RESOCONTO FINALE SU MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO A COSENZA

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008

Manifestazione nazionale NoGlobal a Cosenza

Oltre diecimila persone alla manifestazione nazionale No Global di Cosenza. Appello di Scalzone a Sarkozy

 

 

02/02 Oltre diecimila persone secondo gli organizzatori (cinquemila secondo le autorità), hanno partecipato al corteo no global, a Cosenza, a sostegno degli imputati del processo alla rete del Sud ribelle. Tra i partecipanti alla manifestazioni anche gli indagati, tra i quali il parlamentare di Rifondazione Comunista, Francesco Caruso, ed il leader delle "tute bianche", Luca Casarini. Presenti anche l'eurodeputato Vittorio Agnoletto, Silvia Baraldini, Haidy Giuliani, mentre alla partenza del corteo hanno partecipato anche il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, ed il presidente dell'Amministrazione provinciale, Mario Oliverio, entrambi esponenti del Pd. Il corteo si è svolto in un clima di massima serenita' e molti negozi delle principali zone della citta' sono rimasti aperti. A parte qualche piccola provocazione nei confronti delle forze dell'ordine, non si sono registrati atti particolari. Il corteo si è concluso nella zona della villa vecchia a Cosenza ed in serata, nella zona del mercato dell'Arenella, ci sara' l'esibizione di alcuni gruppi musicali. Così dopo sette anni Cosenza ha ospitato un corteo di attivisti noglobal di solidarietà La mobilitazione, che ha carattere nazionale, è stata indetta dal coordinamento "Liberi tutti" e segue di qualche giorno la requisitoria del pm, Domenico Fiordalisi, per gli incidenti a Napoli e Genova del 2001. Il pubblico ministero ha chiesto, fra l'altro, sei anni di reclusione per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. All'iniziativa, che ha ottenuto la solidarietà del Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, sono arrivati militanti no global da tutto il centro sud con pullman e treni.

Il video della manifestazione

In corteo tra canti e balli. Tenendosi per mano tra canti, balli ed inni di gioia i partecipanti al corteo dei no global (quasi 10 mila, secondo la Questura) sta attraversando le strade principali della citta' di Cosenza. Per i manifestanti, contraddistinti da bandiere, striscioni e degli adesivi sugli abiti con la scritta ''sovversivi'' e con i tamburelli in mano, e' ''un momento di festa ma soprattutto un momento di riflessione e di pacifica e intelligente protesta''. La citta' sta assistendo al corteo con un misto di curiosita' e di partecipazione. In molti, affacciati dalle finestre, salutano e partecipano ai canti ed ai cori intonati. A differenza della manifestazione del 2002, la maggior parte degli esercizi commerciali sono aperti, tranne qualcuno che e' chiuso per turno. In pochi avevano abbassato le saracinesche nel timore che potesse succedere qualcosa, ma sono stati convinti dagli stessi manifestanti a riaprire l'attivita'. Oltre a scandire cori di protesta contro il pm Fiordalisi, i manifestanti stanno coinvolgendo anche i curiosi sulle note di ''Il cielo e' sempre piu' blu'' di Rino Gaetano, cori da stadio e altre canzoni. ''Sto partecipando ad una festa - ha detto una donna - soprattutto perche' credo molto nelle loro idee e in quello che fanno e la mia presenza qui e' di solidarieta' e partecipazione''

l'appello di Oreste Scalzone

Appello di Scalzone. Con un appello di Oreste Scalzone affinche' le autorita' francesi ritirino l'autorizzazione all'estradizione di Marina Petrella, la ex brigatista rossa condannata all'ergastolo nel 1992 nel corso del processo Moro-Ter, ed arrestata in Francia, dove aveva cambiato vita cancellando quel passato ingombrante, il 21 agosto 2007, si e' conclusa stasera a Cosenza, in piazza Prefettura, la manifestazione dei no global promossa per protestare contro le richieste di condanna nei confronti di 13 esponenti del movimento del Sud ribelle. ''Mandiamo - ha detto Scalzone - tante cartoline al presidente francese Nicolas Sarkozy''. Finita la manifestazione, i partecipanti si ritroveranno in serata per assistere ad un concerto.

Una festa come nel 2002. I no global raddoppiano e cosi', come nel 2002, si ritrovano nuovamente a Cosenza per manifestare la loro protesta contro il processo a 13 esponenti della rete del Sud ribelle, imputati per associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 a Genova e Napoli. E come in quella occasione il risultato e' una festa popolare alla quale non rimangono estranei neanche i cosentini. In almeno diecimila, secondo fonti della Questura, si sono ritrovati oggi alla stazione ferroviaria Vaglio Lise, per dare vita al corteo di protesta contro le richieste di condanna avanzate dal pm Domenico Fiordalisi per i 13 imputati del dibattimento, giunto alle battute conclusive. Il luogo di ritrovo scelto dai promotori del movimento Liberi tutti e' lo stesso di sei anni fa, quando la protesta scatto' dopo gli arresti. ''Siamo sempre sovversivi'', lo slogan usato stavolta e scritto sullo striscione che apre il corteo. Dietro migliaia di persone, rappresentanti istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti, partiti, sindacati e anche gli ultras di alcune squadre di calcio. Ci sono alcuni imputati, tra cui il parlamentare del Prc Francesco Caruso e Luca Casarini. C'e' Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il giovane ucciso a Genova durante il G8. Ci sono Oreste Scalzone e Silvia Baraldini; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, e Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum. Tante le bandiere cosi' come gli striscioni. Su uno ci sono alcune foto degli scontri di piazza di Genova e sotto la scritta ''pm Fiordalisi. I colpevoli''. ''La montatura giudiziaria deve cadere'' e' scritto su un altro. E ancora: ''Genova-Cosenza i processi non ci fermano''. Uno ha un taglio localistico: ''La Calabria e' bella se si ribella''. Il corteo si snoda per le strade della citta', con i manifestanti che, tenendosi per mano, cantano e ballano. ''E' un momento di festa - dice qualcuno - ma soprattutto un momento di riflessione e di pacifica e intelligente protesta''. Anche la citta' non resta indifferente. Non ci sono i banchetti organizzati nel 2002 per offrire ai manifestanti di allora (100 mila, sostennero gli organizzatori) dolci e piatti tipici. Ma come allora la gente assiste con simpatia, chi per strada, chi alla finestra, al corteo e viene coinvolta in canti e balli. ''E' un successo - dice Agnoletto -. Il movimento di Genova che oggi sfila a Cosenza continua a chiedere giustizia e verita'''. Le stesse cose chieste da Heidi Giuliani.''Da quasi sette anni - dice - chiedo verita' e giustizia per mio figlio e per le molte vittime di Genova e continuo invece ad assistere ad una giustizia al contrario''. Caruso e Casarini sottolineano la grande solidarieta' dimostrata verso gli imputati. Una solidarieta' che si traduce in slogan, canti, balli e nient'altro. Ed al termine del corteo, la festa continua con il concerto organizzato nel centro della citta'.

