Azione NO TAV / NO Impianti di risalita

Questa mattina, mercoledì 11 giugno, una quindicina di oppositori al TAV e ai nuovi impianti di risalita hanno occupato simbolicamente i locali della SWS engineering s.p.a. di Mattarello (Trento). Di seguito il testo distribuito e inviato via fax e una foto dello striscione esposto. Per chi volesse esprimere il proprio dissenso alla SWS: info@swsengineering.it; tel. 0461 97900; fax 0461 979250.

Ai responsabili della SWS

A voi si deve il progetto preliminare e definitivo del tunnel di base del Brennero, prima parte del TAV Verona-Monaco. Un’opera devastante per il territorio, l’acqua e la salute. Un’opera inutile per risolvere il problema del traffico. Un’opera che sempre più persone, informate e decise, rifiutano.

A voi si devono vari studi finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti sciistici, basati sostanzialmente sull’uso immorale di grandi quantità d’acqua per l’innevamento artificiale.

A voi è stato assegnato, infine, il progetto per la seconda canna del tunnel autostradale del Frejus, giustificato dagli stessi che vorrebbero realizzare il TAV Torino-Lione – contro la volontà di un’intera valle – per diminuire il traffico di tir su strada…

Insomma, vi state arricchendo grazie alle devastazioni di territori in nome del profitto. Pensavate di continuare a fare lauti affari senza che nessuno vi chiedesse conto.

Oggi siamo qui per dirvi che vi siete sbagliati. Ritiratevi da questi lavori.

NO TAV – al Brennero come in Valsusa
NO ALLA SECONDA CANNA DEL FREJUS
NO AI NUOVI IMPIANTI SCIISTICI

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Rimini – Sgomberato il Laboratorio Sociale Paz

..#ci teniamo a precisare che ci spiace per lo sgombero del paz e per tutte le compagne e i compagni che hanno costruito quel genere di percorso, ma nello stesso tempo non ci sentiamo solidali per un genere di lotta che non ci appartiene, quello della disobbedienza civile..barricate?potevano erigerle davvero..resistenza?dove e quale?//
COLL.AUTONOMIX

Questa mattina verso le 8.20 sono arrivati al laboratorio Paz il reparto mobile delle forze dell’ordine, le volanti dei vigili urbani, la celere con l’ordinanza di sgombero alla mano e due camion pronti a svuotare l’edificio.
Ad aspettarli gli attivisti del centro sociale, i comitati cittadini e gli spazi sociali della rete regionale, datisi appuntamento da questa mattina alle 5.00 per un presidio antisgombero presso il Laboratorio Sociale Paz.
All’esterno anch eil legale del Paz, l’Avv. Paola Urbinati. Importante sottolinere come lo sgombero avvenga un giorno prima della sentenza del Tribunale di Bologna contro Forza nuova che vede imputati 13 persone iscritte a questo movimento, fra cui il segretorio provinciale Cesare Bonetti e il vicino di casa del Paz, Camillo Borriello, che questa mattina ha accolto le forze dell’ordine applaudendo.
Quello che non è riuscito a Forza nuova con l’attentato del 24 settembre, è riuscito all’amministrazione comunale.
Ascolta un primo contributo audio di Roberto, centro sociale TpO |audio|

Ore 8.40
La tensione aumenta, la barricata esterna al laboratorio, simbolo di queste giornate di resistenza, è stata smantellata da parte delle forze dell’ordine.
Le tre strade d’accesso per raggiungere il Paz sono tutte bloccate.
Ascolta il contributo di Manila, laboratorio PaZ |audio 1 | audio 2|

Ore 9.30
Le forze dell’ordine sono entrati all’interno del PaZ. La seconda barricata, all’interno della struttura, ha impedito di fatto l’accesso al laboratorio, infatti i vigili e le forze dell’ordine sono entrati da una finestra laterale. |audio|

Ore 10.30
Le barricate hanno rappresentato una barriera fisica ma soprattutto una barriera simbolo della resistenza di fronte al comando del potere. |audio 1 | audio 2|
Questo sgombero rappresenta infatti l’ennesimo tassello esplicativo delle motalità d’azione dell’amministrazione del Comune di Rimini. |audio|

