CRASH NON SI TOCCA

Inviato da autonomix | 24 Mag, 2008
[Bologna] Crash! non si tocca! [comunicato]
[23-5-08] Il fiume di falsità e imprecisioni che hanno accomunato gli articoli di stampa usciti nella giornata di oggi, venerdì 23 maggio, in merito alla nostra esperienza di autogestione dello stabile sito in via Zanardi 106 ha dell'incredibile... decisamente complesso e forse prolisso sarebbe soffermarsi punto per punto su quanto travisato, falsamente riportato, comodamente e funzionalmente mistificato nel corso di quella famigerata commissione o quantomeno nelle relazioni che ne sono state date.

Ma qualche punto va necessariamente rimesso al suo posto: primo, la proprietà mai ad oggi ha richiesto uno sgombero e quella della magistratura è un'iniziativa per il sequestro autonoma, mossa su assurde pretese di parallelismi tra l'occupazione di un edificio per finalità sociali ed i beni in possesso di organizzazioni mafiose o gli abusi edilizi; secondo, le reti sociali che il Laboratorio Crash! ha saputo costruire nel quartiere Navile, che conta migliaia di abitanti, non possono in alcun modo essere messe in discussione da una raccolta di firme che conta una trentina di persone, che attorno all'assunzione di una posizione tutta politica il signor Bignami ha portato ieri in una commissione in Comune. Con i nostri vicini abbiamo sempre parlato, i problemi di convivenza che ci sono stati abbiamo cercato di risolverli, sappiamo bene quanto è ricca la socialità che per un quartiere come il Navile il Laboratorio Crash! rappresenta in un altrimenti desolato scenario.

Se al signor Bignami non abbiamo null'altro da ricordare che le sue dichiarazioni rilasciate nella giornata del 6 ottobre (si noti bene,quella che ci portò a riaprire proprio quello spazio abbondanato di via Zanardi 106), un bagliore in un fiume di tenebre che gli fece intuire la necessità di riconoscere all'interno della città di Bologna un'esperienza come quella del Laboratorio Crash!, decisamente diverso è quanto ci sentiamo di rispondere ai signori Mancuso e Mazzanti.

Pilato Mancuso, nel suo scrollare responsabilità di dosso all'amministrazione, fa vero e proprio esercizio di rimozione. Una trattativa da noi cercata per l'individuazione di una sede idonea ad ospitarci per mesi e chiusa dall'amministrazione Cofferati. Il nostro passaggio, sempre seguito da sgomberi tutti politici, da 4, e ribadiamo 4, spazi di proprietà comunale danno bene il segno di quali infime dimensioni sia la scusa dietro la quale ci si cerca oggi di nascondere addossando le responsabilità altrove. Proprio il signor Mancuso firmò il 20 di agosto dell'anno scorso, l'ordine di sgombero dall'edificio comunale di via Zanardi 48, che interruppe un'altra volta i nostri progetti, che ci spinse a cercare una nuova sede, un nuovo spazio da restituire alla città, da rendere di nuovo vivo.

"Sgomberiamo il Laboratorio Crash! Restituiamo al giusto degrado urbano e sociale un altro pezzo di città! Lasciamo che la desolazione sociale cresca liberamente, frammentiamo, allontaniamo chi vive e rende viva la città... Consegnamo alla barbarie di qualche ronda fai da te l'insicurezza sociale! Priviamo per l'ennesima volta questa città della possibilità che si creino reti sociali incredibilmente e inaccettabilmente vive, che riproducano la società su basi altre..."

Ma a quello che tutto ciò produce siamo stati costretti purtroppo ad assistere di recente. Gli "occhi dei bambini da coprire", rimandano alla mente i bestiali istinti di informi folle impegnate a "farsi giustizia" durante i rastrellamenti nella città di Roma. L'intolleranza verso il diverso accende la miccia che incendia (molto poco metaforicamente purtroppo) e saccheggia campi rom a Napoli. L'assassinio di un ragazzo a Verona per mano di una ronda fascista diventa un punto che non fa storia, da rimuovere e dimenticare, un esempio di un, certo pur sempre brutto, "disagio sociale". Nella via Zanardi "roccaforte leghista", come è stata ultimamente definita, qualcuno è riuscito a raccogliere, in 7 mesi 30 firme... 4 firme al mese... Questo stesso è il segno inconfutabile di un territorio che non ci è ostile, con il quale non smettiamo di lavorare per impedire che queste barbarie sociali si producano, dell'attraversamento e dell'occasione di ricomposizione sociale che uno spazio come il Laboratorio Crash! in quel quartiere rappresenta. E di fronte a tutto questo la nostra controparte, l'amministrazione Cofferati, non sa nemmeno chiedersi a chi e a cosa sta consegnando la nostra città... Una cecità allarmate, indice di un preoccupante futuro anche per una città così potenzialmente vitale come Bologna.

Ma noi non vogliamo e non sappiamo assecondare queste derive securitarie. Ci troverete sempre là, a costruire barricate contro l'intolleranza e per la libertà di scegliere di sè, a difendere le conquiste di una società che vuole ancora immaginarsi viva e solidale, laddove ci sarà da difendere uno spazio, una famiglia sotto sgombero, un campo rom sotto attacco. E lo faremo presto nelle piazze, nelle strade, ovunque in questa città. Il Laboratorio Crash!, gli spazi sociali sociali bolognesi, non si toccano!

Laboratorio Crash!

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Volantino sull'ultima occupazione e sgombero del Gramigna!

Inviato da autonomix | 20 Mag, 2008

Padova - Mar, 20/05/2008 – 08:52

UNO SPAZIO OFFERTO ALLA COLLETTIVITA’
UNA LOTTA CONTRO I FASCISTI DELLA CITTA’!

Venerdì 16 maggio i compagni e le compagne del Gramigna hanno occupato uno stabile abbandonato da anni, confinante con piazza Azzurri d’Italia all’angolo con via Tiziano Aspetti. Lo stabile in origine apparteneva al Coni, in seguito è stato venduto alla Banca Nazionale del Lavoro, l’attuale proprietario dell’immobile che lo ha messo all’asta a prezzi esorbitanti. Fino ad ora, però, nessuno sembra volerlo acquistare.
Il Comune di Padova si era interessato a questo spazio solo per la costituzione di una torre che avrebbe dovuto essere collegata agli edifici che ospitano il “Pam”, proposta bocciata da un referendum popolare. Gli unici ad essere interessati sono gli abitanti dell’Arcella, che vorrebbero che il Comune acquistasse e adibisse lo stabile ad un centro per anziani e ad uffici comunali di cui il quartiere è carente.
Questa è un’altra dimostrazione di come Palazzo Moroni sia sordo alle richieste e ai reali bisogni della gente.
Con ogni probabilità il destino dello stabile verrà ripreso il prossimo anno durante le elezioni comunali come uno dei cavalli di battaglia del sindaco Zanonato.
Una sorte molto simile è toccata al precedente edificio occupato dal Gramigna per otto anni, reso vivo dalle tante iniziative, concerti, feste, momenti di aggregazione e socialità popolare, e poi sgomberato. Doveva essere offerto subito ad una scuola steineriana (privata) ma tutto è stato rimandato al prossimo anno durante la campagna elettorale.
Il gioco è ormai conosciuto: si lasciano al degrado degli stabili per far aumentare il loro valore e nel frattempo i padroni studiano la maniera migliore per specularci sopra e arricchirsi.
Dopo la denuncia della Bnl, nella mattinata di lunedì 19 maggio digos e polizia in assetto antisommossa si sono presentate pistola in pugno allo spazio occupato, il posto è stato sgomberato e cinque compagni lì presenti sono stati denunciati per occupazione abusiva di edificio.
Crediamo che il vero reato sia lasciare gli spazi abbandonati e non occuparli.
La nostra intenzione è quella di creare un luogo collettivo aperto a tutti i ragazzi, gli anziani, gli studenti, i lavoratori e i proletari che spesso non trovano alcun posto dove potersi ritrovare, confrontare e divertire senza spendere tanti soldi. Un luogo dove essere liberi di autogestire il proprio tempo libero e pensiero politico.
Invitiamo tutti i cittadini del quartiere e tutti coloro che vogliono dare il proprio contributo a venire a conoscerci e a discutere assieme su come far vivere questo spazio alla collettività.

Assemblea cittadina martedì 20 maggio ore 20,30
davanti all’ex Coni.

