La polizia carica. Vicentin* occupano i binari!

Inviato da autonomix | 1 Ago, 2008
La polizia carica. Vicentin* occupano i binari! Oggi il benvenuto a Costa

fonte: repubblica.it

Vicenza, i 'No dal Molin'
occupano i binari della stazione

Vicenza, i 'No dal Molin' occupano i binari della stazione

VICENZA - I manifestanti del coordinamento 'No Dal Molin', dopo un primo scontro con le forze dell'ordine, hanno occupato i binari della stazione di Vicenza. La protesta nel corso di una fiaccolata per ribadire il "no" alla nuova base Usa di Vicenza all'aeroporto Dal Molin, dopo il recente sì del Consiglio di Stato, che ha di fatto dato il via libera al governo. L'occupazione è durata circa dieci minuti, e non ha avuto conseguenze sul traffico ferroviario: un gesto simbolico, dal momento che domani arriva a Vicenza il commissario governativo Paolo Costa.

Dopo lo scontro con le forze dell'ordine, che li avevano fatti ripiegare lungo viale Roma, e nel corso del quale ci sono state anche alcune manganellate da parte degli agenti, parte dei dimostranti - circa 2000 in tutto - ha iniziato a correre verso i lati esterni della stazione. In un punto hanno trovato un piccolo cancello aperto che ha rappresentato il varco per la conquista della sede ferroviaria.

Nello scontro di stasera tra forze dell'ordine e dimostranti sono rimasti leggermente contusi due poliziotti, e due o tre dimostranti. La decisione dei 'No Dal Molin' di forzare la mano è arrivata dopo il 'no' opposto dal questore di Vicenza, Giovanni Sarlo, alla richiesta dei manifestanti di entrare nella stazione.

I manifestanti hanno abbandonato volontariamente i binari. E' assai probabile tuttavia che domani la questura, sulla base delle riprese filmate della protesta, possa segnalare alla magistratura gli eventuali responsabili dell'azione.

 

 

da www.infoaut.org

Dopo la risposta immediata di martedì scorso , in seguito al pronunciamento del Consiglio di Stato, Vicenza torna a farsi sentire e ad affermare il proprio NO determinato ad un futuro da retrovia della guerra globale. 3.000 vicentin* sono scesi in piazza ieri sera per dare una risposta forte al sopruso. 

Ci sono stati momenti di tensione e cariche di "alleggerimento" da parte della Polizia che non voleva permettere l'entrata in stazione del corteo. La decisione dei 'No Dal Molin' di forzare la mano è arrivata dopo il 'no' opposto dal Questore di Vicenza, Giovanni Sarlo, alla richiesta dei manifestanti di entrare nella stazione. Dopo un primo contatto con le forze dell'ordine, con qualche contuso tra i manifestanti, alcuni dimostranti sono riusciti a entrare.
Il corteo ha in seguito deciso di spiazzare l'assedio andando ad occupare i binari della stazione per una mezzora.

http://www.youtube.com/v/gFfqlpJVxRE&hl=en&fs=1 Oggi è invece previsto l'arrivo in città del commissario governativo Paolo Costa. Questo tre giorni dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso del Governo ad una sentenza del Tar Veneto favorevole ai contrari al progetto, ha di fatto dato il via libera all'avvio dei lavori della base. Pesante la militarizzzione dell'area antistante la Prefettura con poliziotti in assetto anti-sommossa e blindatura della piazza. I No Dal Molin pretendono comunque di consegnare a Costa il loro foglio di via dalla città. Per maggiori info: www.nodalmolin.it ">Ascolta l'intervisa con Francesco Pavin
Guarda il video della fiaccolata e delle manganellate di ieri:


Oggi è invece previsto l'arrivo in città del commissario governativo Paolo Costa. Questo tre giorni dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso del Governo ad una sentenza del Tar Veneto favorevole ai contrari al progetto, ha di fatto dato il via libera all'avvio dei lavori della base.
Pesante la militarizzzione dell'area antistante la Prefettura con poliziotti in assetto anti-sommossa e blindatura della piazza.
 I No Dal Molin pretendono comunque di consegnare a Costa il loro foglio di via dalla città.

Per maggiori info: www.nodalmolin.it

Il Ponte dell'11 settembre

Inviato da autonomix | 31 Lug, 2008

terrorismoNon ci sarebbe stata solo la mafia italoamericana a volere investire milioni di euro per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Stando alle indagini della Procura di Roma, una parte dei soldi potrebbe essere stata promessa da misteriosi finanziatori arabi. Giuseppe Zappia, l'ingegnere accusato di associazione mafiosa per i lavori del Ponte, ha rivelato l'identità di uno di essi. Si tratterebbe di uno dei congiunti della casa reale dell'Arabia Saudita. Spuntano così pericolosi trafficanti d'armi e agenti segreti, faccendieri e terroristi internazionali. E il sogno del Ponte s'incrocia con le indagati per gli attentati alle Torre Gemelli di New York, l'11 settembre del 2001...

 

leggi l'intervento di Antonio Mazzeo
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Chiaiano : prove generali di riappropriazione

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008
Chiaiano : Prove generali di riappropriazione

Nella serata di ieri il presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica ha consentito ai mezzi delle aziende per la raccolta di rifiuti di pulire parte dell’immondizia accumulata ai fianchi delle barricate. Un operazione necessaria dopo 4 mesi di blocchi e barricate che hanno portato la parte alta di Via Cupa dei Cani in pessime condizioni igienico sanitarie. A seguito dell’intervento di pulizia un nutrito gruppo di attivisti si e’ inoltrato nella Selva fino a giungere a poche centinaia di metri dalle cave. Con grande stupore abbiamo trovato una postazione della Guardia Forestale con tanto di jeep e filo spinato che costituiva un vero e proprio check point per chiunque si fosse inoltrato sui sentieri verso la cava. La presenza di filo spinato rendeva il tutto ancora piu’ lugubre, ed alle domane dei cittadini riferite al fatto se la zona militare cominciasse proprio li’, gli agenti ed i funzionari dell’ordine pubblico non sapevano dare risposta. A quel punto un centinaia di attivisti del presidio hanno cominciato a rimuovere il filo spinato, a forare le gomme dei mezzi della forestale per quello che era un check point assolutamente illeggittimo. La Forestale proteggendosi con gli scudi ha provato ad ostacolare la rimozione del check point ma ha dovuto battere in ritirata davanti alla determinazione dei cittadini. Dopo l’eliminazione del check point il centinaio di cittadini si sono avvicinati fino al limite invalicabile della zona militare mettendo in subbuglio la brigata garibaldi che trova all’interno della cava. Quello di ieri e’ un’atto di ripristino della normalita’ effettuato dal presidio permanente che ha eliminato un check point illeggittimo e invasore.
Una prova generale di quello che faremo il 27 settembre, quando in occasione della manifestazione nazionale a Chiaiano e Marano proveremo a riprenderci la nostra terra.

Presidio Permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica


Ascolta Jatevenne... la canzone del presidio

31 Luglio Critical Mass contro la discarica

Vicenza si difende: news No Dal Molin

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008

Non si è fatta aspettare la reazione dei No dal Molin all’ordinanza del Consiglio di Stato che oggi ha accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa contro l’ordinanza del Tar del Veneto che aveva sospeso i lavori della nuova base.
"Una sentenza politica, quella del Consiglio di Stato", scrivono in un comunicato i cittadini del Presidio No Dal Molin. Le preoccupazioni e il netto dissenso che da oltre due anni esprime un’intera comunità, "non prive di oggettive giustificazioni", come si legge nell’ordinanza, non contano nulla. Non ci sono neppure rischi concreti dal punto di vista ambientale nonostante non sia mai stata fatta nessuna valutazione d’impatto ambientale.
Da oggi i cittadini del Presidio lanciano una settimana di mobilitazione che è partita stasera con una manifestazione, a cui hanno partecipato centinaia di persone, davanti ai cancelli dell’Aeroporto. Ancora una volta al lavoro gli operai dell’Altro Comune che hanno realizzato un blocco stradale utilizzando dei plinti fissati con il cemento a presa rapida a 200 mt dai cancelli, a loro protezione le donne del Presidio. I cancelli erano naturalmente blindati dalle forze dell’ordine.
Dopo questa iniziativa i cittadini hanno dato vita ad un "soft walking" con le automobili verso la caserma Ederle. Un lungo e rumoroso serpentone di circa 200 macchine, che si è ingrossato lungo il tragitto, ha attraversato molto lentamente la città per raggiungere la Caserma, bloccando completamente il traffico cittadino. Arrivati sul posto il "soft walking" è continuato intorno alla Ederle a suon di clacsons per far capire quanto sia indesiderata la presenza militare statunitense.
Giovedì 31 agosto la protesta si sposterà nel centro cittadino con una nuova iniziativa pubblica alle ore 20.30 in P.zza Castello per "difendere Vicenza".
Un appuntamento importante sarà poi dal 4 al 14 settembre con il campeggio nazionale No Dal Molin. "Se i lavori saranno iniziati, li bloccheremo", annunciano dal Presidio.

Cronaca audio
"Siamo più determinati di prima, siamo incazzati" dalla Caserma Ederle Francesco che ricorda l’appuntamento di giovedì 31 luglio che avrà lo slogan "Vicenza si difende".
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"Qua nessuno si sente sconfitto da questa ordinanza. La situazione adesso è cambiata, ma non la nostra determinazione". Dal "soft walking" la corrispondenza con Olol, Presidio No Dal Molin.
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Ci si prepara al "soft walking" verso la Caserma Ederle. Dall’iniziativa sull’ordinanza del Consiglio di Stato un commento di Davide.
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Gli interventi durante l’assemblea prima della partenza del corteo verso i cancelli dell’Aeroporto di Francesco [ audio ] e Cinzia [ audio ]

Link
www.nodalmolin.it

A Manca pro s’Indipendentzia a congresso

Inviato da autonomix | 30 Lug, 2008

A Manca pro s’Indipendentzia a congresso

conflitti globali

Nelle giornate dall’11 al 13 luglio si è svolto a Nuoro, presso la sede nazionale, il II° Congresso Nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia. Al Congresso hanno preso parte tutti i militanti dell’organizzazione che, secondo statuto, costituiscono l’Assemblea Politica Nazionale, massimo organo della nostra organizzazione.

Nel corso delle giornate dell Congresso sono stati affrontati i seguenti temi:

ANALISI DELL’ATTIVITÀ POLITICA DI A MANCA PRO S’INDIPENDENTZIA. Nel periodo dal precedente congresso (Nuoro, aprile 2006) ad oggi, con particolare riferimento a come la nostra organizzazione ha saputo affrontare l’attacco repressivo lanciato dallo stato italiano con “l’operazione Arcadia”. In questa fase di analisi è stato sottolineato il fatto che in ogni situazione di repressione la risposta più proficua è comunque sempre la pratica politica che smaschera in maniera palese i reali intenti che muovono gli apparati repressivi.

ANALISI DELLA FASE INTERNAZIONALE. Ciò che è emerso nella discussione congressuale è che quello che deve caratterizzare un’analisi internazionale non deve essere un errato approccio euro-centrico, intendendo l’entità Europa Unita come una categoria imperialista tanto quanto i singoli Stati che la comporrebbero. Lo spazio da cui partire per un’analisi come Popolo Sardo è, geograficamente, storicamente, economicamente, politicamente, socialmente e culturalmente, quello mediterraneo, con la Sardigna, posta esattamente al centro che, da un lato, funge da luogo di incontro degli interessi politico-militari delle potenze imperialiste, dall’altro funge da ponte e luogo di incontro tra Africa, Europa e Medio Oriente. Questo spazio presenta al suo interno situazioni di oppressione nazionale e sociale, nazioni senza Stato, colonie e popoli oppressi che costituiscono un punto di riferimento imprescindibile nell’osservazione delle dinamiche e degli equilibri imperialisti. Punti di riferimento da cui partire per sviluppare un internazionalismo finalizzato alla costruzione di rapporti di solidarietà internazionale e relazioni internazionali per la risoluzione pratica delle rispettive questioni nazionali e sociali.

ANALISI DELLA FASE NAZIONALE. La Sardigna è una colonia dello Stato italiano perché in essa la rapina sistematica delle risorse economiche, delle risorse umane e del patrimonio naturale ed ambientale, lo sfruttamento imposto dal capitalismo straniero (intendendosi in tale accezione naturalmente anche quello “italiano”) a tutti i settori dell’economia, la soppressione di qualsiasi attività economica autonoma e non integrabile e di qualsiasi forma di autogestione delle risorse, l’utilizzo del territorio nazionale come area di servizi del capitalismo internazionale, hanno determinato e determinano un regime di sfruttamento della forza-lavoro del Popolo Lavoratore Sardo ad opera del capitalismo internazionale e del colonialismo italiano ed una sua conseguente oppressione nazionale e di classe. Il colonialismo italiano è: Economico, Politico e Ideologico.

Possiamo considerare la fase attuale come una fase di trasformazione del colonialismo dalla sua forma classica ad una più moderna, maggiormente adatta alle esigenze del capitalismo contemporaneo. Questo significa che la Sardigna subisce lenti, graduali ma precisi processi di trasformazione che, da luogo di rapina delle risorse ne stanno facendo un’area di servizi del capitalismo internazionale. È dunque una fase di transizione tra vecchie e nuove forme di sfruttamento coloniale, organica alla ristrutturazione capitalistica in atto all’interno dello Stato italiano e dell’imperialismo mondiale. Ma anche in questa fase di trasformazione il colonialismo mantiene salda la sua “spina dorsale” che è costituita dal regime di dipendenza economica che tiene saldamente legata la Sardigna all’italia. La Sardigna, colonia dell’italia, non può avere settori economici prosperi e autosufficienti, in quanto, se ci fossero, questi potrebbero creare uno stato di autosufficienza, di ricchezza, di autonomia economica, e ciò potrebbe permettere ai Sardi di vivere del loro lavoro. Così l’Italia, in perfetto accordo con la classe politica compradora, preferisce che la Sardigna fornisca solo materie prime, affinché sia costretta a rimanere sempre legata ai finanziamenti assistenziali dello Stato, cioè in uno stato di dipendenza. In quest’ottica si può affermare che qualsiasi lotta politica sviluppata in Sardigna, esterna alle dinamiche della coscienza nazionale, che non incida nel processo di rottura della dipendenza, non porta alcun vantaggio reale per le sorti del Popolo Lavoratore Sardo.

DISCUSSIONE SULLA LINEA POLITICA. Nelle nazioni senza Stato e nelle colonie, lo scontro tra imperialismo ed antimperialismo assume la forma - ma soprattutto la sostanza - della lotta anticolonialista, costituendo la liberazione nazionale dei popoli oppressi un avanzamento del movimento rivoluzionario internazionale ed un corrispondente indebolimento del campo imperialista.

L'emancipazione del Popolo Lavoratore Sardo può avvenire esclusivamente assumendo come base di azione la rottura delle catene coloniali che tengono legata la Sardigna allo Stato italiano e contemporaneamente sciogliendo lo scontro capitale-lavoro ponendo in essere il primato del lavoro sul capitale. E’ quindi necessario schierarsi sul terreno dell'anticolonialismo sviluppando la questione dell'autodeterminazione-autodecisione-autogoverno del Popolo Lavoratore Sardo.

Per autodeterminazione si intende il diritto del Popolo Lavoratore Sardo di riconoscersi in quanto tale nella propria specificità, acquisendo in questo modo una coscienza di classe-nazione che metta le basi per la questione della sovranità nazionale, ovvero la capacità insita nel Popolo Lavoratore Sardo di decidere autonomamente del proprio destino.

Per autodecisione si intende il diritto della classe-nazione sarda di separazione dallo Stato italiano per la creazione della Repubblica Socialista di Sardigna.

Per autogoverno si intende il diritto della classe-nazione di gestione delle risorse, della struttura e della sovrastruttura nell'interesse esclusivo del Popolo Lavoratore Sardo e, tramite questo del proletariato internazionale.

PUNTI PROGRAMMATICI DI A MANCA PRO S’INDIPENDENTZIA. La novità sostanziale di questo ultimo congresso è che aMpI ha elaborato un proprio programma generale, ovvero un insieme di punti programmatici generali di intervento nei vari settori della vita economica, politica e culturale sarda. Tali punti sono:
# ECONOMIA
# OCCUPAZIONE MILITARE,
# LINGUA E CULTURA,
# REPRESSIONE,
# SINDACATO,
# RELAZIONI INTERNAZIONALI,
# RELAZIONI NAZIONALI,
# EMIGRAZIONE = DEPORTAZIONE,
# EMIGRAZIONE INTERNA

Le Tesi Provvisorie presentate durante il congresso e rimaste nella sostanza invariate - in attesa di una stesura definitiva - sono rinvenibili sul sito web dell'organizzazione: www.manca-indipendentzia.org

Germania - Liberati 2000 visoni in solidarietà con i prigionieri austriaci

Inviato da autonomix | 26 Lug, 2008

Comunicato anonimo tradotto da Bite Back Magazine

"Potevamo sentire l'odore orribile molto prima di arrivare all'allevamento per pellicce di Schlesen, vicino Kiel, nella notte del 22 luglio 2008! Gli animali erano rinchiusi in quattro per gabbia! Tutto l'allevamento era in condizioni terribili! Ce ne sono stati molti che non siamo riusciti ad aiutare questa notte! Ma abbiamo liberato almeno 2000 visoni! Abbiamo dato loro una possibilità di fuggire. Una possibilità che è meglio di essere uccisi tra pochi mesi dall'allevatore. Questi animali meritano libertà! Questa azione è dedicata agli attivisti animalisti austriaci imprigionati!"

In tedesco:

"schrecklicher gestank war schon weit weg deutlich zu riechen als wir die pelzfarm bei schlesen nähe kiel in der nacht zum 22. juli 2008 erreichten! die tiere waren oft zu viert in den engen käfigen eingesperrt! die ganze farm war in einem schlimmen zustand! vielen konnten wir in dieser nacht leider nicht helfen! wir liessen aber mindestens 2000 der nerze frei! so gaben wir ihnen die chance zu entkommen. lieber diese gute chance als nach wenigen monaten auf jeden fall vom farmer getötet zu werden. artgerecht ist nur die freiheit! gewidmet ist diese aktion den gefangenen tierrechtlern aus österreich!"

Ponte sullo Stretto, tutti all'opera! INDYMEDIA CALABRIA

Inviato da autonomix | 26 Lug, 2008
calabria / ambiente e territorio - lunedì 21 luglio 2008 - 15:21

Ripartono le grandi opere, non solo in Calabria ma anche a Vicenza e in Val di Susa.

 

Con la decisione da parte del precedente governo, di non liquidare la Stretto di Messina Spa, ecco che oggi il ponte sullo stretto ritorna d'attualità:

  • un ex generale dei Carabinieri, Andrea Pappalardo diventa neo-consigliere d'amministrazione della Stretto di Messina Spa;
  • uno strano processo in corso a Roma - ponte, pizza e Canada connection;
  • i padrini del ponte: Pesenti, Impregilo e Condotte.

Tutti al lavoro, quindi, per questa magnifica opera, borghesia mafiosa in prima linea!

LINK UTILI

Fiera delle autoproduzioni naturali... ESTIVA!

Inviato da autonomix | 26 Lug, 2008

Attacco al welfare sociale

Inviato da autonomix | 26 Lug, 2008

 

Dopo la veloce aprrovazione alla Camera della Finanziaria 2009 si accendono le polemiche. Il testo ora passa all’esame del Senato che dovrà convertirlo in legge entro l’8 agosto.
Dall’istruzione alla sanità è a rischio il welfare sociale. Con Danilo Del Bello ragioniamo intorno a questi nodi.
-  [ audio ]

Sempre con Danilo del Bello apriamo anche la pagina dedicata alla politica internazionale partendo dal viaggio Barak Obama a Berlino.
-  [ audio ]

Vedi anche:
Nuovo decreto legge approvato: la loro sicurezza e l’insicurezza della democrazia
Il Lodo Alfano ora è legge
Formazione al mercato - Nuove ribellioni fra le rovine dell’Università

Crema - Attaccata sede della Croce Rossa Italiana

Inviato da autonomix | 24 Lug, 2008

Muri imbrattati con la vernice e scritte con accuse di genocidio alla sede di via del Macello. Indaga la Digos. Il presidente Vannoni: “Inspiegabile”

Crema - Attacco alla sede della Croce Rossa di via Macello. I muri della facciata, in corrispondenza della finestra con la bandiera italiana ed europea, sono stati imbrattati di vernice rossa. I responsabili si sono firmati con la A cerchiata di Anarchia. Hanno usato uova riempite di vernice rossa.
Davanti alla sede, sotto il muretto del parcheggio adiacente allo stabile, sono stati appesi dei lenzuoli. Sopra c'era scritto: «Complice nelle torture nei Cpt». E ancora: «Fuori dai Cpt».
Tutto materiale che è stato sequestrato stamattina dalla Digos di Crema.
I poliziotti della squadra che si occupa dei reati politici erano alla sede già questa mattina presto. Sono stati alcuni volontari che stavano montando nel turno a chiamare il 113.
Alcuni giorni fa, sempre davanti alla sede, era comparso un volantino (visto anche in altri punti della città, compreso il monumento ai caduti delle foibe; quasi un presagio di quanto sarebbe accaduto alla Croce Rossa), che accusava di «genocidio» la Croce Rossa, proprio per il ruolo di assistenza svolto nei Centri di permanenza temporanea dove sono ospitati gli stranieri in attesa di essere espulsi.
«Un gesto inspiegabile» dichiara il presidente della Cri cremasca, «queste persone non hanno compreso il vero spirito della nostra azione, che è sempre e solo finalizzata a fare del bene e a dare solidarietà».
Anche il sindaco Bruno Bruttomesso ha espresso la sua vicinanza alla Croce Rossa e ha promesso la linea dura contro i responsabili. Negli ultimi giorni la Croce Rossa è finita nella bufera anche per il ruolo avuto nel censimento dei campi nomadi.

Il volantino apparso sui muri della città nei giorni scorsi.