Antifa a perugia

Inviato da autonomix | 20 Apr, 2008

Perugia - Giovedì 10 aprile, il comizio blindato di Roberto Fiore al chiuso di una sala, pur sempre pubblica, viene contestato da un centinaio di manifestanti. La contestazione è stata pacifica ma molto rumorosa e sembra abbia molto innervosito la ventina di fascisti di FN presenti al comizio. Sabato 19 aprile, al c.s.o.a. EX MATTATOIO di PG, viene presentato il film NaziRock. Alla proiezione e alla discussione del film con il regista hanno partecipato circa 150 persone. In seguito al dibattito, terminato intorno alle 24:00, c'è stato un concerto di musica "Oi!" che ha visto ugualmente una grossa partecipazione.
Domenica 20 aprile, ore 7.00, un gruppo di vigliacchi neonazifascisti ha devastato il centro sociale e ha messo in pericolo la vita di un artista di strada che dormiva dentro un camper parcheggiato lì davanti.
Esprimiamo solidarietà ai compagni del Centro Sociale e a tutte le vittime della vigliaccheria di queste carogne.
Denunciamo il clima di intimidazione e di violenza che sta crescendo anche nella nostra città e di cui sono responsabili non solo gli estremisti di destra, ma i loro sostenitori e finanziatori legati alla destra istituzionale e le stesse politiche del centro sinistra, che al malessere sociale contemporaneo non hanno saputo dare altre risposte se non quelle razziste e securitarie dei loro presunti avversari politici.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Rete Antifascista Perugina

Alleghiamo qui sotto il comunicato del centro sociale:

Questa mattina, 20 aprile, intorno alle 07:00 un gruppo di 4 persone ha preso vigliaccamente di mira il Centro Sociale ex mattatoio di Ponte S. Giovanni di Perugia. Tali loschi individui hanno infatti effettuato atti
di vandalismo nei confronti dei locali danneggiandone le vetrate e accanendosi, nella loro opera di distruzione, contro un camper parcheggiato nel piazzale nel quale stava dormendo il proprietario.
Questo squallido e vile episodio è avvenuto poche ore dopo la proiezione del film NaziRock che documenta le strette relazioni tra destra istituzionale e gruppi di estrema destra nazifascista. Nel documentario si evidenzia il tentativo di strumentalizzazione del disagio delle nuove generazioni da parte di vecchi e conosciuti esponenti dell'estrema destra (stragisti e attentatori). Il film è stato escluso dai circuiti
cinematografici tradizionali in seguito a minacce e diffide fatte nei confronti di gestori di cinema (nonché dello stesso regista) da parte di aderenti all'organizzazione filonazista Forza Nuova.
Alla proiezione e alla discussione del film con il regista hanno partecipato, con attenzione ed interesse, circa 150 persone. In seguito al dibattito, terminato intorno alle 24:00, c'è stato un concerto di
musica "Oi!" che ha visto ugualmente una grossa partecipazione.
I devastatori sono arrivati intenzionalmente nell'orario in cui il locale era chiuso e non c'era più nessuno. L'unico testimone che ha assistito al loro vile gesto è la persona che dormiva nel camper e che
ha subito l'aggressione rimanendo chiuso all'interno del mezzo e dando tempestivamente l'allarme.
Questo episodio è l'ennesima testimonianza di un clima di intimidazione e di violenza che sta crescendo anche nella nostra città e di cui sono responsabili non solo gli estremisti di destra, ma i loro sostenitori e
finanziatori che aderiscono alla destra istituzionale cosiddetta democratica, che ha recentemente vinto le elezioni.
Tale clima di odio e di violenza si inserisce in un contesto favorito dalle stesse politiche della sinistra istituzionale che al malessere sociale contemporaneo non hanno risposte e rincorrono le stesse
politiche razziste sul piano della sicurezza dei loro presunti avversari politici.

C.S.O.A. EX MATTATOIO PG

Aggressione fascista e omofobica al circolo mieli

Inviato da autonomix | 17 Apr, 2008
Un gruppo di giovani ha attaccato la sede dell'associazione omosessuale
Messo a soqquadro l'ingresso, rovesciate scrivanie al grido di "froci di merda"

Roma, aggressione omofobica
al Circolo "Mario Mieli"

La denuncia dei dirigenti. Presa di posizione di Rutelli


<B>Roma, aggressione omofobica<br>al Circolo "Mario Mieli"</B>

L'ingresso del "Mario Mieli"

ROMA - Aggressione omofobica, questo pomeriggio a Roma contro il Circolo di Cultura omosessuale "Mario Mieli" di via Efeso. Lo denuncia un comunicato dell'associazione: "Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni - vi si legge - ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo".

"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione - prosegue la nota -, i vandali si sono allontanati gridando improperi come 'Froci di merda' ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio".

Il documento collega l'aggressione al "clima elettorale" di questi giorni: "Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'". E si augura "che sia stato solo un episodio isolato, anche se grave". I dirigenti del circolo temono il ripetersi di "spedizioni pilotate" che metterebbero a rischio le attività dell'associazione (che opera nella capitale da 25 anni) e l'incolumità e la sicurezza delle persone".

Immediata la presa di posizione delle forze politica di sinistra. A cominciare dal candidato sindaco Francesco Rutelli: "Ci vuole grande fermezza e una risposta corale nei confronti di questo rigurgito del fascismo intollerante e omofobico. Dobbiamo scongiurare che la campagna elettorale sia accompagnata da fatti come questo che sono da relegare nei sotteranei della civiltà".

NAZIROCK, L'ANTIFASCISMO E IL 25 APRILE

Inviato da autonomix | 4 Apr, 2008

 

 

HO COMPERATO IL LIBRO E IL DVD.

LO CONSIGLIO DAVVERO A TUTTI GLI ANTIFASCISTI E LE ANTIFASCISTE PERCHE' E' DAVVERO BEN FATTO..FA VENIRE I BRIVIDI AD ASCOLTARE ALCUNE COSE DI QUELLE MERDE FASCISTE.

MAGARI SAREBBE DA PROIETTARE DAVVERO NEI CENTRI SOCIALI, NEGLI SQUAT E NELLE LIBERE ASSOCIAZIONI ASSIEME AL BEL DOCUMENTARIO FATTO DAI COMPAGNI E DALLE COMPAGNE BRESCIANE "RATTI NERI"

 

3 Aprile - I PARTIGIANI DIFENDONO NAZIROCK
di Claudio Lazzaro

Purtroppo Nazirock non si potrà vedere al cinema. Sono un po’ abbacchiato. Ma oggi è successa una cosa che mi ha commosso e che ripaga di tutto. Mi ha chiamato Massimo Rendina, il presidente dell’Associazione partigiani, ha 86 anni, sta in ospedale a curarsi il secondo infarto, la voce sofferente, mi ha detto che l’Anpi si assume le spese legali per la difesa del mio film e che lo proietteranno il 25 aprile, a Roma,  alla Casa della Storia e della Memoria. Mi son trovato gli occhi umidi.

Sentire un vecchio, che nel suo letto d’ospedale ha ancora ha voglia di battersi, e metterlo a confronto coi tanti che non sono mai disposti a rischiare, niente.

Come forse avete letto, i legali di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che si dichiara diffamato dal mio documentario, sono riusciti a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango a Roma e dell’Anteo a Milano. La minaccia, esplicita nella diffida inviata dai legali, è quella di chiedere agli esercenti  il risarcimento dei danni materiali e morali. Poi c’è una minaccia non dichiarabile, che però viene percepita dagli esercenti: la paura dei danneggiamenti e delle spedizioni punitive.