Scalzone e Cirillo

Sindaco Perugini e Presidente Oliverio “In piazza per la libertà d’espressione”. ''Io scendo in piazza ogni volta che c'e' da manifestare per la liberta' d'espressione''. A dirlo e' stato il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, presente, insieme ad altri sindaci calabresi, alla manifestazione dei no global che si sta svolgendo a Cosenza. ''Sono un cittadino - ha aggiunto - che manifesta insieme ad altri per i diritti costituzionalmente garantiti. Ovviamente si parla di liberta' quando si esercita senza prevaricazioni e in maniera non violenta''. Al corteo e' presente anche il presidente della Provincia, Mario Oliverio. ''La mia presenza qui - ha detto - e' quella di un uomo che ha le proprie convinzioni ed esprimo in modo libero il mio no ad una legislazione ormai superata. Ero qui nel 2002 e lo sono anche oggi. Credo che la citta' e la provincia di Cosenza stiano rispondendo bene''.

Mario Oliverio, “Cancellare le norme che mortificano la libertà”: ''Siamo profondamente convinti che bisogna cancellare norme che costituiscono una vera e propria mortificazione dei principi di liberta' e di democrazia per un Paese come il nostro''. A dirlo e' stato il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che oggi ha partecipato al corteo dei no global. ''Infatti - ha aggiunto - norme assunte in un periodo storico segnato da una grave restrizione delle liberta', quale e' stato il Fascismo, continuano a vivere e ad essere riferimento degli organi dello Stato e della Giustizia. Sto parlando di norme del Codice Rocco che contemplano i reati di opinione e li perseguono come reati criminali e delinquenziali. E' necessario cancellare definitivamente queste norme che costituiscono una vera e propria vergogna per un Paese civile ed avanzato ed una grave limitazione delle liberta'. La nostra presenza qui, oggi, ha proprio questo significato''. ''Attraverso la nostra presenza, infatti - ha concluso Oliverio - sentiamo di dover dare un contributo nell'interesse della democrazia e per l'affermazione e il consolidamento pieno di principi liberali. La liberta' non puo' avere limitazioni, soprattutto nelle sue espressioni di pensiero e di opinione''

Baraldini “Gente processata per quello che pensa”. ''Mi sembra che ci sia tutta una serie di processi in cui la gente viene processata piu' per quello che pensa che per quello che ha fatto. Percio' e' necessario ripristinare uno spazio sociale''. A dirlo e' stata Silvia Baraldini che oggi partecipa a Cosenza alla manifestazione dei no global. Il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, dal canto suo ha sostenuto che ''bisogna dire di no a questa incredibile montatura che colpisce giovani e movimenti che hanno fatto tanto fino a questo momento e soprattutto bisogna iniziare a prepararsi per la cosiddetta stagione delle riforme costituzionali''. Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas, ha sostenuto che ''oggi e' una giornata nazionale per sostenere il diritto a mantenere aperta in Italia la speranza di cambiare radicalmente le sorti del paese per le future generazioni sottoposte nell'attualita' ad un futuro di precarieta' e repressione''

Luca Casarini

Caruso e Casarini “Solidarietà per gli imputati”. ''Questa e' una manifestazione che dimostra la solidarieta' dei movimenti meridionali nei confronti degli imputati. A differenza dei Cuffaro, dei Mastella, dei Dell'Utri e degli altri inquisiti per mafia e tangenti, la partecipazione di massa a questo corteo dimostra che i veri criminali sono loro e non certo noi''. A dirlo e' stato il deputato del Prc, Francesco Caruso, imputato nel processo in corso a Cosenza a 13 militanti no global. Per gli imputati il pm di Cosenza, Domenico Fiordalisi, ha chiesto la condanna per associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Per Caruso, in particolare, il pm ha chiesto sei anni di reclusione. ''Noi - ha aggiunto Caruso -abbiamo lottato e continuiamo a lottare contro le ingiustizie e le disuguaglianze del nostro tempo. Qui non ci sono poche decine di raccomandati o aspiranti raccomandati come a Ceppaloni, ma migliaia di giovani che rivendicano un altro sud''. Alla manifestazione sta partecipando anche un altro imputato, Luca Casarini. ''Noi imputati - ha detto - siamo in testa al corteo non perche' siamo la testa, ma perche' oggi tutta questa gente e' qui per dire che i movimenti sono fatti piu' di cuore che di testa''

Il video dell'Intervista a Francesco Caruso

Scalzone “La Galera una risposta brutale alla politica”. ''Perche' sono qui? Per prima cosa sono contro i processi, le manette, la soluzione penale anche quando viene presentata come una cosa buona per noi''. A dirlo e' stato Oreste Scalzone, l'ex leader di Potere Operaio, per anni ''rifugiato'' in Francia, oggi a Cosenza per partecipare al corteo dei no global. ''Penso - ha aggiunto - che sia una falsa soluzione quella della galera e dei processi. Figurarsi quando si parla di un processo per i compagni che hanno partecipato ad un grande movimento di resistenza che ha attraversato tutto il mondo, tramite sperimentazioni e forme di vita diverse. Questo processo fa parte della risposta, anche sinistra e brutale, a questa lotta che ha insanguinato il selciato a Genova con la morte di Carlo Giuliani''.

Heidi Giuliani “La giustizia accusa le vittime”. ''Da quasi sette anni chiedo verita' e giustizia per mio figlio e per le molte vittime di Genova e continuo invece ad assistere ad una giustizia al contrario che accusa le vittime e promuove i delinquenti in divisa''. A dirlo e' stata Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il manifestante ucciso in occasione del G8 di Genova, spiegando il perche' della sua partecipazione alla manifestazione di oggi a Cosenza dei no global. ''Con questo - ha aggiunto - e devo chiarirlo anche se per me e' implicito, non penso che tutte le persone in divisa siano delinquenti, ma penso che se anche le forze dell'ordine non fanno pulizia al loro interno, la nostra sara' sempre una democrazia piu' a rischio''. Stamani Heidi Giuliani, parlamentare di Rifondazione comunista, ha visitato il carcere di Cosenza e ha incontrato alcuni detenuti.

