[Tn] Pannone punkhardcore

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
Venerdì 25 luglio 2008

Dal Pomeriggio

Presentazione della due giorni 2008
Mostra 80's fanzine scritti dal punk italiano

Spazio libero per le autoproduzioni: distribuzioni, banchetti, laboratori...
Porta ciò che vorresti fare
Discussione sull'autogestione

Dalle 20.00

Diluvio - Milano
XCharlieX - Provincia de Roma
Afasia - Messina
Spleen Flipper - Crema
Oss - Roma
Verme - Dal Nulla
The Smashrooms - Brescia
Il Male - Bologna

Sabato 26 luglio

Dal pomeriggio:

Assemblea su: pogrom contro i rom, razzismo di stato, aggressioni fasciste, come fermare l'irreparabile...

Dalle 20.00

Neid - Viterbo
Havoc - Torino
Post Fata Resurgo - Roma
Atestabassa - Bari
La Congiura - Rovereto
Inquietudine - Torino
Two Line in Hell - Dappertutto
Impact - Ferrara

Special Guest: No Chappi Bourgerous - Genova

-BENEFIT DETENUTI-
-CUCINA COL VASCELLO VEGANO-
-CAMPEGGIO LIBERO-

IN LOCALITA' DOSSALT PANNONE - MORI (TRENTO) -"VICINO A ROVERETO"

PER ARRIVARCI:

AUTOSTRADA A-22: Uscita Roverto Sud, SP-90 direzione Mori-Riva del Garda, a Loppio girare a destra direzione Val di Gresta/Ronzo (SP-88), procedere fino a Pannone. Prendere la stradina a sinistra del primo tornate e segure le indicazioni.
Cartina su: www.accidiahc.org/

Info line email: scabbya@hotmail.com

Scarica il banner della due giorni
Scarica il flyer ad alta risoluzione

**ATTENZIONE: I CONCERTI INIZIERANNO PUNTUALI!!!!!!!!**

Edizione 2007

Indymedia italia torna online. Tocchiamo ferro.

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008

Premessa:
indymedia nasce il 12 giugno 2000 alle 12:00 con questa definizione: "Indymedia e' un network di media gestiti collettivamente per una narrazione radicale, obiettiva e appassionata della verita'. Ci impegniamo con amore e ispirazione per tutte quelle persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle distorsioni dei media che con riluttanza si impegnano a raccontare gli sforzi dell'umanita' libera"

Da allora ha rivoluzionato il far notizia introducendo l'open publish, ossia la pubblicazione aperta, non esclusiva di redattori in cerca di notizie, ma dando direttamente agli utenti la possiblità di inserire le informazioni, con un collettivo di volontari (mediattivisti) pronti a controllare e nascondere/editare (modificare direttamente) in caso di notizie fuori dalla policy (le linee guida che regolano il portale).
Per partecipare e diventare admin ci si iscrive a delle mailinglist e collettivamente si elaborano i contenuti, incontrandosi ogni tanto di persona negli "indymeeting".

Il progetto entra in crisi nel 2006. Per molte nuove notizie inserite fioccano commenti anonimi, atti a infamare, a dare elementi alle forze del (dis)ordine o fuorviare il discorso, senza che gli admin riescano a starci dietro. Il "process" (iter di pubblicazione delle notizie in colonna centrale ad opera degli admins - denominate features) inizia sempre più ad essere un modo per fermare lo sviluppo di notizie eleborate collettivamente, fino al momento in cui Jeff, un magnate che ospitava i server, decide di interrompere il servizio. Su questo dirà: "Sono sorpreso da quanto gli anarchici si lascino ingabbiare da cosi’ tante regole….".
In realtà di anarchici su indymedia non ne sono rimasti molti, anarcotico, progetto oramai chiuso da due anni (al 2008), piace di più come strumento per ricercare/inviare informazioni a chi cerca notizie di stampo radicale.
Un ulteriore problema che il portale si trova ad affrontare è il divenire strumento involontario di aiuto per le forze dell'ordine. Le lotte tra i vari gruppi politici si spostano sulla rete tra le pagine del sito. Una "pecca" tecnica fa si che ogni notizia editata (ad esempio sostituendo i nomi e cognomi con delle XXXX) lasci una copia (non-editata) sulla rete in un archivio tutt'ora consultabile.

A dicembre 2006, il collettivo di persone che gestisce indymedia decide quindi di chiudere al fine di rimettersi in discussione.

Nei primi mesi del 2007 iniziano a rinascere i nodi locali, non più un'indymedia per tutta la penisola, ma una per ogni regione, o meglio per quelli che riescono a completare tutto il burocratico "process di iscrizione" (insieme di documenti e dichiarazioni a certificazione delle buone intenzioni nella creazione del nodo indymediatico).

Arriviamo ai giorni d'oggi, 8 nodi sono stati aperti (Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Roma, Liguria, Calabria) e uno è in via di apertura (Abruzzo)...

Qualche spunto di riflessione

Scrivo queste righe sperando generino critica, riflessione e possano contribuire a far sì che uno strumento non diventi più, come lo era un tempo, un'arma a doppio taglio.

Oggi (venerdì 4 luglio 2008) rinasce indymedia italia, molte persone sono le stesse di allora, altre sono cambiate.
Alcuni problemi rimangono però quelli di un tempo.
Anonimi e infami affollano il newswire, spesso fuori dal controllo degli admin che, sotto loro stessa ammissione, non possono rimanere vigili 24 h su 24.

Alcune volte il sito viene usato per generare zizzania (Emilia Romagna), per rancori personali (Piemonte), pubblicando o no notizie a propria discrezione (Lombardia).

