Milano - Radio Cane sotto attacco..

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2008

Stamattina all'alba del dì 28 del mese di novembre dell' anno 2008 del dominio imperiale, le armate della corporazione dei mercanti hanno proceduto allo sgombero dello studio temporaneo di RadioCane, sito nell'ambito domestico di un generoso compagno.
Gli infimi agenti delle forze dominatrici, circondato militarmente l' eroico fortino, hanno incontrata l'impervia resistenza delle milizie ribelli.
Dopo ore di ardui combattimenti, che hanno viste decimati i contingenti di ambo le parti, i patetici militi delle armate della controrivoluzione sono riusciti a superare le barricate erette dai nostri audaci guerriglieri.
Le gloriose truppe portanti le bandiere di radiocane sono state costrette all' abbandono degli avamposti ritirandosi strategicamente in attesa del contrattacco.
Pertanto le trasmissioni saranno riprese al più presto.

Il Comitato Centrale del Nucleo B dell' Armata RadioCane

Università, blitz degli studenti. L onda non si arresta in tutti Italia.NEWS E AGGIORNAMENTI!

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2008

L’appuntamento era stato lanciato durante la grande assemblea nazionale studentesca del 15 e 16 novembre scorso alla Sapienza.
A Roma dopo l’autoriduzione di ieri sera al Teatro Valle, migliaia di studenti hanno fatto irruzione nell’aula Magna del Rettorato e hanno bloccato la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico. Il rettore è stato costretto ad abbandonare la cerimonia. Gli studenti delle scuole medie e superiori hanno raggiunto in corteo il Provveditorato agli studi del Lazio bloccandone l’accesso. [ audio ]

A Napoli oggi prima l’occupazione dell’atrio della sede della provincia e poi autoriduzione sui mezzi pubblici per raggiungere il Museo nazionale. [ audio ] | [ audio ]

A Venezia più di 600 studenti hanno deciso di visitare a costo zero "Italics" la mostra che si tiene a Palazzo Grassi. Dall’atrio del palazzo gli studenti hanno lanciato un appello per la costruzione della giornata di sciopero sociale per il prossimo 12 dicembre.
Domani a scendere in piazza genitori, studenti e insegnanti con un doppio corteo a Mestre che si conlcuderà in piazza Ferretto. [ audio ]

A Macerata stamattina occupazione del rettorato da parte degli studenti e precari No 133. Contro i tagli annunciati dal Rettore, l’Onda Anomala si è simbolicamente costituita in Fondazione e si è comprata l’università "riconsegnandola come bene comune a tutti i soggetti che producono e condividono i saperi nei nostri territori".

A Padova in vista dell’appuntamento di domani mattina alle ore 10.00 davanti al muncipio, lanciato dal Coordinamento genitori insegnanti in difesa della scuola pubblica, oggi sono stati gli studenti universitari a farsi sentire reclamando diritti e servizi in tre luoghi simboli dell’università. [ audio ]

A Bologna blitz degli studenti alla sede di Unicredit in via Rizzoli con uno striscione che diceva "Dove darci il denaro e poi ne riparliamo", mentre le vetrine della banca sono state ricoperte di adesivi con su scritto "Noi la crisi non la paghiamo". [ audio ]

 

 

 

Università, blitz degli studenti
Interrotta cerimonia a Roma

Via libera del Senato al decreto Gelmini


Università, blitz degli studenti Interrotta cerimonia a Roma
ROMA - Niente corteo, meglio l'occupazione. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione all'interno dell'aula magna della Sapienza a Roma dove il rettore Luigi Frati aveva appena terminato il suo intervento per l'apertura dell'anno accademico. La cerimonia è stata così interrotta. Sul palco è stato steso uno striscione ("Che di tagli non si muoia più: vergogna!") mentre Frati, che aveva appena terminato il suo intervento, ha abbandonato la cerimonia da una porta laterale, apostrofato dagli studenti al grido di "buffone". "Non c'e' niente da inaugurare" è il coro che scandiscono gli universitari. Che annunciano: "I cancelli all'esterno della città universitaria sono stati chiusi per non fare entrare altri manifestanti che cercano di sfondarli dall'esterno".

