Solidarietà a tutti i compagni denunciati a L'Aquila

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

Proprio in questi giorni sono state recapitate le denunce a 25 compagni che hanno partecipato alla mobilitazione del 3 giugno 2007 a L’Aquila. Tra le accuse compaiono “apologia di terrorismo”, “istigazione a delinquere”, “deturpamento di cose altrui” (con riferimento alle scritte murali), e “invasione di terreni” per aver superato una rete di recinzione del carcere delle Costarelle, a Preturo.
Da diversi giorni prima della manifestazione, il corteo organizzato a L’Aquila è stato oggetto dell’attenzione dei mass-media, che si sono adoperati per creare un clima di terrore attorno alla mobilitazione, allo scopo di depotenziarla e di strumentalizzarla agli occhi della gente. A seguito della manifestazione, che è anche stata oggetto di un’interpellanza parlamentare al ministro della “giustizia” Clemente Mastella, l’indagine a carico dei manifestanti è stata sollecitata da politici e istituzioni a livello nazionale, ed è stata svolta dalla questura del capoluogo in collaborazione con quelle delle città di provenienza dei manifestanti. In seguito la questura de L’Aquila ha ricevuto numerosi elogi da esponenti istituzionali “per aver saputo controllare i manifestanti in una situazione di tensione e per essere riuscita ad evitare scontri”. Insomma, un quadretto in cui tutti i baluardi della giustizia borghese hanno trovato la propria collocazione.
Tutte queste manovre si pongono all’interno di un clima repressivo in cui l’attacco da parte dello stato è rivolto a minare la solidarietà di classe, e a metterla sotto processo. Uno dei contenuti principali della manifestazione a L’Aquila era mobilitarsi contro la tortura dell’isolamento che si concretizza nel 41 bis, da diversi anni applicato ad alcuni comunisti rivoluzionari, proprio per non aver mai rinnegato la propria identità politica di comunisti e per difendere tuttora le proprie idee. Una di questi compagni è in 41 bis all’interno del carcere delle Costarelle, a Preturo, sotto il quale è stato organizzato il presidio che ha seguito la manifestazione. La solidarietà di classe a tutti i compagni rinchiusi in isolamento o in regime di 41 bis, è una pratica che smaschera la natura violenta di questo stato, e proprio per questo è assolutamente inaccettabile da parte delle istituzioni: vediamo infatti i nostri parlamentari tutti tesi ad approvare una mozione contro la pena di morte, e a salvaguardare una facciata ormai logora, quando restano indifferenti alle lotte dei detenuti, come il recente sciopero della fame degli ergastolani, o addirittura inaspriscono torture come quelle dell’isolamento e del 41 bis (che ad esempio negano ogni contatto umano o anche la vista del sole per anni, perché le finestre a bocca di lupo bloccano anche l’entrata della luce, oltre a qualsiasi altra visuale). Queste non sono definibili se non come torture a tutti gli effetti, fisiche e psicologiche.
Come dimostrano le numerose denunce scattate da vari anni a questa parte, il clima che si respira è fatto di continui attacchi alla solidarietà. In questo contesto si collocano altre quattro denunce, a due compagni anarchici padovani per alcune scritte murali durante il corteo del 25 aprile a Milano e ad altre due compagne padovane fermate durante un volantinaggio in seguito ai due arresti dell’operazione “Tramonto” del 6 luglio.
Ma la storia stessa dimostra che la repressione non è mai stata un valido deterrente contro la solidarietà, ma semmai ha fatto in modo che si rafforzasse, e anche in questo caso non saranno certo queste denunce a fermarla.
Proprio di fronte a questo, esprimiamo solidarietà a tutti i compagni denunciati a L’Aquila e rilanciamo la solidarietà a tutti i compagni prigionieri continuando ad esprimerla a gran voce.

CONTRO IL 41 BIS E LA TORTURA DELL’ISOLAMENTO
LIBERTA’ PER TUTTI I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI!

 

C.P.O. GRAMIGNA
info@cpogramigna.org
www.cpogramigna.org

SOLIDARIETA' BRIGATE ROSSE A FIRENZE..

Inviato da autonomix | 15 Gen, 2008

Uno striscione rosso sul lungarno con scritte di solidarietà agli imputati del processo
sui disordini avvenuti nel '99 contro l'intervento della Nato nei Balcani

Firenze, manifesto e stella a 5 punte
di fronte a consolato americano


FIRENZE - Uno striscione rosso con disegnata la stella a cinque punte è stato trovato in tarda serata sul lungarno a Firenze, affisso sul lato del fiume opposto a quello dove si trova il consolato americano. Sopra lo striscione una scritta di solidarietà agli imputati di un processo sugli incidenti avvenuti il 13 maggio 1999 in occasione della manifestazione organizzata, davanti allo stesso consolato, contro l'intervento della Nato nei Balcani.

Lo striscione, trovato dalla polizia, recitava: "Guerra e tribunali non fermeranno le nostre lotte. Solidarietà agli imputati del 13.5.99". Stamani, a Firenze si è svolta una delle udienze del processo, che dovrebbe terminare il 28 gennaio. Gli imputati sono 15 e sono accusati, a vario titolo, di lesioni, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e resistenza.

Germania G8 - Scagionati anarchici e autonomi

Inviato da autonomix | 11 Gen, 2008
ermania, «anarchici e autonomi terroristi».

Ma la Corte federale smentisce i giudici .