Qualcosa però si può fare per limitare questi problemi.

  • Partecipare direttamente a indymedia (munitevi di molto bicarbonato per reggere l'acidità di stomaco che questa decisione genererà)
  • In caso di commenti/notizie infamanti e delatorie avvertire la lista del nodo interessato (scrivere una email alla lista di gestione, si possono usare i seguenti link: Piemonte, Calabria, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Roma e Napoli).
  • Entrare nella chat dedicata e spiegare il problema, il canale è #indymedia (è il metodo più veloce)
  • Nel caso si conoscano personalmente gli admin contattarli direttamente

don't hate the media, resist the media

uno, nessuno e centomila

APPROFONDIMENTI
Il triste declino di Indymedia da infoshop.org

L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
 L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge



|Napoli, 10 luglio 2008|
Il titolo più adatto a quel che sta avvenendo da questa mattina in Campania sarebbe: "L'esportazione della democrazia inizia a tornare a casa". I militari che siamo soliti vedere in azione nei diversi territori di guerra dove il nostro paese infaustamente opera, da oggi, sono di stanza a Chiaiano..

Questa mattina uomini e mezzi dell’esercito sono entrati nella cava di Chiaiano, supportati da un ingente numero di forze dell'ordine (tornate da settimane nel sito), per presidiare l’area dove dovrebbero essere avviati i lavori per la realizzazione della discarica. Quindi dopo Acerra, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, ecco un'altra "zona di guerra", circondata dal filo spinato e irrobustita dai fucili spianati dei soldati. L'esercito arriva giusto il giorno dopo l'approvazione al Senato del decreto rifiuti, diventato legge attraverso il voto compatto del governo Berlusconi e l'astensione del Partito Democratico.

Subito dopo l'arrivo dei mezzi militari sono tornati in strada anche i cittadini di Chiaiano e Marano, che stanno continuando da settimane i presidi e le manifestazioni contro la discarica. Attraverso l'oramai testato strumento dello "slow walking" hanno bloccato e paralizzato il centro partenopeo camminando di continuo sulle striscie pedonali, prima in via Marina, poi in via De Petris. Hanno annunciato di voler andare a depositare la raccolta differenziata autogestita sotto Palazzo Salerno, sede della struttura di supporto al sottosegretario alla monnezza Bertolaso.

Niente più inceneritore ad Agnano
Il sindaco Iervolino, con la sua prepotenza e saccenza, aveva annunciato che l'ex base della Nato sarebbe stato il sito che avrebbe accolto l'inceneritore di Napoli. Aveva (stra)parlato dell'assoluta idoneità del luogo e delle condizioni di sicurezza dell'impianto.. Oggi arriva il passo indietro, lo stesso Bertolaso, in seguito alle sollecitazioni e alle proteste dei comitati e dei cittadini, ha dovuto ammettere l'impraticabilità della cosa.. Il sottosegretario ha annunciato che entro la fine di luglio verranno trovati altri spazi disponibili insieme al sindaco, per poter dare il via ai lavori a settembre. Da brividi i primi due nomi fatti: Scampia, luogo simbolo delle schifezze combinate nelle periferie napoletane, lasciate nell'oblio, nelle mani della camorra e dell'eroina; Gianturco, al fianco del centro sociale Officina 99, sito già preso in considerazione in passato e poi abbandonato per le proteste dei cittadini.

>> guarda il video del Corriere del Mezzogiorno

>> guarda la fotogallery de La Repubblica di Napoli

Pistoia - Vergognoso accordo tra provincia ed esercito

Inviato da autonomix | 8 Lug, 2008

I militari che abbandoneranno l'esercito per ragioni personali e senza demeriti saranno reinseriti nel mondo del lavoro grazie a particolari facilitazioni, venendo segnalati ai centri per l'impiego dalle istituzioni stesse visto l'importante ruolo svolto dai suddetti nel corso del periodo di leva: questo è quanto emerge dal vergognoso accordo siglato nella giornata di ieri tra la provincia di Pistoia, il comando militare dell'esercito e l'ente per l'inserimento nel mondo del lavoro dei militari congedati, il tutto senza che nessuna forza politica, sinistra radical-chic compresa, lanciasse un grido di sdegno nei confronti della vicenda.

La manovra organizzata dal presidente della provincia, il piddì Gianfranco Venturi, sembra essere solo la punta dell'iceberg di un piano criminoso che potrebbe estendersi in breve tempo a tutte le altre città italiane, in segno di una "rinnovata collaborazione tra Esercito ed Istituzioni". Ma la realtà è ben diversa e questo falso spirito collaborativo nasconde il prezzo da pagare da parte di migliaia di giovani disoccupati e precari: entro pochi mesi, forse settimane, il governo manderà infatti nelle piazze oltre 2500 soldati per "pattugliare" le strade e combattere la criminalità, militarizzando di fatto il territorio. Si annuncia dunque uno "scambio di cortesie" tra gli organi di potere: da una parte l'impegno dello stato maggiore dell'esercito (in un primo momento demagogicamente critico nei confronti della risoluzione) in un efficace azione di ordine pubblico, dall'altra favori di stampo clientelare verso i “difensori della patria”. E chi sarà a farne le spese? I soliti noti, naturalmente.