Contributi Rete Regionale
Commento – Roberto, TpO |audio|
Commento – Michele, Aq16 |audio|

-  Corrispondenza Manila (Lab. Paz) su Radio Onda D’urto
|audio|

La costruzione delle barricate, le finestre blindate, sono dei mezzi per evidenziare come di fronte alla violenza del potere, i corpi e le forme di vita si ribellano. Si ribellano all’idea della socialità a senso unico, delle esistenze normate a suon di precarietà e sfruttamento, all’idea della punizione come mezzo educativo. E si ribellano anche a chi pensa di poter rappresentare in termini partitici ciò che è eccedenza e soggetivizzazione. Apriamo spazi di libertà..

Agenzie di Stampa
-  Zic
-  NewsRimini

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Sgomberato l’appena occupato centro sociale autogestito Ex-Stamperia a Modena! (interviste)

Sgomberato l’appena occupato centro sociale autogestito Ex-Stamperia a Modena! (interviste)


AGGIORNAMENTO
[sera] Con un atto repressivo l’amministrazione modenese ha deciso di chiudere l’appena nata esperienza dell’ex-stamperia occupata. Lo sgombero è cominciato con un blitz della digos che con 20 agenti ha cercato di entrare nello spazio da un ingresso laterale. Il blitz è stato immediatamente bloccato dai cordoni dei compagni che dopo un fronteggiamento sono riusciti a ricacciare gli agenti. Poco dopo sono arrivati 4 camionette e 4 defender con decine di celerini con caschi e manganelli che hanno invaso lo spazio costringendo tutti gli occupanti ad uscire chiudendo di nuovo uno spazio che si voleva restituire alla città con molteplici progetti. In serata si svolgerà un’assemblea allo spazio del Cam, all’interno della quale i compagn* decideranno con quali altri percorsi proseguire l’intervento in città.


> Ascolta l’intervista di aggiornamento con Alessandro (Collettivo Autonomo Modenese)

> Leggi il comunicato di solidarietà delle realtà bolognesi

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IL GIORNO DEL GAY PRIDE E CASA POUND

Dopo il "no" a San Giovanni, i partecipanti hanno marciato da piazza della Repubblica
a piazza Navona. C’era anche un carro che celebrava nozze simboliche

A Roma il giorno del Gay Pride
tra carri, slogan, fiori e confetti

Gli organizzatori: "Mezzo milione in corteo", la polizia dice 10-20mila
Un gruppetto di estremisti di destra tenta l’irruzione, bloccati dagli agenti

<b>A Roma il giorno del Gay Pride<br>tra carri, slogan, fiori e confetti</b>

ROMA – Oggi la capitale, così come le altre grandi città italiane, ha celebrato il giorno del Gay Pride 2008: il corteo è partito da piazza della Repubblica intorno alle 16,30, ed è giunto a piazza Navona (non a San Giovanni, come era stato chiesto invano) quasi due ore più tardi. Cinquecentomila i partecipanti secondo gli organizzatori, 10-20 mila secondo la Questura. Tra le attrazioni della sfilata, oltre agli striscioni e ai carri – alcuni con aspetti folkloristici – va segnalata la celebrazione simbolica di matrimoni omosessuali, in una postazione itinerante appositamente allestita dall’Arcigay: confetti, fiori rosa, torta nuziale e perfino il lancio di riso. Fallito, invece, il tentativo di un piccolo gruppo di estremisti di destra di fare irruzione tra i manifestanti: sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

FOTO: IL CORTEO/I VOLTI

Le nozze "virtuali". A celebrare il rito, la deputata del Pd Paola Concia (unica lesbica dichiarata dell’attuale Parlamento) e il giornalista del Tg1 Stefano Campania, che hanno suggellato la promessa di unione simbolica alle prime due coppie omosessuali della giornata: Domenico e Jeff, da 20 anni insieme, e Annalisa e Susy.

Gli slogan. Moltissime le bandiere e gli striscioni che hanno invaso piazza della Repubblica, e che poi si sono mossi lungo il percorso della manifestazione. Il corteo è stato aperto da uno striscione con la scritta "testardamente, pari dignità laicità". Tenuto da Paola Concia, dall’assessore della Regione Lazio Luigi Nieri, dall’ex deputato del Prc Vladimir Luxuria, dall leader storico dell’Arcigay Franco Grillini, dall’assessore provinciale di Roma Massimiliano Smeriglio. C’è anche il ministro delle Pari opportunità del governo ombra, Vittoria Franco.

