FIERA DELLE AUTOPRODUZIONI NATURALI AL CSOA CARTELLA

Inviato da autonomix | 21 Nov, 2007

CSOA A Cartella: Serata Benefit per Sport Sotto Assedio e video sul g8 di Rostock 2007

Inviato da autonomix | 8 Nov, 2007
serata al cartella

Attentato al progettista del Cpt - Il Cpt di corso Brunelleschi

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2007
Attentato al progettista del Cpt - Il Cpt di corso Brunelleschi
Le minacce scritte sul cofano dopo aver distrutto l'auto

TORINO, 15 lug - Attentato intimidatorio, la scorsa notte, contro un geometra progettista della Coema Edilità Srl, l'impresa che sta terminando il raddoppio del Cpt di corso Brunelleschi. Ignoti, che carabinieri e polizia definiscono nei loro rapporti «anarco-insurrezionalisti», hanno preso di mira la Renault Clio di F. D., 28 anni. L'auto era parcheggiata a Collegno, in una strada vicina all'abitazione del professionista. I teppisti hanno scritto con un punteruolo, sul cofano, la frase «Al centro del mirino» ed hanno poi vergato sulle portiere le parole «Tic-Tac», cerchiando la A nel modo in cui è simboleggiata l'anarchia. Prima di andarsene, poi, i soliti ignoti hanno anche sfilato il nottolino da una delle portiere e strappato, con fini vandalici, i fili dell'accensione. In tutto un danno di un migliaio di euro. Non ci sono dubbi sulla paternità del gesto, da attribuire agli anarco-insurrezionalisti, non nuovi ad iniziative intimidatorie nei confronti della Coema. Anche se nessuno sembra avere notato nulla, considerato che la zona è abbastanza periferica e poco frequentata. La Coema Edilità srl aveva vinto, nella primavera del 2006, un appalto del Ministero delle Infrastrutture da 11 milioni di euro per l'ampliamento del Cpt e le opere, in fase di ultimazione, sono iniziate l'anno scorso. L'ampliamento riguarda le aree fra via Monginevro e corso Brunelleschi, che passeranno da 88 posti a circa 170. Quando sarà inaugurato il primo lotto (quattro strutture realizzate ex novo tra via Monginevro e corso Brunelleschi), gli «ospiti» verranno trasferiti e il cantiere si sposterà nell’attuale Cpt. La parte nuova, infatti, occupa il settore sino a pochi mesi fa rimasto inutilizzato, dove una volta c’era il poligono di tiro della vicina caserma. Un’area con una storia: gli alberi tagliati avevano oltre mezzo secolo, ripiantumati dopo che quelli precedenti erano serviti ai residenti, durante la guerra, come legna da ardere per l’inverno. L’ingresso principale non sarà più in in corso Brunelleschi ma in via Maria Mazzarello. I vecchi muri sono stati sostituiti da una cinta di sicurezza, in cemento armato. Spariranno le reti e il cortile. Nelle strutture, stanze di due letti con bagno, aria condizionata e tv. I pasti arriveranno dall’esterno, forse con lo stesso catering che serve altri servizi pubblici. Infine l’infermeria, grande e attrezzata. I lavori sono ovviamente «top secret», classificati come quelli di una caserma militare; non ci sono cartelloni con le indicazioni delle caratteristiche tecniche. Il cantiere è seguito, passo dopo passo, dai tecnici del Demanio Pubblico. Le opere sono state realizzate con buona solerzia nonostante il documento, recapitato l'anno scorso ai giornali, in cui gli anarco-insurrezionalisti consigliavano «calorosamente» alla Coema di sciogliere il contratto. Aggiungendo: «Non avremo alcuno scrupolo a colpire duramente chi collabori anche in maniera marginale con la Coema». Alla sede della ditta, in corso Unione Sovietica, era giunta esattamente un anno fa anche una bomba carta: l'ordigno non esplose grazie alle contromisure prese a difesa dell'azienda, la bomba fu fatta brillare in cortile dagli artificieri. Gli anarco-insurrezionalisti (che hanno firmato le rivendicazioni con la sigla Fai-Rat) non avevano dimenticato di prendersela anche con i giornali: in una lettera, giunta a La Stampa, avevano promesso «fuoco e piombo» a carceri, Cpt, sbirri e giornalisti («fomentatori di odio razziale»). E' la prima volta che, dopo quelle minacce, viene direttamente colpito uno dei dipendenti dell'impresa. Ed è anche la prima volta che, spedizioni di pacchi bomba a parte, si cerca di intimidire direttamente una persona fisica, in questo caso un professionista. L'episodio dell'altra sera potrebbe comunque avere qualche attinenza con la denuncia, avanzata dalla Digos tre giorni fa alla Magistratura, di quattro anarchici accusati di avere scritto slogan sui nuovi muri del Cpt. I quattro - tre ragazzi e una giovane donna di nazionalità bosniaca - hanno agito in via Maria Mazzarello scrivendo «Questo è un lager della Croce Rossa» nonchè «Rivoltelle ai rivoltosi».

