Sabato 14 luglio: Vicenza chiama

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2007

 

 

 

Appello per un incontro nazionale
Sabato 14 luglio a Vicenza
Presidio permanente No Dal Molin
Strada Ponte Marchese

Da più di un anno Vicenza è attraversata da un movimento popolare forte e radicato che si oppone alla costruzione di una nuova base militare presso l’aeroporto Dal Molin. Decine di migliaia di vicentini sono scesi in piazza, assemblee ed iniziative partecipatissime si svolgono settimanalmente in città, azioni vengono effettuate contro la costruzione della base.
Vicenza si è messa in cammino, ha costruito relazioni con chi lotta in Val di Susa contro la Tav, con il Patto del Mutuo Soccorso, con i comitati contro le servitù militari dalla Sardegna ad Aviano e con tantissime altre realtà italiane, europee e statunitensi.
Ci siamo incontrati a Vicenza in occasione delle manifestazioni, così come in Val di Susa e a Roma il 9 di giugno.
Ora vi chiediamo di tornare a Vicenza, di essere insieme alle cittadine e ai cittadini di Vicenza per bloccare i lavori di costruzione del più grande insediamento di guerra del sud-est Europa.
Vogliamo difendere insieme a voi i beni comuni, ed allo stesso tempo fare di questa nostra battaglia un bene comune prezioso per tutti.
Vogliamo innanzitutto ripercorrere le fasi che hanno caratterizzato questi mesi di lotta:

-  la prima fase che noi individuiamo è quella del rifiuto del progetto e del tentativo, attraverso la mobilitazione popolare, di bloccarne l’approvazione da parte del Governo locale e centrale.

-  la seconda fase è quella “ribellione” al “non mi oppongo” del Governo Prodi comunicata dai telegiornali serali del 16 Gennaio; la città è insorta indignata e non ha accettato questa imposizione. Le iniziative si sono susseguite fino alla grande manifestazione nazionale del 17 febbraio che ha visto almeno 150 mila persone sfilare pacificamente per le strade di Vicenza.

-  la terza fase è quella della resistenza ai lavori per la realizzazione del progetto, caratterizzata da azioni come l’occupazione della Basilica Palladiana e il taglio dei cavidotti per fibre ottiche posati nei pressi del Dal Molin.
Dopo che il governo Prodi ha ufficializzato, attraverso l’ambasciatore statunitense Spogli, il si alla nuova base Usa al Dal Molin, si è aperto al nostro interno un dibattito sulle forme della resistenza ai lavori e sulle prospettive future della nostra lotta.
Proponiamo, quindi, a tutte/i un incontro nazionale a Vicenza dove le donne e gli uomini del Presidio Permanente proporranno il percorso di opposizione alla realizzazione della nuova base Usa; un percorso che, per noi, deve unire locale e globale, perché vogliamo sì difendere la nostra terra, ma anche costruire un futuro senza basi di guerra.

Per adesioni: comunicazione@nodalmolin.it

CONTRO LO STATO E GLI ARRESTI A PADOVA

Inviato da autonomix | 9 Lug, 2007
All'alba del 6 luglio, altri due compagni di Padova e Cittadella sono stati arrestati all'interno dell'inchiesta promossa dai PM Boccassini e Salvini il 12 febbraio 2007, che aveva già portato in carcere 14 compagni, tutt'ora reclusi in mezza Italia.

Padova, in questi mesi, ha rappresentato un vero e proprio laboratorio politico di controrivoluzione, diretto dal Ministero degli Interni per isolare e criminalizzare chi lotta concretamente contro il barbaro sfruttamento capitalistico.

Gli esempi si sprecano. Qualsiasi gestione differente dei fatti da quella propagandata dai servili mass media è stata prontamente censurata; gli spazi pubblici a Padova sono stati blindati all'Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati; hanno tentato di vietare, ghettizzare, demonizzare in ogni modo la manifestazione del Centro Popolare Occupato Gramigna del 23 giugno.

L'ultima "chicca" del delirio di onnipotenza del potere borghese è stata raggiunta con la messa sotto scorta del sindaco Zanonato, "salvato" miracolosamente dall'arresto dei due compagni che avevano, a detta di Marangoni (Questore di Padova), "il colpo in canna" contro il primo cittadino, oggi ancora in pericolo per il proliferare dei "terroristi" (alias rivoluzionari) in città. Ma non erano pochi, isolati e sconfitti dalla storia?

La verità, al di là delle mistificazioni create ad arte, è che manovre come questa hanno un unico scopo: coprire le nefandezze del primo cittadino nella gestione politica della città, prime fra tutte il consenso a ben tre cortei dei neofascisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore e l'adesione alla commemorazione dei due missini morti in Via Zabarella. E, non ultima, la miliardaria speculazione sui lavori del metrobus.

