Presidio in concomitanza con il corteo di Napoli

Inviato da autonomix | 9 Gen, 2008
Presidio in concomitanza con il corteo di Napoli Stampa E-mail
Scritto da MDT Calabria   

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Per esprimere la nostra piena vicinanza e solidarietà alle popolazioni campane in lotta contro chi li vorrebbe oggi condannare a morire per gli interessi delle solite lobbies. Per ribadire che "camorrista" non è chi lotta e resiste ma chi sfrutta, ammazza, condanna a patire sofferenze, ossia chi ha gestito 14 anni di commissariamento per l'emergenza rifiuti che ha prodotto la situazione attuale. Per dire "jatavenne" a chi insiste nel proporre come unica soluzione finale al problema rifiuti l'incenerimento, buona solo a riempire le tasche dei padroni ma a sfruttare ed ammazzare tutti gli altri.

Presidio/volantinaggio davanti la prefettura di Reggio Calabria in concomitanza con il corteo di Napoli
Mercoledi 9 gennaio ore 17,30 -P.zza Italia (RC)

DA TORINO... 

Riceviamo e pubblichiamo:

8 gennaio 2008 - Alle ore 12.00 due cassonetti dell'immondizia venivano rovesciati davanti a una sede del P.D. in corso Vercelli a Torino. Lasciati sul posto volantini in solidarietà con gli abitanti di Pianura insorti contro la discarica. Il militante a guardia della sede è rimasto bloccato dietro la porta ostruita dall'immondizia, solo con il ritratto di Togliatti.

segue testo del volantino:

Rifiuti. Viviamo in una società di rifiuti.
Alcuni si rifiutano di riconoscere la propria responsabilità nella distruzione del pianeta.
Altri rifiutano di ammettere che la qualità della vita di pochi dipenda dalla povertà di molti.
Altri ancora si ostinano a rifiutare la folle razionalità di questo ordine economico e sociale, e faranno di tutto per abbatterlo.

Solidarietà agli insorti di Pianura

                                                      DALLA RETE SALDATURA DI TORINO

 

NO ALLE MEGADISCARICHE
NE’ IN CAMPANIA NE’ ALTROVE

NO AGLI INCENERITORI

SOLIDARIETA’
CON LA POPOLAZIONE CAMPANA IN LOTTA

SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
E ALLA DIMINUZIONE DEI RIFIUTI
SOPRATTUTTO QUELLI INDUSTRIALI

CONTRO IL TAV E TUTTE LE NOCIVITA’

Sosteniamo la lotta delle popolazioni campane, in particolare quella dei cittadini che in questi giorni si oppongono alla riattivazione della discarica di Pianura, alla periferia di Napoli.
Gli avvenimenti di questi giorni in Campania sono una nuova dimostrazione che la mobilitazione e l’azione diretta popolare possono fermare l’arroganza dei politici e la violenza poliziesca. Questa è anche l’esperienza maturata dal movimento No-Tav, che nel 2005 ha fermato i cantieri dell’alta velocità in Val di Susa.
E’ sempre più necessario difendere il territorio dalle nocività ambientali anche dalle nostre parti, dove incombono il TAV Torino-Lione, gli inceneritori del Gerbido e di Settimo Torinese, la Tangenziale Est, i grattacieli.
Per dare ancora più slancio a queste battaglie aderiamo e invitiamo a partecipare al corteo “Rompere il silenzio” del prossimo 19 gennaio a Torino, che tra le varie tematiche porterà in piazza anche l’opposizione alla devastazione ambientale.

SALDATURA, rete contro il TAV e le nocività di Torino e dintorni
Torino, 9 gennaio 2007
www.saldatura.org

CORTEO “ROMPERE IL SILENZIO!”
SABATO 19 GENNAIO 2008
ORE 14 PIAZZA CASTELLO TORINO
info: torino19gennaio.altervista.org

                                                 

 

                                                           DA TRENTO

IN SOLIDARIETA' CON LA POPOLAZIONE CAMPANA IN LOTTA

CONTRO IL PARTITO TRASVERSALE DEGLI AFFARI (ISTITUZIONI E CAMORRA)

CONTRO MAXIDISCARICHE E INCENERITORI

PER UNA SOLUZIONE SOCIALE ED ECOLOGICA DEL PROBLEMA DEI RIFIUTI

La strenua e coraggiosa lotta della popolazione campana sta definitivamente smascherando le precise responsabilità politiche ed imprenditoriali che si nascondono dietro la cosiddetta "emergenza rifiuti": 14 anni di commissariamenti hanno fatto "sparire" 2 miliardi di euro, arricchendo cosche e partiti, impedendo o peggiorando la raccolta differenziata, il riciclaggio e il compostaggio, trasformando quelle terre nella "pattumiera d'Italia".

I blocchi, le barricate, la resistenza autorganizzata contro i devastatori ambientali e le loro truppe stanno dicendo a voce alta ciò che per tanti anni è stato nascosto: che di inceneritori e maxidiscariche ci si ammala e si muore; che un sistema industriale che produce rifiuti altamente tossici ha bisogno di discariche illegali gestite dalla mafia; che la logica del profitto non soddisfa i bisogni umani, ma crea problemi che non sa risolvere; che rifiutare tutto questo è necessario e possibile.

In lotta da tempo contro l'inceneritore che vorrebbero costruire alla periferia di Trento, esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai campani che resistono. Sempre più consapevoli che c'è un solo modo per fermare l'immondizia politica ed ecologica sotto cui vorrebbero seppellirci: costruire le barricate dell'autorganizzazione sociale. Invitiamo chi è geograficamente vicino a partecipare al presidio di venerdì: la lotta dei campani è anche la nostra.

No Inceneritore No TAV – Trento

VENERDI' 11 GENNAIO DALLE ORE 16.30

PRESIDIO DAVANTI AL COMMISSARIATO DEL GOVERNO DI TRENTO

 

 

In 20.000 a Napoli contro le mega-discariche! AGGIORNAMENTI E NEWS

Inviato da autonomix | 9 Gen, 2008
In 20.000 a Napoli contro le mega-discariche

|9 gennaio 2008| sera

E' sato un successo il corteo indetto oggi per le strade di Napoli per dire un grosso e corale "NO" di tutta la Campania ai progetti governativi d'installazione di enormi sversatoi per aggirare l'emergenza-rifiuti. Una manifestazione importante che ha aiutato gli uomini e le donne di Pianura a uscire dall'isolamento in cui media e istituzioni cercavano di rinchiudere la loro lotta.

Il corteo di oggi ha ribadito che il problema dei rifiuti è un problema complessivo, "di sistema" e che necessità altre politiche, complessive e capaci di costruire un'altra cultura politica e ambientale.
In 20.000 hanno attraversato oggi le strade del centro di Napoli, in solidarietà con la resistenza di Pianura e con i futuri territori minacciati.
Mentre il corteo passava nei pressi di un commissariato è partito un fitto lancio di uova...

>>> Ascolta la corrispondenza con Ennio (InfoAut)

Segui la diretta e i i servizi su RadioLina


Mattino|
Dopo le intense giornate di lotta culminate con le dichiarazioni del governo, la nottata passata è stata relativamente tranquilla intorno alla discarica di contrada Pisani; una notte di stallo in attesa della presa dei poteri di De Gennaro. Non si sono registrati scontri ma sono continuati i roghi.

Un gruppo di cittadini di Terzigno (Napoli) si è recato invece da stamattina sul sito individuato dal Governo per aprire una delle prime discariche "atte a fronteggiare l'emergenza". I manifestanti, circa un centinaio, hanno incontrato il sindaco al quale hanno chiesto la disponibilità della sala consiliare per il tardo pomeriggio di oggi, per poter discutere delle future iniziative da intraprendere per opporsi all'apertura della discarica.

A Pianura alcune associazioni di cittadini sono impegnate a raccogliere firme per presentare ricorso al Tar contro la riapertura della discarica chiusa nel 1996. Passo propedeutico alla presentazione di un ulteriore ricorso alla Corte di Giustizia di Strasburgo.

Oggi pomeriggio corteo per le vie di Napoli
 
Un lungo corteo attraversa il centro storico di Napoli per protestare contro la riapertura della discarica di Pianura. La manifestazione è partita da piazza del Gesu’ per raggiungere il palazzo della Prefettura, in piazza del Plebiscito.