Sabato 14 luglio: Vicenza chiama

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2007

 

 

 

Appello per un incontro nazionale
Sabato 14 luglio a Vicenza
Presidio permanente No Dal Molin
Strada Ponte Marchese

Da più di un anno Vicenza è attraversata da un movimento popolare forte e radicato che si oppone alla costruzione di una nuova base militare presso l’aeroporto Dal Molin. Decine di migliaia di vicentini sono scesi in piazza, assemblee ed iniziative partecipatissime si svolgono settimanalmente in città, azioni vengono effettuate contro la costruzione della base.
Vicenza si è messa in cammino, ha costruito relazioni con chi lotta in Val di Susa contro la Tav, con il Patto del Mutuo Soccorso, con i comitati contro le servitù militari dalla Sardegna ad Aviano e con tantissime altre realtà italiane, europee e statunitensi.
Ci siamo incontrati a Vicenza in occasione delle manifestazioni, così come in Val di Susa e a Roma il 9 di giugno.
Ora vi chiediamo di tornare a Vicenza, di essere insieme alle cittadine e ai cittadini di Vicenza per bloccare i lavori di costruzione del più grande insediamento di guerra del sud-est Europa.
Vogliamo difendere insieme a voi i beni comuni, ed allo stesso tempo fare di questa nostra battaglia un bene comune prezioso per tutti.
Vogliamo innanzitutto ripercorrere le fasi che hanno caratterizzato questi mesi di lotta:

-  la prima fase che noi individuiamo è quella del rifiuto del progetto e del tentativo, attraverso la mobilitazione popolare, di bloccarne l’approvazione da parte del Governo locale e centrale.

-  la seconda fase è quella “ribellione” al “non mi oppongo” del Governo Prodi comunicata dai telegiornali serali del 16 Gennaio; la città è insorta indignata e non ha accettato questa imposizione. Le iniziative si sono susseguite fino alla grande manifestazione nazionale del 17 febbraio che ha visto almeno 150 mila persone sfilare pacificamente per le strade di Vicenza.

-  la terza fase è quella della resistenza ai lavori per la realizzazione del progetto, caratterizzata da azioni come l’occupazione della Basilica Palladiana e il taglio dei cavidotti per fibre ottiche posati nei pressi del Dal Molin.
Dopo che il governo Prodi ha ufficializzato, attraverso l’ambasciatore statunitense Spogli, il si alla nuova base Usa al Dal Molin, si è aperto al nostro interno un dibattito sulle forme della resistenza ai lavori e sulle prospettive future della nostra lotta.
Proponiamo, quindi, a tutte/i un incontro nazionale a Vicenza dove le donne e gli uomini del Presidio Permanente proporranno il percorso di opposizione alla realizzazione della nuova base Usa; un percorso che, per noi, deve unire locale e globale, perché vogliamo sì difendere la nostra terra, ma anche costruire un futuro senza basi di guerra.

Per adesioni: comunicazione@nodalmolin.it

Incontro nazionale per la liberazione animale

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2007

riportiamo volentieri questo appello e aderiamo immediatamente..

 

 alf

 Anche quest'anno si terra' [7-8-9 settembre 2007] un INCONTRO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, momento che riteniamo molto importante per un movimento che lotta contro lo sfruttamento dei viventi non umani.

