Contestata la Croce Rossa in solidarietà con i reclusi nel lager di Torino

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

News dall'Abruzzo

Contestata da alcuni compagni la festa della Croce Rossa a Teramo con lo striscione "FUOCO AI CPT - CROCE ROSSA ASSASSINA", in solidarietà ai reclusi nei CPT di Torino, e in tutte gli altri lager della penisola, dove il valore di una vita ridotta allo stremo e nutrita ad odio e psicofarmaci per un giro di speculazioni da parte di gente senza scrupoli. Non ci fermeremo mai, non smetteremo mai di contestare chi fa terra bruciata attorno ai diversi, perchè anche noi come loro siamo continuamente discriminati e messi alle strette da un sistema che non ci vuole, e, soprattutto, CHE NOI NON VOGLIAMO.
Senza cadere nel vittimismo di chi si sente perseguitato, continueremo a testa alta, al fianco di chi come noi trover la forza di reagire.

Intanto continuano ad arrivare fogli di via dopo l'esperienza dell'occupazione dell'EX FRANTOIO: tutti gli occupanti sono stati banditi dal comune dello stabile, pur essendo stata la prima volta in cui vi mettevano piede.

sempre fuoco alle carte, sempre merda a chi le firma.

ANARCHICI

Roma - Secondo attentato a concessionaria fiat

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Secondo attentato a concessionaria Fiat
"Abbiamo colpito un simbolo capitalista"
L'azione rivendicata a nome delle "Cellule di resistenza proletaria"

Attentato, ieri mattina, contro la concessionaria Fiat di via Nomentana:un ordigno rudimentale confezionato con una bombola di gas da campeggio è esploso davanti all'ingresso dell'esercizio.
La porta è rimasta danneggiata.
Il 24 giugno scorso, con una tecnica identica, un commando aveva tentato di colpire la Fiat di Porta Maggiore ma la bomba, chiusa in un borsone, non esplose.
L'attentato è stato rivendicato, con alcune telefonate ai quotidiani, da un giovane che parlava a nome delle "Cellule di resistenza proletaria".
"Abbiamo colpito per la seconda volta il simbolo dello sfruttamento capitalista - ha detto il portavoce del gruppo - e questo dimostra che possiamo colpire dovunque". Il giovane ha concluso con gli slogan: "Viva le Brigate Rosse" e "Onore a Mario Galesi" (il brigatista ucciso nella sparatoria sul treno Roma-Firenze).

21-27 LUGLIO 2008: 9° CAMPEGGIO NO TAV(programma completo e news)

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

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Programma Definitivo


Lunedì 21 luglio: apertura campeggio

Martedì 22 luglio: Assemblea popolare

Mercoledì 23 luglio : h.20 cena

h.21 proiezioni video, presentazione gioco no tav

Giovedì 24 luglio

dal mattino  GIORNATA RESISTENTE, VISITA AI SENTIERI PARTIGIANI 

h.20 cena

h.22 concerto live TETES DE BOIS (Altro/Folk rock)

“Avanti Pop – I diari del camioncino” (ed. Il Manifesto) concerto/presentazione

libro+dvd +Polveriera Nobel (Folk)

Venerdì 25 luglio

h18 Assemblea nazionale delle realtà antagoniste

h.20 cena

h.22 concerto live EL TRES (Acustico/Rock/Folk rock)  + Egin (Combat/Folk)

Sabato 26 luglio

giornata di  controinformazione delle donne

Lavoro domestico e lavoro fuori casa: il ruolo della donna tra schiavitù e

percorsi di liberazione (dibattiti-banchetti-mostre-festa)

pomeriggio torneo di calcio DIAMO UN CALCIO AL TAV

h.18 dibattito/confronto NO TAV-NO DAL MOLIN-NO DISCARICA di Chiaiano

h.20 cena

h.22.30 concerto live C.u.b.a. Cabbal & Dj Dsastro (Hip-Hop da Pescara)

ASSALTI FRONTALI (Hip-Hop da Roma) 

Domenica 27 luglio

premiazioni DIAMO UN CALCIO AL TAV

CHIUSURA CAMPEGGIO

 

Torino - Dopo lo sgombero di via Pisa. Il comune minaccia, Fabio torna libero

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Continuano le cronache di questa convulsa estate torinese segnata da
occupazioni di immigrati, sgomberi, arresti, minacce del comune e lotte al CPT.

