SPAZIO SOCIALE TOTEM DEVASTATO E SGOMBERATO A BOLZANO

Inviato da autonomix | 26 Set, 2008
spazio sociale totem devastato a bolzano

Arealibera

Arte e comunicazione sociale culturale politica

OTTIMO LAVORO DI RIPRISTINO DEI LUOGHI ESISTENTI !

Le foto e articoli allegati danno una chiara visione di come funzionano le cose a Bolzano e quale sia la logica che impera nelle “menti geniali” di coloro che duramente lavorano nella Provincia Autonoma Bz, in particolare presso la Ripartizione Opere Idrauliche – demanio idrico. La vicenda ha scosso ed indignato l’opinione pubblica, che per anni hanno “sognato” di vivere in una bella regione precisa e perfetta. Non manca nulla e tutti vivono come negli spot pubblicitari del mulino bianco. In questa occasione è accaduto qualcosa che ha infranto questo bel modello politico imposto in una democrazia del benessere consumistico. Signori e signore: benvenuti alla dura realtà !
Appare evidente l’alta tensione sociale dopo aver “smascherato” in modo schiacciante e senza ombra di dubbio il vero, brutale e devastante volto delle Istituzioni Pubbliche che hanno raso al suolo lo Spazio Sociale Totem.
Con una azione militare hanno dato un segnale chiarissimo: . Un bel messaggio di morte, spacciato per inflessibile, puntualissimo ripristino della legalità e della sicurezza dei cittadini. Bravi !
Qui a Bolzano non si sgarra. Le norme e le leggi sono “sacre” e chi intende fare il furbo viene semplicemente eliminato. Avrebbero sicuramente voluto farlo in sordina, e che nessuno sapesse o vedesse. Ma sono arrivati tardi. Riempire questo comunicato di insulti, minacce è fin troppo scontato. Sono anni che Arealibera denuncia la vera faccia “criminale” del potere, gli infami metodi di controllo di massa e mai presi sul serio dalle persone. Questa vicenda invece ha aperto un varco nelle coscienze, in cui moltissimi hanno visto da vicino i veri metodi a di poco terroristici di Stato. Forse per la prima volta la popolazione bolzanina ha provato paura non degli extra-comunitari, della micro-criminalità o degli anarchici ribelli al sistema, ma del vero potere in giacca e cravatta. Di chi ci comanda e di chi detta la legge a tutti.
CHI SONO IN REALTA VERI VIOLENTI ? Gli anarchici o le sacre Istituzioni ?
Lo Spazio Sociale Totem, non autorizzato ed abusivo per la Prov. di Bz è stato definito “pericoloso” per la sicurezza delle persone, in particolare per i bambini. Una infrazione gravissima, pertanto le strutture si dovevano radere al suolo. Chi paga ed è il responsabile in caso d’incidente ? Così hanno detto.
Quanto sono buoni e premurosi, questi nostri amministratori pubblici !

