Scandalo Formato G8 alla Maddalena

Inviato da autonomix | 25 Dic, 2008
Per il summit dei grandi della terra alla Maddalena lavori da 300 milioni di euro. E l'appalto più ricco va a una società vicina alla moglie del dirigente della Protezione civile che sovrintendeva all'intera opera
 
Prende forma il palazzo del vertice

In Italia è tra le più piccole imprese edili e incasserà oltre 117 milioni in nove mesi. Non è la lotteria di Capodanno, ma la montagna di soldi pubblici che l'Anemone Costruzioni di Grottaferrata, alle porte di Roma, riceverà grazie ai lavori per il G8 sull'isola della Maddalena. Luciano Anemone, 54 anni, amministratore unico della società a responsabilità limitata, tra le tante opere sta costruendo il centro congressi che nel luglio 2009 ospiterà il primo grande vertice internazionale con il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ed è come se gli italiani gli consegnassero 2 euro a testa. Neonati compresi. Un record. Anche perché il signor Anemone, pur dichiarando soltanto 26 dipendenti, si è preso la fetta più grossa della torta da quasi 300 milioni di euro suddivisi tra cinque società. Una spesa da nababbi con l'aria che tira, le famiglie in crisi, la Fiat in gravi difficoltà e l'Alitalia ko. Inutile tentare di sapere perché sia stata scelta proprio la ditta Anemone. I criteri di selezione delle cinque imprese, chiamate senza pubbliche gare d'appalto, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato: provvedimento imposto da Romano Prodi, confermato da Silvio Berlusconi e affidato con tutte le opere alla Protezione civile e al suo direttore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.

Questioni di sicurezza, hanno dichiarato. Ma sollevando il velo della riservatezza si incontra ben altro. 'L'espresso' è entrato di nascosto nei cantieri sull'isola della Maddalena. E ha scoperto cosa finora il segreto di Stato ha impedito di vedere. Il sospetto di spese gonfiate. Costi di costruzione da capogiro a più di 3.800 euro al metro quadro. Lavoratori senza contratto. Operai pagati con fondi neri. Le minacce del caporalato (vedi l'articolo a pag. 38). E un curioso legame d'affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile,
Angelo Balducci, e l'impresa che a fine lavori guadagnerà di più. L'Anemone, appunto.

Non finisce qui. Il secondo grande appalto, 59 milioni per la costruzione dell'albergo che ospiterà i capi di Stato, la Protezione civile lo ha affidato alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l'imprenditore fiorentino coinvolto nell'inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria. E anche i criteri di selezione della Gia.Fi. sono coperti da segreto.

Angelo Balducci, ingegnere spesso accanto a Bertolaso, ha fama di uomo da centinaia di milioni di euro. È il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile. Non solo calamità, soprattutto organizzazione di grandi eventi come il G8. Per anni provveditore ai Lavori pubblici su Lazio e Sardegna, Balducci ha coltivato le amicizie che contano con l'imprenditoria e il Vaticano. Le sue relazioni politiche vanno dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, al ministro di An alle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il 10 ottobre scorso Matteoli propone al Consiglio dei ministri e ottiene la nomina di Balducci a presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nei mesi precedenti, dal 19 marzo al 13 giugno 2008, proprio durante il periodo più delicato con la preparazione dei cantieri e il conferimento degli appalti, l'ingegnere è il soggetto attuatore di tutte le opere per il G8, cioè l'uomo dalle mani d'oro: provvede alle procedure necessarie per l'affidamento degli incarichi, alla stipula dei contratti, alla direzione dei lavori e al pagamento degli stati di avanzamento. E come soggetto attuatore si occupa delle imprese della famiglia Anemone.

Balducci è un grande esperto nei contratti assegnati d'urgenza dalla Protezione civile, senza gare d'appalto. Segue per mesi i lavori per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e per le manifestazioni del centocinquantesimo anniversario della Repubblica da celebrare nel 2011. Venerdì 13 giugno, però, è una pessima giornata. Un'ordinanza di Berlusconi lo rimuove dall'incarico di soggetto attuatore per il G8 e i Mondiali di nuoto. Ai cantieri della Maddalena, Balducci viene sostituito da un ingegnere dello staff,Fabio De Santis. Ma continua a occuparsene con "funzioni di raccordo tra la struttura di missione", cioè la Protezione civile, e i "soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali". In quell'ordinanza, c'è però un passaggio che farebbe tremare i polsi a qualunque funzionario. Berlusconi dispone che Bertolaso costituisca "una commissione di garanzia composta da tre esperti di riconosciuta competenza e professionalità, anche estranei alla pubblica amministrazione". Una spesa in più per il G8, perché i compensi per gli esperti sono ovviamente a carico dello Stato. Obiettivo della commissione: "Assicurare un'adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori... in termini di congruità dei relativi atti negoziali".

