Lista dei Prigionieri eco-animalisti

Inviato da autonomix | 25 Mar, 2008
Prigionieri eco-animalisti a cui scrivere per sostegno
Aggiornamento al 23/03/2008


ITALIA


GRUPPO ECOLOGISTA DI VIA DEL CUORE

Il 4 maggio 2006 sono stati effettuati numerosi arresti fra le fila del gruppo anarchico ecologista Il Silvestre di Pisa.
L'accusa e' di reati a scopo eversivo ed in particolare sono accusati di un attentato dinamitardo ai danni di un traliccio dell'alta tensione.

Attualmente Silvia e Costa sono agli arresti domiciliari restrittivi, Betta e Mariangela hanno l'obbligo di firma, Daniele e' in carcere (per un'altra inchiesta), Alice ha l'obbligo di dimora e rientro notturno, Federico e' sotto sorveglianza speciale, mentre gli altri sono liberi (con il divieto di dimora a Pisa).
Con un colpo di scena nell'udienza del 29 ottobre e' stato annullato, per difetto di competenza, l'udienza preliminare che ad aprile aveva visto rinviare a giudizio tutte le compagne ed i compagni. La nuova udienza preliminare e' stata fissata per il 24 aprile 2008, a quasi 2 anni dagli arresti.


Il 16 giugno Daniele e Francesco sono stati arrestati con l'accusa di rapina e ricettazione.


Per scrivere ai prigionieri:

Daniele Casalini
Casa Circondariale
via Burla 59
43100 Parma

Francesco Gioia
C.C. Sollicciano
via Girolamo Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano (FI)

Per sostegno economico:

conto corrente postale n.72208614 intestato a Drovandi Luca

Per contattatti: Casella Postale 351, Livorno Centro, 57123 Livorno , email: anarchicisolidali@virgilio.it





FUORILUOGO

Il 13 ottobre 2007 sono stati arrestati 5 fra compagni e compagni legati al Fuoriluogo di Bologna che avevano cercato di impedire un TSO (Trattamento sanitario Obbligatorio) su una ragazza che si era seplicemente addormentata in strada. Alla convalida degli arresti Magda e Manu furono mandate ai domiciliari, mentre Christian (Faco), Andrea (Texino) e Federico in carcere.
Nei giorni seguenti altri compagni sono stati tratti in arresto e processati per direttissima perche' colti a vergare scritte in solidarieta' degli arrestati. A Juan e Miroslav (Bogu) 10 mesi e sono attualmente in carcere, a David, Belle ed Alessio 4 mesi ed il divieto di dimora a Bologna.
Il 23 novembre Magda e' stata condotta al carcere La Dozza perche', dicono, non ha risposto ad un controllo notturno.
Il 31 gennaio sono stati compiuti altri tre arresti sempre con le solite accuse con in piu' "l'aggravante" di essersi dimostrati solidali con i compagn* arrestati. Cosi' Sirio e' stato condotto a La Dozza e Sara e Sabo ai domiciliari.
Al momento Bogu, Texino, Federico, Sirio, Faco, Sara e Magda e Magda sono ai domiciliari, Sabo e' stato scarcerato mentre Juan rimane in carcere:

Per scrivere:

Juan Antonio Sorroche Fernandez
Casa Circondariale Poggioreale
Via Nuova Poggioreale, 177
80183 Napoli

Per maggiori informazioni: www.informa-azione.info


GRAN BRETAGNA


JOHN, JON, KERRY e JOSEPHINE

A fine settembre 4 attivisti inglesi sono stati arrestati con l'accusa di ricatto nei confronti della famiglia Hall, proprietaria dell'allevamento di cavie da laboratorio Newchurch guinea pig farm. L'accusa e' legata alla sottrazione del cadavere di Gladys Hammond, appartenente alla famiglia degli allevatori.
Il 10 aprile 2006 i 4 hanno patteggiato..la condanna definitiva e' arrivata a maggio: 12 anni per John, Jon e Kerry e 4 anni per Josephine.

Il 15 marzo 2007 c'e' stato l'appello, ma nonostante l'assurdita' delle accuse e della condanna, non c'e' stata riduzione della pena.

Scrivere lettere di supporto a:

John Smith #TB4887
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Jon Ablewhite #TB4885
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Kerry Whitburn #TB4886
HMP Lowdham Grange
Lowdham
Nottingham NG14 7DA
UNITED KINGDOM

Josephine Mayo e' ancora in carcere, ma per motivi di studio ha chiesto di essere tolta dalle liste dei progionieri.




SARAH GISBORNE

ImageSarah e' stata condannata per "cospirazione per causare danni criminali". E' stata condannata a ben 6 anni e mezzo, condanna molto molto piu' pesante rispetto al reato contestato. Da notare che lo stesso giorno in quel tribunale hanno condannato a 5 anni una donna che aveva ucciso il proprio figlio.
Al successivo processo di appello la pena di Sarah e' stata abbassata di 1 anno.

Leggi una lettera di Sarah al movimento

Scrivere a:

Sarah Gisborne #LT5393
HMP Downview
Sutton Lane
Sutton Surrey SM2 5PD
UNITED KINGDOM




SHAC UK


In varie ondate repressive sono diversi gli attivisti inglesi finiti in carcere a seguito della loro partecipazione alla Campagna SHAC.
E' abbastanza evidente che un movimento radicale con numerose vittorie alle spalle faccia paura sopratutto considerando che Huntingdon Life Sciences dal colosso che era si ritrova quasi al collasso salva solo grazie all'appoggio costante del governo inglese.
Ma cio' non deve spaventare, anzi deve spingere tutti noi ad un maggiore impegno perche' l'obiettivo e' vicino, basta solo volerlo.


DONALD CURRIE

E' stato arrestato il 30 marzo 2006 per possesso di materiale incendiario. Il suo arresto e' legato agli attacchi alla PDP Courier, cliente HLS, e alla Wilton Box Company, che costruisce box per il trasporto di animali ai laboratori.
Il 7 dicembre 2006 e' stato condannato a 12 anni.
Don ha tre figli e 2 cani che gli mancano tantissimo, quindi non facciamogli mancare il nostro supporto.
Per scrivergli:

Donald Currie #A3660AA
HMP Parkhurst
Newport
Isle of Wight PO30 5NX
UNITED KINGDOM




MARK, SUZANNE e TERESA

Sono stati condannati a pene pesantissime solo per essere attivisti della campagna SHAC. Picchetti e cartelli contro aziende legate ad HLS sono stati considerati atti di terrorismo gravissimi e cosi' nel marzo 2007 Mark e' stato condannato a 4 anni, sua moglie Suzanne a 2 anni e mezzo e Teresa a 15 mesi. Mark e Suzanne hanno due figlie adolescenti.
Teresa e' stata trasferita agli arresti domiciliari da luglio 2007 e Susanne dal 23 gennaio.
Mark ha chiesto di essere tolto dalle liste dei prigionieri




GREG, NAT ed HEATHER

Nell'ambito di un'operazione poliziesca europea sono stati tratti in arresto per "cospirazione finalizzata alla estorsione" legata alla campagna SHAC, Gregg, Natasha e Heather. Ad ottobre le misure cautelari sono state confermate e rimarranno quindi in carcere almeno fino a giugno 2008, quando dovrebbe esserci il processo.
Per Nat l'attuale detenzione e' stata trasformata da preventiva in definitiva perche' gia' condannata precedentemente per un altro reato (ingiurie a dei cacciatori).
I loro indirizzi:

Natasha Avery (NR8987)
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx TW15 3JZ
UNITED KINGDOM

Heather Nicholson (VM4859)
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx TW15 3JZ
UNITED KINGDOM

Gregg Avery (TA7450)
HMP Winchester
Romsey Road
Winchester
SO22 5DF
UNITED KINGDOM




MEL BROUGHTON

Il 14 dicembre 2007 e' stato rinviato a giudizio Mel Broughton, attivista di SPEAK.
Le accuse per lui sono di incendio doloso (relativamente a due attacchi incendiari al Queens College nel 2006 ed al Templeton College nel 2007), invio di lettere minatorie e trasporto di materiale esplosivo.
Per scrivere a Mel:

Mel Broughton (TN9138)
HMP Woodhill
Tattenhoe Street
Milton Keynes
Bucks MK4 4DA
UNITED KINGDOM