La foto sopra (siringhe) mostrano al contrario di come siano molto facili da trovare in tante zone totalmente abbandonate e sporche lungo i fiumi Talvera ed Isarco. Aree gestite dai sapientoni del demanio idrico della Prov. Bz ed altri. Chi paga in caso di accidentale puntura od incidente? Non è molto chiaro di chi sia la responsabilità in queste situazioni. Cazzi loro. Giusto ?
Il sottoscritto Moreno Fiorenzato chiamato in causa come il principale promotore dell’iniziativa (oltre al collettivo Totem) ha il dente avvelenato da oltre 30 anni contro le vostre paranoiche e scellerate buffonate del rispetto delle leggi e della vostra legalità (di merda).
PERCHE’ LO STATO E LE ISTITUZIONI SONO I PRIMI AD INFRANGERE LE LEGGI CHE VOI STESSI AVETE “INVENTATO”. Buffoni.
Non è questa la corretta sede per elencare nel dettaglio gli infami abusi e persecuzioni subite (depositati gli atti in varie aule giudiziarie nel corso di oltre 35 anni) dallo Stato Italiano e fatti da diversi funzionari istituzionali.
Cito solo brevemente i fatti. Il sottoscritto è stato arrestato ingiustamente per due volte, ed ha subito circa 13 abusi di Stato tutti documentati. Per info. vedi il mio personale legale di fiducia: l’avv. Carmelo Scambia del foro di Milano.
1° Arrestato nel carcere di Bolzano da minore (anno 1972 circa 40 gg.) per un reato non commesso. Un doc. della Casa Circondariale di Bz. dichiara che risulto non aver mai fatto permanenza in questa struttura. Ad oggi però nei terminali della Polizia di Stato risulta invece l’arresto e pure pluri-pregiudicato. Ad oggi lo Stato Italiano non mi ha mai risarcito 1 Euro del criminale danno subito! Di cui anche il P.M. bolzanino G. Rispoli (denunciato presso la Proc. di Trieste) non si era “accorto” dell’abuso. Bravi, ottimo lavoro!
Vedi copie di alcuni documenti pubblicati sul sito: www.arealibera.com
2° Arrestato nel carcere di Montorio V.se (anno 2004 per 3 mesi + 3 agli arresti domiciliari). Assolto da tutte le accuse imputate passando ben tre gradi di giudizio: Trib. Verona, Corte Appello Venezia, Cassazione Roma. Ad oggi non sono ancora stato risarcito di 1 Euro per la seconda ingiusta detenzione. La Giustizia (dicono nelle procure) ha tempi lunghi. Bravi, ottimo lavoro!
3° Villetta a schiera ipotecata nei pressi di Pastrengo dal Comune di Vr. con la minaccia dell’asta giudiziaria per delle multe pregresse non pagate (dicono). Dopo aver venduto forzatamente l’immobile e devastato il matrimonio, in sede legale è emerso che oltre il 70% delle multe erano già andate in prescrizione (dopo 10 anni). Ad oggi tale abuso penale del Comune Vr. non è mai stato riconosciuto. Bravi, ottimo lavoro! Ho rischiato pure una nuova ipoteca di un altro immobile per il canone RAI non pagato. E non ho la televisione in casa!
4° Lavori fotografici per il Comune di Cazzano T. (Vr.) mai pagati. Il Comune di Cavaion V.se ha fatto una pubblicazione di un catalogo nel 2000 non autorizzato dal sottoscritto (vedi ex vicesindaco Segattini) abusando del diritto della mia privacy. Ad oggi non è stato risarcito 1 Euro. Bravi, ottimo lavoro!
L’elenco di queste “belle avventure” istituzionali è molto più lungo. Ripeto: tutte documentate in sede legale. Ovviamente considerati i tempi “velocissimi” della Giustizia Italiana passano nel frattempo gli anni. Il tutto finisce in prescrizione (annullate) ed il fesso anarchico come sempre non viene risarcito dei devastanti danni subiti.
E’ corretto che Arealibera ringrazi pure la Provincia Autonoma di Bz per l’esemplare lavoro svolto. Ci mancava! E’ doverosa però una piccolissima nota: a tutti gli amanti dei fiori Arealibera incentiva la coltivazione di crisantemi biologici (va di moda il bio). Farete in futuro affari d’oro, è certo!

MA DI QUALE LEGALITA’ STATE PARLANDO, ASSASSINI DI MERDA! LA PAGHERETE CARA, PAGHERETE TUTTO. A FUOCO IL SISTEMA.

Bolzano 26.09.2008 MORENO - AREALIBERA
Una bella foto (non manipolata) dei cieli della democratica ed ecologica città di Bolzano, in memoria dei deportati defunti nel lager di Via Resia. Una realtà per molti lontana o dimenticata. Arealibera invece ricorda che oggi nello stesso luogo e dentro le stesse mura ci sono all’interno vari condomini in cui vivono centinaia di ignare persone.
Caro amico, cara amica: il lupo perde il pelo ma non il vizio e dalle divise e stellette si sono solo messi le giacche e cravatte. Chi ha orecchie per intendere … intenda !
A brevissimo capirai anche a tue spese il significato di questo comunicato. AUGURI A TUTTI.

Nazi infamia a Roma

Inviato da autonomix | 25 Set, 2008
Militia è il nuovo gruppo che riunisce tutti i rimasugli nazifascisti di Roma e dintorni e vede il solito Maurizio Boccacci tra i capoccia, uscito da FT qualche settimana fa.