Filo spinato intorno al cantiere
Qualcosa insomma non va nella contrattazione degli appalti. Ma il segreto di Stato mette tutto a tacere. Così la squadra della Protezione civile in missione in Sardegna può raccontare, senza essere smentita, che Balducci è stato promosso. Anche se per lui, che era già stato presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è un ritorno al passato. Il 31 ottobre tocca a De Santis. Sostituito per decreto, come Balducci. Berlusconi ora nomina un esterno alla pubblica amministrazione, Gian Michele Calvi, professore di ingegneria all'Università di Pavia. Il caso è archiviato.

Eppure non è solo una questione di nomine tra il governo e la Protezione civile. Tutte le ditte per lavorare ai progetti del G8 devono ottenere il nulla osta di segretezza. E il nulla osta dovrebbe essere rilasciato dal ministero dell'Interno soltanto dopo accurate indagini sulla trasparenza delle imprese. Invece troppi particolari sono sfuggiti a chi avrebbe dovuto controllare. Bisogna lasciare la Maddalena, volare a Fiumicino e salire a Grottaferrata, alle porte di Roma. Via 4 novembre 32, nel mezzo di un quartiere di viali alberati, è l'indirizzo dichiarato da Luciano Anemone come sua residenza o come sede legale dell'Anemone Costruzioni. Ed è anche, come ha scoperto 'L'espresso', l'indirizzo di una casa di produzioni cinematografica, la Erretifilm srl. Di chi è? Amministratore unico e proprietaria al 50 per cento è Rosanna Thau, 62 anni, moglie di Angelo Balducci. Venticinquemila euro per costituire la srl della signora Balducci li ha messi però Vanessa Pascucci, 37 anni, amministratore unico e socia a metà di un'altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata. E attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell'Arsenale scarl: società costituita apposta per il cantiere nell'ex Arsenale della Maddalena. Così il cerchio si chiude. Protetto dal segreto di Stato, l'appalto più ricco del G8 è finito a società amiche di chi aveva in mano la cassa. Con il suo seguito di domande. A cominciare da questa: chi ha scelto di affidare a Balducci l'incarico più delicato?

I guadagni in gioco sono spaventosi. L'opera su cui è già possibile fare qualche conto è l'albergo che ospiterà i presidenti. Capocommessa del cantiere, la Gia.Fi. di Valerio Carducci. Le poche notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna parlano di 57 mila metri cubi per un costo d'opera salito da 59 a 73 milioni di euro. Considerando un'altezza media delle stanze di 3 metri, sono 19 mila metri quadri coperti. Dunque un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro, escluso il valore dell'area. Una cifra pazzesca se paragonata al valore di costruzione che per le case di lusso, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro. Polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell'Agenzia del territorio: un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali. Così un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un'opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l'Agenzia del territorio. L'esubero potrebbe essere giustificato con le spese per l'arredamento, il centro benessere e i letti su cui dormiranno Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e Angela Merkel. Ma è difficile crederlo. Ammettendo un costo di costruzione molto vantaggioso per le imprese di 2000 euro al metro quadro (38 milioni in totale), per l'arredamento avanzerebbero 35 milioni. Cioè il costo di un altro albergo.

CATTIVI A NATALE..BUONI TUTTO L'ANNO@CSOA CARTELLA

Inviato da autonomix | 23 Dic, 2008

Bologna - 40 denunce per gli ultimi disordini

Inviato da autonomix | 23 Dic, 2008

Bologna, 22 dicembre 2008 - Raffica di denunce per i protagonisti delle manifestazioni antagoniste delle ultime settimane a Bologna, in cui si sono verificati momenti di tensione con le forze dell’ordine.
Dalla contestazione al banchetto di Azione universitaria in piazza Verdi all’iniziativa di solidarieta’ con la rivolta studentesca in Grecia davanti al consolato di via Indipendenza (dove alcuni anarchici si sono presentati armati di mazze e le hanno usate contro la Polizia durante gli scontri), fino all’occupazione delle Due Torri da parte degli anarchici che, scacciato il custode, si sono barricati dentro per oltre tre ore.

La Digos, dopo il lavoro delle ultime settimane, ha presentato una relazione dettagliata in Procura, anche se ulteriori sviluppi arriveranno una volta ultimato il lavoro di analisi di filmati e immagini. Per i protagonisti di queste iniziative, anarco-insurrezionalisti, attivisti di centri sociali cittadini e studenti dei collettivi universitari, sono scattate denunce per reati che vanno dalla piu’ “leggera” manifestazione non preavvisata alla resistenza a pubblico ufficiale, passando per le lesioni finalizzate alla resistenza, il danneggiamento, il porto abusivo di armi improprie e il getto di cose pericolose.

