Contro tutte le guerre Contro tutte le devastazioni: Torino 26 Gennaio

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

Torino 26 genn: presidio contro l’Alenia, la guerra e il Tav

Presidio contro l'’Alenia Aeronautica e l'’industria della guerra

Contro il Tav e tutte le nocività

Sabato 26 gennaio dalle 10 alle 13 ritrovo in C.so Marche angolo C.so Francia a Torino.

Per chi arriva in treno: da Porta Nuova Metrò direzione Fermi, scendere alla fermata Marche( circa 13 Minuti di percorso) da Porta Susa la stessa cosa

Striscioni e banchetto informativo / interventi al microfono / azioni simboliche contro la guerra / volantinaggio nel quartiere, minacciato dal nodo TAV di Torino / vin brulè & dolci

Il 26 gennaio si manifesta in tutto il mondo contro la guerra. Per questo giorno noi abbiamo deciso di stare davanti all'Alenia, fabbrica di morte di prima qualità. L'Alenia si è messa in società con la Lockheed Martin, multinazionale USA specializzata in stermini, per costruire il nuovo cacciabombardiere americano F-35. L'Italia ha deciso di partecipare a questa bella impresa: diverse fabbriche saranno impegnate nella costruzione delle varie componenti del velivolo. Poi tutti i pezzi verranno portati in un nuovo stabilimento che vogliono costruire dalle parti di Novara, dentro il recinto dell'aeroporto militare di Cameri, dove assembleranno il tutto per produrre più di un migliaio di cacciabombardieri nuovi e sicuramente micidiali. A Torino c'è la direzione dell'Alenia: qui si sono prese le decisioni strategiche che hanno portato alla partecipazione dell'Italia a questa ennesima impresa di morte. I governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, di destra o di sinistra che fossero, hanno continuato a perseguire politiche militari di aggressione nei confronti di territori e di popolazioni di diversi paesi. Si costruiscono armi in abbondanza. Si mantiene una presenza militare massiccia in Afganistan, in Libano, nei Balcani ed in diverse altre aree di crisi qua e là nel mondo. Si vuole partecipare pure ad imprese ipertecnologiche che vengono propagandate come meramente difensive. Ma noi sappiamo dove si va a parare. Come al solito tutto serve per garantire agli USA ed ai loro alleati-servi europei il controllo di territori e di risorse economiche strategiche. Qui, in Alenia, passa il fronte avanzato dell'industria degli armamenti. Tra un po' di tempo Alenia trasferirà il suo stabilimento di Torino, potenziando quello che si trova nei pressi dell'aeroporto di Caselle. La fabbrica della morte si sposta solo di qualche chilometro, lasciando spazio ad un altro progetto di devastazione e saccheggio del territorio. Proprio lì infatti passerà il TAV: dove non si preparerà più la devastazione in armi di territori "nemici" ci si applicherà, con alacre goduria, alla devastazione ambientale ed economica provocata da ogni linea ad alta velocità/capacità.

Contro tutte le guerre - Contro tutte le devastazioni

Coordinamento contro gli F-35

– Saldatura rete contro le nocività

 

http://saldatura.org/wordpress/

FIERA DELLE AUTOPRODUZIONI NATURALI AL CSOA CARTELLA IL 27 GENNAIO

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008
http://www.csoacartella.org/images/stories/volantini/fiera0108.jpg

Comunicato e iniziativa in solidarietà con gli arrestati del 12 febbraio

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

Il 27 marzo 2008 avrà inizio il processo contro i 17 compagni arrestati nell'ambito dell'operazione "Tramonto", accusati di associazione sovversiva e banda armata, additati come terroristi da politici e dirigenti sindacali. 17 compagni che da quasi un anno subiscono criminalizzazioni a mezzo stampa e vessazioni (isolamento in carcere, censura della posta, divieti di comunicare per chi è ristretto ai domiciliari) e da quasi un anno resistono, forti e coerenti.

Quella del 27 marzo sarà la prima di tante udienze che vedranno sul banco degli imputati operai e studenti comunisti, amati e stimati per il loro impegno nelle lotte, sui posti di lavoro e tra i giovani, per una società senza guerre, padroni e sfruttamento; su quello degli accusatori ci sarà invece la magistratura rappresentata dalla "toga rossa" Ilda Boccassini, supportata e aiutata dei fascisti di Forza Nuova, costituitasi parte civile al processo. Durante quest'anno è stato forte e prezioso il contributo di chi ha espresso e manifestato la propria solidarietà, ed è importante continuare a sostenere e far sentire la nostra vicinanza ai compagni colpiti dalla repressione.

Vi invitiamo al pranzo di solidarietà il 10 febbraio 2008 alle 12.30 presso l'EX MACELLO (COYOTE UGLY) in corso Australia (PD).

Per prenotare: parentieamici@libero.it

Parenti e amici degli arrestati del 12 febbraio 2007

CONTO CORRENTE POSTALE 80152077 intestato a ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' PARENTI E AMICI

per bonifici bancari: bban-i-07601-12100-000080152077 iban it-94-i-0760-12100-000080152077

ADESIONI NAZIONALI AL CORTEO DEL 2 FEBBRAIO A COSENZA...

Inviato da autonomix | 15 Gen, 2008

per mandare le adesioni

 

liberitutti@inventati.org

 

ADESIONI NAZIONALI
Arci
Associazione Beati i costruttori di pace
Associazione per la Pace
Attac
Confederazione Cobas
Fiom-Cgil
Forum Ambientalista
Giovani Comunisti/e
Global Meeting Network
Partito Comunista dei lavoratori
Partito della Rifondazione Comunista
RDB/CUB
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti
SdL intercategoriale
Sinistra Critica
Un ponte per

ADESIONI REGIONALI - Calabria
Ass. cult. Algo Mas-la bottega del mondo, Lamezia
Assessorato Politiche sociali ed Immigrazione Provincia di Cosenza
Associazione Baobab
Associazione culturale JoggiAvantFolk, Joggi - Cosenza
Associazione La Kasbah
Associazione Yairaiha Onlus
Centro Sociale Autogestito Ex Villaggio del Fanciullo, Cosenza
CGIL, Cosenza
circolo culturale Rua Sao Joao, Lamezia
Circolo del PRC "F. Gullo" di Cosenza coordinamento provinciale dei giovan* comunist* (provincia di cosenza)
Circolo PRC "G. Mazzotta" Cosenza
Cobas Cosenza
Collettivo Macondo, Lamezia Terme
Comitato di lotta per la casa, Cosenza
Cooperativa Khorakhané
Coordinamento Comunista Autonomo, Decollatura CZ
CPOA Rialzo, Cosenza
CSOA Cartella, Reggio Calabria
EquoSud - Autoproduzioni, Reggio Calabria
Forum Ambientalista Calabria
Forum Cosenza United
Forum Fuori Dal Comune
Fronte di resistenza ultras, Cosenza
Laboratorio disabiliberta, Reggio Calabria
Libera associazione di idee per un commercio equo e solidale - Bottega del mondo "KARIBU"
Mad Noises - collettivo espressivista, Cosenza
Mo.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale, sede di Cosenza
Movimento ambientalista del Tirreno
Movimento Studentesco Crotone
Partito Comunista dei Lavoratori Calabria
PdCI, Cosenza
Radicazioni - festival delle Culture Popolari, Alessandria del Carretto CS
Radio Ciroma, Cosenza
Rete antirazzista calabrese
Sinistra Critica Calabria
Spazio sociale autogestito "filo rosso" Università della Calabria, Arcavacata di Rende CS
Taranta Terapy, gruppo musicale Cosenza
The Blast, gruppo musicale Cosenza
Totarella - gruppo musica popolare, Terranova del Pollino Pz e Alessandria del Carretto CS

ADESIONI DA ALTRE REGIONI
Action, Roma
Acustimantico, gruppo musicale
Area Antagonista Campana
Ask191, Palermo
Associazione assudd, Monopoli Bari
Associazione GLBT Open Mind, Catania
Associazione Radio Aut, Palermo
C.S.O.A. Terra di nessuno, Genova
Centro ligure di documentazione per la pace, Genova
Centro sociale Depistaggio, Benevento
Cobas, Palermo
Collettivo 20 luglio, Palermo
Collettivo malefimmine, Palermo
Collettivo Sparo, Palermo
Collettivo Universitario Autonomo, Palermo
Comitato antifascista "16 settembre", Catania
Comitato Autorganizzato Senza Casa, Palermo
Comitato di Quartiere "Città Vecchia", Taranto
Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Genova
Comunita' San Benedetto al porto, Genova
CSOA DAMM, Napoli
CSOA ExKarcere, Palermo
CSOA Officina 99, Napoli
Federazione Milano del PRC
Giovani comunisti di Catania
Infoxoa, redazione della rivista di quotidiano movimento, Roma
Laboratorio Occupato SKA, Napoli
Megafono Rosso - per l'unità degli studenti in lotta
Movimento antagonista toscano
N.R.N.P. nessuna repressione nautico presente
Precari dello Spettacolo, Palermo
R.A.P. rete per l'autorganizzazione popolare, Campobasso
Radici nel cemento, gruppo musicale
Rete Campana Salute Ambiente
Rete contro il carovita, Salerno
Spazio autogestito di aggregazione sociale Centro Iqbal Masih Librino, Catania
Tete de bois, gruppo musicale
Unità Popolare Valle Brembana BG