Avevano torto. Nel merito e nel metodo. Le perquisizioni e i sequestri che la procura generale tedesca, lo scorso nove maggio, alla vigilia del G8 di Heiligendamm, ha effettuato in più di 40 sedi di organizzazioni della sinistra radicale, dei movimenti e in alcuni appartamenti privati tra Amburgo, Brema, Berlino, Brandeburgo, Bassa Sassonia e Schleswig-Holstein erano illegittime e, dunque, illegali. Lo ha stabilito venerdì scorso la Corte federale di Kahrlsruhe, accogliendo il ricorso di uno degli indagati accusato di terrorismo. Il nodo della vicenda ruota infatti proprio intorno all'accusa, pesantissima, di far parte di organizzazioni terroristiche, allora scaricato sulle spalle di 21 militanti dei movimenti che si stavano organizzando per contrastare il vertici degli otto grandi.

Il procuratore generale Monika Harms - che ancora oggi si occupa delle indagini contro alcuni gruppuscoli della sinistra radicale tedesca rei di numerosi attentati incendiari in diverse città - era potuta intervenire proprio per aver dato una coloritura antiterroristica alla sua indagine. Quelle perquisizioni le sarebbero state, altrimenti, vietate, non essendo la procura federale responsabile per indagini locali di competenza delle polizie regionali. Allora i rappresentanti del vertice alternativo e delle azioni di protesta Block G8 denunciarono il tentativo di fermare la macchina contro-organizzativa e la pericolosa campagna di tensione e intimidazione che politica e magistratura stavano cavalcando. Montava, allora, una pericolosa tendenza a far scivolare in un sempre più indistinto calderone etichettato con il nome di "terrorismo" le istanze critiche politicamente, e anche socialmente, più dure, con il fine di screditarne l'azione e isolarle dalla società civile.

Furono perquisiti il Rote Flora di Amburgo - «centro culturale autonomo occupato» dal 1988, un'istituzione nella scena della sinistra radicale tedesca - e diversi altri locali storici della capitale Berlino, come la libreria «alternativa» del Mehringhof a Kreuzberg. Luoghi e persone che con la storia del terrorismo non hanno molto da spartire. La procura federale ritenne però che gli indagati stessero preparando attentati incendiari e che, dunque, fossero terroristi. I timori furono poi clamorosamente smentiti dall'atteggiamento pacifico dei movimenti di Heiligendamm. Eppure, anche se si fosse arrivati a tanto, il paragrafo che disegna i confini entro i quali un organizzazione può essere definita terroristica - il 129a del codice penale tedesco, ridefinito nel 2003 durante il governo Schröder - esclude da tale ambito azioni violente come gli attentati incendiari contro cose o proprietà dello stato, che non danneggiano, né mettono a repentaglio la vita delle persone.

L'opposizione a sinistra della Grande Coalizione ha criticato duramente la procuratrice Harms. Per il verde Ströbele ci dovrebbero essere anche conseguenze personali, per una condotta «eccessivamente dura e illegale, che ha violato numerosi diritti fondamentali degli anti-G8». Mentre Dietmar Bartsch, die Linke, ha sottolineato il «problema crescente di una corte federale che si vede costretta a censurare le azioni della procura federale per ristabilire il diritto e la giustizia». I partiti di governo, Cdu/Csu e la Spd, hanno al contrario adottato una linea difensivista, giustificando la difficile situazione che allora fu presa, come atto di estrema responsabilità: «La procura generale ha preso seriamente il pericolo che incombeva sul G8. Per questa ragione non le si possono proprio fare appunti», ha detto il vicecapogruppo al Bundestag della Cdu Wolfgang Bosbach.

Non è la prima volta che la corte federale si vede costretta a ridimensionare l'operato della procura. Già lo scorso novembre i giudici di Karlsruhe avevano sollevato dall'accusa di terrorismo tre persone sospettate di essere membri del Militante Gruppe (Mg), un'organizzazione d'estrema sinistra rea di numerosi incendi in diverse regioni tedesche. La corte federale chiarì che per essere considerata terroristica, un'organizzazione deve procurare allo stato «danni considerevoli», ben altro, cioè, che gli attentati incendiari in questione. La sentenza portò allora all'immediata scarcerazione di tre sospetti membri di Mg, in regime di carcerazione preventiva, e alla riformulazione dell'accusa in appartenenza ad un'organizzazione criminale e tentato incendio doloso.

CORTEO EVERSIVO A L'AQUILA: IN 25 SOTTO INCHIESTA

Inviato da autonomix | 30 Dic, 2007

La procura distrettuale contesta il reato di istigazione a delinquere
La manifestazione del 3 giugno 2007 a L'Aquila

 

Da "Il centro" del 24 dicembre
La procura ha avviato 25 avvisi di garanzia nell'’ambito delle indagini sul corteo eversivo di 200 persone che ci fu il 3 giugno per protestare contro il carcere duro, il 41 bis.
Una manifestazione che destò sconcerto in città e che ebbe risonanza nazionale per gli slogan inneggianti anche alle brigate rosse con riferimento a Nadia Desdemona Lioce, detenuta all'’Aquila.
I manifestanti sfilarono per il centro, scortati da un gran numero di agenti, imbrattando di scritte a sfondo eversivo alcuni edifici. Sta di fatto che adesso ci sono 25 persone sotto inchiesta, tra i quali in maggioranza veneti, lombardi e laziali oltre a un giovane aquilano.
Alcuni reati contestati ( ma non tutti ) sono gravi come la istigazione a delinquere, per via degli slogan contro la polizia, contro l'’ispettore Raciti e che inneggiavano alla strage di Nassirya. Contestato il reato di invasione di terreni e il deturpamento di cose altrui con riferimento alle scritte. Gli indagati sono accusati anche per il danneggiamento di una recinzione davanti al carcere dell Costarelle, a Preturo,e il getto pericoloso di cose. Le persone sospette sono state individuate tramite una serie di filmati da parte delle plizia e con delle fotografie che hanno permesso di scovare i più facinorosi. Le indagini, svolte dalla digos, sono state fatte anche tramite le questure competenti nelle città dalle quali provenivano gli indagati, al fine di fare i giusti riscontri. Un’'indagine che era stata sollecitata dal mondo politico nazionale e che fu anche oggetto di un'’interpellanza parlamentare al ministro della Giustizia, Clemente Mastella il quale, tra le altre cose, rese noto di avere avuto dalla procura aquilana una informativa sull'’avvio delle indagini. Ci furono anche elogi alla questura del capoluogo da molti esponenti istituzionali, per aver saputo controllare i manifestanti, pur in una situazione di tensione, in modo da evitare scontri.