L’Associazione dei partigiani lancia una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione, ma se ne assume in qualche modo la responsabilità morale e giuridica.

Massimo Rendina ha visto Nazirock. Il film gli è piaciuto. Devo dire, per rispondere alle accuse di Roberto Fiore, che anche un intellettuale apprezzato dalle destre, come Massimo Fini (che lo avrebbe presentato all’anteprima milanese) ne dà un giudizio estremamente positivo: “Molto equilibrato”, mi ha detto, “è un film che ha il coraggio di ascoltare quelli che la pensano in modo diverso”.

Nazirock da oggi si trova in libreria, distribuito da Feltrinelli Real Cinema. Ma solo uscendo nei cinema avrei potuto raggiungere tanti di quei ragazzi che non hanno l’abitudine ai libri. Proprio quelli che possono cadere più facilmente nella trappola dei falsi miti. Per questo Forza Nuova, che ha notevoli disponibilità economiche, decide di esercitare il suo potere d’interdizione. Basato su cosa? Semplicemente su una minaccia. Se poi Forza Nuova perderà la causa, dopo le elezioni, che importa? Avrà ottenuto il suo scopo: tenere lontano dal mio film i suoi potenziali elettori.

Io spero che Roberto Fiore abbia sbagliato i suoi calcoli. Ma penso una cosa: ci vorrebbe più coraggio. In questo caso difendere la libera circolazione di un film significava, molto semplicemente, difendere la propria libertà.

Nel film, al raduno annuale di Forza Nuova, vedi un grande striscione che  chiede “PIU’ NAZIFASCISMO”. Alle prossime elezioni Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova, corre da solo, ma fino a ieri stava nel cartello delle destre, guidato da Alessandra Mussolini, di cui faceva parte anche Luca Romagnoli, quello che afferma di  non avere alcun  mezzo per poter affermare o negare l’esistenza delle camere a gas.  Fiore adesso corre da solo, ma la Mussolini è in squadra con Berlusconi,  e Romagnoli con la Santanchè.

Però di queste cose non si parla. Proprio ieri un collega, che mi aveva fissato un’intervista televisiva, ha chiamato per cancellare l’appuntamento: “Ne parliamo dopo le elezioni”. Stessa telefonata da un conduttore radiofonico, nel nome della par condicio.

Cosa voglia dire par condicio ormai non lo capisce più nessuno. Ufficialmente era nata per tenere sotto controllo, giustamente, lo strapotere televisivo di un leader politico. Poi si è trasformata in una specie di bavaglio buono per tutti gli usi . Che adesso vuol soffocare anche il cinema: “Non si può parlare di un documentario che fa vedere i fascisti in azione e che mostra il loro sdoganamento politico, se non possiamo far vedere contemporaneamente un documentario in cui si mostra che i fascisti non sono poi così fascisti e che nessuno si sognerebbe mai di portare al governo quelli che negano l’esistenza delle camere a gas”.

Sto scherzando? Mica tanto. Tra fair play veltroniano, par condicio, censure e autocensure, qui andiamo a votare senza sapere chi stiamo votando. Vi pare bello?

Claudio Lazzaro

Articolo di Federico Capitoni - 3 Aprile 2008

Polemica sul film di Claudio Lazzaro dedicato ai giovani neofascisti. Diffida del movimento di estrema destra: le sale rinuncino a proiettarlo
Forza Nuova blocca "Nazirock"
"Montato ad arte per screditarci"

Il regista: "Speravo fosse punto di partenza per un dibattito
molte persone stimate dalla destra avevano espresso consensi"

ROMA - "Sono triste perché pensavo che questo documentario fosse un punto di partenza per un dibattito". Più che rabbia Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, documentario sui giovani neofascisti, manifesta desolazione. Il film doveva essere proiettato ieri in anteprima al cinema Anteo di Milano e dal 4 aprile, per due settimane, al Politecnico Fandango di Roma. E invece da Forza Nuova è arrivata una diffida che invita le sale a rinunciare alla programmazione.

I motivi si leggono nella raccomandata: il film conterrebbe "immagini, affermazioni, frasi, scene, ricostruzioni, gravemente diffamatorie del movimento". Secondo l'addetto stampa della federazione romana di Fn infatti, "il montaggio è elaborato ad arte per screditarci, e il fatto che esca in piena campagna elettorale, rivela intenzioni non proprio limpide".

Nazirock è uno spaccato del mondo neofascista italiano attraverso la musica, i raduni, gli scontri, il look (l'unica persona coi capelli lunghi che appare nel filmato è Alessandra Mussolini) dei giovani che aderiscono all'estrema destra. "Tra l'altro - prosegue Lazzaro - molte persone stimate dalla destra hanno espresso il loro consenso. Massimo Fini doveva addirittura presentarlo con me a Milano".

Il colmo, per il regista, è che la diffida lamenti persino l'assenza di un'autorizzazione per le esecuzioni di brani musicali: "Pretendono la liberatoria per un cantante che incita alla violenza. Io sono solo un testimone di quello che questi giovani dicono o cantano".

Niente film in sala dunque, ma la copia in dvd resisterà. Da oggi sarà in vendita presso le librerie Feltrinelli, film più libro. "Il cinema - afferma Lazzaro - dovrebbe essere uno spazio di libertà, mi dispiace che si preferisca annegare il film nella censura basata sulle minacce".

Federico Capitoni

Articolo di Fabio Ferzetti del 3 Aprile 2008

Niente cinema per Nazirock - Il contagio fascista tra i giovani italiani, il docufilm di Claudio Lazzaro anticipato su queste pagine sabato scorso. Dopo l'affollatissima anteprima di lunedì all'Apollo 11, Nazirock doveva infatti uscire domani al Politecnico Fandango, mentre ieri era in cartellone all'Anteo, storico locale d'essai milanese. Un modo per creare dibattito intorno a un film che sarà comunque a giorni in libreria nel cofanetto Feltrinelli.
AI momemo però anteprima e uscita in sala sono annullate. E bastata un'ingiunzione del segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore, e del cantante Luigi Guerzoni, perché le sale facessero dietrofront, forse nel timore di più immediate e meno pacifiche ritorsioni. Secondo l'ingiunzione, Nazirock conterrebbe “immagini, affermazioni. frasi, scene, ricostruzioni gravemente diffamatorie del movimento Forza Nuova, attualmente impegnato nella compagna elettorale”
Quanto a Guerzoni, che lIel film intona canzoni inequivocabili durante il meeting di Forza Nuova a Marta, vicino Viterbo, non avrebbe acconsentito "ad essere successivamente trasmesso" (sic!). Il tutto in evidente spregio al diritto di cronaca, perché lo striscione con la scritta "Più nazifascismo" a Marta c'era e il fllm non inventa o manipola nulla, si limita a lasciar parlare leader e militanti della destra radicale.
Poco importa, si dirà, Nazirock uscirà in libreria. Ma la manovra di Forza Nuova, sfacciatamente elettorale, è il triste segno dei tempi. Non è certo il glorioso ma minuscolo Politecnico a dar fastidio. È l'idea che il film circoli in uno spazio libero e incolltrollato, aggregando persone diverse. La vecchia sala cinematografica, incredibile a dirsi fa ancora paura. Stai a vedere che è una buona notizia.

