NEWS DA GAZA IN DIRETTA..RAID CONTINUI
Inviato da autonomix | 3 Gen, 2009
Giornalisti come soldati, al soldo di Israele. Con questo presupposto,
e con i tanti embedded, confinati in qualche lussuoso hotel
insonorizzato dai crimini dell'etnocrazia israeliana, si combatte una
guerra d'immagini, che stravolge la realtà. Quella che oggi ha visto
ancora una volta Gaza al centro di incessanti bombardamenti. Distrutte
quindici case a Gaza city. Cinque bambini sono morti uccisi
dall'aviazione israeliana a al-Qarara. Bombardamenti anche a Jabalya -
dove ieri sera è stata colpita una moschea - e sul campo profughi di
al-Nasiriyat.
Intanto la politica del terrore di Israele continua. Con lancio di
volantini in lingua araba sulle città con su scritto: «assumetevi le
vostre responsabilità, o gente di Gaza. Ciò che accade è causato dal
lancio di missili contro la popolazione civile israeliana dal vostro
territorio. Per questo chiamate il numero di telefono e diteci da dove
vengono lanciati». Inviti alla delazione, certamente tecniche di una
guerra psicologica. Così anche le telefonate in arabo a migliaia di
utenze palestinesi, che chiedono di indicare i luoghi di Hamas.
Ma l'atmosfera, seppur tragica, in Medioriente sta mutando. Nel giro di
pochi giorni si sta assistendo alla repentina mobilitazione di
centinaia di migliaia di arabi contro la politica del terrore di
Isreale. E se a Tel Aviv si fanno sondaggi anche sulla guerra - in
termini di consensi politici il Likud e i laburisti ne uscirebbero
rinforzati, mentre Kadima perderebbe ne 4 seggi - l'intero mondo arabo,
quello che Fanon chiamerebbe dei "dannati della terra", sembra stia
compattandosi. E domani, proprio in Israele, a Tel Aviv, sarà al centro
di una singolare "guerra delle bandiere". Il governo ha dovuto muoversi
in prima persona per organizzare una contromanifestazione, con bandiere
israeliane, al corteo palestinese pro-Gaza.
Un simbolo, perché domani Tel Aviv potrebbe essere il teatro di una
trama ben più grande: quella dell'unione dei popoli arabi contro la
violenza israeliana. E a vedere le tante manifestazioni del "venerdì di
rabbia" indetto da Hamas pare proprio non sia una cosa impossibile.
Manifestazioni in solidarietà con la popolazione di Gaza in quasi tutte le città della Cisgiordania. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeerà, la manifestazione più imponente si sta svolgendo a Ramallah dove, alla fine della preghiera islamica del venerdì, migliaia di persone si sono riunite nella zona denominata di al-Manara. Sostenitori di Fatah sono stati accusati dal corteo di collaborare con lo Stato ebraico. Ne è nato uno scontro fisico tra le due parti. Analoghe manifestazioni si sono svolte anche a Gerusalemme, dove ci sono stati scontri tra manifestanti palestinesi e polizia. Si sono registrati una serie di scontri nel corso delle manifestazioni di questo pomeriggio. Il più violento è quello ancora in corso presso il checkpoint Qalandia che si trova nella parte orientale di Gerusalemme, dove la sicurezza israeliana ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti palestinesi che rispondono con il lancio di pietre. Sono stati bruciati copertoni d'auto bloccando la strada e attaccando una stazione di polizia. Scontri tra palestinesi e militari israeliani si registrano anche nel villaggio di Belain, vicino Ramallah, ai margini dell'imponente manifestazione in corso nella città palestinese. Sparatorie tra manifestanti di Hamas e uomini della polizia palestinese sono avvenuti invece durante la manifestazione che si è svolta nella città di Hebron. Altre manifestazioni sono in corso a Nablus, Betlemme e Qalqiliya.
Marocco
Uno studente marocchino ferito nei giorni scorsi in scontri con la polizia durante una manifestazione di sostegno ai palestinesi di Gaza è morto ieri a Marrakech, nel Marocco meridionale. Secondo i giornali, il giovane, Abderrazak El Gadiri, è stato ferito alla testa domenica scorsa nei pressi della città universitaria di Marrakech. Circa 300 studenti si sono radunati stamani davanti all'obitorio dell'ospedale Ibn Tofail di Marrakech per protestare contro la morte del loro compagno, che militava in un sindacato studentesco.
Aghanistan e Pakistan
Nella città di Kabul sono alcune migliaia le persone che si sono radunate nel centro della città sotto uno striscione che mostra le immagini dei leader di Hamas per chiedere la fine dell'embargo su Gaza e la fine dei raid israeliani. Manifestazioni analoghe si stanno svolgendo nei centri minori dell'Afghanistan e anche in Pakistan. Qui la più importante è quella di Islamabad, dove nella moschea principale, in occasione della preghiera del venerdì, è stata recitata una preghiera speciale per le vittime di Gaza. Analoghe manifestazioni si registrano in queste ore anche a Rawalpindi, Quetta, Lahore, Peshawar e Karachi.