USA

JEFFREY "FREE" LUERS

ImageJeffrey Luers, detto Free e' stato condannato a 22 ANNI E 8 MESI per l'incendio di 3 SUV (Sport Utility Vehicles - autovetture particolarmente nocive e contro le quali in USA ed adesso anche in Europa c'e' una battaglia sia "istituzionale" delle associazioni ambientaliste sia azioni dirette).
Nell'incendiare i tre veicoli, Free aveva utilizzato tutti gli accorgimenti necessari affinche' non ci fossero altri danni. Cosi' e' stato ed infatti dopo nemmeno mezz'ora l'incendio era finito. Nonostante questo il tribunale dell'Oregon ha comminato a Free una pena detentiva di 22 anni e 8 mesi.
E' del tutto evidente che non sia stato punito l'atto, ma l'idea politica di Free. Lo stesso tribunale ha comminato una pena di 15 ad un uomo che ha ucciso due persone con una scure, 13 anni per lo stupro di diverse ragazze di meno di 16 anni ecc ecc.
Attualmente a Free vengono negate le visite in carcere perche' le periodiche analisi delle urine (con cui viene controllato se un detenuto fa uso di sostanze stupefacenti) sono risultate "annacquate"..a nulla e' servito dimostrare che non erano state sabotate ma che nella realta' l'addetto carcerario aveva fatto bere troppa acqua a Free prima dell'esame.
Il 14 febbrario 2007 la Corte d'Appello ha deciso di rivedere la sentenza, dopo molti rimandi l'udienza si e' tenuta e la pena complessiva e' stata di 10 anni (13 anni in meno della precedente), quindi Jeff sara' libero a dicembre 2009.
Per ulteriori informazioni: http://www.freefreenow.org
Per scrivere a Free:

Jeff Luers #13797671
CCCI
PO Box 9000
Wilsonville, OR 97070
USA




GRANT BARNES

Grant Barnes, 24 anni, e' stato condannato il primo agosto 07 alla pesante pena di 12 anni di reclusione per l'incendio di 7 SUV.
Secondo l'accusa, Barnes avrebbe costruito gli ordigni basandosi sulle istruzioni trovate su un sito internet legato all'ALF ed all'ELF.
I 7 SUV sono andati a fuoco senza che nessuna persona o altri oggetti venissero danneggiati.
Per scrivergli:

Grant Barnes #137563
San Carlos Correctional Facility
PO Box 3
Pueblo, CO 81002
USA




SHAC-7

Gli SHAC-7 sono 6 attivisti americani condannati in base al Federal Animal Enterprise Terrorism Act.
I 6 attivisti sono stati condannati perche' ritenuti responsabili di "disturbo fisico" ad Huntingdon Life Sciences perpetrato attraverso il sito american della campagna. (maggiori info).
Le condanne giunte a settembre sono state durissime: 72 mesi per Kevin, 52 mesi per Lauren, 48 per Jacob, 36 mesi per Joshua, per loro ulteriori 3 anni di liberta' vigilata; 36 mesi per Andrew e 12 mesi + 1 giorno per Darius. Tutti sono stati condannati alla pena pecuniaria di 1milione di dollari.
E' possibile seguire la faccenda e dare supporto consultando il sito di supporto: www.shac7.com
Darius e' stato rilasciato a fine settembre 2007 dopo aver scontato l'85% della pena, mentre gli altri rimangono in carcere. Ecco i recapiti a cui scrivere:

JAKE CONROY

ImageCondannato a 4 anni.
Sito di supporto: www.supportjake.org
Email contatto: lettersforjake@shac7.com

Indirizzo:

Jacob Conroy #93501-011
FCI Victorville Medium I
Federal Correctional Institution
P.O. Box 5300
ADELANTO, CA 92301
USA

LAUREN GAZZOLA

ImageCondannata a 4 anni e 4 mesi.
Sito di supporto: www.supportlauren.com
Email contatto: lettersforlauren@shac7.com

Indirizzo:

Lauren Gazzola #93497-011
FCI DANBURY
Federal Correctional Institution
ROUTE #37
DANBURY, CT 06811
USA

JOSHUA HARPER

ImageCondannato a 3 anni.
Sito di supporto: www.joshharper.org
Email contatto: lettersforlauren@shac7.com

Indirizzo:

Joshua Harper #29429-086
FCI SHERIDAN
Federal Correctional Institution
P.O. BOX 5000
SHERIDAN, OR 97378
USA


KEVIN KJONAAS

ImageCondannato a 6 anni.
Sito di supporto: www.supportkevin.com

Indirizzo:

Kevin Kjonaas #93502-011
FCI SANDSTONE
P.O. BOX 1000
SANDSTONE, MN 55072
USA

ANDREW LLOYD STEPANIAN

ImageCondannato a 3 anni.
Sito di supporto: www.andystepanian.com
Email contatto: lettersforandy@shac7.com

Indirizzo:

Andrew Lloyd Stepanian #26399-050
FCI BUTNER MEDIUM II
Federal Correctional Institution
P.O. BOX 1500
BUTNER, NC 27509
USA




The Green Scare

I primi di dicembre 2005 in USA si e' aperto quello che e' stato chiamato successivamente "The Green Scare", la "paura verde" in ricordo di quello che fu negli anni 40-50 "the Red Scare" (la paura rossa)..allora i perseguitati erano i "comunisti", oggi in USA il pericolo numero uno sono gli ecologisti..tanto che sembra che le risorse spese per fermare questi pericolosissimi soggetti che non uccidono nessuno ma semmai salvano vite siano ben maggiori di quelle spese sul territorio americano per arginare il terrorismo islamico.
Durante questi mesi sono stati numerosi gli arresti, numerose le accuse..purtroppo numerosi anche gli imputati che hanno deciso di collaborare con la "giustizia".
Bill Rodgers, uno dei primi arrestati, si e' suicidato in carcere lasciando un vuoto incolmabile dietro di se.
Nonostante siano fatti diversi c'e' da ricomprendendere in questa ondata di paura "verde" anche Free e gli SHAC-7..nel primo caso abbiamo una condanna a 22 anni per l'incendio di 3 SUV (incendio che grazie alle precauzioni non ha causato alcun danno collaterale), nel secondo abbiamo la previsione di una pesante condanna per il reato di dissentirecontro le torture della vivisezione ed in particolare contro il centro di torture HLS.
E' evidente che in USA (e purtroppo anche in altri paesi, compresa l'Italia) il potere ha scelto di combattere duramente contro la rivoluzione sociale dichiarando guerra aperta a chi intende lottare per la liberazione della Terra.


Raccolta articoli:

I siti di supporto:

I prigionieri

ERIC MCDAVID

Eric e' stato arrestato insieme a Lauren Weiner ed a Zachary Jenson il 13 gennaio 2006 con l'accusa di aver pianificato azioni ALF/ELF.
Per aumentare la pressione su di loro il carcere non gli assicurava pasti vegetariani/vegan, questo era particolarmente pericoloso per Lauren che avendo seri problemi di salute ha necessita' di una dieta molto controllata.
Lauren e' stata scarcerata sotto cauzione ed attualmente si trova agli arresti domiciliari sotto la custodia della sua famiglia nello stato di New York. Fra le varie condizioni per il rilascio, a Lauren e' vietato avere rapporti con i suoi coimputati e con qualunque persona/gruppo/associazione legati all'ambientalismo. Per questa ragione i suoi avvocati hanno chiesto di non attivare alcuna azione di solidarieta' e sostegno per lei. Il 30 maggio Lauren ha cominciato a collaborare con le autorita', piu' nessun sostegno per lei.
A Zachary e ad Eric sono stati negati gli arresti domiciliari.

Dal luglio 2006 Zachary ha scelto di collaborare con le autorita'; piu' nessun sostegno per lui.

Eric ha intrapreso uno sciopero della fame di piu' di 20 giorni perche' non gli veniva assicurato un pasto vegan. Le numerose lettere e chiamate al carcere hanno avuto l'unico risultato di farlo visitare da un nutrizionista. Questi ha, ovviamente, dato l'indicazione di fornigli almeno 2 proteine vegan diverse ogni giorno.
Per alcuni mesi sembrava che la situazione cibo non fosse piu' un problema per Eric, ma adesso sono ricominciati i problemi e da settembre 2007 non ha piu' ne' un pasto vegan ne' assistenza medica.
A fine settembre 2007 si e' svolto il processo per i fatti di cui e' accusato Eric. Dalla testimonianza dell'infiltrata dell'FBI e della collaboratrice Lauren, si capisce chiaramente che le azioni sono state spinte ed agevolate dall'infiltrata stessa. Nonostante questo Eric e' stato condannato per aver pianificato attacchi incendiari a strutture di proprietà del governo, quali la diga Nimbus e un laboratorio di alberi Geneticamente Modificati gestito dal Servizio Forestale. La pena andra' dai 5 ai 20 anni, l'udienza per la sua enunciazione e' stata spostata dal 6 dicembre al 10 gennaio 2008.
Le condizioni di Eric continuano a non essere buone, non gli viene assicurata una dieta vegan e nemmeno le cure mediche. Solo dopo 2 settimane di scioperto della fame ha avuto la vosita di un cardiologo, ma le cure che gli ha prescritto gli vengono ancora negate.
Per Eric e' stato aperto un sito di supporto: www.supporteric.org.