Le persone denunciate, sommando le tre manifestazioni, sono 40, ma il numero in realta’ e’ sfalsato, dato che diverse persone (in particolare tra gli anarchici), gia’ note alle forze dell’ordine e con precedenti, compaiono in tutti gli episodi.

Nel dettaglio, per l’azione di contestazione al banchetto di Azione giovani del 27 novembre, le denunce sono 14. La protesta ando’ in scena dopo l’irruzione dei collettivi universitari del movimento no Gelmini a un convegno in via Azzo Gardino. Sulla strada di ritorno, in corteo, passarono per piazza Verdi dove partirono le contestazioni al banchetto, seguite poi da momenti di tensione con le forze dell’ordine. Per quell’episodio, sono state denunciate 14 persone tra anarco-insurrezionalisti, attivisti del movimento studentesco (da Cua a Spazio sociale) e antagonisti di Crash. I reati sono manifestazione non preavvisata, accensioni ed esplosioni pericolose, getto pericoloso di cose oltre che resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale. Tra queste 14 persone c’e’ anche chi ha colpito con un pugno in un occhio il vicedirigente della Digos, per il momento non ancora identificato.

Per la manifestazione davanti al consolato greco del 10 dicembre, scattano invece 17 denunce: otto sono a carico di anarco-insurrezionalisti e nove appartengono al collettivo Crash.
Quel pomeriggio i due gruppi misero in scena due iniziative distinte ma contestuali. I nove ragazzi di Crash sono stati denunciati per manifestazione non preavvisata; per gli otto anarchici, che quel giorno avevano al seguito mazze e bastoni, la lista e’ lunga: oltre a manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico servizio, travisamento, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni e minacce a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma impropria, danneggiamento e imbrattamento. Gli anarchici denunciati hanno tra i 20 e 34 anni e sono vecchie conoscenze per gli inquirenti.

Per l’occupazione delle Due Torri del 12 dicembre, le denunce riguardano nove anarchici. Oltre ai due ragazzi che si sono chiusi nelle Torri, ci sono le persone (tra loro due donne) che hanno animato un presidio di solidarieta’ sotto l’Asinelli, con momenti di tensione con le forze dell’ordine.
In questo caso, i reati contestati a vario titolo sono manifestazione non preavvisata, violenza privata (per gli spintoni al custode), resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, accensioni ed esplosioni pericolose, invasione di terreni ed edifici, getto di cose pericolose, danneggiamento.

DAL SUD RIBELLE CHE RIBOLLE

Inviato da autonomix | 21 Dic, 2008

 

DAL SUD RIBELLE CHE RIBOLLE

 

"Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione. Sono dell'idea che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in dieci anni non è cambiato proprio nulla. Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta . E il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni.". Queste sono parole di un magistrato, non mi importa chi esso sia,  e non sono estrapolate da un comunicato dei no global ribelli . Queste parole evidenziano lo status della Calabria. Stato senza stato , anzi con molto stato. Controllato dalla ndrangheta, dalla massoneria, da poteri forti e fortissimi, che trovano il tempo di continuare a chiedere di perseguire 13 persone, giovani e meno giovani che hanno lavorato e continuano a lavorare a mani nude, e cioè senza scorta, all'interno di territori minati, come quelli dell'Afganistan, dove però qui i talebani si chiamano politici, massoni, magistrati,polizia,ros e via dicendo. Qualcuno fuori dalle logiche di movimento e repressione pensava che non ci sarebbe stato nessuna richiesta di appello. Fiordalisi trasferito o auto trasferitosi in Sardegna, l'assoluzione piena di tutti gli imputati, il teorema dei Ros e Digos cosentina  completamente smontato, chi vuoi che si metta a riscrivere tutto ?  Ed eccola qui la procura Cosentina con i tre Pm tenori a rimettere tutto in discussione, chiedendo addirittura finanche l'annullamento del primo grado. In buona fede qualcuno aveva anche pensato ad  un segnale di riappacificazione degli animi . Con tutto quello che sta succedendo nella magistratura calabrese, con perquisizioni e auto perquisizioni, trasferimenti ed attacchi violenti fra magistrati stessi, una ndrangheta all'attacco che non risparmia niente e nessuno, vuoi che qualcuno voglia rimettere di nuovo in moto il movimento no global !!? . Certamente qualcuno lo vuole . Vuoi mettere che ci si metta a  pedinare un giovane non violento e vuoi mettere che si debba pedinare un nadrenghetista con qualche decina di omicidi sulle spalle. Non si sa mai. Nel corso degli anni, dal 2001 ad oggi , sia tutti gli imputati che tutti gli attivisti del movimento dell'area meridionale avevano avuto modo ampiamente di dimostrare il loro lavoro sociale e politico all'interno dei territori. Cosa è stato fatto in definitiva in questi ultimi anni ? Abbiamo spacciato droghe ed armi, attivate collusioni con ndranghetisti ?  abbiamo messo bombe nei tribunali, nelle caserme, sotto le auto di magistrati ? Abbiamo intimorito commercianti a pagare pizzo ? attivate usure ed altro ? ci siamo messi in società per speculazioni edilizie sulla costa tirrenica ? o siamo entrati in società per gestire al meglio inceneritori, fabbriche di morte e di diossina ?   o ci siamo messi in moto per archiviare e far dimenticare morti bianche alla Marlane di Praia a Mare o altre morti derivanti dal seppellimento dei rifiuti tossici della Jolly Rosso ?. Perchè in definitiva è questa l'attività principale che si fa in Calabria; Ed i magistrati dovrebbero occuparsi di questo e solo di questo, invece di farsi le scarpe fra di loro pensando alle proprie carriere . Io, noi, gli altri compagni e  compagne, abbiamo continuato ad occuparci di altro. Ci siamo occupati degli immigrati che ancora sbarcano sulle nostre coste, dei morti della Marlane, dei cittadini indifesi contro gli inceneritori e le discariche tossiche; dell'onda anomala degli studenti che lottano contro il decreto Gelmini; dei diritti civili della povera gente sempre di più abbandonata nelle corsie degli ospedali, o sulle corsie autostradali per protestare contro i licenziamenti ed il lavoro nero, delle navi tossiche e dei rifiuti tossici sotterrati ed affondati nei nostri mari. Di questo ci siamo occupati in questi anni. Ora dovremo di nuovo occuparci della nostra libertà e del diritto di un intero movimento di poter manifestare e protestare contro le scelte liberiste e capitaliste dei nostri governanti. Ed è per questo che se l'appello verrà attivato, nonostante tutto, ci ritroveremo tutti a Catanzaro a presenziare alle prime udienze, così come saremo alla Maddalena con il movimento mondiale antiglobalizzazione  per protestare contro le sentenze assolutorie della macelleria genovese e per onorare ancora una volta la memoria di Carlo Giuliani e quella di Alexis assassinato come lui ad Atene.

 

 Francsco Cirillo imputato assolto del Sud Ribelle  che ribolle

Spaccata vetrina sede pistoiese di Forza Nuova ·

Inviato da autonomix | 21 Dic, 2008

20/12/2008 - La vetrina della sede pistoiese di Forza nuova e' stata infranta nella notte scorsa e attorno alla porta e' stata apposta le scritte ''Sede nazista''.

Sul fatto indagano i carabinieri che al momento non avanzano ipotesi. La 'spaccata' alla sede di Forza Nuova e' avvenuta alla vigilia della manifestazione in programma questo pomeriggio su iniziativa di Arci, Anpi ed altre associazioni antifasciste. Una manifestazione organizzata in risposta ai fatti avvenuti nella notte fra sabato e domenica scorsi quando dodici persone vennero denunciate dai carabinieri per rissa e quattro di esse pure per apologia del fascismo in seguito agli incidenti avvenuti fra un gruppo di giovani di estrema destra e un gruppo di frequentatori del centro sociale Spazio liberato Ex Breda Est. Uno dei frequentatori del centro sociale, rimasto ferito alla testa ha denunciato di aver subito un'aggressione da parte dei giovani fascisti. I carabinieri sequestrarono, fra l'altro, una catena e un coltello.

http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL087700

Terza notte di scontri a Malmoe tra polizia e migranti

Inviato da autonomix | 21 Dic, 2008
Terza notte di scontri a Malmoe. Lo sgombero dell'ex moschea occupata da un gruppo di giovani immigrati fa scattare la reazione. La polizia chiede rinforzi, 22 gli arresti finora


E' la terza notte di scontri quella che è appena passata a Malmoe, in Svezia. I giovani immigrati del sobborgo di Rosengaard si sono ripetutamente scontrati con le forze di polizia, dando fuoco a cassonetti e veicoli, lanciando pietre e bombe molotov.

La tensione è cominciata con lo sgombero forzato di un gruppo di migranti da un'ex moschea, occupata in seguito alla decisione del padrone di riappropriarsi dei muri. Già il 24 novembre l'edificio che aveva ospitato il centro culturale musulmano era stato occupato e poi sgomberato senza problemi.

Finora sono stati 22 gli arresti, gli scontri sono stati talmente violenti che la polizia di Malmoe ha chiamato rinforzi da Stoccolma e dalla vicina Danimarca. Quest'oggi una scuola è andate in fiamme dopo il ripetuto lancio di bottiglie molotov.

Al terzo giorno di rivolta dei giovani immigrati di Svezia comincia a delinearsi meglio il carattere di questa rivolta partita da una zona periferica e molto popolosa di Malmoe: similarmente alla dinamica di inizio dei riot nelle banlieues francesi nel 2005, o alla rivolta che sta infiammando la Grecia, quel che ha fatto scattare l'indignazione è stato un fatto circoscritto (lo sgombero dai locali), il quale si è poi trasformato in altro, potenziato dal protagonismo dei giovani immigrati che stanno partecipando alla sommossa. I riot svedesi sono probabilmente anch'essi da ascrivere al disagio dei giovani immigrati dentro la società dell'oggi, il che non può che quindi avere diretti collegamenti e ragioni economiche e sociali.

Nemmeno loro voglion pagare la crisi...

Bologna - Ordigno alla Corte d'Appello

Inviato da autonomix | 21 Dic, 2008

Bologna, 16 dicembre 2008 - Per l’ordigno esplosivo che questa notte ha fatto saltare in aria una finestra degli uffici della Corte d’Appello in vicolo Monticelli a Bologna, in Procura e’ stato aperto un fascicolo: l’ipotesi di reato, per il momento, e’ il danneggiamento aggravato, oltre alla fabbricazione e al porto illegale di ordigno esplosivo come previsto dalla legge sulle armi. L’inchiesta e’ stata affidata al pm Luca Tampieri del pool antiterrorismo, ma gli inquirenti escludono di contestare l’aggravante di ordine eversivo perche’, spiegano in piazza Trento Trieste, al momento mancano elementi in questo senso.

Il finestrone davanti a cui la bomba artigianale e’ stata piazzata, del resto, fa parte dell’ufficio Unep (Ufficio Esecuzioni, notifiche e protesti), dove hanno sede gli ufficiali giudiziari a cui spetta l’”ingrato” compito di eseguire gli sfratti, pignorare beni e automobili a persone insolventi e indire le aste di vendita. Per cui, se il campo investigativo e’ aperto a 360 gradi, gli inquirenti fin da ora non escludono che potrebbe trattarsi di un gesto casalingo di vendetta da parte di qualche cittadino che ha subito un provvedimento del genere. Ma per ora non e’ nemmeno del tutto chiaro se lo scoppio fosse diretto a colpire le due auto parcheggiate in sosta (una delle quali gravemente danneggiata) piu’ che il palazzo in se’.

Mentre in Procura attendono la relazione dei Carabinieri del Reparto operativo, di certo, per ora, c’e’ che l’edificio non e’ provvisto di telecamere e che chi ha agito, la scorsa notte, lo ha fatto molto in fretta. Appena dieci minuti prima dello scoppio (verificatosi alle 3.30), infatti, proprio li’ davanti era passata una volante della Polizia in servizio di vigilanza dinamica, come hanno riferito i Vigili del fuoco intervenuti.

L’ordigno e’ stato realizzato in modo artigianale, fanno sapere i militari del Reparto operativo, che sul posto hanno trovato frammenti di latta: la polvere da sparo era stata probabilmente chiusa dentro un contenitore di latta, forse una lattina. Posizionata su quel davanzale degli uffici Unep, la bomba artigianale ha completamente scardinato la finestra e ha danneggiato alcune scaffalature piene di faldoni, facendo volare alcune schegge in strada. Nello scoppio, oltre alle due auto gravemente danneggiate, si sono rotti anche i vetri di alcune finestre vicine.

Questa mattina, sul posto dello scoppio, e’ subito arrivato Adriano Battista, vice dirigente dell’ufficio Unep, momentaneamente facente funzione in assenza del numero uno.
Battista ha riferito che lo scoppio ha interessato la stanza adibita ad archivio. I dipendenti dell’Ufficio Unep sono un’ottantina. “Sono 11 anni che lavoro qui e non era mai successo niente di simile- spiega Battista- tutt’al piu’ c’era stato qualche problema di agibilita’”. Il vero problema, secondo Battista, e’ l’assenza di vigilanza. “Non ci sono controlli ne’ telecamere, puo’ entrare chiunque- si sfoga il vice dirigente- questo secondo me non va bene, e’ una struttura assolutamente non controllata”. Sul posto fa capolino anche il presidente della Corte d’Appello, Giuliano Lucentini, che si limita a definire l’accaduto un “fatto grave”.

Giornata di azione internazionale contro gli omicidi di Stato

Inviato da autonomix | 18 Dic, 2008

“Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo” – giornata di azione internazionale contro gli omicidi di Stato, 20-12-2008

Oggi (venerdì), l’assemblea del Politecnico occupato di Atene ha deciso di indire una giornata di azioni di resistenza in Europa e in tutto il mondo in memoria di tutti gli assassinati, giovani immigrati e tutti coloro che stavano lottando contro i lacchè dello stato. Carlo Giuliani; i ragazzi delle banlieues francesi; Alexandros Grigoropoulos e tutte le altre innumerevoli vittime sparse per il mondo. Le nostre vite non appartengono agli Stati e ai loro assassini! Il ricordo dei fratelli e delle sorelle uccisi, degli amici e dei compagni rimane vivo attraverso le nostre lotte! Noi non dimentichiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle, noi non perdoniamo i loro assassini.
Per favore traducete e diffondete questo messaggio per un giorno comune di azioni coordinate di resistenza in più posti possibile in giro per il mondo.


“We don’t forget, we don’t’forgive” – day of internationalaction against state murders, 20 – 12 - 2008

Today (Friday), the assembly of the occupied Athens Polytechnic decided to make a callout for European and global-wide actions of resistance in the memory of all assassinated youth, migrants and all those who were struggling against the lackeys of the state. Carlo Juliani; the French suburb youths; Alexandros Grigoropoulos and the countless others, all around the world. Our lives do not belong to the states and their assassins! The memory of the assassinated brothers and sisters, friends and comrades stays alive through our struggles! We do not forget our brothers and sisters, we do not forgive their murderers. Please translate and spread around this message for a common day of coordinated actions of resistance in as many places around the world as possible.

http://www.occupiedlondon.org/blog
Original callout: http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=943356

Siamo qui, siamo ovunque, siamo l’immagine del futuro.


Pistoia - Aggressione fascista, ricostruzione della serata

Inviato da autonomix | 16 Dic, 2008

Pistoia, sabato 13 dicembre 2008 - Un compagno, al quale esprimiamo massima solidarietà, che si è subito slanciato a fronteggiare i naziskin, è stato colpito con una catena alla testa (quattro punti all'arcata sopraciliare e due dietro la nuca); subito sono sopraggiunti altri compagni, che dopo un breve parapiglia hanno messo in fuga i neofascisti. Alcuni solidali si sono lanciati all'inseguimento e giunti alla "barriera" (noto incrocio pistoiese) hanno trovato ad attenderli carabinieri, polizia e un'auto della digos (si trovavano casualmente a passare di li? mah).
In tutto sono stati fermati 4 naziskin (due sono riusciti a fuggire), 5 compagni ed un passante(!) che, conoscendo uno dei nostri si era fermato per capire cosa stesse succedendo...la serata è terminata alle 3 di notte davanti alla caserma dei carabinieri, dove un centinaio di solidali aveva chiesto fino a quel momento il rilascio dei compagni.
Domenica pomeriggio alla palazzina si è tenuta un’assemblea molto partecipata (un’ottantina di persone) nella quale sono state decise le prossime iniziative da mettere in atto per denunciare l’inasprimento della violenza fascista in città. Al termine dell’assemblea una cinquantina di convenuti hanno organizzato un corteo che ha attraversato la città fino a terminare in piazza del globo dove sono stati attaccati due striscioni (“aggressione fascista allo spazio liberato ex Breda Est” e “Pistoia ripudia il fascismo”) e distribuito numerosi volantini recanti il comunicato scritto durante l’assemblea.

Alcune precisazioni:

secondo quanto scritto stamane dai giornali sarebbe stato trovato un coltello a terra vicino al luogo della colluttazione, in realtà l’arma è stata trovata addosso ad un nazi.

L’aggressione non è stata consumata ai danni di un militante dello spazio liberato ex Breda est, ma ai danni di un componente della rete antifascista, che allo spazio aveva organizzato la serata ma che non fa parte dell’assemblea di gestione del posto.

Questi i fatti, ora “alcune curiosità”…

1- Le forze del disordine:
a) "Casualmente", come già detto, un discreto gruppetto di tutori dell'ordine si trovava alla barriera, l'incrocio verso il quale sono scappati i nazi; dopo il fermo i neofascisti hanno continuato ad inneggiare al duce ed a fare saluti romani, cosa proibita dalla “legge” che i signori in divisa dovrebbero far rispettare (ennesima dimostrazione che ciò che pensiamo di leggi e mastini in divisa è vero). I compagni sono stati caricati in auto in maniera rude, il tentativo di un solidale di far fermare il mezzo che stava portando via alcuni dei sei fermati e terminato con lo stesso trascinato per alcuni metri dall’auto della polizia (i pantaloni si erano impigliati al paraurti).

b) Davanti alla palazzina, durante la ricerca, da parte delle forze del disordine, delle “armi dei nazi, un poliziotto è stato visto passare furtivamente un tirapugni ad un carabiniere (basso, moro, con il pizzetto) che lo ha prontamente infilato nel taschino, all’affermazione di un compagno “un tirapugni!” il poliziotto ha risposto Quale tirapugni? C’è un tirapugni?

2- La ricostruzione dei fascisti: I camerati hanno detto di essere stati aggrediti fuori dallo spazio liberato da una cinquantina di “compagni”, tesi ripresa anche dal comunicato di casapound (che esprime solidarietà agli “aggrediti”)

Alcune domande:
1- Cosa ci facevano otto neofascisti intorno alla palazzina?
2- Perché erano armati (rammentiamo che un coltello è stato trovato addosso ad un camerata)? Risposta valida per entrambe le domande, erano li per aggredire.

Lorenzo Berti, responsabile di casapound (tipo tranquillo condannato a vari mesi per gli scontri durante Pistoiese – Rimini assieme ad un altro militante di CP) afferma che i neofascisti sarebbero stati aggrediti da 50 compagni; ora, come mai se 6 persone sono state aggredite da 50 violenti l’unico che ci ha rimesso è stato un compagno colpito da una catena mentre tra i fascisti non risultano feriti (nemmeno lievi)?

Casapound rifiuta ogni addebito, pur ammettendo che uno dei denunciati “frequenta saltuariamente” il circolo di via San Marco. Ci dovrebbe spiegare allora come mai tra gli aggressori, oltre all’arrestato, ci fosse per lo meno un altro militante del circolo agogè (frequentante la curva della squadra di Basket di Pistoia).

Casapound lamenta danneggiamenti alla loro sede e lettere minatorie al padrone del fondo in cui si trova il circolo. Bene, le scritte ci sono state, e le lettere cui si riferisce il Berti non sono altro che le cartoline preparate dal comitato antifascista sorto nel quartiere dove ha sede agogè: sono tutte firmate nome e cognome, e chiedono lo sfratto dei fascisti, nulla più, tutto facilmente documentabile.

Le responsabilità non sono solo di casapound, osservando le foto dei neofascisti abbiamo notato, oltre alle spillette e le toppe d’ordinanza (celtiche, svastiche, me ne frego! Ecc…) anche una spilletta di “lotta studentesca”, formazione giovanile di forza nuova (sede in piazza San Bartolomeo, 6): questo si leggeva qualche settimana fa sul forum ufficiale di FN riguardo alle tensioni di Firenze tra neofascisti e militanti del centro sociale CPA: un camerata lombardo “INCOMINCIAMO A SPRANGARE STE ZECCHE DI MERDA MICA POSSONO FARLO SOLO LORO, SE IL FASCISMO E' ANTICOSTITUZIONALE CHE INCOMINCIASSERO A GUARDARE COSA E' IL COMUNISMO”; la replica di Rudy Zamperoni di FN Pistoia: “SE DEV’ESSERE GUERRA GUERRA SIA” http://www.forzanuovaforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=3442&SearchTerms=rudy

L’aggressione era evidentemente premeditata, infatti non crediamo che nessuno passeggi armato e che lo faccia casualmente davanti ad un luogo dove si sta tenendo un’iniziativa antifascista, oltretutto, vicino alla palazzina passeggiava amabilmente in compagnia di moglie e figlio un nuovo personaggio pistoiese, che in realtà abita ad Agliana (vicino a Pistoia e dove due settimane fa il nostro amico in camicia nera aveva preso a schiaffi due sedicenni) e proviene da Predappio (appartenente per sua stessa ammissione a Blood and honour, gruppo internazionale “oltre l’estrema destra”. http://www.bloodandhonour.com/index.html)…casualmente era li, casualmente durante l’aggressione, alla quale casualmente ha preso parte uno dei camerati che aveva partecipato assieme a lui ai fatti di Agliana, e casualmente era attaccato al telefono (dava disposizioni?). Quante casualità.

L’atteggiamento dei fasci: Dopo l’aggressione e la breve colluttazione davanti alla palazzina, l’atteggiamento ed i comportamenti dei camerati lasciano trapelare la volontà di attirare verso il globo –dove si trovavano le forze dell’ordine- gli antifascisti, infatti subito dopo il colpo di catena al compagno, hanno voltato l’angolo dello stabile, in direzione globo appunto, ma si sono fermati come per aspettare che qualcuno li inseguisse, lanciando anche improperi verso chi li osservava dalle finestre della palazzina a mo di provocazione.

Claudio Cardillo –responsabile di FN Pistoia- dice che i “cani sciolti” che hanno portato a termine l’aggressione non sono riconducibili a FN (http://www.forzanuovaforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=3947&SearchTerms=pistoia), ma come abbiamo dimostrato sopra (la spilla di lotta studentesca) almeno uno è simpatizzante della formazione di Stefano fiore.

Questi i fatti, ognuno giudichi da sé.

Anche se non ci fossero collegamenti diretti fra le due sedi neofasciste presenti in città (ma su questo ci sono forti dubbi) ed i fatti di sabato sera, è palese e verificabile di quanto l’apertura dei due covi abbia incentivato il fiorire, in città, di certe pratiche che fanno della violenza il primo metodo di azione politica. Non è stata una rissa, è stata un’aggressione premeditata e portata avanti da coloro che appartengono all’area politica (ed alle formazioni ad essa riferite, in primis casapound e forza nuova) che ha portato all’uccisione di Davide Cesare “DAX” a Milano nel 2005, di Nicola Tommasoli a Verona pochi mesi fa, che ha perpetrato l’aggressione agli studenti in Piazza Navona a colpi di cinghia e spranga. Non abbiamo da aggiungere altro, non abbiamo più voglia di parlare.

ANARCHICI/E

 

 Sabato notte c’è stata una premeditata aggressione neofascista presso lo Spazio Liberato Ex Breda Est di Pistoia, dove era in corso una serata antifascista con l’esposizione di mostre, un dibattito ed un concerto a seguire.
Un gruppo di neofascisti si è presentato di fronte allo Spazio Liberato, riuscendo tramite alcune provocazioni e far uscire alcune persone. Nascosti dietro un angolo gli altri davano il via all’aggressione, utilizzando anche armi come catene ecc...
Un ragazzo ha riportato ferite al volto ed è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Gli aggressori sono stati riconosciuti e fotografati, 4 di loro portati in Questura. Da più di un anno ormai il quotidiano tran tran un po’ sornione di Pistoia e periodicamente scosso da fatti del genere. Molti fatti sono di entità più lieve e non raggiungono le cronache dei giornali. Gli eventi di sabato sono sicuramente i più gravi finora accaduti, anche perché dimostrano la chiara volontà di colpire la presenza antifascista sul territorio in tutte le sue forme. Si sta di fatto creando un clima di paura, con aggressioni settimanali nei pub, nei luoghi di ritrovo giovanile ecc... che tende verso una negazione degli spazi, a partire da quelli di socialità per arrivare fino a quelli politici e culturali, ricreando, anche se su una misura di scala diversa, la stessa inquietudine dei primi anni ’20.
Gli atti di violenza sono senza dubbio legati all’apertura, avvenuta nel corso del 2008, di due sedi di organizzazioni neofasciste, Casa Pound e Forza Nuova, nel popolare quartiere di S. Marco nel centro cittadino.
Mercoledì 17 alle 21 presso lo Spazio Liberato invece è previsto lo svolgimento di un assemblea cittadina a cui invitiamo tutti a partecipare per discutere in merito ad una manifestazione contro la violenza da svolgersi sabato 20.
Osservatorio sulle Nuove Destre Pistoia

 

Incendio in casa popolare nelle banlieus. Muoiono 3 bambini a Lione

Inviato da autonomix | 14 Dic, 2008

Momenti di tensione, centinaia di persone in strada hanno contestato il sindaco socialista


Incendio in casa popolare morti tre bambini a Lione

Il palazzo alla periferia di Lione dov'è avvenuto l'incendio

LIONE - Tre bambini dai 5 agli 8 anni, due bimbe e il loro fratellino, sono morti per un incendio nel loro appartamento di Saint Priest, alla periferia di Lione. Il padre e la nonna dei bimbi sono rimasti feriti in modo grave e sono stati ricoverati in ospedale insieme alla madre. Altri due figli della coppia, di 4 e 2 anni, sono invece rimasti illesi. Ancora sconosciute le cause dell'incendio, che si è sviluppato alle prime luci dell'alba nell'appartamento al quarto piano di una palazzina di edilizia popolare costruita negli anni '60.

La tragedia ha fatto molta impressione: centinaia di persone si sono riversate in strada sconvolte e sono scoppiate forti contestazioni poiché la coppia, con cinque figli, aveva chiesto a un ente comunale un appartamento popolare più grande che però era stato loro negato. Un ragazzo ha violentemente attaccato il sindaco socialista, Martine David, accorsa sul posto. "Siete stati voi a rifiutargli un appartamento più grande. Una famiglia con cinque bambini in tre stanze! è colpa vostra!". La signora sindaco, scortata da un assistente, se ne è andata in lacrime.