Dura la replica di Frati: " Fascisti sono quelli che non fanno parlare la gente. Io lo so bene perchè sono figlio di partigiano. Io sono quello di sinistra, non il pariolino che si veste da rivoluzionario".

Nel frattempo si è sciolta la manifestazione degli studenti delle scuole superiori romane in piazza della Repubblica. Pochi i partecipanti al corteo che da piazza Barberini hanno raggiunto la piazza ed hanno poi rinunciato a proseguire la protesta senza quindi raggiungere il ministero dell'Istruzione così come era stato programmato. "Oggi la manifestazione è andata male - dice Tito Russo uno degli organizzatori rappresentante dell'Unione degli studenti - 'colpa' della pioggia e del poco tempo che hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi".


Senato, via al decreto.
Nel frattempo il Senato ha approvato il decreto Gelmini sull'Università, il provvedimento passa ora all'esame della Camera. A favore hanno votato le forze di maggioranza (Pdl e Lega), contrari Pd e Idv. Non ha partecipato al voto l'Udc.

Roma. Un centinaio di studenti ha protestato sotto palazzo Grazioli, la residenza romana del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Gli studenti, al grido 'vergogna' e 'buffone', hanno voluto denunciare, è stato spiegato, in merito alla vicenda dello studente morto a Rivoli "la gravità delle parole di Berlusconi, che ha voluto ridurre vergognosamente a fatalità quello che è stato invece la conseguenza tragica di anni di tagli alla spesa sociale nel paese". Infine un gruppo studenti ha occupato l'ufficio scolastico regionale del Lazio.

Torino. Una trentina di universitari aderenti all'assemblea 'no Gelmini' sono entrati poco fa al centro congressi Torino Incontra dove è in corso un convegno promosso dall'amministrazione comunale insieme all'Associazione Torino Internazionale per discutere di federalismo e futuro della città. Gli universitari chiedono di poter entrare nella sala e leggere un documento, ma le forze dell'ordine stanno cercando di contenerli. Ci sono stati quindi momenti di tensione. Ora gli studenti sono entrati nella sala dove è in corso un'intervista al sindaco di Torino Sergio Chiamparino e hanno srotolato uno striscione con la scritta 'Noi non paghiamo la vostra crisi'.

Macerata.
Occupazione lampo del Rettorato e 'acquisto' cash dell'Università di Macerata da parte di due emissari della 'Fondazione Onda anomala', muniti di due valigette di finte banconote. E' l'ultima performance del Movimento No 133, che stamani (assente il rettore) ha occupato simbolicamente per un'ora gli uffici del Rettorato, srotolando dalla finestra uno striscione di otto metri con la scritta 'La pagate voi la vostra crisi, reddito per tutti - Onda anomala verso il 12 dicembre'.

Bolzano.
Gli studenti di Bolzano hanno organizzato una forma alternativa di protesta e, approfittando dell'apertura del mercatino di Natale del capoluogo di provincia, verranno distribuiti 6000 volantini nella sola area del centro storico con tema la protesta studentesca, le motivazioni e gli obiettivi.

 

 

L'Onda non si ferma: cariche e irruzione a Torino Incontra, bloccato l'anno accademico a La Sapienza

saperi


Nella giornata di mobilitazione nazionale degli atenei in lotta le città del nostro paese sono state nuovamente attraversate dall'Onda, all'insegna del "noi non paghiamo la vostra crisi!" e del ricordo di Vito Scafidi. A Torino l'Onda ha fatto irruzione a Torino Incontra, venendo caricata dalla polizia. A Roma l'inaugurazione dell'anno accademico è stato bloccato e interroto


28 novembre, giornata di mobilitazione nazionale degli atenei in mobilitazione contro la "controriforma Gelmini", scadenza decisa all'interno della due giorni di assemblea nazionale a La Sapienza del 15 e 16 novembre.

Mobilitazione costruita attorno allo slogan "noi non paghiamo la vostra crisi!", assunto dal movimento a livello nazionale. Cardine attorno al quale sono state costruite le iniziative città per città. Inoltre le facoltà ribelli dell'Onda hanno voluto dedicare questo momento a Vito Scafidi, studente della scuola Darwin di Rivoli (Torino) morto per il cedimento avvenuto nella struttura scolastica.