I carri. In tutto nr sfilano una ventina, in testa il pullman da turismo dipinto di fucisa dell’organizzazione, che nella giornata di ieri è andato in giro per le strade del quartiere San Giovanni. Il secondo carro è invece quello di Muccassassina, su cui ballerini in slip danzano sulle note di musica da discoteca. Ci sono anche il carro della Cgil e quello di No Vat (inteso come Vaticano). Tra i più folkloristici, il camion con un gruppo di uomini in carne, che danzano davanti alla scritta "Indecorosi. Orsi in movimento per il godimento".

"Coda" in Vaticano. Una trentina di appartenenti al gruppo "No-Vat" fa irruzione a piazza San Pietro, dopo la fine del corteo, srotolando due striscioni: uno con su scritto "Facciamo Breccia"; l’altro con "il Vaticano occupa l’Italia, noi occupiamo il Vaticano". Il blitz è dura pochi minuti, poi intervengono le forze dell’ordine che bloccano e fanno sgombarare i manifestanti.

Momenti di tensione. Accade quando una trentina di estremisti cerca i irrompere nel corteo, sventolando "bandiere nere con croce celtica". A segnalarlo è il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Il tentativo è avvenuto a Piazza Venezia all’incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell’altare della patria. Secondo la testimonianza di un altro parteciante, si trattava di esponenti di Fiamma tricolore e di Casa Pound, e un paio avevano i coltelli.

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Padova – Critical mass antirazzista contro la Lega Nord

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 Galleria di immagini [ 01 ] | [ 02 ]

Decreto di espulsione ai razzisti della Lega Nord.
Oggi a Padova gli è stato consegnato durante la Critical Mass antirazzista, che ha attraversato la città contro l’intolleranza e la campagna xenofoba di cui il partito del Carroccio è il principale attore.
L’occasione è stata la presenza in città dei gazebi leghisti per raccogliere nuove firme per la protesta nei confronti di una moschea che dovrebbe sorgere in via Longhin.
Su questa questione dicono nel comunicato che lanciava questa iniziativa "abbiamo dovuto assistere ad un vergognoso spettacolo. Non ci interessa la religione, qualsiasi essa sia rimane un fatto privato, intimo, che poco ha a che vedere con la vita pubblica di una città".
Oltre 100 persone, giovani del CSO Pedro, studenti medi e universitari ma anche cittadini che non sono più disposti ad accettare questo clima di odio e intolleranza alimentato dalla Lega, si sono ripresi la città nonostante la presenza massiccia delle forze dell’ordine.
La biciclettata è arrivata nei pressi del gazebo leghista in P.zza della Frutta. Qui è partito un lancio di uova a cui la polizia ha risposto con una carica.
Durante la Critical Mass sono stati rimossi tutti i gazebi che la Lega aveva nei diversi quartieri.

Cronaca audio
Le valutazioni finali con Enrico, CSO Pedro.
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La corrispondenza durante la carica.
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L’intervista a Marco, Opera nomadi.
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L’intervista a Virgilio, comunità sinta Padova.
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Nasce il centro sociale autogestito Ex-Stamperia

Liberato un nuovo spazio sociale a Modena:

7 giugno 2008| Nella notte i compagni e le compagne del Cam (collettivo autonomo modenese) hanno occupato uno stabile abbandonato di proprietà comunale nella città emiliana; uno spazio liberato da restituire alla città e a quanti vorranno farlo vivere, da oggi e per i tempi che verranno. Un’occupazione che nasce da un bisogno profondo: quello di riprendersi tempi e spazi dentro una città che, come molte altre , non ha altro da offire oltre il tempo vuoto del consumo e dell’apatia, addobbata alla sua periferia da uno squallido Cpt.
Uno spazio per ri-progettare iniziativa politica e sociale, senza delegare a nessuno tempi, modi e rappresentanza.