Che se ne dica, sono centinaia i giovani pistoiesi che ogni giorno cercano disperatamente un lavoro con cui costruirsi un futuro, spesso costretti ad estenuanti (ed inutili) file di attesa negli uffici di collocamento per poi sentirsi dire "riprova tra qualche mese, sarai più fortunato" ed ogni volta è sempre la stessa storia, e molti sono anche quelli che vengono ricusati per le loro idee e i loro impegni politici (sindacalisti, anarchici). A questo possiamo aggiungere l’oramai formalizzato diritto degli ex militari ad avere per primi un lavoro, magari sicuro, ben remunerato, magari che non richieda grossi impegni o sacrifici, mentre chi da mesi o addirittura anni attende la possibilità di avere una misera busta paga per poter semplicemente vivere e nulla più può mettersi l’anima in pace: il lavoro ai meritevoli, prima di tutto.

La situazione in cui versano le frange emarginate della popolazione si fa quindi sempre più grave, acuitasi anche a causa della politica securitaria del nuovo governo e del beneplacit dell' "opposizione", ed assistiamo all’ennesimo imbroglio col quale il potere vuol far pesare sulle spalle dei più l’interesse di pochi: a Pistoia come in tutta la penisola, gli anarchici sono pronti a lottare e a mobilitarsi, ancora una volta, contro l’ipocrisia del potere e dei suoi servi! Non basteranno bestie in divisa a fermarci!

Anarchici Pistoiesi

http://anarchicipistoiesi.noblogs.org

La val Susa non è d'accordo! Un migliaio in assemblea contro l'accordo di Pra-Catinat e il Progetto Fare

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008
La val Susa non è d'accordo! Un migliaio in assemblea contro l'accordo di Pra-Catinat e il Progetto Fare

Bussoleno, 4 luglio 2008
Tutti d'accordo? Non proprio...
Il popolo-movimento No Tav si è ritrovato ieri in una delle sue assemblee storiche, di quelle che segnano i momenti di passaggio o rottura... una chiamata a raccolta lanciata nei giorni scorsi dai comitati popolari per costruire collettivamente la risposta all'Accordo firmato dai sindaci e dal presidente dell'Osservatorio Tecnico Mario Virano la scorsa domenica  a Pra Catinat, ma anche per scofessare in Progetto Fare proposto dai tecnici della Comunità Montana (con l'avvallo della Conferenza dei Sindaci).

Che fosse il clima delle grandi occasioni lo si percepiva nell'aria lungo tutta questa settimana vissuta con rabbia e volontà di riscatto da una valle che si è sentita "tradita" e non più "rappresentata" dai propri amministratori; lo si intuiva dai commenti nei bar e dalle imprecazioni nei mercati contro chi ha sevenduto il vantaggio e il punto di forza del movimento alla lobby del Tav ("Treno Antonio Virano" come l'ha ribattezzato Alberto Perino) e al partito trasversale degli affari.

L'assemblea si è aperta con una breve introduzione di Alberto Perino (> ascolta) che ricordava l'urgenza e delicatezza del momento. La parola è quindi passata agli ingegneri Marina Clerico e Claudio Cancelli del Politecnico di Torino (nonché residenti valsusini e militanti NoTav) che hanno de-costruito l'impianto dell'accordo e del progetto tanto sul piano tecnico quanto su quello più schiettamente politico.
> L'intervento di Marina Clerico

> L'intervento di Claudio Cancelli

Rifondazione Comunista e Indipendenti di Sinistra escono dalla Comunità Montana
Tra i dati salienti della serata la pubblica rottura di Rifondazione Comunista di valle e del raggruppamento degli indipendenti di centro-sinistra che sono fuoriusciti dalla maggioranza della Comunità Montana, ritirandovi i relativi assessori.
Due comunicati che, nelle differenti sfumature di tono ribadivano concetti comuni:
[non] "ci presteremo a svendere le lotte che, anche altrove, grazie all’esempio della nostra lotta, sono nate ed hanno messo in discussione poteri che sembravano invincibili. Altri continuino sulla strada di “progettare la progettazione”; noi proseguiremo nella resistenza aperta".  (Rifondazione Comunista)

"Il tempo, la storia, ripartirà noi tutti nelle caselle della coerenza, della ragione, della dignità, dell'ambiguità, della doppiezza, dell'opportunismo. "A ciascuno il suo", affermava Sciascia.
Pertanto in un contesto economico ed ambientale del Paese, che non è certo migliorato nell’ultimo periodo, si possono solo confermare le ragioni del NO all’Alta Velocità ferroviaria". (Indipendenti di centro-sinistra)

> Il comunicato di Rifondazione comunista (val Susa)


> Il comunicato degli Indipendenti di centro-sinistra

> L'intervento di Nicoletta Dosio in assemblea

Gli amici che continuano a marciare con noi
Presente anche alla serata, in rappresentanza dei sindaci dissidenti, anche Loradana Bellone e Rino Marceca per gli amministratori contrari al percorso dell'Osservatorio Tecnico. Loredana ha anche comunicato ai presenti la solidarietà dell'europarlamentare Giulietto Chiesa.
Interviene anche Vittorio Agnoletto, ricordando la funzione-trappola giocata dall'osservatorio per spaccare l'unità movimento-sindaci spiegando come, "vista dall'Europa", tutta la manovra Virano appariva in tuttla sua evidenza di truffa e raggiro a danno delle ragioni del No Tav.
> L'intervento di Loredana Bellone (sindaco di san Didero)

> L'intervento di Vittorio agnoletto (europarlamentare)

Né Accordo, né F.a.r.e. né tunnel di base
L'assemblea si è infine chiusa con la lettura pubblica (discusssa e corretta a più riprese dai* presenti) del comunicato pubblico dell'assemblea popolare.
Un buon esempio della distanza che corre tra la democrazia dal basso del movimento e quella secretata nel chiuso delle stanze della Conferenza dei Sindaci.