Questo è solo l'ultimo degli attacchi che si sono susseguiti dal 12 febbraio a livello nazionale, fatti di censure, divieti, intimidazioni, caccia alle streghe, licenziamenti politici che i padroni e i partiti che degnamente li rappresentano oggi al governo hanno scatenato per cercare di fermare l'ondata di solidarietà espressa da manifestazioni, presidi, striscioni, scritte, cene, sottoscrizioni da tutt'Italia per rivendicare a gran voce l'internità dei compagni arrestati nel movimento di classe e la loro identità comunista e rivoluzionaria. Ondata che continua, nonostante tutti i tentativi di boicottarla e reprimerla.

Questo fa molta paura, soprattutto in un clima di grave crisi degli apparati dello stato tra scandali (vedi il caso eclatante dei massacratori del G8 di Genova), corruzione dilagante, lotte intestine tra gruppi di potere (vedi i casi delle intercettazioni Telecom, Unipol, "Toghe rosse")  e che vedono cadere vertiginosamente il consenso della classe dirigente tra la gente.

Ecco allora la creazione del "nemico", i comunisti, gli anarchici, i rivoluzionari che vogliono praticare una strada di reale cambiamento sociale e politico; ecco allora che nuovi arresti sono funzionali a tentare di far passare in secondo piano tutti gli attacchi che oggi il governo di finta sinistra muove contro i lavoratori come il prossimo affondo alle pensioni e il già avvenuto attacco al TFR, la sempre maggiore legalizzazione della precarietà che genera uno stillicidio di morti sul lavoro, il nuovo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che porterà a un'altra finanziaria di guerra, quando i proletari devono ancora finire di pagare la scorsa grazie ai miliardi per le spese militari e i contributi statali alla nuova base di morte Dal Molin.

Il principale responsabile del vero terrorismo, quello che scatena questa vera e propria guerra interna al nostro paese contro i lavoratori per scaricare i costi delle operazioni militari sul fronte esterno, è il social fascismo, oggi degnamente rappresentato, tra gli altri, dal nascente Partito Democratico, rimpasto di vecchi volponi delle politiche antipopolari mascherate da progressiste.

 

 

SOLIDARIETA' AI COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE!

ARRESTI A PADOVA

Inviato da autonomix | 9 Lug, 2007

Questa notte (6 luglio 2007) agenti dell'Ucigos hanno arrestato due persone in seguito all'inchiesta "operazione tramonto". Di seguito riportiamo la notizia su repubblica.it.
Stiamo attendendo notizie sulla loro destinazione, che probabilmente è Milano.

Invitiamo tutti ad esprimere solidarietà e, appena avremo maggiori notizie, a inviare lettere e telegrammi ai compagni arrestati.

parentieamici

Padova, operazione antiterrorismo
Arrestati due presunti brigatisti

ROMA – Operazione antiterrorismo a Padova: arrestate due persone accusate di associazione sovversiva e banda armata. Andrea Tonello, 52 anni, e Giampietro Simonetto, 19 anni, sono stati fermati la scorsa notte dagli agenti dell'Ucigos, l'Ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali su ordine dell'autorità giudiziaria di Milano.

"I provvedimenti cautelari - spiega l'Ucigos - sono il naturale sviluppo delle indagini che nel febbraio scorso hanno portato in carcere quindici presunti brigatisti aderenti al Partito Comunista Politico Militare", l'ala movimentista della Br, la cosiddetta seconda posizione.
Andrea Tonello è accusato in particolare di aver trasportato le armi del gruppo e di aver fornito supporto logistico per un'azione di autofinanziamento del PCPM. [...] In precedenza era stato già segnalato per associazione eversiva. Giampietro Simonetto[...] è accusato di aver procurato munizioni al gruppo eversivo.

La Digos ha inoltre eseguito alcune perquisizioni domiciliari.

Incontro nazionale per la liberazione animale

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2007

riportiamo volentieri questo appello e aderiamo immediatamente..

 

 alf

 Anche quest'anno si terra' [7-8-9 settembre 2007] un INCONTRO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, momento che riteniamo molto importante per un movimento che lotta contro lo sfruttamento dei viventi non umani.

Gli appuntamenti passati ci hanno insegnato quanto puo' essere utile il convivere esperienze come queste, in cui il confronto ha arricchito i partecipanti in determinazione e motivazione, ed ha impreziosito il movimento stesso, con la nascita o il consolidamento di numerosi gruppi attivi a livello locale per contrastare lo sfruttamento in una delle sue forme piu' bieche: quello sugli animali.
Lo dimostrano le recenti vittorie contro l'industria della pelliccia in Italia: l'attivismo unito alla costanza ha gia' dato buoni frutti.

E' con questo spirito che riproponiamo questa tre giorni, aperta a chiunque voglia prendere parte alla liberazione di tutti gli animali, a chiunque come noi voglia intraprendere questo percorso con le proprie forze, senza delega, ma con scambio, capacita' critica e costruttiva.
Vi saranno work shop accanto a discussioni e dibattiti; teoria e pratica dell'antispecismo radicale, parole che possono sembrare difficili ma che semplicemente racchiudono il rispetto per qualunque specie, animale e umana, e della nostra Terra. E l'agire per loro, con la strategia che si ritiene piu' utile.
Perche' se i campi di concentramento continueranno ad esistere i diretti responsabili della schiavitu' saranno stati aiutati da quegli indifferenti che hanno visto e poi chinato lo sguardo.

