RESOCONTO FINALE SU MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO A COSENZA
Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008Manifestazione nazionale NoGlobal a Cosenza
Oltre diecimila persone alla manifestazione nazionale No Global di Cosenza. Appello di Scalzone a Sarkozy
02/02 Oltre diecimila persone secondo gli organizzatori (cinquemila secondo le autorità), hanno partecipato al corteo no global, a Cosenza, a sostegno degli imputati del processo alla rete del Sud ribelle. Tra i partecipanti alla manifestazioni anche gli indagati, tra i quali il parlamentare di Rifondazione Comunista, Francesco Caruso, ed il leader delle "tute bianche", Luca Casarini. Presenti anche l'eurodeputato Vittorio Agnoletto, Silvia Baraldini, Haidy Giuliani, mentre alla partenza del corteo hanno partecipato anche il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, ed il presidente dell'Amministrazione provinciale, Mario Oliverio, entrambi esponenti del Pd. Il corteo si è svolto in un clima di massima serenita' e molti negozi delle principali zone della citta' sono rimasti aperti. A parte qualche piccola provocazione nei confronti delle forze dell'ordine, non si sono registrati atti particolari. Il corteo si è concluso nella zona della villa vecchia a Cosenza ed in serata, nella zona del mercato dell'Arenella, ci sara' l'esibizione di alcuni gruppi musicali. Così dopo sette anni Cosenza ha ospitato un corteo di attivisti noglobal di solidarietà La mobilitazione, che ha carattere nazionale, è stata indetta dal coordinamento "Liberi tutti" e segue di qualche giorno la requisitoria del pm, Domenico Fiordalisi, per gli incidenti a Napoli e Genova del 2001. Il pubblico ministero ha chiesto, fra l'altro, sei anni di reclusione per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. All'iniziativa, che ha ottenuto la solidarietà del Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, sono arrivati militanti no global da tutto il centro sud con pullman e treni.
Il video della manifestazione
In corteo tra canti e balli. Tenendosi per mano tra canti, balli ed inni di gioia i partecipanti al corteo dei no global (quasi 10 mila, secondo la Questura) sta attraversando le strade principali della citta' di Cosenza. Per i manifestanti, contraddistinti da bandiere, striscioni e degli adesivi sugli abiti con la scritta ''sovversivi'' e con i tamburelli in mano, e' ''un momento di festa ma soprattutto un momento di riflessione e di pacifica e intelligente protesta''. La citta' sta assistendo al corteo con un misto di curiosita' e di partecipazione. In molti, affacciati dalle finestre, salutano e partecipano ai canti ed ai cori intonati. A differenza della manifestazione del 2002, la maggior parte degli esercizi commerciali sono aperti, tranne qualcuno che e' chiuso per turno. In pochi avevano abbassato le saracinesche nel timore che potesse succedere qualcosa, ma sono stati convinti dagli stessi manifestanti a riaprire l'attivita'. Oltre a scandire cori di protesta contro il pm Fiordalisi, i manifestanti stanno coinvolgendo anche i curiosi sulle note di ''Il cielo e' sempre piu' blu'' di Rino Gaetano, cori da stadio e altre canzoni. ''Sto partecipando ad una festa - ha detto una donna - soprattutto perche' credo molto nelle loro idee e in quello che fanno e la mia presenza qui e' di solidarieta' e partecipazione''
l'appello di Oreste Scalzone
Appello di Scalzone. Con un appello di Oreste Scalzone affinche' le autorita' francesi ritirino l'autorizzazione all'estradizione di Marina Petrella, la ex brigatista rossa condannata all'ergastolo nel 1992 nel corso del processo Moro-Ter, ed arrestata in Francia, dove aveva cambiato vita cancellando quel passato ingombrante, il 21 agosto 2007, si e' conclusa stasera a Cosenza, in piazza Prefettura, la manifestazione dei no global promossa per protestare contro le richieste di condanna nei confronti di 13 esponenti del movimento del Sud ribelle. ''Mandiamo - ha detto Scalzone - tante cartoline al presidente francese Nicolas Sarkozy''. Finita la manifestazione, i partecipanti si ritroveranno in serata per assistere ad un concerto.