Più di sei mila persone si sono radunate in Piazza del Gesù. Alle 18.00 il corteo ha mosso i suoi primi passi. Nell’aria si respira una forte determinazione, per impedire che a Pianura venga riaperta alla discarica.
In testa al corteo, tra i cori “ No alla discarica” e i tanti striscioni, gli abitanti di Pianura, che in questi giorni si sono mobilitati per impedire al riapertura del sito, chiuso nel ‘ 96.
Con loro non solo Napoli, ma anche tutti i comitati della rete campana, contro il piano smaltimento rifiuti proposto da Prodi e la nomina come "supercommissario" di Gianni De Gennaro per i prossimi 4 mesi. Tra i simboli esposti, un sacchetto dei rifiuti con un simbolo di divieto di sosta.
L’obiettivo è quello di ribadire l’opposizione alla riapertura della discarica di Pianura, di chiedere che le forze dell’ordine lascino subito il quartiere e che siano riviste le politiche di gestione del ciclo dei rifiuti, proponendo iniziative immediate, come l’avvio della raccolta differenziata domiciliare e la promozione di politiche di riduzione, per il riuso, il riciclo e il recupero dei rifiuti, anziché la costruzione di discariche e inceneritori.
Ascolta la prima corrispondenza con Annamaria
-  [ audio ]
Il portavoce della Rete campana di salute e ambiente ha spiegato: "Pianura non deve aprire, deve invece iniziare una politica per i rifiuti. Deve cessare l’emergenza del commissariamento. De Gennaro non risolverà nulla". Sulla scelta di Gianni de Gennaro come "supercommissario", ci si chiede se il governo pensa di "risolvere la situazione manganellando più forte".
Ascolta l’intervista con Daniele di Giuliano, presidio permanente taverna dal re, che commenta queste giornate di mobilitazione. Una mobilitazione che cresce e che segna anche un nuovo ciclo di lotte frutto di una sempre maggiore consapevolezza maturata in questi anni, che cresciuta anche alla condivisone dei percorsi di lotta che hanno attraversato i movimenti dalla Val di Susa a Vicenza.
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Il corteo è arrivato sotto le finestre del palazzo da dove oggi De Gennaro si è insediato. Un cordone ha circondato l’edificio.
Un fitto lancio di uova ha ricoperto la facciata, mentre per protesta il coreto ha deciso di depositare sacchi dell’immondizia. Dopo una quindicina di minuti il portone è stato letteralmente sotterrato.
Un azione simbolica per ribadire come l’ennesimo commissario non sia altro che l’ennesima presa in giro da parte del governo. Dal suondsystem si è ribadito come non sarà un “ supercommissario” ha risolvere i problemi di Napoli, ma la vera soluzione sta altrove.
“ Siamo un popolo di gente civile, che continuerà a dimostrare la legalità e la verità. Noi la discarica non la voglimo!” . Queste le parole di un cittadino di pianura, durante l’azione.
Ascolta la corrispondenza con Annamaria.
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Il corteo è ormai giunto in piazza del Plebiscito, dove ha sede la Prefettura. Al sound system si stanno susseguendo gli interventi finali di questa manifestazione.
Grande soddisfazione per la partecipazione, per la composizione stessa del corteo che ha visto come protagonisti non solo i comitati, movimenti e una grande partecipazione dalla gente di Napoli.
Venerdì l’appuntamento è a Roma presso il Ministero dell’ambiente per contestare il piano presentato dal governo Prodi e ribadire che la discarica di Pianura non verrà riaperta.
La giornata non finisce qui, per gli uomini e le donne campani è tempo di andare a proseguire i blocchi, che anche questa notte rimarranno attivi.
Ascolta il commento di Antonio Musella – Insurgencia (Napoli).
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da www.repubblica.it
 
 NAPOLI - Giornata di calma relativa nel napoletano, segnata, però, da momenti di vera e propria guerriglia urbana. Dopo gli scontri tra gli abitanti di Pianura che si oppongono alla discarica e le forze dell'ordine, oggi tutta l'attenzione è stata concentrata sulla manifestazione che nel tardo pomeriggio si è snodata lungo le strade di Napoli. Una manifestazione pacifica, guastata dalla notizia di un agguato (nel Rione Toiano, lontano dal corteo) contro due squadre dei vigili del fuoco, con le loro autobotti che sono state assaltate ed incendiate. Sette pompieri sono stati ricoverati in ospedale. In precedenza anche una pattuglia dei carabinieri era finita nel mirino di un gruppo di teppisti. In serata gli abitanti di Pianura sono tornati a presidiare la discarica.

L'assalto ai pompieri. Il raid contro i vigili del fuoco è avvenuto al Rione Toiano, nella zona dei Damiani, dove un'autobotte stava intervenendo per spegnere un incendio di spazzatura. Poco dopo le 19.30 due squadre dei vigili del fuoco arrivate di rinforzo da Foggia e di stanza alla caserma di Pozzuoli (Napoli) sono state aggredite da una trentina di teppisti, con i volti coperti da sciarpe o passamontagna. Sono stati loro ad appiccare il fuoco alla spazzatura, dopodiché il gruppo ha atteso l'arrivo dei pompieri per picchiarli.

Il primo automezzo è stato bersagliato di un lancio di pietre, poi i teppisti hanno bloccato le ruote con un estintore. All'interno dell'abitacolo sono state fatte esplodere due bombe carta, mentre i cinque vigili dell'equipaggio cercavano riparo nel secondo automezzo. Anche all'interno di quest'ultimo è stata lanciata una bomba carta. Alcuni pompieri sono stati feriti dalle schegge di vetro provocate dall'esplosione, mentre altri sono stati raggiunti dalle pietre scagliate dagli aggressori. Alla prima autobotte i teppisti hanno poi appiccato le fiamme, l'altro veicolo è stato seriamente danneggiato.

Poco più tardi anche contro gli altri due automezzi giunti per spegnere l'incendio dell'autobotte sono state lanciate pietre. I protagonisti del raid hanno costretto i due equipaggi a restare all'interno dei camion e a non intervenire per domare le fiamme. Anche un'auto dei carabinieri che transitava nella zona è stata bersagliata da una sassaiola.

Sassi contro i carabinieri. In mattinata quattro persone, tra le quali un 17enne, sono state arrestate per un blocco stradale con un lancio di sassi contro i carabinieri intervenuti sul posto. E' accaduto all'altezza dello svincolo di Monteruscello Sud della strada statale VII quater dove circa 40 persone hanno occupato la carreggiata in entrambi i sensi di marcia, costringendo l'Anas e la polizia stradale a deviare il traffico agli svincoli di Cuma in direzione Nord e di Licola in direzione Sud. Alcune delle persone erano con il volto coperto, per cui sono intervenuti i militari dell'Arma per identificare i manifestanti.

Un gruppo ha opposto resistenza, mentre altre persone ai margini della carreggiata hanno iniziato un fitto lancio di sassi contro i carabinieri. Riportata la calma, i militari hanno effettuato gli arresti. Un carabiniere nello scontro ha riportato lesioni lievi guaribili in 4 giorni e un mezzo dei militari dell'Arma è stato danneggiato. I maggiorenni sono trattenuti in attesa di rito direttissimo mentre il minorenne è stato accompagnato ad un centro di prima accoglienza.

Amato convoca vertice. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha convocato per domani mattina al Viminale una riunione con il Capo della Polizia, il Comandante generale dei Carabinieri e il Direttore dell'Aisi, il servizio segreto per la sicurezza interna, per una valutazione della situazione dell'ordine pubblico a Napoli e in Provincia. Amato, in particolare, riferisce il suo portavoce, "vuol vederci chiaro in questi ripetuti attacchi ai Vigili del Fuoco. L'ultimo di questa sera sembrerebbe essere stato proprio un agguato teso a freddo. Non a caso i Vigili del Fuoco sono disarmati e soprattutto, ha commentato Amato, sono coloro che spengono i roghi".

Il corteo. Un lungo e fitto corteo, in testa gli abitanti del quartiere di Pianura, dietro tutte le sigle possibili, dalle cosiddette liste storiche dei disoccupati come i "Banchi nuovi" ai no-global e gli amici di Beppe Grillo, le Assise per Bagnoli e il Meetup di Napoli; ma anche semplici cittadini e curiosi. E soprattutto, oltre le fiaccole, le bandiere con falce e martello, quelle con Che Guevara, gli immancabili cartelloni contro il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, e due slogan: "Non permetteremo si sversi nulla a Pianura" e "basta inceneritori, sì alla raccolta differenziata".

La protesta del quartiere ovest di Napoli è partita poco dopo le 17.30 da piazza del Gesù Vecchio, nel pieno del cuore storico della città. Su un grande striscione ottenuto da due pezzi di lenzuolo cuciti insieme, campeggiava la scritta 'Regione spazzatura-congiura su Pianura'.

Il corteo si è poi diretto verso la prefettura con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e coinvolgerà in una battaglia per non riaprire una discarica che ha ingoiato rifiuti anche pericolosi per 43 anni da tutta la regione. Al neo commissario De Gennaro i manifestanti hanno chiesto di lasciare l'area e alle istituzioni di rivedere il piano di smaltimento dei rifiuti, dando soprattutto uno slancio alla differenziata.

Il corteo si è sciolto in maniera pacifica dopo essere giunto alla prefettura di Napoli al termine di un percorso che ha interessato la zona più centrale di Napoli. In migliaia hanno sfilato, soprattutto donne e bambini, ma con una percettibile 'separatezza' tra la gente comune, gli abitanti del quartiere di Pianura e i gruppi più legati alla politica.

Le persone in testa al corteo hanno sfilato portando sacchetti di immondizia e decine di buste di plastica per rifiuti, che sono state accumulate davanti alle camionette di polizia. Qualcuna è stata anche lanciata insieme a uova contro la sede del commissariato rifiuti in via Medina durante il passaggio della manifestazione.

Presidio notturno. Terminata la manifestazione decine di persone sono tornate a presidiare l'ingresso della Contrada Pisani, in via Montagna spaccata. Resta il blocco a pochi passi, rinforzato con un camion che impedisce di imboccare la strada, rendendo difficile il transito al buio anche a piedi. Lungo via Montagna spaccata sfrecciano anche i motorini. In sella giovanissimi che intonano cori da stadio e suonano prepotentemente il clacson. Fra gli striscioni di protesta, all'ingresso del presidio, campeggia anche uno slogan che cerca di incanalare la protesta, "Pianura non violenta".