Fabio Ferzetti

Articolo di Roberto Rombi del 3 Aprile 2008

Le proiezioni del documentario di Claudio Lazzaro, Nazirock, che avrebbero dovuto tenersi ieri sera all’Anteo di Milano e domani al Politecnico Fandango di Roma, sono state annullate. Una diffida partita dagli avvocati di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, ha bloccato il film. “L’ho giudicato” dichiara Roberto Fiore “un grave atto diffamatorio soprattutto in un periodo di campagna elettorale in cui sono candidato come premier. Non ho visto Nazirock ma ho raccolto molte informazioni e ho visionato il trailer. E mi è bastato. È una sorta di collage dove si mischiano immagini pretestuose. Compaio personalmente anche io in un video che non è certo uno spot elettorale, è invece una propaganda contro di me. Lo giudico scorretto e diffamatorio. È poi singolare che il film sia stato girato due anni fa e venga fuori solo adesso poco prima delle elezioni. Una vera bomba a orologeria”.
Il film comunque sarà da oggi in libreria distribuito in dvd da Feltrinelli Real Cinema insieme al libro, una serie di saggi a cura di Mario Capello, dal titolo Ho un cuore nero. Lo scopo di Nazirock è quello di far vedere dall’interno l’estrema destra, conoscere la sua musica, le celebrazioni e i rituali. Al centro del film la manifestazione organizzata da Forza Nuova che si è svolta vicino a Viterbo nel 2006 e che ha visto la partecipazione di militanti da ogni parte d’Europa. “Avrei voluto raggiungere un pubblico più popolare” si rammarica Claudio Lazzaro “non solo quello delle librerie. Ho volutamente scelto il linguaggio del rock per attirare i ragazzi e far vedere in movimento i raduni. La sorpresa è stata scoprire che questi giovani sono dei bravi ragazzi che hanno incrociato la mitologia sbagliata e questa è una responsabilità collettiva, di tutta la società”.

Roberto Rombi

Articolo di e.d.b. del 3 Aprile 2008

Nazirock, il film documentario di Claudio Lazzaro sulla destra neofascista italiana, non sarà proiettato questa sera al cinema Anteo di Milano, nè, nelle prossime due settimane, al Politecnico Fandango di Roma. A bloccare la proiezione della pellicola, prodotta [*] da Feltrinelli Real Cinema (e che da oggi sarà regolarmente in distribuzione nelle librerie della casa editrice), un’ingiunzione del leader di Forza Nuova Roberto Fiore e del cantante dei “Legittima Offesa” Luigi Guerzoni, che, ritengono il documentario diffamatorio “del movimento Forza Nuova, attualmente impegnato nella campagna elettorale”. Guerzoni, inoltre, afferma di non aver rilasciato alcuna autorizzazione per la trasmissione dei brani musicali eseguiti al Campo d’azione di Forza Nuova a Marta (Vt), luogo a cui Lazzaro aveva avuto libero accesso.
Questioni che, essendo già oggetto di un’azione giudiziaria sia civile che penale avviata dagli stessi nei confronti del produttore e del regista, danno modo agli avvocati di Forza Nuova di diffidare i cinema dalla proiezione. Lazzaro, già autore di Camice Verdi (inchiesta sulle truppe leghiste, altra famiglia della destra italiana), non ci sta: “Stanno cercando di estendere anche al cinema, che forse era rimasto l’unico spazio di libertà, il bavaglio della par condicio, che è nata per limitare lo strapotere televisivo di Berlusconi. È un clima molto brutto e molto triste”. Ma cos’è che ha indispettito gli esponenti di Forza Nuova? L’avvocato Gianni Correggiari, vicesegretario del movimento di Fiore e firmatario della richiesta, spiega: “Alcuni accostamenti sono fuorvianti, come quello che lega la canzone Frana, che tra l’altro è degli Erode, che non sono un gruppo di destra ma di sinistra (... la canzone suona: “Frana la curva frana, sulla polizia italiana! Frana, la curva frana, su quei figli di putta...!” ndr.), e subito dopo sono montate le immagini dell’assassinio dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti, che non sono proprio la stessa cosa”.
Fatto sta che, salvo al Piccolo Apollo di Roma (che ha ricevuto la lettera di diffida il 1 aprile, avendo già trasmesso la pellicola il 31 marzo), il film (assieme al libro Ho il cuore nero) sarà distribuito solo nel circuito Feltrinelli. “Al Politecnico Fandango - conclude Lazzaro - mi hanno detto che non era stata solo la paura delle spese legali a orientare la decisione, ma anche la paura di spedizioni punitive, di danneggiamenti”.

e.d.b.

Articolo de il Manifesto del 3 Aprile 2008

È stata bloccata la proiezione del documentario Nazirock, un viaggio, corretto, nella musica e nella cultura degli estremisti neri, diretto dal regista Claudio Lazzaro, ex giornalista e già autore di Camicie verdi, sull'humus della Lega. Il film doveva essere programmato in alcune città italiane ma è stato fermato da una diffida del fondatore di Forza Nuova, Roberto Fiore. Nazirock, distribuito da Feltrinelli Real Cinema, da venerdì sarà in libreria insieme al libro Ho il Cuore Nero, che raccoglie alcuni interessanti contributi, tra gli altri, di Antonio Pennacchi e Furio Colombo. “Dato che volevo raggiungere anche il pubblico più giovane - racconta Lazzaro - il film era in programmazione anche al cinema: stasera all'Anteo di Milano e, dal 4 aprile e per un paio di settimane, al Politecnico Fandango di Roma. Tutto questo è stato cancellato perchè è arrivata una diffida da parte dell'ufficio legale di Forza Nuova. Fiore chiede che non si dia corso alla proiezione, in quanto contenente immagini, affermazioni, scene, ricostruzioni gravemente diffamatorie del movimento Forza Nuova, attualmente impegnato nella campagna elettorale”. Nella diffida, riferisce ancora Lazzaro, si afferma che Forza Nuova “sta agendo nei confronti del produttore e del regista del filmato, civilmente e penalmente, per ottenere il risarcimento dei danni materiali e morali, ivi compresi quelli che potrebbero derivare dalla proiezioni in periodo elettorale” e che “non ottemperando alla presente diffida, sarete ritenuti responsabili delle lesioni arrecate”. “Al Politecnico Fandango mi hanno detto - aggiunge il regista - che non era stata solo la paura delle spese legali a orientare la decisione, ma anche la paura di spedizioni punitive, di danneggiamenti”. Certo, rivedersi su grande schermo, e risentirsi, può essere, a volte, traumatico... Nel filmato si parte, infatti, dal Campo d'Azione, il raduno annuale di Forza Nuova, che si è tenuto a Marta, in provincia di Viterbo, nel 2006 (con la partecipazione di Andrea Insabato, il nostro bombarolo nullatenente ma con le amicizie giuste, o Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna) e si raccontano, lasciadogli la parola e il palco, i gruppi hard rock dai nomi decisivi come Hobbit, Intolleranza Razziale, 270bis con dovizia di croci uncinate e antisemitismo.

 

 

WWW.NAZIROCK.IT 

CIAVARDINI ASSOLTO

Inviato da autonomix | 4 Apr, 2008

 

 

 

PORCO DIO! AGGIUNGEREI..

DI CERTO NON E' CON LA GIUSTIZIA ITALIANA CHE AGGIUSTEREMO LE COSE IN QUESTO CAZZO DI PAESE MA SENTIRE STA NOTIZIA FA ANCORA DI PIU' RABBRIVIDIRE...

 

ANTIFASCISMO SEMPRE, ATIFASCISMO MILITANTE...

 

 

CIAVARDINI ASSOLTO
Da "Il Resto del Carlino"

Ciavardini assolto in appello per rapina
Sono cadute in appello le accuse di rapina per l'ex militante dei Nar, condannato in primo a 7 anni e 4 mesi per un colpo in banca, avvenuto nel settembre del 2005, ai danni di una agenzia dell'Unicredit, a Roma. Nell'aprile scorso la Cassazione ha condannato definitivamente Ciavardini, a 30 anni di reclusione per la partecipazione alla strage di Bologna.