Il silenzio e' un complice perfetto.

L'incontro si terra' i giorni 7-8-9 settembre al RIFUGIO VALNERA, in localita' Valnera a Marradi (FI), in un luogo molto bello, lontano dai ritmi ossessivi e dalle nocivita' tipiche delle citta'.

Sul sito internet troverete le indicazioni per arrivare e tutte le altre informazioni: www.incontro2007.tk


Scriveteci a: incontro_2007@yahoo.it e chiedeteci di iscrivervi alla mailing list per ricevere gli ultimi aggiornamenti sull'incontro.

FINALMENTE RIUSCIAMO A TORNARE A SCRIVERE...SCUSATE PER IL RITARDO..

Inviato da autonomix | 30 Giu, 2007

dopo un girovagare tra germania e g8(DOVE ABBIAMO realizzato report e video che metteremo free press qui), sardegna per un teatro popolare, slovenia e svezia..siamo tornati in Italia per scrivere e rendere l'informazione libera e per tutti..

da oggi si rinizia...

un abbraccio militante a tutte le ciurme d'Italiacrash

REPORT:GIORNATE DI CAOS AL G8..SIAMO IN PARTENZA..BREVE CONSIDERAZIONE

Inviato da autonomix | 8 Giu, 2007

ci troviamo al media center di ROSTOCK..

TRA POKO INIZIERA L ULTIMO BLOCCO..

SCUSATE LA SCRITTURA MA SI VA DI FRETTA SEMPRE QUI..

NON ABBIAMO PÜOTUTO SCRIVERE SEMPRE PERCHE LE GIORNATE SONO STATE TROPPO CAOTICHE E DIGFFICILI..

ERANO ANNI CHE NON SI VEDEVA UN ACCANIMENTO COSI REPRESSIVO DELLA POLIYZIA..CIOE CI SONO CONTINUE PERQUISIZIONI E LIMITAZIONI AL DIRITTO DI MOVIMENTO..SIAMO SEMPRE SCORTATI DA CORDONI DI GUARDIE IN ASSETTO ANTI SOMMOSSA..A VOLTE BLOCCANO TRENI E TRAM PER NON PERMETTERCI DI MUOVERCI..

I BLOCCHI PERO GLI ANNO MESSI IN CRISI..IL SEI ATTRAVERSO I CAMPI E I BOSCHI ABBIAMO TENUTO IN PANNE LA POLIZIA PER ORE E BLOCCATO STRADE..ALTRI HANNO RAGGIUNTO LA ZONA ROSSAA..

IERI BARRICATE OVUNQUE

OGGI GLI ULTIMI BLOCCHI

GRECI SPAGNOLI E ITALIANI SEMPRE ASSIEME..E LA PULA AVEVA SEMPRE TIMORE CHE QUESTE 3 NAZIONI SI POTEVANO UNIRE IN UN UNICO BLOCCO E CERCAVANO DI NON FAR ACCADERE CIO..MA PUNTUALMENTE CI SIAMO UNITI..E IL 2 GIUGNO ABBIAMO LOTTATO ASSIEME PER DIFENDERE LA PIAZZA E IL RISULTATO SI E VISTO..

FOTO E VIDEO NE ABBIAMO A IOSA

LUNEDI SARANNO CARICATI SU QUESTO SITO TUTTI I VIDEO E LE FOTO...

NON PERDETELI..

SOPRATTUTTO QUELLA DEL 2 GIUGNO.-.-.QUESTO  LßUNICO SITO ITALIANO CON 25 MINUTI DI VIDEO DEL 2 GIUGNO FREE PRESS E DA SCARICARE GRATIS,,,

 

ORA SI VA A BLOCCARE ANCORA ROSTOCK..

AH, IERI 50 NAZI ANNO PROVATO A D ENTRARE AL CONVERGE CENTER..

POVERELLI SONO STATI CACCIATI IN 2 MINUTI ANCHE DALLE FGUIARDIE..CHE CRETINI!

 

ORA BLOCCO A BAD DOBERAN

 

 

scontri oggi a rostock.ora siamo al campeggio

Inviato da autonomix | 2 Giu, 2007

scontri incredibili in piazza

duecento arresti

45 feriti

2 compagni gravi

abbiamo video e foto

tra un po aggiornamenti

ora la polizia e qui fuori il campeggio

 

porco dio e un casino 

report di ieri al bombodromo.g8 2007..siamo ora al camping

Inviato da autonomix | 2 Giu, 2007

Report della prima azione al G8

 

Bombodromo 1 giugno 2007

 