PIANURA INSORGE: LA CRONACA E GLI AGGIORNAMENTI DALLA NAPOLI IN LOTTA..

Inviato da autonomix | 7 Gen, 2008

La cronaca

Dopo alcuni giorni di presidio presso la discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli, caratterizzata da diversi momenti di tensione ed alcune cariche contro i manifestanti all’alba del 2 gennaio, l’esplosione di rabbia ed insubordinazione sociale scoppia all’imbrunire del 3 gennaio.
Gruppi di ragazzi e ragazze si organizzano, alzano barricate in tutto il quartiere , mentre oltre 700 tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Forestale in assetto antisommossa affluiscono a Pianura da diverse regioni d’Italia.
Si alzano barricate con alberi, guard rail, cemento armato per bloccare l’accesso dei camion che, dopo le cariche del 2 gennaio, stanno preparando la discarica dei Pisani per accogliere per due anni i rifiuti di tutta la Campania. Vengono incendiati 4 autobus e messi di traverso per farne barricate. Nella mattina del 4 gennaio si tiene la mobilitazione in centro con l’occupazione del Comune di Napoli, blocchi stradali in Via medina e sotto il commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti. Nella notte viene assaltato il commissariato di polizia di Pianura con molotov e bombe carta, viene data alle fiamme la sede di Alleanza Nazionale di Pianura e quella della Margherita. Vengono alzate barricate e date alle fiamme in tutto il quartiere , bloccati 4 autobus e usati per cosrtuire barricate, la ANM l’azienda del trasporto pubblico in citta’ decide di non garantire piu’ il servizio nel quartiere di Pianura. Un arresto e 10 fermi e’ il bilancio della notte del 4 gennaio. Il 5 gennaio in mattinata con momenti di tensione in tutta la zona e una carica di allegerimento dopo un lancio di bombe carta contro la polizia. Nella notte una carica all’alba verso le 5:30 contro il blocco di contrada Pisani piu’ vicino alla discarica che far passare alcuni camion che servono per i lavori all’interno della discarica, due feriti tra cui un ragazzo che cade in una scarpata e si rompe una gamba. Sara’ ricoverato all’ospedale San Paolo. Centinaia di poliziotti fanno irruzione al presidio con mezzi blindati e battendo i manganelli contro gli scudi fecendo venire alla mente i drammatici giorni del G8 di Genova. Verso le 12 la polizia ed i carabinieri caricano un blocco a Pianura nei pressi della rotonda che porta alla contrada Pisani. Diversi feriti tra i manifestanti stesi in terra con le mani alzate. Dopo la seconda carica , c’e’ la reazione determinata e rabbiosa dei ragazzi di Pianura e degli altri quartieri della citta’ giunti a contrastare la militarizzazione del territorio contro l’apertura della discarica. Dopo una fitta sassaiola la Polizia si ritrae e poi lascia la rotonda di Pianura, che viene ripresa dai manifestanti. Si ereggono barricate nelle strade limitrofe con cassonetti e materiali di fortuna. Nel tardo pomeriggio un corteo di almeno 1000 persone parte dal blocco della rotonda di Pianura ed attraversa le strade del quartiere fino ad arrivare al presidio in contrada Pisani. In tarda serata nuovo scontro tra giovani e polizia durante un cambio turno con la polizia che prima si ritira sotto il lancio di pietre e bombe carta e poi carica con l’ausilio dei mezzi bilndati ed oltre 150 celerini disperdendo i manifestanti.
Il 6 gennaio in mattinata viene celebrata una messa al presidio in cui la diocesi di Pozzuoli paese confinate con il quartiere di Pianura , si schiera contro la discarica e contro le manganellate. Nel pomeriggio del 6 un corteo di oltre 3000 persone sfila per il quartiere e raggiunge nuovamente il presidio in contrada Pisani.
Intanto per mercoledi’ 9 gennaio e’ stata convocata dai cittadini di Pianura e dalla Rete Campana Salute e Ambiente una manifestazione in centro che partira’ dalle ore 18 da Piazza del Gesu’.

la cronaca a cura di Global Project Napoli

Da altri media :
Il video della carica della polizia del 5 gennaio
"Nel primo video e’ importante l’audio. Si sente chiaramente che i manifestanti a mani alzate chiedono di non essere manganellati, mentre tra i poliziotti si incita ad "accirere (uccidere)" i manifestanti".

Video della risposta dei manifestanti e la polizia arretra.
"Nel secondo video sono le donne e gli anziani che incitano i ragazzi nella sassaiola che fa arretrare la polizia."

video a cura di Videocomunicazioni

Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti
No alla discarica di Pianura senza se e senza ma


Immagini da Pianura

Le riflessioni

“Ridiamo con il riso di chi gli ordini li ignora”
I primi giorni del 2008 c’hanno consegnato un ondata di rabbia e di determinazione a Napoli contro il piano rifiuti e contro le scelte scellerate delle istituzioni nazionali e locali di continuare nella logiche delle discariche e degli inceneritori.
A Napoli e’ in atto un insubordinazione sociale che non ha precedenti nella storia recente della citta’, localizzata nel quartiere di Pianura contro la riapertura della discarica in contrada Pisani.
La discarica di Pianura ha una storia lunga, gia’ utilizzata per oltre 25 anni come sversatoio di tutta la citta’, dove sono finiti rifiuti di ogni tipo avvelenando le case che sorgevano fin dentro la conca dei Pisani dove oggi si registrano un aumento di leucemia, tumori , neoplasia che colpiscono come una mannaia di morte la popolazione dei Pisani.
Le lotte in difesa della salute e dell’ambiente in Campania, negli ultimi anni hanno attraversato tanti luoghi raccogliendo la rabbia e la mobilitazione delle comunita’ in lotta : Giugliano, Terzigno, Serre, Pignataro Maggiore, Carabottoli, Ariano Irpino, ed ovviamente Acerra dove nell’agosto del 2004 si e’ registrata fino ad ora la mobilitazione piu’ forte e determinata in Campania, con un intero paese di oltre 30 mila abitanti che si sono scontrate per ore con polizia e carabinieri contro l’apertura del cantiere dell’inceneritore.
Dopo le mobilitazioni, le cariche e gli scontri di Giugliano tra Novembre e Dicembre le lotte sono arrivate all’interno della citta’ di Napoli a Pianura. La dimensione di quello che abbiamo davanti e’ ancora dai contorni indefiniti e difficili da leggere attraverso quelle categorie politiche che utilizziamo con consuetudine per dare una lettura politica dei fenomeni sociali.
Oltre ai blocchi , piu’ di uno, intorno alla discarica di Pianura che vedono la partecipazione popolare , di famiglie, bambini, donne e uomini in lotta per un futuro diverso da quello che e’ il loro presente fatto di morte con patologie legate allo sversamento dei rifiuti, c’e’ una dimensione nuova, cio’ che accade di notte a Pianura.
Blocchi ovunque, barricate in fiamme, assalti ai commissariati di polizia, alle sedi dei partiti di destra e sinistra, sassaiole continue contro polizia e carabinieri, blocco totale delle vie d’accesso al quartiere di Pianura. Fiamme, soprattutto fiamme. Questi elementi definiscono l’insubordinazione sociale di Pianura , oltre che mitipoieticamente anche concretamente, il fenomeno piu’ simile all’esplosione delle banlieue parigine a cui assistiamo in Europa.
Giovani, giovanissimi, si organizzano tutte le notti contro la polizia ed i carabinieri che assediano da giorni il quartiere di Pianura all’altezza del sito di contrada Pisani, una resistenza che e’ difficile da leggere attraverso la comparazione con scenari biopolitici a cui siamo abituati nel nostro paese.
Da tempo ci siamo interrogati ed abbiamo interrogato i percorsi di movimento che mettono in rete le lotte per la difesa della salute e dell’ambiente in Campania sulla necessita’ di declinare le lotte per la difesa dei beni comuni all’interno delle metropoli come necessario scatto in avanti sul fronte del conflitto, per portare nel cuore dei meccanismi di esercizio del comando e del dominio la lotta contro questo modello di sviluppo.
Ebbene i fatti hanno superato l’espressione delle intenzioni collettive con la decisione scellerata di riaprire la discarica di Pianura. La declinazione di queste lotte nella metropoli si e’ tradotta immediatamente nella definizione precisa della controparte , che in questa martoriata Regione sono le istituzioni a tutti i livelli : Comune, Provincia, Regione, Commissariato straordinario, governo centrale, e tutta la schiera dei partiti. Oggi a Napoli si vive un momento alto di delegittimazione del potere istituzionale grazie ai fallimenti di centro destra e centro sinistra che hanno distrutto questa terra, e grazie al lavoro certosino e caparbio di chi in questi anni ha continuato ad organizzare il conflitto sociale a Napoli ed in Campania. Ma cio’ che stiamo vivendo a Pianura non puo’ essere letto con le categorie ne’ dei movimenti antisistemici classici ne’ con quello che e’ il bagaglio di insegnamento che abbiamo ricevuto in questi anni dalle lotte per la difesa dei beni comuni. E’ qualcosa di piu’ complesso, che da un lato esprime una ribellione sociale verso le forme sostanziali di esercizio del potere e della forza che sono Polizia e Carabinieri, e dall’altro una nebulosa che evoca l’insurrezione sociale ma che difetta senza dubbio di tattica e strategia politica mentre esprime il massimo della conflittualita’ metropolitana. Il pestaggio di giornalisti e cameraman e spesso la sostanziale incomunicabilita’ tra questo spaccato di metropoli ed il resto della protesta che maggiormente somiglia agli esempi di lotta in difesa dei beni comuni sul territorio di Pianura , sono senza dubbio dei limiti cronici della rabbia sociale espressa.
Appare evidente che il lessico spesso triste , ed i codici di linguaggio vetero e inappropriati di alcuni, rendono la nebulosa dell’insubordinazione dei ragazzi e ragazze di Pianura impermeabili al confronto politico con le esperienze di autorganizzazione. Noi riteniamo di essere quelli che hanno provato in questi anni a sperimentare nuovi codici di linguaggio che facevano parte del nostro essere moltitudine, a partire dalla nostra composizione e dal nostro attraversamento dei luoghi di aggregazione sociale altri che la metropoli produce. Questo elemento ci porta oggi a provare a rompere la gabbia di criminalizzazione che accompagna le lotte di Pianura, le barricate, gli scontri con le forze dell’ordine. La nostra citta’ e’ anche questo. Capace di esprimere la peggior classe politica istituzionale ed allo stesso tempo produrre un meccanismo di difesa del territorio determinato e straordinariamente incisivo.
Non abbiamo certezze nell’attraversamento di questo fenomeno sociale da banlieue italiana, non sappiamo dare oggi dei giudizi di merito o di demerito. Comprendiamo la necessita’ di una strategia politica complessiva rispetto alle lotte in difesa della salute e dell’ambiente , e ci adoperiamo in questo senso, attraverso gli strumenti costruiti in questi anni come la Rete Campana Salute e Ambiente, che ha avuto il merito di essere l’unico punto di riferimento politico che ha messo in discussione l’intero piano rifiuti, ha costruito la connessione delle lotte di tutta la Campania rompendo la dimensione nimby delle lotte campane, l’unico strumento costruito dai movimenti che a partire dal protagonismo dei comitati e’ riuscito a costruire un alternativa concreta al fallimento della politica ufficiale. D’altro canto il nostro essere moltitudine, il rifiuto di qualsiasi logica di avanguardia politica nelle lotte popolari, il rigetto per una dimensione sociale e politica che vede le strutture di movimento assurgere a direzione politica delle ribellioni sociali soffocando il protagonismo della moltitudine ed il legame biopolitico con il territorio, ci porta anche ad attraversare quell’insubordinazione sociale mossa spesso semplicemente dall’odio verso la polizia volto brutale e feroce del comando imperiale.
E’ questa la dimensione che ci pare di comprendere che porta il livello dello scontro tra potere e moltitudine ad un livello diverso evocando scenari ancora da costruire nel nostro paese. Ed e’ evidente che chi controlla l’ordine pubblico abbia ben compreso la portata di cio’ che sta accadendo. Lo dimostra lo schieramento impressionante di polizia e carabinieri a Pianura, con mezzi blindati e cariche indiscriminate.
Tutto cio’ e’ possibile senza dubbio grazie alla dimensione sociale della nostra citta’ e dal portato fenomenologico che essa esprime. Napoli endemicamente produce conflitto, in un esplosione di ribellione che quando non trova l’anestetico sociale della camorra e delle clientele politiche riesce ad esprimersi nella sua complessita’ e nella sua determinazione.
L’espressione migliore che ci sovviene e’ che stiamo provando a camminare sulla testa dei re! Almeno finche’ dura…

