Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato al Pigneto ·

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008

ROMA – Pestaggio neonazista a Roma. Aggredito un extracomunitario del Bangladesh nel quartiere del Pigneto. L’uomo, che gestisce un bar, è stato pestato da una banda di una decina di giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario colpendolo con violenza e urlando. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.
da Repubblica


 

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica
ha distrutto le vetrine di due alimentari e un call center
Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario
Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario

Il quartiere Pigneto
ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con il segno della svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari ed le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro locale di alimentari e la vetrata di un portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Partigiani Italiani.

Il quartiere, a metà anni ‘90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato ad essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

“Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare” è la prima reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

ANCORA NAZIFASCI A PESCARA

Inviato da autonomix | 21 Mag, 2008

Non se ne puo' piu' di svastiche sui muri, non basta sbarrarle perche' l'ideale che si trova dietro di esse continua ad esserci, anzi e' sempre maggiore, si espande come un virus maligno in quanto ragazzi che desiderano un alternativa alla monotonia della nostra provincia vedono come unico spiraglio di luce il fascismo, in quanto solo con esso vengono in contatto e vi cedono debolmente.

Ma il marciume di questa mela va asportato alla sua base. Come si puo' privilegiare un colore di pelle rispetto ad un altro? Come si puo' usare la violenza sul diverso in quanto diverso o per convincere altri individui che la pazzia di nome razzismo sia giusta? Come si puo' rendere onore a chi ha ammazzato per il potere? Eppure cio accade, anche nella provincia di Pescara, ma troppo spesso passa inosservato, ed un locale di nome RockHouse che si trova a pescara ( http://www.rockhouseclub.net/ ) ha concesso ai fautori di questo scempio di fare una serata in gran stile nazista, e come solo dei meschini sanno fare, stanno tentando di tenere nascosto il tutto, ma purtroppo per loro hanno farro qualche passo falso cosi' noi siamo venuti a saperlo.

Suoneranno: Legittima offesa, hate for breakfast, bad fate, Killer sorpresa, Hail Victory

Sito di riferimento(dato che il rock house lo tiene nascosto): http://www.odiatiefieri.com/concerti.htm

E' ora di smetterla con l'indifferenza e la sottomissionem non deve accadere che degli ideali cosi' marci siano accettati, non deve piu' accadere che ragazzi alternativi vengano minacciati e menati in giro da un gruppo di nazisti senza scrupoli ne' senno, nessuno puo' permettersi di negare la liberta' altrui, e sto concerto al rock house non s'ha da fa!!!

ESPRIMI IL TUO DISSENSO A CHI DA LA POSSIBILITA' A DEI NAZIFASCISTI DI FARE UN CONCERTO A PESCARA, CONTATTANDO VIA MAIL: rockhouseliveclub@libero.it
E TELEFONANDO A: CLUB MANAGEMENT: 3291167376 (FRANCO)
BANDS MANAGEMENT 3475591730 (DONATELLO)
PUBLIC RELATIONS: 3396787308 (ENRICO) www.myspaces.com/hanrykane77

Potete copiare e incollare il comunicato che avete appena letto(esclusi i loro contatti), o meglio scrivere qualcosa di vostro(ognuno ha qualcosa da dire contro un'iniziativa cosi' disgustosa!) Oltre a contattare il RockHouse inoltrate a tutti i vostri contatti di posta elettronica l'intera e-mail ( copiando e incollando in un nuovo messaggio); solo cosi' la posta elettronica del rockhouse sara' letteralmente assediata e i loro telefoni riceveranno centinaia di telefonate di protesta e si otterra' cio' che vogliamo: non permettere la festa a chi da festeggiare non dovrebbe avere nulla!