Agnoletto “Da Cosenza una richiesta di giustizia e verità”. ''E' un successo. Ci sono decine di migliaia di persone nonostante la crisi politica e la distanza che in questi mesi vi e' stata tra i movimenti sociali e il Governo''. Cosi l'europarlamentare Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum in occasione del G8 di Genova del 2001, commenta la manifestazione dei no global in corso a Cosenza alla quale sta partecipando. ''E' inaccettabile - ha aggiunto - che un pm cerchi di ridurre il piu' grande movimento europeo degli ultimi decenni a una cospirazione di una quindicina di persone per sovvertire l'ordine costituito. Il movimento di Genova che oggi sfila a Cosenza continua a chiedere giustizia e verita'. Questo e' il messaggio lanciato da Cosenza ed e' importante la presenza di tanti rappresentanti delle istituzioni locali compresi i tanti sindaci che sono presenti''. ''La battaglia per la verita' e' patrimonio di tutti gli italiani - ha aggiunto Agnoletto - e non solo di chi in quei giorni era a Genova. Auspico che la magistratura si renda conto che le accuse del pm sono prive di qualunque riscontro e sono solo un tentativo di riscrivere la storia''. ''Posso testimoniare personalmente - ha detto ancora l'europarlamentare - come nei giorni immediatamente seguenti il G8, tra il 23 e il 25 luglio 2001, girasse gia' un dossier con cui si cercava di accusare tutto il Genova social forum di associazione sovversiva, ma all'epoca nessun magistrato della Procura di Genova si rese disponibile a firmare quel documento. Quel dossier ha poi trovato disponibilita' da parte di magistrati della Procura di Cosenza per l'inchiesta che poi ha coinvolto una parte del movimento''. ''Non potendo inquisire tutto il Genova social forum - ha concluso Agnoletto - hanno provato a inquisire una parte del movimento. Quella del dossier era e rimane solo un'operazione politica''

Cirillo e Malanga travestito da ufficiale del KGB

Striscioni e curiosità. "Siamo sempre sovversivi": è questo lo striscione che apre il corteo dei no global partito da pochi minuti a Cosenza ed organizzato "contro la repressione per le libertà e per la giustizia sociale Genova 2001-Cosenza 2008. Sette anni di vergogna". Il corteo è stato promosso dopo che il pm, Domenico Fiordalisi, ha chiesto la condanna di 13 militanti no global imputati a Cosenza di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Alla manifestazione nazionale stanno partecipando alcune migliaia di persone tra rappresentanti istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti e partiti e sindacati. Alcuni manifestanti espongono uno striscione in cui, sotto alcune immagini in cui sono ritratte immagini di scontri tra la polizia ed i manifestanti in occasione del G8 di Genova, c'é la scritta "pm Fiordalisi. I colpevoli". Al corteo, promosso dal movimento Liberi tutti, tra striscioni, cori e bandiere, stanno partecipando tra gli altri Oreste Scalzone; Luca Casarini, leader delle tute bianche ed il deputato del Prc Francesco Caruso, entrambi tra i 13 imputati nel processo al Sud ribelle;. Ci sono anche Silvia Baraldini; la madre di Carlo Giuliani, Heidi; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil; Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum; il presidente della Provincia e il Sindaco di Cosenza, Mario Oliverio e Salvatore Perugini; Damiano Guagliardi, capogruppo del Prc al Consiglio regionale; il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, il Sindaco di Acquaformosa e numerosi rappresentanti delle istituzioni locali. Tanti gli striscioni. "La montatura giudiziaria deve cadere" è scritto su uno striscione dello Slai Cobas Cosenza, mentre l'area antagonista scrive: "Genova-Cosenza i processi non ci fermano". Su un altro ancora c'é la scritta "La Calabria è bella se si ribella". Folta la rappresentanza degli ultras del Cosenza calcio. Esposto anche uno striscione contro le discariche: "né discariche, né inceneritori".

Nel 2002 erano in centomila. Non e' la prima volta che i no global ''invadono'' le strade di Cosenza per protestare contro l'inchiesta coordinata dalla locale Procura della Repubblica e che e' giunta adesso alle fase finali con le richieste di condanna nei confronti dei 13 imputati avanzate nei giorni scorsi dal pm Domenico Fuiordalisi. Il 23 novembre 2002, a pochi giorni dall'operazione dei carabinieri del Ros che arrestarono gli imputati, i no global scesero in piazza per una grande manifestazione che, secondo gli organizzatori, richiamo' 100 mila persone. Piu' che una manifestazione di protesta contro gli arresti, che furono definiti ''medievali'', quella di allora fu soprattutto una festa. Ai cori contro i giudici, definiti ''da codice Rocco'', si unirono applausi, lanci di fiori, lenzuola esposte ai balconi dalle famiglie e persino dolci e piatti tipici offerti ai ''sovversivi'' da casalinghe sistemate ai lati delle strade. I manifestanti, che sfilarono dalla stazione ferroviaria Vaglio Lise sino a piazza Fera, nel centro della citta', ballarono, cantarono e suonarono tra gli applausi dei cosentini, che seguirono il corteo con simpatia e senza alcun timore. Ed infatti la manifestazione si concluse la sera, con un concerto, senza alcun incidente.

HLS? SEMPLICEMENTE DA ABBATTERE! STOP HLS!

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008

Huntingdon Life Sciences è il più grande laboratorio privato di sperimentazione animale in Europa. Nelle loro tre sedi, due in Inghilterra e una in America, sperimentano erbicidi, pesticidi, farmaci e prodotti per la casa affinché le grandi industrie possano immettere i loro prodotti sul mercato velocemente e con poca spesa.
Da sempre HLS rappresenta per il movimento animalista europeo un simbolo della vivisezione. Dentro HLS gli animali vengono sottoposti prevalentemente ad esperimenti di tossicologia, avvelenati cioè per verificare gli effetti delle sostanze prodotte dai loro clienti. Nessun animale esce vivo da lì dentro
HLS è stato smascherato e denunciato cinque volte negli ultimi dieci anni per crudeltà sugli animali e per incompetenza, ed è stato provato più volte che al suo interno sono violate le leggi vigenti sulla sperimentazione. Questo non ha portato che ad una revisione temporanea della licenza di sperimentazione. Il Governo inglese sta infatti facendo tutto il possibile per tenere aperto questo laboratorio degli orrori. Solo la lotta e l’azione di attivisti determinati porterà alla chiusura totale di questo posto.
All'interno di HLS muoiono 180.000 animali ogni anno – 500 al giorno.
Nessuna specie viene risparmiata.