CONTRO DEGRADO E SPECULAZIONE
OCCUPARE GLI SPAZI PER L’AUTOGESTIONE!

www.cpogramigna.org
info@cpogramigna.org

Denuncia di una vittima di TSO

Inviato da autonomix | 13 Mag, 2008

Vi contatto per informare che un nostro amico, un caro amico, R.L. è stato sottoposto a ricovero coatto in regime di TSO nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Lavagna dopo una permanenza di due giorni volontariemente. La notifica è arrivata stamattina dopo che il primario gli aveva detto che lunedì (oggi) sarebbe uscito. Cio' che ha fatto scattare la notifica del TSO è stata la risposta che questo nostro amico ha dato al tale medico, ovvero, in tutta tranquillità e educazione come suo solito: -io qui sto peggio, voglio uscire-. Dopo tale risposta il medico, ormai non più considearabile come persona dotata di sentimenti, ha deciso di ritenere necessario il TSO.
In questo momento stiamo vicino al nostro caro recluso in quel lager che si maschera da posto di recupero, dove la soluzione ai problemi consiste nella somministrazione di farmaci, i cui risultati sono solo controproducenti. Con immenso rammarico e rabbia ci stiamo attivando per tirarlo fuori da questo abuso che per l'ennesima volta viene inflitto nei confronti dell'individuo, da questo sistema che ci considera macchine e non uomini.
Purtroppo, come ben sappiamo tutti, i tempi burocratici e legali per constrastare questa situazione non sono dalla nostra parte, e rischiano di portare a situazione non volute. Vedere persone così insensibili, sterili, freddi e insofferenti davanti al malessere di un ragazzo ci fa capire veramente in che tipo di società viviamo e da chi ha il potere di decidere sulle nostre sorti.
Tanto per essere chiari, il capo reparto ha oggi negato alla madre di fargli visita.
Davanti a questo schifo, la nostra reazione nei confronti di certe persone e di certe situazione non puo' che crescere. Speriamo che la nostra mentalità e la nostra idea di fronte a certe situazione ci faccia andare avanti questi maledetti giorni, a noi amici e genitori, e a lui, ragazzo estremamente sensibile a molti argomenti rinschiuso in questi lager.
E' necessario che certi abusi vengano alla luce, è stato lui in prima persona a dirmi di scrivere cio' una volta tornato a casa.

Con affetto

amici e genitori

SIAMO TUTTI AL CONFINO!

Inviato da autonomix | 11 Mag, 2008

Ieri pomeriggio una cinquantina di solidali verso le 18.30 e per una buona mezz'ora hanno bloccato il traffico sulla Cervese, nei pressi del Confino Squat, sgomberato martedì.
Molti gli striscioni presenti: "Conti Boia", "Siamo tutti Al Confino" e "Conti non ci fermi" alcuni.
Per l'occasione è stato distribuito un flyer con il comunicato di Al Confino dei giorni scorsi.

La polizia e le forze del (dis)ordine accorse in massa e in assetto antisommossa sono arrivate sul posto solo dopo che i manifestanti erano già andati via.

Prima a Pontecucco, ora in strada!

Non è che l'inizio...

Ancora repressione : Sgombero Al Confino

Inviato da autonomix | 7 Mag, 2008

Stamane all'alba, una quantità smodata di energumeni in divisa in assetto da guerra, capeggiata dalla digos di Cesena e Forl, occasionalmente supportata da pompieri, accalappiacani, operai dell'ENEL, facchini, muratori e giornalisti, ha restituito al Confino Squat la sorte che allo stabile sarebbe toccata se un gruppo di persone per 8 anni non l'avesse tenuto in vita: macerie.
Uno stabile vuoto, murato, e prossimo alla demolizione infatti la ragionevole risposta dell'"assistenzialista e democratica" cittadina di Cesena a coloro che da sempre rivendicano il diritto ad una casa e ad uno spazio di libera espressione. Risposta ancor più decisa, qualora gli individui in questione non siano avvezzi a sottostare ad intrallazzi, sotterfugi, ed ammiccanti strizzate d'occhio e strette di mano che il potere progressista, nella sua incessante smania di controllo, di tanto in tanto ripropone.
Così, dopo tre quarti d'ora di resistenza sul tetto, le strade che permettono ai solidali di raggiungere il luogo bloccate da pattuglie e camionette, i cani sedati ed in alcuni casi anestetizzati, lo sbirro tenerello che arranca su una scala per "dialogare amorevolmente" con i ragazzi, ci si rende conto che rimane ben poco da fare.
Poco da fare per mantenere liberato l'edificio, s'intende.
Certo, perchè se lor signori credono, una volta cancellato uno spazio, di aver estirpato da una città il virus irrefrenabile della rivolta e l'innata, esasperata passione per la libertà bhè, sappiano che oggi hanno vinto soltanto la misera mano di un poker destinato a durare fino al giorno in cui non esisteranno più gabbie, nè fisiche nè mentali, fino a quando l'ultimo vincolo gerarchico non sarà spezzato, fino a quando ogni individuo non potrà vivere libero senza delegare ad altri le proprie scelte.
Torniamo oggi, con ancora più forza, a ribadire che le idee non si sgomberano, che quattro pareti murate in poche ore sono solo il contenitore di una forza prorompente che nessuno in grado di dominare.
Ieri eravamo Al Confino, oggi siamo ovunque. Oggi Al Confino ovunque.
Approfittiamo per esternare un sentito applauso al sindaco Giordano Conti, all'assessore Gualdi che ha prontamente firmato l'ordinanza, a tutti gli onesti "lavoratori" che hanno preso parte a questa maxi-operazione di sicuro ampiamente organizzata, ricordando loro che, in ogni caso... Non hanno risolto il problema.
Nella bigotta e perbenista Cesena, quel caro tassello di legalità che manca al tanto ambito controllo sociale, non lo avranno.
Nè ora nè mai.

AL CONFINO SQUAT,
OVUNQUE E COMUNQUE


 

La 2 Giorni dell'AUTOPRODUZIONE ridimensionata a causa dello sgombero del Confino.

Nuovo Programma:

VENERDI' 9 MAGGIO
allo Spartaco
v. Chiavica Romea (Ravenna)
Benefit per il CONFINO
dalle 17:00 Aperitivo Cena Vegan Presentazione INFO e discussione situazione Al Confino
Concerto con:
Eat You Alive+When Season Change+ED

SABATO 10 MAGGIO
allo SPARTACO a Ravenna
v. chiavica Romea
ore 12:00 INCONTRO E PRANZO VEGAN
ore 14:00 INIZIATIVE CONTRO LO SGOMBERO DEL CONFINO
ore 20:00 Cena Vegan coi Pirati
ore 23:00 serata DJ ALL NIGHT LONG
disponibilità per passare la notte porta sacco a pelo e stuoino

DOMENICA 11 MAGGIO
al Casello Oasi Squat
v. Aiei n.2 Savio (RA)
ore 14:00 INCONTRO SULLE AUTOPRODUZIONI
ore 20:00 Pizza e Concerto

Tutti assolti! Il teorema Fiordalisi "non sussiste"!

Inviato da autonomix | 27 Apr, 2008
[Sud Ribelle]
|Cosenza - 24 aprile| Dopo quasi 7 anni dagli arresti del 15 novembre 2002 arriva la sentenza del processo contro la Rete Meridionale del Sud Ribelle: “liberi tutti”, tredici compagn* assolti ed il volto scuro del pm Fiordalisi che vale più di ogni parola.. Una sconfitta su tutta la linea per il rampante pm cosentino, fautore di fantasie e stupidaggini, teorizzando un presunto attacco allo Stato che sarebbe stato tentato attraverso i disordini al Global Forum di Napoli e al G8 di Genova, accusando di associazione e propaganda sovversiva solo tredici delle migliaia di persone che parteciparono agli scontri, quindi a quelle giornate del 2001. Il “teorema Fiordalisi” si è sciolto come neve al sole alla prima prova..