 

RIBADIAMO NON SOLO LA NOSTRA SOLIDARIETA' MILITANTE AI 25 INDAGATI, MA IL NOSTRO PIENO APPOGGIO E COMPLICITA' ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI CHE MANIFESTARONO NEL CAPOLUOGO ABRUZZESE CONTRO IL CARCERE.

Sul 12 dicembre: COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' PARENTI E AMICI DEGLI ARRESTATI

Inviato da autonomix | 15 Dic, 2007


Comunicato dell’Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007

Innanzitutto ringraziamo calorosamente tutti coloro che si sono mobilitati per portare la loro solidarietà ai compagni sotto processo e per impedire che, nell’anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, i fascisti di Forza Nuova manifestassero pubblicamente a Milano.
Il 12 dicembre, sia all’interno dell’aula bunker di San Vittore, che all’esterno si è espressa con forza e determinazione la volontà di reagire, resistendo, alla repressione e al fascismo.

Dentro l’aula

All’appello degli imputati il compagno operaio Vincenzo Sisi ha risposto: “Con il corpo sono presente, ma la mia testa è con gli operai della Thyssen- Krupp”.
Gli altri imputati hanno risposto applaudendo e col pugno alzato.
La pm Bocassini ha rilevato che i pugni alzati sono una mancanza di rispetto alla corte!...(e poi la chiamano “toga rossa”!)
Gli avvocati della difesa hanno contestato il trattamento riservato agli imputati e a loro stessi: i compagni erano in gabbie singole, separati da uno schieramento di guardie e transenne dai difensori che erano quindi quasi impossibilitatti a conferire con i propri assistiti.
E’ stata richiesta la revoca del perdurante divieto d’incontro tra imputati, misura assurda visto che l’inchiesta per loro è chiusa da tempo e che ha comportato molte angherie durante la detenzione, ormai di dieci mesi, in particolare l’isolamento e i continui trasferimenti.
Gli avvocati della difesa hanno inoltre richiesto l’avvicinamento alla sede processuale, visto che alcuni compagni sono stati prelevati dal carcere o dai domiciliari alle quattro di notte per essere riportati a destinazione il giorno stesso e per poi essere riprelevati, con le stesse modalità, per le udienze dei prossimi giorni.
Sono poi state eccepite varie nullità sulla richiesta di rinvio a giudizio:
- nullità in relazione alla violazione del diritto di difesa derivante dalla mancata consegna di tutte le copie degli atti processuali entro i termini di legge,
- nullità, sempre in relazione al diritto di difesa, dovuta ai trasferimenti ed alla dispersione degli imputati lontano dalla sede processuale (anche in contrasto con l’art. 6 della Convenzione di Strasburgo) poiché ciò ha ostacolato l’incontro con i legali,
- nullità in relazione alla violazione derivata dalla mancata considerazione della sospensione del periodo feriale (l’inchiesta è stata chiusa proprio a ridosso del periodo di chiusura estiva del tribunale),
- nullità rispetto ai 5 giorni di divieto d’incontro con i difensori imposto dopo l’arresto degli imputati,
- nullità in base alla contestazione di gravi irregolarità nelle procedure seguite per le intercettazioni telefoniche,
- nullità poiché la richiesta di rinvio a giudizio è stata effettuata ben prima della conclusione dell’incidente probatorio relativo alla trascrizione di tutte le intercettazioni ambientali che sono parte preponderante di questo processo,
- nullità poiché le perizie tecniche sono state disposte dall’accusa in contemporanea e in diverse sedi fra loro lontane impossibilitando così la difesa a parteciparvi
- nullità per l’impossibilità di far entrare nell’inchiesta fonti come il Sisde (Servizi segreti). Il Sisde non può entrare nella sistematica giuridica ordinaria mentre, entra in questo processo, facendo vestire le sue indagini (che non possono avere la connotazione di indagini di polizia giudiziaria) attraverso delle relazioni della Digos e facendo confluire comunque dei filmati e delle foto che aveva raccolto nel corso del suo lavoro.

E’ stata poi contestata e ritenuta illegittima la costituzione di parte civile da parte di Forza Nuova sia per motivi politici, perché non è ammissibile che una forza volta alla ricostruzione di un partito fascista possa essere accettata nelle aule dei tribunali in quanto ciò, per la legge italiana, è un reato punito con la reclusione da 5 a 12 anni, sia per motivi procedurali, in base ad irregolarità nella presentazione della richiesta.

A tutto ciò il gup Marina Zelante risponderà nell’udienza del 14 dicembre.