Per scrivere ad Eric:

MCDAVID, ERIC X-2972521 4E 231A
Sacramento County Main Jail
651 "I" Street
Sacramento, CA 95814
USA


NATHAN GRASER BLOCK, JOYANNA LYNN ZACHER

Nathan e Joyanna sono stati arrestati il 24 febbraio con l'accusa di aver partecipato all'attacco incendiario del 2001 alla Jefferson Poplar Tree Farm (Azienda di legnami).
Joyanna e Nathan sono state entrambe condannate ai primi di giugno 2007 a 7 anni ed 8 mesi. Per scrivere loro:

Nathan Block #36359-086
FCI Lompoc
Federal Correctional Institution
3600 Guard Road
Lompoc, CA 93436
USA

Joyanna Zacher #36360-086
FCI Dublin
Federal Correctional Institution
5701 8TH St - Camp Parks - Unit F
Dublin, CA 94568
USA

E' possibile contattare il loro supporto all'indirizzo email: supportersofnathanandjoyanna@gmail.com


DANIEL McGOWAN

Daniel e' stato arrestato a gennaio 2006 con l'accusa di aver partecipato a diverse azioni ELF in Oregon. A giugno '07 e' stato condannato a 7 anni di reclusione. Daniel faceva volontariato presso un centro che da supporto legale e morale a donne maltrattate, inoltre si e' sempre distinto per la sua attivita' di supporto verso i progionieri politici. La sua amicizia con Jeff Free Luers e' stata usata contro di lui come aggravante.
Daniel, che era stato scarcerato, adesso e' di nuovo in carcere per scontare la pena. Per scrivergli:

DANIEL McGOWAN #63794-053
UNIT I
FCI SANDSTONE
P.O. BOX 1000
SANDSTONE MN 55072
USA

Sito di supporto: www.supportdaniel.org


JONATHAN PAUL

Jonathan e' stato condannato per l'incendio di un mattatoio a 5 anni ed un mese.
Di seguito l'indirizzo a cui scrivergli:

Jonathan Paul #07167-085
FCI Phoenix
Federal Correctional Institution
37910 N 45th Ave
Phoenix, AZ 85086
USA

Per scrivere al suo supporto:

Friends and Family of Jonathan Paul
PMB# 267
2305 Ashland St., Ste. C
Ashland, OR 97520
USA

oppure: friendsofjonathanpaul@yahoo.com


BRIANNA WATERS

Brianna e'accusata di diversi incendi rivendicati dall'ELF. E'stata condannata ai primi di marzo 2008, la sua pena verra' annunciata il 30 maggio, rischia da 5 fino a 20 anni di carcere.
Incredibilmente il giudice ha deciso la sua immediata carcerazione per il pericolo di fuga e di reiterazione dei reati.
E' importante sostenere Brianna in questo momento particolarmente difficile:

Briana Waters 36432-086
FDC - Seatac
Federal Detention Center
P.O. Box 13900
Seattle, WA 98198
USA




JOSHUA ROSENBERG

Joshua, 29 anni, e' stato arrestato dalla polizia di Austin il 10 settembre.
E' accusato di essere tornato alcune ore dopo una protesta contro un ristorante che serve fois gras, e di aver infranto le sue vetrine.
Per scrivergli:

Joshua Rosenberg - 11/16/1977
Travis County Correctional Complex
3614 Bill Price Road
Del Valle, TX 78617
USA





SVEZIA


ATTIVISTI

A maggio 2007 tre attivisti svedesi sono stati arrestati con l'accusa di aver liberato alcuni conigli da un allevamento.
Tutti e tre sono sotto custodia.
Per ragioni legali non possono essere identificati. In ogni caso il supporto e' ben gradito ed e' possibile scrivere a: brevtillknivsta@yahoo.se




SVIZZERA


MARCO CAMENISH

ImageMarco Camenisch e' un ribelle ecologista, attivo nel movimento di lotta antinucleare dalla fine degli anni '70. Venne arrestato nel 1980 con l'accusa di aver sabotato alcune centrali atomiche svizzere e condannato ad una pena di 10 anni. Durante il processo Marco lesse una dichiarazione in cui rivendicava l'azione e la inseriva nella protesta contro la distruzione dell'ambiente naturale dei Grigioni e contro il colonialismo di questa regione da parte dell'azienda elettrica Nok.
Nel 1981 Marco riusci' ad evadere dal carcere di Regensdorf (Zurigo - Svizzera) in compagnia di altre 5 persone. Durante la fuga un secondino fu ucciso ed un altro seriamente ferito. Marco non ebbe alcuna responsabilita' di questo, anche se e' stato processato anche per questo fatto.
Marco riparo' in Italia dove, sotto il nome di Martino, riusci' a vivere libero per 10 anni.
Nel 1989 la polizia federale svizzera ed i media incolpano Marco dell'uccisione di una guardia di frontiera a Brusio.
Nel novembre 2002 i Carabinieri toscani lo catturano nei pressi di Massa, solo una scarica di mitraglietta ha potuto interrompere la sua liberta'.
In Italia viene accusato del sabotaggio di diversi tralicci avvenuti negli anni della sua latitanza e di alcuni sabotaggi avvenuti dopo il suo arresto, per l'accusa lui era l'unica mente di tutti i sabotaggi.
Venne condannato a 12 anni, 12 anni passati da un carcere all'altro dove subiva ogni tipo di soprusi ed angherie nel tentativo di fiaccarne l'identita' e la coerenza e di stroncare ed intimidire la fitta rete di solidarieta' militante ed affettiva nei suoi confronti.
Nell'aprile del 2002, Marco e' stato estradato in Svizzera, dove oltre a dover finire di scontare la pena gia' inflittagli, doveva anche affrontare due processi per omicidio.
Nel 2004 e' stato condannato a 17 anni per l'uccisione del secondino di Regensdorf, mentre per l'uccisione della guardia di frontiera di Brusio l'accusa non e' riuscita ad inventarsi niente di credibile.
Il 13 marzo 2007 la Corte di Assise di Zurigo ha discusso il ricorso presentato da Marco per la riduzione della pena. Contemporaneamente e' stata discussa la richiesta del procuratore Ulrich Weder volta ad ottenere l'internamento a tempo indeterminato per Marco, essendo a suo dire, pericoloso e capace di commettere delitti efferati. La richiesta del procuratore e' stata respinta, e la pena per Marco e' stata ridotta da 17 a 8 anni.
Questo significa che Marco sara' libero al piu' tardi nel 2018 (se gli verra' riconosciuta la buona condotta sara' fuori nel 2012).
Per capire qualcosa di piu' circa la personalita' di Camenish e' possibile leggere "Achtung Banditen! - L'ecologismo radicale di Marco Camenisch" a cura di Piero Tognoli con l'introduzione di John Zerzan - Edizioni Nautilus
Per scrivere a Marco:

Marco Camenisch
Postfach 3143
CH-8105 Regensdorf
Switzerland




CANADA


BETTY KRAWCZYK

Betty e' una nota ecologista canadese di 78 anni che ha partecipato a molte lotte contro la deforestazione e per le quali ha gia' passato tre anni in carcere.
Al momento si trova nuovamente in prigione per aver partecipato alla resistenza contro la costruzione di strutture olimpiche nella zona di Eagleridge Bluffs, vicino a Vancouver, territorio tradizionale della tribu' Squamish.
Per scriverle:

Betty Krawczyk
Alouette Correctional Centre for Women
P.O. Box 1000 Maple Ridge
BC V2X 3K4
Canada




SPAGNA


SOS ITOIZ

Alla fine degli anni '90 nacque ad Itoiz, nei Paesi Baschi, nacque un gruppo di resistenza contro la costruzione di un'enorme diga. A fianco delle iniziative pubblich e popolari, un gruppo di persone decise di sabotare la costruzione della distruttiva diga tagliando degli enormi cavi che tennero il cantiere fermo a lungo.
Durante l'azione furono fermate e pestate 8 persone che si diedero alla latitanza prima del processo (che li ha visti tutti condannati).
Dopo Ibai Ederra (catturato nel 2004), e' stato trovato anche Julio Villanueva.
Per maggiori informazioni: www.tmcrew.org/int/itoiz (in italiano) e www.sindominio.net/sositoiz