Una festa come nel 2002. I no global raddoppiano e cosi', come nel 2002, si ritrovano nuovamente a Cosenza per manifestare la loro protesta contro il processo a 13 esponenti della rete del Sud ribelle, imputati per associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 a Genova e Napoli. E come in quella occasione il risultato e' una festa popolare alla quale non rimangono estranei neanche i cosentini. In almeno diecimila, secondo fonti della Questura, si sono ritrovati oggi alla stazione ferroviaria Vaglio Lise, per dare vita al corteo di protesta contro le richieste di condanna avanzate dal pm Domenico Fiordalisi per i 13 imputati del dibattimento, giunto alle battute conclusive. Il luogo di ritrovo scelto dai promotori del movimento Liberi tutti e' lo stesso di sei anni fa, quando la protesta scatto' dopo gli arresti. ''Siamo sempre sovversivi'', lo slogan usato stavolta e scritto sullo striscione che apre il corteo. Dietro migliaia di persone, rappresentanti istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti, partiti, sindacati e anche gli ultras di alcune squadre di calcio. Ci sono alcuni imputati, tra cui il parlamentare del Prc Francesco Caruso e Luca Casarini. C'e' Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il giovane ucciso a Genova durante il G8. Ci sono Oreste Scalzone e Silvia Baraldini; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, e Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum. Tante le bandiere cosi' come gli striscioni. Su uno ci sono alcune foto degli scontri di piazza di Genova e sotto la scritta ''pm Fiordalisi. I colpevoli''. ''La montatura giudiziaria deve cadere'' e' scritto su un altro. E ancora: ''Genova-Cosenza i processi non ci fermano''. Uno ha un taglio localistico: ''La Calabria e' bella se si ribella''. Il corteo si snoda per le strade della citta', con i manifestanti che, tenendosi per mano, cantano e ballano. ''E' un momento di festa - dice qualcuno - ma soprattutto un momento di riflessione e di pacifica e intelligente protesta''. Anche la citta' non resta indifferente. Non ci sono i banchetti organizzati nel 2002 per offrire ai manifestanti di allora (100 mila, sostennero gli organizzatori) dolci e piatti tipici. Ma come allora la gente assiste con simpatia, chi per strada, chi alla finestra, al corteo e viene coinvolta in canti e balli. ''E' un successo - dice Agnoletto -. Il movimento di Genova che oggi sfila a Cosenza continua a chiedere giustizia e verita'''. Le stesse cose chieste da Heidi Giuliani.''Da quasi sette anni - dice - chiedo verita' e giustizia per mio figlio e per le molte vittime di Genova e continuo invece ad assistere ad una giustizia al contrario''. Caruso e Casarini sottolineano la grande solidarieta' dimostrata verso gli imputati. Una solidarieta' che si traduce in slogan, canti, balli e nient'altro. Ed al termine del corteo, la festa continua con il concerto organizzato nel centro della citta'.
Scalzone e Cirillo
Sindaco Perugini e Presidente Oliverio “In piazza per la libertà d’espressione”. ''Io scendo in piazza ogni volta che c'e' da manifestare per la liberta' d'espressione''. A dirlo e' stato il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, presente, insieme ad altri sindaci calabresi, alla manifestazione dei no global che si sta svolgendo a Cosenza. ''Sono un cittadino - ha aggiunto - che manifesta insieme ad altri per i diritti costituzionalmente garantiti. Ovviamente si parla di liberta' quando si esercita senza prevaricazioni e in maniera non violenta''. Al corteo e' presente anche il presidente della Provincia, Mario Oliverio. ''La mia presenza qui - ha detto - e' quella di un uomo che ha le proprie convinzioni ed esprimo in modo libero il mio no ad una legislazione ormai superata. Ero qui nel 2002 e lo sono anche oggi. Credo che la citta' e la provincia di Cosenza stiano rispondendo bene''.