ROMA - Su alcuni muri di Roma sono apparse scritte razziste che fanno
riferimento agli immigrati uccisi a Castel Volturno e a Milano. Su alcuni
manifesti affissi lungo la via Tiburtina e firmati da Militia si legge:
''minime in Italia: Milano -1. Castelvolturno -6''. Secondo testimoni i
manifesti sarebbero stati affissi da una ventina di giovani che avevano
teste rasate e giubbotti in pelle. (Agr).

 

A ROMA SCRITTE RAZZISTE SU MORTI CASTELVOLTURNO E MILANO (ANSA) - ROMA, 25 SET - Alcune scritte razziste che si riferiscono agli immigrati uccisi a Castelvolturno e Milano sono apparse questa sera sui muri della tangenziale est a poche centinaia di metri dal cimitero Verano a Roma. Su due manifesti affissi sulla via Tiburtina, a firma di Militia, è stato scritto «minime in Italia: Milano -1. Castelvolturno -6». Nell'altro manifesto invece è stato scritto, sempre con la stessa sigla sotto la quale è stata tracciata una svastica, «Schifani, l'ebreo sarai te». I due manifesti, secondo un testimoni che ha avvertito le forze dell'ordine, sarebbero stati affissi poco prima da un gruppo di giovani, circa una ventina, che, secondo la testimonianza, avevano teste rasate e giubbotti in pelle. (ANSA). ST/LM 25-SET-08 00:23 NNN

DISERTIAMO LA PAURA

Inviato da autonomix | 23 Set, 2008

DISERTIAMO LA PAURA

Consumatori di paura in un mondo di insicurezze: questo è ciò che tentano di fare di noi.
Per raggiungere tale scopo e preservare il potere e il privilegio, gli Stati instillano fobie fasulle e ingrassano mostri immaginari; l'ossessione securitaria, declinata negli infiniti pacchetti sicurezza, individua di volta in volta il nemico di turno: rumeni, rom, lavavetri, prostitute e più in generale lo straniero, diventano i bersagli verso cui sfogare le proprie ansie. In realtà perdere il lavoro o morire di esso ha ben altre cause, così come altre sono le ragioni che non permettono di avere una casa o una cura.
La macchina del terrore statale ed economico dietro l'ombra della democrazia, ci presenta qualsiasi progetto di sopraffazione come utile e necessario: dal nucleare alle grandi opere di devastazione ambientale, dalla guerra fino all'ultima trovata fantasiosa del sindaco sceriffo di turno. Il divieto di mangiare per strada come l'elemosinare, di lavare i vetri come di fare i castelli di sabbia sono dei modi per buttare fumo negli occhi di chi, stanco e alienato dalla propaganda, non si rende conto che tutto ciò non gli aveva mai provocato nessun problema.
Così non siamo più sicuri nemmeno di cosa avere veramente paura. E se domani l'acqua e il cibo non fossero più nei supermercati? Se un'influenza improvvisa ci colpisse e non sapessimo porvi rimedio? A soccorrerci non ci sarebbero più i saperi di un tempo che permettevano di essere autosufficienti, né le relazioni tra gli individui che garantivano una rete solidale.
Non più padroni di noi stessi, non saremmo più in grado di prendere in mano le nostre vite.
Avremo inseguito un nemico che non esiste, mentre i veri responsabili di questo sfacelo, padroni e governanti di ogni colore, saranno al loro posto a programmare la prossima devastazione. Soprattutto avremo perso coscienza della realtà e di noi stessi nel mare dell'indifferenza e del rancore, mentre il potere modifica costantemente il passato facendoci perdere la memoria della storia e della cultura. Accetteremo, come stiamo facendo, che gli stranieri poveri siano rinchiusi in dei lager chiamati centri di Identificazione ed Espulsione e cacciati dal castello perché poco decorosi per la nostra vista. Accetteremo i morti in mare in cerca di una possibilità di sopravvivenza e il razzismo strisciante che uccide.