Per scrivere ai prigionieri:

Ibai Ederra
Carcel de Pamplona
C/San Roque. Apdo. 250
31080 - Iruñez - Pamplona (Navarra)
España

Julio Villanueva
C.P. Prision De Pamplona
31080 Iruna (Navarra)
España

 

 

http://veganlink.antifa.net/hp/index.php?option=com_content&task=view&id=1215&Itemid=27

BLOCCATA LA CAROVANA PER GAZA DI SportSottoAssedio

Inviato da autonomix | 24 Mar, 2008

24.03.2008

"Sport Under Siege Cup - bloccata la carovana per Gaza"

 

 

 

 Ieri mattina, Domenica 23 marzo, giorno di Pasqua, la carovana di Sport Sotto l'Assedio, composta da 101 atleti/e, e' sbarcata a Ben Gurion, con l'obiettivo di iniziare la prima tappa del programma nella Striscia di Gaza. Nonostante la richiesta di coordinamento per l'entrata nella striscia, fatta secondo la prassi corrente, le autorita' militari, non hanno dato, alla carovana parere favorevole, cosi come invece era successo negli anni precedenti. Anche la richiesta di far comunque entrare una delegazione e' stata per il momento rifiutata. Gli amici palestinesi della Universita' di Al Aqsa, delle Associazioni sportive, e il REC, partner di accoglienza di questo progetto, hanno cercato inutilmente di richiedere il passaggio della carovana, ma nessuno li ha ascoltati. Anche le Autorita' italiane, che avrebbero forse potuto pressare un po di piu', si sono intimorite di fronte al rifiuto israeliano, chiedendo alla carovana di allontanarsi dal terminal di EREZ. La Striscia di Gaza e' chiusa da giugno 2007, e in questi mesi, a parte i pochi operatori delle ONG operanti all'intermo, sono riuscite ad entrare in visita solo un paio di delegazioni: quella del Parlamento Europeo con Luisa Morgantini e quella del Progetto "Sport sotto l'assedio", formata da Enti Locali, Associazioni Sportive, e Universita' italiane. Pochi si prendono la responsabilita' di vedere che cosa succede realmente in quel pezzo di terra; pochi hanno il coraggio di denunciare in quali condizioni di vita e' sottoposto il popolo palestinese tra occupazione militare, invasione continua e scontro interno. Pensiamo che non sia giusto, nei confronti di una popolazione, il cui unico obiettivo e' restare sulla propria terra e vivere in pace. Il messaggio dello sport, cosi universale e allo stesso tempo allegro e aggregante, questa volta pero' non ha avuto effetto di fronte alla chiusura militare, forse perche' troppo semplice e immediato, forse perche' la punizione sui palestinesi non ha fine Come si dice in questi contesti - 1 a 0 palla al centro - il viaggio continuera' secondo il programma, coinvolgendo ancora piu' gente; "invadera'" allegramente e giochera' in ogni angolo di questo paese.

Per aggiornamenti e contatti: www.sportsottoassedio.it

 

 

dal sito:

Israele si permette per l'ennesima volta di vietare di giocare una semplice partita di pallone.


Ascolta la corrispondenza.

 

La delegazione di 101 atlete e atleti di Sport Sotto l'assedio sbarcata in nottata in Palestina e giunta alla frontiera "illegale" di Erez all'alba, si vede negata, con pretestuosi motivi riguardanti la nostra "sicurezza", l'entrata a Gaza; l'unica sicurezza che il governo israeliano vuole è quella di poter continuare a perpetrare la sua politica di occupazione criminale.


 

Guarda tutte le foto della giornata

 

Di nuovo la popolazione di Gaza rimane isolata e delusa nella sua prigione a cielo aperto; le ragazze della squadra dell'Universita' di Al Aqsa hanno atteso invano le loro compagne e compagni italiani, fermati alla frontiera di Erez.

 

 

Qui la carovana, per 5 ore davanti ai cancelli ha atteso un permesso, programmato e richiesto ormai da tempo che non è stato concesso. Visto il primo diniego si e' cercato addirittura un compromesso, quello di far entrare soltanto una delegazione ridotta...NIENTE DA FARE; l'ottusita' israeliana non ha voluto scendere a nessun patto, anzi, si e' dimostrata in tutto il suo misero splendore quando ha vietato la partita di calcio improvvisata fuori dal checkpoint e le colorate e sonore proteste messe in atto dalla carovana.

 

 

Dopo questo episodio di "normale amministrazione" da parte di Israele, che stamattina abbiamo vissuto in prima persona, ma che quotidianamente colpisce le vite dei Palestinesi che vivono a Gaza, adesso rimettiamo la palla al centro: da domani al via le altre iniziative di sport e solidarieta' in programma.

 

 

Alle atlete di Gaza la promessa che nessun divieto ci fermera'; ci incontreremo al piu' presto in Italia o a Gaza per parlare il linguaggio universale dello sport, dell'incontro e della cooperazione dal basso.

 

Torino - Asilosquat, di nuovo sotto minaccia di sgombero

Inviato da autonomix | 13 Mar, 2008

A soli cinque mesi dal tentativo - fallito - di sostituire l'occupazione di via Alessandria con la sede di un’associazione italo-rumena, il comune torna alla carica, fedele ai principi resi noti pochi mesi prima in circoscrizione 7 dal suo alfiere Piero Ramasso: per giustificare lo sgombero dell'Asilo Occupato, e in futuro di qualsiasi altra occupazione di vecchia data, c'è bisogno di una “individuazione operativa”, cioè di un progetto approvato con relativo finanziamento.
Detto - fatto. Se il comune non ha i soldi per finanziare un progetto che giustifichi lo sgombero dell'Asilo, ci pensa l'assessore Marco Borgione a trovarli: basta utilizzare i fondi del Ministero degli Interni destinati al recupero di un edificio che possa diventare un nuovo dormitorio - foresteria per i rifugiati a Torino!
L'assessore Borgione, da buon politico moralmente irreprensibile, non ci pensa due volte ad utilizzare una somma di denaro pubblico destinata a dare una sistemazione abitativa per i rifugiati a Torino per risolvere una mera questione politica, lo sgombero delle case occupate, che sappiamo bene essere un cruccio che da tempo assilla la “sinistra” giunta Chiamparino. E' anche alquanto sospetto che l'ass. Borgione si dimostri ora così sollecito nel trovare una soluzione al problema abitativo dei rifugiati, quando quest’inverno la stessa persona si è dimostrata totalmente sorda alle iniziative ed alle richieste del gruppo di rifugiati che avevano occupato la palazzina di via Paganini 33 (ex-Fenix2), che pure miravano al riconoscimento da parte del comune delle stesse necessità che cavalca ora l'assessore.
La questione ci sembra quindi molto chiara: cambiano le facce, ma è evidente che la giunta Chiamparino sta cercando di fare leva su temi “di sinistra” (integrazione dei migranti, diritti dei rifugiati) per mascherare in realtà un’azione repressiva nei confronti di tutte le realtà che non assecondino o si sottomettano al potere delle istituzioni o ad una linea di partito. Al posto di Ilda Curti, Antonio Angeleri, Piero Ramasso, promotori del tentativo di sgombero di pochi mesi fa, ora c'è l'assessore alle politiche sociali Borgione, che ovviamente non si muove solo di sua spontanea iniziativa, ma su precise indicazioni dello sceriffo Chiamparino, che vuole annoverare tra i suoi “devastanti” successi anche l’eliminazione delle case occupate a Torino.
Quello che ci sembra ancora più becero e meschino rispetto a pochi mesi fa è che in questa occasione vengano tirati in mezzo, strumentalmente e a loro insaputa, i richiedenti asilo e rifugiati e che, con la scusa di fornire loro una sistemazione, si trovi il pretesto per sgomberare una casa viva e attiva da 13 anni come l'Asilo Occupato, quando la città continua ad abbondare di edifici che rimangono inutilizzati sotto gli occhi dei torinesi.
Noi ovviamente siamo di natura refrattari ai giochi politici che vedono i più deboli vittime e pedine inconsapevoli di progetti repressivi dei politici di turno e non ci rassicura il fatto che l'affermazione dell'assessore Borgione dimostri da sola la bassissima statura morale del politico in questione.
Da consumati giocatori d'azzardo quali siamo vediamo e rilanciamo, il tavolo da gioco è la città di Torino, la partita è appena cominciata.
Saremo sempre pronti a ribadirlo, L’ASILO NON SI TOCCA!