Roma, 4 febbraio 2008 - Assolto per non aver commesso il fatto.

Sono cadute in appello le accuse di rapina per Luigi Ciavardini, l'ex militante dei Nar, condannato in primo a 7 anni e 4 mesi per un colpo in banca, avvenuto nel settembre del 2005, ai danni di una agenzia dell'Unicredit, a Roma. L'assoluzione, pronunciata dal presidente della II corte d'appello, Giuseppe Pititto, è stata emessa in base all'articolo 530 secondo comma del codice di procedura penale, la vecchia insufficenza o contraddittorietà delle prove. In primo grado il gup Adele Rando aveva aumentato la pena, rispetto alle richieste del pm Paolo Auriemma, che aveva chiesto la condanna di Ciavardini a 4 anni e 4 mesi. La decisione del giudice era dovuta al fatto che fu attribuito all'imputato anche il porto abusivo di una pistola e altre tre rapine `minori', con riferimento alla sottrazione di due cellulari ad altrettanti clienti della banca e di un'arma da fuoco a una guardia giurata. La difesa di Ciavardini, rappresentata dagli avvocati Valerio Cutonilli e Stefano Marsano, aveva optato per il rito abbreviato nella speranza che il caso si chiudesse con un proscioglimento. L'ex militante dei Nar ha sempre negato ogni responsabilità: "Quel giorno ero ospite della festa di Azione Giovani, `Atreju' in Parco delle Tre Fontane, e presentavo in uno stand il mio libro sulla strage alla stazione di Bologna", si era difeso all'indomani del suo arresto. Nell'aprile scorso la Cassazione ha condannato definitivamente l'ex Nar (Nuclei armati rivoluzionari), a 30 anni di reclusione per la partecipazione alla strage di Bologna. In quel caso è stata confermata la sentenza della sezione minori della corte d'appello che si era espressa nel 2004.

ENNESIMA PROVOCAZIONE FASCISTA A MILANO

Inviato da autonomix | 27 Mar, 2008
Procazione fascista al csa Vittoria/Cancellato il murales per Dax in piazza Vetra


|Milano, 27 marzo|
Nella notte di ieri, uno gruppo di fascisti milanesi ha compiuto un nuovo attacco contro una delle realtà di movimento, il csa Vittoria. I muri del centro sociale sono stati imbrattati con svastiche e croci celtiche, oltre a scritte deliranti inneggianti a Mussolini ed Hitler. L'attacco è avvenuto solo qualche giorno dopo il tentato (e fallito) assalto dello stesso centro sociale di Milano.
L'azione fascista dell'altra notte è solo l'ultima delle provocazioni fasciste registrate in territorio lombardo nell'ultimo periodo, basti pensare alla devastazione del csa Barattolo di Pavia e all'aggessione di un suo militante del 18 marzo 2008.

Pubblichiamo qui di seguito la risposta diffusa dai compagni e dalle compagne del csa Vittoria in seguito all'attacco fascista:

Nella notte tra il 25 ed il 26 di marzo mani ignote, prive di cervello, hanno imbrattato completamente i murales del nostro centro con svastiche, croci celtiche e inneggiamenti al Duce ed a Hitler.
La volontà di questa fogna della storia era di crearci grossi danni, ed è per questo che abbiamo deciso, senza alcun vittimismo nè allarmismo di sorta, di far girare questo breve comunicato, anche perchè questa provocazione segue, solo di pochi giorni, il tentativo notturno, per fortuna non riuscito, di forzare il portone d'ingresso ed entrare nel nostro centro ed ancora avviene a pochi giorni di distanza dalla devastazione del Centro Sociale Barattolo e dall'aggressione ad un suo militante.
I danni ai murales sono stati già provvisoriamente riparati, togliendo così ai loro cuori neri di merda anche questa soddisfazione, ma riteniamo questa una grossa provocazione perchè s'inserisce pericolosamamente in un clima complessivo di revisionismo storico in cui il risorto neosquadrismo milanese rappresenta solo la punta dell'iceberg di una cultura dominante, assolutamente trasversale agli schieramenti politici che si contendono il primato elettorale, basata su politiche sicuritarie xenofobe e razziste che speculano sull'insicurezza strutturale provocata nelle classi subordinate dalle precarie condizioni di vita e di lavoro.
Rispediamo al mittente con disprezzo queste provocazioni rilanciando l'invito a tutti i compagni e le compagne d'intensificare la vigilanza, la presenza e l'attività politica e culturale territoriale unica garanzia per poter contrapporsi e schiacciare sul nascere ogni forma di presenza fascista, sessista e xenofoba.

I compagni e le compagne del Csa Vittoria


Un'altra provocazione per gli antifascisti milanesi arriva dal comune di Milano, nuovamente protagonista della cancellazione del murales dedicato a Dax, compagno milanese dell'ex centro sociale O.r.s.o. ucciso da mani fasciste il 16 marzo 2003. Murales fatto nella scorsa mobilitazione autunnale, dopo la cancellazione di quello storico disegnato in riva alla Darsena. Murales che andava quindi a rispondere alle provocazioni dell'amministrazione comunale ma che voleva anche ricordare il compagno Davide Cesare e il partigiano dei Gap Giovanni Pesce, scomparso recentemente. Il comune, approfittando delle vacanze pasquali, ha compiuto quest'ennesimo gesto di sprezzo verso la memoria antifascista della città.
"Opera di cancellazione" divenuta tendenza per la giunta del sindaco Moratti, dato che solo il 17 marzo scorso è stato fatto cancellare, dagli "addetti al decoro pubblico", anche il murales in onore di Dax ridipinto nelle scorse settimane in Darsena.

"Su ogni muro e in ogni strada, Dax vive"
antifa-milano.noblogs.org


 

Nazirock, viaggio nell'estrema destra ·

Inviato da autonomix | 25 Mar, 2008

Nazirock, viaggio nell'estrema destra ·

Un’opera di Claudio Lazzaro, già autore di Camicie Verdi sulla Lega Nord

Nazirock, viaggio nell’estrema destra

Il film distribuito dal 3 aprile dalla Feltrinelli con allegato un libro. Per capire prima di giudicare

Un documentario nella destra radicale, che in Italia ha un bacino di mezzo milione di voti. Consensi che, con questa legge elettorale, possono diventare determinanti per decidere chi governerà il Paese. Claudio Lazzaro, già autore di Camicie verdi (sulla Lega), ha girato Nazirock – Il contagio fascista tra i giovani italiani, film documentario di 75 minuti che verrà distribuito a partire dal 3 aprile dalla Feltrinelli Real Cinema, con allegato un libro con testimonianze di Furio Colombo, Antonio Pennacchi, Ugo Maria Tassinari e altri.

Lo spunto è il Campo d’Azione, raduno annuale di Forza Nuova, che si è tenuto a Marta, in provincia di Viterbo, nel 2006. Una sorta di Nashville di estrema destra, alla quale partecipano le bande di «rock identitario» ed esponenti delle formazioni radicali di mezza Europa. Nel film si mostra anche la manifestazione del centrodestra del 2 dicembre 2006 contro Prodi: tra gli oratori c’è Luca Romagnoli, leader della Fiamma Tricolore, che con Alessandra Mussolini e Roberto Fiore si è unito in un cartello di destra. Poi la telecamera torna sul palco di Marta, dove si alternano personaggi come Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, e Andrea Insabato, condannato per l’attentato al Manifesto. Si parla di «cataclisma multirazziale», di «uomo nuovo», di «caccia ai vigliacchi».