Invertire la rotta è un gesto da compiere senza indugi, per uscire dallo stagno della pacificazione sociale in cui vorrebbero farci annegare. Questo hanno fatto alcuni anarchici che negli ultimi anni hanno condotto con chiarezza delle lotte, in particolar modo contro il lager a gestione cattolica che era il "Regina Pacis" di San Foca (Le).
Lotte condotte dal basso, seguendo i principi da sempre propri degli anarchici: autogestione, informalità, orizzontalità nelle relazioni, azione diretta… Lotte e metodologie che lo Stato vorrebbe fermare con il terrore, i processi, le condanne e gli anni di carcere.
Il 9 ottobre si aprirà presso la Corte d'Assise d'Appello del Tribunale di Lecce il processo di secondo grado a carico di dodici compagni.
La solidarietà nei loro confronti è un primo, minimo gesto per iniziare a disertare la paura.

Anarchici

CORTEO MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA A ROMA

Inviato da autonomix | 23 Set, 2008

manifesto-definitivo

 

 

La svolta autoritaria, necessario strumento di controllo e gestione della crisi economica, e lo stato d'emergenza permanente si concretizzano in un razzismo istituzionale ed in una militarizzazione dei territori che rimanda ai teatri di guerra internazionali. E' una aperta ostilita' verso qualsiasi espressione della societa' che rivendica e agisce per una trasformazione del presente al di fuori del profitto che sfrutta e specula sulle nostre vite e sui nostri territori.
La linea di continuita' fra tutto questo e le lame delle aggressioni squadriste che negli ultimi tempi hanno sostenuto gli ideali di una pseudocultura neofascista, e' la volonta' di intimidire, omologare e reprimere consentendo e legittimando chi a livello istituzionale determina tutto questo.

31 anni fa veniva assassinato Walter Rossi, antifascista militante e attivista delle lotte sociali di allora, veniva ucciso per mano dei neofascisti del MSI, di Almirante, Fini e Alemanno, con la copertura della polizia di stato. L'assassino, Cristiano Fioravanti, vive ancora oggi sotto protezione dello stato.

Questo a dimostrazione di quale fosse la connivenza tra estrema destra e apparati dello stato, che utilizzarono la manovalanza fascista nelle strategie eversive e terroristica che dalla fine degli anni '60 hanno caratterizzato la storia di questo paese.

Come 31 anni fa, anche oggi rivediamo la stessa intenzione di insabbiare e coprire i reali responsabili della violenza squadrista oggi presenti e rappresentatati in parlamento. Tollerati da una mentalita' dell'equidistanza e ora addirittura leggittimati da politiche che approvano le loro pratiche squadriste contro immigrati,nomadi, omosessuali, attivisti antifascisti, come strumento di controllo sociale e di prevenzione del dissenso.

Dopo un'estate di rastrellamenti verso gli immigrati e i senza fissa dimora, le aggressioni come quella avvenuta a via Ostiense alla fine dell'iniziativa in ricordo di Renato Biagetti, torniamo in piazza a ribadire la nostra opposizione ai fascisti in camicia nera e in divisa, a rivendicare la liberta di determinare le proprie esistenze.

Appuntamento martedi 30 settembre ore 17.30 P.le degli Eroi - M Cipro

ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE

Negro di merda? "Generica antipatia!"

Inviato da autonomix | 23 Set, 2008
Hanno proprio ragione i magistrati e i politici milanesi secondo cui massacrare una persona chiamandolo «negro di merda» non è un atto di razzismo. Infatti hanno dalla loro la più autorevole giurisprudenza del nostro paese: un paio di anni or sono, la Corte di Cassazione sentenziò, infatti, che «l'espressione 'sporco negro'» - pronunciata da un italiano mentre aggredisce persone di colore alle quali provoca serie lesioni - non denota, di per sé, l'intento discriminatorio e razzista di chi la pronuncia perché potrebbe anche essere una manifestazione di 'generica antipatia, insofferenza o rifiuto' per chi appartiene a una razza diversa».