Il movimento No Tav in assemblea ribadisce dunque la sua ferma opposizione: all'Accordo di Pra-Catinat, al progetto Fare, alla realizzazione di qualunque tunnel di base o nuova infrastruttura in valle. E rilancia con la proposta di una mobilitazione di carattere nazionale No Tav da costruirsi per il prossimo autunno e la preparazione di una fiaccolata serala in contemporanea del prossimo tavolo politico (prevista per fine luglio).
> L'intervento in assemblea di Lele Rizzo (com.lotta popolare/askatasuna)

IX CAMPEGGIO NO TAV (21-27 luglio 2008)
(programma completo - clicca sotto)

Torino - Minacce di sgombero del Mezcal

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008

Dal viscidume di CronacaQui

«Via gli squatters dalla Certosa Reale»
Anarchici, il sindaco chiede lo sgombero

COLLEGNO 04/07/2008 - «Via gli squatters dalla Certosa Reale». Il sindaco Silvana Accossato è stata molto chiara ieri mattina, quando ha incontrato il prefetto Paolo Padoin. Tra gli argomenti più discussi la situazione riguardante il padiglione 21, di proprietà dell’Asl To3, che da due anni è occupato da un collettivo di anarchici che, a quanto pare, mal si conciliano con la cittadinanza. «Abbiamo ricevuto le giuste lamentele di alcuni cittadini residenti nel nostro centro storico e nell’area centrale per il rumore dovuto a musica troppo alta nelle notti di sabato e domenica scorsi - racconta la prima cittadina -. I cittadini pensavano fosse dovuto agli spettacoli di Colonia Sonora, la nostra rassegna musicale che si tiene nel cortile della Lavanderia a vapore. Abbiamo presto chiarito che il disagio, invece, era causato da una sorta di concerto non autorizzato organizzato dagli occupanti del padiglione 21».

Insomma, dopo che l’estate scorsa si erano scatenate le polemiche per i volumi troppo alti del festival regolare, ora che queste sembrano rientrate subentrano quelle sui rave-party, rigorosamente non autorizzati, degli squatters. «Ho chiesto al prefetto di intervenire in modo risolutivo per una situazione che da troppo tempo si trascina e periodicamente presenta elementi di grave turbativa dell’ordine pubblico - dice Accossato -. E lui mi ha assicurato che si occuperà con sollecitudine di tutta la vicenda». Dunque, la permanenza degli occupanti del padiglione potrebbe avere i giorni contati.

APPELLO INTERNAZIONALE PER LA MANIFESTAZIONE DEL 19.7 2008 A BRUXELLES

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008
Cari compagni, care compagne
il grande lavoro di solidarietà sviluppatosi contro i tentativi della repressione di attaccare il processo di costruzione del Soccorso Rosso (S. R.) in Belgio, come pure quello a livello internazionale, mostra i primi frutti.

* Tre dei quattro prigionieri sono stati rilasciati, sono a piede libero ma non è stato ancora ritirato il mandato di cattura. Al rilascio sono stati accolti da numerosi amici, parenti e compagni, con bandiere e striscioni. Vari media borghesi erano presenti e, alla TV, hanno dovuto trasmettere la calorosa accoglienza che hanno ricevuto quando sono usciti a pugno chiuso alzato dal carcere.

* Jean-François è ancora in sciopero di fame. L’accusa è stata costretta ad arretrare e ad ammettere che frequentare le riunioni del Soccorso Rosso non è un reato!!! Solamente il contatto con Bertrand Sassoye, con cui ha passato anni in carcere, non era permesso!! Jean-Francois continua lo sciopero della fame! A lui va tutta la nostra solidarietà.

* Nei media borghesi sta cambiando l’atteggiamento ora più a favore dei nostri compagni.
Stanno mettendo in discussione la nuova legge antiterrorismo e le sue prime applicazioni concrete e ciò fa crescere la pressione sull’accusa.

* In Belgio il S.R. si sta rafforzando ed è la migliore risposta a questo attacco della controrivoluzione preventiva. Sono sorti numerosi gruppi di solidarietà con i 5 prigionieri, i familiari si incontrano nel locale dove lavorava Bertrand, appena i bambini sono a scuola. Il capo di Bertrand, dopo aver organizzato una conferenza stampa, sta allestendo un’esposizione nel locale ed il suo editore ha fatto pubblicare nei mass media borghesi propaganda per i suoi libri. Libri che Bertrand aveva pubblicato con un pseudonimo, cosa però venuta alla luce dopo il suo arresto.

* La solidarietà internazionale è molto forte. Dall’Italia, dalla Germania, dalla Francia e dalla Svizzera ci giungono comunicati di solidarietà e resoconti su iniziative solidali svoltesi in vari paesi. Anche qui verifichiamo che la repressione preventiva avanza ma, ad essa dialetticamente corrisponde la crescita dell’organizzazione della solidarietà.
La capacità di mobilitazione in Belgio ed in Europa lo mostra chiaramente: è possibile fare fronte alla controrivoluzione che agisce internazionalmente, almeno nei suoi singoli attacchi. I/le compagni/e liberati/e o le migliori condizioni di carcerazione ottenute sono a testimonianza.