Laboratorio Occupato Insurgencia - Napoli


Ulteriori approfondimenti :
Fumo nero...
La Campania resiste
Seguendo la monnezza parte uno
Seguendo la monnezza part two

 

news da repubblica...

 

Prodi e Fioroni: "Le scuole riaprano"
I sindaci: "Solo se togliete i rifiuti"

L'assessore regionale Gabriele: "Modificheremo il calendario per salvaguardare gli studenti"
L'Italia dei Valori pronta a sfiduciare il governatore Antonio Bassolino


<B>Prodi e Fioroni: "Le scuole riaprano"<br>I sindaci: "Solo se togliete i rifiuti" </B>

La messa alla discarica

NAPOLI - Una messa davanti alla discarica, dopo una notte di relativa calma. A Pianura gli abitanti del quartiere mantengono un presidio contro la riapertura decisa dal Prefetto. In serata circa mille persone con il sindaco Sauro Secone e alcuni sacerdoti hanno manifestato pacificamente in corteo. La zona è controllata dalla polizia. Da Bologna Romano Prodi invoca un ritorno alla normalità in Campania. A partire dalle scuole "di cui ho disposto la riapertura". "I bambini che stanno a casa - dice il premier - rimangono nelle zone con lo stesso inquinamento, e se in qualche scuola ci sarà una situazione di emergenza manderò stanotte a pulire intorno in modo che si possa riaprire la scuola". Poi un messaggio secco: "Il problema dei rifiuti deve essere risolto per sempre. Con il ministro dell'Interno abbiamo programmato una strategia di lungo periodo". Anche il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ribadisce che domani in Campania gli studenti torneranno regolarmente a scuola. E il ministro della Difesa Arturo Parisi dispone l'impiego di mezzi del Genio di Caserta per sgomberare gli ingressi delle scuole. Ma genitori e sindaci non sono d'accordo. E il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti afferma che l'ordinanza di chiusura è ancora in vigore. L'assessore regionale Gabriele assicura: "Modificheremo il calendario scolastico per non far perdere preziosi giorni di scuola agli studenti delle scuole che rimarranno chiuse".

Fioroni: in Campania si torni a scuola. "Ho dato disposizioni, con il prefetto, il direttore scolastico regionale e d'intesa con le autorità regionali - ha detto il ministro Fioroni - affinché si predisponga ogni intervento necessario a far riaprire fin da domani tutte le scuole delle zone interessate dall'emergenza rifiuti in Campania. La scuola - ha spiegato Fioroni - è un bene primario e i ragazzi non possono esserne privati ed è soprattutto di fronte ad emergenze come quella che sta investendo la Campania che bisogna garantire servizi e i beni fondamentali".

"Domani scuole aperte" ma genitori e sindaci dicono no. Ma la questione delle scuole diventa, ora dopo ora, un nuovo punto di tensione. Alcuni genitori affermano che domani mattina non manderanno in classe i loro figli negli istituti di Cercola: "Le finestre di alcune classi si trovano a pochi metri dai cumuli dei sacchetti maleodoranti e preferiamo, al momento non mandarli a scuola". Una situazione che il sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giorgiano, rimarca, invitando Prodi "a vedere di persona come stanno le cose". Parla di cumuli di rifiuti il primo cittadino e di rischi per gli alunni: "Se stanotte la situazione migliorerà revocherò la mia ordinanza. In caso contrario, resterà confermata la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado". E anche a Quarto le scuole non apriranno i battenti. Mentre il sindaco di Volla, Salvatore Ricci, si dice disponibile a revocare il provvedimento di chiusura delle scuole nel suo comune, "a patto però - spiega - che sia tolta immediatamente la spazzatura davanti agli istituti. Dopo 15 anni di emergenza le promesse non ci bastano più".

Modifiche al calendario scolastico. Il sindaco di Caserta, infine, Nicodemo Petteruti, interpellato sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, si limita a confermare di "non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di eventuali provvedimenti che autorizzino la ripresa dell'attività scolastica". Le scuole di Caserta, pertanto, domani rimarranno chiuse. Tuttavia gli studenti delle scuole che in questi giorni rimarranno chiuse non perderanno "giorni preziosi", assicura l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele: "Nell'intenzione di assicurare il pieno esercizio del diritto allo studio si disporrà domani stesso, nel rispetto delle competenze della giunta regionale la modifica del calendario scolastico per far sì che le scuole che non dovessero riaprire non perdano preziose giornate di lezione". Tuttavia Gabriele invita il governo a intervenire rapidamente "per ripulire i cumuli di rifiuti", se necessario anche con l'intervento dell'esercito.


Idv: "Pronti a sfiduciare Bassolino".
La questione rifiuti rischia di travolgere la giunta campana. Dall'Italia dei valori, dopo l'attacco di Antonio Di Pietro al presidente Antonio Bassolino, arriva una dura stoccata: "Non escludo la presentazione di una mozione di sfiducia al presidente Bassolino" dice il coordinatore regionale dell'Idv. Una mossa che mette a rischio il futuro del Governatore che da sette anni guida la regione. Nel frattempo il centrodestra non sta a guardare e inanella una serie di dichiarazioni con un unioc filo conduttore: via Bassolino e anche il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.

Don Cipolletta e il Presidente.
"La gente va ascoltata, non bastonata - dice il parroco della chiesa di Sant'Antonio, don Giuseppe Cipolletta - noi siamo contro le violenze e le condanniamo. Ma interroghiamoci su chi promette da trent'anni il risanamento di questo quartiere". Ma anche il presidente della Repubblica Napolitano è tornato questa mattina sull'argomento: "Ho chiesto al governo di intervenire e il governo ha garantito il suo impegno. Quella dei rifiuti è una tragedia".

E anche dal vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella, sono arrivate parole forti, contenute in un messaggio letto ai manifestanti nel corso della messa che si sta celebrando al presidio dinanzi alla discarica di Pianura: "Chiediamo precise garanzie alle autorità che hanno deciso la riapertura della discarica". Parole accolte dagli applausi dei contestatori. Duro l'attacco a chi avrebbe dovuto risolvere il problema e non l'ha fatto. Il vescovo ha sollecitato che siano accertate "le responsabilità a tutti i livelli". Poi l'appello a non alimentare la tensione condannando "la violenza da ogni parte".