Nel frattempo, il decreto Gelmini è passato al Senato, ora dovrà transitare alla Camera... non si ferma l'arroganza del governo Berlusconi di fronte alle proteste e non si ferma, ovviamente, l'Onda!

Torino _ A Torino questa mattina 200 persone hanno attraversato il centro cittadino con un corteo selvaggio sotto una neve fittissima che ha cominciato a cadere ed imbiacare la città fin dalle ore notturne. La mobilitazione ha prima fatto tappa di fronte alla Banca San Paolo di piazza San Carlo, con una messinscena teatrale sui responsabili della crisi e gli avversari diretti che tutt* dovremmo affrontare in futuro: banchieri, imprenditori e tutti quanti vogliono ora dividere le perdite dopo anni di superprofitti. Dopo il blocco del centro cittadino e l'iniziativa simbolica di fronte alla banca San Paolo, gli studenti e le studentesse dell'Assemblea No Gelmini e dell'Assemblea No Tremonti sono ripartiti in corteo per le vie della città, dirigendosi verso la struttura di "Torino Incontra", dove si stava svolgendo un covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall'Associazione Torino Internazionale.
continua a leggere in esteso su InfoAut Torino

Roma _ Stamane un corteo interno ha attraversato La Sapienza, aperto dallo striscione "Che di taglia non si muoia più. Vergogna", partecipato da 200 studenti e studentesse, partito dalla facoltà di fisica. I manifestanti hanno poi invaso l'Aula Magna del rettorato, passando da un'entrata laterale, dove si stava svolgendo l'inaugurazione dell'anno accademico. La cerimonia è stata quindi bloccata, interrompendo la lecitio magistralis della professoressa Bossoni e facendo infuriare il rettore Frati. Gli studenti sono poi uscita dall'aula e hanno percorso le vie circostanti la cittadella universitaria, concludendo poi il corteo in piazzale Minerva.

Bologna _ Nella giornata di mobilitazione nazionale per lanciare lo sciopero generalizzato del 12 Dicembre, a Bologna un centinaio di student* e ricercator* precar* ha fatto una azione di comunicazione radicale, articolando il ragionamento sulla crisi andando ad individuare la banca Unicredit come obiettivo. Gridando per le vie del centro che le perdite le devono pagare coloro che per anni hanno precarizzato le esistenze del precariato facendo astronomici profitti, la sede centrale della banca in via Rizzoli è stata invasa e sono state lanciate centinaia di banconote fac-simile riportanti le scritte "Noi la crisi non la paghiamo" e "reddito per tutt*", mentre tutte le vetrine sono state tappezzate di adesivi dell'onda.
continua a leggere la notizia in esteso su InfoAut Bologna

Napoli _ L'Onda napoletana ha lanciato l'"onda card", che garantisce un accesso incondizionato al reddito, alla formazione ed alla cultura come risposta alla social card del governo Berlusconi. Sono stati bloccati per alcune ore gli accessi della provincia di Napoli, come segnale di protesta allo stato disastroso in cui versano le strutture scolastiche, facendo un chiaro collegamento con quel che è successo a Vito nella scuola Darwin di Rivoli nemmeno una settimana fa. Poi gli studenti, muniti di "onda card", hanno invaso la linea A della metropolitana, aprendo i varchi di accesso.

Palermo _ Questa mattina gli studenti e le studentesse delle Facoltà ribelli palermitane hanno occupato il nuovo plesso adiacente alla facoltà di Lettere e Filosofia, la biblioteca dei saperi umanistici "Wurth", una biblioteca piu' volte inaugurata e mai concretamente funzionante. L'ennesima iniziativa dell'onda palermitana che dopo l'autoriduzione alla mensa , la manifestazione al teatro massimo in solidarieta' con i lavoratori dello spettacolo contro i tagli, torna a farsi sentire ridando vita ad uno spazio, come tanti presenti all'universita' lasciati, nell'abbandono.
continua a leggere la notizia in esteso su InfoAut Palermo

 

 

ANTIFA:Confermate le condanne agli autonomi coinvolti negli scontri avvenuti a Milano l'11 marzo 2006.