Fuori dall’aula

Fin dalle otto del mattino un folto numero di compagni ha presenziato nei pressi dell’aula bunker dando vita poi ad un presidio in Piazza Aquileia che, dalle nove in poi, è andato via via ingrossandosi. Diverse centinaia di persone vi hanno partecipato: compagni, situazioni collettive del movimento milanese ma anche delegazioni da altre parti d’Italia, antifascisti, anarchici e singole persone che sono venute a dare solidarietà. Numerosa la presenza dal Veneto e del Cpo Gramigna di Padova che ultimamente ha subito un nuovo arresto di un giovane militante.
Gli slogan, la musica, i petardi e i fuochi d’artificio hanno tenuto compagnia fino a pomeriggio ai prigionieri di San Vittore che salutavano e rispondevano attraverso le sbarre delle finestre. Il presidio ha espresso anche la solidarietà ai prigionieri in lotta contro l’ergastolo, in sciopero della fame dal primo dicembre.
Sono state lette numerose lettere dei compagni sotto processo, comunicati di solidarietà e comunicati contro il terrorismo di stato e contro i fascisti. Un lavoratore ha letto un comunicato per esprimere la rabbia e la vicinanza di tutti agli operai della Thissen-Krupp, barbaramente colpiti dal terrorismo dei padroni: le morti sul lavoro a scopo di profitto.
L’arrivo in corteo degli studenti, provenienti dalla manifestazione studentesca indetta per ricordare l’anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, ha trasformato il presidio in blocco stradale e successivamente in corteo che ha sfilato fin nelle vicinanze di Piazza Filangeri, entrata dell’aula bunker, dove i fascisti di Forza Nuova avevano promesso un presidio contro il comunismo. Lo striscione che apriva il corteo diceva: “12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2007, il solo terrorismo è quello dello stato! Libertà per i compagni!”.
La giornata di mobilitazione ha raggiunto l’obiettivo di impedire ai fascisti la sceneggiata anticomunista e reazionaria che avevano promesso e ha dato visibilità alla solidarietà di classe che, nonostante tutti i pesanti attacchi repressivi subiti dal 12 febbraio in poi (compresi arresti) si è mostrata rafforzata ed estesa.
La solidarietà fa paura ed è forse per questo che i mass media, che tanto si sono sbizzarriti a scrivere per denigrare i compagni e per dar voce all’accusa, hanno taciuto (tranne per qualche trafiletto) sulla giornata del 12 dicembre a Milano.
I compagni sotto processo non sono criminali isolati come vorrebbero mostrare l’accusa, la stampa, lo stato, i partiti istituzionali, i vertici sindacali. La giornata del 12 ne è stata un’ulteriore dimostrazione ed è stata anche un momento importante per tutto il movimento di classe che ha opposto resistenza al tentativo di distruggere l’identità dei compagni e di mischiare le carte con la convocazione dell’udienza preliminare proprio nella data simbolo dello stragismo di stato.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a Milano e a tutti coloro che in altre parti d’Italia, ma anche all’estero, hanno organizzato iniziative non potendo essere presenti.
Le adesioni sono arrivate numerose.

Il solo terrorismo è quello dello stato!
Per i compagni libertà, estendiamo la solidarietà!

Associazione di Solidarietà Parenti e amici degli arrestati il 12/2/

NEWS SULL'ASILO E SUL PANICO SGOMBERATI! PORTIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA'!

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2007

Pesante e repressa mattina a Firenze.
Sgomberato l'Asilo Occupato, a due settimane dal secondo compleanno, mentre il Panico, occupato a marzo, è stato attaccato nella mattinata dalle forze dell'infame Domenici, ma continua a resistere, con alcuni occupanti sul tetto a impedirne l'effettivo sgombero.

Sempre nella mattinata abbiamo notizie di almeno due perquisizioni in abitazioni di compagni e amici, una a Firenze l'altra a Pisa.
Dal verbale di perquisizione sembrano siano legate all'arresto di Daniele e Francesco di questa estate.

Portate Solidarietà! In particolare al Panico che ancora resiste!

Per arrivare bus 3-6-20; il posto è il palazzone a due piani in fondo al parco di S.Salvi

AGGIORNAMENTO
ore 13.00
Gli occupanti di Villa Panico continuano a rimanere sul tetto, resistendo allo sgombero ad opera delle forze del (dis)ordine e dei pompieri.
L'abitazione di uno dei compagni perquisiti questa mattina è stata perquisita una nuova volta a metà mattinata.


fonte toscana.indymedia.org

Sgomberi a Firenze: Asilo occupato e Panico!
Sono partiti stamattina in contemporanea gli sgomberi dell'Asilo Occupato (zona: Lastra) e degli anarchici ex-via del Panico, che avevano rioccupato uno stabile a San Salvi.

Presidio contro lo sgombero davanti all'Asilo Occupato.
Un altro esempio di speculazione: per lo stabile occupato era infatti da poco cambiata la destinazione d'uso, diventata abitativa.
Per arrivare in Via bolognese 275 autobus n. 25.

In contemporanea, sempre stamattina, è arrivato lo sgombero di un altro posto occupato all'interno di San Salvi, occupazione fatta a seguito dello sgombero di Via del Panico.

- - - - - - - - - - - - - - - - - -

Aggiornamento Panico e Asilo
...purtroppo la situazione ancora non è chiarissima ma sembra si tratti di qualcosa di più di "semplici" sgomberi...

In questo momento i compagni e le compagne del Panico stanno resistendo sul tetto e l'area di S.Salvi e dei giardini di via del Mezzetta è completamente circondata da polizia e Carabinieri. Sulle teste di tutti vola un elicottero. Ai giardini è presente un piccolo gruppo di compagni.