La giornata al tribunale di Cosenza

La giornata della sentenza del processo cosentino è arrivata dopo una lunga trafila di rinvii, arringhe, sfilata di presunti testimoni; in un primo momento fissata per le 9:30 e poi spostata alle 14, tallonata da un centinaio di compagni e compagne del Coordinamento Liberi Tutti che ha indetto un presidio di solidarietà davanti al tribunale di Cosenza in contemporanea con le ultime battute del processo di primo grado. Alle 19, dopo appena un’ora e mezza di camera di consiglio, la lettura della sentenza da parte del presidente della Corte d’Assise, Maria Antonietta Onorati: “la Corte assolve tutti gli imputati da tutti i reati loro rispettivamente ascritti perché il fatto non sussiste”. Demolite le fandonie di Fiordalisi, mentre scoppia la bagarre in aula: le grida di gioia, i cori contro pm e digos, lo stappo dello spumante. Fiordalisi non commenta, scappa dalla sala attraverso la porta riservata ai magistrati. Notevole la contentezza dei compagn*, costretti a subire le angherie della procura dagli arresti del 2002, pur nella consapevolezza, che sarebbe valsa anche se l’esito del processo di fosse rivelato contrario, che la legittimità politica i movimenti se la prendono nelle piazze e nelle strade, non certo nei tribunali.. all’interno dei quali sono presenti giudici come il Fiordalisi che sono dediti al loro “sporco lavoro” di contraltare di difesa degli interessi dello Stato, dello stato di cose presenti.

Incipit del processo

La sentenza e l’assoluzione di oggi arrivano dopo il grande corteo nazionale del 2 febbraio 2008, dove a Cosenza han sfilato più di 10000 persone in solidarietà con i compagn* accusati di associazione e propaganda sovversiva. Manifestazione “accompagnata” dalla procura cosentina con due richieste pesantissime: 50 anni di galera e 26 di libertà vigilata per gli imputati, 5 miliardi di euro di danni d’immagine da elargire allo Stato. Il “teorame Fiordalisi” vide la luce, prima (celatamente) nelle procure di mezz’Italia, poi nella giornata del 15 novembre 2002, quando i reparti speciali dei Ros e dei Gom, all’alba, fecero irruzione nelle case dei “sovversivi”, stilando una lista di 43 indagati, distribuendo 20 arresti e 5 domiciliari. Fumosa l’argomentazione accusatoria, tutta retta da una presunta associazione d’intenti.. Nei giorni successivi al blitz poliziesco migliaia di persone scesero in piazza in solidarietà con il Sud Ribelle, il 23 novembre 2002 100000 persone ingrossarono un partecipatissimo corteo nazionale, il 2 febbraio scorso solo l’ultima chiamata che ha coinvolto 10000 persone, oggi arriva l’assoluzione perché il “teorema Fiordalisi” non sussiste.

>> ascolta/scarica a lato l'intervista con Fraticello di Supporto Legale <<



La notizia, pubblicata alle 19, immediatamente dopo la lettura della sentenza, da Supporto Legale:

Cosenza liberi tutti! Siamo tutti sovversivi

Oggi 24 aprile 2008 è stata emessa alle ore 19 la sentenza per il processo del Sud Ribelle, con assoluzione per tutti i 13 imputati "perchè il fatto non sussiste".
Il teorema Fiordalisi, che accusava i 13 imputati di associazione sovversiva, è franato rovinosamente; gli imputati che hanno dovuto affrontare 6 anni di processo e accuse pesantissime sono ora scagionati.
Numerosi in aula i cori contro Fiordalisi e inneggianti alle dimissioni della Digos calabrese.

Supporto Legale

Il comunicato emesso dal Coordinamento LiberiTutti dopo l'assoluzione:

Tutti assolti

Trovare parole appropriate per commentare l’intera vicenda, non è cosa facile. Perché sono tanti gli aspetti farseschi e tali le assurdità delle accuse, che rischieremmo sicuramente di dimenticare qualcuna delle illuminanti considerazioni formulate dal PM Fiordalisi.
Chi in questi anni si è trovato a dover costruire solidarietà rispetto alla vicenda, ha dovuto soprattutto difendersi da quella parte di città che, parliamoci chiaro, ci avrebbe voluto vedere in galera. Probabilmente, parte degli stessi che hanno contribuito a montare questo teorema. Ebbene, possiamo finalmente dire che costoro rimangono in un angolo a rosicare. L’assoluzione di oggi è una pesante sconfitta per gli organi inquirenti che hanno confezionato questa inchiesta. Gli stessi che hanno sperperato oltre tre milioni di euro, sbandierando all’intero paese, una formidabile operazione antiterrorismo, curata nei minimi dettagli e pronta a smantellare la pericolosa nascente cellula sovversiva. Tutto questo, mentre in città si consumavano ben altri misfatti.
Ma ora, sentenza in mano, abbiamo il diritto di sapere: perché questa inchiesta, sebbene scartata da svariate procure, è stata accettata proprio a Cosenza? Quali oscure trame hanno tessuto questo canovaccio? Quali loschi interessi da coprire? Ma soprattutto, abbiamo ragione di pretendere le dimissioni dei vertici inquirenti che hanno guidato questa inchiesta?
Che questo “castello” non stava in piedi, la città lo aveva capito da subito e lo aveva ampiamente affermato con calorosa partecipazione alle diverse mobilitazioni costruite nel corso di questi lunghi sette anni, assolvendo di fatto tutti gli imputati e bocciando l’operato della Fiordalisi&Co.
Agli interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato all’apertura di questa inchiesta, ognuno si sarà dato delle risposte, rimane sicuramente il tentativo di criminalizzare un intero movimento con accuse infondate e infamanti, volte a coprire le vere vergogne di Genova: la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi e le torture delle forze dell’ordine comandate dai vertici militari e politici. E ancora, di deviare l’attenzione generale dai veri allarmi sociali di cui questa città soffre.
Questa assoluzione giunge a riprova del fatto che la storia di chi rifiuta le logiche neoliberiste e produce conflitto sociale non può essere scritta dentro un’aula di tribunale. E se ce ne fosse ancora bisogno, ribadisce che la libertà di espressione e di opinione devono essere garantite in nome di quelle libertà conquistate il 25 aprile del 1945 e che ancora dobbiamo difendere.

Coordinamento LiberiTutti

Arrestato Sandalo (ex Prima Linea)

Inviato da autonomix | 10 Apr, 2008
L'ex terrorista accusato di essere coinvolto negli attacchi ai luoghi religiosi
avrebbe dato vita a una organizzazione denominata Fronte cristiano combattente

Attentati a moschee e centri islamici
arrestato Sandalo (ex Prima Linea)


<B>Attentati a moschee e centri islamici<br>arrestato Sandalo (ex Prima Linea)</B>

Roberto Sandalo nel maggio 1981

MILANO - L'ex esponente di Prima Linea Roberto Sandalo è stato arrestato dalla Digos con l'accusa di essere coinvolto in una serie di attentati che, nei mesi scorsi, hanno colpito moschee e centri culturali islamici a Milano e in Lombardia. Secondo l'accusa formulata dai pm Armando Spataro e Maurizio Romanelli, l'ex terrorista avrebbe dato vita a una organizzazione denominata Fronte cristiano combattente.

Tale sigla è stata nominata in un'unica occasione, quando ha rivendicato il lancio di molotov contro la sede milanese di Islamic Relief, un'associazione che si occupa di raccogliere fondi per la causa musulmana, in via Amadeo. L'attentato era stato messo a segno il 13 aprile del 2007. Una telefonata ai vigili del fuoco aveva rivendicato il gesto a nome di un Nucleo armato del Fronte cristiano combattente.

L'arresto di Roberto Sandalo è stato eseguito in seguito a due attentati incendiari avvenuti ieri nei pressi di due diverse moschee milanesi. Intorno alle 22.30, un'automobile è andata in fiamme in via Passo Pordoi, nel capoluogo lombardo, non lontano da una scuola islamica. A Segrate, verso le 23.30, in via Cervi, vicino alla moschea, hanno preso fuoco una Opel Corsa e un furgoncino Fiorino.

Prima di diventare terrorista, Roberto Sandalo era ufficiale negli alpini. Venne arrestato il 29 aprile 1980, in una retata di militanti di Prima Linea, gruppo terroristico che raccoglieva soprattutto ex militanti di Lotta Continua e Potere Operaio, organizzato in maniera molto meno rigida rispetto alle Brigate rosse. Sembra che all'interno dell'organizzazione fosse soprannominato "Roby il pazzo" per la sua propensione alla violenza. Fu uno dei primi pentiti e con le sue rivelazioni contribuì a smantellare Prima Linea. In seguito sarà uno di quelli che accuseranno Lotta Continua dell'omicidio Calabresi.
Nonostante fosse accusato di tre omicidi e di diversi altri gravi reati, Sandalo se la cavò con poco e dopo poco più di due anni di cella venne liberato grazie alla legge sui pentiti. Dopo la scarcerazione, Sandalo cambiò cognome, prima in Ranieri, poi in Severini. Nel 1999 il leghista Mario Borghezio denunciò l'infiltrazione di Sandalo nelle Guardie Padane con il nome di Roberto Severini. Lui dichiarerà in seguito di essere uscito dalle Guardie Padane perché Bossi aveva rinunciato alla secessione in cambio di denaro.