Calcio, il Pianura non esulta.
E' finita 1-0 per i padroni di casa la partita di calcio della serie Eccellenza tra il Pianura e il Succivo. In segno di solidarietà con il quartiere che protesta contro la discarica dei Pisani, la squadra di casa al momento del gol decisivo per la vittoria non ha esultato mentre la società sportiva aveva deciso l'ingresso gratuito allo stadio che si trova a poche centinaia di metri dalla discarica dei Pisani.

(6 gennaio 2008)

MANIFESTAZIONE A NAPOLI CONTRO LE MEGADISCARICHE

Inviato da autonomix | 7 Gen, 2008

Da Vicenza alla Campania resisteremo un minuto di più

Inviato da autonomix | 6 Gen, 2008

 
Siamo al fianco delle donne e degli uomini del napoletano che, in questi giorni, hanno attuato blocchi e presidi per difendere la propria terra, la propria salute, la propria vita; per questa ragione abbiamo organizzato un’iniziativa pubblica sotto le finestre della Prefettura berica.

Circa un centinaio di persone si sono radunate questo pomeriggio esponendo striscioni di solidarietà con i cittadini campani, tra i quali “Da Vicenza alla Campania resisteremo un minuto di più” e "In Campania manca solo Costa…. " facendo riferimento al Commissario governativo incaricato d’imporre la nuova base USA a Vicenza.

Vogliamo che sia data voce a quanti si stanno battendo contro il business dei rifiuti; il Governo deve smilitarizzare Napoli, ritirando le forze di polizia che anche oggi hanno caricato i manifestanti, e ascoltare i tanti comitati che difendono la propria terra da discariche e inceneritori, chiudendo la disastrosa esperienza del commissariato straordinario.

I comitati campani hanno proposto un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, e la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. E’ giunto il momento di porre fine alla difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania.

A Vicenza il Governo ha mostrato tutta la propria arroganza, imponendo una decisione contro cui continuano a battersi decine di migliaia di cittadini; pretendiamo che, a partire da Napoli, ci sia un’inversione di tendenza: un Governo incapace di ascoltare gli abitanti non ha alcuna legittimazione.

Presidio Permanente, Vicenza, 5 g

AGGIORNAMENTI COMPLETI SULLA LOTTA DI NAPOLI E PIANURA

Inviato da autonomix | 5 Gen, 2008


|Napoli, 5 gennaio 2008|
Al 3° giorno di scontro frontale tra presidianti e Forze dell'Ordine nelle vesti di braccio armato del Capitale "munnezzaro" e ormai al 6° di presidio, la resistenza della popolazione di Pianura contro i grossi interessi imprenditoriali che si celano dietro la sigla "emergenza-rifiuti" merita qualche riflessione.

L'incapacità di leggere, e spiegare, quanto sta avvenendo in questi giorni è emblematico di una cultura politica e dell'informazione letteralemte ridotta al lumicino o forse, servilmente interessata.
Da giorni sentiamo solo parlare di "strumentalizzazioni" di estremeisti e "interessi camorristi", estremo tentativo di salvare la faccia per un ceto politico che ha perso ormai ogni legittimità di fronte alla cittadinanza dei propri elettori.
In corner il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino cerca di rifarsi un ruolo "candido" appoggiando (strumentalmente e pilatesacamente) la sacrosanta battaglia dei pianuresi.

Si evoca lo spettro-Camorra per nascondere le reali responsabilità del ceto istituzionale e il sistema dei partiti, veri artefici di un disastro più volte annunciato. Quale interesse avrebe poi la malavita organizzata ad opporsi all'apertura di una discarica da cui trarrebbe sicuramente interessi e introiti con la logica degli appalti al ribasso e delle mazzette?
La collusione dei media con i bisogni propagandisti del regime è evidente anche nelle pagine dei quotidiani della supposta "sinistra radicale" che centrano i propri reportage su un Napolitano "allarmato" o sulla responsabilità di An nell'impiccagione dei manichini. Oppure evidenziando il curriculum penale dei giovani che si scontrano con la Polizia, facendo le pulci sulla loro appartenenza a gruppi ultrà, ecc. ecc.

Ciechi!

Ancora una volta incapaci di comprendere la genuinità e la concretezza di una lotta che parte dai bisogni primari di popolazioni già private di troppo e alle quali si vuole far pagare la responsabilità di politiche criminali che hanno altri fautori e sevono altri interessi.
Intanto, a chi gongolava in una vittoria dello stato-istituzione raccontandoci quotidianamente di uno sversatoio già operante, rispondono i presidianti di Pianura che non sembrano affatto intenzionati d abbandonare le barricate.

E'solo l'inizio... A sara Düra!


>>> Ascolta il resoconto di Antonio (Comitati Campani Salute Ambiente)


PROSSIMI APPUNTAMENTI:

ore 17.30 Manifestazione-fiaccoltata @ Napoli (piazza del Gesù): "NO ALLE MEGADISCARICHE NE' A PIANURA NE' ALTROVE"


Resoconto della giornata_

|15:24| RIFIUTI: A PIANURA FERMATE UNA DECINA DI PERSONE

|13:01| RIFIUTI: PIANURA, SASSI E BULLONI CONTRO LA POLIZIA
200 manifestanti hanno caricato la polizia nel tratto di strada fra via Montagna Spaccata e via Paolucci. I manifestanti hanno tirato sassi e bulloni. Due poliziotti risultano feriti.

|11:53| RIFIUTI: MANIFESTANTI BLOCCANO LINEA FS ROMA-NAPOLI
Le proteste contro la riapertura della discarica di Pianura investono anche la circolazione ferroviaria. Dalle 9,55 alcune decine di manifestanti hanno occupato la linea ferroviaria Roma-Napoli tra Pozzuoli e Giugliano. I treni a lunga percorrenza sono stati deviati sulla direttrice Aversa-Napoli Centrale.

Poco prima dell'alba, con l'arrivo di una serie di camion destinati all'allestimento del sito di stoccaggio, c'è stato un momento di scontro con le forze dell'ordine. La Polizia ha quindi caricato il presidio. Un giovane è stato scaravantato nella scarpata vicina al sito. Più tardi circa 200 manifestanti hanno attaccato alcuni poliziotti, tirando contro di loro sassi e bulloni. Alcuni dei portavoce del Comitato spontaneo contro la riapertura della discarica annunciano di aver girato un video riguardo quanto compiuto dalle Forze dell'ordine.


Alcune testimonianze dei feriti su La Repubblica:

>>> "Pianura, scontri davanti alla discarica. I manifestanti bloccano i binari"


>>> Guarda il servizio di SkyTG con le immagini degli scontri



[Emergenza Rifiuti] Zoom su Pianura: l'ultimo focolaio acceso dalla logica delle discariche e la realtà napoletana
GENNAIO 2007
 
NAPOLI 4 GENNAIO 2007
 
 
Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti, occupato il Comune di Napoli, blocchi stradali davanti al commissariato straordinario dei rifiuti, resiste il presidio di Pianura

Giornata dell’indignazione contro il piano rifiuti!
Napoli resiste !

Nella prima mattinata di oggi sono partite le azioni ed i blitz della Rete Campana Salute e Ambiente e dei centri sociali napoletani contro il piano rifiuti fondato su mega discariche come quella che vorrebbero aprire nel quartiere di Pianura, ed inceneritori come quello di Acerra.
Verso le 11 del mattino un gruppo di attivisti si e’ infiltrato all’interno di Palazzo San Giacomo sede della giunta comunale occupando ed incatenandosi al balcone del sindaco Iervolino.
Verso le 12 un’altro gruppo di attivisti e’ riuscito a salire sulle impalcature di Palazzo San Giacomo raggiungendo ed occupando il tetto del Comune di Napoli. Nel frattempo sotto al Comune si e’ radunato un presidio convocato dalla Rete Campana Salute e Ambiente e dai centri sociali che ha richiesto un incontro urgente con il sindaco Iervolino che a parole si era detta contro la discarica di Pianura.
Dopo diversi tentennamenti da parte del sindaco nel ricevere la delegazione , piccoli gruppi di attivisti inscenavano blocchi stradali in Piazza Municipio ed in Via Medina bloccando il traffico per alcune ore , alzando barricate con i cassonetti dei rifiuti.
Verso le 13:30 un corteo si muoveva da sotto il Comune di Napoli per raggiungere il Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti a poche centinaia di metri. Ad attendere i manifestanti un enorme schieramento di forze dell’ordine in assetto antisommossa che ha chiuso con i mezzi blindati l’accesso al palazzo del Commissariato straordinario. Dopo un nuovo blocco stradale il corteo si e’ spostato nuovamente sotto il Comune dove si sono registrati provocazioni da parte delle forze dell’ordine e momenti di tensione. Alle ore 15 il sindaco ha fatto sapere di non voler ricevere una delegazione, ma che al suo posto l’avrebbe ricevuta l’Assessore ai rifiuti Gennaro Mola, inquisito dalla magistratura per i suoi loschi traffici con le agenzie private di sicurezza, e personaggio ambiguo del Partito Democratico che non ha poche responsabilita’ nel caos rifiuti a Napoli.
Alle ore 16 i manifestanti con una conferenza stampa sotto Palazzo San Giacomo hanno annunciato di non voler incontrare l’Assessore Mola che dovrebbe stare davanti ad un magistrato di sorveglianza piuttosto che sedere in Giunta Comunale. A questo punto la Rete Campana Salute e Ambiente decide di non incontrare piu’ nessuno, e lancia per Mercoledi’ prossimo una manifestazione contro il piano rifiuti promossa dal presidio permanente di Pianura che partira’ dalle ore 18 da Piazza del Gesu’.
Alle 17:20 l’intervento dei Vigili del Fuoco e delle motoscale ha permesso agli occupanti del tetto del Comune di scendere e di unirsi agli altri manifestanti. Il sindaco di Napoli Iervolino, nonostante per un intero giorno sia stata chiusa in un Palazzo assediato ha deciso di non incontrare la Rete Campana Salute e Ambiente, sintomo di paura per una delegittimazione sociale verso tutte le istituzioni che mai in questa citta’ e’ stata cosi’ forte e determinata.
Intanto continua il presidio alla discarica di Pianura dove nella notte sono state sabotate le pale meccaniche che stavano svolgendo i lavori che permetteranno la riapertura del sito e sono state erette nuove bariccate introno alla collina di contrada Pisani. I diversi blocchi dei cittadini della zona hanno costruito delle vere e proprie barricate con cemento, materiali di risulta, guardrail, per attendere l’arrivo dei camion che e’ previsto tra 6 giorni.