Sabato 19 luglio il Soccorso Rosso Belga assieme al Soccorso Rosso Internazionale organizza una manifestazione davanti al carcere di Bruxelles.
La solidarietà già espressa con altre iniziative, l’ultima con 500 partecipanti, mostra che la pressione della solidarietà di classe nelle strade è un’arma.
Il 24.7 sarà un appuntamento importante davanti alle sbarre della giustizia di classe per la questione del presunto contatto con il Pc p-m!
Aumentiamo la pressione di classe dal basso! Partecipiamo tutti/e a questa iniziativa internazionale: venendo in prima persona a Bruxelles, inviando comunicati oppure organizzando “a casa propria” una qualsiasi forma di solidarietà.
Fate sapere se venite a Bruxelles, inviate comunicati e chi volesse proiettare il DVD, sottotitolato in italiano, sulla storia delle C.C.C. (Cellule Comuniste Combattenti), organizzazione nella quale aveva militato Bertrand Sassoye,lo può richiedere a info@rhi-sri.org

Mandate cartoline a Bertrand ed a Jean-Francois, anche volantini, manifesti od altro a:
Jean-François Legros, Prison de Verviers, 81, Ch. de Heusy, B-4800 Verviers
Bertrand Sassoye, Prison de Forest, Avenue de la Jonction 52, B-1190
Bruxelles

LA SOLIDARIETÀ E’ la NOSTRA ARMA

www.rhi-sri.org - www.secoursrouge.org

Territori militarizzati: Chiaiano blindata, esercito ad Acerra. Lunedi manifestazione ad Agnano (interviste)

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2008
Territori militarizzati: Chiaiano blindata, esercito ad Acerra. Lunedi manifestazione ad Agnano (interviste)


|Napoli, 28 giugno 2008| Prime luci di militarizzazione dei territori per decreto legge. Dal primo consiglio dei ministri di Napoli si è molto parlato del muscolare sprint con l'elmetto che il governo avrebbe voluto dare ai suoi diversi piani d'intervento, di cui quello dei rifiuti è uno dei suoi propagandistici pilastri. Alla realtà dei fatti finora si è tutto rivelato sotto la dicitura "spot", nel tentativo di far trasparire una sicurezza ed un interventismo che oggi non esiste. Ad esempio, Chiaiano ed il suo presidio anti-discarica sono ancora la, che aspettano le ruspe di Bertolaso.. Ed oggi, all'arrivo dei primi militari ad Acerra, il siparietto non può che essere ridicolo: Berlusconi vuol mostrare i muscoli mettendo la guardia armata ad una struttura fantasma, immersa nella campagna, circondata da gabbiani e cani randagi, abbandonando i "suoi ragazzi" sotto il sole, nel fetore dell'immondizia accatastata..

Stamattina sono arrivati i primi sessanta militari dell'esercito, scortati dalle forze dell'ordine (..), per presidiare l'inceneritore di Acerra, che dovrebbe essere pronto entro dicembre, con otto anni di ritardo.. Non sono chiari i tempi, che ben presto potrebbero dilungarsi, ne è chiaro quale azienda continuerà i lavori, potrebbe non essere la Fibe-Impregilo ma una nuova impresa assoldata da Bertolaso, dato che il decreto rifiuti da poteri al governo di nominare direttamente le aziende appaltatrici senza bisogno di passare per bandi pubblici. Altro interrogativo riguarda le modalità di intervento: in teoria l'inceneritore di Acerra è ancora sotto sequestro dalla magistratura. Sono stati comunque affissi i cartelli gialli "Area d'interesse nazionale Vietato l'ingresso Sorveglianza armata", le sentinellle dell'esercito ora stazionano con i mitra a tracolla.

Naturale la reazione di rabbia della popolazione di Acerra, manganellata nell'agosto di quattro anni fa dall'allora governo Berlusconi, che decise di usare la mano dura contro le 30mila persone che manifestarono contro l'inceneritore. Il film/documentario Biutiful Cauntri ben illustra la realtà di Acerra: la terra delle pecore morte e del latte infettato, degli uomini e delle donne con il più alto tasso di tumori del nostro paese, dei campi e delle tenute infestate dalla diossina.

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29 giugno - aggiornamento: Mentre il premier Berlusconi ha annunciato che martedi 1 luglio sarà a Napoli con il sottosegretario all'emergenza rifiuti Bertolaso per prendere visione dei lavori e per effettuare dei sopralluoghi (..), i cittadini che si stanno mobilitando contro l'inceneritore di Agnano hanno annunciato un primo momento di protesta per la giornata di lunedi 30 giugno, con il quale tenteranno di portare la loro opposizione alla riunione del consiglio della X municipalità.

Conclusione dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione: tutti d'accordo!?

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2008
[Tav] Conclusione dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione: tutti d'accordo!?


[Valsusa/Torino, 29 giugno 2008] Con una conferenza stampa nella Prefettura di Torino è stato presentato, rimbalzando su ogni media, il documento finale per la prima sessione di lavori dell'Osservatorio tecnico sulla Torino Lione presieduto da Mario Virano. Il luogo dell'accordo si è dimostrato tale, commissario straordinario, sindaci della Valle, tecnici del governo e della Comunità montana, e istituzioni piemontesi hanno sancito il lavoro comune nel fare il Tav. Lasciando per un attimo da parte la propaganda mediatica, e allegando a lato il testo dell'accordo (in pdf), possiamo dire da subito che sebbene non si parli di tracciati definitivi, il documento è il suggello ad un percorso, quello dell'Osservatorio, che poteva solo portare a decidere il modo politico in cui tentare di realizzare l'opera. E così è stato, anche se nel documento di lineee e tunnel se ne parla, di comune accordo con i poveri sindaci a battere la mani, tutti hanno detto: il Tav si farà. Il come è chiaro: dialogando.