Immagino che la suddetta preclara giurisprudenza possa applicarsi anche a espressioni affini come «negro di merda». Quindi, «nessuna aggravante». In effetti, i due assassini di Milano hanno fatto sapere che avrebbero fatto lo stesso anche se il loro bersaglio fosse stato bianco e questo, secondo loro, dovrebbe rassicurarci (mi viene in mente la signora con bambina che allo stadio faceva «buuu» ai giocatori di colore e, alle mie rimostranze, rispose che lo faceva pure ai bianchi. Come se una schifezza ne scusasse un'altra). Ma loro almeno lo fanno per proteggersi - e comunque, per fortuna, manca la conferma empirica. Quelli che davvero non hanno vergogna sono quelli che nelle istituzioni e nei media gli tengono bordone. Io infatti ero convinto che «generica antipatia, insofferenza o rifiuto per chi appartiene a una razza diversa» fosse appunto una perfetta definizione del razzismo: un atteggiamento mentale e culturale, che può o meno produrre altri effetti criminosi ma è già un orrore in sé. Per aver definito «negro di merda» un giocatore avversario, il commissario tecnico della nazionale spagnola si beccò una meritata bufera di accuse di razzismo. Si vede che certe espressioni smettono di essere razziste quando alle parole si accompagnano le mazzate.

La strategia discorsiva è la stessa seguita dal tribunale californiano nel caso Rodney King (quello che scatenò la rivolta di Los Angeles): suddividere un evento unitario in frammenti distinti in modo da separarne causa ed effetto e renderlo incomprensibile. In questo caso, le botte e le parole non fanno più parte di un medesimo processo, ma sono due cose separate e senza relazione fra loro: non danno le botte perché la vittima è comunque ai loro occhi uno «sporco negro», ma da una parte hanno verso di lui una «generica antipatia» e dall'altra lo ammazzano, però l'una cosa con l'altra non c'entra. Se vogliamo, su tragica piccola scala, questa è la logica che presiede la separazione fra le leggi razziali e il fascismo rivendicata dal sindaco di Roma e dai suoi seguaci: il regime cacciava i bambini dalle scuole e aiutava i nazisti a sterminarli, ma non perché era fascista e quindi razzista, ma per una mera aberrazione. Staccato dalle sue conseguenze materiali, insomma, il razzismo diventa una cosa nebulosa e astratta, che uno può negare e persino condannare, continuando a praticarlo.

Questa mi pare anche la debolezza dell'« antifascismo» dichiarato da Fini: se davvero ci riconosciamo nei valori della Resistenza e della Costituzione, allora sarà il caso di metterli in pratica, e di smettere di discriminare e schedare i rom, cacciare gli immigrati, considerare aggravante la clandestinità , praticare politiche che colpiscono sistematicamente i più deboli e più marginali. Cioè: ricomponiamo parole e fatti, ricomponiamo i proclami di antirazzismo con pratiche antirazziste, egualitarie, civili - il contrario di quelle per le quali la commissione europea ha appena ribadito la condanna al nostro governo (contro quello che avevano proclamato Maroni e i tg). Invece facciamo esattamente il contrario: separiamo le parole dai fatti che ne conseguono, e ci serviamo di questa scissione per attenuare la gravità di un assassinio, o per prendersi patenti di democraticità senza bisogno di fare una politica democratica. La parola chiave del razzismo nostrano è «ma»: «io non sono razzista ma…». Io non sono razzista, ma quelli i biscotti li avevano presi. Io non sono razzista, ma i rom rubano. Il documento degli «scienziati» fascisti sulla razza, almeno, proclamava che era l'ora che gli italiani si proclamassero «francamente» razzisti. Adesso, noi italiani brava gente ci vergogniamo del nostro razzismo al punto da negarlo in faccia all'evidenza - e proprio questa negazione ci permette di continuare a praticarlo in forme sempre più violente.

Torino - Esito processo a Fenix

Inviato da autonomix | 22 Set, 2008

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Venerdì 19 Settembre si è svolto a Torino il processo contro Fenix
Fenix era stato sgomberato il 20 Luglio 2005
e con lo sgombero furono arrestati alcuni nostri compagni .
Poi nel 2006 furono organizzate due feste davanti a Fenix, il 25 Aprile ed il Primo Maggio, dove Fenix magicamente fu riaperto.

I compagni inquisiti erano accusati di aver infranto i sigilli giudiziari
del sequestro di Fenix, del’occupazione e del “deturpamento” della casetta.