Gli appuntamenti passati ci hanno insegnato quanto puo' essere utile il convivere esperienze come queste, in cui il confronto ha arricchito i partecipanti in determinazione e motivazione, ed ha impreziosito il movimento stesso, con la nascita o il consolidamento di numerosi gruppi attivi a livello locale per contrastare lo sfruttamento in una delle sue forme piu' bieche: quello sugli animali.
Lo dimostrano le recenti vittorie contro l'industria della pelliccia in Italia: l'attivismo unito alla costanza ha gia' dato buoni frutti.

E' con questo spirito che riproponiamo questa tre giorni, aperta a chiunque voglia prendere parte alla liberazione di tutti gli animali, a chiunque come noi voglia intraprendere questo percorso con le proprie forze, senza delega, ma con scambio, capacita' critica e costruttiva.
Vi saranno work shop accanto a discussioni e dibattiti; teoria e pratica dell'antispecismo radicale, parole che possono sembrare difficili ma che semplicemente racchiudono il rispetto per qualunque specie, animale e umana, e della nostra Terra. E l'agire per loro, con la strategia che si ritiene piu' utile.
Perche' se i campi di concentramento continueranno ad esistere i diretti responsabili della schiavitu' saranno stati aiutati da quegli indifferenti che hanno visto e poi chinato lo sguardo.

Il silenzio e' un complice perfetto.

L'incontro si terra' i giorni 7-8-9 settembre al RIFUGIO VALNERA, in localita' Valnera a Marradi (FI), in un luogo molto bello, lontano dai ritmi ossessivi e dalle nocivita' tipiche delle citta'.

Sul sito internet troverete le indicazioni per arrivare e tutte le altre informazioni: www.incontro2007.tk


Scriveteci a: incontro_2007@yahoo.it e chiedeteci di iscrivervi alla mailing list per ricevere gli ultimi aggiornamenti sull'incontro.

Occupate le sedi del Consorzio Nazionale Servizi in varie città d’Italia

Inviato da autonomix | 28 Mag, 2007
 

Stop Deportation Business!

Lunedì 28 maggio 2007 11:44 Occupate le sedi del Consorzio Nazionale Servizi in varie città d’Italia

Il Consorzio si impegna a non partecipare più a bandi per la gestione dei CPT

>>> Leggi il comunicato - Gestisci i CPT? Vergogna!
>>> Leggi la lettera consegnata ai dipendenti e ai dirigenti del CNS - Lettera
>>> Leggi il comunicato finale

Questa mattina sono stati occupati gli uffici della sede del CNS, il Consorzio Nazionale dei Servizi che per conto di Blucoop e Coooperativa Sisifo ha vinto l’appalto per la gestione del Centro di Permanenza Temporanea di Lampedusa.
Le attività degli uffici sono state sospese per protestare contro le imprese, tra cui anche cooperative aderenti alla LegaCoop – come bel caso di CNS – che continuano a far profitti sulla pelle dei migranti, resi clandestini da leggi ingiuste come la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.
Il direttore generale del CNS, al termine dell’incontro avuto con gli occupanti della sede bolognese, ha diffuso un fax in cui dichiara che il CNS non parteciperà più a nessun appalto per la gestione dei CPT.
Stop Deportation Business!, è scritto negli striscioni con cui questa mattina verso le ore 11.00 gli attivisti di alcuni centri sociali sono entrati nelle rispettive sedi di Bologna, Roma e Marghera del CNS, basta all’ipocrisia di chi permette la detenzione e la deportazione dei migranti e poi parla di cooperazione, solidarietà e servizi di alta qualità!
Il CPT di Lampedusa ha cambiato nome ed è stato visitato di recente anche da alcuni giornalisti, tuttavia continua ad essere un luogo che reprime il diritto alla libertà di movimento di ogni essere umano alla ricerca di un futuro migliore, permettendone lo sfruttamento e la criminalizzazione.

Cronaca audio
La corrispondenza di Irene, inviata di Radio Kairos.
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Da Marghera la corrispondenza con Michele del CSO Rivolta.
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50 studentess@, precari occupano la sede del CSN di Roma, sede che si colloca proprio vicino all’università. Chiedono di rinunciare alla gestione dei servizi del Cpt di Lampedusa. La corrispondenza con Laura di ESc - Roma
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Gli attivisti a Bologna hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Direttore del CNS Peterlini. Il direttore ha dichiarato che questo è il primo e ultimo appalto per la gestione dei CPT a cui il Consorzio parteciperà.
Silvana dell’Ass.ne Ya Basta ci riassume l’incontro.
-  [ audio ]


La dichiarazione della dirigenza del CNS
"Personalmente in qualità di Direttore Generale di CNS scarl di Bologna dichiaro che non parteciperemo a nessun futuro appalto inerente la gestione dei Centri di Permanenza Temporanea."