Mario Oliverio, “Cancellare le norme che mortificano la libertà”: ''Siamo profondamente convinti che bisogna cancellare norme che costituiscono una vera e propria mortificazione dei principi di liberta' e di democrazia per un Paese come il nostro''. A dirlo e' stato il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che oggi ha partecipato al corteo dei no global. ''Infatti - ha aggiunto - norme assunte in un periodo storico segnato da una grave restrizione delle liberta', quale e' stato il Fascismo, continuano a vivere e ad essere riferimento degli organi dello Stato e della Giustizia. Sto parlando di norme del Codice Rocco che contemplano i reati di opinione e li perseguono come reati criminali e delinquenziali. E' necessario cancellare definitivamente queste norme che costituiscono una vera e propria vergogna per un Paese civile ed avanzato ed una grave limitazione delle liberta'. La nostra presenza qui, oggi, ha proprio questo significato''. ''Attraverso la nostra presenza, infatti - ha concluso Oliverio - sentiamo di dover dare un contributo nell'interesse della democrazia e per l'affermazione e il consolidamento pieno di principi liberali. La liberta' non puo' avere limitazioni, soprattutto nelle sue espressioni di pensiero e di opinione''
Baraldini “Gente processata per quello che pensa”. ''Mi sembra che ci sia tutta una serie di processi in cui la gente viene processata piu' per quello che pensa che per quello che ha fatto. Percio' e' necessario ripristinare uno spazio sociale''. A dirlo e' stata Silvia Baraldini che oggi partecipa a Cosenza alla manifestazione dei no global. Il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, dal canto suo ha sostenuto che ''bisogna dire di no a questa incredibile montatura che colpisce giovani e movimenti che hanno fatto tanto fino a questo momento e soprattutto bisogna iniziare a prepararsi per la cosiddetta stagione delle riforme costituzionali''. Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas, ha sostenuto che ''oggi e' una giornata nazionale per sostenere il diritto a mantenere aperta in Italia la speranza di cambiare radicalmente le sorti del paese per le future generazioni sottoposte nell'attualita' ad un futuro di precarieta' e repressione''
Luca Casarini
Caruso e Casarini “Solidarietà per gli imputati”. ''Questa e' una manifestazione che dimostra la solidarieta' dei movimenti meridionali nei confronti degli imputati. A differenza dei Cuffaro, dei Mastella, dei Dell'Utri e degli altri inquisiti per mafia e tangenti, la partecipazione di massa a questo corteo dimostra che i veri criminali sono loro e non certo noi''. A dirlo e' stato il deputato del Prc, Francesco Caruso, imputato nel processo in corso a Cosenza a 13 militanti no global. Per gli imputati il pm di Cosenza, Domenico Fiordalisi, ha chiesto la condanna per associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Per Caruso, in particolare, il pm ha chiesto sei anni di reclusione. ''Noi - ha aggiunto Caruso -abbiamo lottato e continuiamo a lottare contro le ingiustizie e le disuguaglianze del nostro tempo. Qui non ci sono poche decine di raccomandati o aspiranti raccomandati come a Ceppaloni, ma migliaia di giovani che rivendicano un altro sud''. Alla manifestazione sta partecipando anche un altro imputato, Luca Casarini. ''Noi imputati - ha detto - siamo in testa al corteo non perche' siamo la testa, ma perche' oggi tutta questa gente e' qui per dire che i movimenti sono fatti piu' di cuore che di testa''
Il video dell'Intervista a Francesco Caruso
Scalzone “La Galera una risposta brutale alla politica”. ''Perche' sono qui? Per prima cosa sono contro i processi, le manette, la soluzione penale anche quando viene presentata come una cosa buona per noi''. A dirlo e' stato Oreste Scalzone, l'ex leader di Potere Operaio, per anni ''rifugiato'' in Francia, oggi a Cosenza per partecipare al corteo dei no global. ''Penso - ha aggiunto - che sia una falsa soluzione quella della galera e dei processi. Figurarsi quando si parla di un processo per i compagni che hanno partecipato ad un grande movimento di resistenza che ha attraversato tutto il mondo, tramite sperimentazioni e forme di vita diverse. Questo processo fa parte della risposta, anche sinistra e brutale, a questa lotta che ha insanguinato il selciato a Genova con la morte di Carlo Giuliani''.
Heidi Giuliani “La giustizia accusa le vittime”. ''Da quasi sette anni chiedo verita' e giustizia per mio figlio e per le molte vittime di Genova e continuo invece ad assistere ad una giustizia al contrario che accusa le vittime e promuove i delinquenti in divisa''. A dirlo e' stata Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il manifestante ucciso in occasione del G8 di Genova, spiegando il perche' della sua partecipazione alla manifestazione di oggi a Cosenza dei no global. ''Con questo - ha aggiunto - e devo chiarirlo anche se per me e' implicito, non penso che tutte le persone in divisa siano delinquenti, ma penso che se anche le forze dell'ordine non fanno pulizia al loro interno, la nostra sara' sempre una democrazia piu' a rischio''. Stamani Heidi Giuliani, parlamentare di Rifondazione comunista, ha visitato il carcere di Cosenza e ha incontrato alcuni detenuti.