Nel novembre 2002 Sandalo fu arrestato per una serie di rapine commesse nell'astigiano, non per "finalità terroristiche". A settembre del 2007, in un'intervista a Repubblica, Sandalo, che dichiarò di lavorare in un'agenzia investigativa, disse di battersi, da ex terrorista, contro il nuovo terrorismo islamico e di aver aderito a "Sos Italia" per raccogliere il testimone delle "battaglie iniziate da Oriana Fallaci".

(10 aprile 2008)

IL GOVERNO SI SCUSA PER BOLZANETO

Inviato da autonomix | 30 Mar, 2008
L’Avvocatura dello Stato riconosce ufficialmente le torture nella caserma genovese nei giorni del G8. E rivela: fu Berlusconi a impedire la costituzione di parte civile. Che ci fu solo contro i manifestanti. Frenata sui risarcimenti I legali dei no global ribattono: «Riconoscimento importante, ma questo non cancella i danni subìti. Che ora vanno risarciti». Ma su questo sarà battaglia

Alessandra Fava
Genova

L’Avvocatura di Stato voleva costituirsi parte civile al processo per le torture di Bolzaneto e quindi chiedere i danni ai funzionari che compirono violenze e soprusi sugli arrestati, ma l’allora presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, lo impedì. Lo ha detto ieri l’avvocato Matilde Pugliaro, che con l’avvocato Giuseppe Novaresi rappresenta l’Avvocatura di Stato al processo per le violenze di Bolzaneto, e nell’udienza di ieri ha chiesto scusa a tutte le vittime che sono transitate per la caserma nei giorni del G8: «Ci sia consentito esprimere le doverose scuse nei confronti di chi a Bolzaneto ha subito le vergognose vessazioni acclarate nel dibattimento, vergognose scuse che devono essere intese come provenienti direttamente dallo Stato italiano», sono state le parole testuali.
Un gesto piuttosto inusitato che ha colpito molto anche la Procura, i pm Vittorio Ranieri Miniati e Patrizia Petruzziello, anche se Pugliaro poi si è arrampicata sugli specchi per spiegare che lo Stato non intende dare nessuna provvisionale alle vittime, vale a dire nessun risarcimento, nemmeno quelli che dovrebbero essere versati alla fine del processo di primo grado.
Dopo la requisitoria dei pm e le arringhe degli avvocati di parte civile, ieri nel pomeriggio la parola è andata all’Avvocatura di Stato e la prima sorpresa è stata proprio la rivelazione su chi impedì la costituzione di parte civile: «Il fatto che lo Stato non si sia costituito parte civile non dipende da scelte processuali volontarie di questi difensori, bensì dall’assenza di autorizzazione di costituzione a parte civile che demanda alla Presidenza del consiglio», ha detto l’avvocato Pugliaro.
Tra l’altro l’Avvocatura di Stato (con altri legali) ebbe invece tutti gli avalli governativi per la costituzione di parte civile al processo contro i 25 accusati di devastazione e saccheggio, tanto che nel dicembre scorso ci fu la richiesta di 2 milioni e mezzo di euro di danni, tradotta intanto in multe pecuniarie per alcuni condannati nella sentenza di primo grado.
Su Bolzaneto si è proceduto in modo molto diverso. Sin dall’inizio a Roma qualcuno deve aver pensato che non bisognava rimarcare in nessun modo il comportamento vergognoso di alcuni pubblici ufficiali nemmeno quando torturano, pestano, insultano o inneggiano al duce. Insomma i 45 imputati tra poliziotti, polizia penitenziaria e carabinieri più medici e infermieri non andavano toccati, con la speranza che anno dopo anno su quei fatti scendesse l’oblio.
Non è andata così. L’insistenza di parte della stampa italiana sulle torture avvenute a Bolzaneto non condannate in specifico dal nostro codice penale ha risvegliato ora anche l’attenzione di alcuni politici.
«Questa è la prima voce dello Stato in assoluto che ci chiede scusa», dice l’avvocato Riccardo Passeggi. La questione delle provvisionali, la richiesta di risarcimenti sui 20 mila euro a testa, solo un assaggio di quello che potrebbe essere chiesto poi in processi civili, non è secondaria: «Tutte le chiacchiere dei politici comunque non pagano le cure dentistiche della mia cliente, che perse allora sette denti e da sette anni aspetta di essere risarcita - dice ancora Passeggi - Quindi mi aspetto che il ministero faccia seguito alle scuse col pronto pagamento delle spese provvisionali».
Sui risarcimenti l’Avvocatura è stata invece oltremodo cauta e ha sostenuto che gli avvocati che difendono i ragazzi arrestati e violentati nella caserma non hanno spiegato bene la motivazione per cui chiedono i risarcimenti e in secondo luogo che i singoli poliziotti, Gom o carabinieri agivano a titolo personale. «L’Avvocatura cerca di sostenere che il rapporto funzionale si era interrotto perché i dipendenti delle varie polizie si sono comportati in modo talmente illegittimo che questo non poteva rientrare nelle loro funzioni e quindi agivano come privati cittadini.
A questo punto nessun reato ricadrebbe sull’amministrazione dello Stato», spiega l’avvocato di parte civile Fabio Taddei.

Prescrizioni eccellenti? LIBERITUTTI

Inviato da autonomix | 29 Mar, 2008

La procura di Genova chiede il rinvio a giudizio di tre figure eccellenti della nostra Polizia di Stato, in relazione ai fatti della scuola Diaz, G8 2001. Gianni De Gennaro, allora capo della polizia. Francesco Colucci, allora questore di Genova. Spartaco Mortola, allora capo della Digos della città.
Reati di falsa testimonianza e istigazione alla stessa.
Noi di eccellente vediamo solo la scelta di tempo, visto che la prescrizione è dietro l’angolo. Che il massacro alla Diaz fosse parte di una prova tecnica di guerra civile, in cui i nostri quattro corpi di polizia fungevano da esercito da guerra interna, l’abbiano verificato sulla nostra pelle in tempo reale. Che le "prove" fossero false l’abbiamo verificato in pochi giorni. E abbiamo verificato che Colucci è stato promosso prefetto, che Mortola è stato promosso vicequestore, che De Gennaro è stato promosso prima capo di gabinetto del Ministro dell’Interno, poi Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti: i risultati sono sotto gli occhi (e il naso) di tutti.
Per converso ogni giorno verifichiamo che il conflitto sociale viene trascinato a forza dentro il terreno della sanzione penale, come ci confermano le recenti perquisizioni ai danni degli attivisti che si oppongono all’allargamento della base di guerra Usa a Vicenza.
Cominciate a rimuovere questi uomini dalle loro posizioni di potere. Poi ne riparliamo.

Liberitutti

Perquisizioni a militanti No Dal Molin

Inviato da autonomix | 27 Mar, 2008

Questa mattina alcuni militanti del Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza hanno subito la perquisizione delle loro abitazioni da parte delle forze di polizia.
Un tempismo starordiario e preoccupante, come è stato segnalato nella conferenza stampa convocata in tarda mattinata, nel vivo della campagna elettorale e proprio mentre il Presidio sta denunciando con forza il disastro provocato dall’incidente all’oleodotto militare La Spezia – Aviano dello scorso 10 marzo.

Questa sera alle ore 21.oo si svolgerà un’assemblea straordinaria al Presidio No dal Molin, mentre domani l’appuntamento è alle ore 17 davanti alla Prefettura con la consegna delle 6.000 firme dei cittadini che hanno sottoscritto le iniziative promosse dai No dal Molin.

In queste ore non sono mancati numerosi attestati di solidarietà da parte degli altri comitati del Patto di mutuo soccorso nei confronti di chi, da mesi, porta avanti una battaglia alla luce del sole per la difesa dei beni comuni, del territorio e contro la guerra.