Sede CNS scarl di Bologna
Bologna lunedì 28 maggio 2008
firma Brenno Peterlini

OCCUPA E RESISTI.OGGI CENTINAIA DI PERSONE OCCUPANO SAN GIOVANNI A ROMA

Inviato da autonomix | 26 Mag, 2007

http://www.ggs31.net/squat.gif

 

 

Roma: in 200 occupano S. Giovanni - Protestano per il diritto alla casa


ROMA,26 MAG- Circa 200 esponenti di Action,Asia-Rdb e Comitato lotta per il centro storico hanno occupato la navata centrale di S.Giovanni in Laterano a Roma. I manifestanti hanno portato anche degli striscioni, su uno c'e' scritto:'Governo Prodi a Firenze parla di famiglia a Roma le sgombera e le sfratta'.I manifestanti hanno voluto occupare S.Giovanni in Laterano poiche' proprio in questa piazza si e' svolto il Family Day e 'perche' il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane per fare bed & breakfast'.

FOTO DELLA MANIFESTAZIONE A NOVARA CONTRO GLI F35

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

http://www.nof35.org/doc/images/0016.JPGhttp://www.nof35.org/doc/images/0014.JPG

 

 

 

TUTTE LE FOTO LE TROVATE QUI

 http://www.nof35.org/doc/immagini.htm

 

ATTACCA CON NOI L'INDUSTRIA DELLA PELLICCIA. FAI SENTIRE IL TUO DISSENSO. LIBERA LA TUA RABBIA.

Inviato da autonomix | 23 Mag, 2007

 

 Photograph

 

Venerdi e sabato proteste della campagna AIP a Milano contro Upim, che si ostina a vendere inserti in pelliccia di animali morti.

Le due giornate di venerdì 25 e sabato 26 sono particolarmente importanti in questo momento della campagna, per cui vi invitiamo a partecipare numerosi. Maggiori informazioni arriveranno presto... e sono ottime notizie!

Intanto segnatevi gli appuntamenti sul vostro calendario e non mancate:
VENERDI 25 MAGGIO
-Ore 11.30 protesta davanti agli uffici nazionali di UPIM, via Gallarate 184 (Milano)
- Ore 14.30 Protesta davanti a Upim, via Farini 79/81 (Milano)
- Ore 16.30 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
SABATO 26 MAGGIO
- Ore 15.00 protesta davanti a Upim, Corso Buenos Aires 21 (Milano)
- Ore 17.00 Protesta davanti a Upim, Via Polesine - Piazzale Corvetto (Milano)

Laboratorio Antispecista
via De predis 9
20155 Milano
laboratorioantispecista@yahoo.it

Infoline: 340-6368139

APPELLO DEL CPO GRAMIGNA PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE A PADOVA IL 23 GIUGNO

Inviato da autonomix | 21 Mag, 2007

 

 