Il clip del film

«Ho il cuore nero»: viaggio dentro i raduni di Forza Nuova

Si sentono gli Hobbit cantare: «Ho il cuore nero, me ne frego e sputo in faccia al mondo intero». Si vedono i banchetti con i gadget: decalcomanie naziste, stemmi con la faccia di Hitler, immagini di Mussolini. Ma ci sono anche interviste ai giovani militanti di Forza Nuova, alcuni lontani dalla caricatura che spesso se ne fa, ragazzi che spiegano tranquillamente le loro ragioni di adesione al movimento. Lazzaro, che è stato a lungo un giornalista del Corriere della Sera, ha un punto di vista evidentemente critico, ma vuole soprattutto mostrare e raccontare quello che vede. E come dice nell’introduzione, citando Pasolini: «Con i fascisti, parlo soprattutto di quelli giovani, ci siamo comportati razzisticamente. Nessuno di noi ha mai parlato con loro o a loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del male».

Com​uni​cat​o di sol​ida​rie​tà al CSA​ BAR​ATT​OLO​ di Pav​ia

Inviato da autonomix | 22 Mar, 2008

Com​uni​cat​o di sol​ida​rie​tà al CSA​ BAR​ATT​OLO​ di Pav​ia

Il CSO​​A CLO​​RO ROS​​SO di Tar​​ant​​o esp​​rim​​e sol​​ida​​rie​​tà al CSA​​ BAR​​ATT​​OLO​​ di Pav​​ia per​​ la vil​​e agg​​res​​sio​​ne fas​​cis​​ta sub​​ita​​ il 18 Mar​​zo,​​ qua​​ndo​​ un gru​​ppo​​ di fas​​cis​​ti leg​​ati​​ a For​​za Nuo​​va ha fat​​to irr​​uzi​​one all​​'in​​ter​​no del​​ cen​​tro​​ e ha pes​​tat​​o sel​​vag​​gia​​men​​te e vig​​lia​​cca​​men​​te l'u​​nic​​o rag​​azz​​o pre​​sen​​te in que​​l mom​​ent​​o.

Il CSO​A CLO​RO ROS​SO rit​ien​e che​ la cul​tur​a ant​ifa​sci​sta​ deb​ba ess​ere​ rip​res​a e dif​fus​a con​ il mas​sim​o imp​egn​o e vig​ore​, in par​tic​ola​r mod​o in que​sto​ per​iod​o dov​e par​tit​i che​ si ric​hia​man​o ape​rta​men​te al fas​cis​mo com​e For​za Nuo​va o Fia​mma Tri​col​ore​ apr​ono​ tra​nqu​ill​ame​nte​ sed​i in tut​te le cit​tà ita​lia​ne nel​ più​ tot​ale​ sil​enz​io-​ass​ens​o da par​te del​le for​ze del​le dem​ocr​ati​che​ e, spe​sso​, anc​he tra​ que​lle​ del​la sin​ist​ra.

Nel​la nos​tra​ cit​tà,​ ci far​emo​ car​ico​ di ess​ere​ tra​ i pri​nci​pal​i pro​mot​ori​ di una​ con​tro​inf​orm​azi​one​ ant​ifa​sci​sta e ant​ira​zzi​sta​, aff​inc​hè pse​udo​-id​eol​ogi​e sco​nfi​tte​ dal tem​po e dal​la sto​ria​ non​ tro​vin​o mai​ più​ spa​zio​ nel​ pan​ora​ma pol​iti​co e nel​la soc​iet​à.

CSOA CLORO ROSSO

TARANTO

Assalto di Forza Nuova al CSA Barattolo

Inviato da autonomix | 20 Mar, 2008

Ieri sera alle 23.45 al CSA Barattolo una decina di squadristi di Forza nuova sono entrati incappucciati devastando parte del Centro Sociale, è l’ennesimo agguato dei fascisti di Forza Nuova nel Pavese, il terzo in pochi anni al Barattolo, mentre chi governa la città tace o forse ne approfitta.
L’intervista a Caio, CSA Barattolo.
-  [ audio ]

 

Alla fine è successo. Un anno fa avevamo denunciato i pericoli derivanti dall’apertura di una sede di Forza Nuova in città. Avevamo detto a chiare lettere che la scelta di aprire una sede di fianco al Barattolo, luogo simbolo dei valori antifascisti e già vittima di diversi agguati squadristi delle odierne camicie nere, non era casuale. Avevamo detto che Forza Nuova è una formazione fascista nell’ideologia e nella prassi poitica che fa del coltello e della spranga il proprio verbo. Queste denunce sono rimaste inascoltate da parte di chi avrebbe dovuto impedire che i nostri timori divenissero realtà.

Ieri sera alle 23.45 un gruppo di una decina di militanti di Forza Nuova incappucciati si è mosso dalla propria sede e, dopo aver sfondato il cancello d’ingresso del C.S.A. Barattolo, ha sradicato un parapetto del balcone dell’ex comitato di quartiere gettandolo nel cortile sottostante e ha abbattuto la vetrata d’ingresso utilizzando un mattone di cemento. Dopodichè hanno infranto il lunotto superiore dell’ingresso lanciando diverse pietre. Quando uno dei ragazzi presenti ha cercato di lasciare la struttura è stato circondato e malmenato da questo manipolo di nostalgici del duce. Le forze dell’ordine sono intervenute solo dopo 3 chiamate quando ormai gli autori di quest’”impresa” si erano già dileguati sul loro Doblò bianco. A rendere questo colpevole ritardo ancora più ingiustificabile si aggiunge un’altra considerazione: La prima volante arrivata in borgo ha deciso di non intervenire e aspettare i rinforzi al benzinaio del borgo per non mettere in pericolo l’incolumità del personale di polizia. Dov’è finita la solerzia e la risolutezza che in altri frangenti hanno mostrato i dirigenti di polizia minacciando di carica chi dimostrava pacificamente contro le iniziative di FN?

Ora, oltre ai vetri rotti e ai 15 giorni di prognosi di un ragazzo la cui unica colpa era di trovarsi dentro il Barattolo, rimangono molte domande senza risposta: come è stato possibile che sia avvenuto esattamente ciò che avevamo previsto e denunciato ancor prima dell’apertura della sede di FN senza che nessuna delle autorità preposte muovesse un dito per evitarlo? Com’ è possibile che gente che espone il busto del duce nella propria sede possa trovare agibilità politica in un presunto paese democratico che vieta, almeno sula carta, ogni forma di ricostituzione del partito fascista? Com’è possibile che dopo i lanci di mattoni alla cascina gandina, dove solo il caso ha impedito che donne e bambini rimanessero feriti, nessuno abbia preso provvedimenti?

Mentre a questi loschi individui veniva permesso di organizzarsi, fare proseliti e minacciare sistematicamente i più giovani partecipanti alle iniziative del Barattolo (obbligati a passare davanti alla loro sede), noi, coordinamento delle realtà antifasciste, abbiamo dovuto subire interrogatori in questura e un indagine della procura della repubblica di Roma per aver scritto nei nostri manifesti la verità: che Roberto Fiore, fondatore e finanziatore di Forza Nuova è un criminale implicato nella strage di Bologna (scampato alla pena solo grazie alla fuga all’estero dove ha creato un impero economico con la cassa della formazione di estrema destra “terza posizione”) e che Forza Nuova è il braccio armato della destra più estremista e xenofoba.

Un anno fa la questura impedì con la forza alla manifestazione del coordinamento antifascista di passare per le vie del borgo e raggiungere il Barattolo per protestare contro l’apertura della sede fascista; un anno fa il questore ci disse che l’apertura dellla loro sede era legittima finchè non avessero compiuto reati (benchè alcuni dei dirigenti fossero già stati condannati per fatti anaologhi a quelli dell’altra notte). Addirittura si ebbe il coraggio di proporci di trovare noi una sede alternativa in periferia cosicchè episodi come quelli di ieri sera rimanessero sepolti nel magma indistinto delle violenza di quartiere senza essere riconosciuti per quello che sono: agguati squadristi.