In breve le ultime puntate.
Martedì mattina la polizia sgombera la casa di via Pisa, occupata il 6
luglio da quattro famiglie rumene, deportando gli abitanti nelle baracche di via Germagnano, nel fango, tra i topi, senza acqua né elettricità.
Fabio, uno dei compagni subito accorsi in via Pisa, viene pestato e
arrestato per resistenza e lesioni: aveva provato a chiedere di entrare nella casa sgomberata per prendere le poche cose degli immigrati.

Sgomberati dalla polizia perché occupare è illegale, gli ex occupanti di via Pisa sono stati deportati con un pullman del comune in un campo
abusivo. I giornali, il giorno dopo, hanno osato scrivere, mentendo
spudoratamente, che la casa di via Pisa non era sicura. Così – per maggior sicurezza – il comune ha decretato che le famiglie tornassero in baracche senza acqua né elettricità, in mezzo al fango e ai topi.

Ma le istituzioni, Comune in testa, non potevano certo tollerare
un’occupazione, perché via Pisa stava dando coraggio ai tanti che vivono come bestie lungo i fiumi, dove nessuno li vede, come polvere celata sotto il tappeto.
L’Enel non poteva certo rischiare che l’esempio diventasse contagioso:
altri avrebbero potuto riprendersi parte di quello che ogni giorno questa società ingiusta sottrae.
La proprietà privata non si tocca: nessuno deve rialzare la testa.

Al presidio davanti al Comune fatto nel pomeriggio dopo lo sgombero di
fronte ai bambini che reggevano lo striscione “Case per tutti. Fabio
Libero”, Chiamparino, “pescato” mentre andava al bar, ha detto “io non
c’entro”. Un funzionario del suo gabinetto, durante un incontro successivo e meno informale, ha promesso una casa per il giorno dopo. Ma mercoledì mattina i funzionari dell’ufficio immigrazione di Corso Novara si sono limitati a intimidire gli immigrati annunciando denunce e arresti se ci fossero state nuove occupazioni. L’unica “proposta” avanzata: prendersi i bambini ed ospitarli in una casa per minori. Più che una proposta una ben evidente minaccia.
Di fronte all’ufficio immigrati è stato fatto un piccolo presidio, al
termine del quale ci si è spostati al tribunale per il processo a Fabio,
il compagno arrestato il giorno prima, per aver dato solidarietà attiva agli occupanti di via Pisa.
All’udienza Fabio è stato liberato in attesa di processo. Al giudice che gli chiedeva dei fatti ha negato di aver assalito da solo tre energumeni della Digos e ha ribadito con fermezza la propria indignazione di fronte ai poliziotti che ridevano per aver gettato in strada molti adulti e ben 8 bambini. Gli occupanti di via Pisa hanno assistito all’udienza,
dimostrando che la solidarietà è contagiosa.

Nel tardo pomeriggio c’è stato un piccolo presidio davanti al CPT di Corso Brunelleschi: la sera prima un detenuto aveva tentato il suicidio, la mattina successiva un altro aveva bevuto shampoo, gli altri immigrati erano entrati in sciopero della fame.
Il muro è sempre alto ma è importante esserci, dimostrare solidarietà a chi, nella disperazione, cerca di fuggire la deportazione, stringendosi un cappio al collo.

Oggi è un altro giorno. La lotta continua.

Le iniziative sono fatte e condivise nell’ambito dell’Assemblea Antirazzista

Per contatti assembleaantirazzistatorino@autistici.org
tel: 338 6594361

Torino - Abbattuta la numero Uno

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Questo pomeriggio è stata abbattuta la numero uno. in corso vercelli angolo corso emilia.
Prima di una lunga serie di occupazioni nel lontano 11 febbraio 2005, in cerca di uno spazio da far vivere in piena autogestione.
Sgomberata dopo 2 mesi e mezzo perchè faceva paura, donava uno stile di vita che non piaceva ai potenti.
Con la scusa di "essere pericolante" venivano così sgomberati gli occupanti e tolte le tegole dal tetto, per lasciarla marcire a se stessa.
Ma la numero uno, vecchio casello ferroviario di proprietà della Satti ora Gtt, in disuso da anni in un tratto di ferrovia dismesso, era una struttura solida. Ed è per questo che oggi l'han dovuta abbattere, dopo lunghe discussioni in consiglio di circoscrizione, che immaginiamo più sul fattore storico, vertevano sul possibile uso: o parcheggio per due mezzi o per quattro motorini.