All'Asilo sembra che le forze dell'ordine, dopo la perquisizione, abbiano già iniziato a far murare porte e finestre. Sembra che i compagni siano in questo momento in questura.

Nel frattempo sono state perquisite alcune abitazioni a Torino e Pisa... si sente parlare di 270 bis!
Sono solo indiscrezioni e non notizie certe...

Maggiori informazioni in seguito.

Firenze - Sgomberato l'Asilo

Gio, 29/11/2007 – 13:38

fonte vaginevolanti.noblogs.org

Dopo due anni di occupazione stamattina la polizia ha sgomberato l'asilo occupato di via bolognese, stabile occupato due anni fa, il 13 novembre. In contemporanea lo sgombero di villa panico, un altra casa occupata nel parco di san salvi a firenze. Loro sono ancora sul tetto.

E' allucinante, due sgomberi congiunti, nel medesimo giorno, causa indagine per reati associativi.

Ecco qui che spunta sempre il "mostro", il presunto reato associativo per giustificare sgomberi di case e realta' la cui unica azione svolta in questi anni e' di far rivivere luoghi abbandonati dall'amministrazione pubblica. Costruire progetti che sperimentano esperienze significative sul lato della convivenza e della socialita'.

Le immagini scorrono, brividi sul corpo. Ancora una volta sono riusciti a sgomberare e chiudere un luogo, L'asilo che per tante sue caratteristiche e' stato un habitat di relazioni, persone che tanto hanno saputo dare a tutti coloro che l'hanno attraversato.

La bruca con le sue cene vegane, la bella fica (motto che invita all'autogestione, autocreativita' e condivisione di ogni evento e gesto), le chiaccherate e serate by vaginevolanti su prostituzione, il piacere, le relazioni, il gender. "il privato diventa pubblico". Concerti musicali, dall'improvvisazione jazz alle performances queer. Tanta gente diversa per background, storie e propensioni personali, tutte sotto lo stesso tempo. Gli anziani della Lastra, piccolo borgo sulla bolognese, che in molti ci hanno accompagnato fin dal nascere nella costruzione di questo spazio.nel bene e nel male.ma senza indifferenza.

L'asilo vive.

La sirena e' la nostra memoria...


fonte ansa.it

Terrorismo: sgomberi e perquisizioni
Procura, si cercano armi. Occupanti salgono sul tetto

(ANSA) - FIRENZE, 29 NOV - Sgomberato all'alba un immobile del complesso di San Salvi occupato da esponenti del movimento anarchico fiorentino. Perquisizioni a Firenze e nelle province di Prato, Pisa, La Spezia, Lucca e Livorno. I provvedimenti sono stati delegati dalla procura di Firenze 'alla ricerca di armi o altri strumenti utilizzati per azioni terroristiche e di eversione'. Nell'immobile di San Salvi, alcuni occupanti si sono rifugiati sul tetto della struttura.


fonte adnkronos.it

TERRORISMO: PERQUISIZIONI IN TOSCANA E LIGURIA, SI CERCANO ARMI
A FIRENZE SGOMBERATI DUE EDIFICI OCCUPATI DA ANARCHICI

Firenze, 29 nov. (Adnkronos) - Due edifici occupati da anarchici sono stati sgomberati stamani a Firenze dalla polizia e dai carabinieri. Contestualmente, informa una nota della Questura, sono state eseguite perquisizioni, delegate dalla Procura di Firenze, a Prato, Lucca, Pisa, Livorno e La Spezia, per cercare "armi comuni da sparo e quanto altro utilizzato per porre in essere azioni violente con finalita' di terrorismo", spiega la nota.

 

Firenze - Sugli sgomberi e sul 270 bis

Gio, 29/11/2007 – 14:56

da un collegamento audio su radio blackout

I due sgomberi delle 7.15 di questa mattina (per quanto scritto sui verbali di notifica) sono a causa di una denuncia per 270 bis.
Gli inquirenti sembra siano in cerca della pistola utilizzata durante una rapina alle poste. I primi colpiti dall'accusa sono stati Daniele e Francesco e, a distanza di quasi sei mesi, si cerca di "ingrossare le fila" inserendo gli occupanti dell'Asilo e del Panico.
I ragazzi dell'Asilo dopo lo sgombero sono stati prima condotti alla scientifica e poi in questura (entrambe presidiate dai restanti occupanti e solidali) e successivamente liberati dove hanno raggiunto il presidio, che tutt'ora prosegue e si ingrossa, sotto al Panico in solidarietà agli occupanti sul tetto dello stabile.
Quattro compagni del Panico sono ancora in questura.

L'invito è a portare la propria solidarietà e a rinquorare con la presenza i pirati sui tetti.

