FIERA DELLE AUTOPRODUZIONI NATURALI AL CSOA CARTELLA
Inviato da autonomix | 21 Nov, 2007
portale di news, articoli ed informazioni sui movimenti, per i movimenti e dei movimenti.
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work in progress per il G8 alla Maddalena..

Appello per un incontro nazionale
Sabato 14 luglio a Vicenza
Presidio permanente No Dal Molin
Strada Ponte Marchese
Da più di un anno Vicenza è attraversata
da un movimento popolare forte e radicato che si oppone alla
costruzione di una nuova base militare presso l’aeroporto Dal
Molin. Decine di migliaia di vicentini sono scesi in piazza, assemblee
ed iniziative partecipatissime si svolgono settimanalmente in
città, azioni vengono effettuate contro la costruzione della
base.
Vicenza si è messa in cammino, ha costruito relazioni
con chi lotta in Val di Susa contro la Tav, con il Patto del Mutuo
Soccorso, con i comitati contro le servitù militari dalla
Sardegna ad Aviano e con tantissime altre realtà italiane,
europee e statunitensi.
Ci siamo incontrati a Vicenza in occasione delle manifestazioni, così come in Val di Susa e a Roma il 9 di giugno.
Ora vi chiediamo di tornare a Vicenza, di essere insieme alle cittadine
e ai cittadini di Vicenza per bloccare i lavori di costruzione del
più grande insediamento di guerra del sud-est Europa.
Vogliamo difendere insieme a voi i beni comuni, ed allo stesso tempo
fare di questa nostra battaglia un bene comune prezioso per tutti.
Vogliamo innanzitutto ripercorrere le fasi che hanno caratterizzato questi mesi di lotta:
la
prima fase che noi individuiamo è quella del rifiuto del
progetto e del tentativo, attraverso la mobilitazione popolare, di
bloccarne l’approvazione da parte del Governo locale e centrale.
la
seconda fase è quella “ribellione” al “non mi
oppongo” del Governo Prodi comunicata dai telegiornali serali del
16 Gennaio; la città è insorta indignata e non ha
accettato questa imposizione. Le iniziative si sono susseguite fino
alla grande manifestazione nazionale del 17 febbraio che ha visto
almeno 150 mila persone sfilare pacificamente per le strade di Vicenza.
la
terza fase è quella della resistenza ai lavori per la
realizzazione del progetto, caratterizzata da azioni come
l’occupazione della Basilica Palladiana e il taglio dei cavidotti
per fibre ottiche posati nei pressi del Dal Molin.
Dopo che il
governo Prodi ha ufficializzato, attraverso l’ambasciatore
statunitense Spogli, il si alla nuova base Usa al Dal Molin, si
è aperto al nostro interno un dibattito sulle forme della
resistenza ai lavori e sulle prospettive future della nostra lotta.
Proponiamo, quindi, a tutte/i un incontro nazionale a Vicenza dove le
donne e gli uomini del Presidio Permanente proporranno il percorso di
opposizione alla realizzazione della nuova base Usa; un percorso che,
per noi, deve unire locale e globale, perché vogliamo sì
difendere la nostra terra, ma anche costruire un futuro senza basi di
guerra.
Per adesioni: comunicazione@nodalmolin.it
riportiamo volentieri questo appello e aderiamo immediatamente..