Alla lobby del Tav serviva questo, un si ufficiale da parte della comunità (i sindaci, 32 persone) per dire che il problema è risolto, siamo d'accordo, possiamo partire, cosicchè i finanziamenti europei saranno incassati, i politicanti canteranno vittoria di essere riusciti a mediare e il movimento  è un triste ricordo. Facile da dirsi e anche se nella società dello spettacolo la comunicazione è tutto...ci sono ancora un paio di conti da fare. La nuova era del governo Berlusconi vede un altro tassello incastonato nel mosaico delle cose fatte e dei problemi risolti: dopo i rifiuti di Napoli, la sicurezza per tutti, ecco le grandi opere; la realtà però e che così non è nemmeno su un punto, tutto è rimandato, con finezza e astuzia, ma rimandato e di risolto non c'è nulla. Il discorso sul Tav è complesso e la mediazione raggiunta con le amministrazioni locali è sicuramente dannosa, ma rappresenta ben poco considerando la vitalità del movimento no Tav e nessuna ombra di tracciato ufficiale.

Sono parole che però aprono delle strade chiare a chi vuole realizzare l'opera a tutti i costi e in questo i sindaci valsusini sono dei poveri complici, pavoneggiati dal governo, si sono ritagliati il ruolo degli utili idioti in questa vicenda. Prima con Prodi ora con Berlusconi hanno gettato le basi per un rapporto di potere che li lega strettamente a quel partito trasversale degli affari che vuole il Tav. Hanno presentato un tracciato alternativo, il Fare, un misto di lavori tecnici da fare in 50 anni, che però nasce calato sulle teste dei valsusini e che di per sè rappresenta una disponibilità a collaborare che prima non c'era mai stata. Forse credono in un ennesimo modo di dilatare i tempi, pensa qualcuno quando vede le foto dei blocchi del 2005, ma loro si sono già estromessi, volano alto, sono ri-diventati solo sindaci, e quindi come tutti gli altri, non più sindaci di movimento.

Il movimento dal canto suo ha poco da dimostrare, lo ha già fatto e lo sta facendo, l'ultima edizione di compra un posto in prima fila ha dimostrato una disponibilità alla resistenza che a tre anni dalle lotte di Venaus non era scontata e da lì riparte. L'Osservatorio prima fase si chiude comunque con una proposta di tracciato che Ltf ha fatto, e che per tutti i fan dell'alta velocità è la migliore in assoluto, tracciando una ferrovia veloce che s'interra nei paesi, che costeggia l'autostrada, che probabilmente farà crescere le margherite ad ogni treno che passa. Ed è su questo che i media dichiarano vincitori i proponenti e chiedono al movimento su quali basi ancora si oppone. Il no al Tav è un punto chiaro e fermo, significa la non accettazione di un ennesima infrastruttura che la valle deve subire, non serve neanche dire che questo fantomatico trasporto delle merci tutto su treno non è fattibile, nemmeno che la crisi economica mondiale non è destinata ad esaurirsi molto in fretta, nemmeno che un km di alta velocità costa a chi paga le tasse 60 milioni di euro, tanto nessuno lo pubblicherà mai. Servirà dimostrarlo, quando avranno un tracciato definitivo e li si che faremo la conta, a "moda nostra" come si dice nella Valle che Resiste.

PRIDE DI BOLOGNA E FERMO DI GRAZIELLA(aggiornamenti)

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2008
In 200mila invadono le strade di Bologna! Cortei a Parigi e Berlino, incidenti a Brno e Sofia (interviste)


|Bologna, 28 giugno 2008| Dalle due torri fino a piazza 8 Agosto, passando per i Giardini Margherita, un lungo e variegato serpentone ha portato circa 200.000 persone nelle strade di Bologna in occasione del GLBTQ Pride nazionale.

Alle 14 erano già diverse migliaia le persone che da piazza Ravegnana hanno partecipato alla prima parte del corteo, senza camion ma con alcuni simpatici sostituti come tandem, carrelli o una portantina trainata da due biciclette…

Dai giardini Margherita la parata si è sviluppata in tutte le sue forme e colori con ben 32 carri inframezzati da molti altri gruppi. In testa molte realtà GLBT, le associazioni di donne, quelle dei genitori di omosessuali, le famiglie arcobaleno, poi Facciamo Breccia, i gruppi atei ed agnostici, ed in coda le realtà di movimento: il camion della rete QueeringBo, quello del Laboratorio Crash e di “Guai a chi ci tocca”.

Dallo spezzone del QueeringBo vengono distribuiti dei “pacchetti sicurezza” alternativi a quelli del governo: contengono un preservativo, una Galaxy Card, in sostituzione dei banali passaporti per poter girare il mondo, una Ru486-mentina, perché quella vera ancora non è possibile trovarla ed un kit "sniffa pulito".

Sul camion del Laboratorio Crash! c’è una cupola di S.Pietro trafitta da un surf che rappresenta la capacità di superare la palude di rigurgiti clerico-fascisti, “Surfando su un fiume di desideri”. Sull’altro lato alcuni robots dei ragazzi della Roboterie di Roma esprimono il bisogno di andare al di là dei generi biologici fino a chiedere il diritto all’autodeterminazione anche ai robots, “I need other genders… become robot!”

Verso le 17,30 il corteo passa di fronte al cassero di Porta Saragozza, un luogo storico del movimento Glbq perché la sede storica del movimento occupata nel ’82 ed ora consegnata alla Curia e diventata un museo alla Madonna di S.Luca… I ragazzi e le ragazze di Facciamo Breccia  e Fuori Campo vogliono ricordare l’importanza di quel luogo e, non senza qualche resistenza da parte della polizia, lo circondano con un lungo tessuto rosa. L’azione suscita l’entusiasmo del resto della parata e sono molti quelli che aiutano a reggere il lungo drappo come simbolo contro l’ingerenza della Chiesa.

>> ascolta l’intervista a Renato del collettivo AntagonismoGay e della rete Facciamo Breccia

Quando, alle 19, la testa della parata comincia ad entrare in piazza 8 Agosto già gremita di gente, il resto della parata ancora si snoda sui viali. Raccogliamo qualche valutazione della giornata.