Contenti voi, non proprio contenti tutti... anzi...

Solidali con chi occupa


 

A seguire il comunicato di allora, un po' difficile da reperire in rete:

Occupazione dell'Osservatorio Ecologico 2006 e Oltre

13.02.2005
Nasce l'Osservatorio Ecologico 2006 e oltre, che intende diventare punto di aggregazione e informazione contro TAV, Olimpiadi, inceneritori e abomini vari.
E' una casa molto carina, in Corso Emilia 13, (dietro il balon, oltre il ponte sulla Dora).

domenica 13 febbraio, dalle ore 11.00 colazione BellaVitA, porta quello che vorresti trovare e la tua solidarietà.

! contro sprechi inganni e devastazioni altre 1000 occupazioni !


 

Torino 12 febbraio

Ieri pomeriggio verso le due un arrembaggio in piena regola, con scale e
trabattelli e' stata liberata da piu' di vent'anni di abbandono la casetta numero uno, in Corso Emilia, nel quartiere di porta palazzo, proprio di fronte alla circoscrizione del quartiere 7.
La digos che presidiava dal mattino al Balon e' arrivata in ritardo
rispetto a quando i baldi occupanti hanno preso possesso del tetto.
Nonostante cio' gli agenti sono stati di guardia tutta la giornata,
scattando foto e cercando di identificare il piu' possibile i presenti,
una cinquantina.
Nel corso del pomeriggio e' stata data una prima mano di colore
all'edificio, aperto un ingresso sulla strada e barricata la porta.
Installato il riscaldamento sono previsti per i prossimi giorni i lavori
di allaccio per acqua e luce.
Oggi, domenica, il primo appuntamento previsto per le ore 12, aperitivo,
discussione e volantinaggio al gran balon, poi verso le 14 in massa ci
sposteremo alla Delta House dove e' prevista una grigliata/presidio (la
Delta House e' stata vittima la scorsa domenica di un incendio appiccato
da ignoti). E' prevista una riunione aperta di gestione del nuovo
osservatorio nella giornata di lunedi', anche se non si e' ancora
stabilito l'orario.
Vi invitiamo a passare numerosi per dare la vostra solidarieta' al neonato osservatorio ecologico su Torino 2006 ed oltre.

SGOMBERATA LA CASA DI VIA PISA E ARRESTO DI FABIO(aggiornamenti)

Inviato da autonomix | 15 Lug, 2008
arrestato Fabio il rosso! http://tuttosquat.net/news/torino-sgombero-ed-un-fermoTorino confermato conferma da una telefonata dell'avvocato Questo pomeriggio l'avvocato gli ha fatto visita in carcere questa mattina Fabio era andato a dare solidarietà ai Romeni che stavano subendo lo sgombero. Si era avvicinato alla polizia perchè voleva aiutare a caricare i mobili materassi ecc che erano ancora dentro alla casa. Ma la polizia l'ha fermato, picchiato e trasporatto prima in questura e poi in carcere Domani mattina ci sarà la convalida degli arresti presso il palazzo di giustizia di Torino Per dare solidarietà a Fabio Milan Nuovi giunti telegrammi da inviare al carcere Lorusso Cutugno, via Pianezza,300-Torino Liberi Tutti!!! Related Link: http://tuttosquat.net/ [1] \\
Torino: sgomberata la casa di via Pisa.
Assemblea all'Asilo
Sono arrivati all'alba. Decine di mezzi di polizia e carabinieri in assetto antisommossa con i vigili del fuoco armati di scale per l'assalto alla casa di via Pisa, dove da 10 giorni abitano quattro famiglie di rumeni. Hanno scardinato la porta e sono entrati in armi nelle stanze dove dormiva la gente. I bambini hanno cominciato a gridare spaventati, una signora più anziana si è sentita male. Una scena di quelle che abbiamo visto nei film, che abbiamo sentito raccontare dai nostri vecchi, una scena da città occupata dai nazisti, con la gente braccata nelle case. Gli occupanti sono stati caricati su un pullman già pronto e portati nelle baracche dalle quali erano fuggiti, decidendo di occupare. Baracche in via Germagnano tra il canile e il fiume, che, dopo l'alluvione, si sono riempite di fango, un fango che non se ne è più andato. Una fogna a cielo aperto per uomini, donne e bambini. Uno dei compagni subito accorsi in via Pisa è stato pestato e portato in questura: aveva provato a chiedere di entrare nella casa sgomberata per prendere le poche cose degli immigrati. Solo più tardi, dopo estenuanti trattative, si è riusciti a recuperare materassi, coperte, abiti, giocattoli rimasti nella casa. Occupanti e solidali si sono ritrovati all'Asilo Squat, dove, oggi alle 14,30 è stata convocata un'assemblea tra sgomberati e solidali. Accorrete numerosi. La lotta di questo gruppo di famiglie, la loro volontà di resistenza è una barricata contro la barbarie che avanza nelle nostre città