Si parte in macchina dal campeggio di Rostock Fish Arbour. Dopo circa un ora e mezza ed un primo controllo della polizia tedesca arriviamo al concentramento del corteo. Il Bombodromo è una vasta zona verde, con boschi e prati, che dovrebbe essere adibita a mega campo di prove per missili, bombe e aerei cacciabombardieri dall’esercito tedesco e dalla Nato. In pratica ogni anno verrebbero sganciate centinaia e centinaia di bombe a grappolo e persino nucleari a bassa testata. In questa area, soltanto dagli anni ’90, i prati e i boschi hanno trovato pace. Nel cinquantennio precedente l’Armata Rossa Sovietica utilizzava questo suolo a scopi militari; ed ora che la zona è stata riconvertita e resa pubblica, sviluppata anche turisticamente, la si vorrebbe di nuovo riutilizzare per scopi bellici, con l’orrore nucleare e la devastazione ambientale delle bombe a grappolo. Sono sorti comitati cittadini e associazioni dal basso per cercare di fermare l’ennesimo stupro a questa terra. Ed oggi ci si riunisce per ribadire un no netto a questo progetto di morte e devastazione, per una politica ambientale corretta e per lanciare l’ennesimo grido contro l’infamia della guerra globale. Cosi’ come a Vicenza contro la base Dal Molin, a Novara contro gli F35 , a Praga e in tutte quelle città oppresse dalla logica del profitto guerrafondaio dei governi occidentali,l’intento è quello di battersi dal basso contro questi soprusi capitalistici e di unire con un unico filo conduttore le battaglie locali contro le guerre.

Il corteo parte colorato e quello che ci stupisce è l’irriverenza con la quale centinaia di persone deridono le forze dell’ordine, scimmiottando e ridicolizzandoli. Sono vestiti da clown e con un fare allegro e gioioso mettono alle strette i poliziotti accorsi, mettendoli alle strette e giocando con loro, scherzando e prendendoli in giro. Sono fantastici. Vederli all’opera è un qualcosa di speciale e allo stesso punto spettacolare. Sono capaci di capovolgere in pochi attimi l’operato della polizia e di farli diventare piccoli piccoli agli occhi di tutti. Sono strepitosi. Con musica e balli, tra scherzi e divertimento si prosegue lungo il tragitto del corteo, scortati alla testa dalla polizia.

Ma è solo dopo poche centinaia di metri che si entra nel vivo politico della dimostrazione. Il corteo devia improvvisamente, lasciando i poliziotti allibiti e occupando la zona militare del Bombodromo. E’ un azione repentiva e di massa che coglie un po tutti di sorpresa. In pratica si occupa la zona militare, facendo della disobbedienza civile di massa un azione politica ben determinata. Si scavalca il cancelletto che delimita la zona militare e la polizia non puo far altro che restare a guardare dato che la zona è sotto controllo militare e solo l’esercito puo entrare e intervenire. La moltitudine di centinaia e centinaia di persone avanzano fino ad un edificio centrale, posto in mezzo al Bombodromo, occupandolo, colorandolo di rosa, esponendo striscioni contro la gerarchia, contro la guerra globale e soprattutto contro il Bombodromo. Ragazzi col passamontagna e con fazzoletti al collo, salgono sul tetto, dipingendo completamente di rosa tutto lo stabile e scrivendo sui muri. E’ un azione ben coordinata,frutto di buona collaborazione tra i diversi gruppi del movimento. Nel frattempo di fronte l’edificio appena occupato continua ad arrivare gente, i clown non fermano la loro verve e i loro scherzi, i cittadini del comitato spiegano i motivi della loro protesta, una banda musicale suona.

E non finisce qui. Per ribadire che la gente fa sul serio, si decide di rimanere qui a dormire la notte. Non solo un corteo pacifico, non solo l’occupazione del suolo del Bombodromo, non solo aver dipinto di rosa la base centrale e esposto striscioni, ma si resta nella zona militare, disobbedendo alla legge comunale e rimanendo a dormire con tende e quant’altro.

E’ certamente una vittoria del movimento contro il Bombodromo e piu’ in generale contro le guerre e il G8.

Ma e’ solo l’inizio.

I grandi potenti della terra stanno arrivando in Germania e di certo il movimento sta organizzando blocchi e proteste ben studiate.

Oggi è in programma la grande manifestazione a Rostock. Si prospetta di massa e pacifica, ma tutta la città è militarizzata, con camionette ovunque e guardie che fermano e controllano in ogni angolo della città.

Staremo a vedere. Ma di certo l’azione del primo giugno al Bombodromo è un ottimo debutto.

Buonanotte G8.

 

Luca Profenna

Converge Center Rostock

ATTO PRIMO: REPORT DA ROSTOCK: G8 2007. OGGI AZIONE AL BOMBODROMO

Inviato da autonomix | 1 Giu, 2007

sono qui a rostock al converge center.

i compagni fermati ieri sono ad Amburgo al Rote Flora.

Oggi siamo stati al Bombodromo per la dimostrazione antimilitarista.

ho girato un video che domani metterö in rete con annesso l articolo e il reportage completo della giornata.

ora me ne vo a nanna che sono distrutto.

ad oggi a Rostock siamo una decina di compagni italiani.

