “benessere” e dello “sviluppo” della intera comunità.

Occupiamo perché diffidiamo dei nostri “formatori”; abbiamo il forte sospetto che ci stiano ingannando. Occupiamo perché la nostra fame di sapere ha bisogno di uno spazio fisico per diventare energia dirompente in grado di costruire alternative di vita singola e collettiva rispetto alle previsioni e prevenzioni dell’asfissiante controllo sociale neoliberista.


Vogliamo sapere, essere consapevoli e così poter agire, confliggere. Vogliamo sapere perché siamo precari, sapere perché siamo insoddisfatti, sapere cosa accade alle nostre università vittime del definitivo smantellamento del welfare e protagoniste di una delle contestazioni più diffuse e radicali vissute negli ultimi anni, sapere perché i nostri governi bombardano e occupano altri stati, sapere perché gli spazi dell’emarginazione e dell’esclusione sociale si stanno ampliando a dismisura.
Costruire un osservatorio che analizzi in modo critico gli aspetti più contraddittori dell’attuale modello di sviluppo, un modello che tenta di imporre nelle nostre vite il paradigma securitario e che oggi su scala globale vive una crisi senza precedenti. È questo uno dei primi obiettivi che ci poniamo.

Formazione, lavoro, guerra: pensiamo sia  imprescindibile affrontare ed indagare criticamente queste  realtà della nostra vita quotidiana con gli strumenti dell'inchiesta e dell'autoformazione  per comprendere la complessità e la vera natura del potere contemporaneo,  individuare e liberarsi delle strategie di controllo sociale ed essere in grado di costruire concretamente esperienze nuove di relazioni sociali, di trasmissione di saperi e di trasformazione dell'esistente.
Incontri, dibattiti, gruppi di lavoro, incontri di autoformazione, proiezioni, pubblicazioni, percorsi di inchiesta e conricerca….ma anche azioni dirette per rallentare e contrastare il dilagare della precarietà, contrapporci alla svendita dell’università e alla mercificazione della cultura, difendere la calpestata dignità dei migranti, sabotare i sistemi di controllo e sorveglianza e altro ancora.

Siamo impazienti di partire ma soprattutto di raccogliere proposte nuove da tutti quelli che vorranno camminare con noi.
Siamo quelli senza piattaforma, senza libretti rossi ed ideologie, non abbiamo gerarchie e piani politici prestabiliti.Siamo imprevedibili e desideriamo sorprenderci e sorprendere, alimentare dubbi e sospetti, emanare creatività e conflitto, giorno dopo giorno, ripartendo da questo spazio. Vogliamo solo mettere a disposizione di noi stessi e di tutti quelli che vorranno uno spazio capace di aprire delle “possibilità”, possibilità di scegliere, di sapere, di essere un po’ meno insoddisfatti…


LABORATORIO DI INCHIESTA E DI AUTOFORMAZIONE “FUO.CO”