E' nato TerritoRioT!

Inviato da autonomix | 14 Lug, 2008

TerritoRiot è l'acronimo tra Territorio e Riot (dall'inglese rivolta). Questa vuole essere un'occasione per conoscere e ragionare sulle tante lotte per la difesa dei territori che in questi ultimi anni stanno attraversando l'Italia tutta. Lotte che hanno un unico denominatore: il rifiuto di un modello di "sviluppo" fatto di imposizioni e devastazioni. Lotte e vertenze che non mancano in questa Calabria, perenne terra di conquista, oggi più che mai oggetto di interventi che se non efficacemente contrastati, comprometteranno definitivamente ogni equilibrio ecologico e sociale, rendendo del tutto invivibili le condizioni delle popolazioni che vi risiedono.

Come MDT-Calabria siamo nati cercando di opporci a quella che ci sembrava una follia: il raddoppio dell'inceneritore di Gioia Tauro. Abbiamo iniziato ad informarci e a guardarci intorno per apprendere dalle altre esperienze. Abbiamo cominciato a sentire parlare di emergenza ambientale, a capire quanto fosse funzionale alla costruzione di inceneritori ed al proliferare di discariche, legali e abusive. Seguendo il filo di questi interessi, e di chi continua a sostenere che gli inceneritori valorizzano e che i rifiuti sono fonte energetica rinnovabile, ci siamo imbattuti nei grossi appetiti del capitalismo energetico che vuole imporci il più grande rigassificatore tra quelli previsti in Italia, insieme ad una miriade di centrali, tra biomasse, turbogas e carbone, in una regione che già esporta più del 30% dell'energia prodotta. E poi i singolari intrecci che mischiano l'elettricità con i rifiuti e l'acqua, nell'unico grande business dei servizi pubblici locali - sempre meno pubblici e ancor meno servizi - dove a farla da padrona c'è la francese Veolia, la più grande multinazionale del ramo, cui sono state svendute le nostre risorse idriche, come già altrove in Italia, aumentando tariffe e disservizi, ma in un contesto, qui, dove spesso farsi una doccia è un lusso.

Ed ancora il solito, tremendo, business del cemento armato e delle piccole, grandi e grandissime opere: per inseguire un allucinante miraggio, ci vogliono seppellire vivi tra i piloni del Ponte sullo Stretto, ma prima ancora prospettarci un futuro prossimo d'interminabili cantieri, come quelli della famigerata A3, senza risolvere e anzi aggravando il problema di come spostarci da paese a paese, da costa a costa, o di partire e ritornare in condizioni di viaggio dignitose e umane.

Per non parlare infine di porti e zone franche, ovvero di Gioia Tauro "volano dello sviluppo regionale", tanto magnificato da istituzioni e grandi imprese quanto terribile nelle condizioni neoschiavistiche che vi s'impongono ai lavoratori, ostaggi di una terra che paga caramente la propria fame di occupazione e benessere...

Ma anche se lo scenario è assolutamente sconfortante, proprio quelle comunità che hanno deciso di non svendere la loro terra, le loro radici, il loro futuro, ci hanno trasmesso la voglia di resistere e continuare a lottare. Perché il futuro è solo nelle nostre mani.