DOMANI MATTINA AVRETE TUTTO IL REPORT LE FOTO E IL VIDEO:

 

BUONANOTTE A TUTTI E AL G8 

SIAMO APPENA SBARCATI IN GERMANIA:HANNO FERMATO GIA 2 COMPAGNI ITALIANI

Inviato da autonomix | 31 Mag, 2007

MI RITROVO A SCRIVERE ORA AL CONVERGE CENTER DI ROSTOCK.

2 COMPAGNI ITALIANI SONO STATI FERMATI STAMATTINA AD AMBURGO DA GUARDIE TEDESCHE:

ABBIAMO CHIAMATO IL LEGAL NUMBER E CI HANNO DETTO DI STARE TRANQUILLI PERCHE SONO FERMI CHE FANNO DI ROUTINE

L ALTRO COMPAGNO CHE ERA CON ME ORA E TORNATO INDIETRO AD AMBURGO E IO SONO RIMASTO QUI CHE STO ASPETTANDO IL CAMPER DEL GLOBAL PROJECT

SOLO ORA I NUMERI DI MAX E GIOVA SONO TORNATI ATTIVI:QUINDI SPERIAMO STIANO ANCHE LORO  ARRIVANDO QUI A ROSTOCK.

LA SITUAZIONE A ROSTOCK E TRANQUILLA; CE SOLO TANTA POLIZIA ALLA STAZIONE.MA PER IL RESTO I COMPAGNI CI HANNO DATO UN BEL BENVENUTO.

IN SERATA CERCHEREMO DI DARVI NOTIYIE UN PO PIU DETTAGLIATE ANCHE PERCHE PER ORA QUI A ROSTOCK SIAMO SOLO UN GRUPPETTO DI POCHI COMPAGNI E ASPETTIAMO IL RESTO DELLA CIURMA...

 

COLLETTIVO AUTONOMIX 

 

 

L'ABRUZZO SELVAGGIO PARTE STANOTTE PER LA GERMANIA.DESTINAZIONE:ROSTOCK, Heilegendamm. NO G8!

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007

CON QUESTO BREVE COMUNICATO, CHIUDIAMO UNA FASE DELL'ABRUZZO SELVAGGIO: QUELLA DELLA PREPARAZIONE AL G8.

 DA IERI , ABBIAMO AVUTO LA CERTEZZA CHE TRE DEI NOSTRI COMPAGNI SONO CONTROLLATI DALLA POLIZIA. INOLTRE IERI NOTTE HANNO PERQUISITO L'ABITAZIONE DI UN COMPAGNO NEL TEATINO.

MA NON CI FERMERRANO DI CERTO.

 NON SIAMO ABITUATI A CHINARE LA SCHIENA DAVANTI A DEI PUFFI IN DIVISA E DI CERTO NON LO FAREMO DOMANI.

DAL PRIMO GIUGNO POTRETE LEGGERE I REPORT E GUARDARE LE FOTO DELLE MANIFESTAZIONE E DEI BLOCCHI IN PROGRAMMA AL G8.

NOI, E SOLO ALTRI POCHI GRUPPI IN ITALIA, SEGUIRANNO E SCRIVERANNO DA VICINO LE REALTA' DI ROSTOCK. QUINDI VI DIFFIDIAMO DAL DAR RETTA A MEDIA ISTITUZIONALI E NAZIONALI E A SEGUIRE SOLTANTO GLOBALPROJECT, INFORMA AZIONE, AUTPROL, CARTA, SOCIAL PRESS E OVVIAMENTE QUESTO SITO.

SARA' UN G8 BOLLENTE. NOI CERCHEREMO DI INFIAMMARLO.

....GOOD NIGHT G8....

ABRUZZO SELVAGGIO

CO.AUTONOMIX

RETE D'INFORMAZIONE KAPOVOLTA

CO..INDIPENDENTE ABRUZZESE

 

 

 

SI ALL'EVERSIONE. NO ALLE GALERE. MANIFESTAZIONE ALL'AQUILA

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007
Un giorno in PRETURO

L’Aquila, Sulmona, Teramo paese che vai lager che trovi

Da diversi mesi individui e realtà collettive comuniste ed anarchiche stanno portando avanti un discorso contro il carcere e nello specifico contro il regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario. Momenti importanti di questo percorso sono state le manifestazioni sotto il carcere di Parma nel 2006 e sotto il carcere di S. Michele di Alessandria nel marzo 2007.