A TORINO MANIFESTI LEGA INNEGGIANO AI 5 NAZI: “SONO FALSI”

Inviato da autonomix | 18 Mag, 2008

VERONA/ Deputati piemontesi del Carroccio: “Fatto grave”
postato 7 giorni fa da APCOM

 

Roma, 10 mag. (Apcom) – Dei manifesti con la scritta ‘Solidarietà ai cinque di Verona, li chiamano naziskin…sono eroi padani!’, firmati Lega Nord Padania, sono apparsi questa mattina su molti muri di Torino: in un comunicato congiunto però i parlamentari piemontesi del Carroccio, Elena Maccanti vice segretario provinciale di Torino, Stefano Allasia segretario provinciale torinese e il capogruppo al Comune Mario Carossa, respingono “qualsiasi tipo di responsabilità in merito” e si dissociano “dal contenuto di quei manifesti”.

“L’affissione abusiva in città di manifesti falsi con il nostro simbolo, inneggianti il grave episodio avvenuto a Verona, è un fatto di una gravità inaudita”, scrivono nella nota, “ci dissociamo dal contenuto dei manifesti: non avendo altri argomenti qualcuno cerca d’infangare la nostra immagine attribuendoci opinioni ed affermazioni che non abbiamo mai espresso e che mai esprimeremo”.

“Abbiamo sporto denuncia, ci auguriamo che questi episodi possano concludersi velocemente perché nella nostra città stanno diventando sempre più frequenti”, concludono i rappresentanti della Lega.
———————
nota nostra:

falsi? ... sara’... pero’ non possiamo non far caso che la lega nord di torino ha come suo piu’ illustre rappresentante tal Borghezio Mario noto alle cronache per le sue passate e presenti frequentazioni nazifasciste (da Ordine Nuovo a Forza Nuova) per cui non farebbe meraviglia scoprire tra i suoi sostenitori gli autori di questi manifesti

Maggio 2008: Fascisti uccidono!

Inviato da autonomix | 13 Mag, 2008

Il 1 maggio a Verona 5 neofascisti uccidono un ragazzo a calci e pugni: un OMICIDIO POLITICO in piena regola. La questura veronese e la stampa locale e nazionale nel frattempo si affrettano a diffondere una ricostruzione dei fatti che vuole accreditare la versione di una rissa per futili motivi, la cui motivazione è da cercare nelle logiche del 'branco' e nel vuoto di valori dell'odierna società. Tutto questo è FALSO! Gli squallidi personaggi in questione sono appartenenti ad organizzazioni dell'estrema destra locale (uno addirittura si candidò nelle liste di Forza Nuova), già protagonisti di numerose aggressioni negli ultimi due anni.

La morte di Nicola Tommaselli è un OMICIDIO POLITICO, maturato nel clima di intolleranza che si vive nelle strade di Verona e tante altre città: un clima di intolleranza fomentato dalle campagne della stampa e dei politicanti di destra e sinistra che agitano la questione della sicurezza, chiedendo ORDINE e REPRESSIONE, diffondendo ed alimentando ad arte i sentimenti di paura e discriminazione del diverso, che si tratti di un immigrato, un mendicante o un omosessuale. Un clima che ha LEGITTIMATO silenziosamente le azioni infami di questi assassini, come legittima i roghi notturni ai campi Rom o le ronde di solerti cittadini alla ricerca della loro legalità.

Un OMICIDIO POLITICO per natura e matrice, non certo un episodio casuale.
Un'aggressione che ricalca tristemente quanto accaduto in questi ultimi anni a Milano e a Focene (Roma), con gli omicidi di Dax e Renato Biagetti: omicidi frutto del diffondersi di una mentalità xenofoba e intollerante in cui l'IDEOLOGIA FASCISTA trova spazio per proliferare e creare aggregazione. E' nostro preciso compito tornare a combattere con determinazione rigurgiti di FASCISMO e RAZZISMO: nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle strade e ovunque questi si ripresentino, nel silenzio connivente dell'opinione pubblica, costruiamo e organizziamo l'azione antifascista!

IL TEMPO DELLE PAROLE E' FINITO!

CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 17 MAGGIO
ore 15.00 - Stazione Porta Nuova / Verona

treno antifascista da Milano: 10.30 stazione centrale

assemblea antifascista

ANCORA NEONAZISTI IN AZIONE A VITERBO

Inviato da autonomix | 13 Mag, 2008
In casa del 14enne arrestato, simboli e scritte che inneggiano alla destra estrema
Nel rituale di iniziazione, una svastica sul volto della vittima e bruciature di sigaretta

Viterbo, bruciò capelli al compagno
"Trovati nel pc filmati neonazisti"

Nella banda anche una ragazzina che frequenta la stessa scuola della vittima


<B>Viterbo, bruciò capelli al compagno<br>"Trovati nel pc filmati neonazisti"</B>

VITERBO - Scene che inneggiano al neofascismo; marce militari; simboli nazisti. Nei computer del quattordicenne di Viterbo arrestato per aver bruciato i capelli ad un compagno di scuola, c'era tutto questo e altro ancora: "Una gran quantità di materiale neonazista", dice la Polizia.

IL VIDEO - LE FOTO

Tra i simboli e le scritte neonaziste scaricate dall'adolescente da internet, ce ne sarebbero alcune "direttamente collegate alle sevizie inferte al ragazzo". In particolare gli specialisti della polizia hanno scoperto una versione integrale del filmato che era sui telefonini. In quelle immagini, il bullo e i suoi due amici poco più che 13enni, prima di bruciare i capelli al coetaneo, disegnano con un pennarello una svastica sulla fronte della vittima. Nel computer sono stati trovati anche filmati scaricati da internet che riprendono cariche dalla polizia, scene inneggianti al neonazismo e al neofascismo con sottofondo di musiche sullo stesso tema.

Forse nel gruppetto di aguzzini c'era anche una ragazzina, una compagna di scuola che avrebbe più o meno la stessa età del quattordicenne "capobanda" rinchiuso in una comunità alloggio. Gli investigatori l'hanno già individuata.

La svastica disegnata, le cicche spente sul braccio, il fuoco ai capelli, era un rituale per entrare nel gruppo di destra QdS, Questione di Stile. "Gente che mena", spiega un tredicenne che conosce il gruppetto di estremisti. "Gente che provoca, che va allo stadio ma cerca la rissa a tutti i costi".

La vittima frequenta la stessa scuola media Pietro Vanni dei suoi aguzzini, un istituto al centro di Viterbo. E' un ragazzo mite e schivo, allevato soprattutto dal nonno, di famiglia molto modesta. La sua caratteristica fisica più evidente è proprio la capigliatura, riccia e folta, contro cui i tre si sono accaniti. Nel breve filmato che registra le sevizie al quindicenne, le voci fuori campo annunciano tra le risate: "Adesso te li tagliamo", e per tre volte il "gioco" si ripete. Il ragazzino spegne freneticamente a manate le fiamme alte anche 30 centimetri, ma gli aguzzini continuano tra un coro di risa e insulti. L'odissea si conclude con un paio di sigarette spente sulle braccia che lasciano ustioni profonde, ancora visibili a distanza di oltre quaranta giorni.

Il tempo delle parole è finito! Verona 17 Maggio

Inviato da autonomix | 10 Mag, 2008

Comunicato antifascisti/e veronesi

 

Manifestazione 17 maggio verona

 .