Anche
quest'anno si terra' [7-8-9 settembre 2007] un INCONTRO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE ANIMALE,
momento che riteniamo molto importante per un movimento che lotta
contro lo sfruttamento dei viventi non umani.
Gli appuntamenti
passati ci hanno insegnato quanto puo' essere utile il convivere
esperienze come queste, in cui il confronto ha arricchito i
partecipanti in determinazione e motivazione, ed ha impreziosito il
movimento stesso, con la nascita o il consolidamento di numerosi gruppi
attivi a livello locale per contrastare lo sfruttamento in una delle
sue forme piu' bieche: quello sugli animali.
Lo dimostrano le
recenti vittorie contro l'industria della pelliccia in Italia:
l'attivismo unito alla costanza ha gia' dato buoni frutti.
E'
con questo spirito che riproponiamo questa tre giorni, aperta a
chiunque voglia prendere parte alla liberazione di tutti gli animali, a
chiunque come noi voglia intraprendere questo percorso con le proprie
forze, senza delega, ma con scambio, capacita' critica e costruttiva.
Vi
saranno work shop accanto a discussioni e dibattiti; teoria e pratica
dell'antispecismo radicale, parole che possono sembrare difficili ma
che semplicemente racchiudono il rispetto per qualunque specie, animale
e umana, e della nostra Terra. E l'agire per loro, con la strategia che
si ritiene piu' utile.
Perche' se i campi di concentramento
continueranno ad esistere i diretti responsabili della schiavitu'
saranno stati aiutati da quegli indifferenti che hanno visto e poi
chinato lo sguardo.
Il silenzio e' un complice perfetto.
L'incontro
si terra' i giorni 7-8-9 settembre al RIFUGIO VALNERA, in localita'
Valnera a Marradi (FI), in un luogo molto bello, lontano dai ritmi
ossessivi e dalle nocivita' tipiche delle citta'.
Sul sito internet troverete le indicazioni per arrivare e tutte le altre informazioni: www.incontro2007.tk
Scriveteci a: incontro_2007@yahoo.it e chiedeteci di iscrivervi alla mailing list per ricevere gli ultimi aggiornamenti sull'incontro.
![]() Stop Deportation Business!Lunedì 28 maggio 2007 11:44 Occupate le sedi del Consorzio Nazionale Servizi in varie città d’ItaliaIl Consorzio si impegna a non partecipare più a bandi per la gestione dei CPT>>> Leggi il comunicato - Gestisci i CPT? Vergogna! >>> Leggi la lettera consegnata ai dipendenti e ai dirigenti del CNS - Lettera >>> Leggi il comunicato finale Questa mattina sono stati occupati gli uffici della sede del CNS, il Consorzio Nazionale dei Servizi che per conto di Blucoop e Coooperativa Sisifo ha vinto l’appalto per la gestione del Centro di Permanenza Temporanea di Lampedusa. Cronaca audio La dichiarazione della dirigenza del CNS Sede CNS scarl di Bologna |

Roma: in 200 occupano S. Giovanni - Protestano per il diritto alla casa
ROMA,26 MAG- Circa 200 esponenti di Action,Asia-Rdb e Comitato lotta per il centro storico hanno occupato la navata centrale di S.Giovanni in Laterano a Roma. I manifestanti hanno portato anche degli striscioni, su uno c'e' scritto:'Governo Prodi a Firenze parla di famiglia a Roma le sgombera e le sfratta'.I manifestanti hanno voluto occupare S.Giovanni in Laterano poiche' proprio in questa piazza si e' svolto il Family Day e 'perche' il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane per fare bed & breakfast'.
TUTTE LE FOTO LE TROVATE QUI
http://www.nof35.org/doc/immagini.htm

Venerdi e sabato proteste della campagna AIP a Milano contro Upim, che si ostina a vendere inserti in pelliccia di animali morti.
Le due giornate di venerdì 25 e sabato 26 sono particolarmente importanti in questo momento della campagna, per cui vi invitiamo a partecipare numerosi. Maggiori informazioni arriveranno presto... e sono ottime notizie!
Intanto segnatevi gli appuntamenti sul vostro calendario e non mancate:
VENERDI 25 MAGGIO
-Ore 11.30 protesta davanti agli uffici nazionali di UPIM, via Gallarate 184 (Milano)
- Ore 14.30 Protesta davanti a Upim, via Farini 79/81 (Milano)
- Ore 16.30 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
SABATO 26 MAGGIO
- Ore 15.00 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
- Ore 17.00 Protesta davanti a Upim, Via Polesine - Piazzale Corvetto (Milano)
Laboratorio Antispecista
via De predis 9
20155 Milano
laboratorioantispecista@yahoo.it
Infoline: 340-6368139