Il processo si è concluso con 6 condanne, uno dei nostri amici, il più grande ha preso 12 mesi, un altro il Pm Tatangelo ha chiesto 8 mesi ed il giudice gliene ha dati 10!
Altri 4 compagni hanno preso 8 mesi, mentre 6 sono stati Assolti. Un Compagno Antagonista avrà un processo a sè perchè ha scelto il rito abbreviato.

La storia di Fenix non finisce Qui.

Ieri, sabato 20 Settembre a Modena abbiamo partecipato al corteo per lo sgombero di Libera
Il corteo (oltre 500 compagni) colorato, allegro ma allo stesso tempo determinato si è svolto per le vie del centro della città, dove ci sono stati alcuni momenti di tensione con la sbirraglia.
Noi a Modena abbiamo portato le nostre autoproduzioni Fenix ed abbiamo ricevuto numerosi attestasti di stima e solidarietà.

Fenix non si ferma, continua…Ovunque!

Svezia - Scontri al Social Forum di Malmö

Inviato da autonomix | 22 Set, 2008

fonte: skytg24

Scontri e violenze hanno turbato ieri sera a Malmoe i lavori del V Social Forum Europeo, in corso da giovedì nel sud della Svezia. Quasi 700 attivisti convocati dal gruppo d'azione "Riprendiamo le strade" [ndr. "Reclaim the Streets"] si sono scontrati con la polizia dando vita a una serie di violenze che hanno messo a soqquadro il centro della località svedese. Non ci sono stati feriti, ma la polizia ha dovuto caricare i manifestanti per interrompere le violenze. I manifestanti, tra i quali membri di gruppi che incitano all'azione violenta, alcuni con il volto coperto, hanno infranto numerose vetrine e finestrini di auto.

* * * * *

fonte: euronews

Incidenti ieri sera a Malmo, in Svezia, a margine del Social Forum europeo. Durante la manifestazione organizzata da uno dei tanti gruppi aderenti, ‘Reclaim the streets’, i partecipanti, tra cui alcuni Black Bloc, hanno tentato di forzare il blocco stradale creato dalle auto della polizia, lanciando pietre. Le forze dell’ordine hanno risposto caricando i presenti. Negli scontri non ci sarebbero stati feriti, ma alcune vetrine sono andate in frantumi.
All’insegna dello slogan “Un’altra Europa è possibile”, migliaia di attivisti sono riuniti da giovedí a Malmo, dove fino a domani, 850 tra associazioni e sindacati partecipano a centinaia di seminari, workshop e assemblee. Oggi pomeriggio 20 mila persone sono attese per il corteo contro il capitalismo e la distruzione ambientale.

IL SUD CONTINUA A RIBELLARSI

Inviato da autonomix | 21 Set, 2008
http://isole.ecn.org/csoacartella/images/stories/volantini/manifesto_meridionale.jpg

Manirosse under attack

Inviato da autonomix | 21 Set, 2008

Nel mese di giugno 2006, un numero imprecisato di "mani rosse" disegnate a vernice spray invadeva la città di Bergamo, generando curiosità tra popolazione e media locali.
Mani rosse come quelle dell'occidente, macchiate del sangue delle vittime della guerra in Iraq, mani rosse come quelle insanguinate della polizia messicana, responsabile della brutale repressione contro i venditori di fiori di Atenco in protesta, mani rosse come marchio territoriale per denunciare la mancanza di spazi d'aggregazione giovanile a Bergamo, mani rosse in solidarietà con le persone arrestate a Milano sabato 11 marzo 2006, mentre si opponevano alla marcia fascista di Fiamma Tricolore e di cui il processo di cassazione si terrà il 13 novembre 2008.
Successivamente, alcune performance mettevano in relazione il simbolo seriale con la frase "tana libera tutti", frase che rimanda al più classico dei giochi infantili: "guardie e ladri".
Nel corso della campagna però gli agenti della Questura fermavano tre giovani incensurati armati di vernice spray, uno stancil a forma di mano, una videocamera e un nastro in cui alcune persone, con il volto nascosto e armate di pistole ad acqua colorate, si proclamavano "Esercito Creativo delle Mani Rosse".
Giovedì 18 settembre, mentre diverse voci si levano intanto in loro favore, i 3 denunciati sono chiamati a rispondere davanti al Tribunale di Bergamo di tutte le mani rosse comparse in città nell'arco di diversi mesi, indistintamente.
Sulle loro teste una campagna mediatica creata ad hoc, la costituzione di parte civile del Comune, oltre 50 querele e una richiesta di risarcimento di 31.000 euro.
Culmine di una vicenda che ha il sapore della persecuzione bella e buona.