Lo spazio è già formalmente sotto sgombero, anche se non ancora operativo data l’assenza del sindaco, fuori città per impegni. L’amministrazione fa sapere di essere disponibile a una trattativa, adducendo che lo stabile sarebbe destinato a edilizia popolare. Gli occupanti fanno sapere che sono pronti ad abbandonare l’edificio solo di fronte a prove chiare di edilizia popolare.
L’ottenimento di uno spazio da autogestire è l’obiettivo minimo su cui nasce la necessità-progetto dell’occupazione, obiettivo da cui le compagne e i compagni non sono dispost* a retrocedere.

> Ascolta l’intervista con Alessandro (Collettivo Autonomo Modenese)


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IL comunicato dell’occupazione:


Centro Sociale Occupato Autogestito Ex-Stamperia

Il centro sociale occupato autogestito ex-stamperia vuole essere uno spazio autonomo aperto alla città, largamente attraversato da precari, lavoratori e studenti.

Viviamo in una società in cui si restringono continuamente le libertà personali, di espressione e di movimento di tutte e tutti, una società che fa della guerra globale e permanente il suo principale strumento di regolamentazione e sopravvivenza. Le campagne politiche e mediatiche sulla sicurezza vogliono normalizzare l’odio e la repressione nei confronti del diverso, chiunque esso sia: migranti, ultras, lavavetri, writers, sono di volta in volta indicati come fonte di degrado e criminalità, vengono dipinti come il male assoluto di una società che già da anni è impegnata a crearsi attorno un imbarbarimento di rapporti sociali e culturali senza precedenti (pensiamo ai recenti rastrellamenti razzisti verso i rom, alla caccia alle trans e alle prostitute di Roma, all’omicidio fascista di Verona).

Nelle nostre città in cui la solitudine e l’estrema atomizzazione producono mondi sociali in cui non si comunica e ambienti comuni in cui regna il consumo e il bisogno individuale e non la solidarietà, questi meccanismi stanno causando un annullamento soggettivo per quanto riguarda la capacità di comprendere quale sia il nemico reale e quindi riconoscersi come classe, quella degli oppressi, degli sfruttati, potendo quindi agire come entità collettiva in lotta in grado davvero di potere modificare in maniera netta e radicale la realtà sociale circostante. Stiamo vivendo un periodo storico in cui l’insicurezza , quella vera, che permea l’esistente, è quella causata dalla mancanza di possibilità è di avere un futuro decente: dove ogni giorno si muore sul lavoro, dove la precarietà e la mancanza di prospettive sul lavoro come nella vita sono un dato di fatto, dove anche la casa non è più una certezza. Il centro sociale vuole essere uno strumento per normalizzare, al contrario, le lotte contro le ingiustizie sociali, per il reddito ed il diritto alla casa; vuole essere luogo di produzione culturale, luogo di espressione di potenzialità creative solitamente represse, luogo in cui si sviluppi socialità libera e non mercificata. Il centro sociale nasce dall’esperienza del C.ollettivo A.utonomo M.odenese, da anni impegnato nelle lotte al fianco dei migranti, contro lo sfruttamento del lavoro salariato, contro la precarietà e l’imperialismo; tematiche che porteremo ancora avanti con nuova e dirompente forza, aprendo per un fronte di intervento più ampio e sociale che parla di riappropriazione, di soddisfacimento di bisogni e desideri, di riscoperta e determinazione dei tempi di vita di ognuno/a di noi: vogliamo diventare punto di riferimento e rifugio per tutti coloro che sono in fuga dall’ipocrita cultura padronale, divenendo luogo in cui sia possibile esprimere le proprie conoscenze e sperimentare i propri interessi. Di fronte ad una riproduzione nel sociale di quei modelli amministrativi che cercano solo repressione e controllo, costruiamo insieme, dal basso, una reale alternativa sociale che si basi sulla libertà di espressione e di esistenza, sull’attenzione e il rispetto per i bisogni e i desideri di tutti e sulla creazione di uno spazio e di un tempo fondato sull’autonomia, l’autogestione e l’autorganizzazione come risposta alla volontà di dominio dei padroni che vorrebbero gestire al nostro posto le nostre vite.