Multimedia: Le foto della giornata

Vedi anche :
Vicenza :5 gennaio presidio in solidarieta’ con la Campania
Fumo nero...
La campania resiste
I numeri della crisi rifiuti in Campania
Ansa
Corriere della Sera
Repubblica.it

 

 [Emergenza Rifiuti] Zoom su Pianura: l'ultimo focolaio acceso dalla logica delle discariche e la realtà napoletana


|4 gennaio 2008| - |21:54| LANCI DI PIETRE CONTRO COMMISSARIATO POLIZIA

Questa sera il commissariato di polizia del quartiere e' stato fatto oggetto di un lancio di pietre e petardi mentre gli agenti non sono ancora riusciti a rimuovere dalle strade i blocchi ancora permanenti specie su via Montagna spaccata, dove la circolazione dell'auto e' impedita con cassonetti rovesciati e spazzatura, copertoni e alberi.

|h 13.55| A PIANURA BLOCCATI I LAVORI
I lavori per l'avvio delle attivita' di sversamento e apertura dellla discarica sono stati bloccati da attivita' di sabotaggio alle pale meccaniche e all'impianto idraulico del quartiere per cui questa mattina tecnici e operai non hanno potuto svolgere alcuna attivita'. I proprietari e i dipendenti di una azienda che alleva cavalli a ridosso del sito nel quartiere a nord di Napoli di Pianura manifestano a cavallo la loro contrarieta' alla riattivazione dello sversatoio. Rimosse da poco le carcasse dei quattro autobus incendiati questa notte, ovunque ci sono piccoli cumuli di immondizia bruciata, sacchetti di rifiuti, cassonetti dati alle fiamme o messi di traverso sulla carreggiata. Circolazione bloccata e quasi del tutto impedita con ripercussioni su tutto il flusso di veicoli in citta'.

E questa mattina lungo corso Umberto I, a Napoli, sono stati trovati 21 manichini impiccati con slogan e scritte contro il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. I pupazzi pendevano lungo il tratto che va da piazza Garibaldi a piazza Nicola Amore, nei pressi dell'abitazione del sindaco. Sulla vicenda indaga la Digos della questura di Napoli. I fantocci, in pantaloncini e maglietta, recavano cartelli con scritte contro la gestione dell'emergenza rifiuti, la disoccupazione, l'aumento del costo della vita ed episodi di malgoverno della città e della Regione. Attorno alle 13 gli aderenti alla Rete Campana per la difesa della Salute e dell' Ambiente si sono introdotti negli uffici di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per protestare contro la decisione del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania di riaprire la discarica nel quartiere Pianura. I manifestanti - due dei quali si sono incatenati al balcone del primo piano del palazzo municipale - hanno affisso due striscioni con slogan contro la discarica e per sollecitare l'avvio di un piano straordinario di raccolta differenziata.

|9:35| INCENDIATI 4 AUTOBUS; CONTINUA PRESIDIO
Continua il presidio dei cittadini al cancello della discarica in contrada Pisani nel quartiere napoletano di Pianura. Sul lato ingresso che confina con il parco naturale degli Astroni ci sono circa una ventina di persone che hanno trascorso la notte. Intorno alle 3 del mattino, inoltre, dal lato dell'area della discarica in via Montagna Spaccata, ai confini con il territorio di Pozzuoli, tre persone a bordo di scooter hanno dato fuoco ai quattro autobus che ieri notte i manifestanti avevano messo di traverso con le ruote forate in strada per bloccare la circolazione.


|h 22| i cittadini sono sul sito di Pianura e stanno bloccando i lavori, ci sono minacce di carica da parte della polizia e non è detto che ciò non avvenga perchè la situazione si stà surriscaldando.

|H 19.23|
Contrada Pisani. La polizia sta mandando altri agenti sul posto e, secondo Repubblica, sarebbero stati anche lanciati alcuni petardi contro le forze dell'ordine.

Prefetto: discarica aperta fino al 2009
La discarica - ha riferito il prefetto di Napoli Alessandro Pansa - rappresenta l'unica soluzione per far uscire Napoli dall'emergenza e resterà aperta almeno fino al 2009, chiudendo in coincidenza con l'avvio del termovalorizzatore di Acerra. Si tratta - ha detto il commissario straordinario Umberto Cimmino - di un "inizio impegnativo, un'impresa ciclopica"; secondo Cimmino (come al solito!) ci si sta scontrando con "localismi esasperati che vedono i sindaci in prima linea".
Queste le dichiarazioni dellei stituzioni.

Napoli - L'emergenza rifiuti è una questione che deve esser contestualizzata ad ampio respiro, non può esser compresa se analizzata solo in qualche suo frangente. La politica, nazionale e locale, utilizza questo spauracchio, questa sedicente "emergenza rifiuti", per scaturire indignazione e per propinare vecchie soluzioni. Si tace su tante cose: la regione Campania e i vari commissariamenti straordinari hanno sempre "dimenticato" di strutturare un decente piano rifiuti, per non scontentare quel nugolo di imprenditori e Camorra che lucrano su questo, sulle discariche abusive sui vari appalti e sul ciclo dei rifiuti, personaggi che non avranno alcuna esitazione a pagare il favore con il voto in cabina elettorale, ma anche per poter continuare a sbandierare l'emergenza come pretesto per reclamare poteri speciali e finanziamenti straordinari; la logica delle discariche stà martoriando il territorio campano, spazzando via le piccole realtà caserecce a favore delle grandi multinazionali alimentari, intossicando le popolazioni con le nocività prodotte, gridando all'emergenza ma permettendo (per mano camorrista) gli sversamenti tossici delle grandi fabbriche del nord Italia nelle campagne; non meno importante è l'ambito sociale in cui questo avviene: nella Napoli popolare, quella estromessa dalle notti bianche e dalle canzoni in piazza, quella dove Camorra e polizia strangolano i quartieri, si campa d'aria, senza elettricità - con le fogne che passano per i vicoli - senza lavoro e servizi di base. Si riempono di monnezza le periferie, si lustra la "Napoli bene" del presidente Napolitano..

Pianura è solo l'ultimo territorio minacciato da questa emergenza, emblema di uno scontro con tutte le sue venature di classe che, dato il contesto, è impossibile omettere. Acerra, Giuliano, Serre, Lo Uttaro: tutti territori esclusi dai riflettori della politica e delle televisioni, tutti siti che hanno trovato la resistenza popolare a loro difesa ma che hanno dovuto soccombere davanti ai manganelli dello Stato. Ma la tendenza di questi ultimi tempi è divenuta ancora un'altra: riaprire le vecchie discariche, come ultima istanza, in alternativa all'operazione militare, per mostrare "i frutti" della concertazione e per lusingare la "responsabilità civile" dei vari amministratori.. perché anche qui la politica segue la sua strategia, appoggiando le proteste calmando gli animi e stipulando sotto banco il prezzo da pagare, come avvenuto lo scorso anno a Serre.

Pianura è il più grande quartiere napoletano, uno dei più popolati: un agglomerato di case in cui l'abusivismo fà da protagonista, figlio dell'allargamento a nord di Napoli, abbandonato a se stesso, non un cinema una scuola o un centro ricreativo, senza prospettive. Pianura ha subito per quarant'anni gli sversamenti dell'ex discarica Contrada Pisani, nel 1996 tutto questo si è concluso con promesse di costruzioni di parchi giochi e valli verdi: oggi, dopo undici anni, si vuol riaprire la discarica. La logica è quella di proseguire con il continuo "tappamento dei buchi": chiusa la discarica di Taverna del Re a Giuliano, se ne apre un'altra e poi un'altra ancora..