E’ ora di fermare il fascismo, sconfiggerlo si può e si deve! Lanciamo un appello a tutte le realtà antifasciste, per la costruzione di un corteo autorganizzato e autodifeso, alla manifestazione nazionale antifascista del 17 Maggio a Verona. Dopo la morte dell’ennesimo ragazzo assassinato dai fascisti, è il momento di dare una risposta fuori dal coro, degli “educatori pacifici pacificati” e dei “circhi” mediatici sciacalli di professione. In una città dove s’invoca una sicurezza razzista e poliziesca nei confronti d’immigrati, diversi, e non allineati a questo sistema di sfruttamento e repressione, si continua a morire di fascismo. In queste città si continua a morire nei posti di lavoro per ingrassare la ricca casta imprenditoriale genitrice degli stessi nazifascisti che poi di notte uccidono, accoltellano, e aggrediscono. Dove c’è profitto c’è sfruttamento, dove c’è sfruttamento ci sono schiavi da reprimere! Crediamo nella necessità di riportare nelle strade di Verona L’ANTIFASCISMO, che da decenni le istituzioni di destra e sinistra tentano di cancellare con revisionismi d’ogni tipo. In loro è troppo forte la paura che rinasca una coscienza libera e antiautoritaria, nella società veronese, ormai omologata e supina alle mentalità del profitto e del razzismo. Questo corteo non accetterà alcuna provocazione interna o esterna. Non accetteremo nessuna strumentalizzazione dalla stampa asservita, la quale da quando è stato assassinato Nicola, continua nel suo servile lavoro di disinformazione e costruzione di un alibi, per i “poveri” giovani fascisti, in fondo “vittime” anche loro di questa “dissennata” società. Questa è la tesi che stanno definendo assieme a questura, prefettura, politici, e chiesa. Non ci interessano i piagnistei ipocriti della cittadinanza silenziosa, che con la sua mentalità gretta e da “borghese di provincia”, ha creato le basi e la tolleranza per questi assassini, come pensiamo siano squallide e complici le figure dei politicanti sinistri veronesi e non. I vari Valpiana, professionisti della solidarietà parolaia a destra e a sinistra, per non scontentare nessuno, sono sempre pronti a dare solidarietà ai nazisti come Castorina e Mancini o ai carabinieri e alla polizia nelle loro “favolose” operazioni contro compagni/e e antifascisti/e, che quotidianamente lottano per una società libera . Non credano neppure di avere agibilità e parola gli sciacalli politici alla Welponer e loro sconfitti partiti politici, che per anni nei salotti della politica bene, hanno “filosofeggiato”, mentre il fascismo si organizzava apertamente aggredendo, accoltellando e assassinando per le strade compagni/e e chiunque non fosse allineato alla loro infame mentalità. Se pensano di cavalcare l’onda per accaparrarsi qualche voto utile alla loro misera esistenza, hanno sbagliato di grosso! Forza Nuova nelle ore seguenti all’omicidio, in un ignobile tentativo di camuffare la realtà ha diffidato chiunque ad associare al partito i cinque assassini.

Il camerata bastardo Federico Perini si è presentato alle ultime amministrative come candidato del partito neofascista di Forza Nuova!! Chi parla di antifascismo solo in termini di cultura contro la violenza è in malafede come chi considera questi infami atti solo fenomeni sociologici di disadattamento giovanile.

 L’antifascismo è culturale ma anche pratica quotidiana nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle strade.

 Il tempo delle parole è finito.

Antifascisti/e veronesi.

Concentramento ore 15:00 di sabato 17 Maggio Stazione Porta Nuova Verona

A proposito dei fatti di Verona

Inviato da autonomix | 9 Mag, 2008

 

Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s'incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all'aperto.

Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?

Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.

Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all'aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome ("bivacco") e un destino (la repressione) ben segnati.

Un tale non-mondo – cos'altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.

Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l'assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c'è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c'è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.

Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l'indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.

Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.

Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.

Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un'offensiva per riprenderci la vita.

Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona

Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.

anarchici di Verona, Rovereto e Trento

 

 

Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un'ulteriore riprova della stessa. Una normalità che uccide, una normalità da debellare.

Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007. Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all'indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica. C'è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova». Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l'ottava circoscrizione.

Laura Eduati

Liberazione 08/05/2008

FASCISTI ASSASSINI

Inviato da autonomix | 7 Mag, 2008

Dopo il pestaggio a Verona da parte di un gruppo di neonazisti, che ha portato alla morte di Nicola, invitiamo tutt* i compagn* antifascisti e sensibili a quanto accaduto all'assemblea pubblica Mercoledi' 7 Maggio alle 21.30 presso la cascina Torchiera Cimitero Maggiore per discutere della situazione e per organizzare immediate iniziative pubbliche.

 

 Dagli antifascisti milanesi la massima solidarietà ai familiari ed agli amici di Nicola.