E domani cosa succederà? Saremo ancora disposti ad accettare che la saracinesca sotto i portici di Via dei Mille si alzi illuminando l’ennesimo rigurgito fascista?

Assemblea antifascista Giovedì ore 21.00

LE VICINANZE TRA ALLEANZA NAZIONALE E FORZA NUOVA

Inviato da autonomix | 9 Mar, 2008

LE VICINANZE TRA ALLEANZA NAZIONALE E FORZA NUOVA

A livello locale i due partiti (insieme alla Lega nel Nordest) si muovono uno di fianco all’altro, AN sostiene quando può le iniziative dei nazi/fascisti di Fiore per poi fingere di non conoscerli a livello nazionale.
In molte città li abbiamo visti chiedere agibilità per le loro iniziative del cazzo sulla Rsi, però come si dice verba volant scripta manent..
E poiché accà nisciuno è fesso vogliamo rendere noto uno scambio di scaramucce tra Forza Nuova e Azione Giovani di Milano qualche anno fa, il testo ci è stato mandato da un compagno che ha intercettato la posta e che evidentemente “s’immola” per la causa e si sorbisce le minchiate che i topi di fogna si scambiano nelle lettere..
E questo però secondo noi il modo di agire, anticipare le loro mosse, stargli addosso il più possibile e bloccarli ogni qual volta cacciano fuori la capa dal sacco !
Se considerate poi che a livello nazionale AN finge di non conoscerli neanche, questi suoi nipotini (Forza Nuova), riteniamo importante il testo sottostante soprattutto dove la rappresentante nazionale di Azione Giovani rinfaccia tutto quello che hanno fatto per i camerati di Fiore..
Per facilitare la comprensione gli scazzi nascono dal fatto che alcuni compagni sono andati a rompere le uova nel paniere ai banchetti di FN e AN e mentre i primi sono rimasti in piazza i secondi se ne sono andati ( o come preciserà l’esponente si Azione Giovani si “sono spostati”)

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO..
“Alla Posta di Forza Nuova
Posted by Roberta Capotosti on 2/11/2000, 15:39:46
All’”ignoto”autore di un messaggio tanto idiota, “quel coglione di Pilli” autore, per la cronaca, anche del manifesto affisso di notte (e poi chi è il codardo?!) sul portone della sede di Azione Giovani, voglio puntualizzare una serie di cose che farebbe bene a ricordare in futuro. Innanzitutto i fatti:
1) Azione Giovani non ha affatto levato “di gran fretta le bandiere ed il banchetto”, nè ha lasciato la piazza, è rimasta, come era suo dovere, a presidiare il suo banchetto posto al lato opposto della piazza.Un commento sui fatti: non credi che sbandierare ai quattro venti che avreste avuto bisogno dell’aiuto di Azione Giovani che tu, in ogni occasione, non perdi mai di etichettare con i peggiori epiteti, non vi fa fare proprio una bella figura nè, tanto meno, passare per eroi, termine che tanto bene si contrappone a “codardi”?
Un commento sullo stile: attaccare un manifesto sul portone ben dipinto, lordare l’ingresso svuotando il secchio della colla preparato con tanta cura da un certamente meticoloso militante di FORZANUOVA, non credi che sia una cosa di cattivo gusto?
Un commento su quello che AZIONE GIOVANI ha fatto per FORZANUOVA nel passato neanche troppo passato:
1) “Spingere” una richiesta in Comune per riservarvi l’utilizzo della Palazzina Liberty onde poter svolgere un concerto i cui proventi sarebbero andati esclusivamente nella vostra cassa
2) “Difendere” tale richiesta “scomodando” un Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale
3) Trovarvi un luogo alternativo dove poi avete regolarmente svolto il concerto, con un buon incasso!
4) Riservarvi uno stand alla Militalia ad un prezzo decisamente di favore, scomodando un deputato di Alleanza Nazionale
5) Fare votare dai ragazzi di Azione Giovani tutto il POLO nelle sedi istituzionali (leggasi tutti i Consigli di Zona di Milano) contro una mozione presentata da Rifondazione Comunista contro la vostra manifestazione dell’11 novembre e contro il vostro segretario regionale
6) Fornire il numero del cellulare di un Deputato di Alleanza al vostro segretario nazionale che con questo si doveva complimentare (e sottolineo complimentare) per un intervista fatta su comuni temi (e sottolineo comuni)...
...e tante, tante altre cose, magari di minor conto ma che vi hanno, in ogni caso, agevolato nella vostra azione politica…non credi che si possa chiamare INGRATITUDINE?
Un commento sulla grammatica…la TUA: “un altro” si scrive senza apostrofo.
Un commento sul passato…il TUO. Non ricordo di averti mai visto (io sono dodici anni che faccio politica!) quando, negli anni, i compagni ci hanno minacciato, deriso e malmenato in piazza San Babila e dovunque a Milano. Non ricordo di averti mai visto nel Movimento Sociale Italiano, anche se asserisci di essere stato iscritto e la cosa (ricordi?) non è dimostrata.
Un commento sul presente: non ti senti un po’”leccaculo” quando ai banchetti di FORZANUOVA porti i legnetti perchè un digossino sa che fai il falegname e te li ha chiesti? Non ti senti un po’”infame” quando riporti i fatti di cronaca al tuo segretario regionale artatamente contraffatti? Non ti senti un po’”meschino” quando fai azioni così poco rivoluzionarie contro chi, dal mattino alla sera e soprattutto da molti anni più di te, crede e combatte per quei valori nobili che tu, con il tuo maldestro operato, incarni così malamente.
Conclusione: hai tutte le caratteristiche di uno sbirro che fomenta gli animi per mettere contro persone che negli anni si sono sempre rispettate e spesso stimate.
Noi non ci prestiamo a questo tuo sporco gioco ma sappi che ti stiamo osservando…
La Dirigente Nazionale di Azione Giovani
Roberta Capotasti”

Amen !!

La prossima volta che Fini dice di non conoscerli gli mandiamo questo messaggio alla sede del suo partito vediamo se poi finge anche di non saper leggere

Botte, mazze e saluti romani assaltato pub a San Lorenzo ·

Inviato da autonomix | 2 Mar, 2008

Assalto Fascista a San Lorenzo

Botte, mazze e saluti romani assaltato pub a San Lorenzo

Fermato un giovane ultrà di destra. Nel blitz in via degli Etruschi anche uno striscione: “Vi terrorizzeremo”