Da tre giorni i cittadini di Pianura presidiano i cancelli della vecchia discarica, l'allarme più veritiero è arrivato nella giornata di ieri, dunque centinaia di persone hanno presidiato l'area per tutta la giornata e la nottata, bloccando il traffico con blocchi e venendo dispersi dalla polizia. Solo stamane sono però arrivati i mezzi delle ditte incaricate di eseguire i lavori, scortati da ingenti reparti di polizia e carabinieri. Di fronte al blocco dei cancelli e alla resistenza della popolazione, l'entrata dei mezzi nell'ex discarica è potuta avvenire solamente bypassando il presidio tramite due entrate secondarie. E mentre i camion del commisariato si prodigavano a rimuovere il tappo di terreno posto al di sopra della vecchia caterva di rifiuti, i manifestanti hanno bloccato le strade, occupato un tratto della ferrovia Cumana a Pianura e l'uscita di via Campana della superstrada a Pozzuoli. Nel pomeriggio, levati i blocchi, la popolazione si è diretta nuovamente in dirittura del sito di Contrada Pisani: pur sotto la minaccia di una carica delle forze dell'ordine, i cittadini stanno bloccando i lavori, opponendosi con i propri corpi dinnanzi alle macchine.

E mentre a Pianura si tiran su le barricate, un altro fronte si apre a Cercola, dove questa mattina i manifestanti hanno impedito l'accesso a mezzi e operai addetti alla costruzione di un ennesimo sito di stoccaggio.


Nota: per comprendere ancora meglio il livello di malaffare che giace su una questione come l'emergenza rifiuti: questa mattina Il Manifesto proponeva un'intervista al presidente campano di Legambiente, Gennaro Buonomo, il quale sostiene "L'emergenza? Tutta colpa dei politici, ma gli impianti si devono costruire". Il signor Buonomo, come emerso dal secondo reportage di InfoAut a Serre, oltre ad essere il volto di Legambiente in Campania (..), si è scoperto essere anche uno dei molteplici e strapagati consulenti dell'ex commissario straordinario Bertolaso.. un sedicente ambientalista al soldo del partito delle discariche, ma questo è solo un esempio del giro di affari ed interessi presenti attorno a questa "emergenza".

>> Leggi e ascolta il secondo reportage di InfoAut a Serre, "Serre, puzza di monnezza e malaffare".

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|h 14| Rivolta alla discarica di Pianura. Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana

Novanta roghi in 12 ore; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. E' questo il bilancio, ancora molto parziale, di una giornata di ribellione innescatasi spontanenamente tra i cittadini di alcuni comuni alle porte di Napoli.
Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

Come già nei gorni caldi della val Susa, l'amministrazione locale decide si schiera con i manifestanti: "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa" accusa Fabio Tirelli, presidente della municipalità di Pianura.
E già perché, come alcuni testimoni iniziano a riferire, la situazione non è uguale in tutto il napoletano. nei quartieri "bene" come Posillipo o il Vomero, la situazione risulta essere ampiamente sotto controllo. Ancora una volta, pure nell'emergenza, pesano, e si fanno sentire, le differenze di classe.

Parte così la macchina dell'emergenza (oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa) che favorisce l'intervento della Camorra e punta a una soluzione di rimessa consistente nella riattivazione di discariche già abbandonate perché incompatibili con le norme minime di sicurezza e salute per gli abitanti di quei territori. Tarritori che in molti casi non usufruiscono nenche dei servizi minimi necessari, com'è il caso appunto della municipalità di Pianura, il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati, che conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania.Sembrava una decisione definitiva.
Invece la politica dalle gambe corte dei commissari governativi ripropone la solita vecchia panacea.Da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura della discarica ma il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sit-in anche a Cercola.
Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato anche davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Un intreccio di "affari sporchi"
Al momento le uniche soluzioni sono, come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici diel comitato d’affari camorra-imprenditori-politici che tiene in scacco la regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore sulla questione-rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici.

La risposta istituzionale "Mandiamo l'esercito"
Dentro una situazione tanto difficile per le popolazioni quanto intricata per i poteri che ci stanno dietro, la risposta politica dell'istituzione è quella dei cannoni e le baionette. Spuntano infatti non poche proposte di inviare l'esercito e militarizzare i territori per aprire le discariche "con le buone o con le cattibe". Militarizzzazione invero già attiva da giorni come ci spiega Antonietta della Rete Campana Rifiuti Zero. A queste provocazioni la risposta dei movimenti non può che essere quella della resistenza popolare.

SALE LA TENSIONE A NAPOLI...

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Napoli, sale la tensione a Pianura
"La discarica riaperta fino al 2009"

In 12 ore novanta incendi in provincia. A Poggioreale sei vigili del fuoco all'ospedale
I manifestanti consentono il cambio di turno ai poliziotti, ma poi bloccano il traffico con 4 bus


<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>
NAPOLI - Novanta roghi in 12 ore; sei pompieri feriti dallo scoppio di alcuni petardi mischiati ai rifiuti; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. I cingolati che arrivano nel quartiere per fare spazio ai camion. Bloccato l'ingresso della superstrada a Pozzuoli. Poi, in serata, anche quattro bus del servizio urbano con le ruote forate messi di traverso per impedire l'accesso al quartiere dove dovrebbe riaprire la vecchia discarica e una gazzella dei carabinieri attaccata con lancio di sassi e di un estintore, per fortuna senza il ferimento dei militari a bordo. Il risultato è che a Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. E col buio ricominciano gli incendi. La notte, per i vigili del fuoco, è un continuo passare da un rogo all'altr: a Terzigno, Sant'Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, e Melito.

Tensione a Pianura. Ma il centro di tutto è a Pianura. Danti all'ex discarica di Contrada Pisani nel quartiere Pianura a Napoli, la tensione continua ad essere alta. Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Alcune decine di manifestanti hanno bloccato l'ingresso della superstrada di via Campana a Pozzuoli, che poi si collega alla tangenziale di Napoli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano anche le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

In serata, dopo un apparente rasserenamento del clima, con cinque mezzi della polizia di Stato lasciati passare per permettere di dare il cambio ai poliziotti che si trovano sul sito dalla notte scorsa, la situazione si è fatta nuovamente carica di tensione. Lo schieramento di alcuni agenti muniti di casco e scudi protettivi ha agitato i presidianti, che hanno risposto con il lancio di alcuni petardi. Poi quattro bus dell'Anm (Azienda napoletana mobilità) con le ruote forate sono stati piazzati dai manifestanti alla rotonda Don Giustino Ruzzolillo, all'altezza di via Padula, paralizzando il traffico in entrata e in uscita dal quartiere.


Tempi e scenari.
La discarica resterà aperta almeno fino al 2009, e comunque chiuderà in coincidenza con l'ultimazione del termovalorizzatore di Acerra. Il prefetto di Napoli ed ex commissario per l'emergenza, Alessandro Pansa incontrerà al più presto rappresentanti dei cittadini di Pianura per "rassicurarli sulla nostra volontà di dare interventi compensativi, come abbiamo già fatto a Serre".

"La discarica - aggiunge - era l'unica soluzione per fare uscire Napoli dall'emergenza e renderla autonoma. L'idea di usare Pisani era già nata in precedenza, quando sono cominciate le prime difficoltà nell'allestimento dei siti di stoccaggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura di Lo-Uttaro, e poi di Taverna del Re".

La reazione dei manifestanti. "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa", attacca Fabio Tirelli, Rifondazione, presidente della municipalità di Pianura. E' il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati. Conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania. Sembrava una decisione definitiva. Invece da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura. Il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sei pompieri feriti. La gente continua a dare fuoco ai cumuli di spazzatura. I vigili del fuoco hanno contato a Napoli e provincia 90 interventi in 12 ore, da ieri sera a mezzogiorno. A Poggioreale, sei vigili del fuoco sono rimasti feriti, uno dei quali è stato costretto al ricovero perchè mentre spegnevano un incendio sono esplosi dei petardi mischiati tra i rifiuti.

IL VIDEO - LE FOTO

IL SONDAGGIO: L'ESERCITO SI O NO?


Sit-in a Cercola. A Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. Un disastro. Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Rischio sanzioni Ue. Di fronte all'emergenza rifiuti, l'Unione europea ha fatto la voce grossa. "Nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure", ha detto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente. L'Unione aveva già avviato nel giugno scorso l'iter per una procedura di infrazione a carico dell'Italia, inosservante delle direttive comunitarie sullo smaltimento rifiuti. Il 7 gennaio, data in cui si riunirà l'esecutivo europeo, potrebbe partire alle volte di Roma una sorta di ultimatum prima del ricorso davanti alla Corte di giustizia europea, organismo deputato eventualmente a comminare sanzioni nei confronti dell'Italia.

 

 

fonte

la repubblica 

EMERGENZE RIFIUTI: BLOCCHI E SIT IN

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008
[Napoli] "Emergenza rifiuti": rivolta alla discarica di Pianura. Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana [Intervista]


|3 gennaio 2008| - Novanta roghi in 12 ore; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. E' questo il bilancio, ancora molto parziale, di una giornata di ribellione innescatasi spontanenamente tra i cittadini di alcuni comuni alle porte di Napoli.
Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

Come già nei gorni caldi della val Susa, l'amministrazione locale decide si schiera con i manifestanti: "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa" accusa Fabio Tirelli, presidente della municipalità di Pianura.
E già perché, come alcuni testimoni iniziano a riferire, la situazione non è uguale in tutto il napoletano. nei quartieri "bene" come Posillipo o il Vomero, la situazione risulta essere ampiamente sotto controllo. Ancora una volta, pure nell'emergenza, pesano, e si fanno sentire, le differenze di classe.