La crisi economica e sociale che da anni investe i paesi capitalisti, tra cui l’Italia, ha portato questi stati a scatenare guerre imperialiste nei paesi del Medioriente, alla ricerca di nuovi mercati da sfruttare e a varare manovre finanziarie anti-popolari al loro interno con il conseguente inasprimento di precarietà e sfruttamento che determinano un progressivo peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari.
Un quadro politico a cui partecipano tutti i partiti italiani da destra a “sinistra”, compresi Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, che in campagna elettorale si ergevano a paladini dei lavoratori e una volta al potere non hanno rispettato le promesse fatte continuando con le guerre di conquista all’estero e con una politica di sfruttamento dei proletari in Italia.
Tale situazione, anno dopo anno, sta creando un dissenso popolare e di classe sempre più ampio e determinato, che ha portato lavoratori, studenti e proletari in generale ad organizzarsi, molto spesso anche al di fuori delle logiche istituzionali. È in questa direzione che il Centro Popolare Occupato Gramigna si è posto da sempre come punto di riferimento a Padova per i proletari e tutti coloro che cercano uno spazio politico autorganizzato al di fuori delle logiche del capitale. Il C.P.O. Gramigna è da sempre in prima fila nelle battaglie in difesa dei diritti dei lavoratori, nell’occupazione di case sfitte, nelle mobilitazioni contro le guerre imperialiste e in appoggio alle resistenze dei popoli oppressi, e nelle lotte popolari da quelle in difesa dell’ambiente come in Val di Susa e San Pietro di Rosà, a quelle contro le basi militari come a Vicenza. Proprio per questo, come tutte quelle realtà che lottano con coerenza e determinazione per il cambiamento di questa società, ha subito, negli anni, molti attacchi repressivi. A partire da Padova il Gramigna ha collezionato 13 sgomberi in 20 anni di vita, e solo negli ultimi 2 anni si contano a decine le denunce, le multe e i processi a carico dei compagni. Ma la repressione non colpisce solo a Padova ma tutti i centri sociali occupati e gli spazi di agibilità politica del movimento di classe: dal Mario Lupo di Parma, agli squat di Torino fino agli incendi e attacchi dei soliti “ignoti” in camicia nera in diverse città d’Italia. Ultimi, in ordine di tempo, sono gli arresti e le perquisizioni preventive del 12 febbraio a Padova, Milano, Torino, Trieste e Foggia che hanno portato in carcere 14 compagni, ancora oggi in isolamento, tra cui 7 militanti del Gramigna. Questo attacco non è rivolto solo alle realtà politiche direttamente colpite, ma a tutto il movimento rivoluzionario e di classe italiano. Movimento che soprattutto negli ultimi anni, dal g8 di Genova nel 2001, è stato duramente colpito ogni qual volta si muovesse al di fuori degli schemi istituzionali. Il movimento anarchico ha subito feroci attacchi preventivi con le inchieste “Notte tempo” a Lecce, la “Cervantes” in Toscana e i due processi alle COR, colpiti dai reati associativi 270 e 270 bis, pagati con alcuni anni di isolamento in Elevato Indice di Vigilanza e finiti in alcuni casi con l’assoluzione dei compagni. Così come le mobilitazioni di piazza sono state violentemente represse: a Bergamo il 12 novembre 2005 durante la manifestazione sotto il carcere, conclusa con 14 arresti e a Milano l’11 marzo 2006 nella manifestazione antifascista dove sono stati arrestati 41 compagni.
Non vengono attaccati solo il movimento e le avanguardie politiche, ma anche le lotte operaie e popolari, che per partecipazione, radicalità e rivendicazioni mettono in seria difficoltà governo e sindacati, perché non compatibili. Lo dimostrano le cariche in Val di Susa contro la Tav, o a Melfi contro gli operai delle FIAT in sciopero. La repressione, però, non è solo quella del manganello, ma anche il clima di terrore che si crea attorno alle grandi mobilitazioni di massa: un chiaro esempio sono stati gli arresti del 12 febbraio, non a caso una settimana prima della manifestazione di Vicenza. La criminalizzazione mediatica stile “sbatti il mostro in prima pagina” e l’immediata condanna dei sindacati di regime, da subito solidali con l’operato delle forze di polizia, mirano soprattutto a isolare le avanguardie operaie e a minare il loro legame con le masse lavoratrici. Una manovra mirata a impedire un legame tra le rivendicazioni economiche e sociali della classe operaia ad una prospettiva rivoluzionaria. Gran parte dei compagni arrestati sono infatti delegati sindacali riconosciuti e rispettati nei loro posti di lavoro, sempre in prima linea nelle lotte in difesa dei diritti dei lavoratori.
Con quale coraggio politicanti di destra e “sinistra”, dirigenti sindacali, “forze dell’ordine” e mass-media si permettono di infangare e rovinare la vita dei nostri compagni additandoli come terroristi, quando sono i primi a creare terrore.
Gli stessi politici che da sempre si rendono responsabili di guerre imperialiste e dei massacri all’uranio impoverito e al fosforo bianco delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, del Medioriente e
ovunque ci siano risorse da sfruttare; gli stessi dirigenti sindacali complici con il loro silenzio dei 1200 morti sul lavoro nell’anno 2006, dirigenti che non hanno mai sudato sui ponteggi o in catena di montaggio e che non hanno mai indetto un’ora di sciopero per le morti bianche, ma si sono affrettati a infamare i compagni come infiltrati e a schierarsi con i padroni dietro lo slogan “no al terrorismo”. Gli stessi sbirri assassini di Carlo Giuliani, di Federico Aldrovandi e di molti altri compagni e immigrati. Gli stessi mass-media che nascondono i crimini giornalieri sulle popolazioni nei vari teatri di guerra, ma che si sono sostituiti ai giudici nel condannare da subito i compagni arrestati.
La grande solidarietà che si è manifestata fin da subito, sia a livello nazionale che internazionale, ha dimostrato che i compagni sono tutt’altro che isolati e che facevano politica sinceramente al fianco dei proletari lavoratori, studenti e nelle lotte sociali. Manifestare la propria solidarietà in questo momento significa difendere concretamente gli spazi di agibilità politica: dai centri sociali alle assemblee di fabbrica, agli spazi comunali come sale e piazze, così come la libertà di espressione che in questo momento cercano di chiudere tacciandola di terrorismo, È necessario continuare a manifestare la nostra solidarietà non solo nei confronti dei compagni arrestati il 12 febbraio, ma anche verso tutti i prigionieri comunisti e anarchici rinchiusi nelle galere italiane, spagnole, francesi, turche, e in particolare ricordando i 5 compagni rivoluzionari in regime di completo isolamento in 41 bis rinchiusi nelle carceri italiane tra cui Parma e L’Aquila.
per raccogliere l’estesa solidarietà con la prospettiva di creare un fronte più ampio possibile contro la repressione di stato;
per rilanciare la lotta in difesa degli spazi occupati e di agibilità politica del movimento di classe;
per rompere l’isolamento nei confronti dei compagni arrestati;
RILANCIAMO A GRAN VOCE LA PARTECIPAZIONE:
sabato 26 maggio 2007 assemblea cittadina preparatoria al C.P.O Gramigna inizio ore 15.00
sabato 23 giugno 2007 manifestazione nazionale a Padova
concentramento ore 16 in piazza dei Signori