La quotidianità regolata dal 41bis significa imposizione ai prigionieri di violente e sadiche misure restrittive.
Del resto 41bis significa:

  • Isolamento individuale 22 ore su 24, con negazione assoluta di condividere un libro, un pezzo di pane...nulla;
  • Due ore d’aria giornaliere compiute in piccolissimi gruppi di 4/5 persone, ma spesso anche da soli;
  • Colloquio una sola volta al mese e solo con familiari strettissimi separati da un vetro e con i quali si può parlare soltanto via citofono;
  • Cancellazione di fatto del permesso di telefonare poiché la telefonata - il cui tempo consentito dalla legge è stato dimezzato, da 10 a 5 minuti - è sostitutiva del colloquio e inoltre i prigionieri non possono telefonare a casa dei familiari ma solo nel carcere più vicino alla loro abitazione, nel quale essi dovrebbero recarsi per riceverla;
  • Limitazioni della possibilità di cucinare, nelle vivande da tenere in cella e ricevibili mediante i pacchi;
  • Censura della posta e possibilità di tenere in cella solo 3 libri; frequenti sequestri della posta, dei libri e delle riviste;
  • Perquisizioni frequenti sulla persona e della cella;
  • Le poche cose consentite spesso vengono negate con banali pretesti, cioè sono sottoposte alla discrezionalità delle guardie;
  • Le guardie del 41bis sono scelte e addestrate nei Gruppi Operativi Mobili (G.O.M.): per intenderci i torturatori di Bolzaneto (G8 di Genova) e responsabili di svariati pestaggi tra cui ricordiamo quello nel carcere San Sebastiano (Sassari 2000). Nondimeno sono presenti in Albania, in Afghanistan, e in altri territori di guerra con il compito specifico di strutturare le prigioni sul modello di Abu Ghraib, carcere in cui sono tuttora presenti;
  • Il processo in video-conferenza o “a distanza”, che nega all’imputato di essere presente ai processi che lo riguardano e, con ciò, di rivendicare la propria identità.

Servirsi del 41bis significa per lo Stato stabilire un rapporto di forza sia dentro che fuori dal carcere; oltre tutto questo modello detentivo si sta estendendo a tutto il regime carcerario. Si veda per esempio il carcere di Sulmona, che, pur non essendo regolato dal 41bis è un mattatoio in cui la quotidianità è tra le peggiori in Italia. I sette morti degli ultimi due anni ne sono tangibile dimostrazione.
In oltre, l’utilizzo sempre più frequente di capi di imputazioni quali ad esempio l’ ”associazione sovversiva” (270 bis C.P, estensione del famigerato 270 del codice fascista Rocco, del 1931, e i recenti ampliamenti portati con il “pacchetto Pisanu” fra i quali spicca il 270 sexies), la “devastazione e saccheggio” (419 C.P.) e l’estensione spropositata, mutuata dagli USA, della definizione di “terrorismo”, preannunciano una possibile estensione del campo di applicazione del 41 bis.
Una tendenza che trova ampia conferma oggi nell’uso disinvolto che lo stato fa di particolari regimi detentivi fondati sull’isolamento e la totale privazione, come l’ Elevato Indice di Vigilanza (E.I.V.).
Il cosiddetto “carcere duro”, come condizione di limitazione pressoché totale della comunicazione con l’esterno, risponde al tentativo preciso di annientare l’identità politica e sociale e la dignità del prigioniero. La minaccia della sua applicazione ha inoltre lo scopo di agire come deterrente su qualsiasi potenziale comportamento di non sottomissione: non sottomissione al rituale quotidiano di coercizione, per chi è costretto a vivere all’interno di una prigione; non sottomissione all’ordine basato sullo sfuttamento e sul controllo di massa, per chi sceglie di opporvisi attivamente all’interno della società cosiddetta “libera”.
Inoltre attraverso il metodo punizione/premio, lo stato, a prescindere da chi sia a governare, cerca incessantemente di spezzare la solidarietà tra i prigionieri, con il palese intento di spingerli alla collaborazione.

Il carcere dell’Aquila gioca un ruolo importante nella catena della tortura e dell’isolamento. In esso la legge dominante è il 41bis.
Dei 160 prigionieri lì rinchiusi, ben 130 vengono sottoposti a quel trattamento infame.
Tra questi è richiusa tuttora la prigioniera comunista Nadia Lioce. Dall’ottobre 2005 infatti il 41bis è stato esteso per la prima volta anche ai cosiddetti “reati politici”.

Per questo abbiamo deciso volantinaggi in città e davanti al carcere, mostre, assemblee e presidi. Con queste iniziative ci proponiamo di interagire con la popolazione dell’Abruzzo, in particolare coi familiari dei prigionieri, poiché essi per primi subiscono da vicino le vessazioni della galera.Queste iniziative culmineranno sabato 19 maggio con una assemblea pubblica presso il “Palazzetto dei Nobili”, in cui verranno discussi anche i punti qui soltanto accennati, e domenica 3 giugno nel concentramento alle 10 in piazza della Fontana Luminosa e dalle 13 nel presidio sotto il carcere dell’Aquila.
Queste iniziative, mirano alla costruzione di una rete di solidarietà, come presupposto per la lotta alla tortura dell’isolamento, della differenziazione, dell’annientamento, e quindi dell’istituzione carceraria nel suo complesso.

A partire dalle lotte concrete presenti in ogni ambito della vita sociale, costruiamo reti di solidarietà e lotta contro l’isolamento e ogni altra restrizione nei lager di stato, contro la guerra imperialista, lo sfruttamento, la miseria crescente.