>> ascolta l’intervista ad Enzo della rete QueeringBo

>> ascolta l’intervista a Melissa del Laboratorio Crash!

All'arrivo in via Indipendenza, la testa del corteo ha intonato "Bella Ciao", chiusa dal coro "meglio froci che fascisti". In piazza 8 Agosto il comizio ufficiale dal palco della piazza ha concluso la parata con l’alternarsi al microfono degli esponenti di alcuni tra i principali gruppi e associazioni promotori della parata.

>> ascolta stralci dall’invervento di Porpora del MIT

>> leggi il comunicato di Facciamo Breccia, diramato in seguito al fermo di polizia subito da Graziella
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Word Pride 2008: cortei a Parigi e Berlino,
incidenti a Brno e Sofia, intolleranza a Gerusalemme

GLBTQ Pride si sono svolti, oltre che a Bologna, anche in tante altre città del mondo. Due manifestazioni importanti sono state quelle di Parigi e Berlino. Nella capitale francese 400mila persone hanno sfilato da Denfert-Rochereau alla Bastiglia, dietro lo striscione "Per una scuola senza discriminazioni", in un corteo composto da 74 carri. Due cortei hanno invece percorso le vie di Berlino: 500mila i partecipanti. La manifestazione principale si è mossa dalla storica Unter den Linden, con alla sua testa Rudolf Brazda, 95enne omosessuale uscito vivo dalle persecuzioni naziste e dal campo di concentramento di Buchenwald. L'altro corteo, di dimensioni minori ma più radicale nei contenuti, ha sfilato per i quartieri di Kreuzberg e Neukoell. In Repubblica Ceca, a Brno, militanti dell'estrema destra hanno cercato di disturbare la sfilata del Pride lanciando uova e fumogeni, tre contestatori sono stati arrestati. In Bulgaria, a Sofia, la prima sfilata del Gay Pride ha trovato l'intolleranza e la violenza fascista di una sessantina di esponenti dell'ultra-destra, i quali hanno attaccato il corteo con una bomba molotov, uova sassi e bastoni, venendo poi tutti arrestati. Israele si conferma un paese ostico dove poter vivere liberamente la propria identità: come già successo negli anni passati, ebrei ultraortodossi ed estremisti di destra hanno tenuto una contromarcia a Gerusalemme, rispondendo così ai pride di Tel Aviv e Gerusalemme svoltosi lungo il mese di giugno, i quali han registrato tensioni e tafferugli tra manifestanti ed intolleranti. Infine, negli Stati Uniti, tutto è pronto per dar il via al 38esimo Gay Pride americano di San Francisco, il quale sarà accompagnato anche dalle manifestazioni che si svolgeranno a New Yok Chicago Seattle Houston e Honolulu. Il 28 giugno è il 39esimo anniversario degli scontri che avvennero nel 1969 a New York nel locale gay Stonewall Inn al Village tra polizia e clienti.


Presentazione del GLBTQ Pride nazionale, oggi la sfilata per le vie di Bologna!

Oggi 28 Giugno 2008 l'estate bolognese sarà invasa da decine di migliaia di corpi desideranti!

Il GLBTQ Pride nazionale quest'anno assume un'importanza particolare per il clima tetro in cui si viene a calare. Un momento in cui rialzano la teste poteri omofobi, razzisti, fascisti e clericali. Purtroppo gli esempi sono molteplici: dalle aggressioni delle ronde bestiali contro le lavoratrici transgender, alle campagne contro un diritto fondamentale dell'autodeterminazione del proprio corpo come il diritto all'aborto,, alle dichiarazioni dell'ennesimo esponente del potere Vaticano che non perde l'occasione di delirare sulla pericolosità dell'omosessualità...

Fortunatamente, però, sono molti i soggetti che a questo imbarbarimento hanno saputo rispondere ribadendo che il proprio desiderio non può essere normato, gestito, catalogato in, ormai superati, generi biologici. E' scesa in piazza la voglia di autodeterminazione, di lotta nella difesa di diritti acquisiti come nel rilancio verso nuovi immaginari ed si è espressa neli fischi contro il Ferrara antiabortista, in un 8 marzo di lotta, nella manifestazione antifascista di Verona... e si esprime continuamente in quei luoghi che continuano a costruire città antifasciste, antirazziste, antisessite.

Il Pride sarà attraversato da questi soggetti resistenti: dalle diverse associazioni globtq alle realtà antifasciste, antirazziste bolognesi che dallo spezzone QueeRingBo sapranno comunicare la voglia di essere tutte quelle identita' e differenze negate da un potere clerico-fascista sempre più invadente e infestante.

						
						
						
						

Tutte/i con Graziella. Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna
Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano. Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un'istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all'ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l' uomo che l'aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la "signora" non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per "Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza". Graziella stava partecipando ad un'azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio. Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l'azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte. Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay – Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002. Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di "sicurezza" messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un'azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un' attivista riconosciuta da tutte e tutti. Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia è stata causata da un abnorme "equivoco". Coordinamento Facciamo Breccia www.facciamobreccia.org

Domenica 29 luglio ore 21.00 - Reading + presentazione

Inviato da autonomix | 28 Giu, 2008
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Chiaiano, cresce la militarizzazione, non si fermano le proteste! Agnano si prepara a resistere (interviste)