ADESIONI INDIVIDUALI
Agostino Milanese, Cosenza
Alfio Nicotra
Andrea Margiotta ,Torino
Andrea Rivera
Angelo Broccolo, Assessore Comune di Corigliano Calabro CS
Antonello Di Turi, assessore Acquaformosa CS
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea PRC Genova
Ascanio Celestini
Ciro Pesacane, presidente Forum Ambientalista
Claudio Calia - autore di fumetti
Cosimo Vicchio, assessore Comunità Montana del Pollino
Daniele Caristia,Cosenza
Daniele Silvestri
Don Andrea Gallo-Genova
Doriana Goracci, Capranica (Vt)
Ettore Davoli, Cobas Inpdap
Eugenio Melandri
Eva Catizone, segretaria regionale del PDM
Francesca Lillia
Francesco Di Giacomo (Banco del mutuo soccorso)
Francesco Martone, senatore
Francesco "baro" Barilli, coordinatore www.reti-invisibili.net
Gianni Fabbris, coordinatore nazionale Altragricoltura
Giovanni Maiolo, Portavoce delle/i Giovani Comuniste/i della Calabria
Giovanni Manoccio Sindaco di Acquaformosa CS
Giuseppe Tavella, N.R.N.P.
Gustavo Boemi, Assessore Comune di Linguaglossa CT
Haidi Giuliani, senatrice
Italo Di Sabato, responsabile 'Osservatorio sulla repressione' del Prc/Se
Luca Scornaienchi, Cosenza
Luciano Muhlbauer, consigliere regionale della Lombardia, Prc
Luigi Ferraro, centro diritti CGIL di Cosenza
Marco Bersani, Attac
Marco Bersani, Attac Italia
Marco Ferrando, portavoce nazionale PCL
Maria Fortino, Cosenza
Mauro Bulgarelli, senatore
Mimmo Lavacca, associazione assudd
Nicola Atalmi, direzione nazionale Comunisti Italiani, responsabile movimenti e pace
Nicola Latorre, giornalista free lance Bilbao (Paesi Baschi)
Nora Haydeè Rodriguez, Vicenza
Norma Bertullacelli, Genova
Paolo Napoli, Alessandria del Carretto CS
Peppe Voltarelli (EX Parto delle nuvole pesanti)
Salvatore Cannavò, deputato
Sandro Morelli, direttore di «Quale Stato» - Rivista trimestrale della Funzione pubblica Cgil
Sangermano Gianfranco, Cosenza
Sergio Crocco, Cosenza
Silvio Messinetti, avvocato
Tano Malannino, presidente nazionale Altragricoltura
Tommaso Fattori
Ulderico Pesce
Vincenzo Miliucci, Roma
Vincenzo Provvido, N.R.N.P.
Vittorio Agnoletto, europarlamentare

 

AGGIORNATO AL 15 GENNAIO..

 http://www.cosenza2febbraio.org

Torino - Una notte di ordinaria repressione

Inviato da autonomix | 15 Gen, 2008

Torino - Una notte di ordinaria repressione

Mar, 15/01/2008 – 22:27

Ore 19.00, tre amici, compagni e fratelli, Maia, Luca e Ale fermano uno sbirro, all'altezza di via tarino angolo santa giulia, che insegue un ragazzo. Il poliziotto è agitato e corre dietro al malcapitato con la pistola in mano, pronto a sparare.
E' l'ora dell'aperitivo e la gente è nei bar a bere e mangiare qualcosa, altri sono fuori, possibili bersagli per un pulotto dalla smania di sparare.
Subito accorrono più volanti, bloccando la zona, che arrestano i malcapitati. L'accusa ancora non ci è dato saperlo, ma il poliziotto si fa ricoverare raccontando in giro di come ha subito lesioni.

ore 20.00, una cinquantina di solidali blocca corso regina all'altezza di via tarino, chiedendo la liberazione dei tre e informando la gente che si ferma di quello che è successo e perchè la strada è bloccata.

ore 20.30, l'Asilo squat chiude e invita la gente accorsa per la cena benefit detenuti a raggiungere i solidali.

ore 21.00, il presidio si ingrossa, corso regina viene bloccato dalla polizia che non fa più passare le macchine in direzione piazza della repubblica. Millantando di come Ale e Luca siano stati liberati e di come Maia sarà liberata a momenti. Maia viene trasferita da Via Verdi in Via Grattoni.

ore 22.00, i solidali si muovono verso corso San Maurizio, la polizia inizia a caricare per disperderli inseguendoli fino a Via Po'.
La manovra riesce a far catturare Mattia e Daniela e forse un terzo (ancora non abbiamo informazioni in merito), portandoli in via Grattoni.

ore 23.00 Rompere il silenzio è necessario!

Un solidale con chi questa repressiona non la vuole

La Sapienza: occupato il Rettorato. Annullata la visita del Papa!!!

Inviato da autonomix | 15 Gen, 2008

"Opportuno soprassedere all’evento a seguito delle note vicende", con una nota la sala stampa vaticana ha annunciato nel pomeriggio che la visita di Papa Benedetto XVI è annullata.
"Una grande vittoria" commentano gli studenti che questa mattina hanno occupato l’aula del Senato accademico nel palazzo del Rettorato della Sapienza ed ottenuto, grazie a questa iniziativa, l’agibilità all’interno dell’Università per manifestare il proprio dissenso giovedì mattina in occasione della visita del Papa.
Intorno alle ore 12.00 un centinaio di studenti della Rete per l’autoformazione hanno occupato il Rettorato per denunciare il clima di militarizzazione che si vive in questi giorni a La Sapienza e per garanzie e risposte chiare sulla possibilità di poter manifestare liberamente.

La corrispondenza dall’occupazione con Stefano, Rete per l’autoformazione.
-  [ audio ]
-  Occupato il rettorato! La Sapienza ostaggio del Papa?! Liberiamola comunicati

Vedi anche:
La Minerva e l’InquisitoreAlla Sapienza occupato il Rettorato contro la militarizzazione dell'ateneo per la visita del Papa


Roma, 15 gennaio 2008 - Questa mattina intorno a mezzogiorno un gruppo di studenti ha occupato il rettorato dell'Università La sapienza di Roma per chiedere "il diritto di manifestare" in occasione della presenza del Papa giovedì prossimo, all'inaugurazione dell'anno accademico. Una cinquantina di aderenti alla "Rete di autoformazione" è entrata nell'aula del Senato accademico per portarvi una protesta sentita collettivamento dal corpo studentesco e docente.

>>> Guarda il video dell'occupazione su Repubblica TV


Con questa iniziativa gli studenti della Rete per l’autoformazione denunciano il clima di militarizzazione che si vive in questi giorni a La Sapienza e vogliono garanzie e risposte chiare sulla possibilità di poter manifestare liberamente il proprio dissenso giovedì mattina in occasione della visita del Papa.
Dall'incontro con il Rettore, gli studenti hanno ottenuto uno spazio per manifestare contro la visita di Benedetto XVI. La manifestazione potrà iniziare alle 9 del mattino e lo spazio è quello tra piazzale della Minerva e la facoltà di Lettere.



LE DIRETTE da ROMA (a cura di Radio Blackout)

>> Vanessa racconta e commenta l'occupazione (Rete per l'AutoFormazione)


>> Facciamo Breccia presenta le altre iniziative



LE MOBILITAZIONI DEI PROSSIM GIORNI: "vs LA SAPIENZA OSTAGGIO DEL PAPA"


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>> Il comunicato della Rete per l'AutoFormazione:
"Occupato il rettorato! La Sapienza ostaggio del Papa?! Liberiamola"


"Papa alla Sapienza, il no degli scienziati" (Corriere del 14 gennaio)

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RIASSUNTO DELLA GIORNATA:


14:55 Sciolta l'occupazione del Rettorato

Gli studenti hanno abbandonato l'occupazione del Rettorato

14:48 Concesso agli studenti spazio per la manifestazione

Dall'incontro con il Rettore, gli studenti hanno ottenuto uno spazio per manifestare contro la visita di Benedetto XVI. La manifestazione potrà iniziare alle 9 del mattino e lo spazio è quello tra piazzale della Minerva e la facoltà di Lettere

14:13 Veltroni: "L'intolleranza è un limite che non va varcato"

"Tra la critica e l'intolleranza c'è un confine che non si può varcare, e il Pd è perchè non sia varcato". Così Walter Veltroni, segretario del Pd e sindaco di Roma, ha commentato la richiesta di alcuni docenti della Sapienza di non far parlare il Papa dopodomani all'Università

14:08 Incontro studenti-Rettore

Alla fine una soluzione di compromesso è stata trovata. Gli studenti della Rete Autoformazione che occupavano l'aula del Senato accademico dell'Università La Sapienza hanno ottenuto un incontro con il rettore e hanno accettato la richiesta dello stesso rettore che voleva la liberazione dell'aula. Gli studenti hanno lasciato l'aula del Senato accademico e si sono schierati nel corridoio del rettorato, mentre una delegazione andava all'incontro con il rettore Renato Guarini

13:31 L'Osservatore romano: "Visita confermata"

Il direttore dell'Osservatore romano Giovanni Maria Vian giudica una "voce davvero curiosa" quella raccolta dal Tg2 che annuncia l'annullamento della visita del Pontefice. Confermato quindi quanto detto dalla Santa Sede qualche ora fa: Papa Ratzinger giovedì sarà alla Sapienza

13:14 TG2: "Secondo voci, la visita è stata annullata"

Secondo una voce raccolta dal TG2 nella Sala stampa vaticana, sembra che il Papa abbia deciso di annullare la visita alla Sapienza

13:08 L'agenzia di stampa della Cei: "Contestazioni mosse da vuoto"

La Sir, l'agenzia di stampa della Cei, scrive: "Ottima" l'idea di invitare il Papa alla Sapienza, "perchè l'università è il luogo della libertà, della ricerca, del confronto...". Ma "preoccupano le contestazioni" per il "senso di vuoto che questo rifiuto grida alla comunità universitaria"

12:59 Il Rettore disponibile ad incontrare i manifestanti

Il rettore de La Sapienza Renato Guarini ha manifestato la propria disponibilità a incontrare una delegazione degli studenti della Rete per l'Autoformazione a condizione che gli studenti garantiscano la liberazione delle aule del Senato accademico.