Segretezza e sofferenza

Il motto di HLS è "il vostro segreto è un nostro segreto", e per mantenerlo hanno una videosorveglianza 24 ore su 24, guardie e una recinzione alta 4 metri ricoperta da chilometri di filo spinato. Il motivo di tanta segretezza è facilmente comprensibile appena si scopre cosa avviene quotidianamente al suo interno.
In realtà i segreti di HLS sono stati più volte scoperti. Nel 1997 una giornalista di Channel 4, Zoe Broughton, lavorò per quattro mesi nella sezione beagle di HLS. Zoe filmò segretamente cuccioli di beagle avvelenati, presi a pugni sul muso e sbattuti contro i muri. Nel suo diario, pubblicato dal quotidiano The Guardian, scrisse "...cammino nella mia sezione e uno dei miei cuccioli, numero 1619, ha mezza pinta di feci rapprese e sanguinolente sparpagliate nella gabbia". Su questo cucciolo sono continuati gli esperimenti, fino alla sua morte.
Nello stesso anno, Michelle Rokke, attivista della associazione Peta, lavorò nei laboratori di HLS in New Jersey, e filmò scene di estrema crudeltà, tra cui una scimmia ancora viva a cui viene aperto completamente l'addome e i vivisettori che ridono mentre avvelenano cani con prodotti chimici inseriti tramite cannule direttamente nello stomaco. Questi esperimenti erano finanziati tra l'altro da Procter &Gamble e Colgate-Palmolive, che hanno subito cessato di utilizzare HLS appena scoppiò lo scandalo.
Da queste infiltrazioni, e da documenti fuoriusciti anonimamente dal laboratorio stesso, si è appreso anche di un esperimento finanziato dalla farmaceutica giapponese Yamanouchi per lo studio di farmaci antiartritici. Per questo esperimento, fermato dagli scandali, 37 beagle avrebbero dovuto avere le gambe spezzate in più punti.
In un rapporto scritto è invece annotato: "ho notato che l'animale aveva un buco nello stomaco, ma è stato diagnosticato sano e rimesso nella sua gabbia", mentre gli animali nella stanza 11 vengono definiti "marcescenti, ma ancora vivi".
Inoltre da altri documenti usciti anonimamente nel 2000 si è appreso di esperimenti su xenotrapianti (trapianti tra specie diverse) portati avanti per conto della Imutran, ditta controllata da Novartis. In più di 5 anni sono state sacrificate centinaia di scimmie e migliaia di maiali senza alcun risultato. Il 31% dei babbuini usati per questi trapianti di cuore sono morti entro 24 ore dall'operazione, spesso a causa di incompetenza e grossolani errori.
Da questi dati, e ancor più dai crudi filmati, emerge chiara la realtà di Huntingdon Life Sciences: un laboratorio degli orrori!

"I cani erano impietriti e schiacciati in fondo alle loro gabbie. Stavano sul dorso, col corpo pressato contro la parete più lontana della gabbia. Le loro zampe erano in aria, e gli occhi mi imploravano di non portarli al laboratorio. Tutti i cani sono morti." (dal racconto di Michelle Rokke)

Incompetenza e falsificazioni

I lavoratori di HLS sono stati filmati mentre falsificano deliberatamente le dosi e i dati durante gli esperimenti. Uno di loro ha ammesso che "con quei dati ti ci puoi pulire il culo", mentre un altro alla domanda se quanto sta facendo è legale risponde "non so, non ho visto niente, non si può provare..".
La vivisezione è inattendibile, nessun dato proveniente da esperimenti su animali può seriamente essere applicato agli umani. I vivisettori lo sanno bene, e se falsificano dosi e dati è solo per favorire le industrie chimiche e farmaceutiche, e far immettere i loro prodotti pericolosi sul mercato.
I dipendenti di HLS si sono mostrati non solo sadici, violenti e falsificatori, ma anche incompetenti nel loro stesso lavoro, e sono stati colti a lavorare sotto l'effetto di alcool o di droghe, fermati dalla polizia andando a lavorare in stato di ubriachezza. Queste persone, come tutti i vivisettori, non sono ricercatori e non lavorano per il benessere dell'umanità di cui tanto parlano. Questi sono soltanto degli aguzzini interessati al denaro.
La vivisezione è una menzogna, e HLS la sua orribile e concreta realtà.

Nessun controllo

I vivisettori si difendono spesso con la scusa di una assoluta necessità della sperimentazione animale, ma anche con la asserzione di lavorare seguendo la legge e rigidi protocolli. L'esistenza di commissioni che sorvegliano i laboratori può essere per i più ingenui considerata come una limitazione al sadismo dei vivisettori. Ma non è così.
Dal 1985 l'Home Office ha ispezionato HLS più di trenta volte, senza mai notare gli abusi descritti prima. In realtà queste commissioni di ispezione sono composte da ex-vivisettori, e le visite vengono annunciate. Zoe Broughton nei suoi quattro mesi dentro HLS racconta di due visite da parte di commissioni di ispezione. In entrambi i casi i dipendenti lo sapevano in anticipo, e in entrambi i casi gli "ispettori" hanno fatto una semplice chiacchierata con i vivisettori, osservando più i quadri ai muri che non gli animali nelle gabbie.
Dentro HLS le regole sulla sperimentazione vengono continuamente violate, e solo nel caso degli xenotrapianti sono state contate 520 violazioni senza alcuna conseguenza. Ciò prova che nessun controllo può limitare la vivisezione e nessuna commissione salverà gli animali. Solo noi, con la nostra azione, possiamo ottenere questo risultato!

Dove si trova

HUNTINGDON RESEARCH CENTRE (HRC)
Huntingdon Life Sciences
Woolley Road
Alconbury
Huntingdon
Cambridgeshire
PE28 4HS
Tel: 01480 892 000
Fax: 01480 892 205
E-mail: sales@ukorg.huntingdon.com

EYE RESEARCH CENTRE (ERC)
Huntingdon Life Sciences
Barric Lane
Occold
Suffolk
IP23 7PX
Tel: 01379 644 122
Fax: 01379 678 034
Email: sales@ukorg.huntingdon.com

PRINCETON RESEARCH CENTRE (PRC)
Huntingdon Life Sciences
PO Box 2360
Mettlers Road
East Millstone
New Jersey
NJ08875-2360
USA
Tel: 001 732 873 2550
Fax: 001 732 873 8513
Email: sales@princeton.huntingdon.com

Life Science Research Inc
320 Saint Paul Street, Baltimore, MD 21202
001 410 659-0620

Life Sciences Research Inc
401 Hackensack Avenue Floor 9,
Hackensack, NJ 07601
001 210 525-1819



Sono qui di seguito riportati i clienti di HLS costantemente nel mirino delle proteste degli attivisti in Italia, in accordo comunque ai presidi che avvengono a livello internazionale.
Gli obiettivi sono tanti, ma in una campagna che mira a far chiudere HLS il prima possibile è importante procedere in maniera costante e coordinata. Suggeriamo quindi a chiunque fosse interessato a partecipare o indire delle proteste, a telefonare e a scrivere lettere o emails di protesta, di focalizzare l'attenzione prima di tutto sui seguente clienti:


Multinazionale farmaceutica svizzera, uno dei clienti più importanti e fedeli di HLS.
Sito ufficiale: www.novartis.it

Novartis Farma S.p.A. (Produzione Farmaceutica), Sandoz
Largo Umberto Boccioni 1
21040 Origgio (VA)
Tel. 02-96541
Fax 02-96542910

Novartis Farma S.p.A. (Insediamento produttivo)
Via Provinciale Schito 131
80058 Torre Annunziata (NA)
Tel.: 081-5354111
Fax 081-8613068

Novartis Vaccines & Diagnostics s.r..l.
(Sede sviluppo, produzione e commercializzazione di vaccini per uso umano
)
Sede legale
Via Fiorentina, 1
53100 Siena
Tel. 0577-243111
Fax 0577-278600

Magazzino
Località Bellaria Rosia
53018 Sovicille (SI)
Tel. 0577-243619
Fax 0577-278600

Laboratorio
Dip. Patologia e microbiologia, P.zza Pugliatti 1
98100 Messina

Sandoz Industrial Products S.p.A. (Produzione principi attivi farmaceutici)
Corso Verona 165
38068 Rovereto (TN)
Tel. 0464 451111
Fax 0464 451114

Sandoz Biopharmaceutical S.p.A.
Via San Vittore 32
20123 Milano
Tel. 02-48517456
Fax 02-48517457

Ciba Vision s.r.l. (Lenti a contatto e sistemi di disinfezione)

Viale Cesare Pavese 24
00144 Roma
Divisione Ophtha: tel. 06-5099781 - fax 06-5003562
Divisione Optics: tel. 06-5011150 - fax 06-5012683

Via Mattei 17
30020 Marcon (VE)
Tel. 041-5939304
Fax 041-4567981

Ciba s.r.l.
Deposito
Via del Ciclamino 8
20020 Vanzaghello (MI)

Email: info@novartis.it, ufficio.stampa@novartis.com, donatella.latocca@novartis.com



Sanofi-Aventis è il primo gruppo farmaceutico in Europa ed è cliente fidato di HLS.

Sanofi-Aventis
Sede Legale, laboratorio industriale
Viale Bodio 37/B
20158 Milano
Tel. 02-3939.1
Fax 02-39394165

Sanofi Midy
Centro ricerche e studi
Via G.B.Piranesi 38
20137 Milano
Tel. 02-73941
Fax 02-73942453

Sanofi Pasteur MSD S.p.A.
Sede Legale
Via degli Aldobrandeschi 15
00163 Roma
Tel. 06-6640921
Fax 06-66409233

Gruppo Lepetit srl
(Magazzino Materie Prime e Confezionamento Finale)

Località Volcanello
03012 Anagni (Frosinone)
Tel. 0775-7601
Fax 0775-760224

Sanofi-Aventis S.p.A. (Produzione Farmaceutica)
Zona ex Punto Franco
72100 Brindisi
Tel. 0831-5781
Fax 0831-578210

Via Roberto Lepetit 142
12075 Garessio (Cuneo)
Tel. 0174-8781

Strada Statale n. 17 – Km 22
67019 Scoppito (L'Aquila)
Tel. 0862-717021
Fax 0862-714005

Via Europa 11
21040 Origgio (VA)

Schering-Plough Italia
Sede legale
Cen. Direzionale MI 2 Pal. Borromini Via Fratelli Cervi s.n.c
20090 Segrate (MI)

PSO Science Park Raf S.p.A.
Centro ricerche
Via Olgettina 58
20132 Segrate (MI)
Tel. 02-212191
Fax 02-21219261

Stabilimento
Via Kennedy 5
20060 Comazzo Lodi (MI)
Tel. 035-258405



La Actelion Pharmaceuticals è una farmaceutica con base in Svizzera. Si è servita nel 2005 di HLS ed è molto legata a livello di affari che un vecchio cliente di HLS, la multinazionale farmaceutica Roche.
Sito ufficiale: www.actelion.com

Actelion Pharmaceuticals Italia S.r.l.
Via Lasie 10/L
40026 Imola (BO)
Tel. 0542-648711
Fax: 0542-648734

Email:
actelion.italy@actelion.com, paolo.buser@actelion.com



Risulta essere uno dei maggiori clienti di HLS, ogni giorno dentro HLS muoiono,
per suo conto, decine di animali.
Sito ufficiale: www.gsk.com

GlaxoSmithkline S.p.A. (Sede legale, Centro ricerche, Produzione)
Via Alessandro Fleming 2-4
37135 Verona
Tel. 045-9218111
Fax 045-9218388

Strada Provinciale Asolana 90
43056 S.Polo di Torrile (PR)
Tel. 0521-526111
Fax 0521-526116

GlaxoSmithKline Consumer Healthcare S.p.A. (Farmaci da banco, prodotti di largo consumo)
Via Zambeletti snc
20021 Baranzate di Bollate (MI)
Tel. 02-38061
Fax 02-3501882

E-mail: it_info@glaxowellcome.it



Azienda del settore farmaceutico e delle biotecnologie, ha usato HLS per anni.
Si tratta di un'azienda americana con sedi in tutto il mondo.
Sito ufficiale: www.abbott.com

Abbott International, GPO, Nutrition International
Abbott S.p.A., Abbott Vascular Knoll - Ravizza S.p.A.
Via Pontina km. 52
04010 Campoverde di Aprilia (LT)
Tel. 06-928921
Fax 06-928922070

Sede Commerciale
Via XX Aprile 4
20097 San Donato Milanese (MI)
Tel. 02-516251
Fax 02-51625110

Abbott Diagnostics, Molecular Diagnostics, Diabetes Care
Abbott S.p.A.
Via Mar della Cina 268
00144 Roma
Tel. 06-529911
Fax 06-52991403

 



E' una multinazionale farmaceutica americana. Uno dei maggiori clienti di HLS da anni.
Sito ufficiale: www.bms.it

Divisione generale, Sviluppo e Sperimentazione
Via Virgilio Maroso 50
00142 Roma
Tel. 06-503961
Fax: 06-50396523

Produzione Farmaceutica
Via Fontana Del Ceraso 1
03012 Anagni (FR)
Tel. 0775-7621

Settore Chimico, Produzione Farmaceutica
Via Del Murillo, KM. 2,800
04013 Sermoneta (LT)
Tel: 0773-3101

Email: Lamberto.Andreotti@bms.com, Carlo.denotaristefani@bms.com


LISTA COMPLETA DEI CLIENTI
Per una lista dettagliata dei clienti che hanno usato HLS nel 2005 e dal 2000 al 2005:
http://www.shac.net/HLS/clients.html

GLI ZOO BASTARDI: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A RAVENNA IL 9 MARZO

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
http://www.inventati.org/glizoobastardi/volzoo.jpg

Diciamo un fermo no allo zoo di Ravenna e allo sfruttamento animale con un grande corteo per le vie della città!