Asilo Occupato Principe di Napoli
Via Alessandria dudes

Scarica, fotocopia, diffondi

G8 Genova - 110 a 76... devastazione batte tortura

Inviato da autonomix | 13 Mar, 2008

Raccolta della notizie Ansa - Genova, 11 marzo 2008

Seguono rapporti dal processo a sbirri e medici, aguzzini e torturatori del G8 di Genova 2001.
L'unica giustizia è nelle macerie.

CHIESTE CONDANNE A OLTRE 76 ANNI (1)
Condanne complessive a 76 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione sono state chieste dai pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto, durante il G8. Per uno solo dei 45 imputati, Giuseppe Fornasiere, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene variano da 5 anni, 8 mesi e 5 giorni a 6 mesi di reclusione.
11-MAR-08 13:38 NNN

CHIESTE CONDANNE A OLTRE 76 ANNI (2)
La pena più pesante, 5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione, è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, in servizio nella struttura di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 come responsabile della sicurezza. È accusato di abuso d' ufficio e abuso di autorità contro detenuti. L'accusa nei suoi confronti è di aver agevolato e comunque non impedito la condotta degli altri come avrebbe dovuto e potuto fare nella sua veste di responsabile alla sicurezza. In particolare avrebbe percosso con calci, pugni, sberle e anche con il manganello in dotazione gli arrestati e i fermati per identificazione. Pena cospicua di 3 anni e 6 mesi di reclusione anche nei confronti di Alessandro Perugini, ex numero due della Digos di Genova, il funzionario più alto in grado presente nella caserma, accusato di abuso d'ufficio e di abuso di autorità contro i detenuti. Stessa richiesta di condanna per Anna Poggi, commissario capo di polizia, per il generale della Polizia Penitenziaria Oronzo Doria (all'epoca colonnello), responsabile del coordinamento e dell' organizzazione, per gli ufficiali di custodia cap. Ernesto Cimino e cap. Bruno Pelliccia, che devono rispondere degli stessi reati. Complessivamente i capi d'accusa contestati dai pm sono stati 120. (ANSA). MTT
11-MAR-08 13:42 NNN

LE RICHIESTE DI CONDANNE PER I MEDICI
I pm hanno chiesto inoltre la condanna dei cinque medici presenti nell'area sanitaria. Per Giacomo Toccafondi, coordinatore, accusato di abuso di atti d'ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni, 6 mesi e 25 giorni di reclusione; per Aldo Amenta 2 anni, 8 mesi e 15 giorni; per Adriana Mazzoleni, 2 anni, e 3 mesi; per Sonia Sciandra, 2 anni, 8 mesi e 25 giorni per Marilena Zaccardi, 2 anni, 3 mesi e 20 giorni. Nei confronti di Massimo Pigozzi, il poliziotto accusato di lesioni personali per l' episodio dello «strappo» alla mano subita dal manifestante Giuseppe Azzolina, poi suturata senza anestesia, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni e 11 mesi di reclusione. Le richieste di condanna sono contenute in 23 pagine e per leggerle il pm ha impiegato circa un'ora. Nei prossimi giorni la pubblica accusa presenterà al tribunale anche una memoria di mille pagine per denunciare le torture subite dagli arrestati nella caserma di Bolzaneto. Nutrito il collegio dei difensori presenti in aula tra cui Sandro Vaccaro e Nicola Scodnik difensori di Gugliotta, Pigozzi, Toccafondi. A decidere ora sulle richiestè sarà il tribunale presieduto da Renato De Lucchi. (ANSA). MTT
11-MAR-08 13:46 NNN

PM, ITALIA INADEMPIENTE PER REATO TORTURA (ANSA) - GENOVA, 11 MAR -
Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano «trattamenti inumani e degradanti». Quello che avvenne a Bolzaneto - hanno sostenuto i pm - fu un comportamento inumano e degradante ma, non esistendo una norma penale (per la quale l'Italia è inadempiente rispetto all'obbligo di adeguare il proprio ordinamento alla convenzione internazionale), l' accusa è stata costretta a contestare agli imputati l'art.323 (abuso d'ufficio) che comunque sarà prescritto nel 2009. L'unico reato per cui sono richieste 10 anni per la prescrizione è il falso ideologico. Altri reati contestati a vario titolo sono: violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, abuso di autorità nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. Parlando dei disegni di legge mai tramutati in legge, il pm Petruzziello ha detto che per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilità e le pene varierebbero da 4 a 10 anni. Nel caso in esame, invece, i reati si prescriveranno quasi tutti nel 2009. (ANSA). MTT 1
11-MAR-08 13:48 NNN

Udienza Martorana & processo Fenix

Inviato da autonomix | 9 Mar, 2008

Udienza Martorana & processo Fenix

6 Marzo 2008

Marco Martorana penultima udienza 2 Aprile 2008

Oggi al Palazzo Bruno Caccia di Torino c’è stata l’udienza a carico di Marco Martorana accusato di aver feritoun poliziotto durante un corteo lungo le vie di Torino il 6 dicembre ’05 per protestare delle vili aggressioni poliziesche durante lo sgombero di Venaus avvenuta la notte precedente, dove giovani ed anziani vennero cacciati e sgomberati dal presidio permanente.

Ricordiamo che 2 giorni dopo l’8 Dicembre ci fu la presa del Cantiere e la ricostruzione del presidio permanente di Venaus attivo tuttora.

Oggi c’è stata la testimonianza di un teste a favore di Marco, mentre doveva presentarsi a deporre una commissario di polizia la quale non si è presentata causa maternità.

La prossima udienza (la penultima) sarà fra meno di un mese 2 Aprile h 13:00 aula 54 ingresso 21 sempre a Torino, sempre al Palazzo Bruno Caccia

LA LOTTA AL TAV NON SI ARRESTA NE’ SI PROCESSA

ATTENZIONE!

Dopo la chiusura forzata di Fenix (20 Luglio 2005) da parte della
magistratura torinese, dove 10 compagni vennero arrestati per gli ormai
famosi “scontri ” del 18 Giugno ‘05, sono state poi fatte 2
feste, il 25 Aprile ed il primo Maggio 2006 dove Fenix riprese a volare…
Ora la magistratura per quel magico volo processerà alcuni noti compagni
che parteciparono a quelle 2 feste in quel dei giardini irreali davanti a
Fenix.

La prima udienza sarà il 7 Aprile 2008 Ore 9:00 del Mattino aula 82
ingresso 22 del Palazzo Bruno Caccia

Nuovo sito TuttoSquat
http://tuttosquat.net/

Tutti i Venerdì
Dopo le 17:00

Ascolta TUTTOSQUAT

Il Giornale Malandrino degli Squatters di Torino

in radio &
on web
http://www.radioblackout.org/streaming/
Per Torino & Provincia
105.250 fm

FENIX!
OSSERVATORIO ASTRONOMICO CONTRO LA REPRESSIONE

http://www.inventati.org/fenix/links.php

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Repressione in USA: repressione ed intimidazioni al movimento ecologista americano

Inviato da autonomix | 2 Mar, 2008

Ancora repressione ed intimidazioni al movimento ecologista americano


ImageContinuana l'ondata di repressione ai danni degli attivisti animalisti ed ecologisti in USA.
Due episodi molto gravi sono da registrare in queste settimane (oltre al proseguio dei processi legati all'operazione Backfire).


IN PROTEZIONE DEI VIVISETTORI

L'UCLA (universita' della California) ha presentato un ricorso per ottenere il divieto di manifestare contro i propri atroci esperimenti su primati.
Gia' da almeno due anni, infatti, la UCLA e' oggetto di campagne animaliste legali ed illegali, le prime condotte con presidi e diffusione di informazioni, le secondi con sabotaggi ai vivisettori. Nell'agosto del 2006 un vivisettore fatto oggetto di dure proteste rinuncio' agli esperimenti su animali quando trovo un pacco bomba finto sul terrazzo di casa sua.
Gli imputati sono tre organizzazioni ritenute responsabili delle azioni illegali di intimidazione: la UCLA Primate Freedom Project (che tiene un sito interne cn nomi ed indirizzi dei vivisettori), l Animal Liberation Front e l'Animal Liberation Brigade (che rivendicano le azioni dirette).
L'UCLA difende la propria attivita' di tortura..dicono di fare ricerca scientifica per salvare le persone dal cancro, di non essere coinvolti con test di tossicita' su cosmetici o prodotti chimici e, naturalmente, di trattare bene gli animali.
Naturalmente le richieste della UCLA sono state prontamente esaudite e cosi' sara' impossibile avvicinarsi alle proprieta' dell'universita' e dei vivisettori.
Particolari restrizioni sono state emanate per 5 attivisti, per la UCLA Primate Freedom Project, per ALF e per Animal Liberation Brigade. La UCLA Primate Freedom Project ha dovuto cancellare dal proprio sito ogni riferimento ai vivisettori.
Ovviamente il giudice non intende limitare la liberta' di parola degli attivisti ma solo proteggere il giusto lavoro della UCLA.

La stampa riporta nei giorni seguenti la notizia che 6 persone mascherate sono irrotte all'una di notte nella casa di un vivisettore dell'universita' di Santa Cruiz. Un membro della sua famiglia ha subito qualche ferita a seguito di un colpo con un oggetto. Nessuna rivendicazione da parte di gruppi animalisti e nessuna certezza che l'avvenimento sia legato al lavoro del vivisettore (la cui identita' e' rimasta sconosciuta), nonostante questo la stampa attacca glianimalisti e la polizia mette a soqquadro la casa di un attivista in cerca di prove, ma senza eseguire nessun arresto.


INTIMIDAZIONI DELLA POLIZIA AD UN'ATTIVISTA EF!

Il 7 febbraio alle 23.30 a Cincinnati (Ohio, USA), Marie Mason, attivista dell'Earth Firs!, ha subito strane visite dalla polizia.
Prima la figlia 16enne di Marie e' rimasta spaventata dalla presenza di un individuo nascosto nei sedili posteriori della sua auto..quell'uomo era un poliziotto in borghese che ha sostenuto di essere alla ricerca di ladri.
Poco tempo dopo lo stesso poliziotto e' stato sorpreso con un suo collega in divisa mentre cercavano di entrare di nascosto nella casa di Marie. Alla richiesta di spiegazioni, i due sono usciti ed hanno sostenuto di aver voluto controllare se il convertitore catalitico dell'auto di Marie era stato rubato.
Un amico di Marie ha pero' successivamente trivato un navigatore GPS collegato alla macchina con due magneti..appena tolto il dispositivo un grosso pickup e' sopraggiunto dalla strada, si e' fermato nel giardino della casa e 4-5 uomini in borghese sono scesi con le pistole puntate, riprendendosi il GPS. A quel punto hanno cercato di interrogare i tre, dichiarando di sapere bene in cosa Marie fosse implicata..inoltre chiamando la figlia di Marie per nome le hanno detto "Non dovresti essere a casa di tuo padre stanotte??".
Sono a quel punto sopraggiunti altri poliziotti, uno in uniforme e 4-5 in borghese, sostenendo di essere nella narcotici. Marie e' uscita per avvertire gli amici di cio' che stava accadendo..gli sbirri le hanno strappato il telefono di mano e l'hanno avvertita che sarebbero tornati con un mandato di perquisizione.
Dopo poco un altro pickup e' arrivato a grande velocita', un uomo ne e' sceso ed e' corso nel giardino posteriore alla casa sparendo poi nel nulla.
Questo e' l'ennesimo episodio di intimidazione subito da Marie da un anno a questa parte, ovvero da quando si e' rifiutata di parlare con l'FBI delle azioni ell'ELF avvenute nel Midwest.

fonte:

 

http://veganlink.antifa.net/hp/

 

Riflessioni: Torino--Post-Olimpico Inferiore

Inviato da autonomix | 22 Feb, 2008

Succede, in una cascina alle porte di Torino, che intere famiglie vengano sgomberate e arrestate per furto di corrente. Avevano in fondo, anche loro, come tante altre, un problema di carovita. Ma stiamo parlando di famiglie Rom, si capisce.

Succede poi, alle porte del carcere di Torino, che un carabiniere in vena di quelle che per lui sono spiritosaggini, commenti: "Le carceri scoppiano? Altro che indulto, bisognerebbe riaprire i forni". Si parla ovviamente di Rom, quelli della cascina, si capisce.

Così come succede, nelle periferie di Torino, che alcuni giovani tirino tardi la sera (e cosa tirino, non è difficile immaginarlo…) per sprangare stranieri e… tossicodipendenti, e per incendiarli davvero quei maledetti campi Rom. Fedeli interpreti del nostro tempo, combattono la guerra civile tra poveri che tanto piace ai gendarmi dell'ordine sociale, e tanto giova ai loro padroni.

Ogni tanto, succede anche che altri giovani si organizzino per contestare i razzisti: nelle redazioni dei loro giornali, sotto un gazebo al mercato, in partenza per un viaggetto organizzato. Alla guerra civile tra poveri, preferiscono combattere adesso la guerra sociale contro i responsabili del disastro in cui stiamo precipitando, disposti anche a correre il remoto rischio di una rivoluzione, un giorno…

Succede, una volta tanto, che la polizia faccia il suo dovere, e di questi sfacciati antirazzisti cinque vengono denunciati, due vengono arrestati e rilasciati con obbligo di firma quotidiana e uno si trova tuttora detenuto in carcere. I razzisti, commossi, ringraziano.

Dice un mediocre sindaco: "Chi agisce e pensa così è indegno di far parte di una comunità" ed è "contrario alle più elementari norme di rispetto e civiltà". Così dice, e non si capisce di cosa stia parlando.

Scrive poi, un mediocre giudice della procura di Torino, che questi giovani "dimostrano una totale influenzabilità e soggezione rispetto a un malinterpretato senso di appartenenza, all'interno del quale si inseriscono azioni delittuose". Così scrive il giudice, e non si capisce di cosa stia parlando.

E scrive ancora, lo stesso giudice, che "un continuo contatto con le forze dell'ordine può costituire un adeguato monito dal ricadere nel reato". Così scrive il giudice, e non si capisce di cosa stia parlando. Ma le sue carte, questo lo si capisce fin troppo bene, cominciano ad accendere quei forni che tanto piacciono ai suoi gendarmi, e tanto giovano ai suoi padroni.

da www.autistici.org/macerie

Abruzzo - Sgomberata nuova occupazione

Inviato da autonomix | 15 Feb, 2008

Da qualche giorno sulla strada statale che collega teramo a giulianova, all'altezza del casello autostradale dell'A14, era stato occupato uno stabile abbandonato di proprietà privata. Da subito l'allarmismo si espandeva nella pacata e pacificata zona, cosicchè, alla costante veduta di loschi figuri aggirarsi all'esterno del casato, dalle finestre dello stabile veniva esposto lo striscione "EX FRANTOIO OCCUPATO". La solerte attività di controllo statale metteva così in moto la propria macchina repressiva. Il 13 febbraio, nel primo pomeriggio, carabinieri di pattuglia e in borghese sfondavano la porta d'ingresso dello stabile, identificando quattro persone che si trovavano all'interno. Altre tre persone sono state fermate ed identificate all'esterno del casolare. A seguire la solita ritualistica.
Mai ravveduti, alla prossima....

ANARCHICI DELL'EX FRANTOIO OCCUPATO

per contatti: laraje@libero.it

Milano - 11 marzo, giudici: «Scempio voluto da tutti»

Inviato da autonomix | 14 Feb, 2008

Sentenza della prima Corte d'appello di Milano
Confermate le condanne a quattro anni per 15 imputati, due assolti e uno assolto dal reato di devastazione ma condannato a quattro mesi

Fu uno «scempio», per i giudici della prima Corte d'appello di Milano, quello compiuto in corso Buenos Aires la mattina dell'11 marzo 2006, nel corso di una manifestazione dei centri sociali che protestavano contro il corteo della Fiamma Tricolore che si sarebbe svolto poco distante nel pomeriggio dello stesso giorno. Per quei fatti, qualificati come devastazione, la Corte d'appello ha confermato le condanne a quattro anni di reclusione nei confronti di 15 imputati, mentre due persone sono state assolte in secondo grado e una è stata assolta dal reato di devastazione e condannata a quattro mesi per un reato minore. «Ad avviso di questa Corte - scrivono i giudici - proprio la contestaualità di tempo e di luogo tra le condotte che hanno portato prima all'erezione della barricata e poi allo scempio di cui si è detto, induce a ravvisare, anche in capo a coloro che non hanno compiuto direttamente episodi violenti, la prova certa non solo della consapevolezza ma anche del proposito di contribuire a quanto stava accadendo».

LA SENTENZA - I giudici parlano anche di «accertata preordinazione» dei fatti, che videro la parte iniziale di corso Buenos Aires trasformata in vero campo di battaglia con lancio di molotov, bulloni, una bomba carta, auto incendiate, un centro elettorale di An devastato dalle fiamme. È di tutta evidenza, secondo la Corte, che quanto accaduto in seguito alle prime forme di protesta «alle spalle della barricata, in un tratto di strada ben delimitato, con manifestazioni particolarmente spettacolari e violente, non può essere sfuggito alla comprensione dei manifestanti presenti, che, permanendo nel gruppo e adottando una condotta attiva e partecipe, hanno così inteso dare il loro contributo all'azione criminosa in essere, ormai definitasi nella portata e nei precisi contorni». La condotta di chi era in quel momento dietro la barricata pur «non compiendo direttamente atti di violenza» ha finito per «influire sulla mente e sulle condotte materiali degli atti di devastazione e incendio, rafforzando la loro psiche e garantendo, con la sua presenza, la forza numerica e la compattezza del gruppo stesso e, quindi, in definitiva, il buon esito della protesta, nelle sue forme estreme».

14 febbraio 2008

Sorvegliare, in special modo

Inviato da autonomix | 14 Feb, 2008

L'11 febbraio scorso, un anarchico, già sottoposto da un anno a sorveglianza speciale - misura di isolamento sociale e limitazione della libertà che affonda le sue radici nei codici fascisti - è stato condannato per altri otto mesi alla medesima misura repressiva perché "con un atteggiamento di repulsione delle prescrizioni imposte," non ha minimamente cercato di allontanarsi dal movimento anarco-insurrezionalista, ma anzi ha mantenuto saldi i rapporti con esso. Questo scrive il Pubblico Ministero. Ad un attacco così motivato, la magistratura, che non perde occasione per sbandierare la propria autonomia a difesa della democrazia, poteva rispondere in due modi. Poteva dire che le idee, in questo caso quelle anarchiche, sono punibili e reprimibili in quanto tali o affermare che le idee non si toccano. Hanno scelto la prima aggrappandosi a una delle prescrizioni della misura di prevenzione, quella che dice "non dare ragione di sospetti."

I LORO SOSPETTI

IL SOSPETTO che occupare uno spazio in disuso possa diventare una possibilità per tessere dei rapporti reali, non basati sul denaro ma sull'autogestione.
IL SOSPETTO che pronunciare un no secco alla costruzione di basi e cittadelle militari possa minare un ordine mondiale basato su guerre di conquista.
IL SOSPETTO che esistano individui per i quali le toghe e le divise non meritano alcun rispetto.
IL SOSPETTO che, oggi, parlare di libertà sia un attacco al totalitarismo definito democrazia.
IL SOSPETTO che le idee tendano irresistibilmente a diventare azione.

LE NOSTRE CERTEZZE
LA CERTEZZA che l'arma silenziosa dell'isolamento, carcerario e sociale, sia inutile contro chi non si uniforma.
LA CERTEZZA che la magistratura, alla faccia della sua sbandierata indipendenza sia in realtà un organo al servizio del potere politico, poliziesco e mafioso.
LA CERTEZZA che uno Stato in guerra come l'Italia, oggi impegnata su almeno venti fronti, abbia la necessità di zittire ogni voce di dissenso interna.
LA CERTEZZA che il malcontento generale e la ribellione nei confronti di un mondo che ormai fa schifo siano sempre più diffusi e incontrollabili.
LA CERTEZZA che la solidarietà sconfigge la repressione, perché i rapporti nati nell'opporsi ad un sistema di coercizione non si possono spezzare.
LA CERTEZZA che i continui attacchi repressivi, gli arresti, i fogli di via e gli avvisi orali, distribuiti in tutta Italia, non possano uccidere il nostro desiderio di libertà.

Vorrebbero che abiurassimo le nostre idee, vorrebbero che ci pentissimo delle nostre scelte di vita, vorrebbero farla finita con chi urla il proprio dissenso, vorrebbero relegarci tutti al guardare in silenzio da una finestra.
Hanno dimenticato una cosa: la passione per la libertà è più forte di qualsiasi isolamento.

Anarchici insuscettibili di ravvedimento

Scarica il pdf

Milano - Comunicato per processo d'appello sugli scontri all'ospedale S.Paolo

Inviato da autonomix | 13 Feb, 2008

Un anno e otto mesi è la pesante sentenza di primo grado inflitta a due dei quattro compagni imputati per i pestaggi all'ospedale S. Paolo di Milano. Con l'appello il PM richiede la stessa condanna per tutti e quattro.

I fatti si riferiscono alla notte del 16 Marzo quando fu assassinato Dax e furono feriti altri due compagni da parte di un terzetto familiare dedito al culto del fascismo e all'uso del coltello.

I compagni giunti sul luogo dell'aggressione si spostarono poi all'ospedale S. Paolo dove erano stati trasportati gli aggrediti. Lì, però, trovarono pattuglie di polizia e carabinieri che li aspettavano.

Di fronte alla richiesta di poter rimanere soli, la polizia iniziò a provocare arrivando a caricare fin dentro i locali del Pronto Soccorso con una ferocia tale da proseguire con una sistematica caccia all'uomo.

Una decina di amici di Dax riportarono ferite come la rottura di ossa in diverse parti del corpo.

Secondo la sentenza, queste lesioni se le sarebbero procurate da soli visto che uno solo degli agenti, sui tre imputati, si sarebbe macchiato del porto di arma impropria (girava con una mazza da baseball). Il resto delle forze dell'ordine, presenti numerose quella notte, sarebbe stato discreto osservatore dei pestaggi da "macelleria italiana".

Non sono pochi i casi in cui è stato possibile vedere le varie polizie in azione con metodi violentissimi, picchiando a sangue fino alla morte come nei recenti e noti casi della Diaz, del S. Paolo e di Aldrovandi.

La domanda che viene ripensando a tutte quelle situazioni è se queste aggressioni siano una pazzia individuale o siano accettate e consigliate dai comandi.

All'indomani dei pestaggi furono esemplari le dichiarazioni dell'allora Questore Buoncoraglio che giustificò l'operato degli agenti dicendo: “Stavano solo impedendo il trafugamento della salma”.

E per affidarci alle parole della magistratura, riportiamo parte delle motivazioni della sentenza: “...producevano una reazione da una parte inefficace, dall'altra eccessivamente dura da parte delle forze dell'Ordine, culminata nell'inseguimento all'interno del Pronto Soccorso di alcuni ragazzi che ivi si erano rifugiati e in indiscriminati comportamenti violenti (manganellate, calci e via esemplificando) non giustificati ne' da un'attuale opposizione dei singoli, ne' dalla necessita' di compiere un atto di ufficio, MA DI NATURA PURAMENTE INTIMIDATORIA E RITORSIVA”.

Dunque il 15 Febbraio ci sara' la seconda udienza di appello dei pestaggi del S. Paolo.

Vogliamo ringraziare i compagni e gli amici che ci sono stati vicini e che hanno seguito questa inquietante vicenda dal suo nascere ad oggi. Chi ha contribuito a ricostruire la verita' assoluta di quanto è successo ed il percorso collettivo del processo.

Vogliamo denunciare la pesantezza e l' insostenibilita' della sentenza di primo grado alla luce anche delle motivazioni dei giudici.

E, come fatto in passato, rimandiamo le responsabilita' oltre che alle pattuglie presenti anche ai loro vertici.

L'udienza è il 15 Febbraio ore 9 alla II Corte d'Assise al Tribunale di Milano. Facciamo una massiccia presenza in aula.

CON DAX NEL CUORE

Gli imputati

http://daxresiste.noblogs.org

OMICIDIO ALDROVANDI

Inviato da autonomix | 13 Feb, 2008

Video della polizia scientifica

Postato in Senza categoria il 12 Febbraio, 2008 --> -->

http://www.kataweb.it/articolo/2902373

Molto clamore ha avuto il video, visto per la prima volta in aula alla scorsa udienza, girato dall’agente di polizia scientifica dopo che l’ambulanza era andata via, ma prima, molto prima che arrivasse il medico legale, che è arrivato solo alle 9,30.

le immagini e i frammenti di dialoghi saranno certo discussi alla prossima udienza, il 13 febbraio, in cui sono convocati diversi funzionari, e soprattutto i vertici, della questura di due anni fa.

I dieci minuti di quella registrazione dichiarano apertamente quel che è stato fatto a Federico, mentre il suo cellulare squillava e noi lo stavamo cercando, e dichiarano anche l’abbandono e la desolazione in cui è stato lasciato, mentre i presenti, lontani in tutti i sensi, parlavano fra loro. Hanno parlato cinque ore, prima di venirci ad avvisare, e da quel momento hanno iniziato una serie di menzogne che purtroppo vediamo anche in aula.

Siamo comunque in Tribunale, davanti alla giustizia. Stabilirà il giudice se gli imputati saranno giudicati colpevoli.

Ma tutto il resto chi lo giudicherà?

Siamo cittadini normali, paghiamo le tasse. Di fronte a tutti gli errori, pasticci, omissioni e falsi che si sono accavallati in modo impressionante fin dai primi minuti dopo la morte di mio figlio, chi pagherà?

Se il magistrato non si è recato sul posto,

se addirittura l’ufficiale di polizia giudiziaria che avrebbe dovuto indagare ha confessato di aver contribuito a redigere lui stesso le relazioni di servizio degli indagati,

se sono scomparsi i manganelli,

se molte fotografie non sono state mai consegnate al pubblico ministero

chi ha fatto e permesso tutto questo possibile che non debba pagare?

oppure solo i normali cittadini se sbagliano devono pagare mentre chi non lo è ha licenza di uccidere

chiunque sbagli paga, loro non sono stati nemmeno sospesi, come succede per qualunque lavoro pubblico nell’attesa di un giudizio.

perchè questo per loro non vale? perchè ai loro amici è permesso intimidire e minacciare i testimoni impunemente? restano imperterriti al loro posto, a loro tutto è permesso, mentre i miei avvocati, per essersi dall’inizio ribellati alle falsità hanno un procedimento disciplinare in corso? tutto questo non è degno di un paese civile e democratico.

il processo avrà il suo corso, ma non possiamo ignorare come esso sia stato falsato da omissioni e falsi commessi in relazione all’indagine. Chi pagherà per questo?

Servizio di ”Chi l’ha visto?” dell’11 febbraio 2008. Contiene una parte di una interessante telefonata dal 113 al 112 alle 7,30 circa del 25 settembre 2005:

1^ parte

http://it.youtube.com/watch?v=C7q9PcmxfPo

2^ parte

http://it.youtube.com/watch?v=5LX8O0yUOPQ

 

 

Omicidio Aldrovandi: le verità taciute del nuovo video


Ferrara, febbraio 2008 - Spunta un video di dodici minuti registrato dalla Polizia Scientifica quando Federico era già cadavere, ma ancora disteso sull'asfalto, che aggiunge altro orrore alla tragica vicenda di Ferrara del 25 settembre 2005. Quel giorno appunto, come ormai tutti sanno Federico Aldrovandi, un ragazzo di diciotto anni viene ucciso senza motivo o forse bisogna ancora dire, viene trovato morto dopo un intervento della polizia. Queste immagini che verranno dibattute nell'udienza del 13 Febbraio sono girate prima dell'arrivo del medico legale (alle 9.30), e sono state acquisite durante il processo a carico di quattro agenti accusati di omicidio colposo. Le immagini documentano la scena del delitto si vedono una decina di poliziotti, si vede il volto tumefatto di Federico, le sue mani livide e sporche, il suo telefonino su una panchina molto distante dal suo corpo.

Non c'è la pozza di sangue accanto al suo volto, non ci sono manganelli rotti nelle vicinanze, e neanche il portafoglio di Federico. Elementi che nella ricostruzione portata dagli avvocati della famiglia di Federico, contrastano nettamente con le fotografie scattate dal medico legale dove il ragazzo lo vediamo poggiato vicino ad una grande macchia di sangue, e dove il suo portafoglio appare nella tasca del giubbotto, con i jeans slacciati mentre nel video appaiono ben allacciati. E inoltre i manganelli rotti durante la colluttazione tra gli agenti e il ragazzo, che compiono solo il pomeriggio in questura. Ancora ombre sui dialoghi del video che forse collegati a una telefonata, sembra che indichino di un colloquio con un magistrato e che se accertati chiarirebbero perché il pm di turno quella mattina non andò sul luogo del delitto. «Si è ammazzato da solo». «Qui ci vuole la benzina». Altre frasi, rumori e perfino risate di chi forse si credeva inattaccabile perché poliziotto.

Ma inattaccabili per questo caso lo sono sempre meno. E questo grazie ad una madre che sulla morte del figlio ha voluto vederci chiaro. Si è fatta protagonista, si è creata un blog, ha costruito intorno a lei una rete fatta di amici di Federico, fatta di madri che avevano già vissuto la sua esperienza, fatta di movimenti che hanno saputo ascoltarla. E così un semplice blog di protesta è diventato una grandissima manifestazione il 23 Settembre 2006, e così un caso già archiviato e adeguatamente insabbiato è tornato alla cronaca. Come alla cronaca deve tornare la legge Reale che da decenni in questo paese che permette l'incolumità dello Stato quando si fa assassino.

Per Federico, per Carlo, per Marcello, e per tutti gli altri...

>> Guarda il video



Sito Internet: federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

SBIRRI BASTARDI: LA STORIA DI FEDERICO E VIDEO DELLA SCIENTIFICA

Inviato da autonomix | 12 Feb, 2008

Federico, ecco il video della Scientifica
Il cadavere e i dubbi di quella mattina

Aldrovandi, il video della Scientifica

di Massimo Russo

ROMA - Il corpo di Federico Aldrovandi è per terra, la maglietta rialzata sul torace, il viso tumefatto, insanguinato e coperto di ecchimosi. Le mani sono graffiate, dietro la testa macchie di sangue. E ancora schizzi poco distante, sull'asfalto, e sulla portiera destra di una volante del 113. L'auto è ammaccata: ci sono tracce di urti sul cofano poco sotto il parabrezza, sulla fiancata posteriore destra, e dietro, sul baule.

Si vede tutto questo in un filmato di dodici minuti girato dalla Scientifica il 25 settembre del 2005 a Ferrara, in via dell'Ippodromo. E' la mattina in cui Federico, 18 anni, studente incensurato, morì durante un fermo di polizia. Le immagini, delle quali pubblichiamo un estratto di quattro minuti senza audio, sono state acquisite nel processo che vede imputati per omicidio colposo quattro agenti intervenuti quella mattina.

Nel video la luce del sole è ancora bassa, sul posto alcuni poliziotti: si sente una risata, una telefonata in cui si chiede di chiamare un funzionario, frasi in cui si parla di un portafoglio. Dialoghi che dovranno essere filtrati con attenzione per capire se possano offrire elementi nuovi per le indagini. Nei fotogrammi originali c'è anche un taglio, non è dato sapere se casuale o inserito per eliminare alcune immagini o suoni catturati dal microfono della videocamera. Più avanti si avvertono anche singhiozzi e parole smozzicate: "Sono un genitore anch'io".

A una cinquantina di metri di distanza un'altra macchia cerchiata con il gesso sull'asfalto. A sinistra, su una panchina in un giardinetto, un cellulare, probabilmente quello di Federico. "Lo abbiamo chiamato molte volte quella mattina", ricorda al telefono la mamma, Patrizia Moretti. "Era lì per terra, e non lo avremmo saputo per cinque ore. Ci hanno avvisato solo alle 10:45, dicendoci che era morto per un malore. Che nessuno lo aveva toccato". E invece in una telefonata, anch'essa acquisita agli atti, gli investigatori tra loro parlano subito di una colluttazione.

Nella vicenda di Federico i tempi sono un elemento chiave. E' in corso un'inchiesta parallela della magistratura per chiarire eventuali manomissioni al registro in cui vennero annotati gli orari degli interventi delle volanti, sul quale sono state rinvenute cancellature. Aldro, come veniva chiamato dagli amici, muore qualche minuto dopo le sei. Il medico legale lo vedrà solo tre ore dopo, in una situazione in cui diversi particolari sembrano essere differenti da quelli di questo filmato. In cui mancano anche i due manganelli rotti durante lo scontro tra il giovane e i poliziotti. Spunteranno in questura nel pomeriggio.

Gli interrogativi da sciogliere sono ancora molti. Alcuni saranno posti ai protagonisti della vicenda già domani, durante una nuova udienza del processo. Ieri sera, intanto, Patrizia Moretti è intervenuta di nuovo a "Chi l'ha visto" su Rai Tre.

"Non gli hanno messo nemmeno un lenzuolo addosso, era lì abbandonato", ha commentato con la voce rotta. "Come facevano a ridere davanti a un ragazzo morto?".

Il blog della mamma di Federico Aldrovandi
Foto

(12 febbraio 2008)