La crisi economica e sociale che da anni investe i paesi capitalisti, tra cui l’Italia, ha portato questi stati a scatenare guerre imperialiste nei paesi del Medioriente, alla ricerca di nuovi mercati da sfruttare e a varare manovre finanziarie anti-popolari al loro interno con il conseguente inasprimento di precarietà e sfruttamento che determinano un progressivo peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari.
Un quadro politico a cui partecipano tutti i partiti italiani da destra a “sinistra”, compresi Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, che in campagna elettorale si ergevano a paladini dei lavoratori e una volta al potere non hanno rispettato le promesse fatte continuando con le guerre di conquista all’estero e con una politica di sfruttamento dei proletari in Italia.
Tale situazione, anno dopo anno, sta creando un dissenso popolare e di classe sempre più ampio e determinato, che ha portato lavoratori, studenti e proletari in generale ad organizzarsi, molto spesso anche al di fuori delle logiche istituzionali. È in questa direzione che il Centro Popolare Occupato Gramigna si è posto da sempre come punto di riferimento a Padova per i proletari e tutti coloro che cercano uno spazio politico autorganizzato al di fuori delle logiche del capitale. Il C.P.O. Gramigna è da sempre in prima fila nelle battaglie in difesa dei diritti dei lavoratori, nell’occupazione di case sfitte, nelle mobilitazioni contro le guerre imperialiste e in appoggio alle resistenze dei popoli oppressi, e nelle lotte popolari da quelle in difesa dell’ambiente come in Val di Susa e San Pietro di Rosà, a quelle contro le basi militari come a Vicenza. Proprio per questo, come tutte quelle realtà che lottano con coerenza e determinazione per il cambiamento di questa società, ha subito, negli anni, molti attacchi repressivi. A partire da Padova il Gramigna ha collezionato 13 sgomberi in 20 anni di vita, e solo negli ultimi 2 anni si contano a decine le denunce, le multe e i processi a carico dei compagni. Ma la repressione non colpisce solo a Padova ma tutti i centri sociali occupati e gli spazi di agibilità politica del movimento di classe: dal Mario Lupo di Parma, agli squat di Torino fino agli incendi e attacchi dei soliti “ignoti” in camicia nera in diverse città d’Italia. Ultimi, in ordine di tempo, sono gli arresti e le perquisizioni preventive del 12 febbraio a Padova, Milano, Torino, Trieste e Foggia che hanno portato in carcere 14 compagni, ancora oggi in isolamento, tra cui 7 militanti del Gramigna. Questo attacco non è rivolto solo alle realtà politiche direttamente colpite, ma a tutto il movimento rivoluzionario e di classe italiano. Movimento che soprattutto negli ultimi anni, dal g8 di Genova nel 2001, è stato duramente colpito ogni qual volta si muovesse al di fuori degli schemi istituzionali. Il movimento anarchico ha subito feroci attacchi preventivi con le inchieste “Notte tempo” a Lecce, la “Cervantes” in Toscana e i due processi alle COR, colpiti dai reati associativi 270 e 270 bis, pagati con alcuni anni di isolamento in Elevato Indice di Vigilanza e finiti in alcuni casi con l’assoluzione dei compagni. Così come le mobilitazioni di piazza sono state violentemente represse: a Bergamo il 12 novembre 2005 durante la manifestazione sotto il carcere, conclusa con 14 arresti e a Milano l’11 marzo 2006 nella manifestazione antifascista dove sono stati arrestati 41 compagni.
Non vengono attaccati solo il movimento e le avanguardie politiche, ma anche le lotte operaie e popolari, che per partecipazione, radicalità e rivendicazioni mettono in seria difficoltà governo e sindacati, perché non compatibili. Lo dimostrano le cariche in Val di Susa contro la Tav, o a Melfi contro gli operai delle FIAT in sciopero. La repressione, però, non è solo quella del manganello, ma anche il clima di terrore che si crea attorno alle grandi mobilitazioni di massa: un chiaro esempio sono stati gli arresti del 12 febbraio, non a caso una settimana prima della manifestazione di Vicenza. La criminalizzazione mediatica stile “sbatti il mostro in prima pagina” e l’immediata condanna dei sindacati di regime, da subito solidali con l’operato delle forze di polizia, mirano soprattutto a isolare le avanguardie operaie e a minare il loro legame con le masse lavoratrici. Una manovra mirata a impedire un legame tra le rivendicazioni economiche e sociali della classe operaia ad una prospettiva rivoluzionaria. Gran parte dei compagni arrestati sono infatti delegati sindacali riconosciuti e rispettati nei loro posti di lavoro, sempre in prima linea nelle lotte in difesa dei diritti dei lavoratori.
Con quale coraggio politicanti di destra e “sinistra”, dirigenti sindacali, “forze dell’ordine” e mass-media si permettono di infangare e rovinare la vita dei nostri compagni additandoli come terroristi, quando sono i primi a creare terrore.
Gli stessi politici che da sempre si rendono responsabili di guerre imperialiste e dei massacri all’uranio impoverito e al fosforo bianco delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, del Medioriente e
ovunque ci siano risorse da sfruttare; gli stessi dirigenti sindacali complici con il loro silenzio dei 1200 morti sul lavoro nell’anno 2006, dirigenti che non hanno mai sudato sui ponteggi o in catena di montaggio e che non hanno mai indetto un’ora di sciopero per le morti bianche, ma si sono affrettati a infamare i compagni come infiltrati e a schierarsi con i padroni dietro lo slogan “no al terrorismo”. Gli stessi sbirri assassini di Carlo Giuliani, di Federico Aldrovandi e di molti altri compagni e immigrati. Gli stessi mass-media che nascondono i crimini giornalieri sulle popolazioni nei vari teatri di guerra, ma che si sono sostituiti ai giudici nel condannare da subito i compagni arrestati.
La grande solidarietà che si è manifestata fin da subito, sia a livello nazionale che internazionale, ha dimostrato che i compagni sono tutt’altro che isolati e che facevano politica sinceramente al fianco dei proletari lavoratori, studenti e nelle lotte sociali. Manifestare la propria solidarietà in questo momento significa difendere concretamente gli spazi di agibilità politica: dai centri sociali alle assemblee di fabbrica, agli spazi comunali come sale e piazze, così come la libertà di espressione che in questo momento cercano di chiudere tacciandola di terrorismo, È necessario continuare a manifestare la nostra solidarietà non solo nei confronti dei compagni arrestati il 12 febbraio, ma anche verso tutti i prigionieri comunisti e anarchici rinchiusi nelle galere italiane, spagnole, francesi, turche, e in particolare ricordando i 5 compagni rivoluzionari in regime di completo isolamento in 41 bis rinchiusi nelle carceri italiane tra cui Parma e L’Aquila.
per raccogliere l’estesa solidarietà con la prospettiva di creare un fronte più ampio possibile contro la repressione di stato;
per rilanciare la lotta in difesa degli spazi occupati e di agibilità politica del movimento di classe;
per rompere l’isolamento nei confronti dei compagni arrestati;