Giordania
Violenti scontri sono in corso ad Amman. La polizia ha lanciato una serie di lacrimogeni per disperdere i manifestanti, in buona parte palestinesi dei campi profughi locali, che si dirigevano verso la sede dell'ambasciata israeliana presente nella capitale del regno hashemita. I dirigenti dei movimenti islamici palestinesi in Giordania hanno più volte chiesto al governo di Amman la rottura di ogni relazione con Israele.
Egitto
Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato una ventina di militanti dei Fratelli Musulmani al Cairo e ad Alessandria d'Egitto, ed hanno fermato centinaia di persone che si stavano radunando per una manifestazione di protesta contro l'operazione militare israeliana sulla Striscia di Gaza davanti alla moschea Al Fath, nella piazza antistante la stazione ferroviaria del Cairo. Si sono avuti anche scontri nei quali è rimasta ferita una decina di persone, compreso un ufficiale di polizia.
Turchia
Molti i manifestanti che sono scesi oggi in piazza a Istanbul, in Turchia, per manifestare contro l'offensiva militare lanciata da Israele sulla Striscia di Gaza. Tra di loro vi erano molte donne e bambini, che hanno partecipato alla preghiera islamica del venerdì. Sventolando bandiere palestinesi, i manifestanti hanno intonato slogan tipo «Israele assasino, esci dalla Palestina!» e «Governo svegliati! Proteggi la Palestina». I contestatori hanno comunque tutti condannato Israele e il supporto degli Stati Uniti per quella che hanno definito una vergogna umanitaria. Durante la protesta sono state anche bruciate bandiere americane e israeliane.
Indonesia
Si stima che siano oltre 10mila i manifestanti del Partito indonesiano di Giustizia e Prosperità scesi oggi in piazza a Giakarta per protestare contro i raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Portando cartelli di condanna alle operazioni israeliane e in sostegno della popolazione palestinese, i manifestanti hanno attraversato la capitale indonesiana per giungere alla sede delle Nazioni Unite e dell'ambasciata americana. Al grido di «Allah Akbar», i dimostranti islamici hanno chiesto all'Onu di redigere una Risoluzione per mettere fine agli attacchi di Israele contro la popolazione palestinese e hanno chiesto agli Stati Uniti di giocare il suo ruolo dominante in Medioriente.
Iraq
La capitale irachena, Baghdad, è stata protagonista oggi di una serie di manifestazioni di solidarietà con la popolazione di Gaza. Secondo la tv iraniana 'al-Alam', quella più imponente si è tenuta fuori alla moschea Umm al-Qura, quando l'Imam Muhammad al-Jiburi, durante il sermone del venerdì islamico, ha chiamato i fedeli a marciare dopo la preghiera comunitaria e a raccogliere i fondi per la popolazione palestinese di Gaza. «Quello che sta avvenendo lì è un vero e proprio genocidio - ha tuonato dal pulpito -. Si vuole distruggere un popolo perché i bombardamenti non distinguono tra obiettivi civili e politici». Una seconda manifestazione si è tenuta davanti all'università cittadina alla quale hanno partecipato circa cinquemila studenti. Infine un'altra manifestazione si è svolta a Sadr City. Qui è stato letto un comunicato diffuso dall'Imam Moqtada al-Sadr il quale chiede «alle organizzazioni umanitarie di intervenire come possono per aiutare la popolazione di Gaza con degli aiuti. Chiediamo all'Onu di far cessare gli attacchi e di sostenere gli abitanti della striscia». Altre piccole manifestazione spontanee si sono tenute nei pressi di diverse moschee di Baghdad dove sono state anche più volte incendiate bandiere israeliane e americane.
Libano
Centinaia di manifestanti libanesi e palestinesi si sono radunati oggi nei pressi della sede dell'ambasciata egiziana a Beirut, in solidarietà della popolazione della Striscia di Gaza, da una settimana sottoposta ai raid aerei israeliani. Al grido di «Col nostro sangue, con la nostra anima, ci sacrifichiamo per te, Palestina!», i manifestanti hanno raggiunto le barriere di filo spinato, erette dalle forze di sicurezza libanesi, portando a spalla una decina di finte bare nere con su scritto: «Palestina» e «Siamo tutti gente di Gaza». I dimostranti chiedono al governo del Cairo di aprire il valico di Rafah, al confine meridionale con la Striscia, mentre altri manifestanti hanno innalzato striscioni neri su cui sono stati riportati i celebri versi del defunto poeta palestinese Mahmud Darwish: «Siamo qui, rimarremo sempre qui, perché il nostro unico obiettivo è essere».
vedi anche:
Manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese sono state registrate anche in Europa, a Bruxelles e Stoccolma in primis. Tanti i segnali di vicinanza e rabbia arrivati, anche dal vecchio contiente, dall'inizio dell'aggressione sionista nei confronti della Striscia di Gaza: presidi, sit-in e cortei si sono susseguiti soprattutto nell'ultima settimana, in tutt'Europa. Altri ve ne saranno nei giorni a venire, anche nel nostro paese, a partire dalla giornata di domani: corteo per la Palestina a Roma e tante altre manifestazioni di solidarietà che si svolgeranno in suo contemporanea in tante città italiane.
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