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008
La decisione della prima sezione penale della Cassazione ha reso definitivo il verdetto di secondo grado nei confronti dei 16 giovani della "Sinistra Antagonista" milanese condannati in appello il 12 novembre 2007 a 4 anni di reclusione per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, devastazione e incendio.
Gli scontri avvennero durante una manifestazione antifascista non autorizzata indetta dai Centri sociali per protestare contro il corteo della formazione di estrema destra "Forza Nuova". Nel corso dell'udienza il Procuratore generale Alfredo Montagna aveva invece chiesto l'annullamento parziale con rinvio della sentenza. In sostanza, a parere del pg, era "sufficientemente motivata" la parte della sentenza che condannava i 16 imputati per resistenza aggravata, mentre sarebbe stata da annullare perche' "carente e contraddittoria" la decisione relativa alle altre imputazioni di danneggiamento, devastazione e incendio.
E' divenuto cosi' definitivo il verdetto emesso il 12 novembre 2007 dalla Corte d'Appello di Milano, che aveva confermato le pene emesse dal gip del tribunale il 19 luglio 2006.
Solo un imputato, A D, ha riportato una condanna lieve, a quattro mesi di reclusione. Tutti gli altri, tra i quali I M, M C, M M e P D, insieme ad altri 12 partecipanti agli scontri di corso Buenos Aires, hanno riportato una pena di quattro anni. Tutti i giovani hanno gia' scontato circa tre-quattro mesi di custodia cautelare.

A Bolzaneto fu tortura. ORA IL DOCUMENTO INTEGRALE

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008

A Bolzaneto fu tortura "ma in Italia non esiste"

Un corridoio della "Bolzaneto"


GENOVA - A Bolzaneto i detenuti vennero torturati, le testimonianze delle vittime furono circostanziate e addirittura "prudenti", ma i giudici devono condannare in base a condotte criminose per delineate, che non possono essere influenzate dal clima politico. E' questa in sostanza, e ad una prima lettura delle 441 pagine, il succo delle motivazioni della sentenza sul processo di Bolzaneto.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO

La sentenza, quest'estate aveva deluso chi si aspettava condanne esemplari per la vergogna del carcere speciale del G8 bollato come luogo di torutra da Amnesty international. Il tribunale presieduto da Renato De Lucchi pronunciò una sentenza di condanna per 15 persone e 30 assoluzioni, comminando pene variabili fra i 5 mesi e i 5 anni. I reati contestati agli imputati, a vario titolo, erano abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità nei confronti di detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali .

Nelle motivazioni i giudici spiegano che "la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto l'ufficio del pm a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)".

E più avanti sottolineano che "anche in questo processo, quantunque celebrato in un'atmosfera caratterizzata da forti contrapposizioni politico-ideologiche sia sui mezzi di informazione che nell'opinione pubblica, sono stati portati a giudizio non situazioni ambientali o orientamenti ideologici, bensì, ovviamente, singoli imputati per specifiche e ben individuate condotte criminose loro attribuite nei rispettivi capi di imputazione, che costituiscono la via maestra da cui il giudicante non deve mai deviare, pena la violazione dell'altro cardine del nostro sistema di garanzie processuali rappresentato dall'art. 24 della Costituzione".

Bonsu, altro orrore dei vigili.Foto trofeo con "la scimmia"

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2008

Come Abu Ghraib. Un vigile della polizia municipale di Parma si fa fotografare mentre abbraccia la “scimmia” Emanuel Bonsu, indicando il suo occhio tumefatto come trofeo. Come nella prigione irachena dove i carcerieri mostravano i detenuti nudi, feriti, maltrattati e senza più dignità.

E’ scioccante quello che ha scoperto la procura della Repubblica di Parma: una immagine riemersa dalla memoria resettata di un computer del Comando dei vigili urbani. Lo hanno scambiato per un pusher, inseguito, picchiato, insultato - “confessa scimmia” -, lasciato andare con una busta con la scritta “Emanuel negro”, tenendosi come ricordo della caccia una fotografia, un vero pezzo da collezione. Un vigile se l’era salvata sul pc e solamente dopo ha provato a cancellarla, senza sapere che i file eliminati possono anche essere recuperati. Gli inquirenti ci sono riusciti: proprio oggi, il procuratore capo Gerardo Laguardia, senza mai citare l’esistenza della foto, ha infatti parlato di “ulteriori risvolti anche dai computer che i carabinieri hanno sequestrato al comando di via del Taglio” riferendosi a file che potrebbero essere stati cancellati o modificati.

Emmanuel, il giovane studente che ha denunciato gli agenti della polizia municipale di Parma per averlo aggredito, pestato e insultato senza un perché, quel momento non poteva scordarlo. Davanti alla pm Roberta Licci, che cura le indagini sul caso, nel primo interrogatorio raccontò di essere stato costretto da un agente a fare quella foto con lui. Gli inquirenti, pochi giorni dopo, sono andati nel Comando della polizia municipale: con la “ scusa” di cercare atti e documenti hanno sequestrato alcuni computer dalle scrivanie. Uno di questi era quello giusto: nel pc erano stati cancellati diversi file, pochi giorni dopo l’arresto di Emmanuel, cestinate delle immagini e resi inutilizzabili dei documenti. I periti informatici della Procura però sono riusciti a recuperare alcuni dati: fra questi, c’era anche quella foto, trofeo dell’ operazione antidroga effettuata al parco Ex Eridania il 29 settembre. Quella che era valsa ai vigili i complimenti per la loro professionalità dell’assessore alla sicurezza urbana Costantino Monteverdi

 Adesso la procura avrebbe ormai acquisito i dati necessari per chiudere le indagini preliminari. Il rinvio a giudizio dei dieci vigili indagati e accusati in concorso di percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d'ufficio, abuso di potere e sequestro di persona, è ormai imminente. Finora Mirko Cremonini, Andrea Sinisi, Ferdinando Villani, Marcello Frattini, Graziano Cicinato, Giorgio Albertini, Pasquale Fratantuono, Marco De Blasi, Stefania Spotti e Simona Fabbri non hanno aperto bocca davanti ai magistrati. Oltre ai fatti di quella sera adesso c’è anche da spiegare quella foto che mostra un vigile ben riconoscibile mentre viene immortalato con il simbolo della sua “virilità”. Ma che trofeo non è: oggi Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, studente dell’Itis, è traumatizzato, bloccato. Parla poco, non esce di casa, sta ancora male fisicamente ed è in terapia da uno psicologo.

Sono passati due mesi da quello scatto e da quella notte. Non si è ancora ripreso: ci ha provato, oggi pomeriggio, ad andare a Betania, il centro di recupero per tossicodipendenti dove doveva iniziare a lavorare come volontario. Ci ha provato “ma adesso non è ancora il momento – dice il padre Alex – sta troppo male e non ci sono le condizioni per iniziare. Forse lo farà da gennaio”. Lo stesso periodo in cui potrebbe arrivare il rinvio a giudizio per i dieci vigili indagati.

 

Crash raddoppia.. la polizia sgombera!

Inviato da autonomix | 23 Nov, 2008
Occupato l'ex cinema Embassy in via Azzo Gardino. Prima della Reclaim the Street in programma per le 17.30 in via Indipendenza Angolo via Righi, Crash occupa un nuovo spazio. Un cinema di proprietà del demanio, una occupazione in risposta al sequestro che la Magistratura ha ordinato per lo stabile di via Zanardi 106.
La manifestazione di oggi pomeriggio viene ad assumere un nuovo significato. Non più una semplice Reclaim the Stret. Ma una giornata che ha visto fin da subito un momento di conflitto e di lotta in direzione degli Spazi Sociali.

Seguiranno aggiornamenti...
ore 16.00 agenti della celere e della guardia di finanza stanno tentendo lo sgombero dello stabile appena occupato. numerosi i compagni sul tetto e davanti all'edificio.

ore 16.30
Cinque compagni sono ancora sul tetto per resistere allo sgombero.

ore 17.00 Sono stati fatti scendere i compagni dal tetto. Inizia il concentramento per la reclaim the street.

ore 18.50 E' aprtita la Reclaim The Streets. Sono due i carri che mandato musica per le strade percorse dalle parade. 1000 le persone che hanno deciso di partecipare a questo appuntamento e portare la loro solidarietà a Crash!

ore 19.00 Ora il corteo è in via Indipendenza, lungo il percorso vengono attaccate ai muri i cartelli dei sensi unici che erano già apparsi nei giorni scorsi in città. Dai carri gli interventi raccontano "quella che è la direzione giusta, quella della riappropriazione di spazi, quella dell'antifascismo, di chi produce cultura dal basso!"

ore 20.00
Il corteo si ferma in piazza XX settembre, l'appuntamento è a mezzanotte è al Laboratorio Crash! in via Zanardi 106!


Comunicato Laboratorio Crash!


Aumenta la crisi... CRASH RADDOPPIA!
In questi ultimi giorni la crisi a Bologna si è fatta sentire con tutto il
suo peso... naturalmente sulle spalle dei precari, degli studenti, dei migranti che abitano la città! Contro di loro, e in generale contro chi non vive nel lusso del centro cittadino, una serie di provvedimenti comunali hanno di fatto peggiorato le condizioni di vita arrivando fino al punto di sottrarre piazze e strade alla socialità collettiva. Ci rubano reddito e ci sgomberano le piazze dai nostri sogni e dai nostri desideri. E' arrivato il momento di dire basta e tornare a prendere parola e protagonismo. Per queste ragioni Crash oggi raddoppia! Mai più una Bologna lasciata al silenzio e all'abbandonodove fascisti, eroina e intolleranza fanno da padroni!

Oggi abbiamo occupato un nuovo spazio in via Azzo Gardino per ridare alla città quello che gli viene continuamente negato e sottrato,luoghi di socialità e spazi di aggregazione dove poter esprimere la propria cultura e corganizzare le proprie lotte.

Oggi Crash radddoppia con un nuovo spazio e da appuntamento in via Indipendenza angolo via Righi dalle 17:30 per riprenderci le strade e portare in centro il nostro desiderio di riappropriazione e socialita!

Documento firmato "Nuove Br"

Inviato da autonomix | 23 Nov, 2008

Il messaggio era stato attaccato con lo scotch sulla vetrata
d'ingresso di Primo Canale, emittente televisiva della Spezia

Documento firmato "Nuove Br"
sulla porta di una tv privata

Accuse al "regime plutocratico" per lo "sfruttamento del proletariato"
Gli inquirenti hanno dubbi sull'attendibilità del volantino


LA SPEZIA - Un messaggio a firma 'Nuove Brigate Rosse' è stato ritrovato davanti all'ingresso della redazione dell'emittente Primo canale alla Spezia, vicino al Centro Kennedy. Il messaggio è stato attaccato con lo scotch sulla porta a vetri dell'ingresso principale ed è stato trovato da un giornalista. Gli inquirenti nutrono dubbi sull'attendibilità del documento.

Secondo le prime informazioni, nel documento si parla di licenziamenti e si preannuncia il ritorno della lotta armata. Il volantino è stato sequestrato dalla Digos. "Nessun compromesso sarà possibile con i carnefici della libertà e dei diritti - si legge alla fine del testo - Romperemo l'accerchiamento del regime plutocratico".

L'intestazione reca la stella 'acuta' a cinque punte. Il documento, scritto probabilmente con un computer e firmato con il normografo, è breve e riferisce dello "sfruttamento del proletariato". "L'inganno - si legge - non serve più: ormai tutti i proletari sanno che il governo capitalista, imperialista e i partiti classisti quali che siano (...) non fanno altro che imputridire questa crisi".

Il documento afferma inoltre che "il tentativo di spegnere le voci di dissenso che stanno nascendo nelle fabbriche e nei territori produrrà come unico risultato l'inasprimento e l'intensificazione della lotta armata".

Ci sono dubbi e perplessità sull'attendibilità del volantino. Nel testo di 28 righe ci sono anche errori di grammatica e di forma. Gli inquirenti non parlano, ma sembrano scettici anche sulle modalità di ritrovamento, inusuali per le Brigate Rosse. Non è la prima volta che alla Spezia accadono cose di questo tipo. Il 3 aprile del 2007, scritte anarchiche erano comparse su un pulmino regia dell'emittente cattolica spezzina Tele Liguria Sud, dove con una bomboletta spray nera era stato scritto "No Vaticano, Cloro al Clero".

Saronno - TeLOS REsiste e persiste

Inviato da autonomix | 22 Nov, 2008
Il 20 Novembre lo spazio occupato TeLOS ha subito l'ennesimo attacco. Con un azione più teatrale che utile, all'alba, un gruppo di operai, supportati da alcuni signori desiderosi di mettersi in vista e di farsi pubblicità ad ogni costo, si sono introdotti all'interno del centro, uscendone solo dopo aver sfondato qualche porta e aver rotto qualche lucchetto e catena. Al momento di uscire questi signori non hanno mancato di sigillare le entrate del TeLOS, ostruendo inoltre il cancello principale con un grosso spartitraffico di cemento armato. La suddetta operazione si è svolta all oscuro delle forze dell'ordine. Il giorno seguente, non contenti dell operato, hanno rincarato la dose versando del cemento di fronte agli ingressi, senza alcun permesso o valide motivazioni.
Questo apparentemente innocuo teatrino, messo in scena da chi fa della legalità un proprio cavallo di battaglia, ma svoltosi ciò nonostante al limite della legalità (ci chiediamo cosa sarebbe avvenuto nel caso qualcuno stesse dormendo al momento dell'irruzione nello stabile, come in effetti solo per caso non è stato, col rischio concreto di essere chiuso all'interno dello spazio: il TeLOS non è più un luogo abbandonato!), ha però purtroppo delle correlazioni dirette con la realtà, fatta di sforzi, speranze, emozioni, progettualità e quant'altro, legati a quanto nel corso di questi oltre due mesi è stato costruito o sta per essere costruito all'interno di uno spazio che ora è pieno di vita, che accoglie decine di ragazzi ogni giorno, a cui permette di organizzare ogni tipo di attività sia ludico/culturali che politico/sociali.
Difatti a questi signori qualcuno dovrebbe spiegare forse cosa è il TeLOS, e cosa esso significa per la nostra città e per le decine di ragazzi che continuamente lo attraversano e lo fanno vivere. Questo spazio è l'unica situazione presente sul territorio che permetta di avere delle alternative alla vita piatta e passiva che ci viene proposta dalla città in cui viviamo. Questo è l'unico spazio che consente ai ragazzi di autorganizzarsi, di costruire progetti e situazioni di socialità libere dalla logica della commercializzazione di ogni esigenza e desiderio. Qui e non altrove si può trovare una concreta alternativa alla strada e al consumismo, in un'epoca in cui i punti di maggiore vita all'interno delle città sono centri commerciali e supermercati, da una parte, parcheggi e parchetti dall'altra. Saronno ha bisogno di spazi per i giovani, ma forse a queste persone ciò non interessa, forse a loro interessa solo mettersi in mostra per un tornaconto personale.
Il TeLOS non è solo uno spazio per i giovani, ma anche un modo diverso di vedere e vivere la città. Diverso, perché propone l'autorganizzazione e l'autogestione come soluzioni possibili e concrete, alternative reali e funzionanti, in quanto denuncia di ciò che avviene a Saronno come altrove: un pugno di palazzinari e speculatori ricchi fino alla vergogna che si possono permettere di comandare e di controllare ogni movimento ed ogni situazione, facendo il bello e il cattivo tempo, col fine principe di costruire profitti sulle spalle dei cittadini ignari o addormentati dalle libertà pseudo-democratiche. Il profitto è il motore, la speculazione è il carburante, e, si sa bene, nel nostro mondo i soldi permettono a chi li ha di agire indisturbato e con le spalle ben coperte. Il danaro è il nuovo dio, gli speculatori i suoi adoratori, il potere il mezzo per arrivare in alto e starci a lungo.
Il TeLOS rappresenta un pugno nell'occhio nell'ennesima città vetrina, nelle cui vene però scorre come spesso avviene un sangue marcio e infetto. Noi siamo la linfa vitale di una nuova possibilità, di un modo diverso di vivere e fare vivere gli spazi e le città. Meglio zittirci in fretta, prima che le nostre idee possano attecchire in qualche cuore libero e possano diffondere il malcontento tra gli sfruttati e gli ultimi, i diseredati e gli invisibili : drogati, immigrati, anziani soli, malati psichiatrici, emarginati... Noi siamo con loro, perché tutti si meritano una vita dignitosa.
La differente prospettiva si evince ottimamente da come ci si è rapportati rispetto ad uno stabile abbandonato: noi abbiamo cercato di ridargli vita, di aprirlo, di farlo vivere. Vi abbiamo svolto moltissime attività (concerti, cineforum, spettacoli teatrali, mostre fotografiche, discussioni e dibattiti, diffusione di materiale controinformativo, murales...), e moltissimi progetti ancora stanno per arrivare (sala prove, scuola di italiano per stranieri, sistemazione dello stabile per renderlo abitabile). Loro, invece, hanno chiuso, saldato, murato... Uno luogo vivo è per loro un insulto, meglio ucciderlo prima che cresca troppo. Noi abbiamo preso uno spazio vuoto, lo abbiamo aperto e riempito, dandolo a tutti. Non abbiamo rubato nulla a nessuno, dato che a nessuno interessa niente di quel posto (la dimostrazione sono le porte murate e i cancelli saldati). Non l'abbiamo tolto a chi ne aveva bisogno, abbiamo invece liberato un pezzo di città, destinato ad una prossima speculazione e all'arricchimento ulteriore dei soliti noti , fatto come al solito distruggendo il NOSTRO territorio, e lo abbiamo donato a tutti, con la gioia nel cuore per aver creato un progetto nuovo ed aperto a tutta la comunità.
La vita è nostra. La città è nostra. Il futuro è nostro. Occupiamocene tutti assieme. Non lasciamo che sia qualcun altro a decidere per noi.
Il TeLOS non si tocca, il TeLOS continuerà ad esistere, fino a che noi esisteremo!
Territorio Libero Occupato Saronnese

Roma, pestaggi razzisti

Inviato da autonomix | 22 Nov, 2008
Roma, pestaggi razzisti
arrestati 5 ragazzi

Le vittime non sporgevano denuncia, preoccupate per le ripercussioni
sulla loro precaria condizione di soggiorno sul territorio italiano


Roma, pestaggi razzisti arrestati 5 ragazzi
ROMA - Cinque ragazzi, tra i quali due minorenni, sono stati arrestati questa mattina all'alba dai carabinieri, che li hanno accusati di aver compiuto nel tempo diverse aggressioni a sfondo razziale nella zona periferica del Trullo, a Roma. Secondo quanto accertato dai carabinieri, la banda era composta da 10 giovani, dai 16 ai 21 anni, e oltre ai 5 arrestati ci sono 4 denunciati ed un altro giovane sottoposto all'obbligo di firma. Quallcuno di loro aveva già precedenti penali.

La banda sarebbe responsabile di numerosi episodi di pestaggi, aggressioni ed intimidazioni, tutti sfociati poi in rapine, a danno di numerosi cittadini stranieri della zona del Trullo. Secondo l'accusa, la banda riusciva a evitare le denunce delle vittime, facendo leva sulla loro precaria condizione di soggiorno in Italia.

I dieci ne approfittavano per continuare i loro atti di prevaricazione e sopraffazione e di intolleranza razziale. Tutti sono stati accusati di rapina aggravata, lesioni, minacce con l'aggravante della discriminazione e dell'odio razziale.

SGOMBERATO IL PRESIDIO NOTURBOGAS DI APRILIA

Inviato da autonomix | 21 Nov, 2008

Nel cuore della notte alle ore 3.00 circa la polizia ha avviato lo sgombero del presidio Noturbogas di Aprilia presso Campo di Carne entrando anche con camion e mezzi da lavoro! Con gli uomini in tenuta anti-sommossa è stato creato un cordone per impedire l’accesso al presidio e con i mezzi di scavo hanno avviato la recinzione del terreno della centrale. Le persone che si trovavano al presidio e che inizialmente erano state fermate sono  state rilasciate dopo la denuncia consegnata loro in questura.

Fin dalla prima mattinata cittadini e compagni della Rete dei Cittadini contro la Turbogas hanno improvvisato un presidio di protesta contro lo sgombero, impedendo l’acceso di un aparte dei mezzi predisposti al lavoro. Ci sono stati momenti di tensione con le forze dell’ordine che non volevano accettare il blocco dei presidianti.

Alle 15:30 ci sarà una conferenza stampa per denunciare l’accaduto e rilanciare i prossimi appuntamenti di mobilitazione. Alle 18 un’assemblea pubblica cittadina.
Il presidio era un luogo di costruzione di partecipazione attivad dal basso, contro scelte economiche, energetiche e ambientali prese sulla testa e sulla pelle dei cittadini.

Sito: www.noturbogasaprilia.it