Una spedizione punitiva con una ventina di ragazzi dell’estrema destra che hanno fatto irruzione, con mazze e coltelli, in un locale a San Lorenzo, abituale ritrovo di giovani di sinistra.
L’aggressione è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì (24-25/02/08). «Sapevano di trovare poca gente che avrebbe potuto rispondere all’attacco» sospetta Giuseppe Gugliotta, uno dei gestori del “Sally Brown” di via degli Etruschi. «Sono entrati verso l’una e mezzo del mattino – racconta Gugliotta – , quando stavamo per chiudere. Il locale era vuoto, c’era solo un gruppetto di cinque, sei clienti che chiacchieravano appoggiati alla vetrata esterna. E all’improvviso sono arrivati quei ragazzi, una decina, avevano i volti coperti con mascherine bianche. Hanno tirato fuori subito i bastoni. Contemporaneamente, altri otto sono entrati nel locale dove c’era solo il mio socio, dietro il bancone».
Il raid è continuato all’interno del locale, un piccolo spazio arredato con tavolini e sedie di legno e tappezzato da manifesti di band di sinistra. «Hanno rovesciato i tavoli e spaccato con i bastoni gli spillatori per la birra e molte bottiglia. Poi hanno rotto con alcune pietre i gradini sul retro e i vetri della porta d’ingresso». Per il gestore del pub, che racconta di aver già salvato il locale da un incendio doloso quattro anni fa, non c’è dubbio sulla natura politica dell’azione: «Sono sicuro che si tratta dell’ennesima azione legata a gruppi di estrema destra. Un paio di loro avevano anche uno striscione bianco in mano su cui avevano scritto con nastro adesivo “Vi terrorizziamo” e mentre spaccavano tutto urlavano: “Zecche maledette, fate schifo….».
A parte i danni al locale le lesioni riportate dai giovani nel locale sono state lievi. «Il mio socio è stato portato all’ospedale per una frattura alla caviglia – aggiunge il titolare del pub -. Ma poteva andare peggio ai ragazzi fuori dal locale: uno di loro ha riportato ferite alla testa per un colpo dato da una mazza, e quando hanno provato a difendersi sono saltati fuori anche i coltelli. Fortunatamente sono scappati quasi subito». Subito dopo l’assalto sono arrivate le macchine della polizia e dei carabinieri. Nella fuga però, uno degli aggressori è svenuto battendo violentemente la testa sul marciapiede ed è stato trasportato all’Umberto I dove è sorvegliato a vista dagli agenti. Secondo i primi accertamenti sarebbe un giovane legato all’estrema destra.

All’attenzione dell’A.N.P.I. e di tutti gli antifascisti

Inviato da autonomix | 14 Feb, 2008

All’attenzione dell’A.N.P.I. e di tutti gli antifascisti

Sentiamo l’esigenza di chiarire quanto accaduto in Piazza dell’Unità al termine del corteo “Rompiamo il silenzio”, che si è tenuto sabato 9 febbraio a Bologna. Un corteo che ha voluto riportare nelle strade temi importanti, quali la lotta alla repressione e la solidarietà. Solidarietà con chi viene arrestato perché di fronte a soprusi che reputa intollerabili non resta indifferente ma sceglie di mettersi in gioco e interviene.
La manifestazione si è conclusa in Piazza dell’Unità, dove sono stati bruciati un tricolore e una bandiera dell’unione europea, posti dietro ai due canestri del campo da basket.
Vorremmo precisare che il gesto non era intenzionalmente rivolto contro l’associazione nazionale partigiani, ma... se è stato bruciato il tricolore è perché per noi viene istintivo collegarlo con repressione e oppressione. Perché è la bandiera che “adorna” i carri armati delle truppe di occupazione. Perché è la bandiera che sventola davanti ai C.P.T., come quello di Via Mattei, posti in cui gli immigrati vengono rinchiusi per la sola colpa di non avere in tasca il pezzo di carta giusto. Perché è cucito sulle spalle di ogni carabiniere e di tutti coloro che portano una divisa, che oggi come allora sono soliti obbedir tacendo. Perché è cucito sulle spalle di troppi neofascisti.

Non volevamo bruciare una bandiera dell’A.N.P.I. abbiamo capito che erano state messe lì da voi solo troppo tardi. Mentre la notizia riportata dai giornali secondo cui anche la lapide sarebbe stata danneggiata è falsa, come poteva verificare chiunque si fosse recato direttamente sul posto.
Certo non volevamo e non vogliamo offendere chi ha combattuto con le armi contro i nazi-fascisti. Ci dispiace di aver provocato questo malinteso e per questo vi chiediamo scusa.

Invece non ci interessa minimamente chiedere scusa a chi starnazza sentenze sul senso civico, mentre approva le guerre e resta passivo di fronte allo stillicidio di morti sul lavoro. Crediamo che il fascismo non sia morto con la Liberazione, ma che sia implicitamente ed esplicitamente sopravvissuto nelle istituzioni di Stato. Per noi l’antifascismo non è finito, e la Resistenza non è solo una bandiera.

Coordinamento Rompere il Silenzio – Bologna, 10 febbraio 2008

1000 studenti dalle scuole romane contro il "bloccostudentesco"-fascista

Inviato da autonomix | 9 Feb, 2008
ANTIFASCISMO [antifa roma] 1000 studenti dalle scuole romane contro il "bloccostudentesco"-fascista


8 febbraio 2008 - Gli studenti e le studentesse antifasciste di Roma oggi hanno difeso la città dal corteo neofascista di bloccostudentesco, partendo con cortei non autorizzati dalle scuole, e arrivando a pochi metri dal loro corteo, ben protetto dalle guardie che infatti hanno fermati il corteo studentesco antifascista, schierandosi con caschi e scudi per fermarli. Il titolo del comunicato studentesco (qui di seguito) è dedicato al coro fatto dal blocco lungo la loro sfilata, "dove sono gli antifascisti?": tutt* gli/le student* antifascist* oggi erano dietro, davanti e attorno a loro, determinat* a fare capire che la feccia nera non ha spazio nelle scuole romane, mentre i fasciti sfilavano ben protetti dai loro protettori in divisa.

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DOVE SONO GLI ANTIFASCISTI?

Oggi duecento individui di un gruppuscolo studentesco dichiaratamente neofascista, accompagnato da un centinaio di trucidi militanti di fiamma tricolore, sfilavano blindati ed isolati dalla città in una trucida ed in parte comica sfilatina di apologia del fascimo.

Nel frattempo, in tutta la città la città gli studenti e le studentesse antifasciste portavano libreramente  per le strade il proprio modo di essere e di rapportarsi fuori da rapporti di prevaricazione, la proprio vitalità contrapposta agli ideali di morte e sopraffazione, la voglia di battersi per i diritti di tutti contro chi vorrebbe una "razza eletta di superuomini".

Oltre mille studenti, con i propri colori, il proprio essere, la propria vita - senza trucidi servizi d'ordine e senza slogan mortuari - sono partiti dal liceo virgilio e si sono mosso per tutto il centro storico, nei pressi di campo dei fiori, hanno attraversato largo argentina per poi giungere al ghetto, per segnare anche simbolicamente un legame con la storia della nostra città contro chi vorrebbe negare l'Olocausto e non condannare le leggi razziali.

Il corteo spontaneo si affacciava infine su Piazza Venezia, dove in modo surreale le forze dell'ordine impedivano agli antifascisti di proseguire per tutelare il corteo di fiamma tricolore che, secondo la nostra legislazione, sarebbe dovuto essere vietato.

Nel frattempp, oltre un centinaio di studenti si muovevano dal Tasso per giungere prima alla metro castro pretorio, e poi in piazza della repubblica, il cui stesso nome pochi minuti prima veniva infangato dalla presenza - rifiutata dalla città e dagli studenti e consentita solo dall'imponente schieramento di forze dell'ordine - di queste piccole camice nere al soldo dei soliti noti.

Nel corso delle iniziative, con i megafoni, con i volantini, con i fumogeni, con i manifesti abbiamo denunciato chi sta provando a diffondere una cultura di prevaricazione, xenofobia e intolleranza nelle scuole, anche arrivando a strumentalizzare la storia per i propri biechi scopi.

Lo abbiamo fatto con la approvazione ed il sostegno di quanti abbiamo incontrato, anche nei momenti in cui veniva rallentato o bloccato il traffico. Lo abbiamo fatto senza bisogno di essere protetti dai reparti antisommossa.

"Dove sono gli antifascisti?" scandivano in un ridicolo slogan i piccoli fiammisti lungo via cavour, tanto per ribadire il loro essere fascisti.