In questo numero 0:

  • Il rigassificatore a Gioia Tauro. Ma è un rischio necessario?
  • I campeggi dei NO
  • La Calabria nelle mani della Veolia
  • Bonifichiamo i 44 ettari della mega discarica dello Zimbario?
  • Due anni di rete nazionale permanente

 

per scaricarlo gratis..

http://www.mdtcalabria.org/documenti/territoriot/TERRITORIOT_0.pdf

 www.csoacartella.org

 www.mdtcalabria.org

Torino: 5.000 lavoratori contro il decreto Brunetta

Inviato da autonomix | 14 Lug, 2008


|Torino, 11 luglio 208| Il governo Berlusconi continua con il suo operato a creare rabbia e conflitto sociale. L'11 luglio circa 5000 lavoratori e lavoratrici del Pubblico Impiego di Torino hanno manifestato contro il Decreto Legge 112 Tremonti-Brunetta del 25 giugno scorso, che tra i tanti attacchi al mondo del lavoro (reintroduce il lavoro a chiamata, rende ancora più flessibile l’orario di lavoro, peggiora l’utilizzo del tempo determinato e modifica la normativa sull’apprendistato, cancella la procedura telematica delle dimissioni volontarie…) dedica una parte specifica al pubblico impiego.

La manifestazione era stata indetta dalle RSU e dagli RLS di Cgil-Cisl-Uil di fronte alla Prefettura in P.zza Castello. I lavoratori, al grido di "sciopero, sciopero!", hanno bloccato la piazza e la via adiacente i Giardini Reali per poi, spontaneamente, recarsi in corteo in Via Po fin sotto la sede RAI di Via Verdi e  ritornare in Piazza Castello. Una partecipazione massiccia ed arrabbiata, al di là di ogni ottimistica previsione, per un settore lavorativo sempre utilizzato come "cavia" per altre ristrutturazioni ed attacchi ai diritti dei lavoratori.

Era già successo l’anno scorso con il rinnovo del contratto di categoria, in particolare sulla questione della triennalizzazione, succede ora col decreto Brunetta; grazie a campagne mediatiche orchestrate ad arte e l'alibi squallido della caccia ai "fannulloni", i veri fannulloni del ceto politico al potere fanno passare provvedimenti che attaccano diritti sacrosanti come quello della malattia ampliando le fasce di controllo per la visita fiscale da 4 a 11 ore al giorno (dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20), decurtando lo stipendio nei periodi di mutua che verrà pagato unicamente per la retribuzione fondamentale con l’esclusione di tutte le altre voci, introducendo l’obbligo di certificare in ospedale la malattia quando la lavoratrice o il lavoratore si ammala più volte in un anno o per periodi superiori ai 10 giorni.

Da questo sono esplicitamente escluse le donne in gravidanza, con la curiosa quanto sgradevole equiparazione della gravidanza alla malattia. Inoltre lo stesso decreto prevede che a partire dal 2009 i fondi per la contrattazione decentrata non potranno superare quelli previsti per il 2004 diminuiti del 10%, (in molti Enti non verrà più corrisposto il salario di produttività). Il governo ha disposto anche il blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni, rimandando a casa tutti i precari che fino ad oggi hanno permesso ai servizi pubblici di funzionare: questo significa dequalificare ulteriormente il servizio pubblico, ampliando a dismisura i carichi di lavoro per chi rimane e concludendo l’opera di  esternalizzazione.

Questi provvedimenti  shock, a carattere strettamente punitivo, fanno il paio con la notizia di questi giorni dei 1700 esuberi al Comune di Torino contenuta nel piano di Giacomo Vaciago, tristemente famoso come "tagliatore di teste", già sperimentato dai lavoratori di Ferrovie e Poste. Quella di ieri è stata quindi una significativa risposta dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto perchè emersa autonomamente dalla base delle organizzazioni sindacali concertative.

vedi anche
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MATERIALI

IL TRIBUNALE SANGUINA, EDO E SOLE NON DIMENTICANO!