LA SOLIDARIETA' NON SI ARRESTA: SUGLI ARRESTI DEL 26 NOVEMBRE A PADOVA

Inviato da autonomix | 27 Nov, 2007

 

Martedì 27 novembre, alle 5 del mattino, uomini mascherati e armati della polizia, ucigos e digos di Milano, Padova e Venezia, coordinati dalla procura milanese e dalla già nota PM socialfascista Ilda Boccassini, irrompono nelle case di 3 compagni di Padova. Vengono perquisiti e arrestati Michele, compagno attivo nella lotta del C.P.O. Gramigna, Andrea, già arrestato il 12 febbraio scorso a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari a fine luglio, e infine viene sequestrata l’automobile intestata ad un compagno militante del centro popolare occupato. Per Andrea si riaprono le porte del carcere con le “solite” accuse relative ad alcuni presunti trasporti di armi mentre per Michele, al quale è stata negata ogni possibilità di contatto esterno per cinque giorni, le accuse sarebbero di concorso esterno ad associazione sovversiva.
Questi arresti, a soli pochi giorni dalla data dell’udienza preliminare fissata per il 12 dicembre, dimostrano ancora una volta la totale mancanza di prove concrete che vadano a sostenere l’impianto accusatorio. Quest’ultimo già ridimensionato con la concessione di sei arresti domiciliari ai quali la stampa ha dato un rilievo marginale. È chiara, invece, la volontà di voler continuare a colpire la solidarietà militante che da 10 mesi si stringe attorno a questi compagni, concretizzatasi anche sabato 24 novembre durante la manifestazione indetta dal C.P.O. Gramigna a Padova che ancora una volta viene attaccato con l’arresto dei suoi militanti.
Questi nuovi arresti, insieme ad altre recenti e analoghe inchieste come quelle di Perugia, Bologna e nei confronti dello Slai Cobas,  mirano a far tacere chi lotta per una concreta alternativa a questa società basata sulla precarietà e sullo sfruttamento. Inoltre, tentano anche di ridare prestigio alla magistratura e alla polizia, in un momento di forte crisi dovuto alla violenza sbirresca e all’inchiesta per la mattanza cilena del G8 del 2001 a Genova che vede coinvolti nomi di grosso calibro dell’apparato poliziesco italiano come Gianni De Gennaro. Quest’ultimo, accusato di istigazione di falsa testimonianza, già capo della polizia all’epoca del G8 è ora arruolato nel Ministero degli Interni del governo Prodi.

Come compagni e compagne di Padova non possiamo che stringerci attorno ai nostri compagni dietro le sbarre rilanciando la partecipazione al presidio di solidarietà sotto il carcere di San Vittore a Milano per mercoledì 12 dicembre. I nuovi arresti e la repressione che ci sta investendo non fermerà la lotta di chi si batte per l’occupazione degli spazi abbandonati, per le rivendicazioni operaie, contro le guerre imperialiste e per una società senza classi.


Terrorista è il responsabile delle quattro morti quotidiane sul lavoro!
Terrorista è chi bombarda e reprime!
Andrea e Michele liberi!
Libertà per tutti i compagni e per tutti i rivoluzionari!

Per scrivere ai compagni:
Michele Magon e Andrea Scantanburlo
Casa Circondariale di San Vittore
Piazza Filangeri 2
20123 - Milano

CENTRO POPOLARE OCCUPATO GRAMIGNA
www.cpogramigna.org
info@cpogramigna.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Padova, 27-11-2007

Cari compagni e compagne, parenti e amici, aggiorniamo gli indirizzi dei compagni arrestati.
Ricordiamo che per i compagni e la compagna che si trovano agli arresti domiciliari (TOSCHI ALESSANDRO,FEDERICO SALOTTO,GIAMPIETRO SIMONETTO, ALFREDO MAZZAMAURO, AMARILLI CAPRIO) vige ancora il divieto di ricevere e scrivere posta, questa vessazione non impedisce certamente loro di essere forti e presenti nell'unità della lotta di classe!

Uniti si vince!!!

Continuiamo a sostenere i compagni facendo sentire loro la nostra vicinanza ed
affetto!

Casa Circondariale  - Via delle Macchie 9 - cap. 57124 Livorno (LI):
LATINO CLAUDIO


Casa di Reclusione - Via Nuova Poggioreale 177 - cap. 80143 Napoli Poggioreale (NA):
GAETA MASSIMILIANO


Casa Circondariale - Via Enrico Albanese, 3 - cap. 90139 Palermo Ucciardone (PA):
TONELLO ANDREA


Casa Circondariale di Piacenza - Via delle Novate  65 - cap. 29100 Piacenza:
BORTOLATO DAVIDE

Casa Circondariale di Cremona - Via Palosca 2 - cap. 26100 Cremona:
DAVANZO ALFREDO

Casa Circondariale di Cuneo - Via Roncata 75 - cap. 12100 Cuneo:
SISI VINCENZO

Casa Circondariale di Vercelli - Via Del Rollone 19 - cap. 13100 Vercelli:
GHIRARDI BRUNO

Casa Circondariale - Strada Statale, 31 - cap. 15040 San Michele, Alessandria:
TOSCHI MASSIMILIANO

Casa Circondariale  - Via Regioni Bronda 19/B - cap. 12037 Saluzzo, (CN):
ROTONDI DAVIDE

Casa Circondariale di Ivrea - Corso Vercelli, 165 - cap. 10015 Ivrea (TO):
SCIVOLI SALVATORE

Casa Circondariale di San Vittore- Piazza Filangeri, 2 - cap. 20123 Milano:
MAGON MICHELE
ANDREA SCANTANBURLO

Per inviare telegrammi da un numero telefonico fisso: 186.

 

 

LETTERE E COMUNICATI PER I COMPAGNI ARRESTATI A PADOVA

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2007
NESSUNA TREGUA AL TERRORISMO DI STATO!