COLLETTIVO AUTONOMO MODENESE

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BUSH TORNA A ROMA: ACCOGLIAMOLO…

h 17 in piazza della Repubblica (ROMA): Bush torna a Roma per coinvolgere ancora di più l’Italia nella guerra permanente

Il presidente degli Stati Uniti Bush l’11 giugno prossimo sarà di nuovo a Roma per discutere con il nuovo governo Berlusconi – uno dei suoi più fedeli alleati in Europa – un maggiore coinvolgimento dell’Italia nelle strategie di guerra degli USA nei vari scenari.

Bush è "un’anatra zoppa" ma prima di concludere il suo mandato vuole approfittare del favorevole clima politico bipartizan in Italia per aumentare gli impegni militari del nostro paese. In poche parole Bush vuole più truppe da combattimento in Afghanistan, nuove regole offensive per il contingente militare italiano in Libano da utilizzare contro l’opposizione libanese, il pieno utilizzo dei militari italiani nei Balcani a difesa della secessione del Kosovo, il via libera ai lavori alla base militare del Dal Molin a Vicenza e l’allargamento operativo delle altre basi USA sul nostro territorio, la partecipazione attiva allo Scudo missilistico che già  si sta realizzando con le prime installazioni nei paesi dell’Europa dell’Est, una maggiore collaborazione tecnologica e militare tra aziende italiane e statunitensi (vedi l’escalation della Finmeccanica), la subalternità alle scelte della NATO, la disponibilità dell’Italia ai preparativi di guerra contro l’Iran, il rafforzamento della complicità militare e diplomatica tra Italia e Israele.

Una accresciuta aggressività militare finalizzata alla riconquista o all’ampliamento della propria sfera d’influenza sul mercato mondiale – oggi in evidente declino – è la risposta con cui gli Stati Uniti intendono rispondere alla recessione economica abbattutasi sull’economia USA. Il tentativo dell’amministrazione Bush è quello di accollare i costi economici, sociali e militari di questa sua crisi anche sui paesi alleati.
Su questa inquietante agenda di guerra, Bush troverà piena collaborazione da parte del governo Berlusconi, il quale si sta affrettando a far suonare le fanfare della guerra e del razzismo ed a peggiorare, se possibile, in Libano, in Afghanistan e di nuovo in Iraq, il  ruolo di guerra dell’Italia, già delineato da D’Alema come quello la sesta potenza (coloniale) del mondo, in quanto a presenza di militari oltreconfine.

Questa agenda la vogliamo e la dobbiamo ribaltare con una mobilitazione contro la guerra che non ha fatto e non farà sconti a nessun governo e a nessun soggetto politico che si sia reso complice della guerra permanente, delle sue alleanze e dei suoi obiettivi.
Il Patto permanente contro la guerra lancia un appello alla mobilitazione a tutte le persone che vogliono un altro mondo possibile in cui la Pace sia la stella polare della politica estera ed economica e la sicurezza sia inscindibile dalla solidarietà e dalla cooperazione e giustizia sociale. Non vogliamo che il nostro paese sia ancora complice della escalation di guerra e non vogliamo che dia il benvenuto a colui che massimamente ha incarnato in questi anni la guerra globale, la tortura e la sospensione dei diritti umani in tutto il mondo.  Per dire No a Bush e No alla guerra, per dire fuori l’Italia dalla guerra, chiamiamo tutte e tutti in piazza a Roma mercoledì 11 giugno per protestare contro la visita di Bush, per lanciare il nostro grido di allarme contro l’escalation di guerra.
L’11 giugno saremo in piazza a Roma contro la visita di Bush e per riaffermare la nostra piattaforma:

 – il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan, dal Libano, dai Balcani

  – la revoca della decisione di costruire una nuova base militare USA a Vicenza e lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro territorio per riconvertirle ad uso civile

  – la revoca dell’adesione dell’Italia allo Scudo missilistico USA

  – la revoca della partecipazione alla costruzione degli F35

  – la revoca dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele

  – il taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.

Il Patto permanente contro la guerra

Bush torna a Roma per coinvolgere ancora di più l’Italia nella guerra permanente
Mercoledi 11 giugno mobilitazione nazionale.
Appuntamento a Roma alle ore 17.00 in piazza della Repubblica

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IL 6 GIUGNO AL CSOA CARTELLA : LA COMMEDIA DELLA PRECARIETA’

Zero Lab Station è un progetto musicale nato nel 2002 ma trasformatosi poi in un laboratorio per la libera diffusione dei saperi. Nel loro laboratorio confluiscono rabbia, impegno civile e sociale, in aggiunta a un mix di stili e generi musicali, dal metal al rap, dal funky all’hard core.

scarica la locandina 

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Torino – Pestaggio nel Cpt tirato a lucido

Dopo la messinscena operata per accogliere i cronisti, il Cpt di Torino riacquista i propri connotati e li "rifà" ad un recluso.

