Torino - Antirazzisti in circoscrizione

Inviato da autonomix | 3 Ott, 2008

Da qualche tempo a Torino compaiono scritte contro gli alpini che presidiano le strade, distinguendosi in operazioni quali la multa ad un anziano suonatore di fisarmonica, il fermo di qualche tossico male in arnese, il controllo delle carte degli immigrati. I poveri, gli stranieri, i fuori regola sono costantemente nel mirino. La chiamano sicurezza, dimentichi che la sicurezza, quella vera, quella fatta di una vita decorosa per tutti, viene ogni giorno negata a tanti, troppi. Se la questione sociale diviene questione di ordine pubblico, i militari, specialisti di ordine pubblico nelle feroci “operazioni di polizia internazionale” diventano una leva ben più che propagandistica per assediare sempre di più i nostri quartieri, le nostre vite.
Qualcuno non ci sta e negli ultimi tempi si sono moltiplicati di segnali di resistenza alla presenza dei militari nelle strade.
Leghisti e fascisti, fomentatori dell’orrore quotidiano, hanno invocato provvedimenti contro i writers antimilitaristi ed antirazzisti, annunciando una interpellanza al consiglio della circoscrizione 7.
Giovedì 2 ottobre era in programma la riunione del Consiglio della settima Circoscrizione. Gli antirazzisti ed antimilitaristi non potevano mancare.
Un gruppetto molto ordinato si è presentato nella sala del consiglio in corso Vercelli 15 sedendosi in prima fila. Quando il leghista Zenga ha preso la parola è parso il momento opportuno per segnalare la propria presenza: tutti in piedi hanno aperto giubbotti e giacche mostrando magliette bianche con ciascuno una lettera dell’alfabeto che componeva la scritta “Alpini via!”. Un antirazzista che sulla propria aveva tracciato il solito dito medio offerto al ministro Maroni ha fatto un defilé tra i banchi. I consiglieri hanno tentato di far finta di nulla, anche se un socialista non ha resistito alla tentazione di fare una foto ricordo. Alla fine uno di AN non è più riuscito a trattenersi ed è filato fuori agitando il telefonino. Inutile chiedere chi stesse chiamando. Gli antirazzisti hanno pensato che fosse venuto il momento di abbandonare la trista compagnia e, dopo un defilé collettivo, si sono allontanati indisturbati.
Quello di AN era ancora fuori con il suo telefonino. Nel frattempo alcuni anonimi hanno tracciato sul marciapiede di fronte all’ingresso della circoscrizione una scritta a lettere cubitali “ALPINI MERDE!”.
Alla prossima.

L’iniziativa è stata discussa e condivisa all’interno dell’Assemblea Antirazzista di Torino.
La prossima riunione, aperta a tutti gli interessati, si svolgerà martedì 7 ottobre alle 21 a Radio Blackout, in via Cecchi 21.

Per info e contatti:
Per info:
assembleaantirazzistatorino@autistici.org

Presidio di lunedì 6 ottobre al Tribunale di Milano

Inviato da autonomix | 3 Ott, 2008
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DIDALA GHIRARDUCCI: LETTERA APERTA A SPIKE LEE

Inviato da autonomix | 3 Ott, 2008

Lettera aperta
al regista Spike Lee

Gentile regista, mi chiamo Didala Ghilarducci. Sono una vecchia partigiana. Mio marito, Chittò, fu ucciso dai nazisti sui monti versiliesi alcune settimane dopo la strage di Sant'Anna di Stazzema, in quel terribile agosto del '44. Mi sono risolta a scriverle perché quello che leggo sui giornali a proposito del film che lei sta girando mi fa sentire il cuore pesante come un macigno. Pare infatti che nel film si avvalori la falsa tesi che la strage venga compiuta a causa della ricerca di partigiani presenti in paese. E' una falsa tesi che i detrattori della Resistenza hanno sempre sostenuto per dare ai partigiani la colpa di quella strage.Tutte queste voci che si rincorrono sul contenuto delle scene girate a Sant'Anna, se possono poco turbare lei, danno agli uomini ed alle donne della Resistenza italiana una dolorosa inquietudine.So che lei è un grande regista, so che nei sui film è riuscito sempre a raccontare drammi, dolori ed oppressioni che ci hanno emozionato ed hanno fatto crescere la coscienza civile anche qui in Europa. Di questo soprattutto le sono grata. Ho lottato una vita per la democrazia, i diritti civili e la libertà che non posso non trovarmi accanto a chi combatte e denuncia ingiustizie e sopraffazioni.Proprio per questo vorrei essere altrettanto brava da poterle non solo spiegare, ma farle sentire in qualche modo, perché ogni finzione, ogni aggiustamento di quanto avvenuto a Sant'Anna di Stazzema mi pare, ci pare, inaccettabile. Quando le persone, una comunità, hanno vissuto un lutto così profondo e traumatico, comprenderà che conservino sul tema una sensibilità esasperata dal dolore che brucia ancora la carne a distanza di sessant'anni. Nel raccontare la sua storia, una storia importante non solo per il suo Paese, lei ha scelto di fermarsi su quella piccola piazza davanti alla chiesa, a Sant'Anna. Una piazza che io, come altri, ho visto nel suo orrore reale ed inenarrabile nel '44. Il vento può aver portato tra i boschi e verso il mare la cenere di quel rogo, ma l'angoscia, il pianto e il sangue restano aggrumati là e resteranno là nel tempo e nelle nostre coscienze di uomini e donne. Se lei, gentile regista, si soffermerà in questo pensiero allora capirà come non sia possibile in quella piazza raccontare un'altra morte. Non lo possiamo fare per le vittime, non lo possiamo fare per quei ragazzi e quelle ragazze della Resistenza rimasti sui monti insieme a loro a ricordarci per sempre l'orrore della guerra e il prezzo altissimo della libertà. Se togliamo loro la storia, allora li priviamo del senso della loro morte. E questo non è possibile in quella piazza. In un'altra ricostruita altrove, ma non lì. Non riesco ad immaginare che per raccontare una storia di diritti e di persone si finisca per sottrarre la propria storia ad altre vittime.Ecco, gentile regista, le ho aperto il cuore nella speranza che in qualche modo da lei possa giungere una risposta che ci faccia comprendere che il senso del faticoso cammino di impegno civile, di riconciliazione che come comunità e persone abbiamo ricercato e percorso in questi sessant'anni, non sarà disperso.
Didala Ghilarducci

Comunicato dei compagni denunciati per l'’iniziativa del 19 maggio 2007 contro Forza Nuova

Inviato da autonomix | 3 Ott, 2008

Comunicato dei compagni denunciati per l'’iniziativa del 19 maggio 2007 contro Forza Nuova

 

 

Il 19 maggio del 2007, il partito neofascista Forza Nuova ha sfilato per le vie del centro cittadino, protetto dalle forze dell’”ordine”.
Il presidio antifascista spontaneamente riunitosi per impedire la triste parata è stato caricato dopo alcune ore e costretto ad abbandonare piazza Verdi, luogo d'’arrivo della manifestazione di Forza Nuova, ed a formare un piccolo corteo che ha percorso via XX Settembre. Dopo alcuni mesi 15 antifascisti sono stati perquisiti nelle loro abitazioni e denunciati per resistenza ed altri reati. Recentemente sono state notificate loro 15 ingiunzioni di pagamento di duemila euro circa come risarcimento per la mutua/infortunio di un poliziotto.
Noi denunciati, che per gran parte non abbiamo nemmeno accesso ala mutua a causa dei nostri infami contratti di lavoro, ci rifiutiamo di tirare fuori un solo centesimo.
Rivendichiamo il nostro ANTIFASCISMO e la nostra presenza quel giorno nelle vie della città.

Esprimiamo inoltre la nostra solidarietà ad Alessandro ed Alessio che, dal 2 ottobre, saranno sotto processo per rapina (!) per aver allontanato da un presidio nel quartiere di Bolzaneto un gruppetto di giovani provocatori fascisti, uno dei quali avrebbe perso una catenina di scarso valore.
L’'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA! ORA E SEMPRE RESISTENZA!

I compagni denunciati per l'’iniziativa del 19 maggio 2007 contro Forza Nuova

RAZZISMO: SOMALA DENUDATA E UMILIATA A CIAMPINO

Inviato da autonomix | 3 Ott, 2008
ROMA - Nuovi episodi di razzismo a Milano e a Fiumicino. Dopo il cinese picchiato da una gang di minorenni in un quartiere popolare della capitale, una donna somala di 51 anni, sposata con un italiano, ha denunciato di essere stata "tenuta nuda per quattro ore all'aeroporto di Ciampino" dal personale dello scalo che l'ha ingiuriata chiamandola negra.

A Sesto San Giovanni, nell'hinterland di Milano, sono comparse scritte ingiuriose contro il ragazzino romeno che ha perso la vita, alcuni giorni fa in un tragico incendio nell'ex area Falck. Le frasi ingiuriose sono state tracciate sui muri delle case di via Trento dove il giovane romeno è morto bruciato.