12:44 Giovedì Rettorato presidiato dalla polizia

Giovedì, gli studenti vorrebbero radunarsi sotto la stauta della Minerva, simbolo dell'università, ma il rettore non ha concesso l'autorizzazione per il sit-in nelle ore in cui il Papa si troverà nell'Aula Magna e il piazzale antistante il Rettorato sarà presidiato da poliziotti in tenuta antisommossa

12:34 Striscioni contro Ratizinger

Viali e facoltà costellati di striscioni "no Papa", in difesa della laicità del sapere, porchetta antipapista da distribuire a prezzi modici e proiezioni del film Galileo di Liliana Cavani

12:17 Occupato il Rettorato

Un centinaio di studenti della Rete Autoformazione in cui confluiscono i collettivi delle facoltà, hanno occupato l'aula del Senato accademico nel palazzo del Rettorato della Sapienza. "Non ce ne andremo - hanno detto gli studenti- se non avremo garanzie di poter manifestare giovedì all'interno dell'università". I manifestanti chiedono un incontro con il Rettore.


Sito Internet: www.uniriot.org

AGGIORNAMENTI SU NAPOLI E SULLA LOTTA AI RIFIUTI..

Inviato da autonomix | 14 Gen, 2008

Rifiuti, a Napoli è ancora emergenza
in città 7.000 tonnellate non raccolte

Il sindaco Iervolino: "Non sono io a dovermi dimettere, si cerca un capro espiatorio"
Smaltimento, accordo raggiunto con le Marche. Anche la Lombardia dà la propria disponibilità


<B>Rifiuti, a Napoli è ancora emergenza<br>in città 7.000 tonnellate non raccolte</B>

A Napoli ci sono ancora 7.000 tonnellate di rifiuti non raccolti

NAPOLI - Si sperava in un miglioramento grazie alle misure adottate dal governo, ma invece l'emergenza rifiuti in Campania cresce di ora in ora, insieme alle proteste dei cittadini. Sono oltre 7000 le tonnellate di spazzatura non raccolte solo a Napoli. La situazione di maggiore disagio si registra nei quartieri periferici, ma anche in altri quartieri, come quelli collinari e la zona ospedaliera.

Al momento i tecnici dell'Asia, l'azienda napoletana di igiene ambientale, stanno lavorando per cercare di rimuovere i cumuli di spazzatura nei quartieri del centro storico, dove i rifiuti potrebbero rappresentare anche un problema di viabilità, e di assicurare almeno la pulizia dei mercati rionali.

E i cittadini hanno ripreso le proteste. I cittadini che protestano per la permanenza dei rifiuti hanno messo in atto due blocchi stradali. Il primo è ad Agnano: il traffico è bloccato in via Scarfoglio e nei pressi dello svincolo della tangenziale. Un altro blocco è in via Beccarelli, nei pressi del corso Malta. Sul posto sono giunte alcune pattuglie della polizia. Proteste si stanno registrando anche in provincia, ad Arzano e Quarto.

Le scuole rimangono ancora chiuse. Sono circa centomila gli studenti della provincia di Napoli che anceh oggi non frequenteranno le lezioni a causa delle scuole chiuse provocate dall'emergenza rifiuti. Le attività scolastiche, infatti, sono sospese in una sessantina di istituti sparsi in più comuni tra cui Torre Annunziata, San Giorgio a Cremano, Boscoreale, Quarto, Sant'Anastasia e Casalnuovo.

Ma anche a fronte del permanere della situazione di degrado, non è il sindaco di Napoli che si deve dimettere, assicura Rosa Russo Iervolino: "Non mi
passa neanche per la testa. Perché in una città commissariata da 14 anni, dove il Comune ha il compito di compattare, di raccogliere l'immondizia, e anche per sversarla deve avere il benestare del commissariato del governo, non è certo il sindaco che si deve dimettere. Nè devono farlo il presidente della Provincia o il presidente della Regione. Credo che ci sia la volontà di trovare un capro espiatorio".

Non protestano solo i cittadini napoletani, ma anche quelli delle zone che dovrebbero accogliere i rifiuti della Campania per smaltirli. In tremila oggi sono arrivati dal Molise a Benevento per unirsi alle proteste dei Comuni del Sannio contro l'individuazione del sito di Colle Alto di Morcone (Benevento), al confine con il Molise, per lo stoccaggio di ecoballe. Stamani un corteo di 20 pullman, trattori e camion che, secondo gli organizzatori, ha raggiunto i 12 chilometri, è partito da Sepino (Campobasso) per raggiungere Benevento dove intorno alle 10.30 è cominciata una manifestazione. La città è praticamente paralizzata dal corteo.

Si stanno intanto avviando faticosamente le operazioni di smaltimento dei rifiuti campani. Saranno smaltiti in tutte e quattro le province delle Marche i tremila metri cubi (al massimo) di rifiuti campani che la Regione e le Province si sono impegnati ad accogliere. E anche il governatore della Lombardia Roberto Formigoni si è detto disponibile ad accogliere una parte dei rifiuti campani, purché si tratti di un intervento temporaneo e con precise garanzie da parte del governo.

Mentre per il momento in Sardegna sembrano essersi fermate le proteste e gli attacchi personali contro il governatore Renato Soru. Restano per il momento ancora segreti i nomi dei due giovani incensurati, ma con legami con le frange più estreme e violente dei supporter del Cagliari, arrestati sabato sera con l'accusa di essere pronti a compiere un attentato incendiario contro la residenza del presidente della Regione Autonoma della Sardegna.

Sciopero nazionale dei metalmeccanici con blocchi e cortei

Inviato da autonomix | 11 Gen, 2008
ROMA - Sciopero di otto ore e cortei nelle principali città italiane a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, scaduto da oltre sei mesi. Le adesioni, secondo i dati raccolti da Fiom, Fim e Uilm, sono andate oltre l'80%, con picchi anche superiori in diverse aziende (alla Thyssen Krupp Acciai speciali Terni c'è stata un'adesione totale, del 100%). "Dai primi dati, confermati peraltro dalla massiccia presenza alle manifestazioni in tutta Italia, ci risulta che le adesioni siano massicce, oltre l'80%", dice il segretazio nazionale della Uilm Luca Colonna. Ma per Federmeccanica le adesioni si sono invece fermate ad una media del 30%: "I dati in nostro possesso si riferiscono ad un campione che coinvolge circa il 60% delle aziende per un totale di oltre 500.000 lavoratori", spiega l'associazione imprenditoriale in un comunicato. Alle manifestazioni non hanno partecipato i segretari nazionali, che dalle 18 (l'orario fissato inizialmente era le 14.30, ma è stato posposto) sono in Confindustria per la ripresa delle trattative, che sindacati e industriali sperano comunque di poter chiudere entro il 15 gennaio, data della riunione della giunta di Federmeccanica. A Torino c'erano in piazza 8.000 persone, a Bologna 5.000, a Milano 2.000, a Palermo 1.300.

Ad Arese è stato effettuato un blocco dell'autostrada. Ad Ancona le tute blu della Fincantieri, e dei cantieri Isa e Crn hanno impedito il transito delle auto all'altezza di piazza Rosselli e via Marconi, con notevoli disagi per il traffico in entrata e uscita a Nord del capoluogo, e in direzione del centro. "Occupazione" simbolica anche della tangenziale di Bologna. Bloccata fino alle 11.30 la stazione di Genova Brignole. Rallentamenti dovuti ai cortei si sono registrati inoltre a Mestre e sulle tangenziali di Milano.

A Torino 8.000 in corteo. A Torino sono scesi in piazza 8.000 lavoratori, ha detto il segretario generale della Fiom Piemonte Giorgio Airaudo. In testa al corteo c'erano gli operai della Thyssenkrupp, con uno striscione rosso listato a lutto, e quelli della Bertone, la fabbrica per la quale si profila la procedura di fallimento, e i cui dipendenti sono da mesi in cassa integrazione. Il corteo è partito intorno alle 10.30 da Porta Susa. "Il tavolo è fermo per le divisioni all'interno di Federmeccanica - denuncia Airaudo - Ma nessuno pensi di risolvere la questione del contratto con delle mance, come quella di 30 euro che ci ha offerto la Fiat. Il sindacato è in grado di riprendersi il contratto, e lo stiamo dimostrando anche oggi: se la trattativa non andrà in porto, si andrà allo sciopero generale".

Bologna, bloccata la tangenziale. A Bologna le circa 5.000 tute blu in corteo hanno invaso pacificamente la tangenziale, tra l'uscita di via Stalingrado e quella che, sboccando su via Michelino, porta in Fiera. Salutati dai clacson dei tir che passavano nella vicina autostrada, i metalmeccanici si sono diretti verso la destinazione finale del corteo, la sede di Unindustria in via Serlio. Il lungo serpentone, punteggiato da pettorine e bandiere rosse, era aperto da uno striscione di Fim, Fiom e Uil che invoca il contratto ed era seguito dalle delegazioni delle principali aziende bolognesi: Magneti Marelli, Ducati Motor e Ducati Energia, Lamborghini, Gd, Bonfiglioli, Arcotronics, Minarelli, Ravaglioli e molte altre ancora. Sull'autostrada sono stati chiusi, sia in entrata che in uscita, i caselli di Reggio Emilia e Modena Nord.

Milano: blocco ad Arese. A Milano la manifestazione dei metalmeccanici ha avuto inizio alle 9.30 con un presidio davanti allo stabilimento dell'Alfa Romeo di Arese: "L'abbiamo scelto perché rappresenta la Fiat, - spiega Serena Bontempelli, segretaria generale della Uilm Milano - che con i suoi 30 euro di aumento ha sparigliato le regole del gioco, e anche per gli operai in cassa integrazione. Stamattina c'erano 2000 persone (successivamente si è arrivati a 4.000, ndr). Alcuni poi si sono spostati sull'autostrada, dove è in atto un blocco pacifico. La polizia sta bloccando le auto ai caselli". Complessivamente, ai cortei e manifestazioni delle città lombarde, comunicano i sindacati, hanno partecipato 40.000 persone.

A Genova bloccata stazione Brignole. Circa 500 operai metalmeccanici hanno bloccato la stazione ferroviaria di Genova Brignole nel corso della manifestazione di stamane. Dopo avere fatto un presidio davanti alla sede di Confindustria, nelle adiacenze dello scalo ferroviario, i metalmeccanici, in sciopero per tutta la mattina, hanno dato vita ad un corteo che ha bloccato il traffico e sono poi entrati nella stazione. Il blocco è terminato alle 11.30.

A Palermo in 1.300. A Palermo, dove sono stati effettuati un presidio davanti alla Fincantieri e un corteo che è arrivato fino alla sede cittadina di Confindustria, via XX Settembre, hanno partecipato alla manifestazione di protesta, secondo il segretario provinciale della Uilm Vincenzo Comella, 1.300 lavoratori. "Siamo stati ricevuti dal delegato di Confindustria a Palermo per le relazioni sindacali Giacomo Riina - dice Comella - e gli abbiamo espresso la nostra solidarietà per la battaglia avviata da Confindustria e Federmeccanica contro il pizzo".

La piattaforma. Fim, Fiom e Uilm chiedono aumenti lordi mensili pari a 117 euro, più altri 30 per la contrattazione di secondo livello. Le imprese offrono invece 100 euro complessivi, un terzo dei quali legati alla produttività. Ieri è stata raggiunta una prima intesa su alcuni capitoli del contratto: ambiente e sicurezza, reperibilità e diritti sindacali. Con ogni probabilità, oggi sarà la volta della parificazione tra operai e impiegati prima di entrare nel vivo del negoziato.

VERSO IL 2 FEBBRAIO..MANIFESTAZIONE NAZIONALE A COSENZA

Inviato da autonomix | 11 Gen, 2008

http://www.csoacartella.org/images/stories/volantini/locandina120108.jpg

 

 Il processo al "Sud Ribelle", la farsa che vede coinvolti 13 attivisti di movimento accusati di aver tentato di "sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito", sta per volgere al termine.

Questo processo appartiene al grande filone di provvedimenti giudiziari che, a partire dai fatti di Napoli e Genova nel 2001, mirano a colpire in maniera repressiva le diverse anime dei movimenti e puntano a ridimensionare smisurati soprusi e gravi responsabilità: i pestaggi nella scuola Diaz, le sevizie nelle caserme Raniero e Bolzaneto, le cariche brutali e l’uso di armi da fuoco fino all’assassinio di Carlo Giuliani.

In un'Italia sempre più allo sbando, in cui le contraddizioni del neoliberismo si acuiscono ogni giorno di più, provocando forme di ribellismo e di straordinarie mobilitazioni contro la precarizzazione e la mercificazione della vita, per la difesa dei territori, dei beni comuni, della salute, della dignità di tutte e tutti, la risposta del potere è sempre la stessa: reprimere chi osa alzare la testa!

Dopo gli oltre cento anni di carcere inflitti dal Tribunale di Genova ad altri 24 attivisti, la sentenza cosentina, attesa per fine gennaio, potrebbe incrementare il fardello delle pene per chi, oggi, continua a lottare per il riconoscimento dei diritti dei più deboli, degli emarginati, dei lavoratori.

Anche se dietro il banco degli imputati siederanno soltanto 13 compagne/i, questo processo, ancora una volta, riguarda tutte/i perché sotto accusa è la libertà di opinione, il diritto a ribellarsi alle prevaricazioni, alla corruzione, alle mafie, alla violenza, il nostro sacrosanto diritto a contare e non essere solo numeri.

Per questo dobbiamo nuovamente scendere in piazza a Cosenza il 2 febbraio per una grande manifestazione, contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.

In vista di questa manifestazione, sabato 12 gennaio alle ore 18.00, incontro pubblico presso il c.s.o.a. "Cartella".

Oltre gli imputati Francesco Cirillo e Claudio Dionesalvi, interverranno attivisti del Coordinamento Liberi Tutti e di Supporto Legale. Durante l'iniziativa sarà proiettato il video "La nuova inquisizione", documentario sull'inchiesta al "Sud Ribelle".

Saranno anche raccolte le adesioni per il pullman!!

 

 

APPELLO ALLA MANIFESTAZIONE E ADESIONI:

  Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese. La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto. Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001. Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 23 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza. Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l'accusa di "devastazione e saccheggio". Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell'ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra. Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L'omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime. Ancora una volta c'è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche -nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un "un altro mondo possibile". Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L'attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese. Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l'iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso. Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa. Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative. E' tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d'Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città. Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili. DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO Le adesioni collettive e individuali vanno inviate a:

liberitutti@inventati.org [1] WWW.COSENZA2FEBBRAIO.ORG [2] __

Links: ------ [1] mailto:liberitutti@inventati.org

http://www.cosenza2febbraio.org/

 

ANCORA PROTESTE CONTRO MEGADISCARICHE E RIFIUTI: SCONTRI A CAGLIARI

Inviato da autonomix | 11 Gen, 2008
Da Pianura a Acerra: le riflessioni il giorno dopo la prima "vittoria". La protesta si sposta in Sardegna: scontri a Cagliari

Napoli (e dintorni) | 10 gennaio 2008
Il giorno dopo quella che può essre giudicata una prima "vittoria", almeno parziale, con il mezzo-retrofront del governo e il successo del corteo metropolitano i città, è tempo di bilanci e riflessioni per il popolo di Pianura... ma anche per gli altri comuni campani già individuati dal governo come siti di stoccaggio e futura combustione del veleno-monnezza.


Bilanci perchè se è vero che un punto è stato segnato a favore, è altrettanto evidente che il governo non retrocederà completamente da Pianura, mentre altri siti verranno investiti dalla minaccia. Gli abitanti di Terzigno già l'altro ieri sono scesi in strada mentre molto più duro si prospetta il futuro per gli abitanti di Acerra, già da temèo predestinati a diventare "ospiti" di un mega-impianto di sversatoio, nonostante le numerose proteste degli scorsi anni, con tanto di cariche e manganellate da parte delle "forze dell'ordine".
La situazione, per ora, è tornata calma a Pianura...

>>> Ascolta le considerazioni di Brunello (Pianura)


>>> Ascolta l'intervista con Tommaso (Acerra)

(Comitato contro la mega discarica di Acerra/Rete campana Rifiuti Zero)



Scontri a Cagliari.
Calma dunque oggi a Pianura; gli scontri con la polizia si sono spostati dalla discarica napoletana al porto di Cagliari dove nel tardo pomeriggio è attraccata la prima nave dei rifiuti proveniente dalla Campania. Un centinaio di attivisti dei partiti indipendentisti sardi (Indipendentzia Repubrica de Sardigna (Irs) e A Manca pro s'Indipendentzia) hanno rallentato per ore l'avvicinamento del traghetto carico con 500 tonnellate di rifiuti. Una volta che la nave è entrata in porto, il questore ha ordinato agli agenti di caricare i manifestanti. Il leader dell'Irs Gavino Sale è stato fatto salire di peso su un cellulare insieme ad altri militanti. Altri manifestanti sono riusciti a sottrarre una fune al personale di bordo che tentava di ancorare il traghetto alla bitta. Il deputato di Forza Italia Mauro Pili, seduto di fronte all'attracco del portellone della nave con in mano. I blindati si sono schierati sulla banchina per creare un corridoio protetto dove far transitare i 24 camion carichi di spazzatura. Un battaglione di agenti e carabinieri in assetto antisommossa sono stati schierati impugnando scudi e manganello. I primi camion sono stati sbarcati alle 22, in ritardo di sei ore rispetto ai programmi annunciati ieri. Per ora l'annunciato arrivo in porto di altre due navi cariche di spazzatura, è stato sospeso.

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(Ancora) sulla miseria della politica istituzionale

Forse val la pena riportare queste dichiarazioni di Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera, riprese dal Corriere della Sera di ieri (9 gennaio):

"Allora, pace fatta tra Prc e De Gennaro?
Per noi il suo nome era un nome problematico, ma su altre vicende. Sulla questione rifiuti stiamo al merito, e il nostro giudizio è positivo: il governo ha fatto il primo passo per una soluzione strutturale.

Avete archiviato il caso G8?
Noi manteniamo le nostre riserve sull'operato del prefetto De Gennaro a Genova. Su quei fatti ribadiamo le nostre posizioni e le nostre richieste, a partire da quella di una commissione d'inchiesta. Ma in questo momento per noi sono più importanti i contenuti della decisione di Palazzo Chigi. A cominciare dalla fine della gestione emergenziale"

No comment!
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Vedi anche:

>>> Fenomenologia dell'emergenza (da La Repubblica)

>>>
"Imprese, politici e camorra: Ecco i colpevoli della peste" (
Roberto Saviano)

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Comunicati e analisi:

>>
"Un no che è una barricata, una barricata che difende il futuro"(Network Antagonista Torinese)

>>
Comunicato dei cittadini di Pozzuoli

>>
Blocchi Metropolitani contro discariche ed inceneritori (No Global No Trash)

>>
Solidarietà dalla valle di Susa

>> Solidarietà da Vicenza

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Interviste: Voci da Pianura
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I servizi dei giorni scorsi:


(8/9 gennaio)
In 20.000 a Napoli contro le mega-discariche. Pianura: dopo l'imbroglio, tornano i blocchi

(7 gennaio 2008): PIANURA: RESISTENZA A OLTRANZA! Check-points dal basso e scontri. La Polizia si ritira, in serata si riaccendono blocchi e scontri


Presidio in concomitanza con il corteo di Napoli

Inviato da autonomix | 9 Gen, 2008
Presidio in concomitanza con il corteo di Napoli Stampa E-mail
Scritto da MDT Calabria   

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Per esprimere la nostra piena vicinanza e solidarietà alle popolazioni campane in lotta contro chi li vorrebbe oggi condannare a morire per gli interessi delle solite lobbies. Per ribadire che "camorrista" non è chi lotta e resiste ma chi sfrutta, ammazza, condanna a patire sofferenze, ossia chi ha gestito 14 anni di commissariamento per l'emergenza rifiuti che ha prodotto la situazione attuale. Per dire "jatavenne" a chi insiste nel proporre come unica soluzione finale al problema rifiuti l'incenerimento, buona solo a riempire le tasche dei padroni ma a sfruttare ed ammazzare tutti gli altri.

Presidio/volantinaggio davanti la prefettura di Reggio Calabria in concomitanza con il corteo di Napoli
Mercoledi 9 gennaio ore 17,30 -P.zza Italia (RC)

DA TORINO... 

Riceviamo e pubblichiamo:

8 gennaio 2008 - Alle ore 12.00 due cassonetti dell'immondizia venivano rovesciati davanti a una sede del P.D. in corso Vercelli a Torino. Lasciati sul posto volantini in solidarietà con gli abitanti di Pianura insorti contro la discarica. Il militante a guardia della sede è rimasto bloccato dietro la porta ostruita dall'immondizia, solo con il ritratto di Togliatti.

segue testo del volantino:

Rifiuti. Viviamo in una società di rifiuti.
Alcuni si rifiutano di riconoscere la propria responsabilità nella distruzione del pianeta.
Altri rifiutano di ammettere che la qualità della vita di pochi dipenda dalla povertà di molti.
Altri ancora si ostinano a rifiutare la folle razionalità di questo ordine economico e sociale, e faranno di tutto per abbatterlo.

Solidarietà agli insorti di Pianura

                                                      DALLA RETE SALDATURA DI TORINO

 

NO ALLE MEGADISCARICHE
NE’ IN CAMPANIA NE’ ALTROVE

NO AGLI INCENERITORI

SOLIDARIETA’
CON LA POPOLAZIONE CAMPANA IN LOTTA

SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
E ALLA DIMINUZIONE DEI RIFIUTI
SOPRATTUTTO QUELLI INDUSTRIALI

CONTRO IL TAV E TUTTE LE NOCIVITA’

Sosteniamo la lotta delle popolazioni campane, in particolare quella dei cittadini che in questi giorni si oppongono alla riattivazione della discarica di Pianura, alla periferia di Napoli.
Gli avvenimenti di questi giorni in Campania sono una nuova dimostrazione che la mobilitazione e l’azione diretta popolare possono fermare l’arroganza dei politici e la violenza poliziesca. Questa è anche l’esperienza maturata dal movimento No-Tav, che nel 2005 ha fermato i cantieri dell’alta velocità in Val di Susa.
E’ sempre più necessario difendere il territorio dalle nocività ambientali anche dalle nostre parti, dove incombono il TAV Torino-Lione, gli inceneritori del Gerbido e di Settimo Torinese, la Tangenziale Est, i grattacieli.
Per dare ancora più slancio a queste battaglie aderiamo e invitiamo a partecipare al corteo “Rompere il silenzio” del prossimo 19 gennaio a Torino, che tra le varie tematiche porterà in piazza anche l’opposizione alla devastazione ambientale.

SALDATURA, rete contro il TAV e le nocività di Torino e dintorni
Torino, 9 gennaio 2007
www.saldatura.org

CORTEO “ROMPERE IL SILENZIO!”
SABATO 19 GENNAIO 2008
ORE 14 PIAZZA CASTELLO TORINO
info: torino19gennaio.altervista.org

                                                 

 

                                                           DA TRENTO

IN SOLIDARIETA' CON LA POPOLAZIONE CAMPANA IN LOTTA

CONTRO IL PARTITO TRASVERSALE DEGLI AFFARI (ISTITUZIONI E CAMORRA)

CONTRO MAXIDISCARICHE E INCENERITORI

PER UNA SOLUZIONE SOCIALE ED ECOLOGICA DEL PROBLEMA DEI RIFIUTI

La strenua e coraggiosa lotta della popolazione campana sta definitivamente smascherando le precise responsabilità politiche ed imprenditoriali che si nascondono dietro la cosiddetta "emergenza rifiuti": 14 anni di commissariamenti hanno fatto "sparire" 2 miliardi di euro, arricchendo cosche e partiti, impedendo o peggiorando la raccolta differenziata, il riciclaggio e il compostaggio, trasformando quelle terre nella "pattumiera d'Italia".

I blocchi, le barricate, la resistenza autorganizzata contro i devastatori ambientali e le loro truppe stanno dicendo a voce alta ciò che per tanti anni è stato nascosto: che di inceneritori e maxidiscariche ci si ammala e si muore; che un sistema industriale che produce rifiuti altamente tossici ha bisogno di discariche illegali gestite dalla mafia; che la logica del profitto non soddisfa i bisogni umani, ma crea problemi che non sa risolvere; che rifiutare tutto questo è necessario e possibile.

In lotta da tempo contro l'inceneritore che vorrebbero costruire alla periferia di Trento, esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai campani che resistono. Sempre più consapevoli che c'è un solo modo per fermare l'immondizia politica ed ecologica sotto cui vorrebbero seppellirci: costruire le barricate dell'autorganizzazione sociale. Invitiamo chi è geograficamente vicino a partecipare al presidio di venerdì: la lotta dei campani è anche la nostra.

No Inceneritore No TAV – Trento

VENERDI' 11 GENNAIO DALLE ORE 16.30

PRESIDIO DAVANTI AL COMMISSARIATO DEL GOVERNO DI TRENTO

 

 

In 20.000 a Napoli contro le mega-discariche! AGGIORNAMENTI E NEWS

Inviato da autonomix | 9 Gen, 2008
In 20.000 a Napoli contro le mega-discariche

|9 gennaio 2008| sera

E' sato un successo il corteo indetto oggi per le strade di Napoli per dire un grosso e corale "NO" di tutta la Campania ai progetti governativi d'installazione di enormi sversatoi per aggirare l'emergenza-rifiuti. Una manifestazione importante che ha aiutato gli uomini e le donne di Pianura a uscire dall'isolamento in cui media e istituzioni cercavano di rinchiudere la loro lotta.

Il corteo di oggi ha ribadito che il problema dei rifiuti è un problema complessivo, "di sistema" e che necessità altre politiche, complessive e capaci di costruire un'altra cultura politica e ambientale.
In 20.000 hanno attraversato oggi le strade del centro di Napoli, in solidarietà con la resistenza di Pianura e con i futuri territori minacciati.
Mentre il corteo passava nei pressi di un commissariato è partito un fitto lancio di uova...

>>> Ascolta la corrispondenza con Ennio (InfoAut)

Segui la diretta e i i servizi su RadioLina


Mattino|
Dopo le intense giornate di lotta culminate con le dichiarazioni del governo, la nottata passata è stata relativamente tranquilla intorno alla discarica di contrada Pisani; una notte di stallo in attesa della presa dei poteri di De Gennaro. Non si sono registrati scontri ma sono continuati i roghi.

Un gruppo di cittadini di Terzigno (Napoli) si è recato invece da stamattina sul sito individuato dal Governo per aprire una delle prime discariche "atte a fronteggiare l'emergenza". I manifestanti, circa un centinaio, hanno incontrato il sindaco al quale hanno chiesto la disponibilità della sala consiliare per il tardo pomeriggio di oggi, per poter discutere delle future iniziative da intraprendere per opporsi all'apertura della discarica.

A Pianura alcune associazioni di cittadini sono impegnate a raccogliere firme per presentare ricorso al Tar contro la riapertura della discarica chiusa nel 1996. Passo propedeutico alla presentazione di un ulteriore ricorso alla Corte di Giustizia di Strasburgo.

Oggi pomeriggio corteo per le vie di Napoli
 
Un lungo corteo attraversa il centro storico di Napoli per protestare contro la riapertura della discarica di Pianura. La manifestazione è partita da piazza del Gesu’ per raggiungere il palazzo della Prefettura, in piazza del Plebiscito.

Più di sei mila persone si sono radunate in Piazza del Gesù. Alle 18.00 il corteo ha mosso i suoi primi passi. Nell’aria si respira una forte determinazione, per impedire che a Pianura venga riaperta alla discarica.
In testa al corteo, tra i cori “ No alla discarica” e i tanti striscioni, gli abitanti di Pianura, che in questi giorni si sono mobilitati per impedire al riapertura del sito, chiuso nel ‘ 96.
Con loro non solo Napoli, ma anche tutti i comitati della rete campana, contro il piano smaltimento rifiuti proposto da Prodi e la nomina come "supercommissario" di Gianni De Gennaro per i prossimi 4 mesi. Tra i simboli esposti, un sacchetto dei rifiuti con un simbolo di divieto di sosta.
L’obiettivo è quello di ribadire l’opposizione alla riapertura della discarica di Pianura, di chiedere che le forze dell’ordine lascino subito il quartiere e che siano riviste le politiche di gestione del ciclo dei rifiuti, proponendo iniziative immediate, come l’avvio della raccolta differenziata domiciliare e la promozione di politiche di riduzione, per il riuso, il riciclo e il recupero dei rifiuti, anziché la costruzione di discariche e inceneritori.
Ascolta la prima corrispondenza con Annamaria
-  [ audio ]
Il portavoce della Rete campana di salute e ambiente ha spiegato: "Pianura non deve aprire, deve invece iniziare una politica per i rifiuti. Deve cessare l’emergenza del commissariamento. De Gennaro non risolverà nulla". Sulla scelta di Gianni de Gennaro come "supercommissario", ci si chiede se il governo pensa di "risolvere la situazione manganellando più forte".
Ascolta l’intervista con Daniele di Giuliano, presidio permanente taverna dal re, che commenta queste giornate di mobilitazione. Una mobilitazione che cresce e che segna anche un nuovo ciclo di lotte frutto di una sempre maggiore consapevolezza maturata in questi anni, che cresciuta anche alla condivisone dei percorsi di lotta che hanno attraversato i movimenti dalla Val di Susa a Vicenza.
-  [ audio 01 ]

Il corteo è arrivato sotto le finestre del palazzo da dove oggi De Gennaro si è insediato. Un cordone ha circondato l’edificio.
Un fitto lancio di uova ha ricoperto la facciata, mentre per protesta il coreto ha deciso di depositare sacchi dell’immondizia. Dopo una quindicina di minuti il portone è stato letteralmente sotterrato.
Un azione simbolica per ribadire come l’ennesimo commissario non sia altro che l’ennesima presa in giro da parte del governo. Dal suondsystem si è ribadito come non sarà un “ supercommissario” ha risolvere i problemi di Napoli, ma la vera soluzione sta altrove.
“ Siamo un popolo di gente civile, che continuerà a dimostrare la legalità e la verità. Noi la discarica non la voglimo!” . Queste le parole di un cittadino di pianura, durante l’azione.
Ascolta la corrispondenza con Annamaria.
-  [ audio 03 ]
Il corteo è ormai giunto in piazza del Plebiscito, dove ha sede la Prefettura. Al sound system si stanno susseguendo gli interventi finali di questa manifestazione.
Grande soddisfazione per la partecipazione, per la composizione stessa del corteo che ha visto come protagonisti non solo i comitati, movimenti e una grande partecipazione dalla gente di Napoli.
Venerdì l’appuntamento è a Roma presso il Ministero dell’ambiente per contestare il piano presentato dal governo Prodi e ribadire che la discarica di Pianura non verrà riaperta.
La giornata non finisce qui, per gli uomini e le donne campani è tempo di andare a proseguire i blocchi, che anche questa notte rimarranno attivi.
Ascolta il commento di Antonio Musella – Insurgencia (Napoli).
-  [ audio 04 ]

da www.repubblica.it
 
 NAPOLI - Giornata di calma relativa nel napoletano, segnata, però, da momenti di vera e propria guerriglia urbana. Dopo gli scontri tra gli abitanti di Pianura che si oppongono alla discarica e le forze dell'ordine, oggi tutta l'attenzione è stata concentrata sulla manifestazione che nel tardo pomeriggio si è snodata lungo le strade di Napoli. Una manifestazione pacifica, guastata dalla notizia di un agguato (nel Rione Toiano, lontano dal corteo) contro due squadre dei vigili del fuoco, con le loro autobotti che sono state assaltate ed incendiate. Sette pompieri sono stati ricoverati in ospedale. In precedenza anche una pattuglia dei carabinieri era finita nel mirino di un gruppo di teppisti. In serata gli abitanti di Pianura sono tornati a presidiare la discarica.

L'assalto ai pompieri. Il raid contro i vigili del fuoco è avvenuto al Rione Toiano, nella zona dei Damiani, dove un'autobotte stava intervenendo per spegnere un incendio di spazzatura. Poco dopo le 19.30 due squadre dei vigili del fuoco arrivate di rinforzo da Foggia e di stanza alla caserma di Pozzuoli (Napoli) sono state aggredite da una trentina di teppisti, con i volti coperti da sciarpe o passamontagna. Sono stati loro ad appiccare il fuoco alla spazzatura, dopodiché il gruppo ha atteso l'arrivo dei pompieri per picchiarli.

Il primo automezzo è stato bersagliato di un lancio di pietre, poi i teppisti hanno bloccato le ruote con un estintore. All'interno dell'abitacolo sono state fatte esplodere due bombe carta, mentre i cinque vigili dell'equipaggio cercavano riparo nel secondo automezzo. Anche all'interno di quest'ultimo è stata lanciata una bomba carta. Alcuni pompieri sono stati feriti dalle schegge di vetro provocate dall'esplosione, mentre altri sono stati raggiunti dalle pietre scagliate dagli aggressori. Alla prima autobotte i teppisti hanno poi appiccato le fiamme, l'altro veicolo è stato seriamente danneggiato.

Poco più tardi anche contro gli altri due automezzi giunti per spegnere l'incendio dell'autobotte sono state lanciate pietre. I protagonisti del raid hanno costretto i due equipaggi a restare all'interno dei camion e a non intervenire per domare le fiamme. Anche un'auto dei carabinieri che transitava nella zona è stata bersagliata da una sassaiola.

Sassi contro i carabinieri. In mattinata quattro persone, tra le quali un 17enne, sono state arrestate per un blocco stradale con un lancio di sassi contro i carabinieri intervenuti sul posto. E' accaduto all'altezza dello svincolo di Monteruscello Sud della strada statale VII quater dove circa 40 persone hanno occupato la carreggiata in entrambi i sensi di marcia, costringendo l'Anas e la polizia stradale a deviare il traffico agli svincoli di Cuma in direzione Nord e di Licola in direzione Sud. Alcune delle persone erano con il volto coperto, per cui sono intervenuti i militari dell'Arma per identificare i manifestanti.

Un gruppo ha opposto resistenza, mentre altre persone ai margini della carreggiata hanno iniziato un fitto lancio di sassi contro i carabinieri. Riportata la calma, i militari hanno effettuato gli arresti. Un carabiniere nello scontro ha riportato lesioni lievi guaribili in 4 giorni e un mezzo dei militari dell'Arma è stato danneggiato. I maggiorenni sono trattenuti in attesa di rito direttissimo mentre il minorenne è stato accompagnato ad un centro di prima accoglienza.

Amato convoca vertice. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha convocato per domani mattina al Viminale una riunione con il Capo della Polizia, il Comandante generale dei Carabinieri e il Direttore dell'Aisi, il servizio segreto per la sicurezza interna, per una valutazione della situazione dell'ordine pubblico a Napoli e in Provincia. Amato, in particolare, riferisce il suo portavoce, "vuol vederci chiaro in questi ripetuti attacchi ai Vigili del Fuoco. L'ultimo di questa sera sembrerebbe essere stato proprio un agguato teso a freddo. Non a caso i Vigili del Fuoco sono disarmati e soprattutto, ha commentato Amato, sono coloro che spengono i roghi".

Il corteo. Un lungo e fitto corteo, in testa gli abitanti del quartiere di Pianura, dietro tutte le sigle possibili, dalle cosiddette liste storiche dei disoccupati come i "Banchi nuovi" ai no-global e gli amici di Beppe Grillo, le Assise per Bagnoli e il Meetup di Napoli; ma anche semplici cittadini e curiosi. E soprattutto, oltre le fiaccole, le bandiere con falce e martello, quelle con Che Guevara, gli immancabili cartelloni contro il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, e due slogan: "Non permetteremo si sversi nulla a Pianura" e "basta inceneritori, sì alla raccolta differenziata".

La protesta del quartiere ovest di Napoli è partita poco dopo le 17.30 da piazza del Gesù Vecchio, nel pieno del cuore storico della città. Su un grande striscione ottenuto da due pezzi di lenzuolo cuciti insieme, campeggiava la scritta 'Regione spazzatura-congiura su Pianura'.

Il corteo si è poi diretto verso la prefettura con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e coinvolgerà in una battaglia per non riaprire una discarica che ha ingoiato rifiuti anche pericolosi per 43 anni da tutta la regione. Al neo commissario De Gennaro i manifestanti hanno chiesto di lasciare l'area e alle istituzioni di rivedere il piano di smaltimento dei rifiuti, dando soprattutto uno slancio alla differenziata.

Il corteo si è sciolto in maniera pacifica dopo essere giunto alla prefettura di Napoli al termine di un percorso che ha interessato la zona più centrale di Napoli. In migliaia hanno sfilato, soprattutto donne e bambini, ma con una percettibile 'separatezza' tra la gente comune, gli abitanti del quartiere di Pianura e i gruppi più legati alla politica.

Le persone in testa al corteo hanno sfilato portando sacchetti di immondizia e decine di buste di plastica per rifiuti, che sono state accumulate davanti alle camionette di polizia. Qualcuna è stata anche lanciata insieme a uova contro la sede del commissariato rifiuti in via Medina durante il passaggio della manifestazione.

Presidio notturno. Terminata la manifestazione decine di persone sono tornate a presidiare l'ingresso della Contrada Pisani, in via Montagna spaccata. Resta il blocco a pochi passi, rinforzato con un camion che impedisce di imboccare la strada, rendendo difficile il transito al buio anche a piedi. Lungo via Montagna spaccata sfrecciano anche i motorini. In sella giovanissimi che intonano cori da stadio e suonano prepotentemente il clacson. Fra gli striscioni di protesta, all'ingresso del presidio, campeggia anche uno slogan che cerca di incanalare la protesta, "Pianura non violenta".

PIANURA INSORGE: LA CRONACA E GLI AGGIORNAMENTI DALLA NAPOLI IN LOTTA..

Inviato da autonomix | 7 Gen, 2008

La cronaca

Dopo alcuni giorni di presidio presso la discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli, caratterizzata da diversi momenti di tensione ed alcune cariche contro i manifestanti all’alba del 2 gennaio, l’esplosione di rabbia ed insubordinazione sociale scoppia all’imbrunire del 3 gennaio.
Gruppi di ragazzi e ragazze si organizzano, alzano barricate in tutto il quartiere , mentre oltre 700 tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Forestale in assetto antisommossa affluiscono a Pianura da diverse regioni d’Italia.
Si alzano barricate con alberi, guard rail, cemento armato per bloccare l’accesso dei camion che, dopo le cariche del 2 gennaio, stanno preparando la discarica dei Pisani per accogliere per due anni i rifiuti di tutta la Campania. Vengono incendiati 4 autobus e messi di traverso per farne barricate. Nella mattina del 4 gennaio si tiene la mobilitazione in centro con l’occupazione del Comune di Napoli, blocchi stradali in Via medina e sotto il commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti. Nella notte viene assaltato il commissariato di polizia di Pianura con molotov e bombe carta, viene data alle fiamme la sede di Alleanza Nazionale di Pianura e quella della Margherita. Vengono alzate barricate e date alle fiamme in tutto il quartiere , bloccati 4 autobus e usati per cosrtuire barricate, la ANM l’azienda del trasporto pubblico in citta’ decide di non garantire piu’ il servizio nel quartiere di Pianura. Un arresto e 10 fermi e’ il bilancio della notte del 4 gennaio. Il 5 gennaio in mattinata con momenti di tensione in tutta la zona e una carica di allegerimento dopo un lancio di bombe carta contro la polizia. Nella notte una carica all’alba verso le 5:30 contro il blocco di contrada Pisani piu’ vicino alla discarica che far passare alcuni camion che servono per i lavori all’interno della discarica, due feriti tra cui un ragazzo che cade in una scarpata e si rompe una gamba. Sara’ ricoverato all’ospedale San Paolo. Centinaia di poliziotti fanno irruzione al presidio con mezzi blindati e battendo i manganelli contro gli scudi fecendo venire alla mente i drammatici giorni del G8 di Genova. Verso le 12 la polizia ed i carabinieri caricano un blocco a Pianura nei pressi della rotonda che porta alla contrada Pisani. Diversi feriti tra i manifestanti stesi in terra con le mani alzate. Dopo la seconda carica , c’e’ la reazione determinata e rabbiosa dei ragazzi di Pianura e degli altri quartieri della citta’ giunti a contrastare la militarizzazione del territorio contro l’apertura della discarica. Dopo una fitta sassaiola la Polizia si ritrae e poi lascia la rotonda di Pianura, che viene ripresa dai manifestanti. Si ereggono barricate nelle strade limitrofe con cassonetti e materiali di fortuna. Nel tardo pomeriggio un corteo di almeno 1000 persone parte dal blocco della rotonda di Pianura ed attraversa le strade del quartiere fino ad arrivare al presidio in contrada Pisani. In tarda serata nuovo scontro tra giovani e polizia durante un cambio turno con la polizia che prima si ritira sotto il lancio di pietre e bombe carta e poi carica con l’ausilio dei mezzi bilndati ed oltre 150 celerini disperdendo i manifestanti.
Il 6 gennaio in mattinata viene celebrata una messa al presidio in cui la diocesi di Pozzuoli paese confinate con il quartiere di Pianura , si schiera contro la discarica e contro le manganellate. Nel pomeriggio del 6 un corteo di oltre 3000 persone sfila per il quartiere e raggiunge nuovamente il presidio in contrada Pisani.
Intanto per mercoledi’ 9 gennaio e’ stata convocata dai cittadini di Pianura e dalla Rete Campana Salute e Ambiente una manifestazione in centro che partira’ dalle ore 18 da Piazza del Gesu’.

la cronaca a cura di Global Project Napoli

Da altri media :
Il video della carica della polizia del 5 gennaio
"Nel primo video e’ importante l’audio. Si sente chiaramente che i manifestanti a mani alzate chiedono di non essere manganellati, mentre tra i poliziotti si incita ad "accirere (uccidere)" i manifestanti".

Video della risposta dei manifestanti e la polizia arretra.
"Nel secondo video sono le donne e gli anziani che incitano i ragazzi nella sassaiola che fa arretrare la polizia."

video a cura di Videocomunicazioni

Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti
No alla discarica di Pianura senza se e senza ma


Immagini da Pianura

Le riflessioni

“Ridiamo con il riso di chi gli ordini li ignora”
I primi giorni del 2008 c’hanno consegnato un ondata di rabbia e di determinazione a Napoli contro il piano rifiuti e contro le scelte scellerate delle istituzioni nazionali e locali di continuare nella logiche delle discariche e degli inceneritori.
A Napoli e’ in atto un insubordinazione sociale che non ha precedenti nella storia recente della citta’, localizzata nel quartiere di Pianura contro la riapertura della discarica in contrada Pisani.
La discarica di Pianura ha una storia lunga, gia’ utilizzata per oltre 25 anni come sversatoio di tutta la citta’, dove sono finiti rifiuti di ogni tipo avvelenando le case che sorgevano fin dentro la conca dei Pisani dove oggi si registrano un aumento di leucemia, tumori , neoplasia che colpiscono come una mannaia di morte la popolazione dei Pisani.
Le lotte in difesa della salute e dell’ambiente in Campania, negli ultimi anni hanno attraversato tanti luoghi raccogliendo la rabbia e la mobilitazione delle comunita’ in lotta : Giugliano, Terzigno, Serre, Pignataro Maggiore, Carabottoli, Ariano Irpino, ed ovviamente Acerra dove nell’agosto del 2004 si e’ registrata fino ad ora la mobilitazione piu’ forte e determinata in Campania, con un intero paese di oltre 30 mila abitanti che si sono scontrate per ore con polizia e carabinieri contro l’apertura del cantiere dell’inceneritore.
Dopo le mobilitazioni, le cariche e gli scontri di Giugliano tra Novembre e Dicembre le lotte sono arrivate all’interno della citta’ di Napoli a Pianura. La dimensione di quello che abbiamo davanti e’ ancora dai contorni indefiniti e difficili da leggere attraverso quelle categorie politiche che utilizziamo con consuetudine per dare una lettura politica dei fenomeni sociali.
Oltre ai blocchi , piu’ di uno, intorno alla discarica di Pianura che vedono la partecipazione popolare , di famiglie, bambini, donne e uomini in lotta per un futuro diverso da quello che e’ il loro presente fatto di morte con patologie legate allo sversamento dei rifiuti, c’e’ una dimensione nuova, cio’ che accade di notte a Pianura.
Blocchi ovunque, barricate in fiamme, assalti ai commissariati di polizia, alle sedi dei partiti di destra e sinistra, sassaiole continue contro polizia e carabinieri, blocco totale delle vie d’accesso al quartiere di Pianura. Fiamme, soprattutto fiamme. Questi elementi definiscono l’insubordinazione sociale di Pianura , oltre che mitipoieticamente anche concretamente, il fenomeno piu’ simile all’esplosione delle banlieue parigine a cui assistiamo in Europa.
Giovani, giovanissimi, si organizzano tutte le notti contro la polizia ed i carabinieri che assediano da giorni il quartiere di Pianura all’altezza del sito di contrada Pisani, una resistenza che e’ difficile da leggere attraverso la comparazione con scenari biopolitici a cui siamo abituati nel nostro paese.
Da tempo ci siamo interrogati ed abbiamo interrogato i percorsi di movimento che mettono in rete le lotte per la difesa della salute e dell’ambiente in Campania sulla necessita’ di declinare le lotte per la difesa dei beni comuni all’interno delle metropoli come necessario scatto in avanti sul fronte del conflitto, per portare nel cuore dei meccanismi di esercizio del comando e del dominio la lotta contro questo modello di sviluppo.
Ebbene i fatti hanno superato l’espressione delle intenzioni collettive con la decisione scellerata di riaprire la discarica di Pianura. La declinazione di queste lotte nella metropoli si e’ tradotta immediatamente nella definizione precisa della controparte , che in questa martoriata Regione sono le istituzioni a tutti i livelli : Comune, Provincia, Regione, Commissariato straordinario, governo centrale, e tutta la schiera dei partiti. Oggi a Napoli si vive un momento alto di delegittimazione del potere istituzionale grazie ai fallimenti di centro destra e centro sinistra che hanno distrutto questa terra, e grazie al lavoro certosino e caparbio di chi in questi anni ha continuato ad organizzare il conflitto sociale a Napoli ed in Campania. Ma cio’ che stiamo vivendo a Pianura non puo’ essere letto con le categorie ne’ dei movimenti antisistemici classici ne’ con quello che e’ il bagaglio di insegnamento che abbiamo ricevuto in questi anni dalle lotte per la difesa dei beni comuni. E’ qualcosa di piu’ complesso, che da un lato esprime una ribellione sociale verso le forme sostanziali di esercizio del potere e della forza che sono Polizia e Carabinieri, e dall’altro una nebulosa che evoca l’insurrezione sociale ma che difetta senza dubbio di tattica e strategia politica mentre esprime il massimo della conflittualita’ metropolitana. Il pestaggio di giornalisti e cameraman e spesso la sostanziale incomunicabilita’ tra questo spaccato di metropoli ed il resto della protesta che maggiormente somiglia agli esempi di lotta in difesa dei beni comuni sul territorio di Pianura , sono senza dubbio dei limiti cronici della rabbia sociale espressa.
Appare evidente che il lessico spesso triste , ed i codici di linguaggio vetero e inappropriati di alcuni, rendono la nebulosa dell’insubordinazione dei ragazzi e ragazze di Pianura impermeabili al confronto politico con le esperienze di autorganizzazione. Noi riteniamo di essere quelli che hanno provato in questi anni a sperimentare nuovi codici di linguaggio che facevano parte del nostro essere moltitudine, a partire dalla nostra composizione e dal nostro attraversamento dei luoghi di aggregazione sociale altri che la metropoli produce. Questo elemento ci porta oggi a provare a rompere la gabbia di criminalizzazione che accompagna le lotte di Pianura, le barricate, gli scontri con le forze dell’ordine. La nostra citta’ e’ anche questo. Capace di esprimere la peggior classe politica istituzionale ed allo stesso tempo produrre un meccanismo di difesa del territorio determinato e straordinariamente incisivo.
Non abbiamo certezze nell’attraversamento di questo fenomeno sociale da banlieue italiana, non sappiamo dare oggi dei giudizi di merito o di demerito. Comprendiamo la necessita’ di una strategia politica complessiva rispetto alle lotte in difesa della salute e dell’ambiente , e ci adoperiamo in questo senso, attraverso gli strumenti costruiti in questi anni come la Rete Campana Salute e Ambiente, che ha avuto il merito di essere l’unico punto di riferimento politico che ha messo in discussione l’intero piano rifiuti, ha costruito la connessione delle lotte di tutta la Campania rompendo la dimensione nimby delle lotte campane, l’unico strumento costruito dai movimenti che a partire dal protagonismo dei comitati e’ riuscito a costruire un alternativa concreta al fallimento della politica ufficiale. D’altro canto il nostro essere moltitudine, il rifiuto di qualsiasi logica di avanguardia politica nelle lotte popolari, il rigetto per una dimensione sociale e politica che vede le strutture di movimento assurgere a direzione politica delle ribellioni sociali soffocando il protagonismo della moltitudine ed il legame biopolitico con il territorio, ci porta anche ad attraversare quell’insubordinazione sociale mossa spesso semplicemente dall’odio verso la polizia volto brutale e feroce del comando imperiale.
E’ questa la dimensione che ci pare di comprendere che porta il livello dello scontro tra potere e moltitudine ad un livello diverso evocando scenari ancora da costruire nel nostro paese. Ed e’ evidente che chi controlla l’ordine pubblico abbia ben compreso la portata di cio’ che sta accadendo. Lo dimostra lo schieramento impressionante di polizia e carabinieri a Pianura, con mezzi blindati e cariche indiscriminate.
Tutto cio’ e’ possibile senza dubbio grazie alla dimensione sociale della nostra citta’ e dal portato fenomenologico che essa esprime. Napoli endemicamente produce conflitto, in un esplosione di ribellione che quando non trova l’anestetico sociale della camorra e delle clientele politiche riesce ad esprimersi nella sua complessita’ e nella sua determinazione.
L’espressione migliore che ci sovviene e’ che stiamo provando a camminare sulla testa dei re! Almeno finche’ dura…

Laboratorio Occupato Insurgencia - Napoli


Ulteriori approfondimenti :
Fumo nero...
La Campania resiste
Seguendo la monnezza parte uno
Seguendo la monnezza part two

 

news da repubblica...

 

Prodi e Fioroni: "Le scuole riaprano"
I sindaci: "Solo se togliete i rifiuti"

L'assessore regionale Gabriele: "Modificheremo il calendario per salvaguardare gli studenti"
L'Italia dei Valori pronta a sfiduciare il governatore Antonio Bassolino


<B>Prodi e Fioroni: "Le scuole riaprano"<br>I sindaci: "Solo se togliete i rifiuti" </B>

La messa alla discarica

NAPOLI - Una messa davanti alla discarica, dopo una notte di relativa calma. A Pianura gli abitanti del quartiere mantengono un presidio contro la riapertura decisa dal Prefetto. In serata circa mille persone con il sindaco Sauro Secone e alcuni sacerdoti hanno manifestato pacificamente in corteo. La zona è controllata dalla polizia. Da Bologna Romano Prodi invoca un ritorno alla normalità in Campania. A partire dalle scuole "di cui ho disposto la riapertura". "I bambini che stanno a casa - dice il premier - rimangono nelle zone con lo stesso inquinamento, e se in qualche scuola ci sarà una situazione di emergenza manderò stanotte a pulire intorno in modo che si possa riaprire la scuola". Poi un messaggio secco: "Il problema dei rifiuti deve essere risolto per sempre. Con il ministro dell'Interno abbiamo programmato una strategia di lungo periodo". Anche il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ribadisce che domani in Campania gli studenti torneranno regolarmente a scuola. E il ministro della Difesa Arturo Parisi dispone l'impiego di mezzi del Genio di Caserta per sgomberare gli ingressi delle scuole. Ma genitori e sindaci non sono d'accordo. E il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti afferma che l'ordinanza di chiusura è ancora in vigore. L'assessore regionale Gabriele assicura: "Modificheremo il calendario scolastico per non far perdere preziosi giorni di scuola agli studenti delle scuole che rimarranno chiuse".

Fioroni: in Campania si torni a scuola. "Ho dato disposizioni, con il prefetto, il direttore scolastico regionale e d'intesa con le autorità regionali - ha detto il ministro Fioroni - affinché si predisponga ogni intervento necessario a far riaprire fin da domani tutte le scuole delle zone interessate dall'emergenza rifiuti in Campania. La scuola - ha spiegato Fioroni - è un bene primario e i ragazzi non possono esserne privati ed è soprattutto di fronte ad emergenze come quella che sta investendo la Campania che bisogna garantire servizi e i beni fondamentali".

"Domani scuole aperte" ma genitori e sindaci dicono no. Ma la questione delle scuole diventa, ora dopo ora, un nuovo punto di tensione. Alcuni genitori affermano che domani mattina non manderanno in classe i loro figli negli istituti di Cercola: "Le finestre di alcune classi si trovano a pochi metri dai cumuli dei sacchetti maleodoranti e preferiamo, al momento non mandarli a scuola". Una situazione che il sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giorgiano, rimarca, invitando Prodi "a vedere di persona come stanno le cose". Parla di cumuli di rifiuti il primo cittadino e di rischi per gli alunni: "Se stanotte la situazione migliorerà revocherò la mia ordinanza. In caso contrario, resterà confermata la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado". E anche a Quarto le scuole non apriranno i battenti. Mentre il sindaco di Volla, Salvatore Ricci, si dice disponibile a revocare il provvedimento di chiusura delle scuole nel suo comune, "a patto però - spiega - che sia tolta immediatamente la spazzatura davanti agli istituti. Dopo 15 anni di emergenza le promesse non ci bastano più".

Modifiche al calendario scolastico. Il sindaco di Caserta, infine, Nicodemo Petteruti, interpellato sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, si limita a confermare di "non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di eventuali provvedimenti che autorizzino la ripresa dell'attività scolastica". Le scuole di Caserta, pertanto, domani rimarranno chiuse. Tuttavia gli studenti delle scuole che in questi giorni rimarranno chiuse non perderanno "giorni preziosi", assicura l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele: "Nell'intenzione di assicurare il pieno esercizio del diritto allo studio si disporrà domani stesso, nel rispetto delle competenze della giunta regionale la modifica del calendario scolastico per far sì che le scuole che non dovessero riaprire non perdano preziose giornate di lezione". Tuttavia Gabriele invita il governo a intervenire rapidamente "per ripulire i cumuli di rifiuti", se necessario anche con l'intervento dell'esercito.


Idv: "Pronti a sfiduciare Bassolino".
La questione rifiuti rischia di travolgere la giunta campana. Dall'Italia dei valori, dopo l'attacco di Antonio Di Pietro al presidente Antonio Bassolino, arriva una dura stoccata: "Non escludo la presentazione di una mozione di sfiducia al presidente Bassolino" dice il coordinatore regionale dell'Idv. Una mossa che mette a rischio il futuro del Governatore che da sette anni guida la regione. Nel frattempo il centrodestra non sta a guardare e inanella una serie di dichiarazioni con un unioc filo conduttore: via Bassolino e anche il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.

Don Cipolletta e il Presidente.
"La gente va ascoltata, non bastonata - dice il parroco della chiesa di Sant'Antonio, don Giuseppe Cipolletta - noi siamo contro le violenze e le condanniamo. Ma interroghiamoci su chi promette da trent'anni il risanamento di questo quartiere". Ma anche il presidente della Repubblica Napolitano è tornato questa mattina sull'argomento: "Ho chiesto al governo di intervenire e il governo ha garantito il suo impegno. Quella dei rifiuti è una tragedia".

E anche dal vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella, sono arrivate parole forti, contenute in un messaggio letto ai manifestanti nel corso della messa che si sta celebrando al presidio dinanzi alla discarica di Pianura: "Chiediamo precise garanzie alle autorità che hanno deciso la riapertura della discarica". Parole accolte dagli applausi dei contestatori. Duro l'attacco a chi avrebbe dovuto risolvere il problema e non l'ha fatto. Il vescovo ha sollecitato che siano accertate "le responsabilità a tutti i livelli". Poi l'appello a non alimentare la tensione condannando "la violenza da ogni parte".

Calcio, il Pianura non esulta.
E' finita 1-0 per i padroni di casa la partita di calcio della serie Eccellenza tra il Pianura e il Succivo. In segno di solidarietà con il quartiere che protesta contro la discarica dei Pisani, la squadra di casa al momento del gol decisivo per la vittoria non ha esultato mentre la società sportiva aveva deciso l'ingresso gratuito allo stadio che si trova a poche centinaia di metri dalla discarica dei Pisani.

(6 gennaio 2008)