Inviato da autonomix | 28 Giu, 2008
Chiaiano, cresce la militarizzazione, non si fermano le proteste! Agnano si prepara a resistere (interviste)


|Napoli, 27 giugno 2008| Una settimana calda quella napoletana, iniziata con l'annuncio del sottosegretario all'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, continuata con la conferenza stampa del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Dal governo è arrivata la conferma dell'individuazione di Chiaiano come loco dove costruire una discarica da 500mila tonnellate di monnezza, dal Comune è stata indicata la scelta del sito da adibire ad inceneritore del napoletano. Un tratto comune ha accompagnato questi due annunci: l'interessata trasversalità (politica e mediatica) nel presentare i due progetti come pacificati ed innocui, La Repubblica di Napoli titolava "Chiaiano accetta la discarica" e la Iervolino si presentava dinnanzi alla stampa sostenendo la non pericolosità degli inceneritori.. Le popolazioni campane non si sono ovviamente prestate a questo gioco, tornando in piazza e preparando l'opposizione.
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CHIAIANO: UN CORTEO DI 139 AUTO BLOCCA LA TANGENZIALE!

La risposta dei cittadini di Chiaiano, Mugnano, Marano, non si è fatta attendere: dopo l'annuncio del sottosegretario Bertolaso sono stati fatti blocchi stradali alla rotonda Titanic, è stato occupata la sede dell'VIII municipalità di Napoli. Il governo ha ribadito come il sito da adibire a discarica verrà presidiato non solo dalle forze dell'ordine, ma anche dall'esercito: per il momento, quel a cui Chiaiano sta assistendo è una crescente militarizzazione del territorio da parte delle forze dell'ordine, delle cave come delle strade, con uomini e mezzi. I manifestanti a questo han risposto rinforzando le molteplici barricate presenti da mesi lungo le strade, via Cupa del Cane è praticamente ostruita al passaggio di mezzi. Inoltre, il comitato in difesa delle cave di Chiaiano ha messo in campo una riuscita e comunicativa azione di protesta contro la conferma del sito nella giornata di mercoledì: 139 auto, ad una velocità di 20 km/h, hanno formato un corteo lungo la tangenziale che collega Pozzuoli a Napoli, bloccandola per ore, mandando in tilt la circolazione partenopea per dimostrare che effetti avrebbe il traffico cittadino con i 139 autocompattatori che dovrebbero passare quotidianamente lungo le arterie di comunicazione dirette alle cave di Chiaiano.

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AGNANO: PRIMI PRESIDI ED ASSEMBLEE CONTRO L'INCENERITORE!

Individuato il sito dove è previsto sorga l'inceneritore per la provincia di Napoli: nel quartiere di Agnano, tra Bagnoli e Fuorigrotta, nella sede dell'ex spaccio Nato. Un quartiere già appesantito dai disastri strutturali creati in passato, alimentato da decenni da promesse di rilancio del quartiere. Zona fortemente popolata, roccaforte operaia, figlia della vita e delle lotte all'Italsider di Bagnoli. Negli ultimi anni era sembrato che per il quartiere fosse in cantiere una riqualificazione, finora tentato attraverso la costruzione/ristrutturazione di infrastrutture da utilizzare per gli "eventi napoletani". Zona ad alto rischio sismico, oltre che collocata alle pendici della solfatara, vulcano ancora attivo. Nonostante tutto ciò, il sindaco Iervolino ha indicato Agnano come quartiere predisposto ad accettare l'inceneritore.. facendolo, tra l'altro, sfacciatamente, ciò negando ogni rischio per le aree limitrofe al termovalorizzatore.. Le popolazioni di Agnano, Bagnoli e Fuorigrotta hanno già fatto arrivare il loro niet: subito dopo l'annuncio del Comune si sono svolte assemblee, presidi e blocchi, vi sono stati già i primi segnali di mobilitazione, in preparazione di un'opposizione forte e determinata contro l'ennesimo strumento di morte.

ascolta/scarica l'intervista con Massimo
del comitato dell'Assise di Bagnoli e della Rete Campana Salute e Ambiente

No ai CPT. Né in Veneto, né altrove!

Inviato da autonomix | 28 Giu, 2008

Sabato 28 giugno 2008 13:22 No ai CPT. Né in Veneto, né altrove!

Blitz all’ex caserma Primo Roc di via Roveri ad Abano

Guarda le fotografie dell’iniziativa

Il nuovo Ministro dell’Interno Roberto Maroni ne vuole uno in ognuna delle sei regioni dove ancora questi centri non c’erano: Toscana, Liguria, Veneto, Marche, Umbria e Campania.
Cambia il nome da CPT a CIE (Centri per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini) e il tempo di trattenimento massimo che raggiunge i 18 mesi.
In Veneto la proposta di utilizzare l’ex caserma Primo Roc di via Roveri ad Abano ha scatenato polemiche da destra e da sinistra. In prima fila il sindaco di centro destra Andrea Bronzato secondo il quale la presenza del centro danneggerebbe la zona turistica di Abano.
Un centinaio di attivisti contro ai Cpt oggi verso le 13.00 ha raggiunto il sito prescelto e tracciato scritte sul muro della Caserma, ancora attiva. Sono stati appesi striscioni con scritto "No ai CPT. Nè in Veneto, nè altrove!" e "Paroni a casa nostra, Maroni a casa sua". "Non chiedetevi dove sarà fatto, ma se riusciranno a farlo!", scrivono gli attivisti nel comunicato diffuso al termine dell’azione.

Vedi anche:
Nessun Cpt nelle Marche!
Ancora morte a Venezia, frontiera d’Europa
Sherwood Festival, Padova - Un giorno senza di noi. Incontro delle realtà migranti autogestite per la costruzione di una giornata di sciopero sociale.
Un giorno senza di noi. Uno sciopero sociale per mostrare come sarebbe un paese senza migranti

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