Rassegna Stampa:
- [1] [2] [3] [4]

Approfondimenti:
- Firma la lettera di solidarietà
- Continua a leggere su manirosse.noblogs.org
- Solidarietà dal Paci Paciana

 

 

Il csa PacìPaciana ha voluto esprimere oggi la solidarietà ai ragazzi “delle mani rosse”, in seguito alla sentenza di giovedì 16 settembre, realizzando una murata che recita il motto “Tana Libera Tutti”: è stata, come dire, la nostra firma alla lettera aperta pubblicata qualche giorno fa dai ragazzi.

Da sempre sostenitori della street art, in quanto manifestazione spontanea e dal basso, rivendichiamo l’utilizzo della pratica e la riappropiazione degli spazi visivi della nostra città; per questo ai tre ragazzi va tutto il nostro appoggio e supporto, viste anche le ingenti spese che si troveranno costretti a sopportare alla luce dell’esito processuale.

Mentre la G.A.M.E.C. organizzava per oggi un evento dedicato all’ “arte di strada”, con ospiti da tutta Italia, molto spesso artisti che si trovano a operare in situazioni che in molti definirebbero illegali, si celebrava il processo agli autori delle mani rosse, trattati ai tempi dei fatti come veri e propri criminali, ma in realtà artisti esattamente come quelli ospiti oggi a Bergamo…

Tana Libera Tutti!

c.s.a. Pacì Paciana

Roma Per Walter Rossi ·

Inviato da autonomix | 21 Set, 2008

L38 Squat
l38squat@paranoici.org

La svolta autoritaria, necessario strumento di controllo e gestione della crisi economica, e lo stato d'emergenza permanente si concretizzano in un razzismo istituzionale ed in una militarizzazione dei territori che rimanda ai teatri di guerra internazionali. E' una aperta ostilita' verso qualsiasi espressione della societa' che rivendica e agisce per una trasformazione del presente al di fuori del profitto che sfrutta e specula sulle nostre vite e sui nostri territori.
La linea di continuita' fra tutto questo e le lame delle aggressioni squadriste che negli ultimi tempi hanno sostenuto gli ideali di una pseudocultura neofascista, e' la volonta' di intimidire, omologare e reprimere consentendo e legittimando chi a livello istituzionale determina tutto questo.

31 anni fa veniva assassinato Walter Rossi, antifascista militante e attivista delle lotte sociali di allora, veniva ucciso per mano dei neofascisti del MSI, di Almirante, Fini e Alemanno, con la copertura della polizia di stato. L'assassino, Cristiano Fioravanti, vive ancora oggi sotto protezione dello stato.

Questo a dimostrazione di quale fosse la connivenza tra estrema destra e apparati dello stato, che utilizzarono la manovalanza fascista nelle strategie eversive e terroristica che dalla fine degli anni '60 hanno caratterizzato la storia di questo paese.

Come 31 anni fa, anche oggi rivediamo la stessa intenzione di insabbiare e coprire i reali responsabili della violenza squadrista oggi presenti e rappresentatati in parlamento. Tollerati da una mentalita' dell'equidistanza e ora addirittura leggittimati da politiche che approvano le loro pratiche squadriste contro immigrati,nomadi, omosessuali, attivisti antifascisti, come strumento di controllo sociale e di prevenzione del dissenso.

Dopo un'estate di rastrellamenti verso gli immigrati e i senza fissa dimora, le aggressioni come quella avvenuta a via Ostiense alla fine dell'iniziativa in ricordo di Renato Biagetti, torniamo in piazza a ribadire la nostra opposizione ai fascisti in camicia nera e in divisa, a rivendicare la liberta di determinare le proprie esistenze.

Appuntantamento martedi 30 settembre ore 17.30 P.le degli Eroi - M Cipro