CHE DI TRIBUNALI E GALERE
RIMANGANO SOLO MACERIE!!!!!!

Compagni e compagne contro la società carceraria

Preludio al G8: ribaltando Amburgo. Un report dalla manifestazione di ieri ad Amburgo

Inviato da autonomix | 30 Mag, 2007
/Finalmente succede qualcosa.
Siamo di nuovo in circolazione. C'è voluto un po' di tempo e siamo fuori forma, ma ci stiamo rimettendo in sesto velocemente. Dopo aver cordonato una manifestazione legale e autorizzata per cinque ore filate, non ci stavamo più dentro. Era la prima mossa nel riscaldamento in vista del summit g8 a Heiligendamm, e volevamo tutti cominciare con il piede giusto. La città di Amburgo voleva mandare un messaggio al mondo chiaro e tondo: "abbiamo i manifestanti violenti sotto controllo al 100%". I poliziotti avrebbero solo dovuto mantenere la calma, agire con disciplina e tutto sarebbe filato liscio. I manifestanti, dal canto loro, volevano ribaltare la città, volevano mostrare al g8 che non è il benvenuto e che tutti coloro che vogliono ospitare il summit pagheranno caro la decisione. Tra i mille vestiti di nero nelle prime file e le altre migliaia dietro di loro, la tensione era palpabile. Le grida "fight the system, fight the state, fight capitalism, fight g8" scandivano la determinazione dei manifestanti. Chi sarebbe partito per primo? Gli sbirri avrebbero usato gli idranti? Gli anarchici avrebbero rotto gli indugi e cominciato la bambola?/

Il G8 2007 sarà la salva di apertura di un nuovo ciclo di lotte contro il capitale, magari quello definitivo considerata la crisi ecologica senza via d'uscita a cui si sta facendo fronte? Da due anni il movimento autonomo in Germania e in particolare il Network Dissent si stanno organizzando per la prossima settimana di azioni. La posta non è mai stata così alta: fino ad oggi la "Guerra al Terrore" ha oscurato la freschezza del movimento, ma in Germania anarchici e autonomi potrebbero riconquistare il palco della storia con una vittoria decisiva contro il capitale.

/Muoviti, svelto. Fermo. Tira, lancia. Tira su quel legno. Corri. Gira, lì! Occhio alla Snatch Squad. Quali sono? Quelli vestiti di nero con dei rombi rossi sulla schiena. Merda, eccoli... Sono loro che cercheranno di arrestarti. Muoviti! Ma chi sono quegli altri? Non ti preoccupare, sono i verdi. I verdi? Si, verdi, sono come la guardia nazionale. Non ti arresteranno, magari però ti menano un po'. E quelli? Chi? Quelli con la divisa verde scuro e blu scuro. Ah, quelli... Quelli sono qui per fermarti.. Fai attenzione./

La moderna incarnazione del movimento autonomo è anarchica, giovane più o meno, e parecchio punk. Anche se il movimento è rifluito un po' negli ultimi anni, sembra che l'arrivo del g8 in germania, con i raid della polizia di maggio contro i centri che organizzavano la protesta abbia unito lo spesso diviso e autocritico movimento Autonomen. Nonostante il risentimento della polizia, i raid hanno avuto anche l'effetto collaterale di creare maggiore simpatia nei confronti delle mobilitazioni da parte dei media popolari, come anche dell'opinione pubblica. Inoltre, nella "Rossa Amburgo", patria di insurrezioni, pirati, e un noto torneo di calcio antifascista, è difficile distinguere gli abitanti della zona dai black block.

/Shhhhhhh. Cosa? Stai fermo, ci stanno cercando. Fermo... Fermo... ORA!/

La polizia è nervosa, molto nervosa. E ha ragione. Per mesi, le macchine degli agenti sono state bruciate, e ora stranieri da tutto il mondo stanno convergendo su Amburgo, nell'ex teatro Rote Flora occupato da quasi venti anni. La dinamica della polizia è quantomeno freudiana: la polizia vorrebbe liberare il proprio subconscio fascista e ripulire le strade di tutti i manifestanti. Per fattori quali l'opinione pubblica e la loro brutalità, che stanno tornando loro indietro come un boomerang nelle corti tedesche, la polizia non può semplicemente spiaccicare a terra i manifestanti senza un pretesto. Quindi, gli agenti esprimono la loro frustazione con una attenzione anale ai dettagli sulle più piccole regole circa le dimensioni degli striscioni, il travisamento, e così via. Spesso fermano un corteo per trenta minuti per la minima infrazione alle loro "regole".