Nonostante le pressioni che in questi anni si sono fatte sentire, il comune di Ravenna sta proseguendo l'Iter della concessione dei permessi di costruzione alla società Alfa3000. Tutto questo sta accadendo nel più totale silenzio istituzionale e mediatico, occorre quindi un evento che risollevi l'attenzione, che faccia capire al Comune che non riuscirà a farci passare uno zoo sotto il naso, e alla società Alfa 3000 che le persone che hanno a cuore la sorte delle centinaia di animali che dovrebbero finire rinchiusi in questo zoo non sono disposte a tollerare ancora questo sistema di sfruttamento e segregazione.

Appuntamento a Ravenna, Domenica 9 Marzo ore 14.30, nel parcheggio delle corriere dietro la Stazione Ferroviaria.

TAPSO AL CSOA A.CARTELLA

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
http://www.csoacartella.org/images/stories/volantini/locandina080208.jpg

"Rock/pensato, logica irrazionale della canzone, filologia del racconto musicale".

I Tapso II parlano proprio bene della loro musica. Sentire per credere. Il trio catanese dai toni melodici quanto influenzati dal mathrock d'oltreoceano, saranno sul palco del csoa "Cartella" di Gallico venerdì sera, pronti a confermare le loro doti.

CSOA A.CARTELLA 

PELLICCIAIO CHIUDE E PAGA GLI ATTIVISTI

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
PELLICCIAIO CHIUDE E PAGA GLI ATTIVISTI


Nel maggio 2007 Schumacher Furs (vedi notizia http://campagnaaip.net/notizia4.html), una delle pelliccerie più vecchie degli Stati Uniti, era stata costretta a chiudere i battenti a causa di una pressante campagna iniziata nel novembre 2005. Diversi gruppi e associazioni per la liberazione animale si erano uniti svolgendo proteste settimanali davanti al negozio di Portland. Dopo la chiusura, il proprietario di Schumacher Furs, Gregg Schumacher, aveva portato in tribunale diversi gruppi animalisti e singoli attivisti accusandoli di essere responsabili della bancarotta della sua attività e chiedendo un risarcimento di oltre 6 milioni di dollari.
Purtroppo per lui questa volta stranamente l’autorità ha dato ragione agli attivisti. Lo scorso 24 gennaio un giudice federale gli ha ordinato di pagare i 97.000 dollari di spese legali degli attivisti. Il giudice ha dato torto agli avvocati di Schumacher Furs affermando che le proteste degli attivisti erano difese dal diritto alla libertà di espressione.


ORA E SEMPRE NO TURBOGAS: NEWS E MANIFESTAZIONE

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008

Napoli - Occupata ARPAC : Ecco le menzogne di De Gennaro

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
Occupata l’ARPAC : Ecco le menzogne di De Gennaro.

Stamane una cinquantina di attivisti della Rete Campana Salute e Ambiente e del Comitato di quartiere Napoli Est hanno occupato gli uffici del ARPAC agenzia regionale per l’ambiente Campania.
Pochi giorni fa il Commissario De Gennaro aveva dichiarato che nella ex manifattura tabacchi di Gianturco non c’era amianto e dunque si poteva procedere a sversare, nonostante la documentazione fotografica e video raccolta dai media indipendenti e del Comitato Napoli Est che testimoniavano la presenza di amianto rinvenuta nell’occupazione della struttura utilizzata dai comitati come centro di raccolta differenziata autogestita fino al suo sgombero da parte della polizia.
La lunga occupazione del ARPAC durata oltre 4 ore si e’ conclusa dopo vari tentativi di raggiro da parte dei dirigenti dell’ente, con la consegna della documentazione dei rilievi ARPAC nella ex manifattura tabacchi.
Da questa occupazione sono emerse incredibili scoperte su come De Gennaro stia preparandosi a sversare in una zona contamianata da amianto e senza la minima tutela della salute dei cittadini.
La prima novita’ e’ che l’ARPAC non ha mai svolto rilievi sulla presenza di amianto nell’area della ex manifattura tabacchi di Gianturco. Dunque le dichiarazioni di De Gennaro sull’assenza di amianto sono delle menzogne fondate sul nulla, mentre le prove della presenza di amianto sono state raccolte dai comitati e consegnate alla procura della Repubblica.
La seconda sconvolgente scoperta e’ che i rilievi effettuati dal ARPAC sulla possibilita’ di stoccare le ecoballe nella ex manifattura tabacchi si basano sulla considerazione che le ecoballe siano a norma !! Anche le pietre sanno che le ecoballe della Campania sono considerate "cattive" perche’ gli impainti di Cdr della Campania che le producono, non sono a norma e sono stati declassati a semplici impianti di tritovagliatura.
De Gennaro dunque continua a costruire menzogne, e continua a mettere a rischio la salute dei cittadini.
I documenti del ARPAC saranno allegati all’esposto presentato alla Procura della repubblica di Napoli dal Comitati Salute e Ambiente Napoli Est per bloccare l’apertura del sito.
Intanto i comitati si sono dati appuntamento giovedi’ prossimo presso la facolta’ di architettura della Universita’ Federico II alle ore 17 per l’assemblea generale dei comitati che stilera’ il prossimo calendario di mobilitazioni.


Ascolta il commento dall’occupazione del ARPAC di Antonio Musella , Rete Campana Salute e Ambiente.

NEWS E AGGIORNAMENTI SULLA FIERA DEL LIBRO: BOYCOTT ISRAELE

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008
I nuovi "cani del Sinai" (sul boicottaggio della Fiera del Libro 2008)


«"Fare il cane del Sinai" pare sia stata locuzione dialettale dei nomadi che un tempo percorsero il deserto altopiano di El Tih, a nord del monte Sinai. Variamente interpretata dagli studiosi, il suo significato oscilla tra "correre in aiuto del vincitore", "stare dalla parte dei padroni", "esibire nobili sentimenti".
Sul Sinai non ci sono cani.»


Con queste note, lo scrittore Franco Fortini introduceva un suo libro miliare, dentro un clima anticipatore da primo "scontro di civiltà"; una pietra ancora aguzza e tagliente da scagliare contro i nuovi "Cani del Sinai". Come annotava egli stesso, un libro scritto a “muscoli tesi, con rabbia estrema” nell’estate del ’67 a ridosso della “guerra dei sei giorni”, I cani del Sinai è un libro contro: contro “quanti amano correre in soccorso ai vincitori”, contro “il diffuso e razzistico disprezzo antiarabo”, contro “l’esaltazione della civiltà e della tecnica ‘moderne’ incarnate in Israele”. Una testimonianza in cui, senza nulla cedere al ricatto della letteratura-di-giustificazione, delineava il perché e il come lui, ebreo italiano, non sentiva nessun bisogno di "correre in aiuto del vincitore".
40 anni dopo, ci manca proprio un Fortini, in un frangente come questo, così sovrappopolato di nuovi cani del Sinai... tutti in fila a battersi per un posto al sole nel palcoscenico ben addobbato dell'obbedienza-virtù, sgomitando per farsi vedere e ben volere dai padroni di turno: Fassino, Bertinotti, Battista, Chiamparino, Younis Tawfik, Gabriele Ferraris, Ernesto Ferrero... In alto e in basso con ruoli intercambiabili tra politica , amministrazione e media. Sappiamo bene che la lista è ben più lunga e che tanti altri non vedono l'ora di accodarsi alla sfilata di chi ama "esibire nobili sentimenti".

In un quadro così desolante merita davvero un encomio la presa di posizione limpida e senza fronzoli di un Gianni Vattimo, una posizione che in molti condividiamo ma che difficilmente avremmo possibilità di esporre nella odierna telecrazia. Non male! Ci andava un Filosofo per ricordare queste quattro banalità in croce: che Israele è uno stato di apartheid; che da anni la sua politica lavora ad un lento e politically correct (se possibile) genocidio dei palestinesi; che sulla Shoa è stata costruita una vera e propria industria della ricompensa; che invitare Israele nel 60° anniversario di fondazione di uno stato che per milioni di persone ha significato"catastrofe" (Nakba) è un atto politico.
Che quindi, boicottarne lo svolgimento è un atto politicamente legittimo e moralmente giusto!
Ci voleva un personaggio della notorietà di Vattimo per ricordare queste semplici verità. Anche questo è misura della melma in cui nuotiamo.

Storia di una polemica: "Israele non si tocca!"
In città tutto era partito da un'obiezione di basso profilo di un esponente dei Comunisti Italiani (poi prontamente ri-modellata). Apriti cielo! Tanto e bastato: Israele non è questionabile! Questo il messaggio che deve passare.
Da quel momento e da un tentativo d'appello fallito, è partita una propaganda (questa sì) d'odio cui tutti sentono il bisogno di partecipare. In questione è l'allenza strategica, politica e militare, con Israele quale avamposto dell'Occidente. Un'allenza siglata qualche anno fa anche con accordi di intesa militare. S'inivita Israele ad una vetrina di cultura per promuoverne la sempre più discussa legittimità politica. Altro che Autonomia del culturale!

La casta intellettuale tra orientalismo e razzismo
I peggiori opinionisti di una battaglia politica e culturale che tra i pasdaran d'Israele a volte sfiora l'isteria vanno proprio rinvenuti tra gli intellettuali di casa nostra. Spesso ignoranti in materia storica, conoscono un solo ritornello "non dimentichiamo la Shoa!".
Emblematica a questo proposito la posizione di un Valentino Parlato (tra i fondatori de Il Manifesto), affaticato nell'accampare giustificazioni debolissime riguardo l'errata scelta del boicottaggio. L'intervento del Parlato ha almeno avuto il merito di scoperchiare una pentola: numerose lettere di lettori del quotidiano (a partire dal suo competente collega Michele Giorgio) hanno protestato e argomentato, molto meglio di lui, sull'innopportunità di un invito e la legittimità di un boicottaggio.
"Non dimentichiamo la Shoa!". E chi vorrebbe dimenticarla. Certo non quelle sacche di resistenza che continuano a indicare e praticare l'antifascismo. Quelle stesse che oggi intendono boicottare una scelta sbagliata. A pochi viene in mente di chiedersi come mai i fascisti di ieri siano oggi tutti così intransigentemente filo-sionisti.

Nella bassezza delle loro giustificazioni, gli ampi numeri dell'intellettualità italiana, impregnati di orientalismo fino all'osso non disdegnano neppure - neanche sembrano accorgersene - il più bieco discorso razzista. La Lega degli Scrittori Giordani che ha invitato al boicottaggio con tanto di lettera sarebbe "fantomatica" mentre l'idea di invitare scrittori palestinesi apparirebbe "ridicola" ai nostrani "guardiani della democrazia".

InfoAut

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Con questa pagina, apriamo una feature che sarà mantenuta fino ai giorni del Salone, e relativa contro-mobilitazione, del maggio 2008. Sarà periodicamente arricchita di contributi: interviste, riflessioni, appelli e una rassegna stampa quotidiana su un dibattito e una battaglia che, crediamo, lascerà il segno!

Una battaglia che come antagonist* e compagn* sentiamo la necessità di far nostra, arrichendola e potenziandola con la comunicazione - e l'azione - politica .
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MATERIALI


Interviste (audio)

> Younis Kutaiba
(Comitato promotore per il boicottaggio - Torino)

> Sami Hallac
(Comitato di Solidarietà con il popolo palestinese - Torino)

> Alfredo Tradardi (International Solidarity Movementt - Italia)

> Alfredo Tradardi (INTERVENTO A TORINO)

> Angela Lano (redazione InfoPal)

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Posizioni


> Perché non parteciperò alla fiera del libro di Torino 2008 (di Tariq Ali)


> "Perché boicotto Israele"_di Gianni Vattimo


> Suad Amiry: Fiera del Libro di Torino 2008. "Festeggiare con Israele ma che cosa?"


> “E un’occasione di propaganda, per questo io, israeliano, non sarò al Salone di Parigi”


> «Sinistra, ti ricordi della battaglia contro l'apartheid?» (intervista a Omar Barghouti)

> "Israele ospite d'onore della Fiera del Libro di Torino: non e' ne' il luogo ne' il momento"_di Karim Metref


> A proposito dell’appello al boicottaggio (di Tariq Ramadam)


> TORINO, SALONE DEL LIBRO 2008: LE RAGIONI DEL BOICOTTAGGIO E DELLA MOBILITAZIONE (Network Antagonista Torinese)


>> Altri contributi al dibattito dalla sezione del Forum Palestina

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Altri materiali (audio)


> Giorgio Frankel (Centro Einaudi): "1. perché due stati sono impossibili
"

"2. sul sionismo oggi"


> James Hillal (sociologo palestinese): "Risposta alle quattro maggiori obiezioni alla soluzione stato unico"

> Gianni Vattimo (filosofo): "Il paradosso del "jewish state" supportato dalle democrazie occidentali"


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SITI INTERNET:

Forum Palestina


InfoPal

PalestineMonitor

GUARDIANI DEL SAPERE: FACOLTA' DI LETTERE GIOVEDI 7 FEBBRAIO H.15

Inviato da autonomix | 6 Feb, 2008

http://www.uniriot.org/downloads/guarini%20small.jpg

 

 

GUARINI E FRATI: DIMISSIONI!
ASSEMBLEA PUBBLICA Gio 7 Feb h. 15 Facoltà di Lettere

Il 17 Gennaio si è svolta l'inaugurazione dell'anno accademico più vergognosa della storia della Sapienza. Il governo dell'università, dopo aver tentato invano di far entrare il Papa per mascherare una crisi di gestione ormai irreversibile, ha deciso di celebrare lo stesso la cerimonia trasformando per un giorno la Sapienza i una vera e propria caserma. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa, per diverse ore, hanno sbarrato gli ingressi della città universitaria, precludendo l'accesso a studenti, ricercatori, docenti e lavoratori. Quest'immagine della cittadella militarizzata raffigura bene lo stato attuale della Sapienza. Guarini e Frati, a fronte di una situazione di crisi permanente e di fenomeni di corruzione sempre più palesi, hanno fatto una scelta precisa: delegare alla polizia la gestione del dissenso.

Rete per l'Autoformazione - Coordinamento dei Collettivi

Eccolo! il nostro video, quello del corpo vivo dell'università, degli studenti, dei ricercatori, dei precari, dei docenti e dei lavoratori della Sapienza. Questa è la nostra storia sulla vicenda legata alla visita del Papa all'università, così come l'abbiamo vissuta senza censure nè montature mediatiche. Questo video parla un solo linguaggio, quello della verità. Potrete vedere le immagini dell'occupazione del rettorato e della totale militarizzazione della Sapienza in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico in data 17 gennaio 2007. Ancora una volta ribadiamo che "INTOLLERANTE E' CHI NON ACCETTA IL DISSENSO!"
Rete x l'Autoformazione (uniriot.org)

SULLA MANIFESTAZIONE DI COSENZA DEL 2 FEBBRAIO..

Inviato da autonomix | 3 Feb, 2008

[Comunicato Coordinamento LiberiTutti]

 

Assolutamente un successone

Non potremmo definire altrimenti la manifestazione nazionale di sabato, non potrebbe passare diversamente agli archivi della memoria nostra e della città tutta.

Chi, dal basso o dall’alto, ha pensato bene di provare a gettare discredito sul risultato ottenuto dal movimento dei movimenti, sceso festosamente in piazza, lo ha fatto certo non per amor di cronaca o di responsabilità ma perché, i pennivendoli cosentini tutti, assolutamente funzionali alla realizzazione dei piani criminosi che si perpetrano in questa città, non possono certo tradire le aspettative dei loro finanziatori/fiancheggiatori occulti, spesso i soggetti contro i quali, il movimento cosentino si scaglia nel combattere le sue battaglie per le libertà e la giustizia sociale.

Ridurre ad una mera questione numerica la portata della giornata di ieri, ricorda il tentativo di qualcuno di voler definire sovversione la presa di coscienza di tanti e tante che ancora, vogliono credere e vogliono lottare per rendere il mondo un qualcosa di diverso; pubblicare di negozi chiusi e commercianti trincerati dietro sbarre, è ammettere candidamente della faziosità che contraddistingue le redazioni cittadine; provare a riesumare simboli e frasi che Cosenza non ha mai conosciuto, sa semplicemente di barzelletta fuori tempo.

E ieri si è scesi in piazza per ribadire questo: Cosenza è una città viva, poco incline a subire passivamente strumentalizzazioni di sorta, solidale e schierata al fianco dei suoi figli perseguitati da un teorema visionario, un romanzo, un qualcosa che insomma tutto è, tranne che un impianto accusatorio presentato per come la legge dispone ovvero basato su delle prove certe.

Dunque, si riparte dalla piazza, piazza Zumbini per l’esattezza, piazza scelta non a caso: dice Voltaire, che per misurare il grado di democrazia d’un popolo, basterebbe fare un giro nelle sue carceri; crediamo noi, che altro strumento per tastare il polso al grado di democraticità d’una nazione, sia indagarsi su quante morti bianche vi occorrano ogni anno...
Proprio per voler dare luce a questo dolente tasto, è stato scelto il monumento ai caduti sul lavoro per far da sfondo al concentramento dei manifestanti, una sirena da “inizio turno” per scandirne la partenza.

Già la massiccia partecipazione alle iniziative d’avvicinamento alla data di sabato, ci aveva confortato e non poco, donandoci ottimismo nell’immaginare del corteo.
Ma la sete di partecipazione di Cosenza, ieri, ha stupito anche noi, ed in specie quando il serpentone s’è inerpicato tra le strade del centro storico, fredde ed ammuffite mura ma abitate da gente col cuore grande.

Questo è il dato che ci interessa analizzare e rilanciare: la gente non ha mai smesso di credere e d’essere cosciente che è la partecipazione l’unico strumento di cui dispone per far sentire la sua voce ed anche se cittadini in una terra martoriata ed erosa nelle sue viscere dal malaffare, nella quale ogni tentativo di creare una rete permanente promossa da chi non vuole piegarsi a queste logiche di prevaricazione viene immediatamente ostraciato da questure, procure e scagnozzi vari, anche loro, i signorotti detentori dei poteri forti, tremano dinnanzi ad una partecipazione viva come quella di sabato, mossa sulla scia dell’indignazione provocata dal loro atteggiarsi in città.

Sosteniamo dunque, essere l’incontro  il momento dal quale far emergere la voglia di cambiamento mostrata ieri dai cosentini.
Incontro e confronto, quali reazioni genuine da contrapporre alle illiberali coercizioni che s’abbattono quotidianamente sulle nostre vite.
Incontro e confronto che, proprio perché uniche armi in mano nostra, dovranno avvenire come sempre  alla luce del sole.

Rilanciamo dunque, come nelle giornate di preparazione del corteo, l’idea di far ruotare il dissenso e la voglia di sovvertire alle dinamiche che ci vorrebbero perdenti, attorno al chiosco comunale sito in piazza XI settembre, cui chiederemo il prolungamento della concessione. Che diventi il punto di raccolta del malcontento d’ogni cittadino, che diventi il punto di partenza per la costruzione d’una nuova città vivibile. Che faccia circolare non solo appelli di solidarietà a chi si trova sotto processo, ma anche a chi nei territori lotta per non farsi schiacciare da logiche che impongono il malaffare prima della dignità della popolazione.
Intanto ricordiamo che lunedì 4 febbraio, nell'aula di Corte d'Assise riprenderà il processo con le arringhe della difesa, certi che il collegio difensivo non incontrerà nessuna difficoltà a rendere, agli occhi della Corte, semplicistiche le accuse mosse dal Fiordaliso.

Cosenza, domenica 3 febbraio 2008
COORDINAMENTO LIBERITUTTI

Sito Internet: www.cosenza2febbraio.org



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