Agnoletto “Da Cosenza una richiesta di giustizia e verità”. ''E' un successo. Ci sono decine di migliaia di persone nonostante la crisi politica e la distanza che in questi mesi vi e' stata tra i movimenti sociali e il Governo''. Cosi l'europarlamentare Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum in occasione del G8 di Genova del 2001, commenta la manifestazione dei no global in corso a Cosenza alla quale sta partecipando. ''E' inaccettabile - ha aggiunto - che un pm cerchi di ridurre il piu' grande movimento europeo degli ultimi decenni a una cospirazione di una quindicina di persone per sovvertire l'ordine costituito. Il movimento di Genova che oggi sfila a Cosenza continua a chiedere giustizia e verita'. Questo e' il messaggio lanciato da Cosenza ed e' importante la presenza di tanti rappresentanti delle istituzioni locali compresi i tanti sindaci che sono presenti''. ''La battaglia per la verita' e' patrimonio di tutti gli italiani - ha aggiunto Agnoletto - e non solo di chi in quei giorni era a Genova. Auspico che la magistratura si renda conto che le accuse del pm sono prive di qualunque riscontro e sono solo un tentativo di riscrivere la storia''. ''Posso testimoniare personalmente - ha detto ancora l'europarlamentare - come nei giorni immediatamente seguenti il G8, tra il 23 e il 25 luglio 2001, girasse gia' un dossier con cui si cercava di accusare tutto il Genova social forum di associazione sovversiva, ma all'epoca nessun magistrato della Procura di Genova si rese disponibile a firmare quel documento. Quel dossier ha poi trovato disponibilita' da parte di magistrati della Procura di Cosenza per l'inchiesta che poi ha coinvolto una parte del movimento''. ''Non potendo inquisire tutto il Genova social forum - ha concluso Agnoletto - hanno provato a inquisire una parte del movimento. Quella del dossier era e rimane solo un'operazione politica''
Cirillo e Malanga travestito da ufficiale del KGB
Striscioni e curiosità. "Siamo sempre sovversivi": è questo lo striscione che apre il corteo dei no global partito da pochi minuti a Cosenza ed organizzato "contro la repressione per le libertà e per la giustizia sociale Genova 2001-Cosenza 2008. Sette anni di vergogna". Il corteo è stato promosso dopo che il pm, Domenico Fiordalisi, ha chiesto la condanna di 13 militanti no global imputati a Cosenza di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Alla manifestazione nazionale stanno partecipando alcune migliaia di persone tra rappresentanti istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti e partiti e sindacati. Alcuni manifestanti espongono uno striscione in cui, sotto alcune immagini in cui sono ritratte immagini di scontri tra la polizia ed i manifestanti in occasione del G8 di Genova, c'é la scritta "pm Fiordalisi. I colpevoli". Al corteo, promosso dal movimento Liberi tutti, tra striscioni, cori e bandiere, stanno partecipando tra gli altri Oreste Scalzone; Luca Casarini, leader delle tute bianche ed il deputato del Prc Francesco Caruso, entrambi tra i 13 imputati nel processo al Sud ribelle;. Ci sono anche Silvia Baraldini; la madre di Carlo Giuliani, Heidi; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil; Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum; il presidente della Provincia e il Sindaco di Cosenza, Mario Oliverio e Salvatore Perugini; Damiano Guagliardi, capogruppo del Prc al Consiglio regionale; il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, il Sindaco di Acquaformosa e numerosi rappresentanti delle istituzioni locali. Tanti gli striscioni. "La montatura giudiziaria deve cadere" è scritto su uno striscione dello Slai Cobas Cosenza, mentre l'area antagonista scrive: "Genova-Cosenza i processi non ci fermano". Su un altro ancora c'é la scritta "La Calabria è bella se si ribella". Folta la rappresentanza degli ultras del Cosenza calcio. Esposto anche uno striscione contro le discariche: "né discariche, né inceneritori".
Nel 2002 erano in centomila. Non e' la prima volta che i no global ''invadono'' le strade di Cosenza per protestare contro l'inchiesta coordinata dalla locale Procura della Repubblica e che e' giunta adesso alle fase finali con le richieste di condanna nei confronti dei 13 imputati avanzate nei giorni scorsi dal pm Domenico Fuiordalisi. Il 23 novembre 2002, a pochi giorni dall'operazione dei carabinieri del Ros che arrestarono gli imputati, i no global scesero in piazza per una grande manifestazione che, secondo gli organizzatori, richiamo' 100 mila persone. Piu' che una manifestazione di protesta contro gli arresti, che furono definiti ''medievali'', quella di allora fu soprattutto una festa. Ai cori contro i giudici, definiti ''da codice Rocco'', si unirono applausi, lanci di fiori, lenzuola esposte ai balconi dalle famiglie e persino dolci e piatti tipici offerti ai ''sovversivi'' da casalinghe sistemate ai lati delle strade. I manifestanti, che sfilarono dalla stazione ferroviaria Vaglio Lise sino a piazza Fera, nel centro della citta', ballarono, cantarono e suonarono tra gli applausi dei cosentini, che seguirono il corteo con simpatia e senza alcun timore. Ed infatti la manifestazione si concluse la sera, con un concerto, senza alcun incidente.
Il motto di HLS è
"il vostro segreto è un nostro segreto", e per
mantenerlo hanno una videosorveglianza 24 ore su 24, guardie e una recinzione
alta 4 metri ricoperta da chilometri di filo spinato. Il motivo di tanta
segretezza è facilmente comprensibile appena si scopre cosa avviene
quotidianamente al suo interno. 
Sanofi
Midy









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