/Il ponte era una trappola, lo sapevamo tutti. E' esattamente dove ci volevano e noi ci eravamo finiti con tutte le scarpe. Ovvio... qualche fuoco d'artificio era partito, qualche pietra era volata sopra le teste degli sbirri, e un paio di arresti erano riusciti a farli... Era la loro tana, era il minimo che potesse accadere. Non avevamo una possibilità su un milione. Cosa? Il convergence center... l'occupazione. Hanno circondato il Rote Flora. Entreranno? Non penso... Se ci provano non finisce bene per nessuno, neanche per loro. Stanno tirando su le barricate, piazzamoci dietro. Arrivano gli idranti... Beh, muoviti! Di qua, in questa vietta... Ci siamo tutti?/

Questo sta portando quasi tutti i cortei o le manifestazioni a diventare un esercizio di frustrazione, una partita di scacchi in cui entrambi i giocatori cercano di piegare, senza spezzare, le regole attraverso un processo di negoziazione molto rigido. Almeno fino a che infrangere le regole diventerà un vantaggio. Mentre marciano, gli anarchici tedeschi si imbarcano con la polizia in una serie di trattative molto caute, fino a che la manifestazione arriva più vicino possibile al vero obiettivo (per esempio il distretto finanziario, una manifestazione fascista, o in questo caso il summit EU-ASEM nel municipio), e a quel punto il gioco è fatto. La manifestazione diventa aggressiva nei confronti dei ranghi della polizia, cercando di fare danni lasciando il percorso ufficiale in blocco, o di dividersi in piccoli gruppi per costruire barricate e attaccare le auto della polizia. Sembra esserci anche una certa tradizione di ritrovarsi la notte dell'azione per ulteriori danni nelle strade.

/Penso di essere in trappola. Non panicare, guardati attorno! Faranno un arresto di massa. Ok, sbirri vestiti di nero di là, proviamo ad andare di là, sbirri in verde, non si passa. Gira dall'altra parte, sbirri in blu. Ok. Circondati. Dov'e' il mio gruppo? Non importa, devo trovare una via d'uscita. Opzione 1: unirsi al black block e cercare di aprirsi una via con scontri. Opzione 2: fare il finto tonto e cercare di svignarsela. Vediamo se funziona./

Le tattiche della polizia in Germania sembrano essere una combinazione di guerra psicologica e dimostrazioni di forza, con una certa enfasi sull'aspetto dimostrativo, dato che non sembrano in grado di agire a meno di essere provocati e non sembrano procedere generalmente ad arresti di massa, ma semplicemente circondano la manifestazioni su tutti i lati per "mantenere tutto in ordine". La polizia può essere divisa in gruppi. Primo c'è la polizia federale e quella locale che vestono di verde e di blu. All'interno di questi gruppi si possono riconoscere quelli con la A sul casco che sono i poliziotti da caserma, con poca esperienza. Il vero motivo di preoccupazione però è la sorveglianza intensa fatta dalla polizia (anche se a differenza che in Gran Bretagna senza l'uso di telecamere a circuito chiuso), che fa ampio uso di poliziotti in borghese all'interno dei cortei ai fini dell'identificazione di chi ha infranto la legge, e di poliziotti dotati di videocamere ai margini del corteo (che sono addestrati a filmare i particolari dei membri del blocco, come ad esempio le scarpe). Ci sono anche le unità di individuazione ("Snatch Squad") che sono vestite completamente di nero e che sono addestrate a penetrare velocemente e violentemente all'interno del corteo per arrestare persone particolari, come un branco di squali. Per quanto brutto sembri, è importante notare che le procedure che la polizia tedesca usa nel controllo della folla sono abbastanza prevedibili e fino a che uno rimane in gruppi molto stretti, è difficile essere pescato dalle "Snatch Squad". La polizia tedesca è ben lungi dall'essere invincibile, nonostante voglia far credere a tutti il contraio, e si può prevalere sulle loro tecniche.

/Vicino... ci sono andato troppo vicino. Saremmo venuti a riprenderti. Cosa? E' folle... avrebbero acchiappato pure voi. Senti, ne manderanno altri. Hanno dichiarato lo stato di emergenza? L'ho sentito anche io. Merda, sono una marea. Torniamo al Flora. No. Non e' sicuro. Ok, allora, spariamo./

Un Blocco Nero di migliaia di persone contro l'ASEM, macchine degli sbirri distrutte, una scarramuccia di fronte al convergence center: non male per un giorno di lavoro. Adesso ci sono una cifra di dibattiti su cosa fare esattamente nei prossimi giorni. Le manifestazioni sono decentralizzate ma preparate nei dettagli. E' difficile persino per i tedeschi dire dove avverranno i momenti di maggiore scontro: ci sono tre città su cui tutti stanno convergendo, una contro manifestazione contro un migliaio di fascisti e un enorme presidio a Rostock contro il g8, tutto nello stesso giorno, blocchi ad aeroporti e strade, come numerosissime marce e cortei vicino Heiligendamm e Rostock. A presicndere dai particolari, le energie tra gli anarchici europei sono montate come una scarica elettrica, e se c'è qualcosa di certo, è che la scarica esploderà.

/Eravamo migliaia al corteo. Centinaia che hanno ribaltato le strade. 85 arresti circa. Non male per cominciare. Niente male davvero./

Tradotto da http://de.indymedia.org/g8/index.shtml