Esprimiamo incondizionata
solidarietà ai due compagni arrestati la notte tra il 5 e il 6 luglio a
Padova, uno dei quali un lavoratore precario di appena 19 anni, nell´
ambito dell´inchiesta che il 12 febbraio ha portato all´incarcerazione
di altri 13 compagni e una compagna.
A differenza dell´operazione di
cinque mesi fa, l´accusa di banda armata e associazione sovversiva è
data per concorso esterno. Questi nuovi arresti serviranno, inoltre, ad
allungare i tempi dell´indagine e della carcerazione preventiva.
Ancora
una volta ad essere colpito in particolar modo è il Centro Popolare
Occupato "Gramigna" di Padova perché da sempre è in prima linea nelle
battaglie a difesa dei diritti dei lavoratori, nella mobilitazione
contro le guerre imperialiste, in appoggio alle resistenze dei popoli
oppressi e nelle lotte sociali e popolari in difesa dell´ambiente, come
in Val di Susa, o contro le basi militari, come a Vicenza.
Da sempre
il Gramigna è stato la spina nel fianco dello stato terrorista che a
più riprese ha cercato di metterlo a tacere. Infatti, nell´ultimo
ventennio, ha collezionato 13 sgomberi e decine di denunce e multe a
carico dei compagni e che il 23 giugno, nonostante divieti, tentativi
di ghettizzazione e 200 sbirri in assetto antisommossa, è riuscito ad
organizzare con successo un presidio davanti alla stazione.
Con queste
manovre il governo tende ad instaurare, all´interno del movimento
rivoluzionario, un clima di terrore che cerca di spaventare e dividere
le masse in modo da impedire che seguano l´esempio della lotta di chi
non si fida più delle istituzioni. Nonostante l´enorme campagna di
criminalizzazione mediatica stile "sbatti il mostro in prima pagina",
intorno ai compagni si estende un´enorme solidarietà attaccata a più
riprese dai sindacati e dal governo socialfascista di Prodi.

NON UN
PASSO INDIETRO,
ESTENDIAMO LA SOLIDARIETA´!
CON I COMPAGNI ARRESTATI IL
6 LUGLIO!
AL FIANCO DI TUTTI I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI!
CON LA
RESISTENZA DEL CPO GRAMIGNA!

I compagni e le compagne del Filorosso di
Foggia
 
 
 
 
 Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni arrestati il 6 luglio.

Gli arresti, le perquisizioni e le intimidazioni non fermeranno le lotte.
Libertà per i compagni arrestati.
A loro tutta la nostra solidarietà.

Centro di Documentazione Proletaria Borgorosso - Genova
 
 
 Esprimiamo piena solidarietà ai due compagni arrestati a Padova il 6 luglio.
I compagni arrestati sono interni alle lotte dei lavoratori e alle
lotte per gli spazi sociali.
Ancora una volta si vuole far passare che i compagni sono delle
"schegge impazzite" o delle "mele marce". I rivoluzionari invece
sono
sempre in prima fila per le rivendicazioni per il diritto al lavoro,
alla casa, agli spazi sociali, a una vita degna di essere vissuta.
Le vere mele marce sono i burocrati sindacali, che cogestiscono le
manovre economiche dei governi borghesi, tese ad arricchire i padroni
e a sfruttare i lavoratori. Sono i funzionari dei partiti della
sinistra istituzionale che tradiscono gli interessi delle masse
popolari.
La solidarietà ai compagni in carcere, militante o spontanea che sia,
è necessaria per l'avanzamento di tutte le lotte proletarie.
Chi sinceramente crede che questo sistema sia marcio e basato solo
sullo sfruttamento, e che ci sia bisogno di un nuovo mondo, deve
rendersi conto che i rivoluzionari sono la punta più avanzata delle
lotte per migliorare le nostre condizioni materiali e sociali di vita
e di lavoro.

compagni/e contro la persecuzione dei rivoluzionari-napoli

FUORI LA POLIZIA DALLE NOSTRE CITTA'

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2007

 

 

 

Alimentato dai giornali, enfatizzato dalla politica di ogni colore, il delirio sulla "sicurezza" e su un preteso "degrado" condiziona e affligge sempre di più la vita sociale.

Le forze dell'ordine mobilitate all'unisono -dai carabinieri ai vigili urbani, dai soliti poliziotti all'insolita polizia provinciale, fino, pare, ai guardiaboschi- pattugliano le strade sempre più minacciosi: sequestrano i cani, fermano in massa i cosiddetti "punkabbestia", inseguono gli immigrati senza documenti. Il bollettino di guerra di ieri riporta un arresto, una denuncia e tre fogli di via in via Pietrapiana. Chiunque non si adegui ai diktat del denaro e del decoro borghese non deve più esistere in questa città. Come dichiarato candidamente in questi giorni da un alto funzionario della sbirraglia, gli zingari devono addirittura essere "cacciati".

Ultimo in ordine di tempo, in Santo Spirito arriva -testuali parole delle carogne dei giornali-- il "COPRIFUOCO": i locali che si affacciano sulla piazza devono chiudere entro l'una di notte. La democrazia nell'era della guerra permanente non esita ad utilizzare il linguaggio di un paese belligerante anche all'interno dei propri confini. Ma stavolta i nemici non sono fantomatici fondamentalisti dalle lunghe barbe- i nemici siamo tutti noi che tiriamo tardi la notte tra uno spinello e una birra e una risata; noi che cerchiamo di vivere la città come un posto dove conoscerci e incontrarci, e non solo dove sopravvivere lavorando.

Questo delirio securitario -che vede in ogni diverso un "malintenzionato" e in ogni telecamera "un'amica"
- ha un nome: si chiama Patto per la Sicurezza, è stato firmato in questi giorni dal ministro dell'interno Amato
e dagli amministratori locali. Riguarda Firenze come tutte le altre principali città italiane, e permetterà di tenere sotto controllo i quattro quinti della popolazione, concentrati com'è noto nelle grandi città.