Inviato da autonomix | 14 Lug, 2008
Oggi 11 luglio 2008 a 10 anni dalla morte di Maria Soledad Rosas il tribunale di via Corte d'Appello (complice della morte degli anarchici assieme ai pm Laudi e Tatangelo, ed a molti altri sbirri giornalisti e infami leccaculo) ha deciso ben ben di sanguinare proprio nel centro di Torino, e lo fa con tutta la vergogna che gli compete proprio durante questo triste anniversario, quasi non riesce a trattenersi e rosso di sangue e di vergogna si confessa. GLI ANARCHICI NON DIMENTICANO ! Qui l'articolo di Torino Cronaca TORINO - IMBRATTATA LA CURIA MAXIMA E STRISCIONI CONTRO MARONI Un giorno da squatter - Disordini nel decimo anniversario del suicidio di Maria “Sole” Rosas [1] TORINO 12/07/2008 - A 10 anni esatti dalla morte di Maria Soledad Rosas, detta “Sole”, la “mitica” compagna di Edoardo Massari (Baleno), gli anarchici insurrezionalisti sono tornati a farsi vivi. Molotov colorate Ieri, alle prime luci dell’alba, hanno lanciato alcune molotov in via Corte d’Appello 16, contro il vecchio tribunale. Gli ordigni contenevano anche vernici colorate che hanno imbrattato i muri maestri dell’edificio. Gli anarchici hanno avuto anche tutto il tempo per “firmare” l’attacco. Due scritte a caratteri cubitali: “Questo tribunale gronda sangue” e un’altra in ricordo di “Sole” e di Baleno, entrambi morti suicidi. L’attentato è stato scoperto solo attorno alle 7.30 quando il custode dello stabile ha aperto i cancelli. Subito è stata avvertita la Digos e una ditta specializzata che ha impiegato l’intera mattinata a ripulire i muri del palazzo. Manifestazione Nel pomeriggio [2], invece, si sono fatti vivi gruppi di autonomi e di anarchici con una manifestazione organizzata in San Salvario, in largo Saluzzo. Un “happening” proposto con diverse finalità, almeno a leggere gli striscioni esposti nella piazza. Una forte protesta contro il ministro Maroni (Non a caso è stato scelto largo Saluzzo, luogo dove la Lega Nord ha la sede) per il decreto sicurezza e la proposta di censire con le impronte digitali i giovani Rom. Non solo, i manifestanti hanno anche voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione Cpt e ricordare le angherie naziste. Perciò gli autonomi hanno proiettato un documentario sui lager del “Terzo Reich”.[…] Nuovo sito TuttoSquat http://tuttosquat.net/ Tutti i Venerdì Dopo le 17:00 Ascolta TUTTOSQUAT Il Giornale Malandrino degli Squatters di Torino in radio & on web http://www.radioblackout.org/streaming/ Per Torino & Provincia 105.250 fm Osservatorio Astronomico Contro la Repressione - FENIX! http://www.inventati.org/fenix/links.php

Torino - Imbrattata la Curia Maxima e striscioni contro Maroni

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008

fonte orino cronaca

Un giorno da squatter - Disordini nel decimo anniversario del suicidio di Maria “Sole” Rosas

TORINO 12/07/2008 - A 10 anni esatti dalla morte di Maria Soledad Rosas, detta “Sole”, la “mitica” compagna di Edoardo Massari (Baleno), gli anarchici insurrezionalisti sono tornati a farsi vivi.

Molotov colorate
Ieri, alle prime luci dell’alba, hanno lanciato alcune molotov in via Corte d’Appello 16, contro il vecchio tribunale.
Gli ordigni contenevano anche vernici colorate che hanno imbrattato i muri maestri dell’edificio. Gli anarchici hanno avuto anche tutto il tempo per “firmare” l’attacco. Due scritte a caratteri cubitali: “Questo tribunale gronda sangue” e un’altra in ricordo di “Sole” e di Baleno, entrambi morti suicidi. L’attentato è stato scoperto solo attorno alle 7.30 quando il custode dello stabile ha aperto i cancelli. Subito è stata avvertita la Digos e una ditta specializzata che ha impiegato l’intera mattinata a ripulire i muri del palazzo.

Manifestazione
Nel pomeriggio, invece, si sono fatti vivi gruppi di autonomi e di anarchici con una manifestazione organizzata in San Salvario, in largo Saluzzo.
Un “happening” proposto con diverse finalità, almeno a leggere gli striscioni esposti nella piazza. Una forte protesta contro il ministro Maroni (Non a caso è stato scelto largo Saluzzo, luogo dove la Lega Nord ha la sede) per il decreto sicurezza e la proposta di censire con le impronte digitali i giovani Rom. Non solo, i manifestanti hanno anche voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione Cpt e ricordare le angherie naziste.
Perciò gli autonomi hanno proiettato un documentario sui lager del “Terzo Reich”.[...]

Crema - Attentato incendiario alla sede della Lega Nord

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008

Attentato incendiario contro la sede della Lega Nord in via Tensini: è andata a fuoco la porta d'ingresso. L’esplosione risale alle due del mattino anche se nessuno ha ritenuto di dover chiamare la polizia. Fatto che non ha mancato di insospettire gli inquirenti. Stranamente nessuno si è accorto del botto conseguente allo scoppio del liquido infiammabile da cui è divampata la fiammata che, come una miccia, ha poi innescato l'incendio.
Nonostante via Tensini sia stretta e la vicinanza delle case contribuisca a rendere ancor più forte ogni rumore.
Stamattina gli esponenti del Carroccio si sono recati a sporgere denuncia in commissariato e la polizia scientifica ha subito effettuato un sopralluogo in via Tensini. Per due ore gli esperti sono rimasti all’interno della sede della Lega a caccia di indizi utili per le indagini. Sono state prelevate diverse impronte. È stata sequestrata anche una bottiglia di plastica, in cui molto probabilmente era contenuto il liquido infiammabile usato per incendiare la porta. La bottiglia sarà esaminata con maggiore attenzione nei prossimi giorni.
La polizia sta vagliando tutte le ipotesi, ma è certo che la pista politica resta la privilegiata. Anche se non sono state trovate scritte di natura politica "fresche" presso la sede leghista (quelle esaminate dalla polizia su alcuni muri vicini dovrebbero risalire ad alcuni mesi fa). L’attentato ha provocato molto clamore nel mondo politico cremasco. Le indagini proseguono nel più assoluto riserbo. Il vice questore Daniel Segre ha affidato il caso agli investigatori della Digos, l’ufficio della polizia che ha la competenza dei reati politici.

LA LEGA: ENNESIMO ATTO VANDALICO – Il Carroccio ha emanato un comunicato (in allegato) nel quale, oltre a condannare il gesto, ricorda che questo «episodio non è che l’ultimo di una lunga serie di atti di pura inciviltà, se non di vera delinquenza. Manifesti strappati, scritte a vernice su porta e facciata, fino a quest’ultimo accadimento che per fortuna non ha provocato danni a persone».

Chiaiano, corteo contro la discarica.Bombola del gas contro gli agenti

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008
L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! In serata tornan le barricate! (intervista & materiali)

AGGIORNAMENTO_ORE22
Chiaiano si conferma terreno conflittuale per le autorità.. rappresentando anche un'anomalia tra i movimenti napoletani di questi ultimi anni, data la tenacia mostrata da oltre due mesi a questa parte, nonostante la mediazione delle amministrazioni comunali, la rimozione delle barricate ed i falsi sondaggi del governo, cosa non scontata se si pensa ad esperienze di lotta come quelle di Serre, che è stata si la più duratura ma anche la prima a soccombere. Da settimane continuano gli affollatissimi presidi e le assemblee popolari in piazza Titanic, molteplici iniziative sono state snocciolate nel tempo (dal blocco del traffico alle occupazioni delle circoscrizioni): stasera son tornate le barricate, in dissenso rispetto all'arrivo dell'esercito nelle cave, per giocarsi fino in fondo una partita non persa. A Marano i manifestanti hanno bloccato tre autobus di linea, disponendoli sulla carreggiata di traverso e bloccando quindi il traffico. A Chiaiano un'auto è stata ribaltata lateralmente, affiancata da tre cassonetti dell'immondizia e dal tronco di un albero, a mò di barricata. Nonostante nella giornata ci siano stati diversi momenti di tensione con l'esercito, soldati e poliziotti non sono finora intervenuti nonostante si avverta la loro intenzione di sgomberare le strade, dato che è stato riferito ai manifestanti che è intollerabile la presenza dei militari al fianco delle barricate.. L'assemblea di stasera ha intanto lanciato un nuovo appuntamento: sabato 12 luglio, corteo per le strade di Chiaiano per ribadire il no alla discarica.

>> leggi il comunicato diffuso dal Comitato in difesa delle cave di Chiaiano per indire il corteo del 12 luglio

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Chiaiano, corteo contro la discarica
Bombola del gas contro gli agenti

Chiaiano, corteo contro la discarica Bombola del gas contro gli agenti

Soldati davanti alla discarica di Chiaiano

NAPOLI - E' partito il corteo di circa mille persone che protestano contro l'apertura della discarica nel quartiere. In prima fila, donne, anziani, bambini e un grande striscione arancione su cui è scritto "Giù le mani della nostra terra". Sul posto i rappresentanti dei comitati, guardati a vista da un ingente schieramento di forze dell' ordine. In prima fila anche i politici locali. Il corteo si snoderà lungo via Santa Maria a Cubito, per poi raggiungere la piazza Rosa dei Venti e proseguire alla volta del comune di Marano.

Nella notte un rudimentale ordigno è stato lanciato contro il commissariato del quartiere. Ieri era toccato ad un gruppo di carabinieri di guardia davanti all'ingresso della discarica. Questa notte, da una Peugeot qualcuno ha lanciato contro gli agenti una bombola di gas del tipo usato dai campeggiatori. Non ci sono stati feriti né danni.

E' il quinto attentato contro la polizia a Chiaiano. Anche se l'area della discarica è sotto il controllo dai soldati della brigata Garibaldi che hanno chiuso i varchi con il filo spinato, le intimidazioni a Chiaiano continuano. Il sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso getta acqua sul fuoco: "Sono fatti che ci possono stare nel momento in cui si interviene con decisione e autorevolezza per dimostrare che lo Stato c'è". È ottimista il capo della Protezione civile. Prevede che la crisi potrà essere risolta entro la fine del 2009, com'è nei piani del governo: "Sono convinto che stavolta porremo la parola fine a questa vergognosa vicenda".

 

 

 

Chiaiano, petardi sui carabinieri e nuove barricate

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008
Chiaiano, petardi sui carabinieri e nuove barricate anti-discarica

I militari di guardia alla cava di Chiaiano destinata a diventare discarica

NAPOLI - Ancora ordigni esplosivi rudimentali contro le forze dell'ordine che presidiano la cava di Chiaiano, destinata ad essere trasformata in discarica. Poco prima delle due di stanotte alcune bombolette a gas da campeggio, collegate ad un petardo, sono esplose in via Cupa dei Cani, dal lato d'accesso alla cava, dove si trova un presidio dei carabinieri.

Gli ordigni sono esplosi ad alcune decine di metri di distanza dai militari, provocando solo fragore ma nessun danno. Gli stessi ordigni artigianali lanciati stanotte, erano stati usati con gli stessi obiettivi nella notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio da giovani a bordo di un ciclomotore, anche allora senza provocare danni.

Questa mattina non si segnalano per ora altri incidenti, dopo le tensioni e le proteste di ieri, nel giorno in cui l'esercito è entrato nella cava del Parco delle colline. Fra breve, infatti, inizieranno i lavori e tra circa 90 giorni, il sito diverrà una discarica operativa in grado di poter accogliere 700mila tonnellate di spazzatura. La mattinata di ieri era stata caratterizzata dal 'soft walking' di una cinquantina di pedoni che, con tanto di cartelli contro il governo e slogan, hanno attraversato le strade lentamente paralizzando il traffico tra il Beverello e piazza Municipio.

Poi in serata le barricate hanno di nuovo fatto la loro comparsa a Chiaiano: intorno alle 20, duecento abitanti hanno bloccato con un'automobile e alcuni cassonetti la strada che da Poggio Vallesana conduce verso Marano. Il blocco stradale è stato accompagnato dai raid di alcune decine di giovani che a volto coperto e a bordo di motorini hanno bloccato gli autobus in transito, sono saliti a bordo e hanno preso le chiavi di accensione costringendo gli autisti a fermarsi e i passeggeri a scendere.

E la gente è anche tornata a riunirsi in assemblea. In piazza Rosa dei Venti, detta anche piazza Titanic, centinaia di persone si sono radunate per dire ancora una volta no ai militari e alla discarica destinata a contenere settecentomila tonnellate di immondizia nei prossimi due anni. I manifestanti hanno ricevuto la solidarietà dell'assessore regionale Corrado Gabriele, che ha partecipato all'assemblea.
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