Segue un resoconto pervenutoci riguardo il pestaggio, quindi la descrizione dell’operazione mediatica tesa a mascherare gli orrori di questo lager contemporaneo, tratta dal sito macerie .

Questa mattina, due poliziotti di guardia al Cpt hanno spaccato la faccia ad un recluso. Dai racconti che abbiamo ricevuto, la colpa del prigioniero è stata quella di essersi lamentato pubblicamente per una estrazione di un dente fatta male da parte del dentista dell’ospedale dove i militari della Croce rossa l’avevano accompagnato precedentemente.
Ora ha la faccia piena di sangue, e i suoi compagni di prigionia sono incerti tra il terrorizzato e il furioso.
Aiutiamoli.

Vi ricordiamo alcuni numeri ai quali protestare.
Telefoniamo in tanti, fateli girare:
Centralini Cpt 011.5589815 011.5588778

Croce Rossa Piemonte Via Bologna 171 – tel. 0112445497 – fax 0112475012 – e-mail: cr.piemonte@cri.it

***

Baldacci in Tv

3 giugno – Una strana mattinata, quella di oggi, per i reclusi del Cpt di Corso Brunelleschi. Al risveglio i militari della Croce Rossa che presidiano il Centro sono gentili ed affabili come non mai. Dalla direzione regalano un giornale a ciascun clandestino – addirittura. Non è proprio un Grand Hotel, ma il clima che si respira è tutt’altro rispetto a quello di tutti i giorni. C’è un perché: a breve arriverà una troupe della Rai regionale a fare il suo primo servizio nel "nuovo Cpt" e a intervistare qualche recluso.

Quando lo scoprono, i prigionieri appallottolano i giornali-omaggio e li lanciano verso le guardie. Nel servizio che andrà poi in onda il Cpt è pulito e ordinato, i crocerossini distribuiscono sigarette e vestiti, tutti tesi a far sembrare il Centro una colonia estiva e non una galera. Addirittura, l’autore del servizio è costretto a specificare che i reclusi non sono né spacciatori né assassini, ma gente che è lì perché non ha i documenti. Intervistato, il colonnello Baldacci non sorride molto ma assicura che tutto sarà presto chiarito. Nella prima edizione del Tg lamenta le contestazioni contro di lui del giorno prima, nella seconda edizione no.

Spente le telecamere, tutto torna come prima. Qualche clandestino prova a recuperare i brandelli di giornale, dopo aver scoperto che raccontano tutti del presidio sotto casa di Baldacci e di quanto si sia spaventata sua moglie. Due reclusi, intanto, sono liberati: ed è la festa vera, anche per tutti gli altri, per tutti quelli che rimangono chiusi nella gabbia.

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Bologna, Università – Occupato il Senato Accademico

I collettivi universitari tra cui il Collettivo Aut Of questa mattina hanno occupato il Senato Accademico. La motivazione: aumento delle tasse universitarie. La Prorettrice Monari ha presentato infatti una proposta di riforma delle tasse universitarie composta di varie sezioni, ma con un unico obbiettivo: Fare cassa!
Una cinquantina di persone hanno bloccato il consiglio Accademico.
Ascolta il contributo audio di Tommaso, collettivo Aut Of. 
 [ audio ]

Il Rettore ha richiesto la presenza delle forze dell’ordine per lo sgombero immediato.
ore 10.14
Il reparto mobile spingendo all’esterno del consiglio Accademico tutti gli studenti presenti proprio perchè legittimato ad intervenire dal Rettore Calzolari ha identificato ogni singolo studente con documenti alla mano e con l’utilizzo di filmati. Era dal ’77 che non si vedeva in rettorato a Bologna un’azione di questa entità.
Ascolta il contributo audio di Tommaso, collettivo Aut Of. 
 [ audio ]

Leggi il comunicato

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