Gli antifascisti erano dietro di loro, su piazza esedra ed in tutti i dintorni. erano avanti a loro, affacciati a piazza venezia e in tutta la zona circostante. erano negli striscioni e nelle iniziative oggi in moltissime scuole di roma. sarebbe bastato mettere fuori la testa del cordone di polizia da cui si facevano scortare per vedere antifascisti tutto intorno, in tutta la città.

Ma, sopratutto, gli antifascisti sono tutti i giorni nei territori, nelle scuole, nelle facoltà. nell'associazionismo, nei centri sociali, nelle autogestioni e nelle occupazioni delle scuole. nelle battaglie contro la devastazione ambientale o per una scuola diversa, nelle iniziative per la memoria, nell'indignazione singola e collettiva per tutti i soprusi, nell'essere collettivo e sociale della città. nel corpo vivo della città di roma che, ancora una volta come dimostrato oggi, rifiuta e disprezza la cultra e la pratica fascista.


Precisiamo, inoltre, che:

- in merito al presidio di alleanza nazionale fuori dal teatro brancaccio, ribadiamo che nessuno contesta iniziative storiche sulle quanto accaduto nella zona giuliano dalmata - semplicemente, quella era una kermesse propagandistica senza alcun valore di storia e memoria organizzata oltretutto da un organismo non valido in quanto eletto con brogli ed intimidazione nonchè con la presenza di liste dichiaratamente neofasciste

- troviamo surreale la pratica del "inventiamoci un numero" a proposito dei partecipanti alle manifestazioni - fiamma tricolore dichiare duemila manifestanti quando in effetti i partecipanti erano 365, alleanza nazionale dichiara mille partecipanti davanti al brancaccio quando in effetti erano 180 - con questo criterio, potremmo dichiarare 10.000 partecipanti - tuttavia, questi comunicati stampa partitici pieni di invenzioni non appartengono alla nostra pratica e non ci interessano

- abbiamo inoltrato un invito al teatro brancaccio, se intende confermare l'intenzione espressa oggi di organizzare nelle prossime settimane una nuova occasione di dibattito sulle foibe, di offrire tutta la nostra collaborazione, a condizione che lìevento non sia promosso da un organismo non valido quale è la consulta degli di roma (attendiamo peraltro ancora in merito la risposta ai diversi esposti presentati) e veda la partecipazione di storici ed intellettuali di comprovata autorevolezza
 
- denunciamo infine i tentativi di aggressione, respinti e pertanto falliti, all'ingresso dei licei kennedy, mamiani e tasso, che ben indicano le pratiche di questi soggetti
 
- esprimiamo solidarietà all'ANPI, allo storico Alessandro Portelli, all'on. Russo Spena, a Fabio Nobile ed al consigliere Adriano Spera oggetto di squallidi attacchi, e persino minacce su internet, da parte dell'estrema destra per aver avuto il coraggio di dire una parola chiara su quanto accade in questa città
 
 
 Studenti e studentesse antifasciste di roma
 


Sito Internet: isole.ecn.org/antifa

RENATO BIAGETTI:NEGATA L'AGGRESSIONE FASCISTA..FU SOLO UNA RISSA

Inviato da autonomix | 21 Nov, 2007

Non un omicidio con una chiara matrice politica, ma una banale rissa tra «balordi». Quattro mesi dopo la sentenza che ha condannato il 19enne Vittorio Emiliani a 15 anni di carcere per l'omicidio volontario di Renato Biagetti, il gup Giovanni Giorgianni ha reso note le motivazioni di quella decisione. E la lettura del provvedimento ha suscitato dubbi e rabbia nella famiglia e negli amici del giovane assassinato nell'agosto del 2006 lungo il litorale romano. «Le motivazioni insultano la memoria di Renato e non chiariscono la ricostruzione dei fatti», affermano all'unisono quanti in questo ultimo anno si sono battuti per ristabilire l'esatta versione di ciò che è avvenuto quella notte.

Biagetti, 26 anni, fu ucciso con 8 coltellate fuori da un locale di Focene per mano di due giovani ragazzi del posto, di cui uno maggiorenne (con celtica tatuata sul braccio) e uno minorenne. «Tornatevene a casa vostra» gridarono i due aggressori al giovane romano e ai suoi amici. Un avvertimento ben scandito che ha portato alla sua morte e al ferimento di un altro ragazzo, Paolo Berardi, accoltellato vicino ai polmoni.
Chiarezza su quella vicenda non è mai stata fatta e nelle aule dei tribunali la verità sembra addirittura allontanarsi. Per il gup si trattò di una rissa finita male perché qualcuno dei litiganti aveva con sé il coltello. Una ricostruzione contestata dai compagni di Biagetti: «Non ci fu nessuna colluttazione tra due gruppi - ribadiscono - la violenza è stata unilaterale». Anche il collegio difensivo, composto dagli avvocati di parte civile Arturo Salerni, Maria Luisa D'Addabbo e Luca Santini, si dice «insoddisfatto»: «Se da una parte emerge un chiaro e incontrovertibile dolo diretto di Emiliani, dall'altra non viene fatta luce sulla vicenda». Con questa sentenza il rischio di stravolgere la verità affossando definitivamente il processo è alto. «Ancora non si è fatta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali», dice Arturo Salerni, riferendosi alla leggerezza sulle indagini rispetto alla ricerca delle armi del delitto («Non è mai stato trovato il secondo coltello che per noi è stato utilizzato dal minore») e alla mancata verbalizzazione dei carabinieri di Ponte Galeria delle ultime parole dette da Renato in ospedale. Cosa che un agente ha fatto con quasi un anno di ritardo. Eppure tale verbale assume un ruolo probatorio centrale nell'articolazione delle motivazioni del gup.

Al contrario non viene dato adito alla ricostruzione di Laura Lombardelli e Paolo Berardi, aggrediti insieme a Biagetti quella notte. In base alla loro testimonianza il minorenne G. A., in attesa di giudizio al tribunale minorile e che con queste motivazioni esce «pulito», «colluttò per la maggior parte del tempo con Renato scappando completamente sporco del suo sangue». Tesi pare confermata dalla prognosi dell'ospedale che ha evidenziato ferite sul corpo di Biagetti sia davanti che dietro, come fosse stato colpito su due fronti contemporaneamente. «Laura e Paolo hanno fornito versioni dei fatti coerenti e precise fin dall'inizio, eppure le loro testimonianze vengono screditate», denuncia con sdegno Cristiana del centro sociale Acrobax, che continua: «L'obiettivo dei due imputati era quello di aggredire e allontanare dal proprio territorio chiunque fosse di sinistra o di una cultura alternativa». Insomma il movente politico sembra palese per tutti. Ma non per il giudice che già durante l'istruttoria aveva cercato di escludere il connotato politico, rifiutando la richiesta di costituzione di parte civile di Anpi e Comune di Roma.

«Non è dalle aule di tribunale che uscirà mai la verità sull'omicidio», commenta Stefania, la mamma di Renato, che denuncia le omissioni e i depistaggi in cui è avvolto il processo, nonché il clima fascista e intollerante in cui è maturato l'omicidio. Intanto l'avvocato Santini annuncia di voler procedere contro il minore in sede civile, per un risarcimento e perché «quella sede servirà per fare piena chiarezza sui fatti». Le associazioni nate dopo l'uccisione di Biagetti, «I Sogni di Renato» e «Mamme contro il fascismo», si preparano a mantenere alta l'attenzione e a promuovere iniziative in suo ricordo. A partire dall'inaugurazione di una sala prove musicale e una partita di rugby «antifascista».crash