Parte così la macchina dell'emergenza (oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa) che favorisce l'intervento della Camorra e punta a una soluzione di rimessa consistente nella riattivazione di discariche già abbandonate perché incompatibili con le norme minime di sicurezza e salute per gli abitanti di quei territori. Tarritori che in molti casi non usufruiscono nenche dei servizi minimi necessari, com'è il caso appunto della municipalità di Pianura, il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati, che conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania.Sembrava una decisione definitiva.
Invece la politica dalle gambe corte dei commissari governativi ripropone la solita vecchia panacea.Da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura della discarica ma il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sit-in anche a Cercola.
Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato anche davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Un intreccio di "affari sporchi"
Al momento le uniche soluzioni sono, come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici diel comitato d’affari camorra-imprenditori-politici che tiene in scacco la regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore sulla questione-rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici.

La risposta istituzionale "Mandiamo l'esercito"
Dentro una situazione tanto difficile per le popolazioni quanto intricata per i poteri che ci stanno dietro, la risposta politica dell'istituzione è quella dei cannoni e le baionette. Spuntano infatti non poche proposte di inviare l'esercito e militarizzare i territori per aprire le discariche "con le buone o con le cattibe". Militarizzzazione invero già attiva da giorni come ci spiega Antonietta della Rete Campana Rifiuti Zero. A queste provocazioni la risposta dei movimenti non può che essere quella della resistenza popolare.

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Ascolta l'intervista

FUMO NERO IN CAMPANIA

Inviato da autonomix | 3 Gen, 2008

Fumo nero....

Il dramma della Campania, tra resistenze e rischio diossina, scempio dell’ambiente e interessi di politici ed imprenditori che continuano ad essere salvaguardati

Global Project Napoli - Mercoledì 2 gennaio 2008


Fumo nero...

Anche la commissione europea decide di fare un nuovo richiamo ufficiale all’Italia per il dramma dei rifiuti in Campania. Sei mesi dopo il primo richiamo ufficiale (all’epoca il commissario straordinario era Guido Bertolaso) la Ue torna a chiedere all’Italia la rapida risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Al momento le uniche soluzioni sono , cosi’ come da 15 anni ormai, la difesa degli interessi economici di quel comitato d’affari fatto da camorra, imprenditori e politici che tiene in scacco la Regione Campania. La proroga di 11 mesi del Commissariato Straordinario all’emergenza rifiuti (fino al 30 novembre 2008) e’ quanto di piu’ grottesco poteva venir fuori da questa ennesima fase di clamore (parlare di emergenza dopo 15 anni e nessun piano strutturale e’ ridicolo) sulla questione rifiuti in Campania. La proroga del Commissariato straordinario rinvia per l’ennesima volta il passaggio di poteri alle Provincie e ai Comuni, garantisce un carozzone che ha sperperato 1 miliardo ed 800 milioni di euro in 15 anni, tra consulenze, perizie tecniche di studi privati smentiti puntualmente dagli enti pubblici, parcelle a sei zeri e note spesa infinite e che, dal primo gennaio, è guidato dal neo-prefetto Cimmino.
La chiusura definitiva, il 31 dicembre scorso alle ore 18, del deposito di ecoballe di Taverna del Re a Giugliano dopo tre mesi di lotte, cariche indiscriminate contro il Presidio Permenente, una decina di feriti complessivamente ed una media di oltre 50 camion al giorno in quello che, a tutti gli effetti, e’ divenuto il cimitero dell’agricoltura campana, porta ad uno scenario dove non ci sono piu’ luoghi da avvelenare con altra monnezza indifferenziata. Ed allora la "genialita’" del commissariato straordinario individua nella discarica di contrada Pisani nel quartiere di Pianura a Napoli il sito ideale per stoccare i rifiuti che provengono dai Cdr. La discarica di Pianura ha accolto per 30 anni i rifiuti della citta’ di Napoli ed e’ stata chiusa alcuni anni fa dopo un periodo di riapertura di alcuni mesi. Da tre giorni e’ stato installato il presidio permanente da parte dei cittadini della zona, che hanno gia’ visto distrutta la collina dei Pisani da decenni di sversamento della spazzatura. I Tg nazionali e la stampa main stream ci raccontano dei roghi in fiamme la notte di San Silvestro, dove anche un bambino avrebbe potuto immaginare che lasciare centinaia di tonnellate di rifiuti in strada a Capodanno nella citta’famosa per la bravura dei suoi maestri fuochisti, non sarebbe stata cosa salutare...
Dimenticando pero’ di ricordare che i roghi, quelli che avvengono tutti i giorni sotto i ponti delle strade di periferia, ai bordi delle statali e della A1, quelli di rifiuti speciali, hanno mandante ed esecutore : la camorra e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali da tutta Italia. Si sprecano in questi giorni gli appelli per inviare l’esercito in Campania per massacrare le popolazioni che difendono la loro terra da una logica di sversamento che procede a tentoni senza nessuna strategia, ed omettono di dire che governi ed enti locali di centro destra e centro sinistra da 15 anni non sono stati capaci di elaborare un piano rifiuti completo che parta dal naturale inizio della filiera del rifiuto, ovvero la raccolta differenziata "porta a porta", per cui dal 1996 2.600 lavoratori sono stati assunti nei consorzi di bacino e vengono pagati senza lavorare, perche’ le istituzioni non applicano la raccolta differenziata con la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Chiedono l’esercito per passare sopra le teste di chi caparbiamente si oppone alla difesa degli interessi dei poteri forti, della Fibe di Romiti, della Fisiaitalimpianti, delle ditte di trasporto e movimento terra legate alla camorra, agli interessi dei politici di destra e di sinistra che fanno affari con i rifiuti come dimostrato dalla magistratura napoletana. Le alternative alle discariche ed agli inceneritori ci sono , ed a chiare lettere i comitati di lotta in difesa della salute e dell’ambiente l’hanno detto all’ex commissario Pansa nel mese di ottobre, proponendo un piano alternativo fondato sulla differenziata porta a porta, attraverso l’assunzione dei 3.500 disoccupati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della Regione Campania, attraverso la trasformazione degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuto) in impianti di trattamento a freddo in cui trattare i rifiuti con il metodo meccanico biologico come avviene in diverse metropoli d’occidente. La risposta e’ stata quella della difesa degli interessi dei poteri forti.
Per questi farabutti solo fumo nero....


Global Project Napoli


I numeri della crisi rifiuti in Campania


Appello per la costruzione di un presidio per impedire la riapertura della discarica dei Pisani (Pianura)

In queste ore si fanno sempre più gravi le notizie in merito alla riapertura della discarica dei Pisani. Pare che quella che appena qualche giorno fa era un ipotesi appena accennata stia diventando ormai quasi una certezza. Il sindaco è contrario. Il consiglio comunale pure. La municipalità pure. Pare che soltanto il commissario speciale, un assessore, e un paio di loschi figuri di An e FI abbiano dato l’assenso.
Alla chiusura di taverna del re (prevista fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio) è ormai molto probabile che si riaprirà la discarica dei Pisani già usata in passato, dove ovviamente si era promesso di non sversare mai più. La zona doveva diventare un parco, un campo da golf, un centro turistico ecc.. ritorna soltanto la spazzatura. La discarica è chiusa da 11 anni, ed avrebbe una capacita di 1,8 milioni di metri cubi. Sorge in un luogo che è stato avvelenato e deturpato per anni, in cui mancano ancora tanti servizi come l’illuminazione e la rete fognaria. Spazzatura che potrebbe essere portata già da questa notte(2 gennaio) o comunque presumibilmente fra la prima e la seconda settimana di gennaio.
Per fronteggiare tutto ciò, facciamo appello a tutti i cittadini, ai comitati per la difesa della salute e dell’ambiente, ai movimenti, e particolarmente ai cittadini dei Pisani, di Pianura, di Quarto, Pozzuoli e di tutta la zona flegrea direttamente interessata per costruire tutti insieme un presidio davanti la futura discarica in via Montagna spaccata.
NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA AI PISANI
NO ALLA LOGICA DELLE DISCARICHE E DELL’INCENERIMENTO
BASTA CON IL COMMISSARIAMENTO BASTA CON L’EMERGENZA RIFIUTI


Altri speciali :

La Campania resiste !! - Le lotte in difesa della salute e dell’ambiente in Campania
22 dicembre manifestazione regionale contro il piano rifiuti
Continua il presidio permanente a Taverna del Re
 

ROMPIAMO IL SILENZIO!

Inviato da autonomix | 2 Gen, 2008

Rompiamo il silenzio!
Non può essere normale lasciarsi sfruttare per non avere nemmeno di che campare
Non può essere normale che i giornali trasudino di propaganda razzista
Non può essere normale venire ammazzati in mezzo alla strada da poliziotti troppo zelanti
Non può essere normale subire aggressioni da squadracce fasciste
Non può essere normale bombardare popolazioni inermi
Non può essere normale chiamare terrorismo il dissenso e la rabbia
Non può essere normale accettare una "sicurezza" fatta di morti sul lavoro, di raid contro i campi rom, di schedature genetiche, di deportazioni di immigrati

Scendiamo in strada per contrastare il cinismo, l'indifferenza e la rassegnazione che aprono la strada a quel totalitarismo fascista che vediamo già imporsi ovunque

CORTEO A TORINO Sabato 19 Gennaio 2008
CORTEO A BOLOGNA Sabato 9 Febbraio 2008

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Chi volesse avere delle copie del manifesto che pubblicizza congiuntamente i cortei del 19 gennaio a Torino e del 9 febbraio a Bologna, può richiederle a: bologna9febbraio@altervista.org