A partire dalle h. 8.00 di mercoledì 9 maggio è partita un’ondata di perquisizioni contro le strutture di sinistra attraverso tutta la Germania. Bersagli delle perquisizioni sono i progetti sociali e le case private delle persone che stanno organizzando le mobilitazioni contro il summit del G8 – o sospettate di farlo.
A Berlino almeno sette appartamenti e uffici sono stati perquisiti, tra cui due uffici al Bethania, un centro sociale di Kreuzberg, e il Fusion shop nello stesso quartiere. Quest’ultimo è uno spazio utilizzato da una organizzazione antifascista e dalla Sinistra Interventista. Quindi, sono stati perquisiti un infoshop a Mehringhof e gli uffici di molti media alternativi in Lausitzer Strasse.
Le indagini della polizia criminale si sono concentrate specialmente sul server alternativo so36.net. Molti progetti di sinistra e alternativi hanno infatti appoggiato su questo server i loro siti, mailing lists e indirizzi mail. In questo modo la struttura di comunicazione del movimenti anti-G8 è stato colpito in uno dei suoi punti sensibili.

In Germania polizia e magistratura hanno effettuato oggi perquisizioni mirate ad Amburgo, Berlino e Brema alla ricerca di presunti estremisti di sinistra. Portavoce delle forze dell'ordine hanno reso noto che ad Amburgo (nord) le perquisizioni si sono concentrate su "Rote Flora" (flora rossa), un ex teatro occupato da gruppi autonomi nel 1989.