 

 Per non dimenticare tutti i compagni e gli amici ammazzati, per averli sempre nel cuore!

@Torchiera h.21.30 Mercoledi' 7 Maggio P.za Cimitero Maggiore Tram 14 - Metro Uruguay

Morto Nicola Tommasoli, è omicidio fascista!

Inviato da autonomix | 6 Mag, 2008
[Verona] . Fini: "l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino"

Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato da alcuni fascisti la notte del primo maggio è morto. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione iniziato dopo l’assenza di attività cerebrale. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Mentre i media continuano a parlare di futili motivi, quello che è un omicidio fascista, il neo presidente della Camera Gianfranco Fini dagli studi di Porta a Porta, giudica l'omicidio di Nicola di rilevanza minore rispetto ai fatti di Torino e la dimostrazione delle bandiere d'Israele bruciate ad opera del Network Antagonista Torinese. La testimonianza: “Erano delle bestie”. Al tg Studio Aperto, uno dei due amici che era con la giovane vittima ha raccontato il pestaggio. “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi – ha aggiunto – uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perchè ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti – ha aggiunto – ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì – dice l’amico, riferendosi alla rianimazione – si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.

Due latitanti. Fermati nella notte altri due neofascisti coinvolti nella brutale aggressione. Avrebbero ammesso le loro responsabilità convincendo la magistratura a trasformare il fermo in arresto nel carcere veronese di Montorio. Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, catturati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri di distanza da Verona. Ieri si era costituito e aveva confessato Raffaele Dalle Donne, un estremista di destra già noto alle forze dell'ordine per episodi di violenza. Gli altri due componenti del gruppo non ancora arrestati sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Pero e Tabuio, risultano fuggiti all'estero con l'auto della madre di uno di loro, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese.

I futili motivi. I media nazionali continuano a parlare di "futili motivi", di una sigaretta negata, ma persino dalla testimonianza di uno degli amici di Nicola si evince che la famosa sigaretta era solo un pretesto per un'aggressione di gruppo, infame e brutale come solo un branco di fascisti sa compiere. Il voler continuare a sminuire un omicidio di matrice politica risulta una strategia abile per non far crescere la tensione e la solidarietà antifascista. Persino lo stadio viene utilizzato per celare la matrice politica, mascherando al frequentazione saltuaria degli assini alle iniziative del Veneto Fronte skinhead, preferendoli ultras. La curva del Verona, le brigate gialloblu' sono proprio questo infatti un connubio di neofascismo, neonazismo e ultras, tenuti insieme dalla matrice politica del gruppo nota per le sue esternazioni e aggressioni politiche nei confronti di curve giudicate di sinistra.

Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera - "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".

sono in elaborazione alcune iniziative, seguiranno aggiornamenti

 



leggi anche:
Aggressione fascista a Verona, ragazzo ridotto in coma. Si costituisce un aggressore



Comunicato degli antifascist* veronesi


Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nuova ha pestato brutalmente un ragazzo di 29 anni di nome Nicola riducendolo in fin di vita e in coma irreversibile. L’unica “colpa” del ragazzo è stata quella di rifiutare una sigaretta e non accettare l’atto arrogante e intimidatorio dei 5 neofascisti, un pretesto già usato in altre aggressioni per dare il via al pestaggio. Queste squadracce di nazi fascisti è oltre 3 anni che scorrazzano impunemente per il centro di Verona aggredendo, picchiando, derubando e accoltellando chiunque sia “diverso” : l’immigrato, il comunista, l’anarchico, quello con i capelli lunghi o con l’orecchino…. l’importante è fare “pulizia” nella “loro” città. La loro ferocia è rivolta a chiunque non entri nei loro canoni estetici o non sia immediatamente pronto ad abbassare lo sguardo e cambiare velocemente marciapiede al loro passaggio. Ricordiamo che da anni sono avvenuti pestaggi a danno di compagni/e, accoltellamenti a militanti antifascisti e una miriade di aggressioni e furti a ragazzi e ragazze solo perché avevano un Kebab in mano o perché semplicemente non gli piacevano ed erano nel “loro” territorio. La polizia, e in primis i carabinieri di Verona con la complicità della stampa e della televisione asservita e obbediente, per tre giorni hanno tentato in tutti i modi di coprire la matrice politica di estrema destra e hanno materialmente dato la possibilità ai fascisti assassini di poter scappare all’estero e nascondersi.
Questa continua copertura a Forza Nuova, a Fiamma Tricolore, Veneto Front, altri infami nazi fascisti e beceri razzisti, a Verona, è possibile grazie ad una serie di coperture date dal fatto che una buona parte di questi lerci individui appartengono a quella che viene definita verona bene, l’elite della verona che sfrutta e produce. Con l’avvento del sindaco Tosi i paladini della verona pura hanno trovato piena legittimità vedendo lo stesso aprire i loro cortei segnati da slogan neonazisti e a selve di braccia tese. Gli slogan lanciati dallo stesso sindaco Tosi e la sua cricca fascista che lo appoggia e lo sostiene anche in consiglio comunale con Andrea Miglioranzi e vari fascisti ripuliti di Alleanza Nazionale, non sono altro che l’appoggio a queste infami squadracce, che hanno il compito di ripulire dove polizia e i vari sgherri al soldo dello stato e del comune non possono arrivare. Questo delirio sicuritario delle ronde e delle squadracce è figlio della mentalità Leghista e dell’estrema destra che ha sempre sostenuto attivamente il sindaco Tosi. Queste aggressioni e l’assassinio di Nicola rispondono alla mentalità leghista e fascista che ormai da anni ha sviluppato la maggior parte dei “bravi” e “onesti” cittadini veronesi, che con sbirri, prefetti, e istituzioni locali, hanno dato carta bianca a questi gruppi di nazisti balordi, in nome della sicurezza e della “pulizia cittadina” e dell’eliminazione di ciò che non è uniforme.
Le istituzioni e le sinistre revisioniste riformiste hanno creato questi mostri che si sentono investiti del potere di stabilire le regole nelle città, dove la parola sicurezza significa persecuzione del diverso, mentre nello stesso territorio quella che manca è la sicurezza sul posto di lavoro, che porta a continue tragiche morti, per il profitto della classe padronale dalla quale provengono gli stessi assassini fascisti di Nicola.
Morire ancora per mano fascista ad oltre sessant’anni dalla liberazione non deve essere tollerato! Ci appelliamo a tutte le realtà antifasciste ad autorganizzarsi per stroncare queste formazioni fasciste che tutt’oggi aggrediscono ed uccidono.

Seguiranno informazioni.

ANTIFASCISTI/E VERONESI

Ragazzo massacrato dai fascisti a Verona. E' morto Nicola!

Inviato da autonomix | 5 Mag, 2008
Un 19enne si è presentato in questura con il suo avvocato
Il legale: lite degenerata, i genitori distrutti da una situazione spaventosa

Ragazzo massacrato a Verona
confessa un ultrà neofascista

Identificati altri due dei cinque aggressori: sono già fuggiti all'estero
Ancora gravissime le condizioni del 29enne vittima del pestaggio


<B>Ragazzo massacrato a Verona<br>confessa un ultrà neofascista</B>
VERONA - Un giovane ha confessato di essere uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di 19 anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso "piena confessione". E' un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.

L'avvocato del diciannovenne parla di una lite degenerata e sostiene che il suo assistito, che frequenta il liceo classico, non intendeva uccidere. Il legale aggiunge anche che il padre e la madre del giovane "sono distrutti da una situazione spaventosa".

Sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. "Sono realista non voglio illudermi - dice il padre - "i medici dicono che c'è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare". Secondo fonti sanitarie, domattina inizierà il periodo di osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale. Se non dovesse farcela, chi lo ha picchiato potrebbe essere accusato di omicidio volontario o preterintezionale.

Il gruppo di neofascisti. La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all'estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.

E' stato proprio indagando su "ambienti politicizzati" della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell'ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio.

Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l'associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all'episodio. "Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda" ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. "I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova". Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, "prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili".

Anche il "Veneto Fronte Skinheads" nega di essere coinvolto. "Il ragazzo - afferma il presidente Giordano Caracino - dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento". "Noi - aggiunge -prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto".

Aggressione fascista a Verona, ragazzo ridotto in coma. Si costituisce un aggressore


|Verona, 4 maggio|
Nella città del sindaco-sceriffo Tosi, ultimamente impegnato sul fronte dell'istituzionalizzazione delle "ronde per la sicurezza" che prenderanno il nome (da settembre 2008) di "assistenza civica", un altro fatto di intolleranza e violenza ha riempito le cronache cittadine, ed ora, anche nazionali. Nicola Tommasoli, ventinovenne disegnatore industriale di Negrar, nella notte del primo maggio, è stato aggredito da cinque individui nel centro storico scaligero mentre era in compagnia di amici. Nicola ha avuto la peggio, entrando in coma irreversibile.

Le notti nere di Verona
Da oramai un mese a questa parte si fà un gran parlare di temi come quello della sicurezza, superando ogni limite, imbastendo campagne strumentali e pericolose. Verona è una delle città simbolo di questo vociare, con il suo sindaco leghista in prima linea contro qualsiasi soggetto o gruppo non conforme allo stile di vita "del Veneto che lavora". Nicola Tommasoli è stato pestato, sembrerebbe, perchè si sarebbe rifiutato di offrire una sigaretta. Il sindaco Tosi nei giorni scorsi ha minimizzato l'accaduto, la non presenza della variabile "migrante" rende il tutto indegno di nota.. Oggi emerge infatti la caratura fascista del gesto, aprendo contraddizioni innanzitutto in seno al comune: ma come gli "ordinati fascisti" spesso a braccetto col sindaco son causa di caos cittadino..? Il centro storico veronese è da anni caratterizzato dalle "ronde notturne" dei gruppi fascisti, impegnati in aggressioni violenze e minacce di stampo fascista e razzista. Botte ai "diversi": ai meridionali, ai giovani di sinistra e a tutti quelli che "rovinavano l'immagine di Verona", e allora si massacra il ragazzo con la maglietta del Lecce, si spranga chi esce dal centro sociale LaChimica (sgomberato in settembre dalla giunta comunale), si aggredisce chi vende o mangia kebab. Questa la sicurezza, squadrista.

L'estrema destra a Verona

Questa mattina un ragazzo di vent'anni si è costituito in questura, ha ammesso di essere uno dei responsabili della barbarie dell'altra notte ed è stato condotto in carcere a Montorio. Gli altro quattro giovani che hanno ridotto in fin di vita Nicola sono ricercati, due, a quanto si apprende, sono già fuggiti all'estero. Le informazioni arrivate rispetto a questo fatto, in un primo momento quasi snobbato dai media locali e nazionali, nonostante da più parti del movimento veronese si denunciasse già il sospetto di aggressione politica, sono frammentate: i media mainstream saltellano tra disprezzo del mondo ultras e borghese indignazione, evitando ogni ragionamento che sappia tenere insieme pratiche di legittimazione delle forme di fascismo e razzismo e canea riguardante l'ipocrisia del tema sicurezza. Per il momento si è a conoscenza solo dell'appartenenza del giovane arrestato alla nera tifoseria dell'Hellas Verona, militante di un gruppo riconducibile agli ambienti del Veneto Fronte Skinheads e di Forza Nuova.
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 I servizi segreti: "Il Veneto zona a più alta densità di naziskin del Paese"
La passione per il pugilato, i richiami ai legionari romani e le croci uncinate

Teste rasate e antisemiti
allarme nel Nord Est

Giovani dalla doppia militanza: dai "boot party" le aggressioni del sabato
e alla tifoserie della domenica dove il campo di battaglia diventa la curva
di ALBERTO CUSTODERO


<B>Teste rasate e antisemiti<br>allarme nel Nord Est</B>
ROMA - È il Nord Est, secondo i servizi segreti italiani (l'Aisi), "la zona a più alta densità di militanti naziskin del Paese". Secondo il rapporto dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna, proprio nel bacino fra Verona (la città dove è stato aggredito Nicola Tommasoni), Vicenza, Padova e Treviso, il "fronte skinheads-Vfs, costituito a Vicenza negli anni Ottanta e ispirato al modello britannico, conta su alcune centinaia di giovani attivisti". Il loro è il look del "guerriero metropolitano". Fanno pugilato, thai box e sollevamento pesi, e si riconoscono nei valori fondanti dello skin style individuati nell'appartenenza di classe e nel sentimento nazionalista". La dimensione ideologica, come il richiamarsi ai legionari romani, c'entra poco, ma è utile "per saldare gli atteggiamenti improntati alla forza fisica ad un ruolo socio politico".

"Quando perquisiamo le loro case - racconta un alto funzionario della Digos - nelle stanze, sulla testata del letto, troviamo bandiere con la svastica o la croce celtica. Ma il loro livello culturale, molto basso, ci porta a parlare di bullismo con la testa rasata". Il credo naziskin è infatti - secondo gli esperti dell'intelligence - una sorta di sottocultura violenta, teppistica, xenofoba, razzista e antisemita, che si manifesta in scala crescente, dalla strada al quartiere, fino alla curva dello stadio. E trova proseliti soprattutto fra le "fasce di giovani culturalmente meno preparate che eleggono a loro passatempo preferito del sabato sera il boot party", come vengono sarcasticamente chiamate le aggressioni fini a se stesse. Il violento pestaggio di Verona non ne è che l'ultimo, tragico, esempio. Le teste rasate sono giovani dalla doppia militanza: nell'antagonismo il sabato per "fare casino in piazza", e fra le tifoserie la domenica dove il campo di battaglia diventa la curva. I richiami politici - osservano i servizi segreti - sono poco più che simbolici.
Nel mucchio degli ottantamila ultrà d'Italia, il grumo eversivo, secondo il ministero dell'Interno, è di circa ventimila tifosi, e proprio negli ultimi anni la gran parte sono diventati di destra (63 gruppi, circa 15 mila sostenitori), mentre la componente di sinistra, molto forte negli anni Settanta, è oggi ormai una minoranza, 35 associazioni per circa 5 mila persone. Sono state proprio le curve degli stadi - osserva l'intelligence - i luoghi nei quali la "tifoseria oltranzista ha assorbito l'esperienza di lotta della "cellula politica" con l'acquisizione di schemi organizzativi, slogan ossessivi, strategie di militarizzazione". È così che negli stadi sono comparsi, ad esempio, striscioni antisemiti o xenofobi (ora vietati dopo le norme sulla sicurezza negli stadi del ministro Amato). Al di là dei divieti di esporre bandiere o slogan dal contenuto ideologico, gli ultrà-naziskin si sono organizzati in "strutture stabili e complesse", con tanto di gadget, tesseramento. E sono capaci, pur appartenendo a squadre diverse divise da rivalità secolari (come Roma e Lazio), di allearsi per assaltare le caserma della polizia e la sede del Coni, come avvenuto nella Capitale nel novembre scorso qualche ora dopo la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri.

Ma l'allarme naziskin non riguarda solo le aggressioni boot party, le violenze negli stadi e le guerre fra tifoserie durante le trasferte. L'allarme del Viminale riguarda anche il risveglio dell'antisemitismo in Italia, con profanazione di tombe ebraiche e la comparsa sui muri di tutta Italia di scritte inneggianti il Duce, Hitler e i forni crematori. Su questo fronte dell'intolleranza razziale, si assiste ad un fenomeno del tutto nuovo: gli slogan antisemiti sono di moda non solo fra i naziskin e gli ultrà, ma anche fra i movimenti antagonisti dell'estrema sinistra e in alcuni ambienti di studenti leghisti "antagonisti padani".