Stefano Micheletti - No Mose [ audio ]
Lele Rizzo - No Tav [ audio ]
Antonio Musella - Rete Campana Salute ed Ambiente [ audio ]

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www.nodalmolin.it

 

 

 

Solidarieta’ al Presidio Permanente No Dal Molin
Nessuna intimidazione fermera’ la lotta contro la nuova base.

Apprendiamo con grande preoccupazione delle perquisizioni avvenute stamane presso le abitazioni di alcuni attivisti del Presidio Permanente No Dal Molin. Un’azione della Questura che si basa su una stmpalata accusa fatta agli attivisti rispetto ad un fatto riasalente a diversi mesi fa, quando ci fu un mancato attentato all’oleodotto La Spazia - Aviano. Non e’ casuale che proprio dopo le denunce dei No Dal Molin in merito all’incidente che ha visto la fuoriuscita di cherosene ed altri materiali proprio sull’oledotto in questione, e dopo le mobilitazioni che ne sono seguite del movimento vicentino, ci sia un attacco all’esperienza di lotta contro l’ampliamento del Dal Molin. E non e’ nemmeno un caso che cio’ avvenga dopo il passaggio di Veltroni e della carovana del Pd per Vicenza che ha accolto i No Dal Molin a schiaffi e spintoni.
Un segnale chiaro. Quello che la lotta vicentina va nella direzione giusta e fa paura. Fa paura a chi difende gli interessi dei poteri forti e dell’esercito americano, come gli schieramenti elettorali dal Pd al Pdl passando per i vari giullari, nani e ballerine che intercorrono tra i due schieramenti. Fa paura perche’ la lotta del Dal Molin e’ l’esperienza di un intera comunita’ che lotta per il diritto di scegliere come autogovernare il proprio territorio, contro la devastazione ambientale generata da basi militari, oleodotti di morte e non solo.
Siamo vicini agli attivisti vicentini colpiti dalla perquisizioni e ribadiamo che il mutuo soccorso non si fermera’ davanti a nessuna intimidazione, per rappresenta la lotta di intere comunita’ in tutto il paese.
Non potete fermarci !

Rete Campana Salute e Ambiente

www.rifiutizerocampania.org

 

 


Ennesime denunce per "Stampa Clandestina"

Inviato da autonomix | 27 Mar, 2008

La notte scorsa (giovedì 27 marzo 2008), 4 anarchici sono stati fermati intorno all'1:00 lungo il viale Mellusi da agenti della polizia. I compagni, dopo una birra, si stavano incamminando verso casa.

Avevano detto si trattasse di un normale controllo di polizia. Non era così. I quattro sono stati trasferiti in questura e trattenuti per più di 3 ore in quanto indagati di aver affisso lungo la strada in cui sono stati fermati manifesti antielettorali.

Al momento del loro fermo i compagni non erano in possesso di alcuno strumento per poter affiggere manifesti, nè degli stessi manifesti ritrovati sul posto.

La scientifica ha proceduto all'identificazione di due di loro per mezzo di foto segnaletiche e impronte digitali, per una compagna tale trattamento è stato "evitato", mentre il quarto aveva già lasciato la sua foto ricordo qualche anno fa.

Durante l'interminabile attesa, gli agenti dopo una ricognizione sul posto, sono ritornati in questura con un secchio di colla liquida ed una pennellessa oltre che con una decina di altri manifesti del tipo ritrovato.

In tre sono stati denunciati per "Stampa clandestina", nonostante i manifesti ritrovati fossero provvisti regolarmente delle indicazioni di stampa (cicl. in prop. in via ...), e nonostante, come già detto, al momento del fermo "gli indagati" fossero sprovvisti di qualsivoglia strumento per l'affissione.

In una città in cui i manifesti del Pd, del PdL, dell'Udeur, di Gesù Cristo e la Madonna sono affissi "abusivamente" fin dentro alle nostre case, sui muri dei palazzi pubblici e non, ci viene "maliziosamente" da pensare, che le ennesime denunce di questo tipo, non siano semplicemente un caso, dovuto alla sfortuna degli anarchici beneventani che ogni volta che escono di casa devono sbattere il proprio muso contro alcuni brutti grugni, ma una chiara manovra che vuole processare le idee, ed impedire ad ogni modo che esse possano diffondersi per mezzo stampa, alzando di conseguenza inevitabilmente il livello dello scontro e spingendo con inutili provocazioni i rivoluzionari a compiere "mosse false".

Gruppo Anarchico "Senza Patria", Benevento, per il momento da nessun luogo

http://gaa.noblogs.org

Tokyo nega il visto a Toni Negri

Inviato da autonomix | 26 Mar, 2008
In migliaia lo aspettavano per sentirlo parlare di Spinoza, Foucault e Deleuze, di globalizzazione, metropoli e moltitudine, comunanza e singolarità, intellettualità di massa. Erano pronti a pagare 1.500 yen (circa 10 euro) per assistere alle sue conferenze organizzate dalle università di Tokyo e di Kyoto e dall’International House of Japan, una grande istituzione culturale nazionale. Ma il Giappone gli ha negato clamorosamente il visto, peraltro non richiesto ai cittadini europei, e così Toni Negri ha rinunciato ad un viaggio che preparava ormai da un anno. «È una provocazione incomprensibile, un atto autoritario completamente idiota, fondato sulla continuità con vecchi demoni. Sarebbe ora che la smettessero», ha commentato "il professore" dalla sua residenza in campagna alle porte di Parigi, città dove attualmente vive quando non è a Venezia.
«Per sei mesi ci hanno detto che non c’era bisogno di visto d’ingresso, come effettivamente è per gli europei», racconta Negri, che avrebbe dovuto partire con la sua compagna Judith Revel, anche lei impegnata in una serie di conferenze. In effetti il sito dell’ambasciata conferma: nessun visto per i cittadini Ue, in soggiorno non lavorativo. «Ma due giorni prima della partenza prevista per il 19 marzo, inaspettatamente ci hanno chiesto di presentare una serie di documenti: inviti, biglietti, programmi - continua Negri che ha inviato ai suoi amici giapponesi una lettera per raccontare l’accaduto - L’ho fatto, ma il giorno dopo mi hanno chiesto di presentare tutta la documentazione sul mio stato giuridico dagli anni ’70 in poi.
Gli ho risposto che si tratta di 25 mila pagine, scritte in italiano e che non avrei mai potuto ottenere da Parigi in 24 ore». «Il governo giapponese non ha rifiutato il visto d’ingresso a Toni Negri, ma è stato lui che durante il processo di acquisizione dei dati ha rinunciato», ribattono dall’ambasciata.
Ma Negri non ci sta: «Che nessuno dica che abbiamo rinunciato al viaggio: non si rinuncia, quando quello che viene chiesto è impossibile da fornire». In Giappone - dove Negri era atteso da persone come il filosofo Yoshi Ichida e la critica d’arte Kazue Kobata - sono stati tradotti quasi tutti i suoi libri. E opere come «Impero» o «Moltitudine», scritte con Michael Hart, sono più lette che in Italia.
L’International House lo presenta on line come fece «Time»: uno dei «saggi del XXI secolo». Il clima nel paese del Sol levante non è dei migliori in vista del G8 di luglio. E per il governo è più facile accogliere un Fujimori, il dittatore peruviano con doppia nazionalità che si rifugiò a Tokyo, o Delfo Zorzi, oggi Hagen Roy, indagato per la strage di Brescia. «Non cominciamo con gli opposti estremismi - ribatte Negri - Io non sono un assassino, non ho ucciso Moro e ho pagato per le cose di cui sono stato accusato. È ora di finirla con i fantasmi del passato».

Lista dei Prigionieri eco-animalisti

Inviato da autonomix | 25 Mar, 2008
Prigionieri eco-animalisti a cui scrivere per sostegno
Aggiornamento al 23/03/2008


ITALIA


GRUPPO ECOLOGISTA DI VIA DEL CUORE

Il 4 maggio 2006 sono stati effettuati numerosi arresti fra le fila del gruppo anarchico ecologista Il Silvestre di Pisa.
L'accusa e' di reati a scopo eversivo ed in particolare sono accusati di un attentato dinamitardo ai danni di un traliccio dell'alta tensione.

Attualmente Silvia e Costa sono agli arresti domiciliari restrittivi, Betta e Mariangela hanno l'obbligo di firma, Daniele e' in carcere (per un'altra inchiesta), Alice ha l'obbligo di dimora e rientro notturno, Federico e' sotto sorveglianza speciale, mentre gli altri sono liberi (con il divieto di dimora a Pisa).
Con un colpo di scena nell'udienza del 29 ottobre e' stato annullato, per difetto di competenza, l'udienza preliminare che ad aprile aveva visto rinviare a giudizio tutte le compagne ed i compagni. La nuova udienza preliminare e' stata fissata per il 24 aprile 2008, a quasi 2 anni dagli arresti.