Sempre più occhi elettronici su di noi, dunque, sempre più gendarmi a controllarci, sempre più comportamenti penalizzati. Vietato passeggiare per strada se non vesti bene, vietato portare a spasso il cane se non gli impianti un microchip, vietato stare in piazza se non a certe ore, vietato bere birra se non in certi pub...

Sempre meno liberi, sempre più prigionieri di un mondo di fantasmi. Ci vorrebbero tutti chiusi in casa a guardarlo dal buco della serratura: una pagina di giornale che ci parla di strani personaggi -brutti,
sporchi e cattivi- da rinchiudere il prima possibile in qualche democratica galera, come se non bastasse averli già imprigionati a vita nella cella del disprezzo sociale. Per i coraggiosi che varcano la soglia, ed hanno ancora l'ardire di gettarsi nella vita reale, viene predisposta una degna accoglienza: non più punkabbestia per le strade, ma frotte di questurini tutti uguali con un distintivo per intimidire e un manganello per reprimere.
Riprendersi le piazze e le strade al più presto, dunque. Vivere le piazze, impedire le retate, mandare a cacare tutti insieme chi ci vorrebbe buoni e ubbidienti come polli da batteria.

RIBELLARSI NON E' "GIUSTO" E' SEMPLICEMENTE URGENTE
FUORI GLI SBIRRI DALLE PIAZZE E DALLE NOSTRE VITE

SABOTIAMO IL PATTO-SICUREZZA

gli anarchici di villa panico

CONTRO LO STATO E GLI ARRESTI A PADOVA

Inviato da autonomix | 9 Lug, 2007
All'alba del 6 luglio, altri due compagni di Padova e Cittadella sono stati arrestati all'interno dell'inchiesta promossa dai PM Boccassini e Salvini il 12 febbraio 2007, che aveva già portato in carcere 14 compagni, tutt'ora reclusi in mezza Italia.

Padova, in questi mesi, ha rappresentato un vero e proprio laboratorio politico di controrivoluzione, diretto dal Ministero degli Interni per isolare e criminalizzare chi lotta concretamente contro il barbaro sfruttamento capitalistico.

Gli esempi si sprecano. Qualsiasi gestione differente dei fatti da quella propagandata dai servili mass media è stata prontamente censurata; gli spazi pubblici a Padova sono stati blindati all'Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati; hanno tentato di vietare, ghettizzare, demonizzare in ogni modo la manifestazione del Centro Popolare Occupato Gramigna del 23 giugno.

L'ultima "chicca" del delirio di onnipotenza del potere borghese è stata raggiunta con la messa sotto scorta del sindaco Zanonato, "salvato" miracolosamente dall'arresto dei due compagni che avevano, a detta di Marangoni (Questore di Padova), "il colpo in canna" contro il primo cittadino, oggi ancora in pericolo per il proliferare dei "terroristi" (alias rivoluzionari) in città. Ma non erano pochi, isolati e sconfitti dalla storia?

La verità, al di là delle mistificazioni create ad arte, è che manovre come questa hanno un unico scopo: coprire le nefandezze del primo cittadino nella gestione politica della città, prime fra tutte il consenso a ben tre cortei dei neofascisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore e l'adesione alla commemorazione dei due missini morti in Via Zabarella. E, non ultima, la miliardaria speculazione sui lavori del metrobus.

Questo è solo l'ultimo degli attacchi che si sono susseguiti dal 12 febbraio a livello nazionale, fatti di censure, divieti, intimidazioni, caccia alle streghe, licenziamenti politici che i padroni e i partiti che degnamente li rappresentano oggi al governo hanno scatenato per cercare di fermare l'ondata di solidarietà espressa da manifestazioni, presidi, striscioni, scritte, cene, sottoscrizioni da tutt'Italia per rivendicare a gran voce l'internità dei compagni arrestati nel movimento di classe e la loro identità comunista e rivoluzionaria. Ondata che continua, nonostante tutti i tentativi di boicottarla e reprimerla.

Questo fa molta paura, soprattutto in un clima di grave crisi degli apparati dello stato tra scandali (vedi il caso eclatante dei massacratori del G8 di Genova), corruzione dilagante, lotte intestine tra gruppi di potere (vedi i casi delle intercettazioni Telecom, Unipol, "Toghe rosse")  e che vedono cadere vertiginosamente il consenso della classe dirigente tra la gente.

Ecco allora la creazione del "nemico", i comunisti, gli anarchici, i rivoluzionari che vogliono praticare una strada di reale cambiamento sociale e politico; ecco allora che nuovi arresti sono funzionali a tentare di far passare in secondo piano tutti gli attacchi che oggi il governo di finta sinistra muove contro i lavoratori come il prossimo affondo alle pensioni e il già avvenuto attacco al TFR, la sempre maggiore legalizzazione della precarietà che genera uno stillicidio di morti sul lavoro, il nuovo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che porterà a un'altra finanziaria di guerra, quando i proletari devono ancora finire di pagare la scorsa grazie ai miliardi per le spese militari e i contributi statali alla nuova base di morte Dal Molin.

Il principale responsabile del vero terrorismo, quello che scatena questa vera e propria guerra interna al nostro paese contro i lavoratori per scaricare i costi delle operazioni militari sul fronte esterno, è il social fascismo, oggi degnamente rappresentato, tra gli altri, dal nascente Partito Democratico, rimpasto di vecchi volponi delle politiche antipopolari mascherate da progressiste.

 

 

SOLIDARIETA' AI COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE!