QUALCOSA BISOGNA PUR F.A.R.E : ORA E SEMPRE NO TAV!

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008
Per la prima volta in tutti questi anni ci troviamo in una situazione diversa rispetto alle precedenti. Ci siamo abituati agli annunci di Capi di governo, Presidenti della Repubblica, Governatori e quant’altri che dicevano che i lavori sarebbero partiti entro breve; abbiamo fatto il callo anche ai giornali e alle televisioni con i loro servizi già conditi con immagini di tunnel e treni che sfrecciano ad alta velocità, abbiamo persino visto da vicino i tecnici della Cmc recintare i cantieri, abbiamo assistito alla militarizzazione della valle e quant’altro ben conosciamo, ma non abbiamo mai creduto a nessuno e grazie alla nostra tenace resistenza, abbiamo sempre rimandato a casa tutti. Dopo il 2005 la situazione è cambiata, è nato l’osservatorio e il tavolo politico e il movimento ha iniziato a porre domande sempre più pressanti ai sindaci e agli amministratori, vedendoli troppo entusiasti di sedere a troppi tavoli. Sono passati tre governi dal 2005 e l’atteggiamento dei politici e dei sindaci non è mai mutato. Grazie al lavoro dell’architetto Virano, che abilmente ha condotto la vita dell’Osservatorio, ci siamo trovati a non sentire più le smentite dei sindaci di fronte ai titoloni dei giornali, abbiamo persino fatto un’assemblea (nel giugno dello scorso anno, dopo che avevano incontrato Prodi) dove non rispondevano nemmeno più alle nostre domande, sedevano in silenzio anche quando dicevamo loro che sebben ruoli distinti, li avremmo voluti “barricadieri” anche ai tavoli di confronto, come è sempre stato del resto. E via di questo passo, fino a giungere a Pra Catinat e al F.A.R.E.

Eravamo una cosa sola un tempo, le assemblee discutevano e decidevano, stavamo tutti sullo stesso piano, solo in ruoli diversi, ma dopo l’inverno che avevamo passato, la fiducia reciproca era scontata. Oggi non è più così è chiaro, Pra Catinat segna una differenza dal passato che non è recuperabile se non dalla volontà di chi, anche se materialmente non ha firmato quell’accordo, ne è fautore.
E’ una mediazione quella a cui le amministrazioni della valle stanno partecipando, una mediazione per trovare il modo migliore per costruire la Torino Lione, e condurre il movimento no tav alla resa, il resto sono balle!

Il documento di Pra Catinat segna la volontà “da parte delle parti” di costruire l’opera, magari nel miglior modo possibile, forse usando le migliori tecnologie e i migliori saperi in circolazione, ma di costruirla sia chiaro. Non esiste un tracciato ufficiale, non esistono piani, esiste solo un’enunciazione che vale però a livello d’immagine, quasi come una prima pietra posata. L’abilità nel vendere fumo di Virano è decisamente alta, ma senza l’appoggio dei sindaci, parlerebbe e scriverebbe al vento. Tutti devono ammettere che se ad oggi devono ancora una volta inventarsi un tracciato continuando a cambiare idee su dove precisamente vorrebbero far passare la linea è solo merito del movimento. Virano ha studiato ad arte tutte le nostre criticità presentate negli anni tentando di aggirarle, presentando così “scenari” migliori, compatibili con il territorio, che ci arricchiranno tutti. Sappiamo tutti (lui compreso) che non è così e che così non potrà essere, anche se condito da soldi e belle parole, il destino della Valle con il Tav è segnato: essere un corridoio di transito è l’unico scenario che questi signori hanno in mente, della vita e dell’ambiente della Valle di Susa non importa niente a nessuno, quindi si mettano il cuore in pace quelli che di nuovo pensano di trarre qualche vantaggio dal treno veloce, non potranno nemmeno salutare con la manina i container o le persone che sfrecceranno ai trecento allora di fianco alla propria casa, se ci sarà ancora…


Qualcosa bisogna pur F.A.R.E.

Sembra da questa frase che sia nato il progetto presentato dalla Comunità Montana, perché quel documento dice esclusivamente questo, visto che dobbiamo fargli F.A.R.E. qualcosa, presentiamo noi una proposta, la migliore possibile, che ragiona a tappe di dieci anni in dieci anni, e che per realizzarla serve che tutta l’idea del traffico in generale in Italia venga modificata grazie a noi. Un po’ velleitaria come idea…indistintamente da ciò che dice il F.A.R.E a livello tecnico, è quello che rappresenta che contestiamo ulteriormente. E’ un’ accettazione di fatto dell’idea che la Torino Lione serva, che sia utile, si tratta solo di capire come costruirla. E’ questo il vero punto, tralasciando che quel meccanismo decisionale che tanto veniva sbandierato in giro per l’Italia dagli amministratori basato sulla partecipazione del popolo è stato da loro sepolto.
Ma se abbiamo sempre avuto ragione delle nostre idee nel tempo (e lo ammette anche la lobby del Tav visto che aggira con cura tutti i problemi che abbiamo posto, compreso l’ordine pubblico) perché oggi scendere a patti con chi da sempre ha solo sostenuto l’importanza del Tav in Valle di Susa, giudicandolo prioritario, necessario ecc…?
Questo non si capisce e dispiace vedere i sindaci chiusi nelle stanze della comunità montana a parlare e parlare…dispiace anche che in questo modo da più di un anno hanno servito su piatti d’argento favori al partito trasversale degli affari, facendogli incassare soldi europei e aiutandoli nell’opera di cancellazione del movimento no tav (operazione mai riuscita!), fomentando divisioni e partecipando a un gioco che è utile solo a chi vuole cementare la Valle. Fa un po’ specie vedere quei sindaci che consideravamo di “movimento” oggi ridursi a politicanti come quelli che abbiamo sempre avversato. Del resto però se dalla Bresso a Chiamparino, passando per il centro destra, tutti plaudono all’operato dei sindaci e promettono di sostenere persino il F.A.R.E, ci sarà qualcosa che non va o no?

Ci siamo sempre opposti al tav per mille ragioni che abbiamo sempre ben argomentato, ma una di queste è fondamentale, ed è quella relativa ai soldi che costerà un’opera del genere, soldi che saranno sottratti a servizi pubblici e che verranno pagati dalle nostre tasche. Abbiamo smascherato più volte a suon di dati ed esperti, l’operazione Alta Velocità dimostrando chi si ingrassa da questi lavori pubblici, chi mangia per bene dalle grandi opere, senza poi contare come i partiti che mai ci hanno sostenuto ormai, usino le grandi opere come forma di finanziamento pubblico per le loro caste. Pensare che oltre al resto, i sindaci accettino anche questo ci fa veramente specie, e ci fa convincere di come si’, effettivamente, abbiano cambiato idea. Ma sarà così anche quando i tracciati ci saranno e bisognerà giustificare ai propri concittadini la devastazione del proprio paese? Vedremo, comunque per ora l’unica garanzia siamo noi, è il movimento, ed è chi ha capito che persino il Piano di sviluppo della valle ad opera della  Provincia, è solo una mega-mazzetta per fare il Tav.


IN MOVIMENTO ANCORA

Quando dicevamo “Fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi” avevamo capito tutto e i fatti ci hanno dato ragione. Da qui dobbiamo ripartire o meglio continuare, sapendo che tenteranno di cancellarci, perché l’unica vera realtà e che, finché il movimento resiste il tav da qui non passerà mai. Oggi come oggi non è il tracciato che stanno studiando ma il modo di battere un movimento popolare come il nostro, che in momenti speciali è riuscito a fare cose straordinarie. Siamo un piccolo punto su una cartina, ma un punto veramente fastidioso per chi vuole devastare i territori arricchendosi ulteriormente. Un tempo i Romani scrivevano sulle cartine H.S.L., che stava a significare Hic Sunt Leones, indicando così i luoghi “abitati dai leoni”indicando i territori abitati da nemici difficilmente battibili. Noi questo siamo sulle loro cartine, e per vincere questa battaglia, garantendoci il futuro nostro e della nostra Valle, dobbiamo continuare ad essere quello che siamo, facendo valere le nostre ragioni, continuando a resistere, fino alla fine, anche solo un minuto più di loro.

COMITATO DI LOTTA POPOLARE NO TAV BUSSOLENO
CENTRO SOCIALE ASKATASUNA

'Ndrangheta, decapitata cosca

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008
'Ndrangheta, decapitata cosca
Fermati anche alcuni imprenditori

Irreperitibile il faccendiere Aldo Miccichè, residente in Venezuela
E' al centro dell'inchiesta sui presunti brogli elettorali


'Ndrangheta, decapitata cosca Fermati anche alcuni imprenditori

REGGIO CALABRIA - Durissimo lpo alla 'ndrangheta. La squadra mobile di Reggio Calabria ha smantellato a Gioia Tauro il nucleo di comando della cosca Molè-Piromalli. Coinvolti anche imprenditori e professionisti.

Il blitz, effettuato in collaborazione con i Ros dei carabinieri ha praticamente decapitato il vertice del clan, uno dei più potenti di tutta la Calabria. Alcune persone sono state fermate anche a Roma e Milano. Imprenditori e professionisti, secondo l'accusa, erano legati alla cosca nella gestione di alcuni affari. Tra loro, un avvocato con studio a Roma e un commercialista. Per tutti l'accusa è di associazione mafiosa.

La squadra mobile ha emesso 21 provvedimenti di fermo ma ne sono stati eseguiti 18. Tre persone sono al momento irreperibili: Girolamo Molè, Vincenzo Priolo e Aldo Miccichè. Proprio quest'ultimo è uno dei nomi eccellenti dell'operazione. Si tratta di un faccendiere, ex dirigente della Democrazia Cristiana negli anni Ottanta, che da anni è rifugiato in Venezuela. Aldo Miccichè è infatti al centro dell'inchiesta, che nasce da quella legata al blitz, sui presunti brogli nel voto degli italiani all'estero alle ultime elezioni. Secondo gli inquirenti i brogli avrebbero portato a un'attenuazione della norma che regola il cosiddetto "carcere duro per i mafiosi", il 41bis. Per questo motivo Miccichè avrebbe contattato il senatore Marcello Dell'Utri. Alcune telefonate fra i due sono state riportate nel provvedimento di fermo dei magistrati di Reggio Calabria.

Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha spiegato che i magistrati della Dda di Reggio Calabria hanno operato i fermi per evitare il compimento di omicidi in risposta al delitto del boss Rocco Molè, ucciso il primo febbraio scorso. "Si è dovuti intervenire con immediatezza e celerità con i fermi - ha detto Grasso - per evitare pericoli di fuga e possibile guerra in atto con ulteriori spargimenti di sangue".

 

 L'operazione rientra nell'inchiesta che indaga sugli interessi dei Molè-Piromalli sul porto di Gioia Tauro, dove sono previsti per i prossimi anni investimenti per centinaia di milioni di euro. Secondo le indagini, in corso da oltre un anno, i professionisti e gli imprenditori avrebbero dovuto inserirsi nelle attività del porto per conto dei Molè-Piromalli che sarebbero così entrati in possesso di parte dei finanziamenti. Un'azienda operante nel porto, la All Service, è stata sequestrata a causa di accertate infiltrazioni mafiose. Gli inquirenti hanno inoltre disposto perquisizioni in alcune carceri per verificare eventuali contatti fra detenuti e mondo esterno. Perché come ha sottolineato Grasso "Giuseppe Piromalli, dal carcere, pur essendo in regime di 41 bis, riesce a trattare i propri affari e dà le direttive all'esterno".

 

LA VOCE DI CARLO RISUONA IN PIAZZA ALIMONDA: PER NON DIMENTICARE!

Inviato da autonomix | 20 Lug, 2008

"Cara mamma, ti chiedo perdono"
la voce di Carlo risuona in piazza Alimonda

«Cara mamma ti chiedo perdono del male che ti ho recato qualche volta, il mio destino è stato sempre un po' tragico così fino alla fine...». E' un'emozione davvero forte, un tuffo al cuore non solo per i suoi genitori ma anche per gli amici e tutte le persone scese in piazza per ricordarlo. Sono passate da poco le 17 e mancano alcuni minuti alle 17.27, l'ora dell'uccisione, quando la voce di Carlo Giuliani, risuona in piazza Alimonda. Sette anni dopo la sua uccisione da parte di un carabiniere che sparò mentre era in corso l'assalto dei manifestanti alla jeep in cui si trovava.

E' stato questo il momento più toccante delle celebrazioni che ogni anno a luglio vengono organizzate per ricordare i fatti tragici del G8 genovese.

Questa volta Giuliano e Heidi Giuliani hanno recuperato alcune registrazioni del 1995. L'occasione era una celebrazione organizzata dall'Anpi ligure per rievocare l'eccidio della Benedicta, località dell'entroterra di Genova in cui i nazifascisti uccisero 147 persone. Carlo Giuliani lesse alcune delle lettere scritte alle famiglie e in particolare alle madri, da giovani partigiani condannati a morte. Parole toccanti. E in un caso addirittura profetiche per il destino di Carlo.

In piazza Alimonda le registrazioni sono state salutate con un lungo e commosso applauso dalla folla. Subito dopo hanno parlato don Andrea Gallo che ha invitato a «osare la speranza», e dopo un amico di Carlo e ancora musica e satira con un'orchestra rom e il comico romano Andrea Rivera.

 per sentire la voce di Carlo:

http://genova.repubblica.it/multimedia/home/2568707

CARLO VIVE. I MORTI SIETE VOI!

Inviato da autonomix | 19 Lug, 2008

FINALMENTE:Michele Fabiani ai domiciliari: news, intervista a Michele

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO 23 OTTOBRE

Oggi 18 luglio 2008, abbiamo appreso dai difensori di Michele Fabiani che il Tribunale del Riesame di Perugia, a distanza di 4 giorni dall'udienza del 14 luglio, ha emesso la sentenza con la quale Michele Fabiani esce dal carcere di Sulmona e viene messo agli arresti domiciliari nella città di Terni.
Non conosciamo a questo momento le motivazioni della sentenza.
Quello che possiamo dire è che i difensori di Michele hanno portato nell'udienza elementi importanti che possono essere alla base di una decisione attesa da mesi.
Le indagini sono infatti da tempo concluse, la Polizia Scientifica ha attestato che le impronte digitali sulla lettera di rivendicazione dell'episodio di vandalismo del 9 marzo non appartengono a nessuno dei cinque ragazzi spoletini indagati nell'ambito dell'operazione Brushwood ( ricordiamo che l'episodio è stato costantemente messo in relazione a quello successivo delle minacce alla Lorenzetti ) la disponibilità da parte di un sacerdote ternano, da anni legato ad alcuni famigliari di Michele ad ospitarlo, superandoo così la questione parenti messa in campo nella precedente sentenza di riesame.
Dopo quasi 9 mesi di carcere, 100 giorni di isolamento a Perugia e la detenzione in EIV a Sulmona, Michele è ora ai domiciliari.
Salutiamo oggi felici, quanti si stanno battendo per la sua libertà e quella di tutti i ragazzi che hanno subito e stanno ancora subendo il carcere e gli arresti domiciliari in questi lunghissimi mesi.
Nel momento in cui ci accingiamo a continuare questa battaglia di libertà e di verità vogliamo far giungere il nostro grazie ai difensori di Michele che in questi lunghi e difficili mesi si sono battuti per la sua libertà. Un grazie a Vittorio, Carmelo e Marco

 

 

Salutiamo la scarcerazione di Michele Fabiani rendendo pubblica l'intervista da lui rilasciata dal carcere di Sulmona.

Vista la lunghezza, per leggerla tutta andare su www.anarchaos.it

Michele libero
Liberi tutti!

Anarchaos - Innanzi tutto vorremmo che tu ci raccontassi la tua situazione. Partendo da quando ti hanno arrestato, passando ai tre lunghi mesi passati nel carcere di Perugia, fino al trasferimento e alla fine dell'isolamento.

Michele – Diciamo che è abbastanza stancante riepilogare tutta la mia situazione, anche perchè è una cosa che faccio continuamente: parlando con gli altri carcerati, studiando con gli avvocati, scrivendo per rispondere alle moltissime lettere che mi arrivano. Comunque è uno sforzo che faccio molto volentieri, credo che faccia bene in primo luogo proprio a me stesso.

Come sapete sono stato arrestato il 23 Ottobre nel corso di una operazione dei ROS dell'arma dei Carabinieri. Una di quelle operazioni spettacolari nelle quali i militari fanno sfilare i loro mezzi e mostrano al popolo tutta la loro potenza; per arrestare 5 giovani accusati di una scritta sui muri, un paio di danneggiamenti e l'invio di una lettera minatoria sono stati impegnati 108 uomini armati fino ai denti, alcuni nascosti da passamontagna e giubbotti antiproiettile, con l'appoggio di ben 8 elicotteri, per dirla in soldoni, visto che l'unica cosa che oggi fa notizia sono i soldi, sono stati sputtanati solo il giorno dell'arresto ben 65 mila euro (alla faccia della destra che in Italia chiede più investimenti per la “sicurezza”). io sono accusato, oltre che dell'articolo 270 bis, legge che prevede l'arresto di qualcuno per le sue idee in base al “pericolo presunto” di eversione (scritto dal Ministro Rocco quando Mussolini era capo del forno e il capo dello Stato portava la corona), anche di aver incendiato un quadro elettrico di un cantiere di Colle San Tommaso e di aver minacciato l'avvelenamento di un supermercato COOP a Spoleto, nonché di aver mandato una busta con 2 proiettili alla presidente della Regione Umbria Lorenzetti. Tutte azioni rivendicate da una fantomatica COOP – FAI, che starebbe per “contro ogni ordine politico . federazione anarchica informale”. Inoltre sono accusato di alcune azioni anonime come l'incendio del quadro elettrico di un palazzo in costruzione conosciuto come “ecomostro dalla stampa locale” e del danneggiamento di una ruspa che tagliava alberi per fare le scale mobili panoramiche, infine di aver sporcato con vernice una villa in costruzione a Colle Risana e di aver fatto delle scritte contro 2 carabinieri che come ricorderete mi pestarono nel marzo 2007.

In principio sono stato portato alla caserma dei Carabinieri di Spoleto e da lì a quella di Perugia, infine da quest'ultima al carcere le “Capanne” a Perugia.

L'esperienza dell'isolamento è stata terribile, per ben 2 mesi io non ho mai visto nessuno eccetto i miei carcerieri, se non quando i miei vicini di cella per pochi secondi al giorno uscendo e rientrando dal passeggio venivano a bussare alla mia porta per esprimermi solidarietà. Un isolamento finalizzato all'estorsione di una confessione, quindi una vera e propria tortura. Il carattere torturatorio di questa pratica può non apparire in un primo momento, ma diventa evidente quando abbiamo scoperto, perché lo stesso PM ce lo ha detto, che tutti i colloqui con i parenti venivano intercettati. E in questa pratica di intercettazione l'isolamento è fondamentale; dopo una settimana che passi 24 ore su 24 da solo senza parlare con nessuno la sola ora di colloquio con i familiari diventa un fiume in piena di parole e sfoghi, un bisogno spasmodico di parlare che invece sarebbe attenuato se ti venisse concessa l'opportunità di passare anche solo un'ora al giorno con un'altra persona. Infatti non è un caso che io ne ho passato “solo” due di mesi in isolamento, mentre Andrea ne ha passati tre, lui che ha la sola colpa di essere mio amico doveva sentirsi ancora di più solo così' da crollare più facilmente. A me invece dopo due mesi di isolamento, è stato concesso un compagno di cella, anche se per il resto ero sempre in isolamento, ma in due. Dopo un altro mese in questo stato sono stato trasferito a Sulmona dove posso fare 4 ore al giorno di passeggio e sono sempre in compagnia di altri prigionieri, mentre a Perugia l'aria era sempre di 50/60 minuti al massimo in ambienti così stretti da non batterci mai il sole (infatti dopo 3 mesi ero bianco cadaverico).

Tutto questo ha una sua logica di natura inquisitoria, che ricorda i modelli investigativi del medioevo. Allora l'imputato veniva esposto alla “via Crucis” della tortura e se era innocente dio lo avrebbe protetto e avrebbe resistito, altrimenti avrebbe confermato la sua colpevolezza. Se lo spogliamo delle sue raffinatezze il metodo usato dal sodalizio ROS – Procura non cambia di molto: ti isolano e ti provocano fino a farti impazzire e dopo, se nei tuoi deliri davanti allo specchio o al colloquio con tua madre ti accusi, sei colpevole, se invece fra le frasi sconnesse non riescono a capire nulla la “via Crucis” ha dimostrato la tua innocenza.

Continua qui: www.anarchaos.it

GIULIANOVA RESISTANCE SOUND CONTRO OGNI CONTROLLO E REPRESSIONE

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Contestata la Croce Rossa in solidarietà con i reclusi nel lager di Torino

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

News dall'Abruzzo

Contestata da alcuni compagni la festa della Croce Rossa a Teramo con lo striscione "FUOCO AI CPT - CROCE ROSSA ASSASSINA", in solidarietà ai reclusi nei CPT di Torino, e in tutte gli altri lager della penisola, dove il valore di una vita ridotta allo stremo e nutrita ad odio e psicofarmaci per un giro di speculazioni da parte di gente senza scrupoli. Non ci fermeremo mai, non smetteremo mai di contestare chi fa terra bruciata attorno ai diversi, perchè anche noi come loro siamo continuamente discriminati e messi alle strette da un sistema che non ci vuole, e, soprattutto, CHE NOI NON VOGLIAMO.
Senza cadere nel vittimismo di chi si sente perseguitato, continueremo a testa alta, al fianco di chi come noi trover la forza di reagire.

Intanto continuano ad arrivare fogli di via dopo l'esperienza dell'occupazione dell'EX FRANTOIO: tutti gli occupanti sono stati banditi dal comune dello stabile, pur essendo stata la prima volta in cui vi mettevano piede.

sempre fuoco alle carte, sempre merda a chi le firma.

ANARCHICI

Roma - Secondo attentato a concessionaria fiat

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Secondo attentato a concessionaria Fiat
"Abbiamo colpito un simbolo capitalista"
L'azione rivendicata a nome delle "Cellule di resistenza proletaria"

Attentato, ieri mattina, contro la concessionaria Fiat di via Nomentana:un ordigno rudimentale confezionato con una bombola di gas da campeggio è esploso davanti all'ingresso dell'esercizio.
La porta è rimasta danneggiata.
Il 24 giugno scorso, con una tecnica identica, un commando aveva tentato di colpire la Fiat di Porta Maggiore ma la bomba, chiusa in un borsone, non esplose.
L'attentato è stato rivendicato, con alcune telefonate ai quotidiani, da un giovane che parlava a nome delle "Cellule di resistenza proletaria".
"Abbiamo colpito per la seconda volta il simbolo dello sfruttamento capitalista - ha detto il portavoce del gruppo - e questo dimostra che possiamo colpire dovunque". Il giovane ha concluso con gli slogan: "Viva le Brigate Rosse" e "Onore a Mario Galesi" (il brigatista ucciso nella sparatoria sul treno Roma-Firenze).

21-27 LUGLIO 2008: 9° CAMPEGGIO NO TAV(programma completo e news)

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

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Programma Definitivo


Lunedì 21 luglio: apertura campeggio

Martedì 22 luglio: Assemblea popolare

Mercoledì 23 luglio : h.20 cena

h.21 proiezioni video, presentazione gioco no tav

Giovedì 24 luglio

dal mattino  GIORNATA RESISTENTE, VISITA AI SENTIERI PARTIGIANI 

h.20 cena

h.22 concerto live TETES DE BOIS (Altro/Folk rock)

“Avanti Pop – I diari del camioncino” (ed. Il Manifesto) concerto/presentazione

libro+dvd +Polveriera Nobel (Folk)

Venerdì 25 luglio

h18 Assemblea nazionale delle realtà antagoniste

h.20 cena

h.22 concerto live EL TRES (Acustico/Rock/Folk rock)  + Egin (Combat/Folk)

Sabato 26 luglio

giornata di  controinformazione delle donne

Lavoro domestico e lavoro fuori casa: il ruolo della donna tra schiavitù e

percorsi di liberazione (dibattiti-banchetti-mostre-festa)

pomeriggio torneo di calcio DIAMO UN CALCIO AL TAV

h.18 dibattito/confronto NO TAV-NO DAL MOLIN-NO DISCARICA di Chiaiano

h.20 cena

h.22.30 concerto live C.u.b.a. Cabbal & Dj Dsastro (Hip-Hop da Pescara)

ASSALTI FRONTALI (Hip-Hop da Roma) 

Domenica 27 luglio

premiazioni DIAMO UN CALCIO AL TAV

CHIUSURA CAMPEGGIO

 

"Più impronte per tutti" : l'uguaglianza sotto il segno del controllo

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008
"Più impronte per tutti" : l'uguaglianza sotto il segno del controllo (intervista)


17 luglio 2008, Italia - Con un emendamento della maggioranza approvato nella notte con voto bipartisan il governo Berlusconi prevede che dal 2010 chiunque vorrà rifarsi il documento d'identità sarà obbligato a rilasciare agliuffici di polizia le proprie impronte digitali.
Una schedatura di massa che, per una volta, mette d'accordo maggioranza e opposizione, con quest'ultima convinta che rilevare le impronte a tutti gli italiani sia un buon modo per impedire la discriminazione verso i rom.
Per il Pdl è un modo per aggirare le accuse di razzismo piovute sulla decisione di Maroni di schedare i rom. Per il centrosinistra, che canta vittoria (ed ha appoggiato l'emendamento) si tratta di un autentico dispositivo di euguaglianza sociale:  «Abbiamo eliminato una discriminazione».
La misura è già in vigore, ma solo in maniera facoltativa.

Prima gli zingari, poi tutti gli altri
L'applicazione di un tale dispositivo su scala nazionale dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto l'applicazione di certe norme di controllo e limitazione delle libertà personali passi sempre per sperimentazioni temporanee su soggetti per definizione poco difendibili o incarnanti la dviazione dalla norma. Dopo qualche settimana di schedatura etnica sui rom, toccherà abreve a tutt* gli/le italian* farsi prendere le impronte digitali.

Più ancora che improbabili scenari apocalittici alla "1984" quà e là descritti da tanta stampa di sinistra, quello che viene segnato è un passaggio in più verso la governamentalità di un sociale potenzialmente ingovernabile per le attuali configurazioni di un potere sempre meno in grado di dare risposte concrete quanto ansioso di disciplinare preventivamente i soggetti e la loro erogazione di forza-lavoro.
> Ascolta il commento di Emilio Quadrelli
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