Il 16 giugno Daniele e Francesco sono stati arrestati con l'accusa di rapina e ricettazione.


Per scrivere ai prigionieri:

Daniele Casalini
Casa Circondariale
via Burla 59
43100 Parma

Francesco Gioia
C.C. Sollicciano
via Girolamo Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano (FI)

Per sostegno economico:

conto corrente postale n.72208614 intestato a Drovandi Luca

Per contattatti: Casella Postale 351, Livorno Centro, 57123 Livorno , email: anarchicisolidali@virgilio.it





FUORILUOGO

Il 13 ottobre 2007 sono stati arrestati 5 fra compagni e compagni legati al Fuoriluogo di Bologna che avevano cercato di impedire un TSO (Trattamento sanitario Obbligatorio) su una ragazza che si era seplicemente addormentata in strada. Alla convalida degli arresti Magda e Manu furono mandate ai domiciliari, mentre Christian (Faco), Andrea (Texino) e Federico in carcere.
Nei giorni seguenti altri compagni sono stati tratti in arresto e processati per direttissima perche' colti a vergare scritte in solidarieta' degli arrestati. A Juan e Miroslav (Bogu) 10 mesi e sono attualmente in carcere, a David, Belle ed Alessio 4 mesi ed il divieto di dimora a Bologna.
Il 23 novembre Magda e' stata condotta al carcere La Dozza perche', dicono, non ha risposto ad un controllo notturno.
Il 31 gennaio sono stati compiuti altri tre arresti sempre con le solite accuse con in piu' "l'aggravante" di essersi dimostrati solidali con i compagn* arrestati. Cosi' Sirio e' stato condotto a La Dozza e Sara e Sabo ai domiciliari.
Al momento Bogu, Texino, Federico, Sirio, Faco, Sara e Magda e Magda sono ai domiciliari, Sabo e' stato scarcerato mentre Juan rimane in carcere:

Per scrivere:

Juan Antonio Sorroche Fernandez
Casa Circondariale Poggioreale
Via Nuova Poggioreale, 177
80183 Napoli

Per maggiori informazioni: www.informa-azione.info


GRAN BRETAGNA


JOHN, JON, KERRY e JOSEPHINE

A fine settembre 4 attivisti inglesi sono stati arrestati con l'accusa di ricatto nei confronti della famiglia Hall, proprietaria dell'allevamento di cavie da laboratorio Newchurch guinea pig farm. L'accusa e' legata alla sottrazione del cadavere di Gladys Hammond, appartenente alla famiglia degli allevatori.
Il 10 aprile 2006 i 4 hanno patteggiato..la condanna definitiva e' arrivata a maggio: 12 anni per John, Jon e Kerry e 4 anni per Josephine.

Il 15 marzo 2007 c'e' stato l'appello, ma nonostante l'assurdita' delle accuse e della condanna, non c'e' stata riduzione della pena.

Scrivere lettere di supporto a:

John Smith #TB4887
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Jon Ablewhite #TB4885
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Kerry Whitburn #TB4886
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Josephine Mayo e' ancora in carcere, ma per motivi di studio ha chiesto di essere tolta dalle liste dei progionieri.




SARAH GISBORNE

ImageSarah e' stata condannata per "cospirazione per causare danni criminali". E' stata condannata a ben 6 anni e mezzo, condanna molto molto piu' pesante rispetto al reato contestato. Da notare che lo stesso giorno in quel tribunale hanno condannato a 5 anni una donna che aveva ucciso il proprio figlio.
Al successivo processo di appello la pena di Sarah e' stata abbassata di 1 anno.

Leggi una lettera di Sarah al movimento

Scrivere a:

Sarah Gisborne #LT5393
HMP Downview
Sutton Lane
Sutton Surrey SM2 5PD
UNITED KINGDOM




SHAC UK


In varie ondate repressive sono diversi gli attivisti inglesi finiti in carcere a seguito della loro partecipazione alla Campagna SHAC.
E' abbastanza evidente che un movimento radicale con numerose vittorie alle spalle faccia paura sopratutto considerando che Huntingdon Life Sciences dal colosso che era si ritrova quasi al collasso salva solo grazie all'appoggio costante del governo inglese.
Ma cio' non deve spaventare, anzi deve spingere tutti noi ad un maggiore impegno perche' l'obiettivo e' vicino, basta solo volerlo.


DONALD CURRIE

E' stato arrestato il 30 marzo 2006 per possesso di materiale incendiario. Il suo arresto e' legato agli attacchi alla PDP Courier, cliente HLS, e alla Wilton Box Company, che costruisce box per il trasporto di animali ai laboratori.
Il 7 dicembre 2006 e' stato condannato a 12 anni.
Don ha tre figli e 2 cani che gli mancano tantissimo, quindi non facciamogli mancare il nostro supporto.
Per scrivergli:

Donald Currie #A3660AA
HMP Parkhurst
Newport
Isle of Wight PO30 5NX
UNITED KINGDOM




MARK, SUZANNE e TERESA

Sono stati condannati a pene pesantissime solo per essere attivisti della campagna SHAC. Picchetti e cartelli contro aziende legate ad HLS sono stati considerati atti di terrorismo gravissimi e cosi' nel marzo 2007 Mark e' stato condannato a 4 anni, sua moglie Suzanne a 2 anni e mezzo e Teresa a 15 mesi. Mark e Suzanne hanno due figlie adolescenti.
Teresa e' stata trasferita agli arresti domiciliari da luglio 2007 e Susanne dal 23 gennaio.
Mark ha chiesto di essere tolto dalle liste dei prigionieri




GREG, NAT ed HEATHER

Nell'ambito di un'operazione poliziesca europea sono stati tratti in arresto per "cospirazione finalizzata alla estorsione" legata alla campagna SHAC, Gregg, Natasha e Heather. Ad ottobre le misure cautelari sono state confermate e rimarranno quindi in carcere almeno fino a giugno 2008, quando dovrebbe esserci il processo.
Per Nat l'attuale detenzione e' stata trasformata da preventiva in definitiva perche' gia' condannata precedentemente per un altro reato (ingiurie a dei cacciatori).
I loro indirizzi:

Natasha Avery (NR8987)
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx TW15 3JZ
UNITED KINGDOM

Heather Nicholson (VM4859)
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx TW15 3JZ
UNITED KINGDOM

Gregg Avery (TA7450)
HMP Winchester
Romsey Road
Winchester
SO22 5DF
UNITED KINGDOM




MEL BROUGHTON

Il 14 dicembre 2007 e' stato rinviato a giudizio Mel Broughton, attivista di SPEAK.
Le accuse per lui sono di incendio doloso (relativamente a due attacchi incendiari al Queens College nel 2006 ed al Templeton College nel 2007), invio di lettere minatorie e trasporto di materiale esplosivo.
Per scrivere a Mel:

Mel Broughton (TN9138)
HMP Woodhill
Tattenhoe Street
Milton Keynes
Bucks MK4 4DA
UNITED KINGDOM




USA

JEFFREY "FREE" LUERS

ImageJeffrey Luers, detto Free e' stato condannato a 22 ANNI E 8 MESI per l'incendio di 3 SUV (Sport Utility Vehicles - autovetture particolarmente nocive e contro le quali in USA ed adesso anche in Europa c'e' una battaglia sia "istituzionale" delle associazioni ambientaliste sia azioni dirette).
Nell'incendiare i tre veicoli, Free aveva utilizzato tutti gli accorgimenti necessari affinche' non ci fossero altri danni. Cosi' e' stato ed infatti dopo nemmeno mezz'ora l'incendio era finito. Nonostante questo il tribunale dell'Oregon ha comminato a Free una pena detentiva di 22 anni e 8 mesi.
E' del tutto evidente che non sia stato punito l'atto, ma l'idea politica di Free. Lo stesso tribunale ha comminato una pena di 15 ad un uomo che ha ucciso due persone con una scure, 13 anni per lo stupro di diverse ragazze di meno di 16 anni ecc ecc.
Attualmente a Free vengono negate le visite in carcere perche' le periodiche analisi delle urine (con cui viene controllato se un detenuto fa uso di sostanze stupefacenti) sono risultate "annacquate"..a nulla e' servito dimostrare che non erano state sabotate ma che nella realta' l'addetto carcerario aveva fatto bere troppa acqua a Free prima dell'esame.
Il 14 febbrario 2007 la Corte d'Appello ha deciso di rivedere la sentenza, dopo molti rimandi l'udienza si e' tenuta e la pena complessiva e' stata di 10 anni (13 anni in meno della precedente), quindi Jeff sara' libero a dicembre 2009.
Per ulteriori informazioni: http://www.freefreenow.org
Per scrivere a Free:

Jeff Luers #13797671
CCCI
PO Box 9000
Wilsonville, OR 97070
USA




GRANT BARNES

Grant Barnes, 24 anni, e' stato condannato il primo agosto 07 alla pesante pena di 12 anni di reclusione per l'incendio di 7 SUV.
Secondo l'accusa, Barnes avrebbe costruito gli ordigni basandosi sulle istruzioni trovate su un sito internet legato all'ALF ed all'ELF.
I 7 SUV sono andati a fuoco senza che nessuna persona o altri oggetti venissero danneggiati.
Per scrivergli:

Grant Barnes #137563
San Carlos Correctional Facility
PO Box 3
Pueblo, CO 81002
USA




SHAC-7

Gli SHAC-7 sono 6 attivisti americani condannati in base al Federal Animal Enterprise Terrorism Act.
I 6 attivisti sono stati condannati perche' ritenuti responsabili di "disturbo fisico" ad Huntingdon Life Sciences perpetrato attraverso il sito american della campagna. (maggiori info).
Le condanne giunte a settembre sono state durissime: 72 mesi per Kevin, 52 mesi per Lauren, 48 per Jacob, 36 mesi per Joshua, per loro ulteriori 3 anni di liberta' vigilata; 36 mesi per Andrew e 12 mesi + 1 giorno per Darius. Tutti sono stati condannati alla pena pecuniaria di 1milione di dollari.
E' possibile seguire la faccenda e dare supporto consultando il sito di supporto: www.shac7.com
Darius e' stato rilasciato a fine settembre 2007 dopo aver scontato l'85% della pena, mentre gli altri rimangono in carcere. Ecco i recapiti a cui scrivere:

JAKE CONROY

ImageCondannato a 4 anni.
Sito di supporto: www.supportjake.org
Email contatto: lettersforjake@shac7.com

Indirizzo:

Jacob Conroy #93501-011
FCI Victorville Medium I
Federal Correctional Institution
P.O. Box 5300
ADELANTO, CA 92301
USA

LAUREN GAZZOLA

ImageCondannata a 4 anni e 4 mesi.
Sito di supporto: www.supportlauren.com
Email contatto: lettersforlauren@shac7.com

Indirizzo:

Lauren Gazzola #93497-011
FCI DANBURY
Federal Correctional Institution
ROUTE #37
DANBURY, CT 06811
USA

JOSHUA HARPER

ImageCondannato a 3 anni.
Sito di supporto: www.joshharper.org
Email contatto: lettersforlauren@shac7.com

Indirizzo:

Joshua Harper #29429-086
FCI SHERIDAN
Federal Correctional Institution
P.O. BOX 5000
SHERIDAN, OR 97378
USA


KEVIN KJONAAS

ImageCondannato a 6 anni.
Sito di supporto: www.supportkevin.com

Indirizzo:

Kevin Kjonaas #93502-011
FCI SANDSTONE
P.O. BOX 1000
SANDSTONE, MN 55072
USA

ANDREW LLOYD STEPANIAN

ImageCondannato a 3 anni.
Sito di supporto: www.andystepanian.com
Email contatto: lettersforandy@shac7.com

Indirizzo:

Andrew Lloyd Stepanian #26399-050
FCI BUTNER MEDIUM II
Federal Correctional Institution
P.O. BOX 1500
BUTNER, NC 27509
USA




The Green Scare

I primi di dicembre 2005 in USA si e' aperto quello che e' stato chiamato successivamente "The Green Scare", la "paura verde" in ricordo di quello che fu negli anni 40-50 "the Red Scare" (la paura rossa)..allora i perseguitati erano i "comunisti", oggi in USA il pericolo numero uno sono gli ecologisti..tanto che sembra che le risorse spese per fermare questi pericolosissimi soggetti che non uccidono nessuno ma semmai salvano vite siano ben maggiori di quelle spese sul territorio americano per arginare il terrorismo islamico.
Durante questi mesi sono stati numerosi gli arresti, numerose le accuse..purtroppo numerosi anche gli imputati che hanno deciso di collaborare con la "giustizia".
Bill Rodgers, uno dei primi arrestati, si e' suicidato in carcere lasciando un vuoto incolmabile dietro di se.
Nonostante siano fatti diversi c'e' da ricomprendendere in questa ondata di paura "verde" anche Free e gli SHAC-7..nel primo caso abbiamo una condanna a 22 anni per l'incendio di 3 SUV (incendio che grazie alle precauzioni non ha causato alcun danno collaterale), nel secondo abbiamo la previsione di una pesante condanna per il reato di dissentirecontro le torture della vivisezione ed in particolare contro il centro di torture HLS.
E' evidente che in USA (e purtroppo anche in altri paesi, compresa l'Italia) il potere ha scelto di combattere duramente contro la rivoluzione sociale dichiarando guerra aperta a chi intende lottare per la liberazione della Terra.


Raccolta articoli:

I siti di supporto:

I prigionieri

ERIC MCDAVID

Eric e' stato arrestato insieme a Lauren Weiner ed a Zachary Jenson il 13 gennaio 2006 con l'accusa di aver pianificato azioni ALF/ELF.
Per aumentare la pressione su di loro il carcere non gli assicurava pasti vegetariani/vegan, questo era particolarmente pericoloso per Lauren che avendo seri problemi di salute ha necessita' di una dieta molto controllata.
Lauren e' stata scarcerata sotto cauzione ed attualmente si trova agli arresti domiciliari sotto la custodia della sua famiglia nello stato di New York. Fra le varie condizioni per il rilascio, a Lauren e' vietato avere rapporti con i suoi coimputati e con qualunque persona/gruppo/associazione legati all'ambientalismo. Per questa ragione i suoi avvocati hanno chiesto di non attivare alcuna azione di solidarieta' e sostegno per lei. Il 30 maggio Lauren ha cominciato a collaborare con le autorita', piu' nessun sostegno per lei.
A Zachary e ad Eric sono stati negati gli arresti domiciliari.

Dal luglio 2006 Zachary ha scelto di collaborare con le autorita'; piu' nessun sostegno per lui.

Eric ha intrapreso uno sciopero della fame di piu' di 20 giorni perche' non gli veniva assicurato un pasto vegan. Le numerose lettere e chiamate al carcere hanno avuto l'unico risultato di farlo visitare da un nutrizionista. Questi ha, ovviamente, dato l'indicazione di fornigli almeno 2 proteine vegan diverse ogni giorno.
Per alcuni mesi sembrava che la situazione cibo non fosse piu' un problema per Eric, ma adesso sono ricominciati i problemi e da settembre 2007 non ha piu' ne' un pasto vegan ne' assistenza medica.
A fine settembre 2007 si e' svolto il processo per i fatti di cui e' accusato Eric. Dalla testimonianza dell'infiltrata dell'FBI e della collaboratrice Lauren, si capisce chiaramente che le azioni sono state spinte ed agevolate dall'infiltrata stessa. Nonostante questo Eric e' stato condannato per aver pianificato attacchi incendiari a strutture di proprietà del governo, quali la diga Nimbus e un laboratorio di alberi Geneticamente Modificati gestito dal Servizio Forestale. La pena andra' dai 5 ai 20 anni, l'udienza per la sua enunciazione e' stata spostata dal 6 dicembre al 10 gennaio 2008.
Le condizioni di Eric continuano a non essere buone, non gli viene assicurata una dieta vegan e nemmeno le cure mediche. Solo dopo 2 settimane di scioperto della fame ha avuto la vosita di un cardiologo, ma le cure che gli ha prescritto gli vengono ancora negate.
Per Eric e' stato aperto un sito di supporto: www.supporteric.org.

Per scrivere ad Eric:

MCDAVID, ERIC X-2972521 4E 231A
Sacramento County Main Jail
651 "I" Street
Sacramento, CA 95814
USA


NATHAN GRASER BLOCK, JOYANNA LYNN ZACHER

Nathan e Joyanna sono stati arrestati il 24 febbraio con l'accusa di aver partecipato all'attacco incendiario del 2001 alla Jefferson Poplar Tree Farm (Azienda di legnami).
Joyanna e Nathan sono state entrambe condannate ai primi di giugno 2007 a 7 anni ed 8 mesi. Per scrivere loro:

Nathan Block #36359-086
FCI Lompoc
Federal Correctional Institution
3600 Guard Road
Lompoc, CA 93436
USA

Joyanna Zacher #36360-086
FCI Dublin
Federal Correctional Institution
5701 8TH St - Camp Parks - Unit F
Dublin, CA 94568
USA

E' possibile contattare il loro supporto all'indirizzo email: supportersofnathanandjoyanna@gmail.com


DANIEL McGOWAN

Daniel e' stato arrestato a gennaio 2006 con l'accusa di aver partecipato a diverse azioni ELF in Oregon. A giugno '07 e' stato condannato a 7 anni di reclusione. Daniel faceva volontariato presso un centro che da supporto legale e morale a donne maltrattate, inoltre si e' sempre distinto per la sua attivita' di supporto verso i progionieri politici. La sua amicizia con Jeff Free Luers e' stata usata contro di lui come aggravante.
Daniel, che era stato scarcerato, adesso e' di nuovo in carcere per scontare la pena. Per scrivergli:

DANIEL McGOWAN #63794-053
UNIT I
FCI SANDSTONE
P.O. BOX 1000
SANDSTONE MN 55072
USA

Sito di supporto: www.supportdaniel.org


JONATHAN PAUL

Jonathan e' stato condannato per l'incendio di un mattatoio a 5 anni ed un mese.
Di seguito l'indirizzo a cui scrivergli:

Jonathan Paul #07167-085
FCI Phoenix
Federal Correctional Institution
37910 N 45th Ave
Phoenix, AZ 85086
USA

Per scrivere al suo supporto:

Friends and Family of Jonathan Paul
PMB# 267
2305 Ashland St., Ste. C
Ashland, OR 97520
USA

oppure: friendsofjonathanpaul@yahoo.com


BRIANNA WATERS

Brianna e'accusata di diversi incendi rivendicati dall'ELF. E'stata condannata ai primi di marzo 2008, la sua pena verra' annunciata il 30 maggio, rischia da 5 fino a 20 anni di carcere.
Incredibilmente il giudice ha deciso la sua immediata carcerazione per il pericolo di fuga e di reiterazione dei reati.
E' importante sostenere Brianna in questo momento particolarmente difficile:

Briana Waters 36432-086
FDC - Seatac
Federal Detention Center
P.O. Box 13900
Seattle, WA 98198
USA




JOSHUA ROSENBERG

Joshua, 29 anni, e' stato arrestato dalla polizia di Austin il 10 settembre.
E' accusato di essere tornato alcune ore dopo una protesta contro un ristorante che serve fois gras, e di aver infranto le sue vetrine.
Per scrivergli:

Joshua Rosenberg - 11/16/1977
Travis County Correctional Complex
3614 Bill Price Road
Del Valle, TX 78617
USA





SVEZIA


ATTIVISTI

A maggio 2007 tre attivisti svedesi sono stati arrestati con l'accusa di aver liberato alcuni conigli da un allevamento.
Tutti e tre sono sotto custodia.
Per ragioni legali non possono essere identificati. In ogni caso il supporto e' ben gradito ed e' possibile scrivere a: brevtillknivsta@yahoo.se




SVIZZERA


MARCO CAMENISH

ImageMarco Camenisch e' un ribelle ecologista, attivo nel movimento di lotta antinucleare dalla fine degli anni '70. Venne arrestato nel 1980 con l'accusa di aver sabotato alcune centrali atomiche svizzere e condannato ad una pena di 10 anni. Durante il processo Marco lesse una dichiarazione in cui rivendicava l'azione e la inseriva nella protesta contro la distruzione dell'ambiente naturale dei Grigioni e contro il colonialismo di questa regione da parte dell'azienda elettrica Nok.
Nel 1981 Marco riusci' ad evadere dal carcere di Regensdorf (Zurigo - Svizzera) in compagnia di altre 5 persone. Durante la fuga un secondino fu ucciso ed un altro seriamente ferito. Marco non ebbe alcuna responsabilita' di questo, anche se e' stato processato anche per questo fatto.
Marco riparo' in Italia dove, sotto il nome di Martino, riusci' a vivere libero per 10 anni.
Nel 1989 la polizia federale svizzera ed i media incolpano Marco dell'uccisione di una guardia di frontiera a Brusio.
Nel novembre 2002 i Carabinieri toscani lo catturano nei pressi di Massa, solo una scarica di mitraglietta ha potuto interrompere la sua liberta'.
In Italia viene accusato del sabotaggio di diversi tralicci avvenuti negli anni della sua latitanza e di alcuni sabotaggi avvenuti dopo il suo arresto, per l'accusa lui era l'unica mente di tutti i sabotaggi.
Venne condannato a 12 anni, 12 anni passati da un carcere all'altro dove subiva ogni tipo di soprusi ed angherie nel tentativo di fiaccarne l'identita' e la coerenza e di stroncare ed intimidire la fitta rete di solidarieta' militante ed affettiva nei suoi confronti.
Nell'aprile del 2002, Marco e' stato estradato in Svizzera, dove oltre a dover finire di scontare la pena gia' inflittagli, doveva anche affrontare due processi per omicidio.
Nel 2004 e' stato condannato a 17 anni per l'uccisione del secondino di Regensdorf, mentre per l'uccisione della guardia di frontiera di Brusio l'accusa non e' riuscita ad inventarsi niente di credibile.
Il 13 marzo 2007 la Corte di Assise di Zurigo ha discusso il ricorso presentato da Marco per la riduzione della pena. Contemporaneamente e' stata discussa la richiesta del procuratore Ulrich Weder volta ad ottenere l'internamento a tempo indeterminato per Marco, essendo a suo dire, pericoloso e capace di commettere delitti efferati. La richiesta del procuratore e' stata respinta, e la pena per Marco e' stata ridotta da 17 a 8 anni.
Questo significa che Marco sara' libero al piu' tardi nel 2018 (se gli verra' riconosciuta la buona condotta sara' fuori nel 2012).
Per capire qualcosa di piu' circa la personalita' di Camenish e' possibile leggere "Achtung Banditen! - L'ecologismo radicale di Marco Camenisch" a cura di Piero Tognoli con l'introduzione di John Zerzan - Edizioni Nautilus
Per scrivere a Marco:

Marco Camenisch
Postfach 3143
CH-8105 Regensdorf
Switzerland




CANADA


BETTY KRAWCZYK

Betty e' una nota ecologista canadese di 78 anni che ha partecipato a molte lotte contro la deforestazione e per le quali ha gia' passato tre anni in carcere.
Al momento si trova nuovamente in prigione per aver partecipato alla resistenza contro la costruzione di strutture olimpiche nella zona di Eagleridge Bluffs, vicino a Vancouver, territorio tradizionale della tribu' Squamish.
Per scriverle:

Betty Krawczyk
Alouette Correctional Centre for Women
P.O. Box 1000 Maple Ridge
BC V2X 3K4
Canada




SPAGNA


SOS ITOIZ

Alla fine degli anni '90 nacque ad Itoiz, nei Paesi Baschi, nacque un gruppo di resistenza contro la costruzione di un'enorme diga. A fianco delle iniziative pubblich e popolari, un gruppo di persone decise di sabotare la costruzione della distruttiva diga tagliando degli enormi cavi che tennero il cantiere fermo a lungo.
Durante l'azione furono fermate e pestate 8 persone che si diedero alla latitanza prima del processo (che li ha visti tutti condannati).
Dopo Ibai Ederra (catturato nel 2004), e' stato trovato anche Julio Villanueva.
Per maggiori informazioni: www.tmcrew.org/int/itoiz (in italiano) e www.sindominio.net/sositoiz

Per scrivere ai prigionieri:

Ibai Ederra
Carcel de Pamplona
C/San Roque. Apdo. 250
31080 - Iruñez - Pamplona (Navarra)
España

Julio Villanueva
C.P. Prision De Pamplona
31080 Iruna (Navarra)
España

 

 

http://veganlink.antifa.net/hp/index.php?option=com_content&task=view&id=1215&Itemid=27