RILANCIAMO A GRAN VOCE LA PARTECIPAZIONE:
sabato 26 maggio 2007 assemblea cittadina preparatoria al C.P.O Gramigna inizio ore 15.00
sabato 23 giugno 2007 manifestazione nazionale a Padova
concentramento ore 16 in piazza dei Signori

ANARCHICI E ANARCHICHE DELLE ALPI

Inviato da autonomix | 10 Mag, 2007

G8 Rostock 2007: RAID DELLA POLIZIA CONTRO IL MOVIMENTO AUTONOMO ANTI G8

Inviato da autonomix | 9 Mag, 2007

 A partire dalle h. 8.00 di mercoledì 9 maggio è partita un’ondata di perquisizioni contro le strutture di sinistra attraverso tutta la Germania. Bersagli delle perquisizioni sono i progetti sociali e le case private delle persone che stanno organizzando le mobilitazioni contro il summit del G8 – o sospettate di farlo.
A Berlino almeno sette appartamenti e uffici sono stati perquisiti, tra cui due uffici al Bethania, un centro sociale di Kreuzberg, e il Fusion shop nello stesso quartiere. Quest’ultimo è uno spazio utilizzato da una organizzazione antifascista e dalla Sinistra Interventista. Quindi, sono stati perquisiti un infoshop a Mehringhof e gli uffici di molti media alternativi in Lausitzer Strasse.
Le indagini della polizia criminale si sono concentrate specialmente sul server alternativo so36.net. Molti progetti di sinistra e alternativi hanno infatti appoggiato su questo server i loro siti, mailing lists e indirizzi mail. In questo modo la struttura di comunicazione del movimenti anti-G8 è stato colpito in uno dei suoi punti sensibili.

 (Continua)

G8 ROSTOCK 2007..INIZIANO GIA CON LE PERQUISIZIONI E GLI ARRESTI! NOI AVANZIAMO COMPATTI

Inviato da autonomix | 9 Mag, 2007

In Germania polizia e magistratura hanno effettuato oggi perquisizioni mirate ad Amburgo, Berlino e Brema alla ricerca di presunti estremisti di sinistra. Portavoce delle forze dell'ordine hanno reso noto che ad Amburgo (nord) le perquisizioni si sono concentrate su "Rote Flora" (flora rossa), un ex teatro occupato da gruppi autonomi nel 1989.


 (Continua)